Per Gaio e Travaglia semaforo rosso agli Us Open

Federico Gaio e Stefano Travaglia salutano al primo turno gli US Open, quarto ed ultimo Slam della stagione in svolgimento sui campi in cemento di Flushing Meadows, a New York. 

Federico Gaio a New York (foto FIT/Tonelli)

GAIO CEDE A GOFFIN: “PECCATO PER I 3 SET POINT” – Il 26enne di Faenza, numero 242 del ranking mondiale, passato attraverso le qualificazioni, nel suo debutto assoluto nel tabellone principale di un Major, ha trovato semaforo rosso di fronte al belga David Goffin, numero 10 Atp e decima testa di serie, alla settima partecipazione agli Us Open dove lo scorso anno ha raggiunto gli ottavi: 62 64 76(5) il punteggio con cui si è imposto il 27enne di Rocourt. Ha disputato comunque una buona prova, in crescendo, il portacolori del Circolo Tennis Massa Lombarda, che può recriminare in particolare per tre set point mancati sul 5-3 e servizio nel terzo set.

Sono entrato in campo un po’ teso, ma contro un top ten come Goffin penso sia abbastanza normale – commenta Federico – Poi nel secondo e terzo set è andata meglio e ho avuto anche qualche chance per portarlo al quarto. Per fortuna il tennis non è matematica, altrimenti io che sono 242 del mondo avrei dovuto perdere molto più nettamente contro il numero 10…“.

CALDO E UMIDITA’ A NY METTONO KO TRAVAGLIA – Travaglia, numero 141 Atp, che per il secondo anno consecutivo ha superato le qualificazioni a Flushing Meadows (dodici mesi fa poi al primo turno del tabellone principale fece suo il derby con Fognini prima di cedere a Troicki), ha invece pagato dazio alle condizioni meteo estreme con cui è iniziato il torneo: oltre 35 gradi di temperatura, con umidità altissima, situazione che sta mettendo a dura prova i protagonisti a New York. Opposto al Next Gen polacco Hubert Hurkacz, numero 109 Atp, pure lui promosso dalle qualificazioni come già gli era riuscito quest’anno al Roland Garros e a Wimbledon (a Melbourne era stato fermato al secondo turno delle “quali” da Berrettini), il 26enne di Ascoli Piceno è stato infatti costretto al ritiro sul punteggio di 62 26 76(6) 3-0 in favore del 21enne di Cracovia, al debutto assoluto nel main draw a New York, dopo due ore e 34 minuti. 

Stefano Travaglia, costretto al ritiro (foto FIT/Tonelli)

DUE PALLE SET NEL TIE-BREAK DEL TERZO – Il primo testa a testa fra i due ha visto Travaglia bloccato dalla tensione all’inizio, con a risentirne maggiormente il servizio. Il marchigiano ha subito il break in un gioco in cui era 40-0, poi non è riuscito a trovare il bandolo della matassa, perdendo una seconda volta la battuta e il set (62). La reazione di “Steto” è arrivata a inizio seconda frazione, quando ha strappato lui il servizio al 21enne di Wroclaw, riprendendo fiducia nel suo tennis e soprattutto buone percentuali di prime palle: logica conseguenza il 62 in suo favore. In avvio di terzo set l’italiano ha annullato una palla break sia nel secondo che nel quarto game, poi altre due consecutive (con altrettante smorzate) prima di agguantare il 4-4. Sul 5-5, quando cominciava a farsi sentire la stanchezza per via delle condizioni di caldo e umidità, è stato Stefano a mancare una chance di break (diritto vincente di Hurkacz), poi con il decimo doppio fallo ha regalato il set point, cancellato con coraggio con un diritto lungo linea, così da rifugiarsi nel “gioco decisivo”. Travaglia è salito 4 a 2 e poi anche 6 a 4, ma si è affidato a una scelta azzardata (serve and volley) finendo per sbagliare il colpo al volo e il polacco ha piazzato 4 punti di fila così da salire due set a uno. Ormai disidratato e alle prese con crampi alle gambe, il 26enne di Ascoli Piceno ha chiesto il medical time out ma non è servito per risolvere i problemi: con generosità è rimasto in campo, poi il suo “calvario” si è chiuso sul 3-0 sotto nel quarto quando su consiglio del medico ha deciso di ritirarsi. 

Stefano Travaglia in azione agli US Open

STEFANO: “ERO DISIDRATATO E MI GIRAVA LA TESTA” – “Mi girava la testa, davvero una brutta sensazione – ha raccontato il marchigiano, altro giocatore di punta del team di A1 targato Oremplast – ho provato a continuare, ma in quelle condizioni non aveva senso proseguire, rischiavo solo di peggiorare le mie condizioni. Avevo i crampi ed ero disidratato, più tardi dovrò anche fare una flebo“. Stefano ha qualcosa da dire agli organizzatori: “I dieci minuti di stop? Bisogna mettere tutti nelle stesse condizioni. Tutti dobbiamo giocare con le stesse regole, quindi se ci devono essere i dieci minuti di riposo tra terzo e quarto set devono deciderlo al mattino visto che le previsioni meteo le conoscono bene. Inutile farlo dopo che ci sono stati già quattro ritiri… Noi giocatori meritiamo più rispetto, siamo persone non cose. Così è folle“.

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US Open: Gaio supera le qualificazioni, prima volta in un tabellone Slam

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