Una simulazione di incidente moto contro guard-rail (foto Associazione Motociclisti Incolumi)

‘Dalla pista alla strada: la sicurezza dei motociclisti, informare per prevenire’: seminario al Misano World Circuit il 18 settembre

Prosegue senza sosta l’impegno dell’Associazione Motociclisti Incolumi sul fronte della sicurezza sulle e delle strade e dell’educazione stradale. Fondata nel 2003 per sensibilizzare istituzioni e utenti sui pericoli della strada, questa onlus  (www.motociclisti-incolumi.com , info@motociclisti-incolumi.com) nasce dalle esperienze di vari professionisti, piloti, medici, ingegneri e legali, nel campo dell’istruzione alla guida, della prevenzione, della progettazione di strade e dei diritti degli utenti, con il preciso obiettivo di studiare, secondo il metodo scientifico della medicina, gli incidenti stradali e il danno alla salute da essi provocato, per proporre rimedi appropriati, per certi aspetti una vera e propria “terapia” che parta però appunto dalla prevenzione.

L’IMPEGNO DELL’ASSOCIAZIONE MOTOCICLISTI INCOLUMI – Diffondere la cultura della prevenzione per chi circola sulle strade, in particolare su un mezzo a motore a due ruote, è una delle finalità principali che si pone l’AMI, attraverso una serie di incontri, svolti nelle scuole (per sensibilizzare i ragazzi ad affrontare nella maniera più consapevole possibile la strada e i suoi pericoli, insegnando loro a proteggersi ad esempio indossando il casco integrale e il paraschiena, per limitare i danni di una possibile caduta) e in altre sedi, anche prestigiose come il Senato della Repubblica. Leit motiv è denunciare la pericolosità delle infrastrutture stradali progettate e realizzate senza considerare l’utente delle due ruote motorizzate, per il quale i guard-rail continuano ad essere trappole mortali perché in caso di incidente, anche a bassa velocità, l’impatto contro queste barriere dà scarse probabilità di sopravvivenza, e quando non si muore le conseguenze sono terribili (non a caso sono definiti “ghigliottine”).

Marco Guidarini, qui in versione pilota, con il suo bassotto Ettore
Marco Guidarini, qui in versione pilota, con il suo bassotto Ettore

Chi conduce una battaglia personale, ormai da un quarto di secolo, su un tema di autentica civiltà come questo è Marco Guidarini. presidente dell’Associazione Motociclisti Incolumi, di professione medico traumatologo e per passione pilota di moto fin da ragazzo. Grazie alle sue competenze in questo campo ha elaborato un metodo di analisi che individua nelle dinamiche dei sinistri stradali le cause di incidenti e le cause di lesioni, fondamentale per individuare i fattori di rischio legati a pilota, progettista e infrastrutture. “Nel nostro Paese purtroppo si pensa di affrontare un problema così drammatico e doloroso con i ‘basta’ e i ‘mai più’, ma in questo modo tutti i pazienti che ho visto in anni di servizio al Pronto Soccorso sarebbero deceduti – sottolinea il 68enne ortopedico, dipendente dell’Ausl Romagna e operativo sul territorio, proprietario di una Suzuki V-Strom da turismo e di una Suzuki 1000 K6 con cui corre nel CIV Classic – Le strade italiane sono assai pericolose, anche perché improntate a criteri di sicurezza ormai datati, vecchi di una settantina d’anni. Un esempio lampante è quello dell’assenza delle vie di fuga, dove spesso e volentieri vengono collocati muretti, guard-rail, pali e segnali di pericolo generico che possono avere effetti devastanti in caso di caduta di un motociclista. Solo in provincia di Rimini a metà luglio hanno perso la vita un uomo e una ragazza di 18 anni”.

