La prima semifinale a livello challenger (a Bangalore, in India), con conseguente best ranking (numero 309 Atp), poi il titolo in doppio al challenger di Bergamo e la semifinale nel 25mila dollari indoor di Trento. Il 2020 si era aperto in maniera assai positiva per Julian Ocleppo, ma mentre stava disputando il Futures di Parenzo (Croazia), il primo impegno sulla terra battuta, il giorno dei quarti è arrivata la decisione della Federazione Internazionale di sospendere il circuito per la pandemia da coronavirus, prima per sei settimane e poi sino al 7 giugno. “Una scelta ineccepibile, quella di fermare tutto, che non si può mettere in discussione alla luce di quel che sta accadendo nel mondo, non si scherza quando si parla di salute pubblica e di sicurezza – sottolinea il giocatore nato il 1° agosto 1997 e già da alcuni anni in forza al Circolo Tennis Massa Lombarda, dove è stato tra gli artefici della promozione in serie A1 nel giugno del 2015 – Peccato solo che per quel che mi riguarda questo stop forzato sia arrivato proprio nel momento migliore della mia carriera e che ci sia al momento una grande incognita sul quando si potrà riprendere. Del resto, è una situazione che si evolve con una rapidità tale che non consente di fare previsioni a medio e lungo termine, per cui attendiamo gli sviluppi, rispettando quelle che sono le disposizioni per contrastare il contagio e cercando di farsi trovare pronti per quando si ripartirà”.
“POSSO STARE CON MIO FRATELLO E MIO PADRE” – Ovvero il divieto di frequentazioni sociali e di svolgere attività sportiva in luoghi pubblici, con l’obbligo di rimanere a casa. “Sono ad Alba e cerco di mantenermi in forma almeno dal punto di vista atletico, per fortuna ho un po’ di spazio attorno a casa per correre e fare spostamenti, e utilizzo pesi, un bilanciere e qualche attrezzo per rimanere attivo fisicamente. Diciamo un paio d’ore al giorno. Per il resto della giornata ascolto musica, guardo film e serie tv e soprattutto posso trascorrere tanto tempo con mio fratello Alex e mio padre. E se in questa strana e poco piacevole situazione c’è un aspetto positivo è il fatto che ci ha costretto a rallentare e a stare di più in famiglia, ritrovando valori che spesso finiamo per accantonare”.

“IL TENNIS NON E’ SOLO TIRARE FORTE” – Proprio il padre di Julian, Gianni Ocleppo, vanta un passato da top 30 negli anni ‘70 e ’80, l’epoca più vincente del tennis azzurro. “Senza di lui probabilmente oggi non sarei qui – riconosce il giovane piemontese che da poco più di un anno e mezzo si è affidato come tecnico al reggiano Alessandro Motti -. Papà mi ha aiutato tanto nel mio percorso di crescita e lo ringrazio perché sono contento di far parte di questo mondo. Di tennis non parliamo tantissimo, ma è la persona che mi ha messo in campo e quando ho bisogno di qualche consiglio il mio punto di riferimento è sempre e comunque lui. La cosa che mi ripete più spesso è di non preoccuparmi di quel che dice la gente, ma di seguire la mia strada senza sprecare energie in distrazioni inutili, giocando settimana per settimana perché non si sa mai cosa ti può riservare un torneo. Ho una chance di fare ciò che amo nella vita, e questa è una fortuna, lo comprendo perfettamente: non devo buttarla alle ortiche. Il tennis non è solo scendere in campo e tirare quattro pallate. Ti insegna a gestirti, ad avere ordine nella vita, ti spiega cos’è la disciplina e quali siano i valori più importanti. E poi ogni giorno ti regala una chance per trovare nuove motivazioni e vincere”.
“OBIETTIVI? ARRIVARE A GIOCARE UNO SLAM” – Aspetti chiave per compiere il salto di qualità in uno sport individuale che si gioca ormai in ogni angolo del pianeta e dove la concorrenza è spietata. “Il risultato colto a Bangalore, dove ho giocato delle belle partite contro avversari di spessore, come Zhang e Ivashka, mi dà fiducia e mi sprona a fare del mio meglio per il prosieguo della stagione. Adesso sono consapevole di poter entrare in campo contro un tennista di livello e giocarmela, anche se devo ancora crescere come continuità. Obiettivi per quest’anno? Sulla scorta dei 32 tornei disputati nel 2019 volevo incrementare il numero, però penso che con questa sospensione a tempo indeterminato finirà per essere impossibile, e alzare il livello ottenendo più vittorie importanti nei Challenger. Nessun traguardo di classifica particolare, anche se arrivare un giorno a giocare uno Slam è qualcosa a cui terrei in maniera speciale, non solo per me”.

“MASSA LOMBARDA E’ LA MIA SECONDA CASA” – Un’altra cosa a cui Ocleppo junior tiene in modo particolare è il campionato a squadre con il Circolo Tennis Massa Lombarda e lo ha dimostrato nei fatti. “Non esito a definire Massa Lombarda come la mia seconda casa e sono onorato di difendere i colori di questo circolo, dove sono arrivato grazie a Michele Montalbini, che conoscevo già prima e con il quale si è instaurato un rapporto speciale, che va aldilà di quello tra giocatore e capitano. Sono tesserato per il club romagnolo dal 2013, salvo una parentesi di una stagione nel 2018 in cui ero tornato ad Alba: in Romagna ci sono persone appassionate e competenti, che mettono tanto impegno e cuore in quest’avventura al cospetto di circoli di grandi città e dalle potenzialità economiche ben diverse, e meritano di veder ripagati i loro sacrifici. Lo scorso anno in serie A1 con una squadra assai giovane e tutta italiana siamo riusciti a raggiungere la salvezza ai play-out contro l’ATA Battisti Trento al termine di una doppia sfida sul filo dell’equilibrio, che si è decisa per pochi punti. Sono stato molto contento che tutti quanti abbiano dato quel qualcosa in più nel momento della verità dopo l’episodio dell’incidente stradale in occasione della trasferta a Bari, che aveva spaventato ragazzi e famiglie. Come gruppo siamo molto legati e questo ci ha aiutato a compiere una piccola impresa”.
“CHE BELLA L’OREMPLAST ARENA, NEL 2020 SPERIAMO DI SOFFRIRE MENO” – Uno spareggio nel quale prima dei doppi decisivi alla Oremplast Tennis Arena proprio Ocleppo ha indossato i panni del leader. “Nello spogliatoio dopo i singolari e qualche prestazione sotto tono ci siamo detti a cuore aperto tutto quel che dovevamo, in maniera molto franca, per il bene della squadra. E la risposta sul campo dei ragazzi più giovani è stata quella giusta. Poi devo dire che giocare nel nuovo impianto a Massa Lombarda è il massimo, ce ne sono pochi del genere in Italia e non a caso molti club ce lo invidiano. Quest’anno speriamo di soffrire un po’ meno e per questo con le mie conoscenze di giocatori nel tour sto cercando di aiutare il presidente Fulvio Campomori – conclude Julian – per provare ad aggiungere qualche petalo importante alla rosa”.


