Andrea Gaudenzi

Da giocatore il mio sogno è sempre stato quello di partecipare alle ATP Finals, come lo è per qualsiasi professionista della racchetta a parte vincere uno Slam, però non ci sono mai riuscito, non ho mai passato la soglia dei Top 10, ma almeno nei primi venti della classifica mondiale sono entrato… Nel mio piccolo adesso potrò dire che ci sono riuscito almeno come presidente dell’ATP“. Si concede anche una considerazione personale scherzosa Andrea Gaudenzi, nelle vesti di numero uno dell’associazione che governa il circuito maschile, alla presentazione ufficiale delle Nitto ATP Finals Torino. A dieci mesi esatti dall’edizione 2021, la prima di cinque che renderanno il capoluogo piemontese capitale mondiale del tennis, il grande evento è stato ufficialmente lanciato con la presentazione al Grattacielo Intesa Sanpaolo. 

Il 47enne ex tennista romagnolo ha illustrato le ragioni che hanno portato l’ATP alla scelta di assegnare le Finals a Torino nonostante la concorrenza di altre grandi candidate. “Sono presidente entrante e dunque non ero direttamente coinvolto l’anno scorso nella decisione dell’assegnazione della sede, ero comunque un po’ dietro le quinte avendo un ruolo nel Board di ATP Media. Credo che uno dei fattori principali per la scelta sia stata la passione e l’entusiasmo che sono stati messi da questo team in questo processo – ha sottolineato Gaudenzi – oltre ovviamente alla credibilità data da anni di successi degli Internazionali d’Italia, aver dimostrato quindi le capacità di mettere in campo un evento di alta qualità. Del resto, vogliamo avere un evento dove c’è una grossa risposta da parte del pubblico e dei tifosi, per cui la presenza di forti giocatori italiani e in crescita a livello internazionale è un altro elemento importante. E’ stata una combinazione di vari elementi, siamo gli uni e gli altri molto ambiziosi. Abbiamo di sicuro uno standard molto elevato raggiunto nei dodici anni di Londra, con più di tre milioni di spettatori, ma siamo assai fiduciosi che Torino, il Piemonte, l’Italia, tutti insieme potremo fare un ottimo lavoro. Da italiano sono ancora più felice e orgoglioso che l’organizzazione sia stata assegnata alla mia nazione: faremo bene, sono sicuro, e mostreremo al mondo il nostro Belpaese e una città stupenda come Torino”.

Andrea Gaudenzi e Angelo Binaghi

Andrea Gaudenzi. presidente ATP, con il presidente della FIT Angelo Binaghi alla presentazione delle Nitto ATP Finals Torino (foto Giampiero Sposito)

Il numero uno dell’ATP ha proseguito ricordando come l’evento in passato abbia toccato in precedenza città di primo piano, da Tokyo a Parigi, poi Barcellona, Boston, Melbourne, Stoccolma e Houston, quindi New York, Francoforte, Hannover, Lisbona, Sydney, Shanghai e Londra. “La storia è importante, 50 anni di storia, considerando che il Masters ha toccato varie città passando un po’ in tutto il mondo, questo significa una responsabilità molto alta però, come detto, sono entusiasta che faremo bene. Siamo in un periodo non facile, le ATP Finals di Torino iniziano in un anno di Covid ma noi siamo battaglieri e sappiamo risolvere problemi e superare situazioni di crisi, stiamo lavorando in modo proficuo in questa direzione. Andrà tutto bene – la certezza espressa da Gaudenzi – e sono ottimista e positivo“.

L’ex azzurro ha posto inoltre l’accento sull’importanza dell’evento per l’intero tour e sul supporto commerciale di cui ha goduto. “Senza partner e sponsor un evento di tale portata non sarebbe sicuramente possibile, quindi mi sento di ringraziarli a cominciare da Nitto che ci ha seguito da Londra – ha dichiarato rimarcando il vitale contributo del title sponsor – ma anche gli altri partner del nostro Tour, come Emirates, FedEx, Rolex e Dunlop che continueranno a seguirci nell’evento che è il più importante dell’ATP e spesso decreta il numero uno a fine anno, senza dubbio uno degli obiettivi più prestigiosi per un tennista”.

In tal senso le ATP Finals costituiscono la punta di un iceberg, anche e soprattutto dal punto di vista mediatico e comunicativo, tema particolarmente caro all’ex giocatore di Faenza, trapiantato da anni a Londra. “Approfitto di questa opportunità per ricordare che il tennis è uno degli sport più importanti al mondo, uno dei pochi davvero globale: un miliardo di fan nei cinque continenti e questo evento è una delle possibilità di marketing principali, insieme ai Masters 1000 e ai Grandi Slam, sono gli eventi che mostra il nostro sport in tutto il mondo. Vogliamo portarlo in tutto il pianeta, mostrando anche la città di Torino, e continuare a migliorare la distribuzione attraverso i media per dare ai nostri appassionati uno spettacolo e un intrattenimento di livello altissimo. Dobbiamo continuare a crescere come sport in generale. Anche per questo abbiamo dato vita a una campagna marketing denominata “This is tennis” per evidenziare gli aspetti unici del nostro sport, tante caratteristiche che lo rendono speciale e uno dei motivi per cui è così seguito nell’intero pianeta”, ha detto Gaudenzi in chiusura d’intervento lanciando l’emozionante video promozionale “NATPF – Now in Torino” e ricordando che proprio le NATPF sono state la prima applicazione della campagna globale “This is Tennis”.

Andrea Gaudenzi

Andrea Gaudenzi, presidente ATP, durante la presentazione delle Nitto ATP Finals Torino (foto Giampiero Sposito)

Sara Errani

Si apre con un sorriso il 2021 sportivo di Sara Errani. La 33enne tennista di Massa Lombarda ha infatti  conquistato un posto nel tabellone principale degli Australian Open, primo Slam del 2021. Nelle qualificazioni – per la prima volta nella storia, in via eccezionale, per i problemi derivati dalla pandemia e le misure di sicurezza adottate dallo stato di Victoria – disputate sui campi in cemento del Dubai Duty Free Tennis Stadium and Complex, negli Emirati Arabi Uniti, dopo aver esordito superando per 61 57 62 En-Shuo Liang, 20enne cinese di Taipei, numero 223 Wta, ed essersi imposta in tre set sulla 28enne spagnola Georgina Garcia Perez, numero 190 Wta, nella sfida che valeva il biglietto per Melbourne la romagnola, numero 131 del ranking mondiale e 17esima testa di serie delle “quali”, ha sconfitto in rimonta per 36 62 64, dopo oltre due ore di lotta, la croata Ana Konjuh, ex numero 20 della classifica mondiale e attualmente numero 423 Wta, rientrata qualche mese fa nel circuito dopo uno stop di quasi tre anni e quattro operazioni al gomito (in gara con una wild card).

Nella prima sfida in carriera con la 23enne di Dubrovnik l’azzurra è partita malissimo, ritrovandosi velocemente sotto per 4-0. Nel quinto gioco Errani ha recuperato uno dei due break, nell’ottavo ha annullato tre set-point di fila alla sua avversaria ma nel nono non ha sfruttato ben cinque chance per riaprire completamente il parziale. Nella seconda frazione Sara è schizzata avanti 5-1 e poi all’ottavo game ha pareggiato il conto dei set. Frazione decisiva vietata ai deboli di cuore: la romagnola è volata sul 4-0, ma ha dovuto subire la rimonta di Konjuh che nel nono gioco, con l’azzurra al servizio, ha avuto anche la chance di passare in vantaggio. Errani però ha stretto i denti, ha tenuto la battuta e nel game successivo ha archiviato la pratica al secondo match-point.

La romagnola giocherà dunque per l’undicesima volta nel tabellone principale dell'”Happy Slam” (dove vanta i quarti di finale del 2012). la prima dal 2017.

Sono davvero felice per aver vinto questa partita e per poter dunque andare in Australia. E’ come un sogno per me: amo quel Paese e si tratta di una preziosa opportunità per tornarci e giocare un buon torneo”, le prime parole di commento della massese, che nei giorni scorsi aveva sottolineato la “tensione nervosa che in campo non le permetteva di giocare libera”. “Voglio solo provare a migliorare quell’aspetto e provare a salire in classifica. Penso di non esprimermi al meglio durante la partita perché voglio troppo vincere – aveva spiegato Sara -. Quando vinci più partite, forse sei più rilassato, puoi giocare più facilmente. Adesso ogni incontro è importante. Non giochi solo per il main draw dell’Australian Open, ma hai l’opportunità di partecipare a più tornei. Quindi aumenta il valore del match“.

I sedici qualificati maschili e le sedici giocatrici promosse voleranno poi a Melbourne (prevista una quarantena di due settimane), dove dall’8 al 21 febbraio si disputerà il primo Slam dell’anno, posticipato di tre settimane rispetto alla data inizialmente prevista. 

Sara Errani

Sara Errani impegnata a Dubai per le qualificazioni degli Australian Open

Sara Errani nelle qualificazioni degli Australian Open a Dubai

Sara Errani ha raggiunto il terzo e decisivo turno nelle qualificazioni degli Australian Open, che per la prima volta nella storia non si disputano nel Paese di cui il torneo porta il nome a causa della pandemia e delle misure di sicurezza adottate dallo stato di Victoria.

Sui campi in cemento del Dubai Duty Free Tennis Stadium and Complex, negli Emirati Arabi Uniti, dopo aver esordito superando per 61 57 62 En-Shuo Liang, 20enne cinese di Taipei, numero 223 Wta, la tennista di Massa Lombarda, numero 131 del ranking mondiale e 17esima testa di serie, si è imposta in tre set anche sulla 28enne spagnola Georgina Garcia Perez, numero 190 Wta: 36 63 62 il punteggio, in un’ora e tre quarti di gioco, per la romagnola. Mercoledì nella sfida che vale il biglietto per Melbourne la Errani trova dall’altra parte della rete la croata Ana Konjuh, ex numero 20 della classifica mondiale e attualmente numero 423 Wta, rientrata qualche mese fa nel circuito dopo uno stop di quasi tre anni e quattro operazioni al gomito (è in gara con una wild card).

“Ho molte tensioni nervose che non mi permettono di giocare libera – il commento di Sara, che nel 2012 è stata finalista al Roland Garros, semifinalista agli US Open e nei quarti di finale agli Australian Open – quindi voglio solo provare a migliorare quell’aspetto e provare a salire in classifica. Penso di non esprimermi al meglio durante la partita perché voglio troppo vincere. Quando vinci più partite, forse sei più rilassato, puoi giocare più facilmente.
Adesso ogni incontro è importante. Non giochi solo per il main draw dell’Australian Open, ma hai l’opportunità di partecipare a più tornei. Quindi aumenta il valore del match”.

Sara Errani in campo a Dubai

Sara Errani in campo a Dubai per le qualificazioni degli Australian Open

Semaforo rosso all’esordio, invece, per Federico Gaio, nelle qualificazioni maschili in corso a Doha, in Qatar. Sui campi del Khalifa International Tennis and Squash Complex il 28enne faentino, numero 136 della classifica Atp e 17esima testa di serie delle “quali”, al primo turno è stato sconfitto con un doppio 6-1, in appena un’ora e 4 minuti di gioco, dal 23enne francese Alexandre Muller, numero 208 del ranking mondiale.

I sedici qualificati maschili e le sedici giocatrici promosse voleranno poi a Melbourne (prevista una quarantena di due settimane), dove dall’8 al 21 febbraio si disputerà il primo Slam dell’anno, posticipato di tre settimane rispetto alla data inizialmente prevista. 

Federico Gaio a Doha con Fabio Colangelo

Federico Gaio a Doha con coach Fabio Colangelo

Federico Gaio a Doha con Fabio Colangelo

Semaforo rosso per Federico Gaio nelle qualificazioni degli Australian Open, in corso a Doha, in Qatar, per la prima volta nella storia non nel Paese di cui il torneo porta il nome a causa della pandemia e delle misure di sicurezza adottate dallo stato di Victoria.

Sui campi del Khalifa International Tennis and Squash Complex il 28enne faentino, numero 136 della classifica Atp e 17esima testa di serie delle “quali”, al primo turno è stato sconfitto con un doppio 6-1, in appena un’ora e 4 minuti di gioco, dal 23enne francese Alexandre Muller, numero 208 del ranking mondiale.

Torna in campo martedì invece per il secondo turno delle qualificazioni femminili, in svolgimento sui campi in cemento del Dubai Duty Free Tennis Stadium and Complex, negli Emirati Arabi Uniti, Sara Errani. Dopo aver esordito superando per 61 57 62 En-Shuo Liang, 20enne cinese di Taipei, numero 223 Wta, la tennista di Massa Lombarda, numero 131 del ranking mondiale e 17esima testa di serie, deve vedersela con la 28enne spagnola Georgina Garcia Perez, numero 190 Wta.

I sedici qualificati maschili e le sedici giocatrici promosse voleranno poi a Melbourne (prevista una quarantena di due settimane), dove dall’8 al 21 febbraio si disputerà il primo Slam dell’anno, posticipato di tre settimane rispetto alla data inizialmente prevista. 

Sara Errani nelle qualificazioni degli Australian Open a Dubai

Sara Errani in campo a Dubai nelle qualificazioni degli Australian Open

Sara Errani

Esordio positivo per Sara Errani nelle qualificazioni degli Australian Open, che per la prima volta nella storia non si svolgono nel Paese di cui il torneo porta il nome a causa della pandemia e delle misure di sicurezza adottate dallo stato di Victoria.
Quelle femminili vanno infatti in scena sui campi in cemento del Dubai Duty Free Tennis Stadium and Complex, negli Emirati Arabi Uniti, dove la tennista di Massa Lombarda, numero 131 del ranking mondiale e 17esima testa di serie, nel primo turno si è imposta per 61 57 62, in un’ora e 52 minuti, su En-Shuo Liang, 20enne cinese di Taipei, numero 223 Wta. Prossima avversaria della romagnola sarà la 28enne spagnola Georgina Garcia Perez, numero 190 della classifica mondiale.

In contemporanea – dal 10 al 13 gennaio – si svolgono le qualificazioni maschili a Doha, in Qatar, sui campi del Khalifa International Tennis and Squash Complex: Federico Gaio, numero 136 della classifica Atp e 17esima testa di serie delle “quali”, è stato abbinato dal sorteggio al 23enne francese Alexandre Muller, numero 208 del ranking mondiale. Il match è in programma lunedì.

I sedici qualificati maschili e le sedici giocatrici promosse voleranno poi a Melbourne (prevista una quarantena di due settimane), dove dall’8 al 21 febbraio si disputerà il primo Slam dell’anno, posticipato di tre settimane rispetto alla data inizialmente prevista. 

Federico Gaio con Gabriele Guerrini

Federico Gaio con Gabriele Guerrini (Match Point Milano Marittima)

Sara Errani

Due romagnoli teste di serie nelle qualificazioni dei prossimi Australian Open. Nelle qualificazioni maschili, che scatteranno domenica 10 gennaio a Doha, in Qatar, Federico Gaio è il numero 23 del seeding. Anche se il circuito maggiore è ancora fermo, nella prima classifica mondiale del 2021 il tennista faentino risale una posizione, al numero 136, grazie al nuovo sistema di conteggio adottato dalla ATP che tiene conto ora dei migliori 19 risultati (questa modifica ad esempio regala il nuovo best ranking a Jannik Sinner, al 36esimo posto).

In quelle femminili, che scatteranno lo stesso giorno a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, Sara Errani – numero 131 del ranking Wta – è la 19esima testa di serie.

Per entrambi i tornei di qualificazione il sorteggio dei tabelloni verrà effettuato nel pomeriggio di sabato 9 gennaio.

Gaio Colangelo Pizzorno Zacco

Federico Gaio con Fabio Colangelo, Danilo Pizzorno e Riccardo Zacco

Michele Cappelletti e Antomi Ramos

Michele Cappelletti fa bottino pieno nel “Gran Canaria Final 2020”. Il 28enne atleta cesenate, attualmente numero 2 del ranking mondiale di beach tennis, dopo essersi aggiudicato lunedì 28 il primo dei due tornei (BT50) valido per il circuito ITF in programma sulla spiaggia di Las Canteras, a Las Palmas de Gran Canaria, ha concesso il bis vincente conquistando insieme al padrone di casa Antomi Ramos, numero 4 del ranking, anche il più prestigioso torneo BT100, andato in scena da martedì 29 a giovedì 31 dicembre sotto severe misure di sicurezza sanitaria.

Non poteva dunque esserci migliore ritorno alle competizioni internazionali per il campione romagnolo, autentico dominatore con l’en plein in quello che con 10.000 dollari di montepremi era l’appuntamento di categoria più alto al mondo in questa disciplina sportiva da quando l’OMS ha dichiarato la pandemia da Covid-19, con conseguente rinvio o cancellazione di ben 97 prove del circuito mondiale di beach tennis dal 15 marzo, come ricorda il sito web dell’ITF (International Tennis Federation).

Antomi Ramos e Michele Cappelletti

Antomi Ramos e Michele Cappelletti sorridenti a Gran Canaria

Nel rispetto del ruolo di coppia prima favorita del tabellone Cappelletti/Ramos nei primi due turni hanno concesso appena un game (6-0 6-1) ai binomi iberici Ramos Sanchez/Ramos Sanchez e Gimenez/Segues, per poi nei quarti superare 6-2 6-0 altri due spagnoli, Filella/Gonzalez Rosales, numero 8 del seeding, in semifinale sbarazzarsi per 6-1 6-0 di altri due padroni di casa, Lopez Rubio/Puente, sesta testa di serie che nei quarti avevano estromesso a sorpresa il russo Nikita Burmakin e l’italiano Paolo Tronci, numero 3 del torneo, ritrovandosi di nuovo di fronte in finale lo spagnolo padrone di casa Saulo Tejada e il francese Hugo Castellano, settima testa di serie, capaci di prevalere ancora una volta in semifinale sugli italiani Doriano Beccaccioli e Mattia Spoto (entrambi nella top 20 internazionale), secondo binomio favorito del tabellone: 6-1 6-1 l’inequivocabile punteggio in favore del romagnolo e del canario, così da centrare un’importante doppietta.

