Nicole Fossa Huergo

Nicole Fossa Huergo: “Io cittadina del mondo, ma legata alla Romagna”

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Nella Calza della Befana ha trovato la vittoria in un torneo Open a Padova, prezioso soprattutto per ritrovare il ritmo partita dopo uno stop per un problema fisico, e ora Nicole Fossa Huergo è pronta a rituffarsi nel circuito internazionale. La 25enne allieva della Ravenna Tennis Academy parte infatti sabato per l’Egitto, dove disputerà due tornei ITF da 15mila dollari di montepremi al Cairo. La giocatrice nata il 26 marzo 1995 ad Isernia risiede ormai da una decina d’anni a Bologna, dove lavora come maestro al Circolo Tennis dei Giardini Margherita il padre Wolfgang Alexander, nato a Rosario, in Argentina, e arrivato nel nostro Paese a inizio anni Novanta. Prima di approdare allo storico circolo felsineo, fondato nel 1902, Fossa Huergo ha svolto a lungo la sua attività in Romagna: un paio di stagioni a Imola, quindi a Rimini dove per oltre due anni ha diretto la scuola tennis del CT Viserba (da giugno 2006 a dicembre 2008), per poi spostarsi a Ravenna e svolgere le mansioni di allenatore del settore agonistico del Circolo Tennis Zavaglia (da gennaio 2009 a settembre 2012) collaborando con il maestro Omar Urbinati.

Nicole Fossa Huergo e il padre Wolfgang
Nicole Fossa Huergo e il padre Wolfgang dopo il successo a Padova

Da ragazzina il legame con la Romagna è stato forte – ammette Nicole – e ora prosegue attraverso il rapporto con la Ravenna Tennis Academy, dove svolgo sedute in genere due-tre volte a settimana, e in particolare con coach Patricio Remondegui. Devo dire che mi trovo veramente bene con lui, che fra l’altro è in totale sintonia con mio padre, con cui mi alleno nei restanti giorni a Bologna. Con Pat ci dedichiamo prevalentemente alla strategia e alla consistenza nel gioco, visto che sono una a cui piace costruirsi il punto scambiando molto: sono una tennista che tiene il ritmo e quando so che la partita si baserà su scambi lunghi e faticosi, mi sento maggiormente in confidenza. Se devo identificare un punto forte, dico proprio la resistenza. E mi sento forte anche nel saper variare il gioco: palle alte, so spingere e tenere e a rete me la cavo perché ho anni di doppio alle spalle. Però a volte mi adeguo, stando dietro la linea di fondo e aspettando l’errore dell’avversaria, per questo sto cercando di focalizzarmi anche su un gioco più aggressivo. Ad esempio, approfittando della trasmissione in streaming dei match del torneo di Padova, Remondegui e il suo staff hanno analizzato le partite ricavandone le varie statistiche e su quella base abbiamo nei giorni scorsi svolto lavori specifici, ad esempio sull’incisività della seconda palla di servizio. E’ fondamentale per chi vuole affrontare il tour professionistico essere il più completi possibile e un coach della sua esperienza mi sta aiutando in questo processo di crescita”.

 

Proprio nel circuito internazionale Fossa Huergo si è fatta un regalo di Natale conquistando il titolo in doppio, il primo per lei a livello ITF, nel torneo di Antalya. “Venivo da un infortunio che mi ero procurata sul cemento di Sharm el-Sheikh, ad ottobre: un edema al piede che mi ha costretta a stare ferma quasi due mesi, concedendomi solo l’ultimo torneo del 2020 in Turchia. Era quindi importantissimo per me riprendere a macinare gioco, testare le condizioni del piede e contestualmente giocare tanti punti. E l’Open padovano è stato in tal senso una preziosa opportunità di disputare qualche incontro, con un livello di difficoltà crescente – sottolinea Nicole raccontando l’andamento del torneo veneto -. All’esordio, contro Camilla Gennaro, ero un po’ tesa ma la differenza anagrafica ha avuto il suo peso, poi nei quarti, contro Gloria Ceschi, una 2.3 con una palla più pesante e un gioco più aggressivo, ho dovuto sapermi difendere. Anche in semifinale, contro Anna Spieri, una ‘falsa’ 2.5 che spinge molto e gioca davvero bene, sono riuscita a rimanere solida. E la finale contro Martina Spigarelli, anche se terminata in due set, è stata veramente tosta: tanta corsa e punti lunghi, un confronto divertente ed allenante, che mi è assai servito. Dopo ogni partita giocata mi sono sentita sempre meglio, ritrovando proprio quelle buone sensazioni che cercavo in vista della ripresa dell’attività internazionale”. 

