Musetti primo azzurrino a trionfare agli Aus Open jr: “Realizzo un sogno”

Per la prima volta un tennista italiano si aggiudica il torneo Junior degli Australian Open. L’impresa è riuscita nella notte a Melbuorne al 16enne carrarese Lorenzo Musetti, che ha superato l’americano Emilio Nava in rimonta, dopo una dura lotta, per 4-6 6-2 7-6 (14-12) al super tie-break dopo aver annullato anche un match point. Dopo la finale persa agli US Open lo scorso settembre, l’azzurrino ha saputo rispettare il ruolo di prima testa di serie, imponendosi sullo statunitense, 17 anni e numero 22 del ranking mondiale Itf (Musetti è numero 4) dopo due ore e sette minuti.

MUSETTI RIMONTA E ANNULLA ANCHE 1 MATCH POINT – “Non ci siamo mai affrontati, come tutti gli americani serve e risponde forte e si prende dei rischi”, aveva detto Lorenzo alla vigilia parlando del suo avversario in finale. Tutto esatto e nel primo set la potenza di Nava, che ha tirato dei servizi a oltre 200 orari, ha avuto la meglio. Anche perché l’azzurrino era un po’ contratto, teso per un match così importante che si giocava in una cornice prestigiosa, la Rod Laver Arena. Musetti ha avuto tre palle break di fila (era 0-40 sul servizio dell’avversario, ma le ha sprecate. Ne ha a sua volta annullate due consecutive dal 15-40 nel game seguente, ma ha ceduto il turno di battuta sul 3-3 con Nava che ha difeso poi con successo i suoi turni di servizio chiudendo 6-4. Il toscano si è però scosso nel secondo parziale. Fondamentali le tre palle break consecutive annullate a Nava sul 2-2, quando si è ritrovato ancora una volta sotto 0-40 al servizio. Da quel momento meno tensione, braccio e testa più liberi: due break, il primo sul 3-2 e il secondo sul 5-2 e tutto rinviato al terzo set. 

Lorenzo Musetti (foto FIT/Silverii)

Grande equilibrio nel parziale decisivo (anche se Musetti avanti 4-3 era salito 0-30 al turno di battuta di Nava) e decisione al tie break che da quest’anno agli Australian Open si gioca a 10. Un tie-break giocato ad alta tensione: Musetti ha avuto tre match point (9-8, 10-9 e 11-10, quest’ultimo cancellato da un doppio fallo con una seconda fuori di un nulla), ne ha annullato uno sotto 12-11 e finalmente ha chiuso alla quarta occasione su un diritto out del rivale, firmando il primo trionfo tricolore nello Slam Down Under junior. Thomas Fabbiano nel 2007 e Filippo Baldi nel 2013 si erano fermati in semifinale. Per l’Italia si tratta dell’11esimo titolo junior in un Major su 18 finali giocate. L’ultimo successo prima di quello conquistato da Musetti risaliva a Wimbledon 2013 con Gianluigi Quinzi.

LENDL A PREMIARLO E I COMPLIMENTI DI DJOKOVIC – A premiarlo c’era Ivan Lendl. E quando è uscito dal campo ha incrociato Novak Djokovic, che aveva visto la finale junior in tv e si è complimentato con lui: “Mi ha detto che avevo vinto grazie ad una grande forza mentale“, racconta Musetti. Un ex numero uno, Lendl, e l’attuale numero uno: chissà che non sia beneaugurante. Lorenzo giocava la finale da favorito e questo non è sempre un vantaggio. Mantenere calma e lucidità nella immensa cornice della Rod Laver Arena non era semplice. Gran talento, un tennis stilisticamente notevole e una mentalità già da professionista. “Dopo la finale agli US Open – dice come riporta il sito Federtennis.it – questo successo agli Australian Open è un’emozione fortissima, una grande soddisfazione che dedico alla mia famiglia, al mio staff e la federazione che mi sta aiutando molto nella crescita, sia economicamente che negli allenamenti. Posso usufruire sempre del centro tecnico. Non posso che ringraziare“.

Lorenzo Musetti

“NON ERA FACILE FARE MEGLIO DEGLI US OPEN” – Allevato e cresciuto nell’ambito dei programmi federali, si allena spesso al centro tecnico di Tirrenia e delle sue qualità forgiate dal coach Giacomo Tartarini al Circolo Tennis Spezia si parla da anni. “La finale a New York era arrivata un po’ a sorpresa, mentre qui c’erano tante aspettative e non era facile confermarsi. Anzi addirittura fare meglio“. Ripensa alla finale, alla Rod Laver Arena, uno degli stadi da tennis più grandi e prestigiosi del mondo. “L’aspetto più complicato a giocare in un campo del genere è che non ti rendi conto che a volte sei troppo lontano dalla riga di fondo campo. Ma è un’esperienza incredibile e poi c’era tanto pubblico a vederci“. Il momento più difficile nel secondo set, sotto di uno, quando sul 2-2 si è trovato 0-40 al turno di servizio. “Ho trovato un rovescio lungo linea un po’ fortunoso, poi ho recuperato e dal quel momento mi sono liberato, ho cominciato a crederci. Da lì è stata una lotta punto a punto e ne sono uscito vincitore. Lui serviva molto bene, ma sulla seconda cercavo di essere più aggressivo“. Grazie a un tie break da brividi: “Ho servito molto bene e proprio grazie a una prima ho annullato il match point sotto 12-11. Certo quel match point in mio favore sul 10-9 fallito con una seconda larga di un nulla mi poteva costare caro“.

“SOGNO REALIZZATO, IL LAVORO STA PAGANDO” – Torna a casa con la coppa: definitivamente alle spalle quella finale persa qualche mese fa agli US Open junior. “A caldo non l’avevo presa bene, ma anche secondo me è stato un bene. Una sconfitta è sempre uno stimolo in più per fare meglio. E comunque, meglio perdere una partita oggi che quando conterà di più. Me l’hanno fatto notare in molti, ma ero giunto alla stessa conclusione. Non arriverei a definirlo un fatto positivo, ma non era successo nulla di grave“.

Lorenzo Musetti (foto FIT/Silverii)

Però salire sull’aereo che lo riporterà in Italia con il trofeo è decisamente meglio. “Ora mi godo il momento, è un sogno che si è avverato. Sono soddisfatto perché il lavoro fatto con il mio team sta dando i suoi frutti, il 2019 non poteva iniziare meglio. Ma questo deve essere un punto di partenza“. Anche perché il prossimo anno in qualità di vincitore del torneo junior potrà giocare le qualificazioni nel torneo dei grandi. 

 

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