Enrico Dalla Valle

Dalla Valle: “Ora penso alla salute, tornerò in campo con uno spirito diverso”

L’emergenza Coronavirus ha come fatto calare la saracinesca sul circuito professionistico del tennis, oltre a cambiare la vita a milioni di persone (senza dimenticare il dramma delle vittime). Al primo annuncio di giovedì 12 marzo delle istituzioni che sovraintendono allo sport della racchetta – ATP, WTA e ITF – di uno stop di sei settimane è seguito mercoledì 18 il comunicato congiunto con cui si protrae la sospensione fino al 7 giugno. Decisioni difficili e pesanti per addetti ai lavori, tifosi e in primis per gli stessi protagonisti, che dall’oggi al domani si sono trovati a dover fare i conti con una realtà problematica, anche e soprattutto perché mai affrontata prima. Un avversario ben più subdolo e pericoloso di quelli che trovano quotidianamente dall’altra parte della rete. E’ il caso, ad esempio, di Enrico Dalla Valle che al momento dello stop si trovava a Monastir per disputare un torneo Future da 15.000 dollari, dove era la seconda testa di serie ma in cui ha dato forfait al secondo turno.

“QUANDO HO SCOPERTO CHE TUTTO ERA CANCELLATO HO PENSATO A TORNARE” – “C’era preoccupazione e fino all’ultimo ero stato indeciso se partire o meno, decidendo in extremis di acquistare il biglietto aereo – racconta il 21enne ravennate andando con la mente all’inizio del mese – a differenza di altri ragazzi del Piatti Tennis Center che hanno preferito rimanere in sede. Alla luce di quel che stava accadendo in Italia io ogni giorno chiedevo sempre informazioni al direttore del torneo in Tunisia e venivo rassicurato sul fatto che non ci fossero problemi, dopo che lui aveva contattato anche la Federazione Internazionale. Dopo aver vinto il primo turno, andando a guardare gli appuntamenti della settimana successiva come facciamo spesso noi giocatori, ho scoperto che era tutto cancellato. E così dopo averci pensato un po’ su qualche ora ho deciso di ritirarmi, dando priorità assoluta alla mia salute e cercando un volo per rientrare, che già cominciavano a scarseggiare. Mi è dispiaciuto sul momento visto che cominciavo ad avvertire le giuste sensazioni sul campo e dentro di me ero convinto di poter arrivare in fondo al torneo, però a mente fredda sono convinto sia stata la scelta giusta. Anche perché nella giornata in cui è arrivata la notizia dello stop si è scatenato il caos generale: capisco che non fosse semplice, però credo che la situazione potesse essere gestita da chi di dovere in maniera diversa”.

Enrico Dalla Valle con Jannik Sinner
Enrico Dalla Valle con Jannik Sinner

STOP ALLE ATTIVITA’ ANCHE AL PIATTI TENNIS CENTER – In effetti anche il ritorno a casa non è stato dei più agevoli per il romagnolo, inserito dalla FIT nell’elenco degli atleti di interesse nazionale autorizzati ad allenarsi. “Non c’erano più collegamenti diretti disponibili per l’Italia e così ho volato su Nizza e ho raggiunto Bordighera, sede del Piatti Tennis Center, fermandomi lì qualche giorno con la speranza che con la vicinanza a Montecarlo dove fanno base tanti giocatori, anche Jannik Sinner ad esempio in questi giorni, fosse possibile allenarsi. Invece così non è stato, anche perché con la diffusione del contagio da coronavirus anche in territorio francese sono state introdotte importanti restrizioni. La struttura e i campi a Bordighera devono rimanere chiusi in ottemperanza al Decreto del governo e allora a inizio settimana sono rientrato a Ravenna, dove mi attengo strettamente a quelle che sono le disposizioni delle autorità in un momento così particolare”.