Sono davvero molto felice, in primo luogo per essere tornato a competere e poi per aver vinto i due tornei qui a Gran Canaria – le prime parole di Cappelletti – Avevo un compagno di grande qualità e davvero ottimo partner per me, visto che in campo è sempre positivo e ha tanta carica, come Antomi Ramos, e sapevo che questo era per lui l’appuntamento più importante, essendo a casa sua. Per tale ragione mi ero ripromesso di supportarlo con tutto me stesso: l’essere riusciti ad aggiudicarci entrambi i tornei è un motivo di soddisfazione. Questa vittoria ha un sapore diverso da tutte le altre. Non potrebbe essere altrimenti! Tornare a giocare un torneo dopo quest’anno da incubo, dove spesso e volentieri mi sono sentito perso e giù di corda mi ha ricordato il perché sono un giocatore di beach tennis e perché amo così tanto questo sport. Tornare a vivere questa adrenalina è stato il miglior regalo che potevo farmi per questo fine anno! Questa volta più di qualsiasi altra voglio dedicare questa vittoria al mio papà che sta attraversando un periodo difficile ma che continua sempre a seguirmi e ad essere la mia fonte d’ispirazione. Se posso vivere questo tipo di vita lo devo al 100% a lui. Un enorme grazie al mio compagno di team, al mio coach Alessandro Buccelli e al mio preparatore atletico Andrea Stuto, così come ai miei sponsor, a cominciare da Sandever by Decathlon“.

Nell’isola spagnola, dove si sono disputate anche competizioni femminili, di doppio misto e delle categorie under 18, under 14 e over 40, si sono dati appuntamento 150 giocatori di beach tennis di 15 nazionalità diverse, tra cui i numero 2, 3 e 4 della classifica mondiale maschile, i 7 migliori giocatori e le 4 migliori giocatrici spagnoli, oltre ai migliori esponenti maschile e/o femminile di Paesi come Portogallo, Russia, Germania o Serbia.

Michele Cappelletti esulta

Michele Cappelletti esulta dopo l’ultimo punto sulla spiaggia di Las Canteras

Michele Cappelletti e Antomi Ramos

Missione compiuta: è vincente il ritorno di Michele Cappelletti alle competizioni internazionali di beach tennis. Il 28enne atleta cesenate, attualmente numero 2 del ranking mondiale, si è infatti aggiudicato il primo dei due tornei in scena per il “Gran Canaria Final 2020”, evento internazionale valido per il circuito ITF in programma fino al 31 dicembre su otto campi installati sulla spiaggia di Las Canteras, a Las Palmas de Gran Canaria, sotto severe misure di sicurezza sanitaria.

In quello che con 10.000 dollari di montepremi è l’appuntamento di categoria più alto al mondo in questa disciplina sportiva da quando l’OMS ha dichiarato la pandemia da Covid-19, con conseguente rinvio o cancellazione di ben 97 prove del circuito mondiale di beach tennis dal 15 marzo, come ricorda il sito web dell’ITF (International Tennis Federation), il romagnolo e il padrone di casa Antomi Ramos, numero 4 del ranking mondiale e vincitore del torneo sull’isola caraibica di San Bartolomé a febbraio prima dello stop causa coronavirus, si sono aggiudicati il torneo BT50.

Michele Cappelletti in allenamento alle Canarie

Michele Cappelletti in allenamento alle Canarie

Accreditati della prima testa di serie, nel rispetto del pronostico Cappelletti/Ramos hanno esordito al secondo turno rifilando un doppio “bagel” (6-0 6-0) allo spagnolo Alejandro Machin e al bulgaro Stilian Stoitsev, poi nei quarti hanno sconfitto 6-2 6-1 gli iberici Alvaro Machin Ramos e Diego Santana, quindi in semifinale hanno superato per 6-3 7-6 la coppia formata dal lettone Maksimilians Niklas Andersond e dallo spagnolo Gerard Rodríguez (rispettivamente numero 29 e numero 10 del ranking mondiale), numero 3 del seeding, per completare l’opera imponendosi per 6-1 6-4 sull’altro spagnolo padrone di casa Saulo Tejada e il francese Hugo Castellano, che a sorpresa in semifinale hanno eliminato gli italiani Doriano Beccaccioli e Mattia Spoto (entrambi nella top 20 internazionale), secondo binomio favorito del tabellone.

Dopo un anno veramente tremendo come questo che bello tornare a giocare e vincere!  Devo ringraziare, oltre al mio compagno in campo Antomi Ramos, il mio super coach Alessandro Buccelli e il mio grande preparatore atletico Andrea Stuto, così come i miei sponsor, a cominciare da Sandever by Decathlon: è la nostra prima vittoria insieme! E ora sotto con il prossimo impegno, ancora più importante…“, il commento a caldo dell’atleta cesenate quanto mai soddisfatto per il successo.

Ora Cappelletti e Ramos partiranno come coppia da battere anche nel torneo BT100 che si svolge da martedì 29 a giovedì 31 dicembre sempre nell’isola spagnola, dove vanno in scena anche competizioni femminili, di doppio misto e delle categorie under 18, under 14 e over 40. 
Alle Canarie si sono dati appuntamento 150 giocatori di beach tennis di 15 nazionalità diverse, tra cui i numero 2, 3 e 4 della classifica mondiale maschile, i 7 migliori giocatori e le 4 migliori giocatrici spagnoli, oltre ai migliori esponenti maschile e/o femminile di Paesi come Portogallo, Russia, Germania o Serbia.

Michele Cappelletti e Antomi Ramos

Un selfie di Michele Cappelletti e Antomi Ramos belli sorridenti

Julia Kimmelmann. e Nicole Fossa Huergo

Il primo titolo Itf in doppio in carriera. E’ il regalo di Natale, sicuramente assai gradito, che si è fatta Nicole Fossa Huergo: la 25enne di Isernia, con origini argentine, allieva della Ravenna Tennis Academy al Ct Zavaglia, ha infatti vinto il torneo sulla terra rossa di Antalya (15.000 dollari, terra), in Turchia, insieme alla tedesca Julia Kimmelmann.

Le due erano accreditate della quarta testa di serie ed in finale si sono imposte per 63 63 sul duo composto dall’ucraina Anastasiya Poplavska e dalla russa Arina Solomatina.

Le vincitrici del doppio

MONASTIR: HUSARIC STOP IN SEMIFINALE – Si interrompe in semifinale il cammino di Anita Husaric nel torneo Itf Women’s Tour tunisino di Monastir (15.000 dollari, terra), il “Magic Tours”. La bosniaca allieva della Ravenna Tennis Academy al Ct Zavaglia, ottava testa di serie, dopo aver travolto al 1° turno la francese Selya Rakki per 6-2 6-2, ha superato in rimonta la svizzera Lulu Sun per 1-6 7-5 6-3 e poi nei quarti si è imposta per 6-4 6-4 sull’algerina Ines Ibbou (numero 3 del seeding), trovando quindi semaforo rosso di fronte alla spagnola Nuria Parrizas Diaz (7-5 6-1 lo score), prima favorita del tabellone.

Un bel primo piano dii Anita Husaric

Michele Cappelletti in allenamento alle Canarie

Il regalo di Natale più gradito e sicuramente atteso da Michele Cappelletti, ovvero ritornare a competere in un torneo ITF di beach tennis. Il 28enne atleta cesenate, attualmente numero 2 del ranking mondiale, è infatti uno dei principali protagonisti del “Gran Canaria Final 2020”, evento internazionale in programma dal 27 al 31 dicembre su otto campi installati sulla spiaggia di Las Canteras, a Las Palmas de Gran Canaria.

Con un torneo da 10.000 dollari (BT100) e un altro da 4.000 dollari (BT 50), oltre alle gare a coppie miste e delle categorie under 18, under 14 e over 40, quello organizzato nell’isola spagnola sotto severe misure di sicurezza sanitaria è l’evento di categoria più alto al mondo in questa disciplina sportiva da quando l’OMS ha dichiarato la pandemia da Covid-19, con conseguente rinvio o cancellazione di ben 97 prove del circuito mondiale di beach tennis dal 15 marzo, come ricorda il sito web dell’ITF (International Tennis Federation). Alle Canarie si danno appuntamento 150 giocatori di beach tennis di 15 nazionalità diverse, tra cui i numero 2, 3 e 4 della classifica mondiale maschile, i 7 migliori giocatori e le 4 migliori giocatrici spagnoli, oltre ai migliori esponenti maschile e/o femminile di Paesi come Portogallo, Russia, Germania o Serbia.

È stato un anno veramente tremendo, ma anche quest’anno il beach tennis mi ha dato la possibilità di vivere un Natale alternativo, e a chi come me piace vivere sempre nuove e differenti esperienze, questo è il massimo della vita!!!“, il post pubblicato sui social che lascia trasparire tutta la gioia dell’atleta cesenate per questo agognato ritorno.
Cappelletti in questa occasione ricopre il ruolo di prima testa di serie in coppia con il padrone di casa Antomi Ramos, numero 4 del ranking mondiale e vincitore del torneo BT50 sull’isola caraibica di San Bartolomé a febbraio prima dello stop causa coronavirus, proprio come il russo Nikita Burmakin, numero 3 ITF che ha confermato in extremis la sua partecipazione al torneo BT100, trionfatore quest’anno nel torneo BT400 di Santos (Brasile) a febbraio, in coppia con l’altro romagnolo Alessandro Calbucci, attuale numero 1 del mondo, da tempo trapiantato nel Paese sudamericano dove il beach tennis va per la maggiore.
Il binomio Cappelletti/Ramos avrà come principali rivali nella caccia al trofeo le coppie formate dal lettone Maksimilians Niklas Andersond e dallo spagnolo Gerard Rodríguez (numero 10 del mondo), gli italiani Doriano Beccaccioli e Mattia Spoto (entrambi nella top 20 internazionale) e il tandem formato dai numeri 1 tedesco e portoghese (Manuel Ringlstetter e Henrique Freitas).

Tommaso Giovannini e Michele Cappelletti

Tommaso Giovannini e Michele Cappelletti, una coppia di top player tutta romagnola

TOMMASO GIOVANNINI PROTAGONISTA DELLA ‘GIORNATA DELLO SPORT’ A LUGO – Intanto Tommaso Giovannini, l’altra punta di diamante romagnola del beach tennis internazionale, è stato premiato dal Comune di Lugo in occasione della Giornata dello Sport, tradizionale appuntamento del giorno di Santo Stefano dedicato alle società e agli sportivi lughesi che si sono distinti nel corso dell’anno che va a concludersi, in questa occasione svoltosi a distanza, in streaming.
E’ stato un 2020 veramente molto difficile – ha ammesso il campione di beach collegato on line – che a livello personale era iniziato bene per me, con il torneo internazionale in Brasile, poi da marzo è arrivato il lockdown e il lunghissimo stop all’attività agonistica. Abbiamo ripreso dopo diversi mesi con qualche campionato nazionale e un paio di tornei in Italia, ma a porte chiuse, senza pubblico, e quindi con emozioni ben diverse. Durante l’estate ci siamo allenati al mare, insieme a Michele Cappelletti e al nostro tecnico Alessandro Buggelli, poi prima delle Feste nel campo coperto a Cesena, però non vediamo l’ora di tornare a competere sulla spiaggia e a viaggiare. Stiamo aspettando che l’ITF ricominci a programmare qualche torneo internazionale e speriamo che ciò accada prima possibile“.

GIORNATA DELLO SPORT LUGO – LA DIRETTA FB 

Anita Husaric

Sono 4 le tenniste italiane che figurano nell’entry-list delle qualificazioni del primo Slam del 2021, gli Australian Open. Si tratta di Sara Errani, Elisabetta Cocciaretto, Giulia Gatto-Monticone e Martina Di Giuseppe. Eccezionalmente i match di “quali” si giocheranno sul cemento di Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, dal 10 al 13 gennaio, una scelta legata ai problemi derivati dalla pandemia.

ANTALYA: DARDERI ESCE – Dopo una gran battaglia esce di scena Luciano Darderi nel torneo Itf Men’s Future turco (15.000 dollari, terra) di Antalya. Il 18enne romano di origini argentine, portacolori del Ct Massa Lombarda, ha battuto 6-3 6-2 al primo turno il turco Emir Sendogan, in gara con una wild card, poi negli ottavi ha ceduto 2-6 6-1 7-6 (6) al bulgaro Alexandar Lazarov (n.4).
Doppio, 1° turno: Darderi-Lavallen (Ita-Arg, n.4) battono 6-1 6-3 i greci Michalis e Stefanos Skellaridis. Nei quarti sconfitta per 6-4 2-6 10-7 contro Ivanov-Veremeichuk (Rus-Ukr).

Sara Errani

Sara Errani

MONASTIR: HUSARIC NEI QUARTI – Anita Husaric (n.8) vola nei quarti del torneo Itf Women’s Tour tunisino di Monastir (15.000 dollari, terra), il “Magic Tours”. La bosniaca allieva della Ravenna Tennis Academy al Ct Zavaglia, dopo aver travolto al 1° turno la francese Selya Rakki per 6-2 6-2, si è ripetuta ai danni della svizzera Lulu Sun, superata 1-6 7-5 6-3. Ora contro l’algerina Ines Ibbou (n.3).

Doppio, 1° turno: Husaric-Gancev (Bih-Srb) battute 6-2 6-2 da Kozarov-Narmont (Srb-Est).

Federico Gaio

Sono 10 i tennisti italiani che figurano nell’entry list delle qualificazioni del primo Slam del 2021, gli Australian Open. Si tratta di Andreas Seppi (fuori di un paio di posti dall’ingresso diretto nel tabellone principale), Lorenzo Musetti, il faentino Federico Gaio, Paolo Lorenzi, Lorenzo Giustino, Alessandro Giannessi, Thomas Fabbiano, Roberto Marcora, Matteo Viola e Gian Marco Moroni.

Eccezionalmente quest’anno i match di “quali” si giocheranno sul cemento di Doha, in Qatar, dal 10 al 13 gennaio, una scelta legata ai problemi derivati dalla pandemia e alla decisione delle autorità dello stato di Victoria, dove sorge Melbourne, di accettare giocatori e loro staff solo da metà gennaio con obbligo di due settimane di rigida quarantena. I giocatori che supereranno le qualificazioni avranno a disposizione un volo charter diretto per l’Australia, a spese degli organizzatori. 

Gaio Colangelo Pizzorno Zacco

Federico Gaio a Torino con coach Fabio Colangelo, Danilo Pizzorno (video analisi) e il preparatore atletico Riccardo Zacco

Nefisa Berberovic premiata a Monastir

Ottimo esordio per Nerman Fatic ad Antalya dove è scattato il main draw del torneo Itf Men’s Future (15.000 dollari, terra rossa) turco. Il bosniaco allievo della Ravenna Tennis Academy e portacolori del Ct Zavaglia, testa di serie n.5, al 1° turno ha battuto il qualificato croato Admir Kalender per 6-2 7-6 (4) ed ora sfida il russo Mikhail Fulygin.
Doppio, 1° turno: Darderi-Kravchenko (Ita-Ukr) contro i turchi Agabigun-Soyler.

Nel torneo Itf Women’s Tour tunisino di Monastir (15.000 dollari, terra), il “Magic Tours”, sono impegnate altre due allieve di coach Patricio Remondegui alla Ravenna Tennis Academy, Nefisa Berberovic (n.6) che al 1° turno ha battuto facilmente 6-1 6-2 l’estone Helena Narmont ed ora affronta la russa Maria Bondarenko, ed Anita Husaric subito sconfitta per 4-6 6-4 3-0 ritiro dalla slovacca Jana Jablonovska.
Doppio, 1° turno: Husaric-Marinkovic (Bih-Srb, n.4) b. Bahri-Bouzgarrou (Tun) 6-4 6-0. Ora quarti contro Monnet-Nahimana (Fra-Bdi).

La premiazione di Husaric-Berberovic

Successo pieno per Nefisa Berberovic ed Anita Husaric, le due bosniache allieve della Ravenna Tennis Academy al Ct Zavaglia, nel doppio del torneo Itf Women’s Tour tunisino di Monastir (15.000 dollari, hard outdoor), il “Magic Tours”.

Le due giocatrici (numero 4 del seeding), già finaliste nella tappa precedente, hanno battuto nei quarti Bryson-Cavalle Reimers (Can-Esp) per 6-4 6-1, in semifinale Crescenzi-Zucchini per 6-7 (5) 7-6 (1) 10-8 ed in finale Cervino Ruiz-Gram (Esp-Den) per 6-4 6-4.

In singolare bella semifinale per Nefisa Berberovic, settima testa di serie, che ha sconfitto nei quarti la russa Anna Ukolova per 6-4 6-2, prima di cedere in semifinale per 6-4 6-4 alla svizzera Lulu Sun.

Sempre nell’ultimo fine settimana, nel contemporaneo torneo Itf Men’s Future di Antalya, bella finale di un altro allievo della Ravenna Tennis Academy, Nerman Fatic. Il bosniaco, testa di serie n.7, ha battuto nei quarti il rumeno Sebastian Gima per 6-4, 6-2, in semifinale l’ucraino Georgii Kravchenko per 6-2, 6-1, mentre la finalissima contro lo svedese Dragos Nicolae Madaras non si è svolta per il maltempo.

L'allenamento di Carla Suarez Navarro e Sara Errani a Barcellona

E’ stata Sara Errani la prima compagna di allenamento di Carla Suarez, ritornata domenica su un campo da tennis a poco più di tre mesi da quando le stato diagnosticato il linfoma di Hodgkin lo scorso agosto. Ne ha dato notizia la stessa 32enne giocatrice spagnola con un post sui social, pubblicato insieme a un video, in cui la si vede scambiare colpi con la tennista azzurra a Barcellona, su un campo in cemento all’aperto, con il commento “La domenica è sempre un giorno divertente”, ringraziando la ‘sparring partner’ d’eccezione.

Un segnale dei progressi nei confronti della malattia da parte della Suarez, che il 21 settembre ha iniziato un trattamento chemioterapico che durerà sei mesi. Come riporta ‘Marca’, la tennista nata a Las Palmas, nelle Canarie, sogna di poter fare rientro nel circuito e in particolare di poter difendere i colori del suo Paese in un appuntamento speciale come le Olimpiadi di Tokyo, dove potrebbe persino fare coppia in doppio con la sua amica Garbiñe Muguruza, che ha fatto visita a Carla il mese scorso nel capoluogo catalano. Tutto dipenderà dalle regole che l’ITF adotterà per l’ammissione degli atleti ai Giochi: Suarez attualmente è numero 83 nel ranking mondiale WTA.

