Il mondo del tennis ravennate e di tutta la Regione piange la scomparsa di Ottaviano Turci. Il giudice di gara è deceduto venerdì nella sua Ravenna, all’età di 86 anni, una scomparsa abbastanza improvvisa che ha lasciato nel dolore e nell’incredulità i tanti amici che aveva nei Circoli locali, in particolare al Circolo Tennis Zavaglia dove ha diretto per anni la Coppa delle Viole e tanti tornei federali nel ruolo di giudice arbitro ed al Circolo Tennis Cervia, altro suo Club d’elezione. Era un grande appassionato, arbitro capace e di grande esperienza, un lavoratore instancabile e di grande umanità. Lascia in eredità centinaia di direzioni condotte con professionalità unita ad un straordinaria partecipazione. Ha diretto tornei fino a poche settimane fa.
Ottaviano si trova alla Camera Mortuaria dell’Ospedale di Ravenna fino a lunedì alle 15.30 poi la partenza per il Crematorio di Ravenna.
In ricordo di Ottaviano ci piace pubblicare questo bel ricordo di Davide Amadori, decano dei giudici di gara ed ex presidente del Comitato Provinciale, oltre che sue grande amico.
Caro amico mio Ottaviano,
“Come spesso accade nella vita, si finisce per comprendere davvero il valore delle persone solo quando non ci sono più accanto. Nel tuo caso, però, posso dire con certezza che non era necessario che tu ci lasciassi così in fretta per riconoscere e apprezzare il tuo straordinario valore, umano e sportivo.
Abbiamo condiviso quarant’anni fianco a fianco all’interno del Comitato Provinciale della F.I.T., anni che rappresentano la testimonianza concreta di una collaborazione leale, costante e appassionata tra uomini di sport. Caratteri diversi, certo, che ci hanno portato spesso a confrontarci con vivacità, a discutere, persino a litigare… ma sempre animati da un sincero affetto e, soprattutto, dalla comune volontà di far crescere il nostro amato tennis.
Noi tutti dobbiamo molto all’amico e Giudice Arbitro Ottaviano Turci: non si è mai tirato indietro, mai negato, sempre pronto e disponibile ad aiutare, con equilibrio, buon senso e spirito costruttivo, cercando in ogni situazione la soluzione più giusta – umanamente e sportivamente.
Ti piaceva ricordare, con quella tua aria di superiore ironia sportiva, che nel nostro primo incontro, al torneo di Castiglione di Ravenna, avevi vinto tu, e quindi conducevi uno a zero. Hai sempre conservato quel sorriso, fiero e bonario, come a custodire un piccolo trofeo.
Riconosco, con affetto e rispetto, quanto tu sia stato importante per me – come uomo, come dirigente, come compagno di strada.
Riposa in pace, caro Ottaviano. E chissà che un giorno, lassù, non ci si ritrovi ancora, per riprendere le nostre discussioni appassionate… e magari, stavolta, mi concederai quella rivincita che ti ho tanto cercato.
Con affetto,
Tuo Davide

