Stiamo a casa ma facciamo un po’ di sport “con la mente”, con un libro

Siamo costretti ancora a casa dall’emergenza Coronavirus, e allora in attesa di poter tornare a scendere in campo sfruttiamo questo tempo per fare un po’ di sport almeno “con la mente”, regalandoci una piacevole lettura.

Ecco qualche segnalazione e consiglio, partendo da dieci libri che riguardano il mondo del tennis – perdonate se non brillano per originalità… – per poi ampliare il tema allo sport in generale, con altri dieci titoli. Ovviamente sono semplici suggerimenti in un ventaglio di proposte davvero ampio, consapevoli che anche tanti altri testi meritano di essere letti. E in questo caso eventuali aggiunte da parte vostra, amiche e amici, sono più che gradite. Buona lettura!

 

IL CODICE FEDERER
di Stefano Semeraro (Pendragon – prefazione di Gianni Clerici)

Vent’anni di osservazione. Come quando si studia un qualche straordinario fenomeno della natura per carpirne i segreti e comprenderne l’unicità. Del resto, per chi ama il tennis, Roger Federer appartiene davvero alla categoria dei fenomeni irripetibili. Stefano Semeraro, bolognese, giornalista de ‘La Stampa’, segue da vent’anni l’infinita e luminosa parabola del tennista svizzero. Lo ha rincorso in tutto il mondo, da Wimbledon a New York, da Roma a Shanghai, mentre Federer si aggiudicava novantasei tornei, di cui 20 Slam. Lo ha persino disegnato sul taccuino, per cercare di decifrarlo meglio. Il risultato è una biografia, “Il codice Federer”, che è anche un racconto, quasi un romanzo, delle sue (tante) vittorie e dei suoi (rari) passi falsi, arricchito dai mille aneddoti rubati a chi Federer lo ha incontrato sul campo e ne ha condiviso la vita randagia del tennista professionista. I ritratti dei suoi avversari più pericolosi, da Andre Agassi a Novak Djokovic, da Rafa Nadal ad Andy Murray, e le statistiche curate dall’esperto Luca Marianantoni, raccolte in coda, completano il quadro della carriera ormai oltre ogni aggettivo del Genio di Basilea.

 

SEMBRAVA UN GIOCO. Per ridefinire la percezione del tennis
di Luca Gasparini (Book Time)

Sembra un manuale per fanatici tennisti: lo è. Sembra un prontuario per imparare a vincere: lo è. Sembra un saggio per superare le paure della vita: lo è. “Sembrava un gioco” è tutto questo. Dissertando con levità di tennis, si arriva a cogliere il nocciolo della questione: come affrontare le difficoltà della vita e vivere felici. Adriano Panatta un giorno disse: “Il tennis è stato inventato dal diavolo”. Come aveva ragione. È uno sport cattivo, si gioca da soli contro un avversario dall’altra parte del campo che si presenta infido e che vuole azzerare il suo nemico. Difficilissimo fare pronostici, le variabili sono infinite e l’essere umano è sempre lo stesso: in fondo in fondo ha paura di non farcela. Il primo nemico, allora, è dentro se stessi. Come prepararsi alla guerra? Affilando le armi? No, Luca Gasparini, che è maestro e filosofo, non insegna a diventare cattivi, ma ci prende per mano e con leggerezza ci accompagna attraverso la tecnica del tennis e colpo dopo colpo ci ritroviamo a capire qualcosa di noi stessi che prima non intuivamo neppure. Affrontare il match come le difficoltà nella vita normale diventa quasi facile: il segreto? Le tre C: calma, concentrazione e contentezza. Non è semplice arrivarci, ma attraverso la saggezza dell’autore e mettendo alla prova le nostre durezze, si approda all’attitudine di fare bene con piacevolezza.