GUARD-RAIL PIU’ SICURI: LA PROPOSTA ALLE ISTITUZIONI – Proprio per questo l’AMI, che nel 2007 ha vinto a Madrid il secondo premio europeo “La Securite Routiere” della Fondazione Norauto per le migliori iniziative sulla sicurezza stradale, è una delle associazioni che hanno proposto una fattiva collaborazione per evitare che altri motociclisti perdano la vita sulla strada o rimangano invalidi. Installare sui guard-rail dispositivi salva motociclisti (DSM), ovvero attenuatori d’urto a elevata capacità assorbente, nelle zone indicate dall’analisi statistica degli incidenti stradali, riduce la gravità di lesione in caso di impatto tra il motociclista e la barriera. Anziché essere facilitata dal Decreto salva motociclisti del 1° aprile 2019, la loro installazione è penalizzata a causa dei vuoti normativi e degli impedimenti burocratici che caratterizzano questo decreto e scoraggiano l’iniziativa dei gestori delle strade. Da qui un documento sottoscritto con cui si chiede la revisione di questa legge, l’effettivo utilizzo del 50% dei proventi delle sanzioni amministrative ai fini della sicurezza stradale (art. 208 Codice della Strada) e di attirare l’attenzione dei gestori delle strade contro la mancanza di ergonomia con cui si progettano e costruiscono le infrastrutture stradali. E tali associazioni sono passate addirittura dalle parole ai fatti. Hanno acquistato a proprie spese i DSM e li hanno donati alle Pubbliche Amministrazioni affinché li installassero sui guard-rail nelle curve più pericolose.

Il dottor Marco Guidarini durante un incontro con le scuole sulla sicurezza stradale
Il dottor Marco Guidarini durante un incontro con le scuole sulla sicurezza stradale

In Italia ancora oggi vengono disposti guard-rail di vecchia concezione quando negli altri Paesi europei nel 2000 hanno incominciato a installare DSM – ricorda Guidarini – Nel 2008, in Spagna, dopo aver vinto il GP di Barcellona, Daniel Pedrosa fece il giro d’onore con la bandiera ‘guardarrailles asesinos’ che rappresentava le vittime dei guard-rail, azione che sensibilizzò il ministro delle Infrastrutture spagnolo, il quale incaricò l’azienda Hiasa-Gonvarri di sviluppare moderni DSM. L’azienda mi invitò, in veste di traumatologo e pilota, a dare indicazioni precise su tali dispositivi e in una settimana effettuò nel laboratorio di Valladolid crash-test per sviluppare vere ‘barriere salvavita’. In pochi anni su tutte le curve spagnole a elevato rischio furono installati i nuovi dispositivi e salvate migliaia di vite”.

Nel 2007 AMI ha promosso l’installazione di DSM DR46 Snoline in 4 curve a elevato rischio del Passo di Bocca Serriola (Perugia), in provincia di Siena guard-rail con DSM dell’azienda Margaritelli, e ha collaborato per la installazione di DSM lungo la strada che costeggia il lago di Campotosto (Aquila). Nel 2015 ha partecipato all’installazione di guard-rail sperimentali ad Avellino in Contrada Serroni, a Matera in viale Italia e nel 2017 a Torino, in corso Chieri. Nel 2023 ha donato alla città metropolitana di Cagliari un guard-rail con DSM acquistato con i proventi del 5×1000, che è stato installato su una pericolosa curva della litoranea (SP 17 km 26+900). “Le strade progettate e costruite senza criteri di ergonomia, come guard-rail ‘ghigliottina’ e ostacoli fissi disposti in eccesso e a ridosso della strada o in esterno curva, sono troppo spesso causa di lesioni e sono responsabili degli esiti drammatici di un banale errore umano compiuto sulla strada anche a basse velocità“, il messaggio lanciato dall’Associazione Motociclisti Incolumi, che conta sul supporto dell’onorevole Beatriz Colombo per portare avanti tali istanze in sede parlamentare e cambiare la situazione anche dal punto di vista legislativo e favorire la prevenzione.

