Alessandro Dragoni aveva intrapreso, dallo scorso ottobre, una nuova avventura tecnica, passando dal Club La Meridiana alla Ravenna Tennis Academy sui campi del Ct Zavaglia. In fondo, lui che è di Villanova di Bagnacavallo, si è avvicinato a casa, ma non è stata una scelta di comodo, ma una necessaria sterzata alla sua carriera, come lui stesso racconta. “Sono arrivato alla Ravenna Tennis Academy in pratica dopo aver perso tutte le mie sicurezze, non sapevo più che giocatore ero – ammette Dragoni –. Alla Rta ho trovato un tecnico, Patricio Remondegui, che è una persona fantastica, per me è diventato quasi un padre, vuole molto bene a tutti noi. Sono arrivato ad ottobre 2019, ho fatto quattro-cinque mesi, non è tantissimo, ma sono partito da un punto e dopo qualche tempo ho capito che avevo fatto passi in avanti, avevo sistemato alcune cose nel mio tennis, avevo aggiunto qualche mattoncino in più. Patricio mi ha fatto ritrovare il mio tennis, nonostante non sia il mio allenatore ideale, perché lui predilige la fatica, il lavoro, mentre a me non piace allenarmi tanto, a me piace il tennis brillante. Ma sono consapevole del fatto di aver bisogno di lui per mettere a posto le cose che non andavano. Poco prima di venire a Ravenna avevo perso da un 2.6, non accadeva da quattro anni di fare un negativo così, poi una volta arrivato da Patricio ho perso da due 2.4, ma cercando di dare il massimo, e mi sono accorto che il livello del mio gioco saliva, che ero tornato ad un livello competitivo. E negli ultimi tornei ho perso 6-3 al 3° con Lavagno che poi ha vinto il BNL di Torino, dopo aver sprecato tre match-point, ho battuto Virgili. Sono tornato ad un livello ottimo grazie anche a tutto il sistema della Ravenna Tennis Academy, quindi non solo Pat, ma anche i preparatori fisici. Formiamo un gruppo bellissimo, io Nerman Fatic, Nefisa Berberovic, Anita Husaric, Michele Vianello, Nicole Fossa Huergo, Raffaele Martignani, Umberto Crocetti Bernardi e poi ogni tanto Patricio ha l’ottima idea di inserire i ragazzini per abituarli alla velocità di palla, ognuno ha i suoi obiettivi”.

La programmazione per il 2020 è ben chiara, ma condizionata dall’evoluzione del Covid 19: “Ho un punto Atp da difendere a luglio, non voglio perderlo. Quest’anno volevo fare diversi BNL, almeno 4-5, poi i tornei Itf Future, vediamo”.
Intanto, in questi giorni di restrizioni, Alessandro ha ritrovato il piacere di attività che non faceva da tempo: “Faccio un po’ di attività fisica, ma non eccessivamente visto che non abbiamo una data precisa per il rientro, gioco al muro e poi cerco di svagarmi, adesso ho un po’ di tempo in più, mi metto a fare altro. Sono contento perché nel male posso stare con la famiglia, teniamo duro e cerchiamo di rispettare le regole”.


