L'abbraccio fra Alexander Zverev e Jannik Sinner che consola l'avversario prima della cerimonia di premiazione

L’esempio di Jannik Sinner, campione anche di umanità

In campo è stato mostruosamente il più forte, anche in finale, come del resto aveva mostrato anche negli incontri precedenti. Jannik Sinner, con il trionfo bis agli Australian Open, è l’indiscusso numero uno del mondo del tennis, come racconteranno con dovizia di particolari i colleghi che hanno la fortuna di poter seguire dal vivo le sue gesta. E di questo, per chi nutre una passione viscerale per questo sport (non solo da spettatore in poltrona), c’è da andare orgogliosi, anche perché numeri e risultati alla mano l’Italia è ormai una potenza assoluta.

Di fronte a certe imprese mi emoziono sempre, e mi è capitato anche stavolta, incollato alla tv per seguire l’ultimo atto del major di Melbourne. Però di solito sono sensazioni e stati d’animo che tengo per me. Stavolta no, perché l’immagine che mi ha letteralmente fatto venire i brividi e commosso è stato il momento in cui il campione azzurro, prima della cerimonia di premiazione, vedendo lo stato di prostrazione in cui versava Alexander Zverev (abbattuto dopo la terza sconfitta in altrettante finali Slam), gli si è avvicinato per rincuorarlo e incoraggiarlo, con un discorso motivazionale (il tedesco lo ha ringraziato con un abbraccio) che poi ha ripetuto anche al microfono, le prime parole pronunciate dopo aver sollevato il trofeo: “È stata una giornata difficile per te. Non smettere mai di credere in te stesso. Sappiamo tutti che sei un giocatore e una persona straordinaria. Presto potrai sollevare il tuo trofeo“.

Un gesto tutt’altro che scontato nel momento del trionfo, quando da vincitore hai praticamente il mondo ai tuoi piedi e puoi essere inebriato dalla gioia. Non invece Jannik. Un campione dunque anche di umanità e sensibilità. E al tempo stesso uno splendido esempio per tutti coloro che praticano sport a qualsiasi livello (come mi piacerebbe da genitore, un po’ utopista, ma anche da appassionato e addetto ai lavori, fermamente convinto che lo sport è scuola di vita, vedere ragazzi comportarsi in questo modo con gli avversari…). Ma pure per tutti noi, nel nostro piccolo, nella nostra vita di ogni giorno, quando vediamo qualcuno in difficoltà, e capita a tutti, in ciascun contesto. Basta solo avere gli occhi per accorgersene, mettere da parte un po’ l’egoismo che sempre più caratterizza la nostra società, non fare finta di niente ed avere l’umiltà e l’empatia per esternare la nostra vicinanza, nel modo più spontaneo e semplice possibile.
Qualcuno potrà definirmi un sognatore, eppure mi piace pensare che forse, in questo modo, contribuiremo a un mondo migliore, soprattutto per i nostri figli.

Il momento in cui Jannik Sinner rincuora Sascha Zverev
Il momento in cui Jannik Sinner rincuora Sascha Zverev (da tv)

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