Sempre a Barcellona la Suarez è stata anche vista godersi come spettatrice la tappa del World Padel Tour andata in scena in ottobre.

Nel condividere su Instagram il post dell’amica spagnola, la 33enne di Massa Lombarda ha commentato in spagnolo: “Sono la tua prima tifosa, ‘compa’.

Carla Suarez Navarro e Sara Errani

Carla Suarez Navarro e Sara Errani qui avversarie in Fed Cup nel 2018

Si è difeso come un leone, ingaggiando una gran battaglia, ma alla fine il riminese Manuel Mazza è uscito al 2° turno delle qualificazioni nel torneo Itf Men’s Future spagnolo di Benicarlo (15.000 dollari, terra) nella Comunità autonoma Valenciana.

Per il portacolori del Tennis Club Viserba esordio con successo (6-3 7-5) contro il russo Savva Polukhin, ma al 2° turno non gli è bastata una prova di grande generosità: in una sfida sul filo di lana l’ha spuntata infatti lo spagnolo Pedro Vives Marcos, prima testa di serie delle “quali”, per 7-6 4-6 10-6. Da sottolineare che nel primo set il romagnolo non ha sfruttato due set point sul 6-5 e 15-40 servizio per lo spagnolo.

Manuel Mazza

Il riminese Manuel Mazza parte forte nelle qualificazioni del torneo Itf Men’s Future spagnolo di Benicarlo (15.000 dollari, terra) nella Comunità autonoma Valenciana. Per il portacolori del Tennis Club Viserba esordio con successo (6-3 7-5) contro il russo Savva Polukhin, lunedì è atteso dal vincente tra lo spagnolo Pedro Vives Marcos (numero 1 del seeding delle “quali”) e l’altro russo Zakhar Trapeznikov.

In Spagna si profila comunque una bella pattuglia di giocatori romagnoli, visto che la prossima settimana saranno in gara anche Alessandro Pecci ed Alberto Morolli del Tennis Club Riccione, seguiti da coach Giovanni Marra, ed il ravennate Alessandro Dragoni, portacolori del CT Zavaglia e allievo della Ravenna Tennis Academy.
In particolare Pecci, Dragoni e Morolli scenderanno in campo nel torneo Itf Men’s Future di Madrid (15.000 dollari, terra indoor), poi i due giocatori del club della Perla Verde risultano iscritti anche al successivo torneo di Torello (15.000 dollari, hard outdoor) in programma dal 7 al 13 dicembre nei pressi di Barcellona, dove salvo cambiamenti di programma ci sarà anche Luciano Darderi (Ct Massa Lombarda), reduce dall’esperienza come sparring partner alle ATP Finals di Londra – e dovrebbe essere al via anche Dragoni.

Alessandro Pecci, Giovanni Marra ed Alberto Morolli

Da sinistra Alessandro Pecci, Giovanni Marra ed Alberto Morolli

Francesco Ricci Bitti

Il faentino Francesco Ricci Bitti è stato confermato per la terza volta alla guida dell’Asoif, l’associazione che riunisce le federazioni internazionali degli sport olimpici estivi.

Ricci Bitti, 78 anni, presidente onorario della Federazione Internazionale di tennis – è stato numero uno della ITF dal 1999 al 2015 – e membro della Giunta nazionale del Coni, è stato rieletto all’unanimità (era candidato unico) per il suo terzo ed ultimo mandato dall’assemblea generale dell’Asoif riunitasi in videoconferenza.

Per lo sport italiano e per il Coni si tratta di una ‘doppietta’: solo pochi giorni fa Ivo Ferriani, membro dell’Esecutivo del Cio e presidente della Federazione Internazionale di bob e skeleton, è stato eletto alla presidenza dell’Aiowf, l’associazione che unisce le federazioni internazionali degli sport olimpici invernali.

Francesco Ricci Bitti

Il faentino Francesco Ricci Bitti è stato presidente della Federazione Internazionale Tennis dal 1999 al 2015

Stefano Galvani

Con quelle centrate al Masters 1000 di Parigi-Bercy ha superato le mille vittorie da professionista Rafa Nadal – il quarto nella storia del tennis a riuscire in quest’impresa: davanti a lui Jimmy Connors con 1.274, Roger Federer a quota 1.242 e Ivan Lendl con 1068 – dunque sempre più nel gotha dello sport mondiale. Tra le centinaia di “vittime” che hanno contribuito – loro malgrado – a questa serie da record del campione spagnolo, celebrata con tanto di targa da parte dell’ATP, figurano ovviamente diversi giocatori italiani. Ma ce n’è uno però che non ha mai perso in incontri ufficiali contro il maiorchino. E si tratta proprio di Stefano Galvani, l’unico azzurro che può vantare uno score assolutamente favorevole nei confronti del mancino di Manacor: due successi a zero.

Qualcosa di cui andare fiero (anche perché resterà negli annali) per l’atleta nato a Padova 43 anni fa ma ormai romagnolo d’adozione, diventato qualche mese fa direttore tecnico della Federtennis di San Marino. “Quando ci siamo incontrati di nuovo, in giro per il mondo, lo salutavo facendogli il segno del 2-0: lui rideva, ma scommetto che dentro gli rodeva”, dice scherzandoci su Stefano, arrivato come best ranking al numero 99 del mondo nel 2007, con due presenze in Coppa Davis e il terzo turno a Wimbledon sfiorato per due volte perle di una carriera frenata anche da qualche sfortunato incidente di percorso. L’ultima nel 2008, quando sull’erba londinese perse in cinque set da Mikhail Youzhny, dopo aver subito la vendetta “calcistica” di Nadal. “Anche se speravo vivamente di non doverlo affrontare mai più, sicuro che mi avrebbe massacrato sul campo, pure quell’anno a Wimbledon mi divertii a ricordargli il 2-0 per me. La sera stessa c’era Italia-Spagna agli Europei di calcio, vinsero loro ai rigori e all’indomani Rafa non perse l’occasione per mettere il dito nella piaga…”.

Il primo allenamento diretto da Stefano Galvani a San Marino

Stefano Galvani qui sui campi della Federazione Tennis Sammarinese

Anche se sono passati quasi venti anni, ogni dettaglio di quelle due sfide è nitido nella memoria di Galvani: due vittorie che resteranno scolpite per sempre, non tanto per la soddisfazione dopo il match point, quanto per ciò che hanno iniziato a rappresentare qualche anno più tardi, visto che l’avversario battuto è diventato un’icona dello sport, il re della terra rossa, capace di un record inarrivabile come 13 trionfi al Roland Garros, l’ultimo il mese scorso così da eguagliare i 20 Slam in bacheca di Roger Federer.
Le strade di Nadal e Galvani si incrociano dunque per la prima volta nel settembre 2001 a Siviglia, dove il maiorchino – curiosamente nato il 3 giugno proprio come l’italiano – allora 15enne era all’esordio a livello Challenger, e proprio in quel torneo conquista i suoi primi punti ATP, superando al primo turno il connazionale Matos Gil. Al secondo turno il testa a testa con l’azzurro, che stava attraversando un grande momento, aveva appena vinto il suo primo torneo Challenger (dei cinque conquistati in carriera) e quel ragazzo con i capelli a caschetto e il diritto arrotatissimo non l’aveva mai sentito nominare. “Per me era uno sconosciuto e provai ad informarmi dagli altri giocatori spagnoli vedendo che alla sua età aveva superato un turno in un Challenger – ricorda Stefano – ‘E’ un ragazzino, vado tranquillo?’, chiesi. E Ramirez-Hidalgo mi mise in guardia: ‘no, stai molto attento. E’ già molto forte e pericoloso’. Infatti fu dura. All’inizio lo presi sottogamba e persi il primo set. Pensavo fosse sufficiente giocherellare, invece mi dovetti impegnare a fondo, sul serio. Vinsi bene il secondo, e nel terzo lui calò di livello fino a impormi con il punteggio di 3-6 6-1 6-3“.

Rafa Nadal teenager

Gli esordi di Rafa Nadal nel circuito professionistico

Proprio quel set sarebbe rimasto l’unico perso dal veneto-romagnolo nel corso della settimana, chiusa con un nuovo trionfo. “Rafa mi incontrò nel periodo in cui ho espresso il miglior tennis della mia carriera – sorride Galvani al ricordo – Gli spagnoli non avevano dubbi, erano già certi che Nadal sarebbe arrivato in alto. Certe doti si riconoscono subito, non c’è molto da girarci intorno. Però ancora c’era un clima tranquillo attorno a lui, ci fecero giocare nel campo meno importante senza eccesive stesse attenzioni nei suoi confronti”.

Passano sette mesi e i due si ritrovano di fronte nelle qualificazioni dello storico Trofeo Conde de Godó di Barcellona, per inciso poi alzato al cielo 11 volte dal mancino di ManacorQuel Nadal era già diverso dall’anno prima, tanto da chiudere la stagione 2002 vicino ai primi 200, con sei titoli Futures in bacheca. Eppure vinse ancora l’italiano, per 6-2 7-5. “Di quel match ricordo soprattutto un episodio capitato all’inizio del riscaldamento. Al primo scambio Rafa si sposta sul dritto e mi tira un siluro a 200 all’ora, a tutto braccio. Io stecco la palla – racconta Stefano – ma in qualche modo riesco a rimandarla di là. E così ancora, una seconda volta e una terza volta. Rispondeva sempre più forte. Così ho deciso di fare lo stesso, iniziando a colpire fortissimo. Le prime due palle tornarono indietro, la terza no. Allora lo guardai e gli chiesi: ‘ora possiamo palleggiare, per favore?’. Una scena pazzesca, il mio allenatore rideva come un matto. Forse lo faceva per intimidire l’avversario o magari per scaricare la tensione pre-match. Comunque ormai avevo capito che non mi trovavo davanti ad un avversario normale. Mi è tornata in mente qualche anno fa, mentre andavo in Germania per un incontro di Bundesliga. Sull’aereo ho incontrato Ramos-Vinolas, che quel giorno a Barcellona era sugli spalti come spettatore e se la ricordava benissimo”.

Rafa Nadal 15enne

Un Rafa Nadal 15enne agli esordi nel circuito ATP

Un successo che lanciò Galvani verso il miglior torneo della sua carriera: superò le qualificazioni, poi al primo turno del main draw eliminò Ivan Ljubicic al tie-break del terzo set e al secondo round firmò l’impresa contro l’allora numero 4 del mondo Evgeny Kafelnikov (7-6 6-2), prima di arrendersi negli ottavi ad Albert Costa, poi finalista (cedette all’argentino Gaudio) e meno di due mesi più tardi trionfatore al Roland Garros, da lui a qualche anno diventata poi ‘Casa Nadal’.
Rafa allora era molto più magro, aveva meno potenza, e servizio e rovescio viaggiavano meno. Ma la sua palla girava già tantissimo e l’intensità era la stessa di oggi. Aveva un’energia incredibile, che sarebbe stata sorprendente in un ragazzo di 20 anni figurarsi in un 15enne. Costringeva già gli avversari a giocare al limite, non ci si poteva rilassare un secondo. Era come entrare in un frullatore: o reggi il suo ritmo o ti distrugge. Non ho mai avuto dubbi sul fatto che potesse diventare un fenomeno, anche se i numeri che ha raggiunto sulla terra battuta mi lasciano comunque a bocca aperta. Insomma, quel Nadal ragazzino era già una furia. Aveva un diritto arrotatissimo, io invece giocavo molto piatto, sull’anticipo, forse il mio stile gli dava fastidio. E mi piacerebbe chiedergli – chiude con un sorriso il DT della Federtennis del Titano – se lui si ricorda quel riscaldamento…“.

Stefano Galvani

Stefano Galvani qui in azione nel challenger di San Marino, sui campi di Fonte dell’Ovo

Cedrik Marcel Stebe premiato da Giammaria Manghi

Cedrik-Marcel Stebe è il vincitore della prima edizione degli Internazionali di Tennis Città di Parma. Nella finale del Challenger organizzato da MEF Tennis Events il tedesco ha superato l’inglese Liam Broady con il punteggio di 6-4 6-4, in un’ora e 36 minuti di gioco. Per il trentenne di Muehlacker è il settimo titolo Challenger in carriera su 12 finali complessive disputate nel circuito challenger, compreso il successo conquistato alle ATP Challenger Tour Finals del 2011. Il tedesco lo scorso anno è stato anche finalista nel torneo ATP di Gstaad, cedendo allo spagnolo Ramos-Vinolas.

Un break per set e trofeo conquistato: “Sono molto felice. Per me è stata una splendida settimana: non è stato facile adattarmi rapidamente ai campi veloci, ma ho cercato di disputare ogni incontro al meglio e ci sono riuscito. In finale era importante non concedere chance al mio avversario, ho giocato bene”. La stagione di Stebe (best ranking numero 71 ATP) finisce qui: “Credo di poterlo definire un anno misto di diverse emozioni. Sono partito piuttosto bene, poi il lockdown mi ha tolto un po’ di motivazioni: è stato difficile tenersi in forma sperando di ricominciare il prima possibile a girare per tornei. Nelle ultime settimane le cose sono migliorate, mi sento sollevato”. Ora l’obiettivo è chiaro: “Voglio tornare nella top 100 del ranking ATP. Se continuerò a star bene fisicamente, farò di tutto per raggiungere l’obiettivo”.

Cedrik Marcel Stebe vincitore del challenger di Parma

Il tedesco Cedrik Marcel Stebe vincitore del challenger Atp di Parma indoor (foto Marta Magni)

Broady, 26enne di Stockport, alla quinta finale challenger in carriera, deve attendere ancora invece per il primo titolo.

Terminati gli Internazionali di Tennis Città di Parma, si chiude la lunga stagione dei tornei MEF Tennis Events, protagonisti della ripartenza da giugno in avanti. Soddisfatto il presidente Marcello Marchesini:Per quest’anno va bene così. Siamo pienamente soddisfatti di come sia andata la manifestazione. Dispiace che si sia tenuta a porte chiuse: due settimane prima dell’inizio del torneo avevamo l’autorizzazione per occupare il 15% della capienza della struttura, purtroppo la situazione è cambiata e ci siamo dovuti adeguare. Ci tengo a ringraziare la Regione Emilia-Romagna e il Comune di Parma che meritavano un evento di questa portata in diretta su SuperTennis TV”.
Inevitabilmente si comincia già a pensare al 2021: “Conosco le idee dell’ATP. Noi vogliamo ripartire con tornei indoor: speriamo di poter organizzare il primo tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio. E poi vorremmo confermare, nel calendario dei nostri Challenger, i tre tornei andati in scena in Emilia-Romagna: quello di Forlì e i due di Parma”.

Lorenzo Musetti con il primo trofeo challenger

Lorenzo Musetti con il suo primo trofeo challenger conquistato agli Internazionali di Tennis Città di Forlì, al Villa Carpena

Liam Broady

Sono Liam Broady e Cedrik-Marcel Stebe i due finalisti della prima edizione degli “Internazionali di Tennis Città di Parma”. In semifinale l’inglese ha superato Andrea Arnaboldi con il punteggio di 4-6 6-3 6-4 in un’ora e 55 minuti di gioco, mentre il tedesco si è imposto sul francese Quentin Halys con lo score di 5-7 6-3 6-3, in un’ora e 52 minuti. L’ultimo atto del Challenger organizzato da MEF Tennis Events è in programma domenica 8 novembre alle ore 11 al Palazzetto dello Sport Bruno Raschi: l’incontro sarà trasmesso in diretta su SuperTennis TV.

Andrea Arnaboldi

Andrea Arnaboldi si ferma in semifinale al Pala Raschi di Parma (foto Marta Magni)

Sarà la quinta finale Challenger in carriera per il 26enne di Stockport, ancora a caccia del primo titolo: “Sono davvero contento. Arnaboldi è un giocatore fantastico, copre benissimo il campo e i suoi colpi sono molto insidiosi. Nei momenti chiave del match ho dovuto alzare il livello: è stata una partita lunga e faticosa, è una liberazione averla portata a casa”. Poi i complimenti all’organizzazione del torneo: “È un grande evento, portato avanti con estrema attenzione da tutti i punti di vista. Peccato che non ci sia il pubblico sugli spalti: l’Italia è piena di appassionati di tennis che avrebbero reso tutto ancora più spettacolare. Noi giocatori siamo comunque fortunati a poter disputare tornei di questo genere nonostante i problemi che il coronavirus sta creando in tutto il mondo”.

Vincitore delle ATP Challenger Tour Finals nel 2011 e di altri 6 titoli nel circuito challenger, Stebe vuole chiudere la stagione con il trofeo: “È stato un bel match. Halys è partito forte servendo molto bene e mettendomi in difficoltà da fondo campo – spiega il 30enne di  Muehlacker -. Fortunatamente sono rimasto in partita, dal secondo set ho iniziato a giocare meglio e alla fine ce l’ho fatta. Questo è il mio ultimo torneo del 2020: spero di vincere il titolo e di rientrare presto nella top 100 del ranking ATP”.

Trionfano in doppio i francesi Gregoire Barrere e Albano Olivetti, che in finale si sono imposti 6-2 6-4 sui connazionali Sadio Doumbia e Fabien Reboul.

Cedrik Marcel Stebe

Il mancino tedesco Cedrik Marcel Stebe (foto Marta Magni)

Ortisei Challenger: Francesco Forti

Si interrompe nelle semifinali la corsa di Francesco Forti nel torneo Itf Men’s Future greco di Heraklion (15.000 dollari, hard outdoor), il “17esimo Lyttos Beach Tour”.

Dopo le affermazioni all’esordio per 6-2 6-2 sulla wild card locale Aristotelis Thanos, al secondo turno, con il punteggio di 6-3 3-6 7-5, sul francese Maxime Hamou (numero 7 del seeding) e nei quarti per 6-2 6-1 sul tedesco Lucas Gerch (lucky loser), nel match che valeva l’ingresso in finale il 21enne di Cesenatico ha trovato disco rosso davanti al francese Evan Furness, che si è imposto per 6-2 6-4.

Il portacolori del Circolo Tennis Massa Lombarda rimarrà anche la prossima settimana nella località greca per disputare un altro torneo Futures ITF sugli stessi campi.

