Un sogno a tinte verde, bianco e rosso, da far diventare realtà. Ecco il desiderio che muove tutti i componenti della squadra del Circolo Tennis Massa Lombarda, da due mesi a questa parte protagonista di una straordinaria cavalcata che l’ha portato fino alla finale scudetto di serie A1 maschile, competizione affrontata per la nona volta, la terza di fila dopo le sei vissute fra 2016 e 2021.
Dopo aver dettato legge nel girone 3 all’italiana centrando per la prima volta la qualificazione ai play-off del massimo campionato nazionale (16 le compagini in gara), nella semifinale con formula andata e ritorno la formazione romagnola è riuscita nell’impresa di eliminare il Tennis Club Santa Margherita Ligure, compagine dichiaratamente costruita per puntare al titolo dopo aver visto sfumare solo al doppio di spareggio lo scorso anno l’ingresso all’ultimo atto. Domenica 7 dicembre, dunque, sui campi in sintetico indoor dello Stampa Sporting Torino (gli stessi che qualche settimana fa hanno ospitato gli allenamenti di Jannik Sinner e degli altri campioni impegnati alle Atp Finals) il team targato Oremplast (la famiglia Pagani è da tempo partner del sodalizio di via Fornace di Sopra in un progetto sportivo legato al territorio che ha pochi eguali nella Penisola) sfiderà per il titolo il Match Ball Firenze, che nell’altra semifinale ha prevalso sullo Sporting Selva Alta Vigevano.

“Si tratta di un traguardo storico, e forse irripetibile, per il nostro piccolo circolo, che però ha dimostrato di saper fare cose grandi – sottolinea il presidente Giorgio Errani, padre di Sara, da un paio d’anni alla guida del club – Merito dei nostri capitani Michele Montalbini e Alessio De Bernardis, ma soprattutto del gruppo di atleti, ma prima ancora uomini, straordinari che abbiamo l’onore di avere in squadra. Anziché scegliere di “accontentarsi” della salvezza, che è sempre e comunque per noi un obiettivo importante, hanno messo l’impegno e la voglia di provarci fino in fondo davanti ai loro interessi personali di atleti e si sono messi a disposizione totale della squadra. Uno spirito di gruppo, un’amicizia dentro e fuori dal campo e una determinazione che fanno onore allo sport. La dedica di questa finale scudetto va giocoforza ad Oreste Pagani, che ci ha sempre supportato e ha sempre sottolineato i principi più sani, nella vita e nello sport, che devono essere la nostra guida. L’orgoglio per questo traguardo è grande, ma non copre il dispiacere di non poterlo avere testimone di questo exploit in prima fila”.

Sono comprensibilmente ore di febbrile attesa nella cittadina romagnola (meno di 11mila abitanti), balzata agli onori delle cronache per le gesta di questa squadra rivelazione all’insegna della linea verde. Ne fanno parte Giulio Zeppieri, Francesco Forti, l’under 18 Jacopo Vasamì, i ‘vivaio’ Lorenzo Rottoli e Jacopo Bilardo, Peter Buldorini, Pietro Ricci, Alessio De Bernardis oltre allo slovacco Martin Klizan. Saranno un centinaio i tifosi che li sosterranno di persona nel capoluogo piemontese (il circolo ha organizzato anche un pullman), molti di più probabilmente quelli che soffriranno davanti alla tv, seguendo le dirette di SuperTennis.


“Abbiamo sempre disputato i play-out nelle nostre partecipazioni al massimo campionato e sinceramente non ci aspettavamo di arrivare sino alla finale – riconosce il capitano Michele Montalbini – e proprio per questo non vediamo l’ora di vivere questa inedita avventura. Anche perché la nostra peculiarità è quella di essere un gruppo di amici che va a giocare la domenica soprattutto con il piacere di stare insieme, disposti a fare un sacrificio uno per l’altro, e per il sottoscritto è davvero divertente essere il loro capitano. E quando parlo di gruppo intendo anche quei ragazzi che in questa stagione non sono stati mai schierati, come ad esempio i fratelli Giovannini, che non hanno mancato mai di fare la loro parte in termini di sostegno e supporto ai compagni o a chi siede in panchina. Non abbiamo un organico ampio come altri club, però in termini di compattezza e unione non siamo secondi a nessuno. Del resto cerchiamo di tenere nel tempo l’ossatura della squadra, inserendo ogni volta un tassello. E in quest’ottica spero che tale zoccolo duro possa rimanere per i prossimi 10 anni, considerando che il più vecchio è Forti che ha 26 anni. Il Match Ball Firenze? E’ un avversario di spessore, con elementi di qualità e anche validi giocatori ‘vivaio’, altrimenti non sarebbe arrivato fin qui… Sarà una partita bella da giocare, dove a fare la differenza potrebbe essere la gestione della tensione per l’importanza della posta in palio. Vista la pianificazione degli allenamenti che ci ha comunicato la federazione, partiremo già venerdì per Torino e nelle due giornate di vigilia della sfida valuterò le condizioni dei miei atleti per poi effettuare le scelte di formazione. Di sicuro siamo tutti carichi e motivati a dare il massimo. D’altronde siamo partiti dalla serie D1 25 anni fa, ed è un miracolo essere da 15 anni in A per noi che abbiamo cominciato tutto facendo sogni davanti a un piatto di cappelletti e a un bicchiere di vino. Ecco perché sarebbe un’emozione indescrivibile per me poter dedicare qualcosa di veramente speciale ad Oreste Pagani, che era sempre il primo a ricordarci, con il suo sorriso, che non esistono imprese impossibili ma solo ostacoli da superare e limiti da abbattere”.


