Come realizzare il perfetto impianto di climatizzazione di un albergo. Tema importante nella terra del turismo al centro del dibattito, venerdì nel tardo pomeriggio, andato in scena al Queen’s Club di Cattolica che ha ospitato un interessante convegno dal titolo “Efficienza, Comfort e Risparmio”, un incontro tecnico organizzato da Nest Service per capire come avere il miglior clima possibile all’interno degli ambienti, nel segno dell’affidabilità e della sostenibilità in ogni hotel, e come utilizzare al meglio il conto termico 3.0. Un approfondimento su scelte tecniche, costi, gestione e incentivi, un confronto concreto tra soluzioni impiantistiche, per capire cosa è davvero adatto per ogni struttura.
Su come realizzare l’impianto perfetto per un albergo sono intervenuti il responsabile Impianti di Cna Pesaro e Urbino, Fausto Baldarelli, Francesco Belfiore della Nest Srl e l’ingegner Marco Bernabè di Daikin Italia, mentre l’incontro è stato introdotto e moderato da Katia Belfiore di Nest Srl.

Il meeting è stato introdotto, come detto, da Katia Belfiore di Nest Srl, poi la parola è passata a Baldarelli: “Noi abbiamo iniziato un percorso di collaborazione da diverso tempo, soprattutto siamo partiti con la grossa novità rappresentata dal conto termico 3.0. Molte nostre aziende – ha proseguito Baldarelli – saranno soggette al sistema di certificazione ambientale e vorrei ricordare che uno dei criteri fondamentali per l’assegnazione della nuova Bandiera Blù sarà quello del rispetto ambientale ed in particolare si guarderà a cosa si è fatto sull’efficientamento energetico degli hotel, in questo senso il conto termico 3.0 rappresenta l’inizio. Anche gli istituti di credito stanno rendendo i tassi di interesse più leggeri per le strutture che investono in ambiente”.
Katia Belfiore ha sottolineato come “Il conto termico 3.0 ha ricevuto un plafond meno ricco rispetto agli scorsi anni, non si sa se si arriverà a fine anno, è il momento per pensare a questo investimento”.

Francesco Belfiore si è soffermato sulle tipologie impiantistiche: “Le tre tipologie sono l’impianto idronico-Chiller, l’impianto VRV (Variable Refrigerant Volume, Ndr.), e i Mono o Multi Split, questi tre diversi impianti presentano accorgimenti tecnici peculiari, ciascuno con i pro e contro, sono sistemi che naturalmente vanno a soddisfare esigenze diverse, anche per le dimensioni delle strutture che andranno a climatizzare, compresa la gestione dei costi di manutenzione”. Altro tema affrontato quello dei problemi tecnici che possono intervenire. “In un hotel il guasto non è solo un problema tecnico – ha spiegato Francesco Belfiore – è un problema economico e commerciale immediato. Una camera fuori servizio, un cliente che dorme al caldo o al freddo, una recensione negativa: il danno supera spesso il costo della riparazione. La progettazione deve dunque prevedere cosa può succedere… prima che succeda”. Ultima questione affriontata da Belfiore gli obblighi normativi: “Quando si installa o si sostituisce un impianto, non si sta scegliendo solo una tecnologia. Si stanno scegliendo anche obblighi normativi, controlli periodici e responsabilità precise. La gestione dell’impianto è una responsabilità legale del titolare della struttura”. Parte finale della relazione il confronto tra le tre tipologie di impianti considerando questioni come l’investimento iniziale, la semplicità di gestione, i costi di manutenzione, i consumi energetici, le gestione dei fermi macchina e l’impatto normativo e gestionale.
Marco Bernabè (Divisione commerciale Daikin) ha svolto un’interessante e dettagliata relazione su conto termico nel settore alberghiero, incentivi e soluzioni: “Il condizionamento occupa il 61% per cento del consumo totale di un albergo. Il conto termico è un’evoluzione del 2.0, un incentivo già esistente e consolidato, è uno strumento di incentivazione in conto capitale di cui si occupa il Gestore dei Servizi Energetici. E’ un beneficio cash a seguito di un intervento di efficientamento energetico, tra l’altro l’incentivo si può anche cedere. Vari i gli interventi ammessi, ma il grosso è rappresentato dalle pompe di calore elettriche. C’è un’urgenza legata agli stanziamenti, i fondi stanziati ammontano a 900 milioni, il conto termico in questi anni non ha mai esaurito la quota, alle imprese vanno parte di 500 milioni destinati ai privati, in particolare 150 milioni, 400 milioni vanno alle amministrazioni pubbliche. L’incentivo arriva fino al 65 per cento – ha ribadito Bernabè – con premialità settoriali, meno di un 45-50 per cento non si prende mai. I solidi si possono ottenere subito fino a una soglia di 15.000 euro, sopra questa somma si va dai 2 a 5 anni, gli incentivi dipendono da potenza e prestazioni degli impianti”. C’è stata infine l’interessante testimonianza di Fabrizio Signorini, titolare dell’Hotel Ducale di Cattolica, che ha presentato un intervento fatto nel 2024, l’impianto è stato rinnovato ed il saldo del conto termico è stato completato entro un anno. L’incentivo in questo caso ha coperto il 49,2 per centro dell’importo netto.

