Da questa stagione il Master regionale giovanile, l’appuntamento che chiude l’annata agonistica dei ragazzi emiliano-romagnoli quest’anno in programma dal 31 ottobre al 2 novembre al Circolo Tennis Reggio Emilia, porterà il nome di Chiarino Cimurri. Lo ha deciso il Comitato Regionale Emilia-Romagna della Federazione Italiana Tennis e Padel, che ha voluto ricordare così uno dei dirigenti più lungimiranti che lo sport regionale abbia avuto.
Cimurri ha anticipato la stagione dei grandi successi del tennis italiano e, in particolare, di quello emiliano-romagnolo.
Nato a Reggio Emilia il 3 settembre 1938, figlio di Giannetto, storico massaggiatore di Fausto Coppi, Cimurri è stato soprattutto un uomo di tennis.
È stato presidente storico del TC Reggio Emilia. In Federazione è stato responsabile del settore tecnico maschile e accompagnatore della squadra di Coppa Davis che nel 1976 conquistò l’Insalatiera, il primo trionfo azzurro nella competizione. Fino al 1995 è stato poi consigliere nazionale. Era un dirigente capace di guardare lontano, e il suo motto, «Dacci una mano», riassumeva il suo modo di coinvolgere chi gli stava intorno.
Dopo il tennis sono arrivati il basket e il calcio. Da vicepresidente e poi presidente della Pallacanestro Reggiana ha vissuto la semifinale scudetto contro la Fortitudo Bologna. Nel 2001 è diventato presidente della neonata Legadue. Nel 2002 ha guidato la cordata che ha salvato la Reggiana Calcio. Si è spento improvvisamente il 26 agosto 2004, a 65 anni.
Con il suo nome sul Master, la memoria di Cimurri torna dove tutto era cominciato: sui campi da tennis, tra i giovani che il movimento regionale prepara al futuro.
«Il consiglio ha votato all’unanimità, e non poteva andare diversamente», spiega il presidente del Comitato Regionale Gilberto Fantini. «Chiarino è stato un precursore. Quando il tennis italiano non vinceva ancora come oggi, lui aveva già capito che per crescere servivano visione, organizzazione e soprattutto passione. Molti di noi hanno avuto la fortuna di conoscerlo, e ognuno ha un ricordo del suo sorriso e della sua energia contagiosa, di quel modo di chiederti una mano che ti faceva sentire subito parte del progetto. Intitolargli il Master giovanile ha un significato preciso: questo torneo celebra i ragazzi che rappresentano il futuro del nostro movimento, e Chiarino ha sempre guardato avanti. Siamo certi che ne sarebbe orgoglioso».

