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webinar Sleep & performance Dorelan

Sonno e performance sportiva in tempi di pandemia: il webinar Dorelan con i materiali presentati

“Il ruolo del sonno nella performance sportiva” è stato lo stimolante tema al centro del convegno promosso da Dorelan per diffondere la cultura del sonno e del riposo, e il suo ruolo fondamentale nella prestazione sportiva e nella metodologia di allenamento. Un tema reso ancora di più stringente attualità e rilievo dalla pandemia di coronavirus che nel 2020 ha sconvolto le vite di tutti noi, con effetti notevoli – in termini negativi – anche di ansietà e profondi disturbi del sonno nelle persone comuni e pure negli atleti. E proprio questo è stato un po’ il filo conduttore della terza edizione di questo appuntamento – unico nel suo genere nel panorama nazionale – che anziché in presenza come le precedenti si è dovuto svolgere in forma di webinar.

 

IL MATERIALE PRESENTATO NEL WEBINAR SLEEP & PERFORMANCE

 

DORELAN E LA MISSION DEL COMITATO SCIENTIFICO – Ad aprire i lavori il saluto introduttivo di Giulio Modanesi, che ha ricordato rapidamente le peculiarità dell’azienda Dorelan, nata poco più di cinquanta anni fa (1958). Attualmente conta 300 dipendenti, con un sito produttivo a Forlì di 35mila metri quadrati complessivi, che in pratica nei suoi 14 reparti racchiude cinque imprese in una dato che comprende l’intero processo della filiera al suo interno, in grado di realizzare 2000 prodotti al giorno all’insegna del rigoroso made in Italy. Una produzione totalmente green, basata su forme rinnovabili. “La convinzione alla base del nostro lavoro è che il buon sonno determini una vita migliore e quindi promuoviamo il benessere a 360 gradi – ha sottolineato Modanesi – In tale ottica finanziamo la ricerca di un gruppo di esperti in forma totalmente indipendente”. Il riferimento è al Comitato Scientifico di Dorelan, composto da docenti universitari e specialisti in discipline medico-sportive, e nato con la ‘mission’ di promuovere la ricerca e divulgare le conoscenze acquisite nel campo del riposo e del recupero per il miglioramento dell’efficienza psico-fisica in ambito sportivo e nella vita di tutti i giorni. In tal senso è chiamato a svolgere le funzioni di proposta, promozione, consulenza, coordinamento del progetto ReActive, così da approfondire in particolare gli effetti e l’impatto delle componenti legate al sonno sulle performance sportive.

LA TORRE: L’INCOGNITA COVID SUI GIOCHI DI TOKYO – A presiedere il Comitato Scientifico è Antonio La Torre, direttore tecnico della Federazione Italiana Atletica Leggera, che nel suo intervento si è soffermato su cosa è cambiato da Tokyo 2020 a Tokyo 2021.Le Olimpiadi non si sono svolte solo durante i conflitti bellici mondiali, il Covid-19 senza sparare proiettili ha fatto più danni”, ha sottolineato La Torre, che dopo aver ribadito come il sonno condizioni ogni giorno le capacità prestative degli atleti ha attinto dalla sua esperienza personale nel settore atletica, citando alcuni esempi di azzurri capaci di recitare un ruolo da protagonisti sulla scena internazionale anche in una stagione tormentata per la pandemia. E’ il caso del pesista Leonardo Fabbri (“ha letteralmente cambiato la sua dimensione), del 20enne Edoardo Scotti, che ha stabilito il record italiano sui 400 metri, e del mezzofondista Yeman Crippa, che ha migliorato il primato nazionale sui 5000 metri dopo aver ottenuto quello dei 3000. Il Dt della Fidal ha con legittima soddisfazione evidenziato un dato: oltre trenta atleti italiani sono presenti nella Top 30 in Europa. 
Quindi ha spostato l’attenzione sulla tematica del sonno, ricordando come “si è finalmente capito che sarà un aspetto determinante da considerare per tutte le preparazioni, insieme con il jet-lag e il cambiamento della tempistica della programmazione”, citando pure le frasi sul valore del riposo di due campioni noti a livello globale come Usain Bolt e Roger Federer. In vista di Tokyo 2021 “quello del fuso orario sarà solo uno dei problemi, abbiamo una strategia tenuto conto che una trasferta aerea transoceanica come quella che ci attende equivale a due giorni di carico di allenamento, lo abbiamo capito da Rio 2016. Il problema è legato a quella che sarà anche la situazione della pandemia, tanto che gli organizzatori hanno un piano E: in particolare non è da escludere l’ipotesi di una ‘bolla’ per atleti e tecnici delle delegazioni e un’altra è prevista per i media accreditati, quindi come si potrà arrivare 15 giorni prima? Sarà impossibile, anche per la gestione degli allenamenti in avvicinamento al giorno della competizione”.

