Un’altra lezione speciale del maestro Fabrizio Serafini sul tema “Sana Cultura Sportiva”, che è anche il titolo di uno dei suoi libri. Il tecnico riccionese, alla Scuola dello Sport CONI a Roma, ha aperto la giornata di lunedì 8 maggio del corso per i nuovi 120 futuri maestri nazionali, allievi dell’Istituto di Formazione Roberto Lombardi, arrivati da tutta la Penisola durante gli Internazionali d’Italia al Foro Italico, con una relazione dedicata proprio a questo tema.
Dunque l’occasione per un importante approfondimento e confronto a livello nazionale con molti tecnici, sia allievi che relatori.
“Di fronte a una platea così qualificata mi sono soffermato sul fatto che gli allievi sono persone prima che atleti – spiega il maestro del Tennis Club Riccione di rientro dalla Capitale – e, a prescindere dai loro risultati, desiderano essere considerati, amati, per quello che sono e non per quello che ottengono dalle loro prestazioni, evitando così fanatismi ed esasperazioni. Insomma l’allievo/a è al centro: è lui il vero protagonista, noi adulti siamo alleati per il bene dei giovani. E tutto questo per salvaguardare l’anima“.


Fabrizio (Briz) Serafini, maestro di tennis nazionale FIT (ha seguito le orme del padre Piero), professionista dal 1988, ha conseguito a fine marzo la sua terza laurea: dopo quelle in Sociologia e Filosofia all’Università di Urbino e la specializzazione in “Antropologia della comunicazione” presso l’Università La Sapienza di Roma, ha infatti aggiunto la laurea magistrale in pedagogia all’Università Guglielmo Marconi di Roma, con la super votazione di 110 e Lode.
Nel 1998 Serafini ha scritto “Il tennis aiuta i giovani a crescere meglio”, quindi nel 2004 ha fondato l’Osservatorio Sociologico Sportivo Riccione e pubblicato il relativo libro. E’ autore del progetto rivolto alle scuole “Alla ricerca di una sana cultura sportiva”, con un nutrito programma di incontri in vari istituti del territorio.