Dalla pista alla strada
Dalla pista alla strada

SEMINARIO A MISANO CON CREDITI PER GIORNALISTI – Rientra in tale ottica pure il seminario riconosciuto dall’Ordine dei Giornalisti con crediti formativi dal titolo ‘Dalla pista alla strada: la sicurezza dei motociclisti, informare per prevenire’ organizzato giovedì 18 settembre (ore 9.30-13.30) al Misano World Circuit Marco Simoncelli, location che come noto ha un feeling particolare con i motori. Introdotto e moderato dalla giornalista Giovanna Guiso, che analoga iniziativa ha promosso con successo qualche mese fa a Milano, il seminario avrà relatori d’eccezione: in ordine di intervento Andrea Albani, managing director Misano World Circuit e vice presidente Motor Valley, Franco Uncini, campione del mondo 1982 classe 500cc, delegato IRTA per 20 anni per la sicurezza dei piloti e FIM Safety Officer negli ultimi 10 anni per la sicurezza e l’omologazione dei circuiti dei Gran Premi, Maurizio Crispino, ingegnere e docente Politecnico di Milano, Silvia Bartoletti, Key Account Samoline e Export Manager Colorificio Sammarinese, Gordon Casteller, Media & Communications Executive Alpinestars, Carlo Linetti, ingegnere, vice presidente COBO group, Giulio Fabbri, direttore Comunicazione prodotto e responsabile marketing e comunicazione Ducati, poi nella seconda sessione appunto Marco Guidarini, Diego Pensalfini, avvocato del foro di Rimini, pilota e campione italiano Velocità Classic 2023, Giorgio Novelli,dirigente medico Grande Ospedale Metropolitano Niguarda Milano e professore associato Chirurgia Maxillo-Facciale Università degli Studi Milano Bicocca, Filippo Leone, ingegnere, responsabile ufficio tecnico settore sicurezza stradale Margaritelli Perugia, Massimo Improta, ingegnere, responsabile settore linee e ausili del Centro Protesi Inail di Budrio, e Federico Porrozzi, direttore riviste Motosprint e In Moto. Una serie di relatori in modo da spiegare da un lato gli studi fatti per la sicurezza di piloti e motociclisti, circuiti e strade: dall’abbigliamento protettivo al tipo di asfalto e vernice per la segnaletica orizzontale per assicurare l’aderenza delle ruote alla pavimentazione, dall’eliminazione degli ostacoli fissi alla tecnologia applicata alla moto per aumentarne la sicurezza; ma anche dall’altro analizzare le cause che determinano gli incidenti stradali, la criticità delle infrastrutture stradali, le lesioni da collisione e le spese sanitarie relative, i danni derivati dall’assenza di una cultura della sicurezza stradale e della prevenzione.
I giornalisti potranno diffondere tra le istituzioni la cultura della prevenzione attraverso una costante informazione sulla pericolosità di strade prive di ergonomia e di manutenzione, sulla pericolosità di guard-rail privi di dispositivi salva-motociclisti, sull’inadeguatezza di vernici per la segnaletica orizzontale non in linea con le normative europee, sulla necessità di emanare norme che obbligano i motociclisti a indossare dispositivi di protezione individuale (airbag o paraschiena, guanti e calzature adeguate), e di formare una nuova generazione di utenti della strada, più attenti e consapevoli. Potranno diffondere tra i cittadini la cultura della sicurezza stradale – conclude Marco Guidarini – sensibilizzandoli sui rischi di uno scarso addestramento alla guida della moto, sull’importanza di indossare un casco integrale invece di quello jet e l’abbigliamento protettivo per mitigare i danni derivati da un eventuale incidente stradale, sull’importanza di rispettare il Codice della strada per una reale prevenzione degli incidenti”.

Diego Pensalfini e Marco Guidarini, presidente della Associazione Motociclisti Incolumi
Diego Pensalfini e Marco Guidarini

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