Training Educativo Personalizzato

Che cosa è il Training educativo personalizzato

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Quante volte abbiamo sentito dire “non devi avere paura” e quante volte in tutta onestà l’abbiamo avuta anche noi, mentre lo dicevamo ai giovani, nello sport come nella vita.
Quante volte ancora abbiamo fallito, abbiamo perso, abbiamo sbagliato e tutt’ora non ne possiamo essere esenti. E quante volte soprattutto non siamo riusciti a metabolizzare ciò che non è andato per il verso giusto, non abbiamo superato quel fallimento o quella sconfitta che non era prevista o temevamo arrivasse, in campo sportivo, lavorativo, scolastico, affettivo, nella quotidianità.

Allora quando ai nostri giovani, allievi, figli, sportivi e non, chiediamo o ci aspettiamo un rendimento scolastico, sportivo o di comportamento, chi siamo noi per poter educare, cioè etimologicamente tirare fuori il meglio dai giovani, se non abbiamo risolto le nostre frustrazioni? Il training educativo personalizzato nasce anche per questo, cioè per dare uno strumento ai giovani e non solo, da poter utilizzare al momento del bisogno.
Non basta dire devi essere positivo; non basta dire non devi pensare. Probabilmente non serve dire devi fare o non devi fare. Abbiamo tutti bisogno di uno strumento, soprattutto i giovanissimi, gli adolescenti. Spesso gli adulti, grazie all’esperienza, hanno trovato il modo per fare fronte alla paura o provare a risolvere le proprie frustrazioni (ammesso che ci sia una messa in discussione ciclica).
È assodato che tutti conoscano la paura. Anche per gli atleti di alto livello esiste la paura: la grande differenza la fa l’esperienza, il modo o il metodo trovato per poter affrontare la paura e farla diventare alleata. Proprio così allearsi alla paura: il paradosso a cui bisognerebbe arrivare, per poterla gestire e per poter fare in modo che non sia una nostra nemica.
Come quando si sentono tecnici sportivi, allenatori, maestri che contestano i genitori degli allievi, quando in realtà l’unica strada possibile è proprio il rispetto e l’alleanza fra insegnante sportivo e genitore, perché l’unico obiettivo è il bene del bambino e solo in questo modo, facendo squadra, si può ottenere il massimo del risultato sia in termini di crescita personale nostra come adulti, sia e soprattutto per il bene del bambino, dell’adolescente, che prima di tutto è un essere umano, che vuole essere amato per quello che è, pregi e difetti, prima ancora di essere uno sportivo.
Credere nel giovane facendoglielo capire, ma senza proiettare le nostre aspettative, i nostri sogni, perché i sogni sono personali e anche questa è una forma di rispetto. La tecnica del training educativo personalizzato passa di qua, attingendo da teorie e pratiche nell’ambiente sportivo e lavorativo.
Ascoltare l’allievo, personalizzare il T.E.P. (come lo è per definizione), gestire i momenti di stress, affinché si possa riuscire a recuperare le energie in poco tempo; riuscire ad affrontare serenamente le varie situazioni, soprattutto quelle che saranno diverse dalle nostre aspettative; riconoscere le proprie emozioni, le proprie sensazioni, per poter arrivare così alla consapevolezza psicofisica.
È un percorso fattibile, non complicato, che necessita solo della disponibilità e del bisogno di migliorarsi. Disponibilità e bisogno di migliorarsi. Abbiamo tutti un grande potenziale. Dobbiamo solo augurarci di incontrare le persone giuste nel nostro percorso, che possano ispirarci, educarci, insegnarci a qualunque età, per il piacere di crescere, capendo che tutto questo è un grande dono. Proprio così: un grande dono.
Il Training Educativo Personalizzato di Fabrizio Serafini
Il maestro Fabrizio Serafini con i giovani del Tennis Club Riccione durante il Training Educativo Personalizzato
 
 
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