Alluvione a Maiorca: Nadal ospita sfollati e aiuta a pulire dal fango

Vittime, persone disperse e tanti sfollati. E’ davvero tragico il bilancio dell’alluvione che ha colpito Maiorca, l’isola delle Baleari dove è nato e vive tuttora Rafael Nadal. Proprio il numero uno del mondo, originario di Manacor, si è subito messo in moto per dare aiuto ai suoi conterranei. Il fuoriclasse spagnolo ha offerto ospitalità nelle strutture della sua accademia a chi è rimasto senza una casa o un posto in cui dormire, accogliendo una cinquantina di sfollati. 
E’ un giorno triste per Maiorca – ha scritto il vincitore di 11 Roland Garros su Twitter -, tutte le mie condoglianze vanno ai famigliari delle vittime dell’alluvione. La mia vicinanza alla città di San Llorenc. Vista la situazione, abbiamo deciso di aprire le porte della Rafa Nadal Academy a tutti gli sfollati e a chi ha bisogno di un posto dove stare“.

RAFA SI UNISCE AI VOLONTARI PER PULIRE ACQUA E FANGO – Ma non è finita qui. Oltre ad avere risposto all’appello della Protezione Civile, Nadal, rimasto molto colpito dalla tragedia, dimostrandosi ancora una volta un campione anche fuori dal campo si è messo subito lui stesso all’opera per dare una mano: Rafa si è unito alla gente di Sant Llorenc des Cardassar per aiutare a ripulire da acqua e fango le case e le strade dopo le piogge torrenziali che hanno devastato l’area orientale dell’isola. In un video diffuso da El Pais le telecamere hanno registrato l’atleta maiorchino impegnato con gli altri volontari a spalare fango in prima persona in un’officina meccanica allagata.  

La copertina di ‘Marca’ con Nadal impegnato con i volontari

ALMENO DIECI MORTI, UN BIMBO DISPERSO – Almeno dieci persone sono annegate e un bambino di cinque anni risulta disperso, oltre a una coppia di turisti tedeschi: è il bilancio delle vittime provocate dalle piogge torrenziali e dalle inondazioni killer che hanno colpito da martedì la parte orientale di Maiorca. Le immagini che arrivano dall’isola mostrano uno scenario desolante: detriti, auto ammassate le une sulle altre, strade impraticabili per la marea di fango. Sono più di 600 le persone che si sono messe al lavoro per i soccorsi, tra militari, polizia, vigili del fuoco e altro personale di emergenza. Duecento gli abitanti che hanno dovuto lasciare le loro case. Molti hanno passato la notte nel centro sportivo di Manacor.
Iniziano a circolare le storie delle vittime. Tra loro c’erano anche dei turisti in vacanza nell’isola: una donna olandese e una coppia di turisti britannici. Questi ultimi sarebbero annegati in un taxi. Sembrano fragili anche le speranze di ritrovare vivo il bambino che ancora manca all’appello. Era con sua madre e sua sorella in macchina quando sono stati sorpresi dal diluvio. La donna, prima di morire, è riuscita a mettere in salvo l’altra figlia ma non ha avuto il tempo di fare altrettanto con il piccolo. Il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez è volato sull’isola e ha annunciato lo stato d’emergenza per la località di Sant Llorenc. L’area, ha detto, “può contare sul sostegno del governo per tornare alla normalità il prima possibile“. Anche l’Ue è intervenuta con il commissario per gli aiuti umanitari Christos Stylianides, che si è detto pronto a fornire tutta l’assistenza supplementare necessaria alla Spagna.

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