Lucia Bronzetti

Si interrompe nei quarti di finale il cammino di Lucia Bronzetti nel torneo Itf Women’s Tour portoghese di Lousada (15.000 dollari, hard indoor).
Dopo aver sconfitto in rapida successione mercoledì sera per 7-6 (5) 7-6 (3) la svizzera Tess Sugnaux al 1° turno e poi la spagnola Olga Parres Azcoitia, proveniente dalle qualificazioni, con un secco 6-3 6-1, la 21enne di Villa Verucchio, quarta testa di serie, nel match che valeva l’ingresso alle semifinali ha ceduto per 7-6 (5) 6-4 alla giapponese Yuriko Lily Miyazaki, numero 5 del seeding.

Ortisei Challenger: Francesco Forti

Francesco Forti irrompe in semifinale nel torneo Itf Men’s Future greco di Heraklion (15.000 dollari, hard outdoor), il “17esimo Lyttos Beach Tour”.

Dopo il successo all’esordio per 6-2 6-2 sulla wild card locale Aristotelis Thanos e quello al secondo turno, con il punteggio di 6-3 3-6 7-5, sul francese Maxime Hamou (numero 7 del seeding), nei quarti il 21enne di Cesenatico ha travolto per 6-2 6-1, in un’ora e 19 minuti, il tedesco Lucas Gerch (lucky loser). Il portacolori del Circolo Tennis Massa Lombarda si gioca ora un posto in finale con il francese Evan Furness, che a sua volta ha concesso appena tre game (6-1 6-2) a Riccardo Balzerani, partito dalle qualificazioni.

Lucia Bronzetti

Lucia Bronzetti è nei quarti del torneo Itf Women’s Tour portoghese di Lousada (15.000 dollari, hard indoor). La verucchiese (quarta testa di serie) ha battuto in rapida successione mercoledì sera per 7-6 (5) 7-6 (3) la svizzera Tess Sugnaux al 1° turno, poi si è ripetuta ai danni della spagnola Olga Parres Azcoitia, proveniente dalle qualificazioni, con un secco 6-3 6-1. Ora i quarti contro la giapponese Yuriko Lily Miyazaki, numero 5 del seeding.

CHARLESTON: IL COLLO BLOCCA SARA ERRANI – Sara Errani si ferma negli ottavi del torneo Itf Women’s Tour di Charleston (100.000 dollari, terra), la “Ltp Tennis Cup”. La massese aveva battuto nettamente al 1° turno la statunitense Caty McNally per 6-3 6-4, poi però si è dovuta arrendere ad un fastidioso torcicollo che l’ha costretta al forfait senza scendere in campo contro la giapponese Misaki Doi, numero 4 del tabellone. Era l’ultimo torneo della stagione per la romagnola che si ripresenterà nel Tour nel 2021.

Ortisei Challenger: Francesco Forti

Davvero un bel colpo per Francesco Forti nel torneo Itf Men’s Future greco di Heraklion (15.000 dollari, hard outdoor), il “17esimo Lyttos Beach Tour”.
Dopo il successo all’esordio per 6-2 6-2 contro la wild card locale Aristotelis Thanos, il cesenaticense ha guadagnato i quarti superando con il punteggio di 6-3 3-6 7-5 il francese Maxime Hamou (n.7). Il portacolori del Circolo Tennis Massa Lombarda si gioca ora un posto nelle semifinali con il tedesco Lucas Gerch (lucky loser), che ha estromesso in rimonta (5-7 6-3 6-4) il bielorusso Uladzimir Ignatik, numero 2 del seeding.

Lucia Bronzetti

Lucia Bronzetti parte con il piede giusto nel nuovo torneo Itf Women’s Tour portoghese di Lousada (15.000 dollari, hard indoor). La giocatrice di Villa Verucchio, numero 4 del seeding, all’esordio supera 7-6 (5) 7-6 (3) la svizzera Tess Sugnaux e al 2° turno affronta la spagnola Olga Parres Azcoitia, proveniente dalle qualificazioni. La tennista romagnola ha centrato le semifinali, la scorsa settimana, nella prima tappa dei tornei del circuito lusitano, sempre a Lousada.

ORTISEI: STOP IN DOPPIO PER EMMA VALLETTA – Emma Valletta fuori nei quarti in doppio nel torneo Itf Women’s Tour di Ortisei (15.000 dollari, hard indoor), il “Raiffeisen Val Gardena-Sudtirol”. La ravennate, in coppia con Chiara Girelli, ha battuto 6-2 5-7 10-7 la coppia formata da Anna e Bianca Turati, poi la sconfitta per 6-4 6-3 contro Lamens-Zimmermann (Ned-Bel, n.1).

Facile vittoria all’esordio per Francesco Forti nel main draw del nuovo torneo Itf Men’s Future greco di Heraklion (15.000 dollari, hard outdoor), il “17esimo Lyttos Beach Tour”. Per il cesenaticense affermazione per 6-2 6-2 contro la wild card locale Aristotelis Thanos: il portacolori del Circolo Tennis Massa Lombarda al secondo turno dovrà vedersela con il francese Maxime Hamou, numero 7 del seeding.

GAIO VIAGGIA VERSO LA SLOVACCHIA – La prossima settimana Federico Gaio sarà in campo, partendo dal tabellone principale, nel Challenger Atp slovacco di Bratislava, il “Peugeot Slovak Open” (44.820 euro di montepremi, hard indoor).

Sara Errani esulta

Esordio vincente per Sara Errani nel tabellone principale del torneo Itf Women’s Tour di Charleston (100.000 dollari, terra), la “Ltp Tennis Cup”.
La tennista di Massa Lombarda, questa settimana salita al numero 129 del ranking mondiale, ha sconfitto al 1° turno la statunitense Caty McNally per 6-3 6-4 e al 2° turno sfiderà la giapponese Misaki Doi, numero 4 del seeding, già affrontata la settimana scorsa a Tyler e superata in tre set. La romagnola poteva chiudere anche prima, visto che ha condotto 5-1 nel secondo set e qui non ha sfruttato due match point.

Doppio, 1° turno: Errani-Arruabarrena (Ita-Esp) contro Neel-Whoriskey (Usa).

Lucia Bronzetti

Alessandra Mazzola, dopo essersi qualificata, esce all’esordio nel main-draw nel tabellone principale del torneo Itf Women’s Tour di Ortisei (15.000 dollari, hard indoor), il “Raiffeisen Val Gardena-Sudtirol”. La riccionese portacolori del Tc Viserba è stata battuta 6-1, 7-5 dalla tedesca Yana Morderger.

Intanto ottimo esordio in doppio per la ravennate Emma Valletta che, in coppia con Chiara Girelli, ha battuto 6-2 5-7 10-7 la coppia formata da Anna e Bianca Turati. Quarti contro Lamens-Zimmermann (Ned-Bel, n.1).

Lousada. Lucia Bronzetti (n.4) sfida la svizzera Tess Sugnaux al 1° turno del nuovo torneo Itf Women’s Tour portoghese di Lousada (15.000 dollari, hard indoor). La verucchiese ha centrato le semifinali, la scorsa settimana, nella prima tappa dei tornei del circuito lusitano, sempre a Lousada.

Alessandra Mazzola

Alessandra Mazzola in azione ad Ortisei

Alessandra Mazzola

Alessandra Mazzola entra di forza nel tabellone principale del torneo Itf Women’s Tour di Ortisei (15.000 dollari, hard indoor), il “Raiffeisen Val Gardena-Sudtirol”. La 20enne riccionese portacolori del Tc Viserba, terza testa di serie delle “quali”, dopo aver sconfitto al primo turno per 4-6 6-0 10-7 la slovena Ela Nala Milic (wild card), nel secondo e decisivo turno per il main draw ha travolto 6-2 6-1 Elena Covi.

All’esordio nel tabellone principale la Mazzola troverà dall’altra parte della rete la tedesca Yana Morderger

LUCIA BRONZETTI A LOUSADA – Lucia Bronzetti al momento è la numero 5 del seeding nel nuovo torneo Itf Women’s Tour portoghese di Lousada (15.000 dollari, hard indoor). La verucchiese ha centrato le semifinali, la scorsa settimana, nella prima tappa dei tornei del circuito lusitano, sempre a Lousada.

Lucia Bronzetti

Lucia Bronzetti in azione a Lousada

Sara Errani

Sara Errani al via nel tabellone principale del torneo Itf Women’s Tour di Charleston (100.000 dollari, terra), la “Ltp Tennis Cup”. Livello altissimo nel torneo della Carolina del Sud, basti pensare che la numero 1 del seeding è la kazaka Yulia Putintseva, n.27 del ranking mondiale Wta, e che in gara ci sono anche le statunitensi Shelby Rogers, numero 59 Wta, Lauren Davis, numero 72 della classifica mondiale, e Madison Brengle (n.81 Wta), come pure altre top 100 come la giapponese Misaki Doi (n.86) e la serba Nina Stojanovic (n.98). La tennista di Massa Lombarda (n.131 del ranking) è reduce da due positivi quarti di finale nella tournée statunitense.

FORTI AD HERAKLION – Francesco Forti gioca il main draw nel nuovo torneo Itf Men’s Future greco di Heraklion (15.000 dollari, hard outdoor), il “17esimo Lyttos Beach Tour”.

Ortisei Challenger: Francesco Forti

Francesco Forti (foto Roland Strimmer)

Lucia Bronzetti

Finisce in semifinale la corsa di Lucia Bronzetti nel torneo Itf Women’s Tour portoghese di Lousada (15.000 dollari, hard indoor).
Dopo le affermazioni al primo turno sulla polacca Weronika Baszak (6-3 3-6 6-2 lo score), al secondo sulla russa Alina Shcherbinina (3-6 6-3 6-1) e nei quarti per 6-4 6-3 nel derby tricolore con la pugliese Claudia Giovine, la 21enne di Villa Verucchio, testa di serie numero 4, è stata sconfitta 6-2 6-1, in un’ora e 7 minuti, dall’olandese Harianne Artono nel match che valeva l’ingresso alla finale.

Doppio, 1° turno: Bronzetti-Visscher (Ita-Ned) b. Fonte-Bereznyak (Por-Isr) 6-3, 6-3. Nei quarti forfait della coppia italo-olandese contro Ambrosio-Cervino Ruiz (Ger-Esp).

Lucia Bronzetti

Il rovescio di Lucia Bronzetti

Sara Errani

Si interrompe nei quarti di finale il cammino di Sara Errani nel “Bellatorum Resources”, torneo Itf Women’s Tour dotato di un montepremi di 80.000 dollari (cemento), in svolgimento a Tyler, negli Stati Uniti.
Dopo aver travolto al 1° turno per 6-3 6-1 la colombiana Maria Camila Osorio Serrano, proveniente dalle qualificazioni, la romagnola ha staccato il pass per i quarti superando in rimonta, con il punteggio di 2-6 6-3 6-1, la giapponese Misaki Doi, numero 85 del ranking mondiale e seconda favorita del tabellone, ma poi nella notte italiana è dovuta tornare in campo – previsto un doppio turno per recuperare il ritardo causato dal maltempo dei giorni scorsi – contro l’ucraina Marta Kostuyk, numero 8 del seeding, cedendo per 6-2 6-1.

In doppio la 33enne di Massa Lombarda e la spagnola Lara Arruabarrena dopo l’affermazione iniziale (6-2 6-4) sulle statunitensi Di Lorenzo-Loeb hanno dato forfait nei quarti contro Kostyuk-Tauson (Ukr-Den).

Lucia Bronzetti

Prosegue la cavalcata di Lucia Bronzetti nel torneo Itf Women’s Tour portoghese di Lousada (15.000 dollari, hard indoor). La 21enne di Villa Verucchio, testa di serie numero 4, dopo aver sconfitto al 1° turno la polacca Weronika Baszak per 6-3 3-6 6-2 e al secondo, con il punteggio di 3-6 6-3 6-1, la russa Alina Shcherbinina, si è aggiudicata nei quarti per 6-4 6-3 il derby tricolore con la pugliese Claudia Giovine.

Bronzetti si giocherà sabato l’ingresso in finale con l’olandese Harianne Artono.

Doppio, 1° turno: Bronzetti-Visscher (Ita-Ned) b. Fonte-Bereznyak (Por-Isr) 6-3, 6-3. Nei quarti forfait della coppia italo-olandese contro Ambrosio-Cervino Ruiz (Ger-Esp).

Lucia Bronzetti

Il rovescio di Lucia Bronzetti

Sara Errani ad Acapulco

Esordio convincente per Sara Errani nel “Bellatorum Resources”, torneo Itf Women’s Tour dotato di un montepremi di 80.000 dollari (cemento), in svolgimento a Tyler, negli Stati Uniti, dove è stato ritardato dal maltempo.
La romagnola ha travolto al 1° turno per 6-3 6-1 la colombiana Maria Camila Osorio Serrano, proveniente dalle qualificazioni, ed ora sfida la giapponese Misaki Doi, numero 85 del ranking mondiale e seconda favorita del tabellone.

Partenza positiva anche in doppio per la 33enne di Massa Lombarda che, in coppia con la spagnola Lara Arruabarrena, ha sconfitto 6-2 6-4 le statunitensi Di Lorenzo-Loeb. Ora contro Kostyuk-Tauson (Ukr-Den).

Lucia Bronzetti

Lucia Bronzetti conquista i quarti di finale nel torneo Itf Women’s Tour portoghese di Lousada (15.000 dollari, hard indoor). La verucchiese, testa di serie n.4, dopo aver sconfitto al 1° turno la polacca Weronika Baszak per 6-3 3-6 6-2, si è ripetuta negli ottavi superando in rimonta, con il punteggio di 3-6 6-3 6-1, la russa Alina Shcherbinina. Bronzetti si giocherà un posto in semifinale nel derby tricolore con Claudia Giovine.

Doppio, 1° turno: Bronzetti-Visscher (Ita-Ned) b. Fonte-Bereznyak (Por-Isr) 6-3, 6-3. Nei quarti forfait della coppia italo-olandese contro Ambrosio-Cervino Ruiz (Ger-Esp).

HERAKLION: FORTI IN “SEMI” IN DOPPIO – Dopo l’uscita di scena all’esordio in singolare, battuto 7-5 6-4 dal numero 1 del tabellone, il bielorusso Uladzimir Ignatik, Francesco Forti raggiunge le semifinali in doppio nel torneo Itf Men’s Future greco di Heraklion (15.000 dollari, cemento), il 17° “Lyttos Beach World Tour”. 

Doppio, 1° turno: Balzerani-Forti b. Leshem-Noguchi (Isr-Jpn) 6-3, 7-5; quarti: Balzerani-Forti b. Marozsan-Piros (Hun) 7-6 (4) 3-6 10/6. Semifinale: Balzerani-Forti c. Furness-Tabur (Fra).

Sara Errani al via nel torneo Itf Women’s Tour statunitese di Tyler (80.000 dollari, hard outdoor), il “Bellatorum Resources”. La romagnola parte dal main-draw del torneo texano.

VALLETTA OUT A PAZARDZHIK – La ravennate Emma Valletta battuta 6-1 7-6 al 1° turno delle qualificazioni del torneo Itf Women’s Tour bulgaro di Pazardzhik (15.000 dollari, terra) dalla slovacca Sofia Milatova (n.6).

BRONZETTI IN PORTOGALLO – Lucia Bronzetti parte dal tabellone principale del torneo Itf Women’s Tour portoghese di Lousada (15.000 dollari, hard indoor). Al momento la verucchiese è la n.5 del seeding lusitano.

Lucia Bronzetti

Lucia Bronzetti parte dal tabellone principale del torneo Itf Women’s Tour portoghese di Lousada (15.000 dollari, hard indoor). Al momento la verucchiese è la n.5 del seeding lusitano.

VALLETTA A PAZARDZHIK – La ravennate Emma Valletta al via nelle qualificazioni del torneo Itf Women’s Tour bulgaro di Pazardzhik (15.000 dollari, terra). La romagnola al 1° turno affronta lunedì la slovacca Sofia Milatova (n.6).

Si ferma nei quarti di finale il cammino di Sara Errani nel “Mercer Tennis Classic”, torneo Itf Women’s Tour di Macon (80.000 dollari, cemento outdoor), negli Stati Uniti.

Dopo i successi per 6-0 6-3 sula polacca Katarzyna Kawa, numero 134 Wta, e al secondo turno per 6-3 6-4 sulla statunitense Kristie Ahn, numero 105 Wta e quarta testa di serie, la giocatrice di Massa Lombarda, numero 137 del ranking mondiale e al rientro nel circuito dopo il secondo turno al Roland Garros, nel match che valeva un posto in semifinale ha raccolto appena tre game (6-0 6-3 lo score, in un’ora e 5 minuti di gioco) contro l’altra statunitense Catherine “Cici” Bellis,  numero 173 della classifica mondiale e in tabellone con una wild card. 

Sara Errani

Partenza lanciata per Sara Errani nel “Mercer Tennis Classic”, torneo Itf Women’s Tour di Macon (80.000 dollari, cemento outdoor), negli Stati Uniti. Due belle vittorie hanno infatti portato la romagnola, numero 137 del ranking mondiale e al rientro nel circuito dopo il secondo turno al Roland Garros, nei quarti di finale.

All’esordio la giocatrice di Massa Lombarda si è sbarazzata per 6-0 6-3 della polacca Katarzyna Kawa, numero 134 Wta, e al secondo turno si è ripetuta eliminando la statunitense Kristie Ahn, numero 105 Wta e quarta testa di serie, per 6-3 6-4 in un’ora e 52 minuti di gioco. Un match che poteva finire prima se l’azzurra avesse capitalizzato il vantaggio di 4-0 nel secondo set.
Sara si giocherà un posto in semifinale sfidando un’altra giocatrice statunitense, Catherine “Cici” Bellis,  numero 173 della classifica mondiale e in tabellone con una wild card. 

Doppio, 1° turno: Frech-Kawa (Pol) b. Errani-Arruabarrena (Ita-Esp) 5-7 6-1 10-8.

Sara Errani

Sara Errani dopo il secondo turno al Roland Garros riparte dagli Stati Uniti, disputando il “Mercer Tennis Classic”, torneo Itf Women’s Tour di Macon (80.000 dollari, cemento outdoor). All’esordio la romagnola, numero 137 del ranking mondiale, trova la polacca Katarzyna Kawa.

Doppio, 1° turno: Errani-Arruabarrena (Ita-Esp) contro Frech-Kawa (Pol).