“SOLO ESERCIZI FISICI, CI SARA’ TEMPO PER IL TENNIS” – Dalla Valle infatti per il momento ha messo da parte la racchetta, limitandosi a curare la parte fisica. “Almeno una volta al giorno mi sento in videochiamata con il preparatore atletico e mi dedico ad una serie di esercizi, sfruttando il fatto che abitando un po’ fuori città ho a disposizione un giardino con spazi aperti dove poterli svolgere senza problemi, all’aria aperta. Ci sarà tempo per lavorare sulla parte tennistica, anche perché è stato annunciato che il circuito rimarrà fermo almeno sino al 7 giugno. Adesso nei miei pensieri c’è solo il rimanere in salute e mi auguro che tutti quanti ragionino allo stesso modo: con questo virus non c’è da scherzare e il solo fatto che si tratti di una pandemia dovrebbe metterci tutti all’erta”, sottolinea Enrico, che dopo aver chiuso in maniera brillante il 2019, con la finale alle Red Bull Next Gen Finals a Milano, andate in scena in parallelo all’evento Under 21 che ha visto trionfare Jannik Sinner, puntava dichiaratamente molto su questa annata per un ulteriore salto di qualità dopo che nella primavera scorsa aveva lasciato il centro federale di Tirrenia per trasferirsi al Piatti Tennis Center.

Ortisei Challenger: Enrico Dalla Valle
Enrico Dalla Valle (foto Roland Strimmer)

“PREPARAZIONE OFF SEASON TOSTA, NE RACCOGLIERO’ I FRUTTI” – “Eravamo consapevoli che all’inizio della stagione avrei faticato e che i risultati avrebbero tardato un po’ ad arrivare, quindi non sono preoccupato di questo – ammette il ravennate, attualmente numero 420 del ranking mondiale – . Del resto a dicembre mi sono tolto quattro denti del giudizio tutti insieme e quindi ho cominciato un po’ a rilento la preparazione off season, nella quale abbiamo cambiato moltissime cose rispetto al passato. Abbiamo lavorato tantissimo, come mai prima personalmente, e sono convinto che sia la strada giusta. Non a caso, a Monastir cominciavo ad avere riscontri positivi sul piano del gioco…”.

“TORNERO’ IN CAMPO CON UNO SPIRITO DIVERSO” – Poi lo stop forzato che, non essendoci certezza sui tempi di superamento dell’emergenza sanitaria, rende impossibile una benché minima programmazione tennistica. “Riprenderò a giocare sulla terra, era già nei piani dopo Monastir, con l’intenzione di alzare il livello e disputare tornei challenger compatibilmente con la mia classifica. Nelle prossime settimane faremo il punto della situazione con Cristian Brandi, il mio principale punto di riferimento ora che Stefano Napolitano si è operato e Paolo Lorenzi ha deciso di fare base negli Stati Uniti. Di sicuro ci vorrà ancora tempo prima di tornare alla normalità, visto che se in Italia in questi giorni siamo vicini al picco del contagio, in altri Paesi sono più indietro di qualche settimana. La mia speranza è il circuito riparta quando non ci saranno più rischi per la salute e si possa svolgere con tranquillità il nostro lavoro, perché devo riconoscere che le ultime settimane prima dello stop sono state davvero difficili anche sul piano psicologico. Gli altri guardavano noi italiani con aria strana, con diffidenza, quasi fossimo degli ‘untori’. E questo mi ha fatto riflettere non poco. Sono un tennista professionista e amo quello che faccio e i sacrifici che può comportare: sinceramente non vedo l’ora di tornare a competere in campo e quando sarà possibile sono certo che lo farò con uno spirito e una consapevolezza diversa dopo questa esperienza – conclude Enrico – dando certe cose meno per scontato e apprezzando ogni giorno ancora di più quel che riesco ad ottenere”.

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Enrico Dalla Valle in campo allo Sporting Milano 3 (foto FIT – Crimaudo)

 

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