Julia Kimmelmann. e Nicole Fossa Huergo
Julia Kimmelmann. e Nicole Fossa Huergo, vincitrici del doppio ad Antalya (ITF Tour)

Un tour professionistico che questa giovane con sangue argentino nelle vene, cresciuta in una famiglia di sportivi – la madre, Andrea Mercedes Longo, ha vestito la maglia di vari club di pallavolo in Italia, dalla A alla C –, affronta con una laurea nel cassetto, conseguita oltre Oceano. “Una volta terminato il liceo, continuare a giocare senza però abbandonare i libri, con una borsa di studio per il college, mi è sembrata l’opzione migliore. Sono stata prima alla Armstrong State University, dove nel 2015 abbiamo vinto il titolo nazionale a squadre universitario, poi alla Arizona State University, a Phoenix, città molto bella e accogliente, dove a maggio del 2019 mi sono laureata in economia manageriale, dopodiché ho preso anche una piccola laurea in spagnolo. E’ stata un’esperienza fantastica, che rifarei senza alcun dubbio – dichiara con convinzione Fossa Huergo, il cui campione preferito è Roger Federer – probabilmente la miglior decisione presa fin qui in vita mia. Al di là del percorso di studi, mi ha fatto crescere come persona, perché mi sono trovata da sola immersa in una lingua e una cultura nuove, dovendo imparare a gestirmi anche per quanto riguarda spese e tutto il resto. Insomma, una scuola di vita. E poi mi ha aiutato tantissimo anche dal punto di vista sportivo, anche perché lì è tutto un altro mondo. Nei college hai a disposizione strutture e persone che ti seguono a 360 gradi, dal coach al preparatore atletico al fisioterapista, tutta una serie di servizi come un professionista e tu come tale devi comportarti: loro ti danno molto e chiedono a te altrettanto, visto che tengono tantissimo alle competizioni universitarie, tra cui il doppio, sei stimolato a dare sempre il 100%, non esistono scuse. L’ultimo mio anno negli States è stato da internship, cioè non ero più eleggibile per le gare. Però soffrivo nello stare dietro una scrivania, mi mancava talmente il competere in quel periodo che una volta rientrata in Italia mi sono dedicata anima e corpo al tennis. L’esperienza del college ha ridato slancio alla mia passione per questo sport”.

Nicole Fossa Huergo qui con i colori della Arizona State University
Nicole Fossa Huergo qui con i colori della Arizona State University

In effetti, già nel settembre 2019 Nicole ha raggiunto la finale ai campionati italiani di seconda categoria, a Cagliari, oltre a qualche primo acuto nel circuito ITF, confermato poi nell’ultima stagione, martoriata purtroppo dalla pandemia, che ha causato una lunga sospensione dell’attività. “Mi sono data un limite temporale, visto che non intendo buttare via una laurea, e quindi mi sono ripromessa degli obiettivi da centrare, anno dopo anno, per valutare poi se continuare nel tennis o magari, un giorno, tornare negli Stati Uniti per mettere a frutto in ambito lavorativo quel che ho studiato – spiega la portacolori del CT Bologna, con cui ritenterà l’assalto alla serie A1 -. Per il 2020 puntavo ad entrare tra le prime 700 del ranking e ho chiuso l’anno da numero 754 Wta, potendo giocare pochissimo per via del coronavirus, mentre come classifica italiana sono stata promossa 2.1. Solitamente giro da sola nei tornei, anche per contenere le spese visto che a livello ITF i guadagni sono quelli che sono, tuttavia per l’interruzione dell’attività sportiva nei circoli come conseguenza del covid mio padre ha avuto qualche volta il tempo per accompagnarmi. Non mi posso lamentare, dunque, ma per il 2021 l’asticella si alza: l’obiettivo è quello di inserirmi fra le prime 400 della classifica mondiale, ambizioso lo riconosco, tuttavia misurandomi con avversarie di quel ranking ho sperimentato di avere il livello per poterci stare. Il fattore chiave sarà la continuità di rendimento e la costanza, e qui gioca un ruolo determinante la prevenzione degli infortuni così come il riuscire a mettere in atto una buona programmazione internazionale. Al momento invece permangono una serie di incognite, tra restrizioni e conseguente annullamento di tornei, o anche limitazioni a viaggi e spostamenti. Così finiscono per accumularsi giocatrici di alto livello anche negli eventi dove solitamente potrei trovare posto in tabellone. Insomma, in attesa di tempi migliori tocca vivere un po’ alla giornata”.

Nicole Fossa Huergo
Nicole Fossa Huergo al servizio
5/5

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