Si ferma nelle semifinali il cammino di Federico Gaio nel “Lisboa Belem Open”, torneo challenger ATP dotato di un montepremi di 44.820 euro in svolgimento sui campi in terra di Lisbona, capitale del Portogallo. 

Dopo i successi in due set all’esordio sul ceco Zdenek Kolar, numero 227 ATP, e al secondo turno sul francese Elliot Benchetrit, n.225 ATP, e quello più sofferto nei quarti, in rimonta, sul brasiliano Guilherme Clezar, n.270 Atp, promosso dalle qualificazioni, il 28enne faentino, numero 136 del ranking mondiale e quinta testa di serie, ha trovato semaforo rosso di fronte allo spagnolo Jaume Munar, n. 112 della classifica mondiale e primo favorito del seeding: 6-3 6-0 il punteggio con cui, in poco meno di un’ora e un quarto di gioco, l’iberico ha sconfitto il romagnolo, seguito da coach Daniele Silvestre.

Stop al penultimo atto anche per Alessandro Giannessi: il 30enne mancino di La Spezian. 164 del ranking mondiale, ha ceduto con un doppio 6-4 al padrone di casa Pedro Sousa, n. 111 della classifica mondiale e secondo favorito del torneo.

Federico Gaio con Gabriele Guerrini

Federico Gaio con Gabriele Guerrini (Match Point Milano Marittima)

Federico Gaio raggiunge le semifinali nel “Lisboa Belem Open”, torneo challenger ATP dotato di un montepremi di 44.820 euro in svolgimento sui campi in terra di Lisbona, capitale del Portogallo. 

Dopo i successi in due set all’esordio sul ceco Zdenek Kolar, numero 227 ATP, e al secondo turno sul francese Elliot Benchetrit, n.225 ATP, il 28enne faentino, numero 136 del ranking mondiale e quinta testa di serie, si è imposto in rimonta, con il punteggio di 5-7 6-4 7-6 (4), dopo due ore e 58 minuti di gioco, sul brasiliano Guilherme Clezar, n.270 Atp, promosso dalle qualificazioni. Prossimo avversario del romagnolo, seguito da coach Daniele Silvestre, sarà lo spagnolo Jaume Munar, n. 112 della classifica mondiale e primo favorito del seeding.

Al penultimo atto approda anche Alessandro Giannessi: il 30enne mancino di La Spezian. 164 del ranking mondiale, che mercoledì aveva fatto suo in due set il derby tricolore con Paolo Lorenzi, 38enne senese, n. 134 ATP e quarto favorito del seeding, ha sconfitto per 6-4 6-3 il bulgaro Dimitar Kuzmanov, n. 298 ATP, proveniente dalle qualificazioni. Giannessi sfiderà per un posto in finale il padrone di casa Pedro Sousa, n. 111 della classifica mondiale e secondo favorito del torneo.

Federico Gaio con Gabriele Guerrini

Federico Gaio con Gabriele Guerrini (Match Point Milano Marittima)

Federico Gaio centra l’ingresso nei quarti di finale nel “Lisboa Belem Open”, torneo challenger ATP dotato di un montepremi di 44.820 euro in svolgimento sui campi in terra di Lisbona, capitale del Portogallo. 

Dopo aver sconfitto all’esordio con un doppio 63 il ceco Zdenek Kolar, numero 227 ATP, il 28enne faentino, numero 136 del ranking mondiale e quinta testa di serie, ha superato per 6-4 7-5, in un’ora e 24 minuti di partita, il francese Elliot Benchetrit, n.225 ATP. Prossimo avversario per Gaio, seguito da coach Daniele Silvestre, il brasiliano Guilherme Clezar, n.270 della classifica mondiale, promosso dalle qualificazioni.

Tra i migliori otto c’è anche Alessandro Giannessi: il 30enne mancino di La Spezian. 164 del ranking mondiale, che mercoledì ha fatto suo in due set il derby tricolore con Paolo Lorenzi, 38enne senese, n. 134 ATP e quarto favorito del seeding, sempre venerdì si giocherà un posto nelle semifinali con il bulgaro Dimitar Kuzmanov, n. 298 ATP, proveniente dalle qualificazioni. 

Federico Gaio con Gabriele Guerrini

Federico Gaio con Gabriele Guerrini (Match Point Milano Marittima)

Filippo Gregoroni

Da giovedì a domenica va in scena uno dei più importanti eventi ippici della stagione a livello internazionale, il Mondial du Lion, il campionato mondiale di concorso completo che vede come protagonisti i cavalli di 6 e 7 anni con i loro cavalieri.

La rassegna iridata andrà in scena in Francia, ad Angers, senza pubblico, ma con tutti i media del mondo collegati. Tra i 38 binomi nel mondiale dei 6 anni e tra i 42 in gara in quello da 7, ci sarà anche il riminese Filippo Gregoroni che cavalcherà Unnamed, un cavallo di 7 anni che il cavaliere romagnolo ha allevato e curato personalmente. Non sarà facile competere, per Gregoroni, in un campo di partecipazione di grandissimo valore che si dà appuntamento per tre giorni al Parc Depertemental de I’Isle Briand. Si parte giovedì e venerdì con la prova di dressage, sabato il Cross-Country e gran finale domenica con gli ostacoli.
Gregoroni è reduce dall’ottimo secondo posto ottenuto nella gara nazionale di Palmanova.

La nazionale azzurra ad Angers

Esordio vincente per Federico Gaio nel “Lisboa Belem Open”, torneo challenger ATP dotato di un montepremi di 44.820 euro in svolgimento sui campi in terra di Lisbona, capitale del Portogallo. 

Il 28enne faentino, numero 136 del ranking mondiale e quinta testa di serie, ha sconfitto con un doppio 63, in un’ora e un quarto di gioco, il ceco Zdenek Kolar, numero 227 ATP. Gaio – seguito da coach Daniele Silvestre – si giocherà un posto nei quarti di finale con il francese Elliot Benchetrit, numero 225 della classifica mondiale.

Già al secondo turno anche Alessandro Giannessi e Paolo Lorenzi, che saranno protagonisti di un derby tricolore. Il 30enne mancino di La Spezia, n. 164 del ranking mondiale, ha sconfitto per 63 57 62, dopo oltre due ore di lotta il dominicano Roberto Cid Subervi, n. 220 ATP, mentre il 38enne senese, n. 134 ATP e quarto favorito del seeding, ha regolato per 62 63, in un’ora e 33 minuti di gioco, lo statunitense Ulises Blanch, n.236 del ranking.

Federico Gaio con Gabriele Guerrini

Federico Gaio con Gabriele Guerrini (Match Point Milano Marittima)

Luciano Darderi

Si interrompe al secondo turno il cammino di Luciano Darderi al Roland Garros Junior Championships, torneo di categoria Grade A in corso sui campi in terra di Parigi (a causa dell’emergenza coronavirus quest’anno non sono previste le qualificazioni a livello under 18).

Il 18enne di origini argentine, tesserato per il Circolo Tennis Massa Lombarda (è stato protagonista della splendida salvezza in serie A1) e accreditato della sesta testa di serie, dopo aver esordito con una vittoria per 6-1 6-4 sul giapponese Shunsuke Mitsui, ha ceduto con il punteggio di 1-6 6-2 6-3 al francese Arthur Fils, in gara con una wild card.

Darderi disputa anche il doppio, in coppia con il brasiliano Heide (sono quarta testa di serie) e affrontano al primo turno i cechi Krumich-Svrcina.
 
 
 
 
 
Luciano Darderi

Buona la prima per Luciano Darderi, uno dei sette giovani azzurri (cinque ragazzi e due ragazze) in gara al Roland Garros Junior Championships, torneo di categoria Grade A partito sui campi in terra di Parigi (a causa dell’emergenza coronavirus quest’anno non sono previste le qualificazioni a livello under 18).

Il 18enne di origini argentine, tesserato per il Circolo Tennis Massa Lombarda (è stato protagonista della splendida salvezza in serie A1) e accreditato della sesta testa di serie, ha esordito sui campi della capitale francese con una vittoria per 6-1 6-4 sul giapponese Shunsuke Mitsui. Al secondo turno Darderi troverà dall’altra parte della rete il francese Arthur Fils, in gara con una wild card.

 
Sara Errani

Mastica amarissimo Sara Errani, che esce di scena con tanti rimpianti al secondo turno del Roland Garros, terza prova stagionale dello Slam in un 2020 sconvolto dalla pandemia. La 33enne romagnola, numero 150 WTA, promossa dalle qualificazioni, cede con il punteggio di 76(5) 36 9-7, dopo tre ore e 11 minuti di lotta, all’olandese Kiki Bertens, n.8 del ranking e quinta testa di serie, semifinalista nello Slam francese nel 2016. Lascia il Court 14 furente di rabbia la tennista di Massa Lombarda, senza nemmeno guardare in faccia l’avversaria, al termine di una partita dai toni di psicodramma in tre atti. 

Sara ha sempre battuto Kiki nelle cinque sfide precedenti, ma le due non si affrontano da quattro anni. L’azzurra all’esordio, in quello che era il suo 100° match Slam, aveva lasciato appena tre giochi alla portoricana Puig, n.90 WTA, sconfitta per la prima volta in carriera (al quinto confronto). Anche contro Bertens la partenza è fulminea: 3-0 con doppio break. La 28enne di Wateringen ne recupera uno, complice qualche problema dell’azzurra con il lancio di palla, ma Errani, con le unghie e con i denti, nel sesto gioco salva quattro palle-break (la terza con un drop-shot di diritto micidiale) e sale 4-2. Kiki accusa il colpo e cede di nuovo la battuta (5-2) ma si rimette in corsa con Sara che paga tutta la tensione nel movimento del servizio che improvvisamente si imballa (5-5). Non a caso, Errani gioca molto meglio in risposta e arriva un altro break (6-5) ma poi – purtroppo per lei – deve servire, e a furia di “time violation” incassati e servizi dal basso rimette in corsa l’olandese. Decide un tie-break che Bertens comanda fin dall’inizio assicurandoselo per 7 punti a 5.

La romagnola accusa il colpo e cede la battuta – per la quarta volta di fila – in avvio di seconda frazione: per sua fortuna il servizio diventa un optional anche per Kiki. Dal due pari finalmente Errani tiene la battuta per tre turni di fila (salvando un totale di 10 palle-break nei primi due), Bertens no e così l’azzurra può pareggiare il conto dei set (6-3). 

Nel terzo parziale Errani continua a spingere, reattiva e rapida a dispetto delle due ore di partita. E’ lei la prima a tentare l’allungo (3-2), ma la Bertens si riprende subito il break (3-3). Sara ci riprova (4-3) con Kiki che al cambio campo si fa massaggiare la coscia sinistra. Nonostante i crampi Bertens recupera (4-4) ma poco dopo, con un doppio fallo, cede di nuovo la battuta (5-4). Piange dal dolore Kiki per i crampi ora anche al braccio destro e poco può fare la fisioterapista: Sara però non ne approfitta (5-5). Stesso copione nei due game successivi, con Bertens che annulla anche un match-point con un diritto vincente (6-6). Parigi, però, è l’unico Slam senza tie-break nel set finale e quindi si va avanti ad oltranza. Errani ha ancora la possibilità di servire per il match avanti 7-6 ma finisce per perdere gli ultimi tre giochi con Bertens che chiude al terzo match-point (9-7). E poi si sdraia sul campo. “Sarita”, alla 12esima presenza a Parigi dove ha giocato una finale (2012, persa con Maria Sharapova), una semifinale (2013) e due quarti (2014 e 2015), se ne va con gli occhi lucidi, urlando tutta la sua delusione, mentre l’olandese ha bisogno della sedia a rotelle per uscire dal campo, in lacrime. 

Australian Open: Sara Errani

La rabbia di Sara Errani (foto FIT/Dell’Olivo)

Esordio amaro per Federico Gaio nel “Thindown Challenger” (ATP – € 44.820 di montepremi), in corso sui campi in terra della Biella Tennis Academy. Il 28enne faentino, numero 132 del ranking mondiale e sesta testa di serie, ha ceduto al primo turno con il punteggio di 46 76(5) 62 a Matteo Viola, mancando anche due match point consecutivi sul 5-4 del secondo set.

Doppio, 1° turno: Gaio-Lorenzi contro Fratangelo-Harris (Usa-Aus, wild card).

 
PORTO: OK FORTI, ESCE LUCIA BRONZETTI – Passa Francesco Forti, esce Lucia Bronzetti nelle qualificazioni del torneo Itf portoghese di Porto (25.000 dollari, hard outdoor). La verucchiese, n.7 del seeding nel “Porto Open 2020”, ha ceduto al 1° turno alla cilena Barbara Gatica per 7-6 (5) 4-6 12-10. Nelle qualificazioni maschili avanza invece il cesenaticense Francesco Forti (n.1), che al primo turno ha battuto il locale Illia Stoliar per 6-4 6-7 (4) 10-4 e al secondo Davide Galoppini per 6-3 6-4. Ora la sfida contro Giovanni Fonio (n.9) che vale un posto nel main-draw.

Perino-Gutierrez naturalmente, e che spettacolo! Sono i due argentini, top 50 del ranking mondiale Wpt, i dominatori del “Padel Contest” al Circolo Up Tennis di Torre Pedrera. Tanto probabile il loro successo, dal punto di vista tecnico, che il presidente del circolo organizzatore, Stefano Zanni, aveva detto durante la settimana “Ho già preparato gli assegni”.

Certo è che il “Padel Contest”, il torneo internazionale organizzato dal Circolo Up Tennis di Torre Pedrera del presidente-maestro Stefano Zanni, ha riscosso un notevole successo tecnico e di partecipazione. Il montepremi era considerevole (10.000 euro complessivi), poi le indubbie capacità organizzative e la grande passione di Stefano Zanni hanno fatto il resto.

Nel doppio maschile ha vinto la coppia numero 1 del tabellone, formata dagli argentini Denis Tomas Perino (n.49 del ranking mondiale) e Jorge Ruiz Gutierrez (n.53) che ha fatto il vuoto, battendo in finale per 6-4 6-2 un tandem di assoluto valore come i romani Luca Mezzetti e Nicola Bruno, seconda testa di serie.

I finalisti Bruno-Mezzetti

Match-clou piuttosto tirato, almeno nel primo set, con un tasso tecnico molto importante per la gioia dei tanti appassionati intervenuti. Nel doppio femminile vittoria di Savini-Stellato, teste di serie n.2, che in finale si sono imposte con il punteggio di 7-6 6-4 su D’Ambrogio-Camorani, n.1 del seeding.

Sara D’Ambrogio si consola con l’affermazione nel doppio misto in coppia con Federico Galli, rispettando il ruolo di numero 1 del tabellone. 

Le vincitrici Savini-Stellato

Notevole il bilancio del torneo, un vero successo che fa del Circolo Up Tennis di Torre Pedrera un vero e proprio punto di riferimento per questa disciplina, in rapida ascesa, in tutto il riminese.

Le finaliste Camorani-D’Ambrogio

Si ferma nei quarti di finale il cammino di Federico Gaio all“Open du Pais d’Aix”, torneo challenger ATP dotato di un montepremi di 132.280 euro che si sta disputando sulla terra rossa di Aix en Provence, in Francia.

Dopo le affermazioni sul francese Gilles Simon, n.52 ATP e primo favorito del seeding, e sullo svedese Elias Ymer, n.184 del ranking, proveniente dalle qualificazioni, il 28enne di Faenza, numero 132 del ranking Atp, ha ceduto in tre set (46 62 64) al cileno Alejandro Tabilo, numero 180 ATP, reduce dalle semifinali a Cordenons, che in precedenza aveva imposto l’alt a Roberto Marcora, numero 163 Atp, e  Marco Cecchinatonumero 108 del ranking mondiale e ottava testa di serie, sconfitto 63 76(5). 

Un buon esordio ??? ??

Pubblicato da Daniele Silvestre su Martedì 8 settembre 2020

ROMAGNOLI OUT NELLE QUALIFICAZIONI A ROMA – Le qualificazioni degli Internazionali BNL d’Italia, scattati a Roma (3.854.000 dollari di montepremi), riservano poche soddisfazioni ai romagnoli. Sara Errani è stata sconfitta 6-1 6-3 all’esordio dalla rumena Irina Camelia Begu (n.7), nel maschile il cesenaticense Francesco Forti (wild card) ha perso 6-4 6-0 con lo spagnolo Pedro Martinez e l’under 18 Luciano Darderi (Ct Massa Lombarda), pure lui in gara con una wild card, ha ceduto 3-6 6-3 6-1 al portoghese Joao Sousa, testa di serie n.9.
Federico Gaio

Federico Gaio stacca il pass per i quarti di finale dell“Open du Pais d’Aix”, torneo challenger ATP dotato di un montepremi di 132.280 euro che si sta disputando sulla terra rossa di Aix en Provence, in Francia.

Dopo la giornata di giovedì cancellata per la pioggia, nel secondo turno il 28enne di Faenza, numero 132 del ranking Atp, all’esordio capace di eliminare in due set (75 62) il francese Gilles Simon, n.52 ATP e primo favorito del seeding, ha regolato con un periodico 64 o svedese Elias Ymer, n.184 del ranking, proveniente dalle qualificazioni. 

Gaio sabato mattina si gioca un posto in semifinale con il cileno Alejandro Tabilo, numero 180 ATP, reduce dalle semifinali a Cordenons, che dopo aver eliminato al primo turno Roberto Marcora, numero 163 Atp, ha imposto l’alt anche a Marco Cecchinatonumero 108 del ranking mondiale e ottava testa di serie, sconfitto 63 76(5). 

Un buon esordio ??? ??

Pubblicato da Daniele Silvestre su Martedì 8 settembre 2020

La pioggia fa slittare di 24 ore il ritorno in campo di Federico Gaio per il secondo turno dell“Open du Pais d’Aix”, torneo challenger ATP dotato di un montepremi di 132.280 euro che si sta disputando sulla terra rossa di Aix en Provence, in Francia.

Il maltempo ha infatti costretto gli organizzatori a rivedere il programma, cancellando gli incontri previsti e rimandandoli a venerdì. Il 28enne di Faenza, numero 132 del ranking Atp, reduce dagli Us Open, dopo aver firmato l’impresa del primo turno eliminando in due set (75 62) il francese Gilles Simon, n.52 ATP e primo favorito del seeding, si giocherà un posto tra i migliori otto con lo svedese Elias Ymer, n.184 del ranking, proveniente dalle qualificazioni. 

