Lucia Bronzetti abbatte il tabù Wimbledon: batte la svizzera Teichmann e vola al 2° turno-Poi in sala stampa rivela: “Ho pensato di smettere con il tennis”

Alla quarta partecipazione Lucia Bronzetti finalmente abbatte il tabù Wimbledon. La verucchiese ha infatti superato il turno d’esordio ai Championships battendo per 6-3, 7-5, in un’ora e 31 minuti, l’elvetica Jill Teichmann, n.93 WTA (ma arrivata a ridosso delle top venti, n.21, tre anni fa). Giovedì al secondo turno la romagnola dovrà vedersela con la vincente tra la giovane russa Mirra Andreeva, n.7 del ranking e del seeding, capace di arrivare negli ottavi già nel 2023, e l’egiziana Mayar Sherif, n.86 WTA. E’ stata una vittoria sofferta, strappata con i denti dalla verucchiese.

Parte forte Lucia nel primo set: strappa subito il servizio all sua avversaria, piuttosto fallosa, già nel game d’apertura (1-0), conferma il vantaggio (2-0) e poi manca due opportunità di prendersi anche un secondo break. L’elvetica potrebbe riaprire il parziale ma non sfrutta la palla-break – la prima per lei nell’incontro – e l’azzurra vola sul 5-3 con un bel diritto vincente. Di palle-break nel decimo game la romagnola ne annulla tre e poi con una bella prima al centro incamera il 6-4. E’ il primo set vinto in carriera da Lucia ai Championships.

Nel secondo set si segue la regola dei servizi fino al nono gioco quando l’elvetica, con un errore di rovescio, concede la prima palla break del parziale che l’azzurra trasforma grazie al diritto (5-4). Quando il traguardo è ad un passo Bronzetti offre due palle-break per rimettere tutto in discussione: la prima la spreca la sua avversaria ma sulla seconda è lei a sbagliare di diritto (5-5). La romagnola non si deconcentra e strappa di nuovo la battuta alla sua avversaria. Nel gioco successivo arrivano tre match-point: Teichman cancella il primo con un diritto incrociato ma sul secondo quello stesso colpo termina fuori.

Lucia Bronzetti ha parlato in conferenza stampa a margine della vittoria su Teichmann: “Speriamo sia un punto di ripartenza. Vengo da un periodo molto difficile, dove ho sofferto tanto sia dentro che fuori dal campo. C’erano dei momenti in cui ho pensato di smettere di giocare. Avevo perso la felicità nel giocare, nel fare questo sport che è la mia passione“. E poi: “Speriamo sia un punto di ripartenza. Vengo da un periodo molto difficile, dove ho sofferto tanto sia dentro che fuori dal campo. C’erano dei momenti in cui ho pensato di smettere di giocare. Un po’ di pressioni che mi sono messa da sola si sono poi riflesse nel gioco, non mi divertivo più. Ero completamente bloccata. Avevo perso la felicità nel giocare, nel fare questo sport che è la mia passione oltre che il mio lavoro“. La verucchiese ha aggiunto: “Uno cerca sempre di farsi vedere forte, è difficile esprimere le proprie debolezze perché fuori ci sono gli avversari. Io sono fortunata che ho una famiglia che mi sta molto vicino e non mi mette pressioni, che vuole solo che io stia bene e sia felice. Il mio team mi sta aiutando tanto. Ringrazio loro che mi sono stati vicini. Non è niente di grave, si parla sempre di sport, ma essendo il proprio lavoro ci tiene a far bene e stare bene. Da fuori è diverso, perché chi non è dell’ambiente fa fatica a immaginare queste cose. Ma in realtà sono molto comuni tra tanti giocatori. Poi ognuno ha un carattere diverso e reagisce diversamente, ma io sono abbastanza sensibile e mi faccio carico di tante cose che dovrei farmi scivolare più addosso. Cerco di ripetermi che le cose gravi nella vita sono altre. Il peggio che ti può succedere è tornare indietro e smettere di giocare. Non sono questi i problemi. Però quando entri in campo e poi non stai bene è difficile. Io faccio anche fatica a fregarmene. Entrare in campo e fare una figuraccia come ho fatto nelle ultime partite è una cosa che mi pesa tanto. I commenti cerco di non leggerli, cerco di non farci caso, ma anche in quel caso è una cosa che sotto sotto ti fa soffrire. Sì, ne parlo tutti i giorni. Il mio allenatore mi è stato molto vicino, così come il mental coach con cui lavoro tutti i giorni da diversi anni. Alla fine in queste situazioni ne sono sempre uscita lavorando e pensando che sono dei periodi che possono passare. Se ne esce. Mi era già successa in passato. Ho pensato si potesse uscirne ancora, così ho fatto“.

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