Fognini super con le treccine: Del Potro ko, 1° titolo sul cemento

Saranno state le treccine a regalargli quel qualcosa in più? Difficile da dire, fatto sta che Fabio Fognini è stato praticamente impeccabile in Messico dove all’alba italiana di domenica si è aggiudicato il trofeo dell’“Abierto Mexicano de Tenis Mifel”, torneo ATP 250 dotato di un montepremi di 637.395 dollari che si è concluso sul cemento di Cabo del Mar, conquistando il terzo titolo (record per lui) in questo suo 2018.

In finale il 31enne di Arma di Taggia, numero 15 Atp e secondo favorito del seeding, ha sconfitto per 64 62, in un’ora e 19 minuti di gioco, l’argentino Juan Martin Del Potro, numero 4 del ranking mondiale e primo favorito del tabellone, quest’anno vincitore ad Acapulco ed al “1000” di Indian Wells. L’ultimo azzurro a battere un top-five in una finale Atp era stato Omar Camporese a Rotterdam ne 1991 (Ivan Lendl la vittima).


 

DELPO VOLA 3-0 POI FABIO DOMINA LA SCENA – Del Potro, che si era aggiudicato tre dei quattro precedenti (tre dei quali però piuttosto datati), è partito fortissimo volando sul 3-0 grazie ad un break al secondo gioco: poi improvvisamente tutto è cambiato. La Torre di Tandil ha smarrito il suo dritto e Fognini ha iniziato a spingere, a farlo spostare molto variando colpi e profondità – micidiali alcuni drop-shot – e prendendosi anche diversi punti a rete. Il ligure ha strappato per due volte di fila la battuta all’argentino, non ha più concesso palle-break e si è assicurato il primo parziale al decimo gioco.

Fabio Fognini in azione a Los Cabos

Nella seconda frazione il davisman azzurro ha continuato a coprire ogni parte del campo costringendo con il diritto l’avversario ben dietro la linea di fondo: dopo aver annullato una palla-break nel secondo game, ha tolto ancora la battuta a Del Potro (in un game che Palito ha perso dal 40-15). L’italiano ha replicato nel quinto game ed è volato deciso verso il 6-2 finale. Per Fabio è stata la dodicesima vittoria in carriera contro un top-ten.


 

PER FABIO VERSIONE TRECCINE 3° TITOLO NEL 2018 E 8° IN CARRIERA – Per Fognini – in questo torneo ha sfoggiato una singolare quanto originale acconciatura con le treccine, dovuta a una scommessa persa con il suo preparatore atletico sul campo da golf, che a quanto pare gli ha portato fortuna… – è il terzo titolo di questo 2018 dopo quelli conquistati a San Paolo ed a Bastad, l’ottavo complessivo su 17 finali disputate, il primo in assoluto sul cemento (l’ultimo italiano a vincere un titolo sul cemento all’aperto era stato Davide Sanguinetti a Delray Beach nel 2002). Da lunedì ritornerà al numero 14 Atp, ad un passo soltanto dal suo best ranking (numero 13, datato 31 marzo 2014). 

10 – Panatta
8 – Fognini
6 – Bertolucci
5 – Barazzutti

* [Questa graduatoria, però, non tiene conto del tennis che ha preceduto l’era open: Nicola Pietrangeli di successi in carriera ne vanta in totale 66].

Fabio Fognini bacia la coppa

“VINCERE SUL VELOCE ERA UNO DEI MIEI OBIETTIVI” – “Juan Martin è un gran giocatore, ci conosciamo fin da piccoli e dopo tutti i problemi che ha avuto è bello che sia di nuovo fortissimo. Non ero io il favorito e sono davvero contento di aver vinto qui“, la prime parole a caldo di Fognini ringraziando tutti, arbitri compresi, con il suo sorriso più radioso.
Sono soddisfatto per come il mio gioco è migliorato nel corso della settimana – ha poi aggiunto in conferenza stampa. – Aver vinto contro un giocatore come lui mi dà molta carica perché ho sempre saputo che sarei riuscito a batterlo prima o poi. Era uno degli obiettivi della mia carriera riuscire a vincere un torneo sul veloce e riuscire a farlo superando in finale un top-player. Sono davvero felice“, ha concluso Fabio annunciando che al prossimo torneo di Toronto lui e Juan Martin giocheranno il doppio insieme. 

 

Fognini con le ‘treccine in semifinale in Messico

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