Un buon esordio ??? ??

Pubblicato da Daniele Silvestre su Martedì 8 settembre 2020

Dopo il torneo francese Gaio sarà impegnato nelle qualificazioni degli Internazionali BNL d’Italia, al via sabato 12 settembre al Foro Italico.

ITF TARVISIO: LUCIA BRONZETTI OUT AL 1° TURNOLucia Bronzetti si ferma al primo turno del tabellone principale nel torneo Itf Women’s Tour di Tarvisio (25.000 dollari, terra). La 21enne di Villa Verucchio, dopo aver passato le qualificazioni superando 60 62 Margherita Marcon e poi 64 64 Claudia Giovine, ha ceduto all’esordio nel main draw per 63 46 64 alla belga Maryna Zanevska.

Lucia Bronzetti

Esordio con il botto per Federico Gaio nell’“Open du Pais d’Aix”, torneo challenger ATP dotato di un montepremi di 132.280 euro che si disputa sui campi in terra di Aix en Provence, in Francia.

Il 28enne di Faenza, numero 132 del ranking Atp, reduce dagli Us Open, ha infatti firmato l’impresa di giornata eliminando per 75 62, in poco più di un’ora e tre quarti di partita, il francese Gilles Simon, numero 52 della classifica mondiale, in gara con una wild card e primo favorito del seeding.

Un buon esordio ??? ??

Pubblicato da Daniele Silvestre su Martedì 8 settembre 2020

Prossimo ostacolo per il tennista allenato da Daniele Silvestre lo svedese Elias Ymer, n.184 del ranking, proveniente dalle qualificazioni. 
Intanto in sede di conferenza stampa di presentazione degli Internazionali BNL d’Italia è stato annunciato che al romagnolo andrà una delle wild card per le qualificazioni, al via sabato 12 settembre al Foro Italico.

ITF TARVISIO: LUCIA BRONZETTI SI GIOCA IL MAIN DRAWLucia Bronzetti è al turno di qualificazione del torneo Itf Women’s Tour di Tarvisio (25.000 dollari, terra), ritardato dalla pioggia. La 21enne di Villa Verucchio, seconda testa di serie delle “quali”, ha sconfitto 6-0 6-2 Margherita Marcon e poi il match decisivo con Claudia Giovine (n.9) è stato interrotto sul 2-2, con prosecuzione mercoledì.

Federico Gaio, Umberto Ferrara e Daniele Silvestre con Gabriele Guerrini (Match Point Milano Marittima)

San Marino Junior Cup Under 14: premiazione doppio femminile

Sono Isabella Lettieri e Anouk Van Riesen le prime vincitrici dell’edizione 2020 della ‘San Marino Junior Cup’, torneo Under 14 firmato Tennis Europe Junior Tour in svolgimento sui campi in terra rossa del Centro Tennis Cassa di Risparmio di Fonte dell’Ovo. La coppia tedesca si è aggiudicata il titolo di doppio femminile superando al termine di una finale durata oltre due ore la ceca Ellen Katzer e l’italiana Emma Scaldalai, con il punteggio di 5-7 7-6 10/8.
Le quattro finaliste del doppio e prime quattro teste di serie del torneo sono state protagoniste anche delle semifinali del singolare femminile disputate nel pomeriggio. Nella prima Isabella Lettieri ha superato 6-3 6-2 la ceca Ellen Katzer. Sarà una finale tutta tedesca (sabato 5 alle ore 12) dal momento che l’altro pass lo ha staccato Anouk Van Riesen, che ha regolato con un doppio 6-4 Emma Scaldalai.
Nel singolare maschile si sono disputati i quarti di finale. Supera il turno il russo Filip Adveev, che ha eliminato 6-4 6-0 il belga Nicolas Dispas e affronterà l’estone Arseni Litovtsenko, vincitore per 6-4 7-5 sul tedesco Tim Anakin Reith. Semaforo verde per il francese Adrien Ducruet, impostosi per 6-4 7-6 sul rumeno David Daraban, e per il britannico Oliver Bonding, che ha rifilato un doppio “bagel” il secondo dei gemelli Reith, Tom Noah.
Le semifinali maschili si giocano sabato alle 10, nel pomeriggio poi, alle 16, è invece prevista la finale del doppio.

Il campo Centrale di San Marino

Sara Errani esce di scena al secondo turno del “Prague Open”, torneo Wta 125k (l’equivalente dei challenger maschili più prestigiosi) ma in questo caso con un montepremi da favola – 3.125.000 dollari grazie al contributo dell’USTA, la Federazione americana, che ha “compensato” la cancellazione delle qualificazioni degli Us Open – in corso sui campi in terra rossa della capitale della Repubblica Ceca.

Dopo la sofferta affermazione in rimonta per 06 75 76 (7) sull’argentina Paula Ormaechea, numero 266 del ranking Wta annullando un match point sul 6 a 5 del tie-break nel set decisivo, la 33enne di Massa Lombarda, numero 151 della classifica mondiale e sesta testa di serie, ha ceduto per 64 75, dopo quasi un’ora e tre quarti di lotta, alla danese Clara Tauson, 17 anni, numero 212 Wta.

La romagnola, in coppia con la slovacca Jana Cepelova, è al secondo turno in doppio dopo il successo per 62 63 su Jakupovic-Savinykh (Slo-Rus, n.5).

Federico Gaio

Si ferma al primo turno l’avventura di Federico Gaio agli Us Open 2020 (53.400.000 dollari di montepremi), secondo Slam di una stagione stravolta dalla pandemia partito lunedì sui campi in cemento di Flushing Meadows, a New York, dove gli organizzatori hanno creato una ‘bolla’ per i partecipanti. 

Il 28enne tennista faentino, numero 132 della classifica mondiale (in ordine di tempo ultimo dei dieci azzurri ad entrare in tabellone), alla sua seconda presenza nel main draw nella Grande Mela (nel 2018 dopo aver superato tre turni di qualificazione venne stoppato al debutto da un top ten come David Goffin, mentre nel 2017 e dodici mesi fa si era fermato nelle “quali”) ha ceduto 7-6(3) 4-6 6-4 6-4, dopo una battaglia di oltre tre ore, al lituano Ricardas Berankis, n.65 del ranking Atp, al suo ottavo Us Open.

Il romagnolo, seguito come coach da Daniele Silvestre, può recriminare in particolare per il terzo set nel quale è stato avanti 4-2, ma ha incassato un immediato contro-break (sbagliando una comoda volèe alta di diritto) che nel momento chiave ha ridato convinzione all’avversario, capace di incamerare il parziale con quattro game di fila e poi partire di slancio anche nella quarta partita. Peccato perché Gaio si era aggiudicato l’unico precedente, disputato al primo turno del challenger di Eckental nel 2015.

 
Federico Gaio e Daniele Silvestre a Flushing Meadows

Federico Gaio e Daniele Silvestre con mascherina a Flushing Meadows

 

E’ pronto ad alzarsi il sipario sull’edizione 2020 della ‘San Marino Junior Cup’, torneo inserito nel circuito Tennis Europe Junior Tour che vedrà sfidarsi sui campi in terra battuta del Centro Tennis Cassa di Risparmio di Fonte dell’Ovo le giovani promesse del panorama internazionale.
Si parte con la categoria Under 14: sei i match di qualificazione in programma martedì, Riccardo Miano ed Edoardo Fomenti, prime teste di serie delle “quali”, accedono direttamente al tabellone principale, che scatterà nella giornata di mercoledì (le finali sono previste domenica 6 settembre).
Al via mercoledì, oltre ai tabelloni di doppio, anche il tabellone femminile, che vedrà la presenza di alcune portacolori della Scuola Federale Tennis di San Marino: Silvia Alletti, Ludovica Ceccoli ed Emma Tarducci.

Intanto un’altra giovane allieva della Scuola Federale, Serena Pellandra, si è messa in luce nel torneo di Bellaria, aggiudicandosi il titolo Under 10 grazie alla vittoria in finale con il punteggio di 4-2 2-4 7/3.

Serena Pellandra

Serena Pellandra, a sinistra, vincitrice del torneo Under 10 a Bellaria

Federico Gaio e Daniele Silvestre a Flushing Meadows

Viene dal Baltico l’avversario di primo turno di Federico Gaio agli Us Open 2020 (53.400.000 dollari di montepremi), secondo Slam di una stagione stravolta dalla pandemia che scatta lunedì sui campi in cemento di Flushing Meadows, a New York, dove gli organizzatori hanno creato una ‘bolla’ per i partecipanti. 

Il 28enne tennista faentino, numero 131 della classifica mondiale (in ordine di tempo ultimo dei dieci azzurri ad entrare in tabellone), per la sua seconda presenza nel main draw nella Grande Mela (nel 2018 dopo aver superato tre turni di qualificazione venne stoppato al debutto da un top ten come David Goffin, mentre nel 2017 e dodici mesi fa si era fermato nelle “quali”) troverà infatti dall’altra parte della rete il lituano Ricardas Berankis, n.72 del ranking Atp, al suo ottavo Us Open (non è mai andato oltre il secondo turno). Il romagnolo, seguito come coach da Daniele Silvestre, ha vinto l’unico precedente, disputato al primo turno del challenger di Eckental nel 2015.

 
Federico Gaio e coach Daniele Silvestre

Un selfie di Federico Gaio con coach Daniele Silvestre

ITF ANIS: FORTI SI FERMA IN “SEMI” IN DOPPIO – Semifinale amara in doppio per Francesco Forti nel “GM-Comites Open 2020”, torneo ITF Futures con montepremi 15.000 dollari in corso sulla terra austriaca di Anif. Il 21enne di Cesenatico, portacolori del Ct Massa Lombarda, uscito di scena al secondo turno in singolare, si è fermato a un passo dalla finale in coppia con l’altro azzurro Riccardo Balzerani: dopo le affermazioni per 6-4 6-4 sul rumeno Adrian Barbu e il russo Artem Dubrivnyy, terza testa di serie, e sui tedeschi Fanselow-Gerch nei quarti (2-6 6-3 10/5) Forti e Balzeranno hanno ceduto per 6-2 3-6 10/7 agli altri tedeschi Fallert-Heller, numero 2 del tabellone. 

Si interrompe al secondo turno il cammino di Enrico Dalla Valle e Francesco Forti nel “GM-Comites Open 2020”, torneo ITF Futures con montepremi 15.000 dollari in corso sulla terra austriaca di Anif.
Il 22enne ravennate, numero 420 del ranking Atp e settima testa di serie, dopo l’affermazione all’esordio con un periodico 6-2 sull’austriaco Jacob Aichhorn, in tabellone grazie ad una wild card, ha ceduto per 6-3 5-7 6-3 al kazako Timofei Skatov nel match che valeva un posto nei quarti.
Una dura battaglia è stata fatale anche al 21enne di Cesenatico, portacolori del Ct Massa Lombarda, numero 446 Atp, che dopo aver superato per 7-6 6-7 6-1 al primo turno il cileno Gonzalo Lama (ranking protetto) è stato fermato dallo spagnolo Nikolas Sanchez Izquierdo, numero 2 del tabellone, con il punteggio di 6-4 3-6 7-5.

Nel doppio centrano le semifinali Forti e Riccardo Balzerani, che dopo aver eliminato per 6-4 6-4 il rumeno Adrian Barbu e il russo Artem Dubrivnyy, terza testa di serie, hanno prevalso in rimonta (2-6 6-3 10/5) sui tedeschi Fanselow-Gerch e si giocheranno un posto in finale con gli altri tedeschi Fallert-Heller, n. 2 del tabellone. Stop nei quarti invece per Dalla Valle e lo spagnolo Nikolas Sanchez Izqierdo: dopo il successo per 6-2 6-3 sul lettone Karlis Ozolins e il russo Alexander Shevchenko, nei quarti sono stati sconfitti 6-3 6-3 da Descotte-Pichler (Arg-Aut, n.1). 

Enrico Dalla Valle

Enrico Dalla Valle

Buona la prima per Enrico Dalla Valle e Francesco Forti nel “GM-Comites Open 2020”, torneo ITF Futures con montepremi 15.000 dollari in corso sulla terra di Anif (Austria).
Il 22enne ravennate, numero 420 del ranking Atp e settima testa di serie, reduce dal successo nell’Open del Country Club Cuneo, all’esordio ha regolato con un periodico 6-2 l’austriaco Jacob Aichhorn, in tabellone grazie ad una wild card, ed affronterà il kazako Timofei Skatov per un posto nei quarti.
Dal canto suo il 21enne di Cesenatico, portacolori del Ct Massa Lombarda, numero 446 Atp, ha superato per 7-6 6-7 6-1 al primo turno il cileno Gonzalo Lama (ranking protetto) e sfiderà lo spagnolo Nikolas Sanchez Izquierdo, numero 2 del tabellone.

Entrambi i romagnoli avanzano anche nel doppio: Dalla Valle e lo spagnolo Nikolas Sanchez Izqierdo hanno sconfitto 6-2 6-3 il lettone Karlis Ozolins e il russo Alexander Shevchenko e nei quarti affrontano Descotte-Pichler (Arg-Aut, n.1), mentre Forti e Riccardo Balzerani hanno eliminato per 6-4 6-4 il rumeno Adrian Barbu e il russo Artem Dubrivnyy, terza testa di serie del torneo: prossimi avversari i tedeschi Fanselow-Gerch.

Francesco Forti

Francesco Forti (foto FIT/ Sposito)

Enrico Dalla Valle e Francesco Forti sono al via del torneo ITF Futures di Anif (Austria), con montepremi 15.000 dollari. Il 22enne ravennate, numero 420 del ranking Atp e settima testa di serie, reduce dal successo nell’Open del Country Club Cuneo, esordirà mercoledì contro l’austriaco Jacob Aichhorn, in tabellone grazie ad una wild card. Il 21enne di Cesenatico, portacolori del Ct Massa Lombarda, numero 446 Atp, trova sulla sua strada al primo turno il cileno Gonzalo Lama (ranking protetto).

Enrico Dalla Valle

Enrico Dalla Valle

Entrambi i romagnoli sono in gara anche nel doppio: Dalla Valle, insieme allo spagnolo Nikolas Sanchez Izqierdo, ha sconfitto 6-2 6-3 il lettone Karlis Ozolins e il russo Alexander Shevchenko e nei quarti affrontano Descotte-Pichler (Arg-Aut, n.1), mentre Forti al fianco di Riccardo Balzerani deve vedersela con il rumeno Adrian Barbu e il russo Artem Dubrivnyy, terza testa di serie del torneo.

Si è invece fermata al primo turno del tabellone di qualificazione l’avventura di Marco De Rossi. Il sammarinese ha ceduto per 7-6 6-0 allo slovacco Matic Spec.

Il sammarinese Marco De Rossi

Il sammarinese Marco De Rossi

Si interrompe nei quarti di finale, con tanti rimpianti, il cammino di Federico Gaio agli Internazionali Città di Todi, torneo challenger Atp (montepremi 88.520 euro) che segna la ripartenza del circuito maschile dopo quasi sei mesi di stop. 
Il 28enne tennista faentino, numero 130 del ranking mondiale e terza testa di serie, dopo le affermazioni nei derby tricolore con Matteo Viola, numero 222 Atp (3-6 6-3 7-5), e Alessandro Giannessi, numero 160 Atp (6-4 6-2), ha ceduto con il punteggio di 7-5 4-6 6-4, dopo due ore e 42 minuti di lotta, al francese Antoine Hoang, numero 136 della classifica mondiale e sesta testa di serie.
L’allievo di coach Daniele Silvestre, in tribuna con accanto anche il preparatore atletico Umberto Ferrara, può infatti recriminare sul primo set in cui è stato avanti 4-2, mancando anche la chance del doppio break, per poi essere ripreso sul 4-4 dal francese, bravo a chiudere la frazione al dodicesimo game, evitando anche il tie-break. Nella seconda partita Gaio ha reagito, togliendo il servizio all’avversario e conservando il prezioso vantaggio così da portare la sfida al terzo, nel quale il romagnolo ha brekkato nel quinto gioco, facendosi però riprendere anche in questo caso (4-4). E nel decimo game dal 30-0 Federico (altalenante alla battuta: 7 ace a fronte di 4 doppi falli) ha perso quattro punti di fila, concedendo in particolare il match point con un grave errore di diritto a campo pressoché spalancato dopo una prima di servizio centrale su cui Hoang aveva risposto a fatica. Il francese stacca dunque il pass per le semifinali dove contenderà l’accesso al match clou allo spagnolo Bernabè Zapata Miralles.

Le attenzioni del faentino si spostano ora sugli Us Open, essendo entrato nel tabellone principale qualche giorno fa. Gaio e il suo team partiranno dunque per New York e cercheranno di preparare nel miglior modo possibile lo Slam sul cemento di Flushing Meadows, secondo Major che il romagnolo giocherà nel main draw.

Federico Gaio, Umberto Ferrara e Daniele Silvestre con Gabriele Guerrini (Match Point Milano Marittima)

Nel torneo di doppio stop nei quarti per la coppia di portacolori del Circolo Tennis Massa Lombarda formata da Francesco Forti e Alessio De Bernardis, in gara con una wild card concessa dagli organizzatori: dopo il successo in rimonta per 2-6 7-5 10/8 sugli argentini Facundo Bagnis e Renzo Olivo, il 21enne di Cesenatico e il giovane umbro hanno ceduto con il punteggio di 6-2 4-6 10/4 ai francesi Elliot Benchetrit e Hugo Gaston.

Francesco Forti

Francesco Forti in azione (foto Valter Cocchi)

Federico Gaio

Prosegue il cammino di Federico Gaio agli Internazionali Città di Todi, torneo challenger Atp (montepremi 88.520 euro) che segna la ripartenza del circuito maschile dopo quasi sei mesi di stop. Il 28enne tennista faentino, numero 130 del ranking mondiale e terza testa di serie (prima di lui nel seeding lo spagnolo Roberto Carballes Baena, numero 99 Atp, e Marco Cecchinato, numero 113 della classifica mondiale), che martedì ha ricevuto la comunicazione dell’ingresso nel main draw degli Us Open, dopo l’affermazione in rimonta sul veneziano Matteo Viola, numero 222 Atp (3-6 6-3 7-5), nel match clou serale di mercoledì ha staccato il pass per i quarti di finale facendo suo per 6-4 6-2, in poco meno di un’ora e un quarto di gioco, il derby tricolore con Alessandro Giannessi, 30enne spezzino (n.160 ATP).
“Ho cercato di esprimere il mio tennis, mentre Alessandro ha commesso qualche errore di troppo. All’inizio ero teso, poi sono contento di come ho giocato. Ho provato ad essere ordinato e credo di esserci riuscito”, il commento a caldo dell’allievo di Daniele Silvestre che venerdì si giocherà un posto in semifinale con il francese Antoine Hoang, sesta testa di serie (n.136 ATP): “Gioca bene sia di dritto sia di rovescio, mi aspetto un incontro di alto livello”, il parere di Federico.

