Un ricordo pubblico, con un po’ di commozione e tantissima riconoscenza, che probabilmente sarebbe piaciuto anche a uno come lui, che pure non amava essere al centro dell’attenzione. La serata “La redazione di Viviano”, organizzata mercoledì al ristorante Campo Centrale del Tennis Club Faenza dal Panathlon Club di Faenza e dal circolo manfredo per ricordare la figura di un grande giornalista – e non solo – come Viviano Vespignani, ha riscosso un notevole successo, soprattutto dal lato umano e sentimentale.
C’erano tanti suoi amici per il tributo che un anno e mezzo fa, quando improvvisamente se ne andò nel pieno della pandemia, non si potè fare causa lockdown. E c’erano soprattutto “i ragazzi” della sua redazione del mitico Match Ball, di cui è stato per più di dieci anni direttore. Che per i tennisti non era solo una rivista, quindicinale, ma il primo social del tennis, perché leggendolo tutti insieme, il sabato quando arrivava in edicola, per i più fortunati il venerdì all’edicola della stazione di Bologna, era come se tutta la comunità dei giocatori si ritrovasse.
Con questo spirito è nato il meeting, un evento con cui il Panathlon Club Faenza, guidato da Claudio Sintoni, ha voluto ricordare, assieme al Tennis Club padrone di casa, rappresentato dal presidente Giancarlo Sabbatani (presente anche il vice Andrea Ciani), la figura di Viviano Vespignani.

Il giornalista sconfitto dal Covid 17 mesi fa, all’età di 85 anni, è stato raccontato dai giornalisti sportivi Alessandro Giuliani (ideatore di questa doverosa iniziativa), Gianluca Strocchi e dalla sua redazione, quindi da Enrico Schiavina, Stefano Semeraro e Marina Natali, segretaria di redazione a Match Ball. Ognuno ha ripercorso momenti di vita professionale e privati trascorsi insieme a Viviano (“il professore” come lo chiamavano i giovani redattori), contribuendo a sottolinearne il tratto di giornalista rigoroso ed allo stesso tempo umano. A questi racconti si sono aggiunti i flash-back di ex campioni come Gianluca Rinaldini (“per me è stato un secondo padre e ha aiutato tantissimo la nostra famiglia“) e Raffaella Reggi.
Va ricordato che Viviano Vespignani ha pubblicato nel 2007 “Italiani Grande Slam”, che racchiude un secolo di storia dei maggiori eventi del tennis. E’ stato autore di oltre venti monografie dedicate ai grandi campioni e, nell’arco di alcuni decenni, ha creato una banca dati del tennis italiano raccolta in 30 volumi.
Come ha ricordato in fase di presentazione della serata Claudio Sintoni, presidente del Panathlon Faenza, e a lungo giudice arbitro di tennis, “Viviano Vespignani è simbolo di una passione infinita per il tennis. Gli piaceva lo sport nella sua accezione più antica e profonda: quello praticato dai giovani per crescere. E poi, se avevano le doti giuste, per eccellere. Ha scoperto talenti come Gian Luca Rinaldini e Raffaella Reggi. Il suo lavoro certosino e meticoloso ha realizzato un archivio che è un patrimonio prezioso. E’ stato anche una persona generosa, buona, che si faceva voler bene”.
Una persona che ha vissuto per il tennis, amato a tal punto da accettare senza acredine o reazioni smisurate anche l’improvvisa rimozione dall’incarico di direttore di Match Ball, come testimoniato dal testo di commiato pieno di consigli lasciato ai suoi “ragazzi” e letto con emozione verso fine serata: “In questo momento mi sento come un padre abbandonato dal figlio. Che però rimane sempre un figlio…“.



Una risposta
una persona fantastica, un amico, un collega apprezzatissimo, un vero appassionato di tennis.