Andrea Gaudenzi presidente ATP da gennaio 2020

Coronavirus, Gaudenzi bacchetta Djokovic: “Come un bimbo che non ascolta”

E’ un po’ come quando dici ai tuoi figli che cercano di imparare ad andare in bicicletta che devono indossare il casco. E loro dicono ‘no, no e no’. Poi vanno in bici, cadono e mettono il casco“. Sono le parole del presidente dell’Atp, Andrea Gaudenzi, che in un’intervista al ‘New York Times’ ha commentato così la notizia della positività di Novak Djokovic al Coronavirus durante il torneo di esibizione “Adria Tour” organizzato dal serbo numero uno del mondo.
Ora sappiamo tutti che il virus può essere contratto facilmente, quindi staremo ancora più attenti e forse avremo un po’ più di tolleranza verso le misure di sicurezza – ha aggiunto il romagnolo ex numero 18 del mondo – Ovviamente dispiace per i giocatori, vogliamo che si riprendano il prima possibile. Sappiamo che ci sono state molte critiche, ma dobbiamo stare tutti attenti ed essere consapevoli che, anche prendendo delle misure di sicurezza estreme potrebbero esserci dei problemi. Corriamo tutti il rischio“.

ATP: ‘SOLLECITIAMO IL RISPETTO DELLE REGOLE’ – In un comunicato, l’Atp ha augurato “un recupero completo e rapido per i giocatori e i membri dei loro staff positivi per Covid-19 dopo essere stati all’Adria Tour. L’Atp continua a sollecitare l’adesione rigorosa al distanziamento sociale e alle linee guida in materia di salute e sicurezza per contenere la diffusione del virus. Nel pianificare la ripresa della stagione del Tour Atp dal 14 agosto, Atp e le altre parti interessate hanno fatto piani esaustivi per mitigare i rischi attraverso una varietà di precauzioni e protocolli da attuare in occasione degli eventi Atp. Continuiamo a pianificare e adattare queste precauzioni e protocolli in base alle ultime informazioni mediche e privilegiamo la sicurezza nella valutazione di ogni decisione“.

DJOKOVIC SI SCUSA: “IL TORNEO E’ STATO UN ERRORE” – Alla fine il ‘Corona Tour’ ha beffato anche lui, Nole Djokovic. Risultato del tampone: “positivo al Covid-19” e fine dell’Adria Tour, il torneo benefico organizzato nei Balcani, sfidando tutte le precauzioni sanitarie, fortemente voluto dal n.1 del mondo per celebrare il risveglio del tennis dal lungo letargo imposto dalla pandemia. L’annuncio della positività di Djokovic non solo danneggia l’immagine del campione serbo, noto per la sua posizione “no vax”, ma rischia di guastare i piani di ripresa del circuito ATP in agosto. Djokovic comunque alla fine ha ammesso l’errore: “Ci siamo siamo sbagliati, era troppo presto“. “Non appena siamo arrivati a Belgrado, siamo andati a fare il test. Il mio e quello di mia moglie Jelena sono positivi. Quelli dei bambini sono negativi“, ha detto ancora Djokovic.
L’Adria Tour, iniziato a Belgrado, è continuato a Zara, si sarebbe concluso in Montenegro e Bosnia-Herezegovina, se non fosse stato cancellato. Le immagini che si sono viste in quei giorni ora offrono un assist perfetto ai sostenitori del distanziamento sociale: uno stadio pieno di tifosi a Belgrado, con pochissime mascherine, giocatori che si danno abbracci in campo, cene di gruppo senza alcuna precauzione, balli sfrenati in discoteca (notati in particolare in questo esercizio Djokovic, Alexander Zverev e Grigor Dimitrov), basket e calcio senza alcuna limitazione di contatto. Il risultato è che, oltre al numero 1 del ranking, ora sono positivi Dimitrov (n.19), Borna Coric (n.33) e Viktor Troicki (n.184), mentre Zverev (n.7), Andrey Rublev (n.14) e Marin Cilic (n.37) dovrebbero averla fatta franca. D’altra parte, Dominic Thiem (n.3), che aveva partecipato alla festa di Belgrado, è partito per Nizza, dove partecipa ad un torneo-esibizione (ma a porte chiuse) con Stefanos Tsitsipas (n.6), Matteo Berrettini (n.8), David Goffin (n.10) e Benoît Paire (n.22). Testato al suo arrivo a Nizza, Thiem ha ricevuto il via libera.

I DUBBI SULLA RIPRESA DEL TOUR E GLI US OPEN – Ciò non toglie che il focolaio innescato dall’Adria Tour rischia di avere infauste conseguenze sulla ripresa del circuito ATP, in programma dal 14 agosto a Washington, prima degli US Open (31 agosto-13 settembre ). Quali giocatori potranno scendere in campo? Quali si arrischieranno a farlo? Quali misure imporranno gli organizzatori, sapendo che quelle inizialmente proposte per gli US Open erano stati bocciati come “estreme ed impossibili” da Djokovic, prima di un leggero cambio di rotta? Quali giocatori accetteranno queste misure sanitarie probabilmente inasprite? “Abbiamo organizzato il torneo nel momento in cui il virus si era indebolito, con l’obiettivo di raccogliere fondi… mi dispiace per ogni persona infetta – si difende ora Djokovic – Spero che il loro numero non aumenti“. Adesso c’è chi ricorda alcuni suoi atteggiamenti quantomeno bizzarri. Come aver dato spazio su Instagram ad una persona che afferma di poter purificare l’acqua con la forza della mente. E molti colleghi non hanno dimenticato la sua assenza alla videoconferenza organizzata dall’ATP all’inizio di giugno per parlare della ripresa del circuito, congelata da marzo. Hanno partecipato in 400, ma non lui, nonostante sia il loro rappresentante principale come presidente del Consiglio dei giocatori. Un disinteresse che Rafa Nadal aveva subito rilevato.

Novak Djokovic
Novak Djokovic

Immagini collegate:

Valutazione 5 su 5

More to explorer

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Net-Gen

“Le infinite radici della bellezza del tennis sono autocompetitive. Si compete con i propri limiti per trascendere l’io in immaginazione ed esecuzione.”

Contatti

LOGO NET-GEN
Panoramica sulla Privacy

Questo Sito Web utilizza i Cookie per consentirci di offrire la migliore esperienza utente possibile.

Le informazioni sui Cookie sono memorizzate nel tuo browser ed eseguono funzioni come riconoscerti quando ritorni sul nostro sito web e aiutando il nostro team a capire quali sezioni del sito web trovi più interessanti e utili.

È possibile regolare tutte le impostazioni dei cookie navigando le schede sul lato sinistro.