Federico Gaio, Umberto Ferrara e Daniele Silvestre con Gabriele Guerrini (Match Point Milano Marittima)

Nel torneo di doppio esordio positivo per la coppia di portacolori del Circolo Tennis Massa Lombarda formata da Francesco Forti e Alessio De Bernardis, che hanno saputo sfruttare la wild card concessa dagli organizzatori imponendosi in rimonta con il punteggio di 2-6 7-5 10/8 sugli argentini Facundo Bagnis e Renzo Olivo. Il 21enne di Cesenatico e il giovane umbro nei quarti sfideranno i francesi Elliot Benchetrit e Hugo Gaston, capaci di eliminare per 6-4 4-6 11/9 Andrea Vavassori e Luca Margaroli, seconda testa di serie.

Francesco Forti

Francesco Forti in azione (foto Valter Cocchi)

Si ferma al primo turno il cammino di Francesco Forti agli Internazionali Città di Todi, torneo challenger Atp (montepremi 88.520 euro) che segna la ripartenza del circuito maschile dopo quasi sei mesi di stop. Il 21enne di Cesenatico, numero 446 Atp e portacolori del Circolo Tennis Massa Lombarda, in tabellone principale grazie a una wild card ha ceduto con il punteggio di 7-6 (4) 6-3 a Lorenzo Musetti, numero 284 della classifica mondiale, in un derby tra wild card riproposizione dell’avvincente testa a testa andato in scena il mese scorso nella fase a gironi di serie A1, campionato che ha poi visto il Park Genova del talento di Carrara conquistare lo scudetto tricolore.  

Forti, in coppia con il compagno di squadra Alessio De Bernardis, è al via anche in doppio (wild card): i due mercoledì saranno opposti agli argentini Facundo Bagnis e Renzo Olivo.

Sempre mercoledì, nel match clou serale, tornerà in campo anche Federico Gaio per il secondo turno: il 28enne tennista faentino, numero 130 del ranking mondiale e terza testa di serie (prima di lui nel seeding lo spagnolo Roberto Carballes Baena, numero 99 Atp, e Marco Cecchinato, numero 113 della classifica mondiale), dopo l’affermazione in rimonta sul veneziano Matteo Viola, numero 222 Atp (3-6 6-3 7-5) si gioca un posto nei quarti con il mancino Alessandro Giannessi, numero 160 Atp, che una settimana fa su questi stessi campi si è laureato campione d’Italia con il Park Tennis Genova: 6 a 1 in favore del romagnolo i precedenti, l’ultimo dei quali – lo scorso anno a Vicenza – è stato però vinto dal 30enne ligure.

Federico Gaio con Gabriele Guerrini

Federico Gaio con Gabriele Guerrini (Match Point Milano Marittima)

Federico Gaio

Esordio sofferto ma positivo per Federico Gaio agli Internazionali Città di Todi, challenger Atp (montepremi 88.520 euro) che segna la ripartenza del circuito dopo quasi sei mesi di stop (altro torneo della stessa categoria a Praga) dopo la cancellazione del torneo di Washington.

Il 28enne tennista faentino, numero 130 del ranking mondiale e terza testa di serie (prima di lui nel seeding lo spagnolo Roberto Carballes Baena, numero 99 Atp, e Marco Cecchinato, numero 113 della classifica mondiale), nel match clou serale ha superato in rimonta, con il punteggio di 3-6 6-3 7-5, il veneziano Matteo Viola, numero 222 Atp. Il romagnolo si è visto annullare quattro match point, riuscendo a chiudere la contesa dopo due ore e 22 minuti. Il giocatore seguito come coach da Daniele Silvestre (con Umberto Ferrara nuovo preparatore atletico) si giocherà un posto nei quarti di finale con Alessandro Giannessi, che ha sconfitto per 6-2 6-2 il francese Maxime Janvier.


 

VIDEO-INTERVISTA A FEDERICO GAIO/

In tabellone principale a Todi grazie a una wild card c’è anche Francesco Forti, numero 446 Atp e portacolori del Circolo Tennis Massa Lombarda: il 21enne di Cesenatico debutta martedì sera affrontando Lorenzo Musetti, numero 284 della classifica mondiale, per un derby tra wild card rivincita dell’avvincente testa a testa andato in scena il mese scorso nella fase a gironi di serie A1, campionato che ha poi visto il Park Genova del talento di Carrara conquistare lo scudetto tricolore.  

Federico Gaio, Umberto Ferrara e Daniele Silvestre con Gabriele Guerrini (Match Point Milano Marittima)

Lo stesso Forti, in coppia con il compagno di squadra Alessio De Bernardis, è al via anche in doppio (wild card): i due saranno opposti agli argentini Facundo Bagnis e Renzo Olivo.

Francesco Forti

Francesco Forti (foto FIT/Giampiero Sposito)

Il circuito Atp riparte dopo quasi sei mesi di stop e lo fa dall’Italia, con il challenger di Todi (altro torneo della stessa categoria a Praga) dopo la cancellazione del torneo di Washington. Federico Gaio è uno dei protagonisti più attesi degli Internazionali della città umbra (montepremi 88.520 euro): il 28enne tennista faentino, numero 130 del ranking mondiale e terza testa di serie (prima di lui nel seeding lo spagnolo Roberto Carballes Baena, numero 99 Atp, e Marco Cecchinato, numero 113 della classifica mondiale) è stato sorteggiato con il veneziano Matteo Viola, numero 222 Atp. L’esordio del romagnolo è programmato per lunedì sera, nel match clou serale.

VIDEO-INTERVISTA A FEDERICO GAIO/

In tabellone principale a Todi grazie a una wild card c’è anche Francesco Forti, numero 446 Atp e portacolori del Circolo Tennis Massa Lombarda: il 21enne di Cesenatico esordirà contro Lorenzo Musetti, numero 284 della classifica mondiale, per un derby tra wild card rivincita dell’avvincente testa a testa andato in scena il mese scorso nella fase a gironi di serie A1, campionato che ha poi visto il Park Genova del talento di Carrara conquistare lo scudetto tricolore.  

Federico Gaio, Umberto Ferrara e Daniele Silvestre con Gabriele Guerrini (Match Point Milano Marittima)

Lo stesso Forti, in coppia con il compagno di squadra Alessio De Bernardis, è al via anche in doppio (wild card): i due saranno opposti agli argentini Facundo Bagnis e Renzo Olivo.

Semaforo rosso nelle qualificazioni invece per il ravennate Enrico Dalla Valle, numero 420 Atp, sconfitto 6-4 6-2 al primo turno da Andrea Vavassori, numero 303 del ranking mondiale.

Francesco Forti

Francesco Forti (foto FIT/Giampiero Sposito)

Sara Errani

Si interrompe nei quarti di finale il cammino di Sara Errani al “Palermo Ladies Open”, torneo WTA International (202.250 dollari di montepremi) sulla terra rossa del Country Club che ha segnato la ripresa del tennis dopo lo stop di cinque mesi per la pandemia da Covid-19. Dopo i successi sulla rumena Sorana Cirstea, numero 75 WTA (75 16 64), e sulla ceca Kristyna Pliskova (sorella gemella della top ten Karolina), n.69 del ranking, piegata in rimonta al secondo turno per 36 64 63, la 33enne di Massa Lombarda, numero 169 WTA, in gara grazie ad una wild card, ha trovato disco rosso davanti alla francese Fiona Ferro, numero 53 della classifica mondiale, che si è imposta per 64 61, in poco meno di un’ora e mezza di gioco.

Contro la 23enne di Valbonne, vincitrice dell’unico precedente, disputato lo scorso anno al turno decisivo delle qualificazioni del WTA di Rabat, l’azzurra – all’ottavo quarto in carriera a Palermo dove ha vinto il titolo nel 2008 e nel 2012 – parte subito forte centrando il break in avvio e difendendolo fino al 3-1. La Ferro reagisce (3-3), la Errani si riprende il break al termine di un settimo game durato 20 punti (4-3) ma piano piano si spegne facendosi di nuovo riagganciare (4-4) dall’avversaria, che incrementa il ritmo dello scambio e con il terzo gioco di fila archivia il primo parziale (6-4) con un altro break. In una serata storta la romagnola accusa il colpo e non riesce a reagire: la seconda frazione è un monologo della Ferro, che grazie soprattutto al suo diritto devastante (specialmente lungolinea) vola 4-0 e chiude 6-1 raggiungendo la sua terza semifinale WTA in carriera.

“ERO SVUOTATA IN CAMPO MA SETTIMANA POSITIVA” – “Stasera ero praticamente morta in campo – ha scherzato Sara dopo il match – sentivo che potevo fare di più, che il tennis c’era ma il fisico non reagiva come avrei voluto. La fatica dei primi due turni si è fatta sentire e dopo aver spinto tanto a metà del primo set ho pagato lo sforzo. A Palermo mi trovo sempre benissimo e sono orgogliosa di aver potuto giocare ancora qui grazie alla wild card concessami dal direttore del torneo, così come del fatto che il circuito sia ripartito nel nostro Paese dando dimostrazione che si possono fare le cose per bene rispettando i protocolli sanitari per la sicurezza”.

Comunque positivo il torneo della tennista di Massa Lombarda, che sul “rosso” del Country Club ha ritrovato tutto il suo spirito da combattente e anche un po’ di fiducia centrando i quarti 16 mesi dopo l’ultima volta (Bogotà 2019), così da salire a 180 partite di main draw vinte sulla terra (è la tennista in attività più vincente su questa superficie, davanti a Serena, 173, e a Venus Williams, 167). “Il bilancio è positivo, al di là della sconfitta nei quarti, sono contenta della mia settimana e delle sensazioni che ho provato sul campo. Cerco di prendere quel che di buono c’è stato e guardare avanti. Il rientro fra le prime 150 del ranking con questo risultato? I punti fanno piacere, certo, ma la classifica non è una mia priorità. Non sono in tabellone agli US Open e quindi non andrò negli Stati Uniti, nel calendario sono stati inseriti due 125k, uno a Praga e uno in Austria, sicuramente giocherò uno di quei tornei – conclude Sara – e poi vedrò dove e come sarà possibile competere“. 

Sara Errani

Un rovescio tagliato di Sara Errani

L’aria di Palermo, dove ha vinto due volte il titolo, rigenera Sara Errani. La tennista romagnola ha staccato il pass per i quarti di finale del “Palermo Ladies Open” sulla terra rossa del Country Club (WTA International – 202.250 dollari di montepremi), torneo che ha segnato la ripresa dopo lo stop di cinque mesi per la pandemia da Covid-19. La 33enne di Massa Lombarda, n.169 WTA, in gara grazie ad una wild card, dopo l’esordio vincente ai danni della rumena Sorana Cirstea, n.75 WTA, superata in tre set nonostante un problema all’adduttore della coscia destra, al secondo turno si è imposta in rimonta per 36 64 63, in poco più di due ore di partita, sulla ceca Kristyna Pliskova (sorella gemella della top ten Karolina), n.69 del ranking, che nel turno precedente aveva eliminato la greca Maria Sakkari, n.20 WTA e terza favorita del seeding. Per Sara è il 180° match di main draw vinto sul “rosso” (è la tennista in attività più vincente sulla terra battuta davanti a Serena, 173, e a Venus Williams, 167).
L’inizio match della Errani, vincitrice del titolo in Sicilia nel 2008 e nel 2012, è abbastanza traumatico con la Pliskova che si aggiudica i primi 13 punti volando sul 3-0 con doppio break. L’azzurra ne recupera uno, oltretutto contro una che serve davvero da paura (3-1), ma non riesce a dare continuità al suo tennis e la 28enne di Louny allunga sul 5-1 prima di chiudere il set 6-3 dopo aver subito un altro break.
In avvio di seconda frazione Sara riesce a prendere le misure alla Pliskova (del resto è la loro prima sfida nel circuito) tanto è vero che le strappa per la terza volta la battuta salendo 2-0, un vantaggio che le basta per pareggiare il conto dei set (6-4) soprattutto perché riesce a trovare una discreta continuità al servizio mentre negli spostamenti è nettamente superiore alla sua avversaria. Il mood positivo di “Sarita” prosegue in avvio di set decisivo con l’azzurra che brekka subito la ceca che però rimedia subito (1-1): nel terzo game Sara non sfrutta ben quattro chance di break e Kristyna tira un sospiro di sollievo. Nel quinto gioco però l’azzurra strappa di nuovo il servizio alla ceca e dopo aver annullato due palle per il contro-break sale 4-2. Sul 5-3 per Errani uno scroscio di pioggia rimanda le giocatrici negli spogliatoi ma è solo questione di minuti: alla ripresa del gioco con un altro break Sara sigla il 6-3 che la riporta nei quarti al Country Club, 16 mesi dopo l’ultima volta (Bogotà 2019).
Venerdì la giocatrice di Massa Lombarda si giocherà un posto nelle semifinali con la francese Fiona Ferro, n.53 WTA, per il secondo anno di fila tra le migliori otto a Palermo: la 23enne di Valbonne si è aggiudicata l’unico precedente, disputato lo scorso anno negli ottavi del WTA di Rabat.

Sara Errani esulta

Sara Errani esulta a Palermo

Sara Errani esulta

Parte con il piede giusto Sara Errani nella 31esima edizione del “Palermo Ladies Open”, torneo Wta che segna la ripartenza del tennis mondiale dopo il lockdown. La giocatrice di Massa Lombarda, numero 169 del ranking mondiale e in tabellone con una wild card, nel secondo match programmato sul Centrale ha superato la rumena Sorana Cirstea, n.75 WTA, con il punteggio di 75 16 64 dopo due ore e 57 minuti. Per la 33enne romagnola è stato il sesto successo in otto sfide con la 30enne di Bucarest: per lei è il 179esimo match di main draw WTA vinto sulla terra (è prima nella classifica delle giocatrici in attività davanti a Serena, 173, e a Venus Williams, 167).

Sara, che ha vinto il titolo a Palermo nel 2008 e nel 2012, è partita bene: salita 4-1, è rimasta avanti fino al 5-3 prima di subire la rimonta dell’avversaria, che ha messo a segno il contro-break proprio nel decimo gioco (5-5). L’azzurra non si è persa d’animo, ha tolto nuovamente la battuta alla sua avversaria e poi ha archiviato il primo set (7-5). Nella seconda frazione la Errani ha preso un break di vantaggio in avvio ma poi ha incassato un parziale di otto giochi consecutivi che hanno permesso alla Cirstea di pareggiare il conto dei set (6-1) e di volare 2-0 nella frazione decisiva. Ma proprio quando sembrava a corto di energie l’azzurra ha tirato fuori le unghie, infilando quattro giochi di fila (4-2), nonostante un medical time out chiesto per un problema all’adduttore della gamba destra. La rumena ha recuperato (4-4) ma la romagnola, dopo aver salvato tre palle-break nel nono game, ha archiviato la pratica in quello successivo (6-4).

Ho dato tutto, nel finale ho avuto i crampi. Ho dato tutto, svoltando nel terzo set. Il torneo è gestito benissimo, ci tengono d’occhio sotto tutti i punti di vista. Sono orgogliosa che il circuito sia ripartito da Palermo”, il commento a caldo dell’Errani che al secondo turno sfiderà la ceca Kristyna Pliskova, capace di estromettere con un doppio 64 la greca Maria Sakkari, terza favorita del seeding.

Sara Errani incontra i giornalisti a Palermo

Sara Errani incontra i giornalisti a Palermo

Sara Errani incontra i giornalisti a Palermo

Sara Errani debutta lunedì nella 31esima edizione del “Palermo Ladies Open”, torneo Wta che segna la ripartenza del tennis mondiale dopo il lockdown. La giocatrice di Massa Lombarda, numero 169 del ranking mondiale e in tabellone con una wild card, affronta la rumena Sorana Cirstea, numero 75 Wta. L’azzurra ha vinto cinque dei sette precedenti a tutti i livelli, compreso il più recente: 6-2 5-7 6-1 negli ottavi del WTA di Dubai del 2014. Due le sfide sulla terra rossa, a Marbella nel 2011 e a Madrid nel 2013: ha sempre vinto la romagnola. La vincente sfiderà Kristyna Pliskova o Maria Sakkari.

In conferenza stampa Sara ci ha tenuto a ringraziare l’organizzazione del torneo: “Oliviero Palma mi ha sempre trattata benissimo e mi ha fatto socia onoraria del circolo – spiega Errani – Sono onorata di aver ricevuto questa wild card. Sono tantissimi anni che vengo a Palermo. Ho giocato bene tante volte, è sempre stato un posto speciale. Per me è una seconda casa“.

Sara Errani

Sara Errani (foto MondoAce)

Il Tennis Club President (Basilicanova di Montechiarugolo) ha ospitato la conferenza stampa di presentazione degli Internazionali di Tennis Emilia Romagna, il torneo ATP Challenger 125 di Parma in programma da sabato 5 a domenica 13 settembre.
Coordinati da Fabio Rossi, direttore del Tennis Club President, i relatori hanno espresso la propria emozione per la realizzazione di un evento unico per il territorio. Innanzitutto Romano Botti, presidente del Tennis Club President: “Presentiamo una manifestazione molto importante. L’upgrade del torneo, che quest’anno sara’ un ATP Challenger 125, e’ un regalo di MEF Tennis Events che ci ha sorpreso. Il nostro circolo merita un evento di questa portata: ringrazio tutti coloro che ne renderanno possibile lo svolgimento“.

Poi Daniele Friggeri, sindaco del Comune di Montechiarugolo: “Anche in questo particolare 2020 riusciamo a compiere l’impresa di dar vita al torneo. Da sindaco, e’ per me un onore collaborare al grande lavoro di preparazione, un impegno costante che dura diversi mesi. Le nostre terre beneficeranno in ogni settore di questo splendido evento internazionale. Ci ispireremo alla grinta dei giocatori in campo per vincere la sfida“. 