 

““IL PALPA”. IL PIÙ FORTE DI TUTTI”
di Federico Ferrero e Roberto Palpacelli (Rizzoli)

Vita, match e miracoli del più grande talento mancato del tennis italiano e non solo. “Poteva diventare un fuoriclasse”, lo dicono praticamente tutti quelli che l’hanno incrociato, da Adriano Panatta a Paolo Bertolucci, da Diego Nargiso a Paolo Canè. Invece quel ragazzo in grado di colpire la palla in modo speciale, Roberto Palpacelli, classe 1970, è finito nel tunnel più buio, quello della droga e dell’alcol. La sua carriera da professionista non è mai incominciata, ma ora – diventato padre – sulla soglia dei cinquant’anni sta provando a ricostruirsi una vita lontano dai suoi demoni, come insegnante di tennis. Un libro sul tennis sì, ma anche e soprattutto sulle debolezze, le fragilità, la sopravvivenza, le prove di rinascita. Quasi una sorta di discesa agli inferi e ritorno. Una storia forte, dal notevole impatto emotivo, non a caso già acquistata come diritti per produrre un film, magari all’americana, i migliori nel raccontare sul grande schermo vicende come questa.

 

OPEN. La mia storia
di Andre Agassi (Einaudi)

 

Nella autobiografia (una delle più riuscite tra quelle dei campioni dello sport mondiale) Andre Agassi racconta “di aver odiato l’idea di giocare a tennis e di avere vissuto nell’incubo di un padre ossssivo e prevaricatore”Mike, ex pugile iraniano che lo voleva campione a tutti i costi (gli appendeva una palla da tennis sopra il seggiolone), era un padre-padrone fuggito dall’Iran e diventato maggiordomo al ‘Caesars Palace’ di Las Vegas. Lui ha inculcato senza scrupoli il tennis ad Andre: “Odio il tennis, lo odio con tutto il cuore, eppure continuo a giocare, continuo a palleggiare tutta la mattina, tutto il pomeriggio, perché non ho scelta. Per quanto voglia fermarmi non ci riesco”.
Nel libro, scritto da J.R. Moheringer, vincitore di premi Pulitzer – alla 37esima ristampa in Italia, dove ha venduto 371mila copie –  trovano spazio pure i timori per la perdita dei capelli e gli amori per le dive Brooke Shields e Barbara Streisand fino alla donna della vita, anche lei leggenda della racchetta, Steffi Graf. Il tutto viaggiando sempre sulle spalle del gigantesco preparatore fisico Gil Reyes, che lo ha allenato e accompagnato sulle strade della vita, un po’ amico, un po’ secondo padre. Una vita da tennista che è un grande romanzo.

 

VITE BREVI DI TENNISTI EMINENTI 
di Matteo Codignola (Adelphi)

Matteo Codignola ci parla di tennisti celebri e meno, confessando come già altri autori che ”la scrittura ha una valenza terapeutica e raccontare un vizio una volta per tutte sia il modo migliore per lasciarselo alle spalle e girare pagina”. Il vizio di Codignola è il tennis, sport che pratica da quando aveva sette anni e naturalmente, nonostante quella convinzione ”ingenua e pericolosa” per chi fa il suo mestiere, è convinto dell’impossibilità di guarire, come ha capito durante la ”semi di Wimbledon 2018 tra Isner e Anderson” che non ha trovato insopportabile e noiosa, ma si è ”goduto quelle sette ore di servizio e quasi nient’altro” senza soffrire, anzi. Prima che il ragazzone in copertina, Jack Kramer, lo chiudesse per sempre nella confortevole camicia di forza del professionismo, il tennis era un mondo libero e per molti versi alieno, dove ognuno sembrava dare, del gioco, un’interpretazione quantomeno personale. Da Torben Ulrich (musicista, suonatore di clarinetto) che tentava di cogliere, in stadi e palazzetti, il suono perfetto della palla sulle corde, tanto da rifiutare per queste ragioni sonore le nuove racchette di metallo, a “Teach” Tennant, che aveva insegnato a Carole Lombard e Joan Crawford e cercava di trasformare le sue giocatrici in “statue di tennis”. Da Art Larsen che seguiva sempre e solo i consigli del suo coach immaginario, l’aquila reale appollaiata, durante i match, sulla sua spalla, fino a Whitney Reed, giocatore maledetto dalla vita sregolata, il quale poteva arrivare a un torneo col ritardo di una giornata, che aveva perso appresso a una hostess incontrata in aereo.

Quel mondo rivive in questi racconti, che sono lunghe didascalie di altrettante foto d’agenzia degli anni Cinquanta, trovate per caso nella valigia di un collezionista. Così da far emergere qualcosa di cui il tennis arcaico era intessuto: un meraviglioso intrico di storie.

