Come se la passano i Viserba-Boys, e non sono pochi, in tempi di Coronavirus? Detto che l’obiettivo principale della stagione per il Tennis Club Viserba è la A2, in programma ad ottobre, è chiaro che anche per i giocatori di punta del club riminese, finora impegnati in una sventagliata di tornei Bnl, è in corso una fase di stop a livello agonistico, mentre prosegue la preparazione fisica. Come spiega il maestro Marco Mazza: “I ragazzi seguono il programma giornaliero stilato per ciascuno di loro dal preparatore atletico Mirko Pasini, fino a qualche giorno fa la preparazione si era svolta fuori casa, ora è più difficile, ma si può fare sotto casa, oppure tra le mura domestiche per il potenziamento. E’ chiaro che ora la corsa lunga i ragazzi non possono più farla, sotto casa si punta più che altro sulla rapidità. Le lezioni on line di tennis mi sa che non funzionerebbero – scherza Mazza – bisogna aspettare che passi. Stavamo pensando di scoprire due campi, appena riparte la stagione credo che si potrà giocare solo all’aperto, magari senza spogliatoi”.

L’obiettivo di fondo rimane la serie A2 ad ottobre: “Speriamo, le classifiche Atp e Itf intanto sono congelate, da qui a ottobre spero che ce la faremo, l’unica incertezza è che la Federazione voglia annullare tutti i campionati a squadre, però credo che sia una decisione al limite sui campionati primaverili”.
Uno stop che arriva sulla fase di recupero di Alessandra Mazzola, reduce dall’operazione prima di Natale ai legamenti del ginocchio destro: “Anche lei si sta allenando a casa, aveva ripreso, mi aveva anche sorpreso per la rapidità con cui era riuscita a rientrare, giocava da ferma, ma lo faceva molto bene, peccato perché arrivava il periodo in cui poteva muoversi un po’”.
Chi è veramente sotto pressione in questo periodo è il preparatore atletico Mirko Pasini: “Ho parecchi giocatori da seguire, 30-40 ragazzi solo al Tennis Viserba, altri al Circolo Tennis Cesenatico, altro club in cui lavoro, cerco di dare loro tutto quanto hanno bisogno, con video e programmazione personalizzata. Non è facile, perché il problema sono gli spazi, c’è chi vive in condominio, chi invece ha un giardino a disposizione. Ad ognuno viene dato un programma personalizzato, con ognuno c’è un contatto diretto e giornaliero. Poi ci sono anche due giocatori che devono finire la riabilitazione”.

Mai come adesso conta l’esperienza: “Ormai sono 25 anni che lavoro nel tennis – spiega Pasini – prima con Giorgio Galimberti e Pat Remondegui, ora a Viserba e Cesenatico. Ogni giorno sento tutti i giocatori come ho detto, se vogliamo fare un buon lavoro è l’unica strada e poi per non farli sentire soli. C’è chi è bravo e ha una certa esperienza, chi ha bisogno di farsi seguire, come quelli di 14-15 anni, con loro devi fare sentire di più che ci sei e rispondere alle loro domande”.
Insomma, un lavoro a ciclo continuo: “Sabato e domenica a riposo, ho previsto un lavoro di scarico, poi da domenica pomeriggio fino alla sera lavoro per lunedì, chiamo i giocatori e mando loro dei video in modo che abbiano un riscontro visivo, spero che tutto questo lavoro sia loro d’aiuto in un momento di difficoltà”.

