Creare ambienti sani, con adulti alleati per il benessere degli atleti, considerati prima di tutto come persone uniche in cerca di una consapevolezza di sé oltre la performance. E’ uno degli obiettivi fondamentali del progetto “Sana Cultura Sportiva”, portato avanti ormai da anni dal maestro Fabrizio Serafini e che per il secondo anno di fila vede un suo evento inserito nel programma di iniziative della Wellness Week della Wellness Foundation.
L’appuntamento è dunque per giovedì 26 settembre, con inizio alle ore 18.45, nella club house del Tennis Club Riccione, con patrocinio del Comune. Una conferenza e al tempo stesso un momento formativo, con la possibilità di interazione costante da parte di tutti i partecipanti – istruttori, tecnici, famigliari, ragazzi – per parlare di “Sana Cultura Sportiva”.
Insieme a Serafini, docente certificato FITP e laureato in Sociologia, Filosofia, Pedagogia, che ha presentato il progetto (anche titolo di un suo libro) in numerosi incontri pubblici, coinvolgendo tra l’altro fino ad oggi oltre 5.000 studenti e relative famiglie, dalla terza media alla quinta superiore, saranno presenti alcuni special guest che con le loro suggestioni contribuiranno a rendere ancor più stimolante il confronto.
Porteranno la loro esperienza diretta, infatti, Eraldo Pecci, ex calciatore e oggi commentatore e opinionista per la Rai, il maestro Enrico Casadei, campione del mondo over di tennis, la pattinatrice azzurra Elena Bertozzi, vice campionessa europea, e i “gemelli volanti” Giulio e Nicola Ciotti, ex nazionali di salto in alto e olimpionici (il primo attuale allenatore di Gian Marco Tamberi). Il mondo degli adulti ha responsabilità educative importanti nei confronti dei giovani sportivi.
“La sana cultura sportiva è un progetto che nasce dall’esigenza di lavorare all’unisono per il bene degli allievi, lontano da fanatismi ed esasperazioni – spiega Serafini – ricordandoci che prima ancora di essere “atleti” siamo persone. Istruttori, tecnici e famigliari sono chiamati a svolgere un ruolo fondamentale, ciascuno diverso e definito, che va rispettato. Per ottenere un ambiente sereno, occorre aprirsi al confronto e ad una messa in discussione ciclica, affinché gli atleti possano esprimersi e crescere con valori e principi indelebili, consapevoli dell’importanza del percorso sportivo, metafora della vita. Praticare attività sportive è una fortuna, un dono, e va ricordato, anche per mantenere alta la motivazione e il piacere di inseguire un sogno, potendo così immaginare la meraviglia di un grande risultato sportivo!”.