 

TERRIBILE SPLENDORE
di Marshall Jon Fisher (66th and 2ND)

Il 20 luglio 1937 il campo centrale di Wimbledon è “verde e teso come un panno da biliardo”. È il giorno della finale interzone di Coppa Davis e di fronte a quattordicimila spettatori va in scena la più bella partita di tennis di tutti i tempi: l’imberbe proletario dai capelli rossi Donald Budge affronta l’idolo del pubblico, il barone tedesco Gottfried von Cramm. Sul finire della Grande depressione, alle soglie della Seconda guerra mondiale, il significato dell’incontro tra l’americano numero uno al mondo, che l’anno seguente avrebbe realizzato il primo Grande Slam della storia, e l’elegante aristocratico tedesco travalica i confini dello sport: Budge si batte per la gloria della patria, von Cramm per la sua stessa vita. Inviso al regime nazista per le sue idee e le sue inclinazioni sessuali, sorvegliato dalla Gestapo, la strategia di sopravvivenza del barone funziona sulla base dei successi collezionati sul campo. Von Cramm però sembra teso, il suo volto meno luminoso del solito. Poco prima del match una telefonata imprevista deve averlo messo in agitazione: “Era Hitler, voleva augurarmi buona fortuna”. Il tedesco ha preparato l’incontro con il supporto di Bill Tilden, la superstar del tennis americano nel decennio precedente, caduta in disgrazia in patria ma suo grande amico personale. Ne esce una partita incredibile, della quale, per la prima volta nella storia, la BBC effettua la radiocronaca diretta.

 

GOAT
di Emanuele Rosso (Coconino Press-Fandango)

Emanuele Rosso ha creato un libro unico, il primo “mockumentary” a fumetti sul tennis. Ovvero, la biografia di un tennista che non esiste, Idris Arslanian, che non ha punti ATP e gioca solo il torneo di Marsiglia sognando di battere i Fab Four. E’ un racconto di formazione, Idris è un archetipo di tutti quelli che iniziano a giocare, di chi gira per le periferie del tennis inseguendo il suo posto al sole.

 

IL TENNIS COME ESPERIENZA RELIGIOSA
di David Foster Wallace (Einaudi)

Ottimo tennista (ha sfiorato il professionismo), David Foster Wallace è considerato uno dei più grandi scrittori del nostro tempo e ha scritto pagine memorabili sul tennis, anche al centro di “Infinite Jest”, il suo grande romanzo, ambientato in una Tennis Academy americana e considerato un capolavoro. Questo libricino contiene due saggi brevi, il secondo dei quali (“Federer come esperienza religiosa”) è passato alla storia come uno dei momenti più alti di scrittura dedicata al tennis. E’ qui che si trovano i “Federer moments”, e che meglio viene descritta l’emozione estetica che milioni di appassionati nel mondo provano vedendo giocare il fuoriclasse di Basilea. Per tanti, il migliore di sempre. Un piccolo capolavoro dall’autore di “Questa è l’acqua”, forse il più bel saggio (brevissimo) sul senso della vita.

TENNIS
di John McPhee (Adelphi)

Premio Pulitzer e firma di punta del “New York Times”, l’autore nel 1969 ha un’idea originalissima: rivedere la registrazione della semifinale dei primi Us Open, quelli del 1968, tra Arthur Ashe e Clark Graebner insieme ai due protagonisti, facendosi raccontare aspetti tecnici ed emozioni punto dopo punto. Ashe era il primo giocatore afroamericano a giocare una partita a quel livello in campo maschile. I due sono coetanei, fanno entrambi parte della squadra statunitense di Coppa Davis ma Ashe pensa che Graebner giochi “come un borghese bianco conservatore” e Graebner ritiene che Ashe giochi “semplicemente come un nero”. Non è tanto il risultato finale che conta (si sa che vinse Ashe, conquistando poi il torneo sull’olandese Okker) ma il viaggio nella mente e nelle atmosfere della partita attraverso gli occhi e i freschi ricordi di due protagonisti così diversi che rende la storia imperdibile. Uno spaccato di storia del tennis e della nostra società occidentale da gustare fino in fondo, in un’epoca tennistica ormai lontana e poco esplorata, quella ‘in bianco e nero” del passaggio tra dilettantismo (o presunto tale) ed Era Open.


