Il surrogato dello sport alla consolle non sarà mai come l’originale, e in qualche caso può anche far male. Almeno nel tennis, che sta vivendo come tutti la crisi da coronavirus, fronte soldi compreso, soprattutto se si guarda alla classifica dal posto numero 100 in giù.
Dalla racchetta virtuale mette in guardia il diciottenne inglese Jack Draper, millennial di grandi speranze, considerato nel Regno Unito l’erede di Andy Murray. “Andateci piano con il gioco virtuale“, ha raccontato il giovane tennista, numero 285 della classifica Atp, confessando che in tempi di quarantena aveva cercato di dirottare sulla Wii gli allenamenti. Ma ora ha smesso, ha spiegato sulle pagine del ‘Telegraph’, perché si stava rovinando. “Mi sono accorto che sul dritto la racchetta chiudeva il colpo con la vita non con la spalla. Inoltre cominciavo ad avere una postura non corretta“.

E così a digiuno di campo e gioco Draper, in isolamento con la famiglia a Leatherhead, prepara “20 tazze di tè al giorno per mio fratello Ben che ha 21 anni e per mia mamma Nicky. Alcuni giocatori saranno felici ora di fermarsi. Non è il caso mio. Avevo vinto l’ultimo torneo giocato, a Sunderland, a fine febbraio. Siamo in quarantena e ho 18 anni. Vorrei vivere una vita normale. Mi manca il tennis, la competizione. Quando ero via, avevo sempre voglia di tornare a casa. Ora che sono qui, non vedo l’ora di tornare a giocare“.
La stagione era tutta da vivere per il britannico, 191 cm di talento ancora in erba ma pronto a dire la sua anche a Wimbledon, dove avrebbe avuto la wild card tra i senior nel doppio, dopo aver brillato tra i giovani.

