“E’ stata una bella soddisfazione personale ricevere il premio Eccellenza Net-Gen, considerando che in Romagna possiamo contare su fior di giocatori di alto livello. Fa piacere essere seguiti con passione, praticamente in tempo reale, nell’attività agonistica, anche quando siamo in giro per il mondo. Da quando mio zio è riuscito a recapitarmi il riconoscimento, è ben posizionato in camera mia. E ha portato davvero bene visto che da allora ho centrato quattro titoli Futures in poco più di un mese. E spero proprio non sia finita qui…”. Comincia con un ringraziamento, da parte sua, la chiacchierata con Enrico Dalla Valle, che domenica sera superando in finale l’azzurrino Giulio Zeppieri si è aggiudicato il 25.000 dollari ITF di Pontedera, calando il poker vincente di titoli – i primi in carriera a livello professionistico – dopo l’affermazione ad Alkmaar (era impegnato proprio in Olanda quando si è svolto il gala Racchette d’Oro-Net Gen al Frontemare il 27 giugno) e la doppietta a Tabarka, in Tunisia.

Una striscia di 15 match consecutivi vinti, che diventano 20 partendo dal Future olandese, a fronte di un’unica sconfitta, al primo turno del challenger di Recanati, sul cemento: ruolino di marcia non da poco per il 21enne di Ravenna, a conferma di come sia stata azzeccata la decisione di cambiare dopo un lungo periodo di riflessioni. Da maggio, infatti, Enrico è approdato a Bordighera, nel team di Riccardo Piatti, dove sta cercando di mettere ordine nel suo tennis, ritrovando gioco e fiducia.
“GRAZIE ALLA FIT PER I SETTE ANNI A TIRRENIA” – “La scelta di cambiare è arrivata quest’anno – racconta Dalla Valle, in aeroporto, in partenza alla volta della Polonia dove disputa questa settimana il challenger di Sopot – C’è stato un momento, all’inizio della stagione, in cui non riuscivo a raccogliere i risultati sperati e soprattutto non mi sentivo bene in campo. Ho capito che era il caso di prendermi un periodo per riflettere e ho deciso di cambiare. Al Centro Tecnico Federale di Tirrenia sono stato sette anni e mezzo, un periodo molto lungo della mia vita, e non smetterò mai di ringraziare tutte le persone con cui ho lavorato e che mi sono state accanto. La Federazione mi ha dato un supporto incredibile, contribuendo in modo determinante a creare il giocatore che sono adesso. Prendere questa decisione è stato molto difficile, ma ho sentito il bisogno di trovare nuovi stimoli e nuove sfide. Dopo tutti questi anni è stato come lasciare una famiglia, però era il momento giusto per dividere le nostre strade e lo abbiamo fatto di comune accordo”.
“PIU’ SERENO DA QUANDO MI ALLENO A BORDIGHERA” – Il romagnolo, insomma, ha capito che era il momento di voltare pagina, senza dimenticare la maturità raggiunta in un periodo così importante della sua vita. “Dopo aver resettato e ritrovato un po’ di calma sono andato a provare a Bordighera da Riccardo Piatti e Massimo Sartori, per i quali non occorre alcuna presentazione. Conoscevo bene anche Andrea Volpini come tecnico e ho capito subito che tipo di ambiente fosse. Il Piatti Tennis Center funziona alla grande e mi sono sentito in un attimo a mio agio. Dal punto di vista professionale si ha l’occasione di poter lavorare con chi ha forgiato talenti rimasti per anni all’apice del successo, belle persone oltre che tennisti straordinari, e che continua a farlo anche con ragazzi giovani. Qui si vive il tennis in un modo unico, questo è l’aspetto che mi ha colpito in modo particolare. Nei tornei, quando è possibile, mi seguono sia Andrea Volpini che Cristian Brandi, che era accanto a me anche a Pontedera, due ragazzi straordinari”.

Solo un mese fa nel challenger di Parma Dalla Valle si era dovuto ritirare proprio contro Zeppieri, portato fuori dal campo a braccia, ora invece sprizza salute da tutti i pori. “Mi sono allenato duramente a Bordighera per tre settimane consecutive, ritrovando prima di tutto serenità e sistemando diversi aspetti del mio gioco. Sapevo che, recuperando un po’ di fiducia nei miei mezzi, sarei riuscito a raccogliere i frutti del lavoro degli ultimi anni. Le sensazioni erano positive già dal Challenger di Parma, nonostante sia stato costretto a ritirarmi nel match con Giulio Zeppieri. Nelle settimane successive sono riuscito ad alzare il livello, vincendo quattro tornei. Sto cercando di trovare la giusta continuità, soprattutto a livello mentale. Il lavoro fatto con Lorenzo Beltrame ed altri psicologi dello sport mi sta aiutando in modo determinante a mettermi meno pressione. Ora cerco di preparare ogni match nel migliore dei modi, per gestire tensioni ed emozioni che possono manifestarsi in campo, per essere pronto a superarli. Devo giocare e continuare ad allenarmi, senza fare calcoli particolari in termini di ranking. Fare punti è importante, senza dubbio, ma per crescere c’è bisogno di tanti fattori”.
“ORA VOGLIO METTERMI ALLA PROVA NEI CHALLENGER” – L’attesa scintilla è probabilmente scoccata – ed è quello che si auspicano gli appassionati romagnoli – e il ragazzo cresciuto sui campi del Ct Zavaglia Ravenna sta facendo di tutto per ritagliarsi un spazio nel tennis che conta. “Posso dire di essere finalmente partito, so bene che il percorso è ancora molto lungo, però giorno dopo giorno vedo passi avanti e questo mi dà ulteriore carica e motivazione. Non posso che essere molto contento di come stiano andando le cose, ma non devo mettermi fretta. L’obiettivo da qui alla fine dell’anno è quello di giocare più partite possibile, cercando di esprimermi al meglio e salendo di livello, così da riuscire a confrontarmi sempre di più con il mondo Challenger. So di avere le carte in regola per farcela e per potermi togliere delle belle soddisfazioni. Poi a fine stagione tireremo le somme e imposteremo i programmi futuri”.

“CIASCUNO HA IL SUO PERCORSO, ORA ARRIVA IL BELLO” – Dopo Sopot tanti altri appuntamenti sulla terra, a cominciare dal 25mila dollari di Cornaiano, poi molto probabilmente i challenger di Cordenons e Como. “Sono arrivato a Bordighera nel bel mezzo della stagione e quindi non ci siamo soffermati su un aspetto tecnico in particolare. Durante la preparazione invernale avremo modo di curare molti dettagli, mentre ora facciamo attenzione alla gestione dei punti e delle fasi chiave dei match più che sul lato tecnico. Il futuro? Voglio godermi al massimo questo momento e mettermi in gioco. Tanti ragazzi giovanissimi nel nostro Paese stanno ottenendo risultati fantastici e sono molto contento per loro e per il movimento. Abbiamo però visto che nel tennis non c’è un’età giusta per esplodere o meno, ciascuno ha il proprio percorso e io sono del tutto convinto del mio. A 21 anni non mi sento una speranza persa – conclude Enrico – anzi è adesso che comincia il bello”.
