Lahyani “motivatore” di Kyrgios agli US Open: scoppia il caso

E’ uno degli arbitri più noti del circuito ATP – e in quanto a protagonismo passa difficilmente inosservato anche quando è sul seggiolone – però forse ora troverà lavoro anche come coach di tennis o magari mental training visti i risultati ottenuti, con un soggetto particolare come Nick Kyrgios… Battute a parte (l’ironia british di Andy Murray ha subito puntato su questo aspetto), l’episodio che ha visto protagonista Mohamed Lahyani nell’incontro di secondo turno degli US Open non ha precedenti e ha suscitato una serie di reazioni, e molto probabilmente continuerà a tenere banco a lungo tra appassionati, addetti ai lavori e non solo.

Nick Kyrgios e Mohamed Lahyani agli US Open

Campo 17 di Flushing Meadows, di fronte appunto l’australiano e il francese Pierre-Hugues Herbert: sul punteggio di 64 3-0 in favore di quest’ultimo, numero 75 del ranking Atp, con il 23enne di Canberra apatico, quasi assente dalla partita, con tantissimi errori, al cambio campo proprio il 50enne arbitro di sedia svedese è sceso dalla sua postazione per incoraggiare Kyrgios, numero 30 della classifica mondiale e 31esima testa di serie, che con le braccia dietro la testa stava mordendo l’asciugamano: >”Voglio aiutarti. Io vedo tante tue partite e tu sei qualcosa di formidabile per questo sport. Ora quello in campo non sei tu, lo so”</i>, le parole che si sono potute udire di Lahyani. “Ok, però al prossimo cambio campo fai venire il fisioterapista”, la laconica risposta dell’australiano, che però da questo intervento ha ricevuto la giusta scossa per cominciare a giocare come si conviene, dando la svolta all’incontro, che poi ha finito per vincere in quattro set (46 76 63 60).

Per chi non avesse ancora visto la scena, ecco le immagini video…

 

Il primo a sollevare il caso è stato il giornalista Ben Rothenberg con un tweet, poi in breve tempo l’episodio ha fatto il giro del mondo sui social e anche a New York è stato il fatto del giorno, più delle vittorie di Roger Federer (sabato proprio avversario di Kyrgios), Novak Djokovic e Sascha Zverev.

 

KYRGIOS: “QUEL DIALOGO NON MI HA MINIMAMENTE AIUTATO” – Kyrgios, tuttavia, a fine match, a caldo ha tagliato corto sull’episodio: “Lahyani era solo preoccupato per il modo in cui stavo giocando. Quanto accaduto non ha avuto alcun effetto, davvero nessuno – ha assicurato l’aussie in conferenza stampa, ricordando di essersi già trovato in situazioni analoghe nelle quali gli arbitri lo invitavano a non lasciar scivolare via il match – Questo non mi ha aiutato minimamente, non è stato come un coaching, è ridicolo pensarlo“.

LA VERSIONE DEGLI ORGANIZZATORI – Intanto, però, la USTA ha verificato se la condotta del 50enne arbitro svedese è stata o meno corretta. E su quanto accaduto la Direzione Gara del torneo ha emesso una nota spiegando le ragioni del comportamento di Lahyani. Secondo quanto riportato, “l’arbitro è sceso dalla sedia a causa del rumore nello stadio durante il cambio campo per essere sicuro di poter comunicare in modo efficace con Kyrgios“. Questo perché “Lahyani era preoccupato del fatto che Kyrgios potesse aver bisogno di un trattamento medico“, E quindi ha detto al giocatore che “se non si sentiva bene, l’organizzazione del torneo poteva fornirgli aiuto“. L’arbltro ha inoltre informato Kyrgios che “se il suo disinteresse per il match fosse continuato, questo l’avrebbe indotto ad intervenire con provvedimenti come da regolamento. E di nuovo ha suggerito a Kyrgios che avrebbe potuto ricevere un trattamento medico“. Come del resto è avvenuto, con l’intervento del fisioterapista nel successivo cambio campo, sul 4-1 Herbert.

HERBERT: “NON PRENDIAMOCI PER IMBECILLI…” – Il tennista francese, che sul momento durante il match non aveva dato troppo peso alla cosa, si è ovviamente lamentato di quanto accaduto sul campo 17. “Non era affatto il suo ruolo, non è un allenatore, è un arbitro e non deve scendere dalla sedia – ha sottolineato Herbert – Non sapremo mai che cosa sarebbe accaduto se Mohamed non fosse sceso dalla sedia e non avesse parlato a Kyrgios. Quel che posso dire è da quel momento in avanti è diventato un altro giocatore“. Le giustificazioni addotte dagli organizzatori non hanno per nulla convinto il davisman transalpino: “Sono arrabbiato con gli organizzatori e la direzione del torneo: ci prendono tutti per imbecilli facendoci credere che l’arbitro non è andato oltre al suo compito. L’errore è umano ma mi aspetto delle spiegazioni. Quando siamo noi giocatori a sbagliare, veniamo sanzionati“, il commento scritto da Herbert, in un comunicato in francese e inglese pubblicato su Twitter.

FEDERER DURO: “NON DEVE RIPETERSI” – Duro anche il giudizio di Roger Federer: “Non è compito dell’arbitro scendere dal seggiolone, in quanto arbitro devi prendere le tue decisioni su quella sedia. Non mi importa cosa ha detto, è sceso dalla sedia ed è rimasto lì a parlare troppo, non si è limitato a chiedere ‘Come stai?’. E’ stata una conversazione e una conversazione può cambiare il tuo stato mentale, ed è roba che spetta ai dottori o ai fisioterapisti, non ad un arbitro. Ed è per questo che non si ripeterà due volte”.

DJOKOVIC: “LAHYANI PERSONA POSITIVA, PORTA ENERGIA IN CAMPO” – Più accondiscendente è stato invece il commento di Novak Djokovic, interrogato sul caso nella conferenza stampa post match, dicendosi convinto che Lahyani non aveva alcuna cattiva intenzione. “Conoscendo Mohamed, penso davvero che l’unica ragione per cui l’ha fatto sia stata quella di cercare di aiutare Nick a capire che se avesse continuato in quel modo rischiava di ricevere delle sanzioni e una multa – il parere del serbo, ex numero 1 del mondo – Tutti coloro che conoscono Mohamed sanno che è molto differente dagli altri: è sempre positivo, sorride e cerca di portare questa energia anche sul campo“.

Ora non resta che attendere eventuali sviluppi per quel che in ogni caso rischia di diventare un pericoloso precedente.

 

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