Carlo Alberto Caniato San Marino Open

Carlo Alberto Caniato chiude alla grande il 2025 con la convocazione come sesto in Coppa Davis: “Una grande soddisfazione, voglio sfruttare l’occasione”

La ciliegina di fine anno per Carlo Alberto Caniato è arrivata pochi giorni fa, a coronare una grande stagione: il talento del tennis azzurro è stato infatti convocato dal Ct della nazionale, Filippo Volandri, come sesto giocatore e sparring partner della nazionale di Coppa Davis che la prossima settimana giocherà a Bologna le Finals. Per il portacolori del Ct Zavaglia ed allievo dell’Accademia del Villa Carpena si tratta della conclusione perfetta di una stagione che l’ha visto in continua ascesa. E non è ancora finita perchè Caniato chiuderà il 2025 partecipando alla A1 a squadre con il Club ravennate, dove ritrova uno dei suoi maestri, Omar Urbinati, ed in gara negli ultimi tornei. Il 20enne nato a Verona, ma tennisticamente romagnolo (da anni è “vivaio” del Ct Zavaglia) e forlivese d’adozione grazie alla sua attività al Villa Carpena dove è seguito da coach Alberto Casadei, si trova al n.389 del ranking mondiale, il suo best ranking fatto segnare lunedì scorso. Da sabato sarà a Bologna. Chiaramente la convocazione in nazionale galvanizza Carlo Alberto Caniato: “Non la considero tanto come un premio, ma come una spinta per un’ulteriore crescita, è un’esperienza che la Federazione mi ha dato la possibilità di vivere e realizzare, la vivrò come agli Internazionali del Foro Italico – spiega Caniato – anche lì io e Federico Bondioli abbiamo giocato in doppio in un contesto importante ed abbiamo sfruttato l’occasione. Sono consapevole di poter giocare ad un certo livello, è un motivo di crescita”. Caniato è reduce da una stagione nella quale, da un certo punto in avanti, ha iniziato ad essere continuo e costante ad alto livello: “Sì’, da maggio in avanti è stata una buona stagione, soprattutto nell’ultimo periodo sono diventato più consapevole dei miei mezzi, sono migliorato molto a livello fisico ed anche sul fronte tecnico ho fatto passi in avanti, ad esempio ad inizio anno ci siamo dati, con lo staff tecnico, come obiettivo quello di sviluppare il gioco a rete e ci siamo riusciti”. Anche gli obiettivi di classifica sono stati raggiunti ed anzi superati: “Ad inizio anno l’obiettivo era chiudere dentro i 500, l’ho superato a settembre ed ora sono dentro i primi 400, abbiamo fatto ancora meglio. Come voto mi do un 8,5, anche 9”. E la stagione non è ancora finita: “Ho questo impegno in Coppa Davis e poi penso che finirò l’anno con il Challenger Atp 50 di Atene, poi nella prima settimana di dicembre ci sarà il raduno al Centro Tecnico Federale di Tirrenia”.

Torniamo alla Davis, cosa si aspetta giocando ed allenando i big del tennis azzurro, da Musetti a Berrettini, passando per Cobolli?

“La velocità della pallina è quella, non cambia tanto, tra noi che siamo attorno al n.400 e l’alto livello quello che cambia è la continuità, l’intensità, i grandi riducono gli errori e lavorano sui minimi dettagli”.

Spazio ora agli obiettivi del 2026: “Vorrei raggiungere una classifica tale da poter giocare le qualificazioni nei tornei del Grande Slam. Spero che avvenga già nel 2026, altrimenti sarà per l’anno successivo”.

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