”Vi avevo invitato a stare a casa e io ho pensato bene di uscire qui davanti a casa mia per fare un po’ di attività in un parco attrezzato con strutture, non sapendo che non si potesse proprio andare“. Sono le scuse pubbliche sui social dell’ex campione azzurro di basket Carlton Myers, fermato sabato e redarguito dai carabinieri di Rimini per aver utilizzato attrezzi nello spazio verde del Parco Renzi, dove stava correndo in compagnia di alcuni amici. L’ex cestista, portabandiera dell’Italia alle Olimpiadi di Sydney 2000, non era a conoscenza dell’ordinanza del sindaco che vieta l’uso delle aree sport (e giochi) nei parchi pubblici, a fargli notare l’infrazione è stata una pattuglia dei Carabinieri che ha spiegato che quell’attività non era ammessa, senza comunque procedere alla denuncia penale perché l’attività sportiva tra Myers e suoi amici avveniva mantenendo le distanze previste dalle ordinanze nazionali e non c’era contatto tra loro.
”Eravamo in quattro con distanze ampie – prosegue il racconto in un videomessaggio sui suoi profili accompagnato dal testo ‘Ascoltare attentamente le disposizioni…’ di Carlton, che nei giorni precedenti come altri personaggi noti del mondo dello sport aveva lanciato un appello a rimanere a casa – ma siamo stati fermati perché è vietato utilizzare le strutture del parco. Inconsapevole di questo, sono stato ‘pizzicato’ dai carabinieri che giustamente e professionalmente hanno preso nota. Mi è dispiaciuto ma devo fare i complimenti e chiedere scusa ai carabinieri di Rimini. Non era mia intenzione non rispettare le regole. E faccio anche i complimenti perché stanno dimostrando non solo di essere fermi ma di avere anche tatto e professionalità. Vi avevo invitato nei giorni scorsi a rimanere a casa, scusate ancora“.

