La nuova stagione dell’Uta ha il volto, le idee, i progetti e la passione di un tecnico di valore come Roberto Perticarà che ha raccolto il testimone dal maestro Omar Urbinati. Perticarà è personaggio molto noto nel mondo sportivo ravennate, preparatore atletico, dirigente, professore, assomma molti ruoli. L’ultimo è quello di presidente dell’Uta, la scuola tennis agonistica e di base al Ct Dario Zavaglia di Ravenna, che ha subito cercato di modellare sul suo credo sportivo, ma anche umano e culturale.
Perticarà, come è nato questo nuovo progetto?
“Il progetto nasce dalla voglia di realizzare un attraente punto di ritrovo per i giovani, gradito ai genitori. Potrei riassumere le nostre finalità citando un proverbio africano: “Per crescere un bimbo ci vuole un intero villaggio”. Lo scopo principale è quello di accompagnare il giovane nella crescita dei valori di rispetto e aiuto reciproco, di costante impegno, di condivisione gioiosa. Infatti lo sport per sua natura mira a queste finalità. La formazione della squadra è stato il passo successivo: Patricio Remondegui tecnico nazionale, energico e gioviale trascinatore, l’allenatore Marco Bonitta di provata esperienza e i nostri 4 giovani collaboratori. La squadra si muove con competenza e collaborazione contribuendo così ad un clima di serena intesa. La bella struttura del Ct Zavaglia è il luogo che ospita la nostra scuola. Il presidente Carlo Licciardi ed i suoi consiglieri hanno dimostrato da subito grande entusiasmo e sensibilità per il nostro progetto, sostenendoci ed aiutandoci concretamente”.
Quali sono le linee guida della nuova Uta?
“Come ho accennato la priorità è la crescita e la formazione dei ragazzi. Le regole di comportamento per noi sono di fondamentale importanza. Puntualità, rispetto reciproco, impegno, massima attenzione negli allenamenti, rispetto per la propria attrezzatura e per la struttura che ci ospita. Questi aspetti vengono da noi monitorati quotidianamente con una valutazione a fine allenamento. Il vero significato di meritocrazia per noi sarà impegno e costanza”.
Ci può spiegare da chi è formato e come lavora il team?

“La programmazione e le linee direttive dell’Uta vengono decise dal consiglio direttivo da me presieduto con la consulenza di Patricio Remondegui e Marco Bonitta. Al Tecnico Nazionale Remondegui è affidata la direzione tecnica della Scuola. Il metodo di interazione è trasversale su tutti i ragazzi e tutti i livelli, dalla scuola dei più piccoli ai semplici appassionati, dagli agonisti ai top player. Io sono responsabile della preparazione fisica. Il maestro Davide Campana responsabile del settore agonistico e accompagnatore nelle competizioni. Il maestro Thibaut Duret responsabile della scuola avviamento, Luca Bartera collabora nel settore agonistico con Remondegui e nella scuola avviamento con Ruggero Casali. Figura di grande rilievo è Marco Bonitta, mental coach. Il suo compito di osservazione ed intervento sulle dinamiche mentali dei ragazzi, in allenamento e gara, riveste un ruolo delicato e prezioso. Il maestro Davide Pizzorno a cadenza bimestrale esegue video analisi per valutare e migliorare gli aspetti tecnici. Un importante ruolo hanno anche i tecnici Licciardi, Crocetti e Nanni che completano il nostro staff”.
Chi volete raggiungere come scuola? Quali sono gli obiettivi a medio e lungo termine?
“L’obiettivo primario è quello di consolidare il nostro operato e la nostra struttura organizzativa. La nostra scuola offre oggi un’ottima opportunità come centro di allenamento. Non mi dispiacerebbe potenziare il nostro staff con una figura che possa seguire in maniera costante i nostri atleti che richiedono una programmazione agonistica impegnativa, ma tutto a tempo debito. Una realtà che quest’anno abbiamo impostato e che ha già dato buoni risultati è il servizio doposcuola. Abbiamo affidato ad ottimi insegnanti il sostegno negli studi dei ragazzi che vengono da fuori Ravenna, l’aspetto scolastico per noi è una priorità”.
Alessandro Giuliani

