Piergiorgio Morosini

“Il tennis, che fantastica valvola di sfogo”: Piergiorgio Morosini e il suo rapporto con la racchetta

Contro il logorio della vita moderna” era un famoso tormentone pubblicitario degli anni di Carosello in tv (solo i meno giovani lo ricorderanno…). Uno slogan che calza comunque a pennello per sintetizzare il modo in cui vive il tennis Piergiorgio Morosini, magistrato originario di Cattolica e dal 1993 in servizio al tribunale di Palermo, dove qualche anno fa si è riaccesa la passione per la racchetta che covava dentro di lui. Una passione tale da portarlo a vincere, solo qualche settimana fa, durante le ferie estive, un torneo di quarta categoria.

LA RITROVATA PASSIONE CON LA RACCHETTA – “Mi sono avvicinato al tennis all’età di 10 anni e ho continuato a giocare fino al momento in cui la mia professione mi ha portato a fare una scelta di vita diversa – racconta il giudice, dal 2014 membro del Consiglio Superiore della Magistratura – Avevo vinto l’ultimo torneo Fit nel novembre del 1991, a 27 anni. Poi per oltre venti anni non mi sono più iscritto ad alcuna competizione, solo tre anni fa ho deciso di riprendere a giocare con continuità, anche perché il clima a Palermo consente di farlo all’aria aperta tutto l’anno e ciò mi permette di fare un po’ di movimento e tenermi in forma dal punto di vista fisico considerando il tipo di lavoro sedentario che svolgo. Riesco a giocare 4-5 volte a settimana, di solito al mattino dalle 7.30 alle 8.30, prima di andare in ufficio, o alla sera dopo le 20. Nell’agosto 2017 ho provato a fare di nuovo un torneo, passando tre turni, e questo mi ha fatto tornare la voglia. Nella passata stagione ho disputato sei tornei e da Nc sono passato 4.1, però non pensavo di tornare a vincerne uno… Certo, sapendo che mi sarei iscritto alla competizione durante le ferie, ho cercato di arrivare il più preparato possibile all’appuntamento”.

“MI SENTO COME UNO CHE HA VINTO ALLA LOTTERIA” – Già, perché durante le due settimane di vacanze, Morosini si è tolto la soddisfazione di aggiudicarsi il torneo di quarta categoria (con quasi cento iscritti) sui campi del Circolo Tennis Cerri di Cattolica.

Circolo Tennis Cerri Cattolica: premiazione torneo 4ª categoria maschile
Piergiorgio Morosini e Gregorio Valducci premiati da Francesca Cerri

E c’è riuscito a 55 anni, mettendo in fila uno dopo l’altro una serie di avversari ben più giovani di lui. “Se devo essere sincero mi sono sentito come uno che ha vinto una lotteria, in un misto di incredulità e felicità. Deve essersi trattato di una congiunzione astrale favorevole se pensiamo che in semifinale ho sconfitto un 23enne e in finale addirittura un giocatore di 21 anni”, afferma con un sorriso e un filo di compiacimento il magistrato, che come giudice per le indagini preliminari nel corso degli anni è stato titolare nel capoluogo siciliano di numerosi processi contro la mafia ed estensore di sentenze nei processi ai capi storici (Riina, Provenzano, Brusca e Bagarella tra gli altri), occupandosi di infiltrazioni di Cosa Nostra nella sanità, negli appalti per le opere pubbliche, nella politica e nella giustizia.

“HO UN DEBOLE PER NADAL” – Insomma, sui court ha mostrato di cavarsela bene non solo con il… diritto. Battute a parte, nell’occasione Morosini ha sfoggiato una forma fisica invidiabile, non risentendo nel match clou delle fatiche sostenute in semifinale. “Sono un giocatore che fa della regolarità la sua arma, non certo un tennista brillante, ed è con il rovescio che costruisco di solito i miei punti, potendo anche contare su una buona smorzata”, si descrive il magistrato-tennista. Pronto a confessare un amore incondizionato per Rafa Nadal. “E’ il mio campione preferito, certo riconosco le doti di fuoriclasse di Federer e Djokovic, ma la serietà e la determinazione dello spagnolo sono per me qualcosa di ammirevole, anche nonostante i numerosi infortuni. Tra i cosiddetti Next Gen mi piacciono Zverev e Tsitsipas e tra gli italiani in particolare Matteo Berrettini, che ci ha fatto emozionare durante gli US Open, e Marco Cecchinato, che ho avuto anche modo di vedere allenarsi in qualche occasione dal vivo al Tc Palermo Due”.

Circolo Tennis Cerri Cattolica
Piergiorgio Morosini e uno degli avversari affrontati durante il torneo al Circolo Tennis Cerri Cattolica

IL TENNIS COME PREZIOSO ANTISTRESS – Proprio la frequentazione del club del capoluogo siciliano ha contribuito a riaccendere la scintilla. “Devo riconoscere che l’elemento della socialità connesso a questo sport è stato importante, mi ha fatto per certi versi ritornare indietro nel tempo. Nel mio caso il giocare a tennis costituisce una valvola di sfogo fondamentale, un prezioso fattore di riequilibrio interiore rispetto allo stress e alle tante responsabilità di questa professione, per di più senza vincoli di età. Ed è il motivo per cui mi sento di consigliarlo in primis a tutti quelli che per motivi di lavoro fanno vita sedentaria o si trovano carichi di pressioni e tensioni. Inoltre a riavvicinare tanti della mia generazione o anche più giovani a questo splendido sport è stato il canale SuperTennis, trasmettendo in chiaro, praticamente a qualsiasi ora incontri di torneo o altre competizioni: bisogna riconoscere che quella della Federazione Italiana è stata davvero un’idea vincente in termini di promozione”.

SPORT E LEGALITÀ: IL FESTIVAL DELLA CULTURA SPORTIVA – Sport che per la sua valenza di legalità e il suo potenziale di integrazione rappresenta anche una componente chiave della società, e in quanto tale dovrebbe essere alla portata di tutti, a cominciare da chi proviene da contesti sfavorevoli. Sulla base di tale convinzione il magistrato romagnolo è stato uno degli ideatori dell’iniziativa “Giochi della legalità”, nata nel 2013, e poi denominata Festival Nazionale della Cultura Sportiva, che si svolge in estate a Cattolica. 

Piergiorgio Morosini
Piergiorgio Morosini, dal 2014 membro del Consiglio Superiore della Magistratura

L’idea iniziale era quella di mettere insieme le varie realtà e associazioni del comprensorio di Pesaro e Rimini, creando una serie di canali fra questi giovani che saranno poi la classe dirigente che reggerà in futuro le sorti del Paese. Lo sport è uno straordinario veicolo di integrazione, attraverso lo sport le distanze che ogni giorno tocchiamo con mano si accorciano e in certi casi si annullano, come in una sorta di miracolo, basta andare in un qualsiasi campetto di provincia e vedere in una squadra di calcio insieme persone di etnie, culture e religioni diverse, magari abbracciarsi dopo un gol. Il merito di aver portato avanti e sviluppato sempre più l’iniziativa è dell’Associazione Rimbalzi Fuori Campo che si sta impegnando a diffondere questi valori. Dopo sette edizioni è ormai diventato un appuntamento fisso – conclude Morosini -, a mio avviso un ulteriore motivo di vanto per il nostro territorio”.

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