Lucia Bronzetti non dimenticherà mai questa fine di maggio come pure la città di Rabat. Nel “Gran Prix Sar la Princesse Lalla Meryem”, torneo WTA 250 dotato di un montepremi di 259.303 dollari andato in scena sulla terra rossa della capitale del Marocco, la 24enne di Villa Verucchio (n.102 del ranking) ha infatti conquistato il suo primo titolo nel circuito maggiore, dopo la finale persa a Palermo l’estate scorsa, che le era valso il record al 50° posto mondiale.
Dopo i significativi segnali positivi emersi la settimana scorsa nel Wta 125 di Firenze, dove aveva raggiunto la semifinale cedendo di misura nel derby tricolore con Jasmine Paolini (poi trionfatrice), la tennista riminese ha coronato una settimana perfetta: dopo le affermazioni all’esordio sulla svedese Peterson (tornando a vincere un match in un main draw del circuito maggiore dopo 10 sconfitte), al 2° turno in rimonta sulla tedesca Maria, n.64 WTA ed ottava testa di serie, e poi sulle statunitensi Parks, n.40 del ranking e quarta testa di serie del torneo, e Stephens, n.35 del ranking e seconda favorita del seeding, Lucia ha completato il suo percorso netto imponendosi per 64 57 74, dopo due ore e 48′ di lotta, sull’austriaca Julia Grabher, n.74 WTA, alla prima finale WTA in carriera. Bronzetti diventa così la quinta italiana nell’albo d’oro del torneo dopo Rita Grande (2003), Alberta Brianti (2011), Francesca Schiavone (2013) e Martina Trevisan (2022).

Nel terzo testa a testa fra le due (uno pari il bilancio dei precedenti, con la riminese a segno al primo turno dell’ITF da 25mila dollari di Torino e Julia vincitrice in finale nell’ITF da 60mila dollari di Bellinzona nel 2021, sempre sulla terra), Bronzetti, solida in fase difensiva con entrambi i fondamentali, firma il break al primo game. L’austriaca, che gioca colpi alti e carichi per allontanare la riminese dal centro ed eventualmente variare in lungolinea, paga un doppio fallo e due gratuiti da fondo. Il vantaggio dura poco. Grabher inizia ad aprirsi di più il campo e completa il contro-break. Vince tre game di fila, da 0-2 a 3-2, ma Bronzetti risponde con una contro-striscia di tre giochi consecutivi. Brava la romagnola a non perdere il filo della partita. Tornata in vantaggio di un break, complice un doppio fallo dell’austriaca sulla palla break (3-3 15-40), la 22enne riprende a tessere la sua tela fatta di colpi lavorati e profondi, colpi che rimbalzano alti come nella migliore tradizione degli schemi classici da terra rossa. La costruzione accurata dei punti fa la differenza e alla prima occasione, con una prima vincente, Bronzetti chiude il primo set con un autorevole turno di battuta tenuto a zero.
Anche in avvio di secondo set, l’azzurra mantiene la resa elevata con il servizio: vince infatti otto punti su nove nei primi due turni di battuta. Il terzo è più lungo e lottato, ma Bronzetti tiene ai vantaggi senza concedere palle break. E’ più tenace l’azzurra, meno esposta agli effetti della tensione nel corso della finale. Sue le prime palle break del set (4-4 30-40): l’austriaca salva la prima ma non la seconda. Bronzetti serve per il match ma non chiude. Sulla palla break, incassa una risposta sulla riga dell’austriaca che però viene chiamata out. Bronzetti, che è sulla palla, non la tocca. La giudice di sedia Julie Kjendlie controlla il segno, si accorge che è buona ma non fa ripetere il punto, lo assegna direttamente a Grabher: 5-5. Bronzetti applaude, con evidente quanto amaro sarcasmo. La partita gira, cambia, prende una direzione diversa. L’avversaria, pur in vena di regali, cancella tre chances dell’immediato contro-break. Fa e disfa, ma alla fine tensione rabbia si rivelano un mix pesante per l’italiana che cede di nuovo il servizio e di conseguenza il set.
Ma gestire le emozioni di una finale richiede una consuetudine con questo tipo di partite che nessuna delle due può vantare. Il pathos che scandisce la finale ne è la chiara conseguenza. Bronzetti è la prima a cedere il servizio, va sotto 3-1 ma Grabher le lancia una scialuppa di salvataggio. Gli errori dell’austriaca aumentano, Bronzetti invece torna a credere nel primo titolo in carriera. Infila quattro game di fila, e punto dopo punto chiama anche a raccolta il pubblico. E alla fine, dopo l’ultimo errore di Grabher, può stendersi sulla terra rossa e lasciar scorrere lacrime di gioia per una vittoria che ripaga di tanto lavoro.
Grazie ai punti conquistati in terra marocchina Lucia balzerà al n.65 della classifica mondiale.