DRITTO AL CUORE
di Flavia Pennetta (Mondadori)

E’ l’autobiografia di Flavia Pennetta, scritta nel 2011, dopo che la grande giocatrice azzurra era riuscita a entrare, prima italiana nella storia, tra le prime dieci della classifica mondiale Wta. Aveva anche già conquistato tre Fed Cup e (tra singolare e doppio) 26 titoli Wta. Un racconto che viene prima dell’impresa più grande, la vittoria dello Slam, quel titolo agli Us Open 2015 subito dopo il quale ha annunciato il suo ritiro dall’attività agonistica. Ma l’assenza di questa gloriosa parte finale non toglie nulla alla storia di una persona e atleta eccezionale che ha sempre vissuto con pienezza, dentro e fuori dal campo raggiungendo grandi traguardi attraverso momenti felici e momenti di grande crisi, oltre i quali è sempre andata crescendo come tennista e come persona. Flavia racconta tutto, con sincerità, anche quello che per altri sarebbe stato imbarazzante. Ed è un regalo grande perché rende la sua storia verissima, qualcosa con cui confrontare la nostra di lettori-tennisti, ciascuno al suo livello, ciascuno con i suoi problemi, umani e sportivi. E non sentirci soli.

ALTRI SPORT

 

IL CALCIO E LA BICICLETTA SCOMPARSA di Marco Cattaneo e Billy Costacurta (Salani editore)

Seconda uscita della collana dei racconti di “Zio Billy”. Lettura ideale per bambini appassionati di calcio, con le storie vere di grandi campioni raccontate in modo originale, ma perfette anche per mamme e papà, come favole della buonanotte. Lo stile è lo stesso, inconfondibile, con cui Marco Cattaneo ci sta raccontando in questi giorni la nostra “partita” contro il Coronavirus.

 

THE MAMBA MENTALITY
di Kobe Bryant (Rizzoli)

Un manuale con i dettami del Mamba, da leggere ma non solo, grazie alle bellissime fotografie che lo impreziosiscono. A due mesi dalla tragica scomparsa del campione del basket Nba, con un forte legame con l’Italia, un modo per continuare a ricordare quello che ci ha insegnato con l’esempio dentro e fuori dal campo.

 

SUITE 200. L’ULTIMA NOTTE DI AYRTON SENNA
di Giorgio Terruzzi (66th and 2ND)

Sabato 30 aprile 1994, Hotel Castello. Nella Suite 200 si consuma l’ultima notte di Ayrton Senna. Terruzzi, grazie a uno stile secco e ritmico, ricostruisce con lente psicanalitica la complessità di Senna pilota e uomo, disseziona l’origine del mito. Ne viene fuori un ritratto intimo e inatteso, avvincente nel suo approssimarsi al momento fatale: un campione al cospetto del suo talento, ma anche il profilo di un mondo che dopo il primo maggio 1994 non sarebbe stato più lo stesso.

 

RINASCERE
di Manuel Bortuzzo (Rizzoli)

La storia di come, “dopo aver conosciuto l’abisso della disperazione”, il nuotatore vittima del drammatico incidente del 2 febbraio 2019 (quando per uno scambio di persona è stato colpito alla schiena da un proiettile che gli ha provocato una lesione midollare completa) è rinato. Un libro manifesto della sua enorme forza di volontà.

 

CAPOLAVORI
di Mauro Berruto (Add editore)

Allenare, allenarsi, guardare altrove. In altre parole, imparare a vedere le cose anche da altri punti di vista. Un viaggio tra sport, letteratura e arte in un fluire di storie e aneddoti raccontati da un grande allenatore-leader.

 

NON GIOCO PIÙ, ME NE VADO
di Gianni Mura (Il Saggiatore)

E’ morto oggi Gianni Mura, tra i più ispirati giornalisti sportivi del nostro tempo. Ci lascia pagine indimenticabili di sport, di calcio e di ciclismo. Di poesia. “Non gioco più, me ne vado”: un libro su di noi, che ci riconosciamo in quelle sfide, in quei momenti. C’è il giorno memorabile e il giorno comune, il giorno euforico e il giorno disperato. Sfilano i campioni in campo. I panchinari. Gli arbitri. Il quarto uomo. Sfilano i campioni sulla strada. I gregari. I fotografi. I suiveurs e i giornalisti. Il durante e il dopo. L’attesa, la tensione, la rassegnazione, la gioia. L’euforia. La poesia. 

