Umberto Calcagno, neo presidente Aic: “Giocare a tennis per me è un’esigenza”

Umberto Calcagno da qualche giorno è il nuovo presidente dell’Associazione Italiana Calciatori (Aic). Un importante e meritato riconoscimento per l’avvocato nato a Chiavari, ma ormai riminese d’adozione, che già ricopriva il ruolo di vicepresidente, dopo un’ottima carriera da centrocampista nella quale ha vestito la maglia biancorossa nella stagione ’99-2000 (15 gol in 32 presenze), oltre a quelle di Paganese, Gualdo, Martina, Avellino, Benevento, Giulianova, Castrovillari, Barletta, Trani, Baracca Lugo e Sampdoria.

Ma Calcagno da diversi anni coltiva anche la passione per il tennis, quello vero, quello agonistico, tanto da scalare le classifiche e salire fino al ranking nazionale attuale di 3.4, difendendo i colori del Circolo Tennis Cicconetti (ma è socio anche al Circolo Tennis Rimini), il club riminese guidato dal presidente Alessandro Tosi.
“Se rinasco faccio il tennista” diceva un po’ scherzando qualche tempo fa Calcagno, che il 6 settembre ha tagliato il traguardo dei 50 anni. Ora forse il calcio è tornato in cima alle sue priorità, ma la racchetta rimane sempre un punto riferimento per lui che si racconta così: “Sono stato otto anni senza fare sport dopo aver smesso di giocare a calcio. La mia esperienza con il tennis nasce nel 2014 dopo aver portato mia figlia al Circolo Tennis Cicconetti, questo sport mi è subito piaciuto e ben si adatta al mio lavoro sotto il profilo organizzativo. Il mio appuntamento fisso con la racchetta è al sabato mattina, poi riesco ad organizzare qualche altra ora, quando è possibile, in base al lavoro”.

L’attuale stagione, particolarmente corta a causa del Covid, non ha riservato grandi soddisfazioni a Calcagno: “Sono 3.4, ma passerò 3.5, ho giocato infatti pochi tornei, tre, e non sono andati molto bene come l’estate precedente, e poi ho avuto molti impegni e il coronavirus ci ha costretti tutti a giocare poco, mentre l’estate 2019 è stata entusiasmante: aver vinto il torneo di quarta categoria nel mio circolo è stata una grande soddisfazione”.

Umberto Calcagno
Umberto Calcagno, ex calciatore del Rimini e presidente AIC

Si torna a parlare del tennis come momento agonistico, ma soprattutto sportivo: “Per me la competizione e l’allenamento sono un’esigenza, il tennis poi è fatto di tanti piccoli particolari che vanno curati, sono attenzioni che mi piacciono molto, quindi il sabato faccio allenamento con i maestri Alessandro Tosi e Christian Rosti, poi durante la settimana se ce la faccio gioco un’altra volta, quest’anno davvero poco, normalmente riesco ad organizzare un’altra partita in pausa pranzo”.

Il suo compagno di allenamenti a volte è un ex tennista ed ex calciatore, il romagnolo Andrea Fiumana. “Andrea è un collaboratore dell’Aic, è stato consigliere, a volte gioco con lui che fino ai 15 anni era più dedito al tennis. Fiumana tiene i rapporti con le squadre di serie C, a volte capita che nei nostri viaggi riusciamo a ricavare un’oretta per farci una partita”.
I programmi per il futuro non sono differenti rispetto agli ultimi anni: “Mi considero più un 4.1, che un 3.5, ho un buon gioco di gambe e poco di braccio, i tornei li ho fatti e li farò solo nel riminese, anche perché la stagione tennistica entra nel vivo proprio d’estate quando noi andiamo nei ritiri delle squadre. Preferisco i tornei outdoor – conclude Calcagno – e continuerò ad iscrivermi a quelli nel comune di Rimini o poco più lontano”.

Calcagno premiato dal direttore Roberto Raffaelli e dal presidente Alessandro Tosi

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