Tennis, beach e padel mettono in quarantena il Covid. Ora apriamo il libro dei sogni

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Ragazzi, ce la stiamo cavando bene. Solo tre mesi fa il tennis come lo stiamo vivendo ora, pur con tutte le limitazioni del caso, pur nel rispetto delle norme anti-Covid, ce lo saremmo sognato. Invece i circoli che hanno voluto organizzare tornei sono stati premiati con partecipazioni clamorose in fatto di qualità e numeri nettamente superiori agli anni scorsi, i campionati a squadre stanno facendo divertire i giocatori e a livello più alto anche il pubblico, c’è un clima di fiducia e di ottimismo, le ore giocate sono in aumento presso quasi tutti i circoli. Questo grazie alla passione, al coraggio e all’intraprendenza di dirigenti che non si sono fermati, alla voglia di giocare dei tesserati ed al contributo della Federazione che ha spinto per rimettere in moto il movimento.

Ci aspetta una parte finale d’estate tutta da vivere, con il clou rappresentato dagli Internazionali, ma la notizia è che, ad oggi, il movimento non solo è salvo, anzi è vivo e vegeto. Chiaramente i più penalizzati sono i giocatori di vertice vista la mancanza di attività internazionale, ma la base tiene. Allora godiamoci questo fantastico mondo del tennis, del beach tennis e del padel. Ve lo dico con il cuore, siamo fortunati. Per il mio mestiere mi devo occupare anche di calcio e vi posso assicurare che in quel mondo il Covid non ha reso migliore nessuno, anzi se possibile la situazione è peggiorata.

Ora vi spiego cosa vorrei fare ancora in questo mondo del tennis che occupa la mia vita da 45 anni. Vorrei che ci vedessimo, ci incontrassimo, perché il tennis senza scambi, di palline, ma anche di parole, rischia di diventare come il calcio. Il mio sogno è creare un club di dirigenti, tecnici, giocatori, giornalisti, un Club Service di tennisti, che si radunasse una volta al mese per una conviviale, con un relatore, occasione di convivialità e soprattutto l’occasione per parlare di noi, del nostro movimento. Ogni volta in una città diversa della nostra Romagna, ogni volta con un ospite-relatore diverso. Si ascolta, si dibatte, si mangia, si scherza. Poi mi piacerebbe che in ogni provincia il delegato Fit sentisse l’esigenza, una volta l’anno, di riunire i circoli e premiare le eccellenze. E’ incredibile quanti giocatori, quanti giovani, quanti circoli non vengano premiati e valorizzati per quello che in ogni stagione realizzano sulla scena nazionale e regionale. E poi vorrei che i circoli valorizzassero meglio il loro capitale, più comunicazione, più conferenze stampa, più relazioni, più ambizione. Non fate più i tornei solo per i vostri soci, pensate, come fanno in tutti gli altri sport, che fuori dai vostri cancelli, c’è un mondo che magari è interessato al tennis, al beach ed al padel e non sa come rapportarsi con queste discipline.

Io sono qua, con i colleghi di Net-Gen, per darvi una mano. E siccome a me piace sognare, lo posso fare solo mettendo in campo le idee. Spero si possa fare a novembre il Galà del tennis giovanile riminese, che ha sempre avuto un successo clamoroso. E di sicuro ricorderemo, sempre a novembre, il grande amico e collega Viviano Vespignani con il Tennis Club Faenza ed il Panathlon Club di Faenza e Imola in una conviviale nella quale cercheremo di ricreare la mitica redazione di “Match Ball” di cui Viviano era il direttore. Hanno già dato la loro adesione i colleghi Stefano Semeraro ed Enrico Schiavina. Per idee, proposte e iniziative che ci facciano sognare insieme io sono qua.

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“Le infinite radici della bellezza del tennis sono autocompetitive. Si compete con i propri limiti per trascendere l’io in immaginazione ed esecuzione.”

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