 

L’ARTE DI RIMETTERSI IN PIEDI di Amy Purdy (Mondadori)

L’America si è innamorata di Amy Purdy quando questa incredibile donna con le gambe “bioniche” è riuscita ad arrivare in finale nella versione Usa di “Ballando con le stelle”, con il suo partner Derek Hough. Ma ciò che il pubblico ha visto è solo una parte delle vicende che l’hanno segnata. Per la prima volta Amy rivela l’intensa e commovente storia del risveglio spirituale vissuto in seguito a un’improvvisa e gravissima malattia, a causa della quale ha dovuto subire l’amputazione di entrambe le gambe. Appena 19enne, sospesa tra la vita e la morte, Amy ha una visione nella quale alcune persone le dicono: “Puoi venire con noi, oppure restare. Non importa cosa accadrà: alla fine tutto avrà un senso”. Amy sceglie la vita. Nonostante la prognosi infausta, dimostra una straordinaria vitalità e determinazione, che la porteranno a superare enormi difficoltà. E non solo tornerà a camminare, ma riuscirà anche a vincere una medaglia nello snowboard cross alle Paralimpiadi di Sochi 2014.

 

IL SUO NOME È FAUSTO COPPI
di Maurizio Crosetti (Einaudi)

A cento anni dalla nascita, i trionfi, le sconfitte, gli amori, le tragedie di Fausto Coppi raccontati con la voce dei personaggi che gli sono stati vicini: dai famigliari ai fedeli gregari, dalla dama bianca all’amico-rivale Gino Bartali. A ognuno di loro Maurizio Crosetti affida un pezzo di storia, e attraverso di loro affresca l’avventura sportiva e umana di un’anima inquieta che ha incarnato l’essenza stessa di un’Italia fiaccata dalla guerra ma in cerca di nuovo entusiasmo. 

 

NON DIRMI CHE HAI PAURA
di Giuseppe Catozzella (Feltrinelli)

Samia è una ragazzina di Mogadiscio. Ha la corsa nel sangue. Ogni giorno divide i suoi sogni con Alì, che è amico del cuore, confidente e primo, appassionato allenatore. Mentre intorno la Somalia è sempre più preda dell’irrigidimento politico e religioso, mentre le armi parlano sempre più forte la lingua della sopraffazione, Samia guarda lontano, e avverte nelle sue gambe magre e velocissime un destino di riscatto per il paese martoriato e per le donne somale. Gli allenamenti notturni nello stadio deserto, per nascondersi dagli occhi accusatori degli integralisti, e le prime affermazioni la portano, a soli diciassette anni, a qualificarsi alle Olimpiadi di Pechino. Arriva ultima, ma diventa un simbolo per le donne musulmane in tutto il mondo. 


VITTORIE IMPERFETTE. Storie di donne e uomini che non si sono arresi
di Federico Vergari (Lab DFG editore)

In libreria dal 23 aprile, l’opera propone venti brevi biografie, venti vite di atleti che non si sono mai arresi davanti a nulla e anche quando sarebbe stato più facile mollare tutto, si sono rimboccati le maniche e sono ripartiti. La vita era in debito e loro le hanno presentato il conto. Da Marco Pantani ad Assunta Legnante, da Michael Jordan a Tazio Nuvolari, passando per Novak Djokovic e Federica Pellegrini. Tra infortuni, guerre, conflitti interiori, lotte per l’emancipazione femminile e incidenti i protagonisti di questo libro hanno saputo trovare le motivazioni per riscrivere la propria esistenza sportiva e non solo. Storie che raccontano anche la diversa abilità, la parificazione dello sport tra uomo e donna e l’emancipazione femminile in alcuni sport da sempre appannaggio esclusivo maschile, come il calcio e la boxe. 

5/5

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“Le infinite radici della bellezza del tennis sono autocompetitive. Si compete con i propri limiti per trascendere l’io in immaginazione ed esecuzione.”

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