Roger Federer è scoppiato in lacrime come non era mai successo prima durante un’intervista televisiva. Fresco vincitore della Hopman Cup a Perth in coppia con la connazionale Belinda Bencic, nel corso di un’intervista rilasciata alla CNN, il campione svizzero si è commosso ricordando il suo ex allenatore australiano Peter Carter, morto il 1° agosto 2002 in un incidente stradale avvenuto in Sudafrica, all’età di 37 anni, durante il viaggio di nozze. Una scomparsa tragica e prematura, che ha impedito all’ex giocatore di assistere al primo grande trionfo di King Roger in un torneo del Grande Slam, avvenuto l’anno seguente a Wimbledon, e a tutti i seguenti 19.
Alla domanda postagli dall’intervistatrice dell’emittente americana, Christina Macfarlane, riguardo alla reazione che avrebbe esternato Carter ai suoi trionfi, il 37enne fuoriclasse di Basilea ha risposto con grande emozione: “Sorry” (scusatemi), abbozzo di una frase spezzata sul nascere dalle lacrime. Poi, ripresosi dalla profonda emozione, Federer ha aggiunto: “Spero che sarebbe stato fiero di me. Per me, la sua scomparsa suonò come una sveglia, tanto che da quel giorno cominciai ad allenarmi duramente“.
L’allenatore australiano era conosciuto come un autentico formatore, che seguì Federer sia come giovane che come tennista. Con i genitori del suo tecnico, King Roger aveva instaurato un rapporto strettissimo già quando Peter lo allenava. Rapporto ulteriormente incrementatosi dopo la morte del figlio. Ogni anno, l’asso elvetico invita Diana e Bob Carter ad assistere agli Australian Open di Melbourne, pagando ai due genitori il biglietto dell’aereo, l’albergo ed i biglietti nel suo box personale della Rod Laver Arena.
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