Nadal, ottavi e conferma sul trono. Ok Djokovic e Del Potro, out Zverev e Kyrgios

Non hanno alcuna intenzione di lasciare spazio alla Next Gen del tennis, almeno per il momento, Rafa Nadal e gli ultratrentenni che occupano i piani alti del circuito. E’ il messaggio, più o meno esplicito, che dal Centre Court di Wimbledon ha lanciato il 32enne mancino spagnolo: il maiorchino ha regolato con il punteggio di 61 62 64, in due ore e spiccioli, l’australiano Alex De Minaur, numero 80 Atp, che grazie ai successi in 4 set su Marco Cecchinato e il francese Pierre-Hugues Herbert ha comunque ottenuto il suo miglior piazzamento in uno Slam. Un’affermazione non banale, quella ottenuta sul 19enne pupillo di Lleyton Hewitt, nato a Sydney ma che ha il suo quartier generale ad Alicante, in Spagna, visto che assicura a Nadal la certezza di rimanere sul trono di numero 1 anche al termine del terzo Major stagionale, nel ranking che sarà pubblicato lunedì 16 luglio. “E’ un risultato positivo ottenuto contro un giocatore pieno di energia”, il primo commento a caldo di Rafa.

Rafael Nadal è sicuro di rimanere numero 1 del mondo anche dopo Wimbledon (foto AELTC/Tim Clayton)

RAFA NON SUPERA GLI OTTAVI DAL 2011 – Un primo passo significativo per Nadal, al rientro nel circuito dopo l’11esimo trionfo parigino, quindi senza nessun torneo di avvicinamento sull’erba, per rafforzare la sua autostima su questa superficie, sicuramente quella in cui si trova meno a suo agio. Non è un caso che dei 17 trofei Slam nella bacheca di Manacor solo un paio sono stati conquistati a Londra (2008 e 2010), dove vanta pure altre tre finali, ma dal 2011 non supera gli ottavi. E proprio questa potrebbe essere una motivazione ulteriore per il “re della terra”, che per interrompere questa striscia non particolarmente positiva dovrà fare i conti – dopo la “Middle Sunday” – con il ceco Jiri Vesely (1 metro e 98 di altezza), numero 93 della classifica mondiale, vincitore in quattro set sull’azzurro Fabio Fognini, numero 16 Atp e 19esima testa di serie.

EDMUND KO, NOLE 44 VOLTE NEGLI OTTAVI SLAM – A proposito di ‘Present Gen’, a ribadire il concetto ci ha pensato anche Novak Djokovic, rovinando un po’ anche il sabato dei tifosi british. Che si erano illusi dopo aver visto Kyle Edmund, numero 17 Atp e 21 del seeding, per la prima volta ai sedicesimi del Major di casa e ultimo esponente della Unione Jack in corsa, aggiudicarsi il primo parziale. Ma poi è salito in cattedra il serbo, numero 21 della classifica mondiale e 12esima testa di serie, che ha ingranato la giusta marcia finendo per imporsi per 46 63 62 64, così da prendersi la rivincita per il ko patito in primavera al secondo turno del “1000” di Madrid. Si tratta della 61esima vittoria a Wimbledon per Nole (18 ace e 41 vincenti, anche se ha convertito solo 4 delle 17 palle break avute), al quinto posto della speciale classifica nell’Era Open davanti a John McEnroe e mettendo nel mirino Pete Sampras, a quota 63 successi nel “Tempio”. Ma soprattutto con questo successo l’ex numero uno del mondo, che per tre volte ha alzato il trofeo di The Championships (2011, 2014 e 2015), ha raggiunto per 44 volte gli ottavi a livello Slam, rimanendo in seconda posizione da solo (prima la condivideva con Jimmy Connors) dietro Roger Federer, imprendibile a quota 61.

Novak Djokovic celebra il successo su Kyle Edmund (foto AELTC/Tim Clayton)

Era un match assai difficile contro Kyle, che mi aveva già messo in difficoltà con il suo gioco recentemente. Quest’anno è molto migliorato nel rovescio e al servizio, mentre il suo diritto era già prima un’arma pericolosa“, le parole del 31enne di Belgrado. Djokovic troverà dall’altra parte della rete nel “Manic Monday” il russo Karen Khachanov, numero 40 Atp, che ha saputo recuperare due set di svantaggio al Next Gen statunitense Frances Tiafoe, numero 52 del ranking, finendo per spuntarla con lo score di 46 46 76(3) 62 61 ed eguagliando il risultato ottenuto due volte al Roland Garros.