Convegno "Sleep & Performance"
Antonio La Torre e Jacopo Vitale, membri del Comitato Scientifico Dorelan

VITALE: QUALITA’ DEL SONNO E SPORT, I NUOVI FRONTI DI STUDIOJacopo Vitale, Direttore Laboratorio del Movimento e Scienze dello Sport all’IRCCS dell’Istituto Ortopedico Galeazzi, ha svolto una relazione dal titolo “Restrizione e deprivazione del sonno”. Ricerche sul campo hanno infatti mostrato come l’isolamento sociale ha provocato effetti negativi, con impatto sul sonno e il volume di allenamento degli atleti. Dopo un rapido excursus sugli studi sulla qualità del sonno sviluppati nel recente passato, come quello sui giocatori professionisti di basket della Unieuro Forlì (serie A2 maschile), o i dati ricavati dal monitoraggio del sonno degli atleti Fidal, dei nuotatori durante stage in altura, sui triatleti della Fitri e dei pallavolisti della Vero Volley Monza, Vitale ha ricordato i progetti in corso e quelli futuri su questo ambito in fase di elaborazione grazie a Dorelan Research. In particolare ha fornito qualche anticipazione su un progetto che sta per partire all’Istituto Galeazzi, dedicato ad approfondire la conoscenza della colonna vertebrale in posizione distesa, “mettendo a confronto dati e immagini di risonanze magnetiche sulla semplice tavola con quelle su materasso”. Ulteriore conferma che gli studi di questo gruppo di ricerca sono caratterizzati da una fortissima innovatività: sicuramente all’avanguardia in Italia e non solo nello studio della relazione tra sonno e sport, dal punto di vista scientifico, con una collaborazione sempre più importante con chi svolge l’attività sul campo per dare un supporto concreto al miglioramento delle prestazioni.

EFFETTI DELLA PANDEMIA SULLE PERFORMANCE DEI CICLISTI – Si sono soffermati appunto su “Effetti della pandemia su umore e qualità del sonno dei ciclisti”, invece, Francesca Vitali, ricercatrice universitaria e psicologa dello sport (Università di Verona), in particolare delle nazionali giovanili Fidal, e Francesco Chiappero, esperto di preparazione fisica. La ricerca condotta su un gruppo di atleti Master di ciclismo mostra come il covid-19 abbia influito su attività fisica, comportamenti alimentari e perdita del sonno. Al contempo ci sono stati effetti psicologici: impatto sull’umore e stati emozionali, si è notata la presenza di livelli di ansia più alti nelle persone maggiormente informate sul virus e più probabili anche sui giovani (under 35). In sostanza un insieme di reazioni fisiche, cognitive, interpersonali, emozionali innescate da una situazione di emergenza, che può essere catalogata come sindrome post traumatica da stress. “La deprivazione di sonno ha un effetto negativo sulla performance sportiva: sonno e performance sono intimamente correlati fra loro – ha rimarcato Francesca Vitali – Inoltre sonno, umore e allenamento sono interconnessi, nel senso che un corretto allenamento favorisce un miglioramento del sonno e un corretto bilanciamento di tali aspetti rafforza la salute dell’atleta”. In questa chiave di lettura è stato verificato attraverso i questionari compilati che un beneficio importante nella qualità del sonno percepita deriva dall’utilizzo del materasso Reactive.

