Ebbene sì, il romagnolo continua ad essere la lingua ufficiale del beach tennis. La conferma più significativa arriva dalla XII edizione dei Campionati Mondiali, in dirittura d’arrivo sulle spiagge di Terracina, dove Giulia Gasparri e Ninny Valentini hanno conquistato sabato sera il titolo iridato e nel maschile Tommaso Giovannini disputa domenica la finale.
Le due azzurre, seconde testa di serie e fresche campionesse d’Europa, dopo il 62 64 infitto in semifinale alla brasiliana Joana Cortez e all’altra italiana Flaminia Daina, quarto binomio del torneo, si sono ripetute anche nel match clou liquidando per 62 63 la venezuelana Patricia Diaz e la brasiliana Rafaella Miiller, numero 3 del tabellone, approdate alla finale a spese dell’altro binomio tricolore composto da Sofia Cimatti e Nicole Nobile, prima coppia del seeding (63 36 10-8 lo score del testa a testa sul filo dell’equilibrio).
Al di là di quel che dice il punteggio, non sono mancati i brividi per le due romagnole, in particolare a inizio secondo set quando ricadendo dopo un colpo Valentini ha sentito una fitta al ginocchio sinistro, che ha messo in apprensione la coppia romagnola e il numeroso pubblico presente sul Centrale. L’intervento del fisioterapista ha però scongiurato l’ipotesi di un ritiro della giovane azzurra, che è riuscita a portare a termine l’incontro. “E’ stato un match incredibile – ammette la 22enne atleta cervese, al primo titolo iridato – Dopo aver saltato ho sentito un crack nel mio ginocchio e subito tanto dolore. Avevo davvero paura di non poter proseguire la partita…”.

“Ninny è la mia compagna in campo e nella vita, per questo ci tenevo particolarmente a vincere questo torneo”, le parole a caldo di Giulia Gasparri che nel secondo set si è fatta carico delle difficoltà di Valentini, zoppicante durante la premiazione. “Quando si è infortunata, naturalmente ho temuto il peggio. Lei però ha dimostrato di essere una roccia e dopo essersi fatta male ha continuato. Volevamo vincere la partita, io le ho dato tutto il mio supporto ed è andata bene”, afferma la 29enne di Mordano, al quarto trionfo ai Mondiali.Un’amalgama che la coppia romagnola ha perfezionato torneo dopo torneo, come sottolinea la numero uno del mondo: “Quest’anno abbiamo fatto un percorso quasi netto. Abbiamo vinto sette degli otto tornei disputati, perdendo una sola finale. Sapevamo di essere favorite e ci sentivamo tali, questo naturalmente ci ha messo un po’ di pressione, ma abbiamo lavorato tanto per questo e siamo contente di esserci prese il titolo. Giocare il Mondiale in casa è speciale e la nostra speranza è che questo torneo resti in Italia. La stagione però non è finita, ci sarà il Mondiale a squadre a Rio de Janeiro. Sarà la prima volta che giocheremo questa manifestazione in Brasile e anche lì l’atmosfera sarà bellissima, perché il Brasile insieme all’Italia è la patria del beach tennis”.


Domenica emette il suo verdetto anche il tabellone maschile e pure in questo caso a contendersi il titolo iridato c’è una delle punte di diamante del beach di casa nostra. Il lughese Tommaso Giovannini e il russo Nikita Burmakin, seconda testa di serie, dopo l’affermazione per 75 61 nei quarti su Diego Bollettinari e Marco Faccini non hanno lasciato scampo (64 62) ai brasiliani Andrè Baran e Vinicius Font, accreditati della terza testa di serie, e trovano dall’altra parte della rete Doriano Beccaccioli e Mattia Spoto, n.5 del seeding e reduci dalla conquista del titolo continentale a Sofia, che dopo aver stoppato nei quarti per 67 63 10-7 il cesenate Michele Cappelletti e lo spagnolo Antomi Ramos Viera, prima testa di serie, hanno superato 62 76(8) in semifinale i francesi Nicolas Gianotti e Theo Irigaray, quarta forza del torneo.