DELPO DOMINA PAIRE E TROVA SIMON  – Pochi ne parlano, o quanto meno lo evidenziano, preferendo concentrarsi sulle gesta di Roger Federer o Rafa Nadal, però sotto traccia sta procedendo di buona lena anche Juan Martin Del Potro. L’argentino, numero 4 della classifica mondiale e quinta testa di serie, alla prima uscita stagionale sull’erba – si era cancellato dal Queen’s per un problema fisico – si è guadagnato un posto negli ottavi senza lasciare per strada alcun set: dopo aver dominato al secondo turno un avversario assai temibile su questa superficie come lo spagnolo Feliciano Lopez, numero 70 Atp ma con un best ranking al 12esimo posto nel 2012, capace su questi campi di issarsi per tre volte sino ai quarti di finale, la Torre di Tandil non ha concesso scampo neppure al francese Benoit Paire, numero 47 Atp, in precedenza autore dell’eliminazione del Next Gen canadese Denis Shapovalov, numero 25 della classifica mondiale e 26esima testa di serie.

Del Potro e Paire (foto AELTC/Ben Solomon)

E’ sembrato in costante controllo ‘Palito’, anche quando ha ceduto il servizio a metà secondo set, piazzando l’immediato contro-break e poi facendo suo il tie-break, che ha smorzato le velleità del transalpino tutto genio e sregolatezza: 64 76(4) 63 il punteggio con cui, dopo due ore e 24 minuti, il sudamericano ha colto la sua 20esima vittoria su questi campi, record assoluto per un argentino (a 19 era giunto pure David Nalbandian), il primo del suo Paese ad aver raggiunto per quattro volte gli ottavi. Gli 87 match vinti a livello Major lo collocano invece al secondo posto tra i connazionali dietro solo a Guillermo Vilas (139 successi e 45 sconfitte). Del Potro, alla nona partecipazione a Church Road dove vanta come miglior risultato le semifinali nel 2013, ha concrete speranze di proseguire il suo cammino nella metà inferiore del tabellone: l’ostacolo per i quarti sarà infatti rappresentato da un altro ‘bleus’, il 33enne Gilles Simon, numero 53 del ranking mondiale, che ha superato in quattro set, per 61 67(3) 63 76(2), l’australiano Matthew Ebden, numero 51 Atp.

SASCHA CROLLA ALLA DISTANZA CON GULBIS: LETTONIA IN FESTA – Si era salvato venerdì rimontando Taylor Fritz, grazie anche all’interruzione per oscurità della sera precedente, ma stavolta è stato lui a crollare alla distanza. Il tedesco Alexander Zverev, numero 3 del mondo e quarta testa di serie, è un’altra delle vittime eccellenti di questo pazzo Wimbledon 2018: il 21enne di Amburgo, che il mese scorso al Roland Garros era riuscito ad arrivare per la prima volta nei quarti di un Major, è infatti uscito di scena al terzo turno, caduto sotto i colpi del lettone Ernests Gulbis, numero 138 della classifica mondiale, passato attraverso le qualificazioni, che giovedì aveva già domato in cinque set il bosniaco Damir Dzumhur, numero 23 Atp e 27esima testa di serie. Si è imposto con lo score di 76(2) 46 57 63 60, in tre ore e 20 minuti, il giocatore di Riga, 30 anni a fine agosto, ex numero 10 del mondo, regalando così in compartecipazione con Jelena Ostapenko una giornata storica al suo Paese, che mai prima aveva avuto due suoi esponenti negli ottavi di uno Slam.

NISHIKORI STOPPA KYRGIOS E FA 350 MATCH VINTI – Gulbis si giocherà un posto nei quarti di finale con il giapponese Kei Nishikori, numero 28 del ranking mondiale e 24 del tabellone, che sta tornando protagonista dopo i guai fisici della passata stagione: a farne le spese è stato, in questo caso, l’australiano Nick Kyrgios

Nick Kyrgios, eliminato al 3° turno da Nishikori

, numero 18 Atp e 15esima testa di serie, sconfitto per 61 76(3) 64 dal nipponico – quarto successo in altrettanti testa a testa con il 23enne di Canberra – che ha così inanellato il 350esimo match vinto nel tour.

RAONIC IN DUE GIORNI SBRIGA LA PRATICA NOVAK – Un po’ come era accaduto 24 ore prima ad Alexander Zverev, numero 3 del mondo e quarta testa di serie (anche se la situazione di punteggio del tedesco contro lo statunitense Taylor Fritz era più complicata), anche Milos Raonic ha avuto vita facile nella prosecuzione del match interrotto per oscurità la sera precedente con l’austriaco Dennis Novak, numero 171 Atp, proveniente dalle qualificazioni. Il canadese, numero 32 del ranking ma 13esima testa di serie (due anni fa è arrivato in finale), alla ripresa ha subito piazzato il break che gli è valso il terzo set, per poi dettare legge nel quarto: 76(5) 46 75 62 il punteggio in favore di Raonic, che quindi lunedì contenderà un posto nei quarti all’americano Mackenzie McDonald, numero 103 Atp, principale rivelazione della prima settimana dello Slam su erba.

TABELLONE SINGOLARE MASCHILE http://www.wimbledon.com/en_GB/scores/draws/2018_MS_draw.pdf

TABELLONE DOPPIO MASCHILE http://www.wimbledon.com/en_GB/scores/draws/2018_MD_draw.pdf

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