L’ufficialità arriverà lunedì 15 ottobre, quando l’ATP pubblicherà le classifiche settimanali, però il tennis italiano può salutare con il giusto trasporto un momento atteso praticamente da quaranta anni. Ovvero la presenza di due giocatori fra i primi 20 del ranking mondiale: a Fabio Fognini, numero 13 Atp (nei top 20 ininterrottamente dal 21 maggio scorso, dopo esserlo stato anche negli anni passati), si aggiungerà infatti Marco Cecchinato, il quale grazie agli ottavi di finale nel Masters “1000” di Shanghai per la prima volta in carriera romperà il fatidico muro issandosi fino al 19esimo posto della classifica. Nessuna nazione ha più rappresentanti del Belpaese nei top 20: l’Italia condivide al momento la palma di leader con l’Argentina (Del Potro e Schwartzman), la Croazia (Cilic e Coric) e gli Stati Uniti (Isner e Sock).
BARAZZUTTI E PANATTA TOP 20 NEL MAGGIO 1979 – Come evidenzia il sito Federtennis.it, il 25enne di Palermo sarà il nono tennista italiano nell’era open a entrare fra i primi venti giocatori della classifica ATP, dopo Adriano Panatta (numero 4), Corrado Barazzutti (7), Paolo Bertolucci (12), Fabio Fognini (13), Andreas Seppi (18), Omar Camporese (18), Andrea Gaudenzi (18) e Renzo Furlan (19).

L’ultimo ranking con due azzurri nei primi 20 era datato 28 maggio 1979 quando Corrado Barazzutti era in 16esima posizione e Adriano Panatta al numero 19. Due settimane dopo, lunedì 11 giugno, al termine del Roland Garros, il tennista romano conservò la 19esima posizione, ma l’attuale capitano di Coppa Davis uscì dai 20 per aver sostituito la semifinale parigina 1978 con la sconfitta al terzo turno contro il paraguaiano Victor Pecci, capace di raggiungere la finale e mettere paura persino a Bjorn Borg. Da quella doppia presenza tricolore nell’elite del tennis internazionale sono passati dunque 39 anni e 4 mesi abbondanti. Panatta rimase top 20 fino a settembre 1979, poi toccò ancora a Barazzutti tra agosto e settembre del 1980, mentre nel 1981 ci tornò in altre due occasioni Panatta, tra aprile e maggio e poi per l’ultima volta dall’8 al 15 giugno.
ANDREA GAUDENZI PER 33 SETTIMANE NEI TOP 20 – Si è quindi dovuto attendere quasi dieci stagioni, fino a quando Omar Camporese fece ingresso nei top 20, rimanendoci per appena tre settimane tra il 10 febbraio e il 1° marzo 1992. Poi l’impresa riuscì ad Andrea Gaudenzi, per 33 settimane diluite in tre parti: 13 febbraio-23 luglio 1995, 28 agosto-29 ottobre 1995 e 8-14 gennaio 1996. In ordine di tempo, dopo il romagnolo fu la volta di Renzo Furlan, che rimase top-20 per tre settimane (8-28 aprile 1996).
NEL 2013 ROMPE IL MURO SEPPI, POI FOGNINI – Poi quasi 17 anni di “buco” per arrivare ad Andreas Seppi, che ha trascorso 15 settimane nei top 20 dal 28 gennaio al 12 maggio 2013. Infine Fabio Fognini, attuale numero uno azzurro, che ha totalizzato 111 settimane nei top 20 in 4 distinti periodi: 22 luglio 2013-10 agosto 2014, 18 agosto 2014-1 febbraio 2015, 26 febbraio-13 maggio 2018 e dal 21 maggio a oggi. Lunedì 15 il ligure inizierà la sua 112esima settimana da top 20, la prima in assoluto invece per Marco Cecchinato. E se i due azzurri dovessero riuscire a mantenere la posizione sino a fine anno (in pratica alla conclusione delle ATP Finals di Londra), sarà la seconda volta nella storia che due italiani chiudono l’anno tra i primi 20 dal 1973: nella prima classifica di fine anno nella storia dell’Atp, Adriano Panatta figurò al numero 14 del mondo e Paolo Bertolucci al numero 20.

‘CECK’: DAL TITOLO A SAN MARINO 2013 AL SUPER 2018 – Per il siciliano è un’annata da incorniciare, lui che sembrava destinato a restare un buon tennista da challenger (il primo titolo in questa fascia di tornei lo conquistò a San Marino nel 2013, penultima edizione del torneo che tutti gli appassionati romagnoli rimpiangono), senza riuscire a compiere il definitivo salto di qualità, a 25 anni ha saputo invece trovare una carriera tutta nuova. Prima il titolo a fine aprile a Budapest, il primo nel circuito maggiore, poi la storica semifinale al Roland Garros a 40 anni dall’ultima di un tennista italiano (1978 con Barazzutti), quindi il secondo squillo Atp a Umago e ora i progressi anche sul cemento, con i primi ottavi in un “1000”.
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