Convegno "Sleep & Performance"
Jacopo Vitale e Antonio La Torre durante il convegno “Sleep & Performance” del 2019 alla Dorelan

IMPATTO DEL LOCKDOWN SUL RIPOSO E GLI ALLENAMENTI“Monitoraggio del sonno durante la pandemia di Covid-19 in atleti d’elite” è il titolo dell’attività di ricerca sviluppata su 101 nazionali azzurri dell’atletica leggera, illustrata da Stefano Borghi, giovane ricercatore laureando all’Università San Raffaele di Milano. Gli atleti  hanno risposto a un questionario su dati demografici, pratica sportiva e abitudini di sonno prima, durante e nel mese successivo al ‘lockdown’. Una raccolta dati – al campione degli sportivi professionisti si è aggiunto un sondaggio più esteso condotto con 885 questionari Dorelan – che ha evidenziato un aumento della latenza del sonno durante il lockdown, lo spostamento in avanti dell’orario di coricamento e di quello di risveglio e come l’attività fisica sia diminuita, nel numero di giorni ma soprattutto nelle ore settimanali, con una perdita del 33% del volume di allenamento.

LOMBARDI: “CORTISOLO INDICATORE DI STRESS”Giovanni Lombardi, Direttore Laboratorio Biochimica Sperimentale all’IRCCS dell’Istituto Ortopedico Galeazzi e Professore dell’Università dello Sport di Poznan, ha posto la sua attenzione su “Il ritmo del cortisolo salivare come indicatore di stress”. Il cortisolo, ormone di tipo steroideo (derivante cioè dal colesterolo) prodotto dalle ghiandole surrenali, durante l’attività fisica determina il rilascio di glucosio da tessuto adiposo e grasso inducendone la produzione a livello epatico. Un eccesso provoca tanti effetti sul nostro organismo, a vario livello, ed è anche per questo che è l’ormone simbolo dello stress per la valutazione dello stato di salute e molecolare dell’atleta. Di conseguenza il messaggio ribadito è che la gestione dei carichi di lavoro e dell’alimentazione aiutano a migliorare lo stato fisiologico e il recupero in un atleta.

SIAS: “L’ADATTAMENTO NEGLI ALLENAMENTI DEI TRIATHLETI” – Ad analizzare che cosa è successo proprio al carico di lavoro durante il lockdown è stata la testimonianza di Marco Sias (uomo di campo, gestisce la preparazione di atleti di alto livello, come l’ha descritto La Torre), che ha spiegato come anche a causa della chiusura delle piscine e del divieto di svolgere attività fisica sia stato necessario in quel periodo “modificare la routine degli allenamenti e nel triathlon questo è qualcosa di complesso per la quantità di discipline da allenare ogni giorno”. Nella pratica un esempio di resilienza, con varie modalità di adattamento ma sempre nel rispetto delle regole e dei protocolli previsti da norme e decreti.

IN QUARANTENA TANTA RESILIENZA ANCHE NEGLI ATLETI – Proprio sul concetto di resilienza ha posto l’accento il professor La Torre nel tirare le conclusioni dei lavori del seminario. “In sostanza allenarsi in quarantena richiede flessibilità e pragmatismo, così come appunto tanta resilienza, ciò significa che anche atlete e atleti devono tirare fuori il meglio di loro stessi in una situazione del tutto particolare e imprevista come quella che stiamo tutti vivendo”, le parole del presidente del Comitato Scientifico Dorelan, mandando però un messaggio forte e chiaro, anche e soprattutto a chi è chiamato a prendere decisioni: “Teniamo sempre presente che l’attività fisica potenzia la risposta immunitaria dell’organismo, quindi è giusto rimarcare come sia uno dei modi per contrastare il dilagare della diffusione del coronavirus”.

Convegno "Sleep & Performance"
Alcuni componenti del Comitato Scientifico Dorelan in occasione del Convegno “Sleep & Performance” 2019

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