Presentazione Internazionali Emilia Romagna di tennis

La conferenza stampa di presentazione del challenger di Parma – Internazionali Emilia Romagna (foto MEF)Estremamente soddisfatto Marco Bosi, vicesindaco di Parma: “Sara’ il piu’ importante evento sportivo del nostro territorio, dobbiamo valorizzarlo al massimo. Ho ancora negli occhi lo spettacolo della finale del 2019 tra Tommy Robredo e Federico Gaio, vinta 7-6 al terzo set dallo spagnolo: e’ impossibile dimenticarla. Parma e’ stata confermata Capitale Italiana della Cultura anche per il 2021: gli Internazionali di Tennis Emilia Romagna faranno da traino in questo travagliato 2020. Vedremo la situazione sicurezza del Paese a settembre, mi piacerebbe rendere la manifestazione unica anche dal punto di vista del turismo“.

Solo il Foro Italico davanti al Tennis Club President, come sottolinea Fabio Rainieri, vicepresidente del Consiglio Regionale: “Qui andra’ in scena il secondo torneo piu’ importante del panorama nazionale dopo gli Internazionali BNL d’Italia. E’ stato fatto un grandissimo lavoro, speriamo possa esserci anche il pubblico“.

In conclusione Marcello Marchesini, presidente di MEF Tennis Events: “Sarebbe impossibile pensare di organizzare un evento cosi’ senza il supporto delle istituzioni, del circolo e degli sponsor. Speriamo di assistere ad un’edizione straordinaria del torneo: a Todi abbiamo dimostrato come poter svolgere una grande manifestazione nel massimo della sicurezza, l’obiettivo e’ accogliere il pubblico anche al Tennis Club President. Avremo un’entry list importantissima, i giocatori meritano gli spettatori in tribuna“.

La premiazione degli Internazionali di Tennis Emilia Romagna - GoldBet Tennis Cup a Parma

La premiazione degli Internazionali di Tennis Emilia Romagna 2019 – GoldBet Tennis Cup a Parma (foto Marta Magni)

Simone Vaccari

Avanti nel segno dei giovani talenti il torneo nazionale Open del Circolo Tennis Venustas di Igea Marina, il trofeo “Il Ritorno” (1.000 euro di montepremi). In grande evidenza Diego Zanni e Luca Bartoli del Tc Viserba, il forlivese Diego Bravetti, allievo della Galimberti Tennis Academy, Simone Vaccari, seguito da Tennix a Porto Fuori, e Mattia Ricci, che fa base alla Pro Tennis School al Gt Rivazzurra.

Tabellone finale, 3° turno: Alessandro Marcantoni (2.8)-Silvano Pozzi (2.7) 6-2, 6-2.
4° turno: Diego Zanni (2.5)-Alessandro Bagnara (2.8) 6-3, 6-3, Luca Bartoli (2.7)-Giacomo Polidori (2.6) 5-7, 6-2, 6-1, Diego Bravetti (2.6)-Luca Cramarossa (3.1) 6-4, 6-1, Simone Vaccari (2.6)-Filippo Fracassi (2.7) 7-6 (0), 7-5, Luca Russo (2.8)-Francesco Malavasi (2.7) 6-4, 2-6, 7-6, Mattia Ricci (2.7)-Mattia Bandini (2.6) 7-5, 6-4, Matteo Ceradelli (2.6)-Marco Cinotti (2.5) 6-3, 6-3.

Intanto avanza, sempre sui campi del Ct Venustas, il torneo giovanile del Gelso Under 10-12-14-16.

PINARELLA ALLA STRETTA DECISIVA – Filippo Caporali (n.3), Nicola Ravaioli (n.5) e Lorenzo Beraldo in semifinale nel tabellone maschile del torneo di 3° del Ten Pinarella. Nel femminile semifinali per Annagiulia Danesi, Francesca Terzi ed Emilia Zampolini.

Femminile, quarti: Annagiulia Danesi (3.1, n.1)-Giorgia Benedettini (3.3) 6-2, 6-2, Francesca Terzi (3.4)-Emily Maggi 6-7 (7), 6-2, 10-5, Emilia Zampolini (3.1, n.3)-Viola Angelini (3.1, n.6) 6-4, 1-6, 10-4.

Maschile, quarti: Nicola Ravaioli (3.1, n.5)-Luca Meliconi (Nc) 1-6, 6-1, 10-3, Lorenzo Beraldo (3.2)-Claudio Celaj (3.2, n.9) 3-6, 7-5, 10-7.

Lorenzo Beraldo

Lorenzo Beraldo

Emma Ferrini (n.9), Emma Valletta (n.4) ed Alessandra Mazzola (n.3) nei quarti del torneo Open “Itas” del Circolo Cittadino di Jesi. Avanzano anche Jacopo Bilardo (Ct Massa Lombarda) e il francese Jerome Antony Turchi, allievo della Galimberti Tennis Academy.
Femminile, ottavi: Emma Ferrini (2.4)-Andrea Maria Artimedi (2.4, n.8) 6-2, 7-5, Emma Valletta (2.4)-Maria Toma (2.5) 6-3, 6-3, Chiara Girelli (2.4, n.5)-Giulia Dal Pozzo (2.7) 6-2, 6-0, Alessandra Mazzola (2.4)-Asia Scuppa (2.8) 6-1, 6-2.

Maschile: Jerome Antony Turchi (2.4)-Enrico Piergallini (2.5) 6-2, 6-1, Alberto Bronzetti (2.4)-Jacopo Sottocornola (2.4) 2-6, 6-2, 6-1, Jacopo Bilardo (2.6)-Federico Mazzarini (2.4) 6-3, 4-6, 6-1.

Emma Ferrini in azione

La riminese Emma Ferrini in azione

I TERZA A PINARELLA – Si giocano i tabelloni finali nel torneo di 3° del Ten Pinarella.
Femminile, 1° turno tabellone finale: Alice Stella (3.4)-Alessandra Sparnacci (3.4) 6-2, 6-3, Francesca Terzi (3.4)-Asia Foli (3.4) 6-0, 6-3, Ambra Tommasi (3.5)-Maria Vittoria Tagliavini (3.5) 3-6, 6-1, 10-5, Ludovica Ceccoli (3.5)-Alessandra Turrini Merli (4.1) 7-6 (4), 6-4, Martina Dascola (3.5)-Silvia Alletti (3.5) 6-1, 6-7 (5), 10-6, Martina Orsini (3.5)-Carolina Bondi (3.5) 6-3, 6-0.
2° turno: Talita Giardi (3.4)-Veronica Tosi (3.3) 2-6, 6-1, 10-3, Giorgia Benedettini (3.3)-Viola Mezzogori (3.3) 6-2, 6-2, Olimpia Bergonzoni (3.3)-Ludovica Tosi (4.1) 6-2, 6-0, Silvia Valdè (4.3)-Emanuela D’Alba (3.4) 6-1, 6-0, Clara Marzocchi (3.3)-Alice Amadori (4.1) 6-3, 6-1.

Maschile, 1° turno tabellone finale: Mario Borghi (3.4)-Gianluca Bondioli (3.4) 6-4, 7-6 (5), Mattias Branger (4.3)-Andrea Covezzi (3.4) 6-4, 6-4, Marco Caporali (4.1)-Pietro Ricci (3.5) 6-4, 6-7 (4), 10-5, Filippo Castellari (3.5)-Marco Fucci (4.3) 6-4, 6-4, Giacomo Turci (4.6)-Pier Paolo Bencivenni (3.4) 6-2, 6-2, Claudio Vivani (3.4)-Mirco Boschi (Nc) 6-1, 6-0.
2° turno: Lorenzo Beraldo (3.2)-Filippo Flamigni (3.4) 6-1, 6-2, Matteo Mucciarella (3.3)-Carlo Giuseppe Leoncini (3.5) 5-7, 7-5, 10-1, Luca Meliconi (Nc)-Rafael Capacci (3.3) 6-1, 6-1, Pietro Montemaggi (3.2)-Jamal Urgese (3.4) 7-5, 6-1, Fabio Leonardi (3.3)-Andrea Fiumana (4.1) 6-3, 6-0, Andrea Zanuccoli (3.4)-Marco Rinaldi (3.2, n.14) 6-2, 7-6 (2), Alessandro Vico (3.4)-Simone Bezzi (3.2, n.15) 6-3, 5-7, 10-3.

Roger Federer su un tetto di Finale Ligure. Ebbene sì, per girare il nuovo spot della pasta italiana di cui il fuoriclasse svizzero è testimonial, proprio nella stessa location dove Vittoria Olivieri e Carola Pessina, le due giovani tenniste del club locale, sono diventate star del web per il video virale del loro palleggio dai tetti delle loro abitazioni durante il lockdown.

Il palleggio sui tetti di Finale Ligure delle due giovani giocatrici durante il lockdown

Lo raccontano alle agenzie di stampa i responsabili del Tennis Club Finale, il circolo dove si allenano le due ragazze, ormai lanciatissime: sono loro infatti le protagoniste del nuovo spot Barilla insieme al campione di Basilea impegnate, pare, proprio in un palleggio con ‘King Roger’. L’incontro ravvicinato è avvenuto sul tetto di un palazzo, proprio vicino al tennis club di Finale Ligure, tra due palazzi che ospitano alberghi. 
Federer, che tornerà in attività solo nel 2021 dopo l’intervento al ginocchio, era atterrato ieri all’aeroporto Panero di Villanova d’Albenga con il suo jet privato.

Roger Federer sul tetto durante lo spot

Roger Federer sul tetto durante lo spot

La premiazione degli Internazionali di Tennis Emilia Romagna - GoldBet Tennis Cup a Parma

Il Circuito internazionale del tennis si prepara a fare tappa in Emilia-Romagna, dopo il lungo lockdown imposto dall’emergenza sanitaria Covid-19. Dal 7 al 13 settembre, infatti, al Tennis Club President di Basilicanova di Montechiarugolo, in provincia di Parma, si terrà la seconda edizione degli Internazionali di Tennis Emilia-Romagna, torneo del circuito professionistico Atp Challenger Tour. Quello nel parmense sarà tra i primi tornei che si svolgeranno dopo la decisione delle istituzioni del tennis internazionale di fissare la riapertura il prossimo 31 luglio. L’estate scorsa il torneo vide imporsi lo spagnolo Tommy Robredo, che superò in una palpitante finale il faentino Federico Gaio.

TRE WILD CARD A DISPOSIZIONE DEGLI ORGANIZZATORI – La manifestazione è stata presentata in videoconferenza questa mattina a Bologna dal presidente della Regione, Stefano Bonaccini, insieme a Marcello Marchesini, organizzatore e amministratore Mef tennis events, Romano Botti, presidente Tennis Club President, Gilberto Fantini, presidente Comitato regionale Federtennis, il capo della segreteria politica del presidente della Regione, Giammaria Manghi, il vicesindaco della Città di Parma, Marco Bosi, il sindaco del Comune di Montechiarugolo (Parma) Daniele Friggeri. Il torneo della tipologia Atp Challenger 125, organizzato in collaborazione con ‘Mef tennis events’, mette in palio un montepremi di oltre 132 mila euro e 125 punti per la classifica Atp: scenderanno in campo circa 60 giocatori, presenti coi loro coach e accompagnatori. Saranno 3 le wild card a disposizione degli organizzatori che potranno riservarsi altrettanti inviti a partecipare al torneo di atleti del circuito tennistico mondiale.

BONACCINI: “ORGOGLIO CHE TENNIS INTERNAZIONALE RIPARTA DALL’EMILIA ROMAGNA” – “Dopo la forzata chiusura dello sport di questi mesi – sottolinea il presidente della Regione, Stefano Bonaccini – è motivo di orgoglio che il tennis internazionale riparta dall’Emilia-Romagna. Un altro evento che rafforza la ripartenza e che sono certo ricalcherà il successo della prima edizione, lo scorso anno, grazie al livello dei giocatori partecipanti e alla sinergia con istituzioni e partner privati. Un segnale forte anche a tutto lo sport, professionistico e dilettantistico, strumento sempre più importante per la valorizzazione dei territori e l’attrattività turistica regionale, oltre che pratica fondamentale per salute, corretti stili di vita e, in generale, il benessere delle persone. Per questo puntiamo a rafforzare il rapporto con le comunità locali, sostenendo iniziative ed eventi che vanno in questa direzione. Avendo tutti presente il pieno rispetto delle regole di sicurezza, perché il virus c’è ancora: serve che ognuno faccia la sua parte perché la ripartenza sia davvero sicura e per evitare qualsiasi passo indietro”.

MISURE DI SICUREZZA E DISTANZIAMENTO SOCIALE PER IL PUBBLICO – Con l’emergenza Coronavirus, le istituzioni del tennis internazionale Atp e Wta hanno annunciato la sospensione dei tornei fino al 31 luglio. Quello in Emilia-Romagna sarà dunque uno dei primi appuntamenti del circuito internazionale, accogliendo giocatori di altissimo livello a causa del minor numero di tornei presenti in calendario. Il torneo si svolgerà nel pieno rispetto delle normative igienico-sanitarie e saranno adottate tutte le misure di sicurezza necessarie per proteggere la salute di atleti, pubblico e addetti ai lavori. Il distanziamento sociale sarà una regola imprescindibile, fuori e dentro il campo da tennis. I giocatori potranno sedersi sulle panchine posizionate nelle parti opposte del campo. A loro sarà consegnato un kit di sicurezza che comprende asciugamani personali, mascherine e buste di plastica per sigillare i propri oggetti personali. Il pubblico sarà gestito con accessi controllati e potrà sedere in tribuna mantenendo una distanza minima di 1 metro. Tutte le tribune, le auto di servizio e gli arredi dentro e fuori dal campo saranno sanificati con vaporizzatori certificati.

MARCHESINI: “SPERIAMO POSSA PARTECIPARE IL PUBBLICO” – “Questo è il torneo più importante che c’è in Italia, a parte Roma che è un’altra cosa – ha detto Marchesini -. Vorremmo che partecipasse anche il pubblico, al torneo di Todi abbiamo dimostrato che è possibile farlo in sicurezza, mentre a Perugia, una settimana dopo, non è stata data l’autorizzazione. Purtroppo ci sono delle incongruenze nel decreto”. 

LIVE STREAMING SU TUTTI I TRE CAMPI DI GIOCO – ll Tennis Club President, situato a Basilicanova, rappresenta una delle più grandi realtà tennistiche della provincia di Parma, contando oltre mille fra soci e frequentatori. Il circolo offre nove campi da tennis (di cui 3 in play-it all’interno di una elegante struttura fissa), un campo da calcio, un campo polivalente, una piscina e una piscinetta a due livelli per i bambini, una palestra attrezzata ed infine un campo giochi per i più piccoli. All’interno della club house, sale tv satellitari con maxischermo, sale carte, bar e ristorante. Il torneo è coperto dal servizio di live streaming e live scoring ufficiale Atp, visibile sul sito della manifestazione www.internazionaliemiliaromagna.com, sul sito www.atptour.com, sulla App ufficiale Atp Wta Live e molte altre App collegate. Tutte le partite disputate sui tre campi da gioco (Campo centrale, Grand Stand e Court 1) sono visibili da casa al link http://new.livestream.com/atp.
Il sito ufficiale del torneo www.internazionaliemiliaromagna.com, è online da marzo 2019 e riporta al suo interno una sezione dedicata agli sponsor della manifestazione, con loghi e link ai loro siti. 

Il diritto di Federico Gaio

Federico Gaio in campo nella prima edizione degli Internazionali di Tennis Emilia-Romagna (foto Marta Magni)

Andrea Gaudenzi presidente ATP da gennaio 2020

E’ un po’ come quando dici ai tuoi figli che cercano di imparare ad andare in bicicletta che devono indossare il casco. E loro dicono ‘no, no e no’. Poi vanno in bici, cadono e mettono il casco“. Sono le parole del presidente dell’Atp, Andrea Gaudenzi, che in un’intervista al ‘New York Times’ ha commentato così la notizia della positività di Novak Djokovic al Coronavirus durante il torneo di esibizione “Adria Tour” organizzato dal serbo numero uno del mondo.
Ora sappiamo tutti che il virus può essere contratto facilmente, quindi staremo ancora più attenti e forse avremo un po’ più di tolleranza verso le misure di sicurezza – ha aggiunto il romagnolo ex numero 18 del mondo – Ovviamente dispiace per i giocatori, vogliamo che si riprendano il prima possibile. Sappiamo che ci sono state molte critiche, ma dobbiamo stare tutti attenti ed essere consapevoli che, anche prendendo delle misure di sicurezza estreme potrebbero esserci dei problemi. Corriamo tutti il rischio“.

ATP: ‘SOLLECITIAMO IL RISPETTO DELLE REGOLE’ – In un comunicato, l’Atp ha augurato “un recupero completo e rapido per i giocatori e i membri dei loro staff positivi per Covid-19 dopo essere stati all’Adria Tour. L’Atp continua a sollecitare l’adesione rigorosa al distanziamento sociale e alle linee guida in materia di salute e sicurezza per contenere la diffusione del virus. Nel pianificare la ripresa della stagione del Tour Atp dal 14 agosto, Atp e le altre parti interessate hanno fatto piani esaustivi per mitigare i rischi attraverso una varietà di precauzioni e protocolli da attuare in occasione degli eventi Atp. Continuiamo a pianificare e adattare queste precauzioni e protocolli in base alle ultime informazioni mediche e privilegiamo la sicurezza nella valutazione di ogni decisione“.

DJOKOVIC SI SCUSA: “IL TORNEO E’ STATO UN ERRORE” – Alla fine il ‘Corona Tour’ ha beffato anche lui, Nole Djokovic. Risultato del tampone: “positivo al Covid-19” e fine dell’Adria Tour, il torneo benefico organizzato nei Balcani, sfidando tutte le precauzioni sanitarie, fortemente voluto dal n.1 del mondo per celebrare il risveglio del tennis dal lungo letargo imposto dalla pandemia. L’annuncio della positività di Djokovic non solo danneggia l’immagine del campione serbo, noto per la sua posizione “no vax”, ma rischia di guastare i piani di ripresa del circuito ATP in agosto. Djokovic comunque alla fine ha ammesso l’errore: “Ci siamo siamo sbagliati, era troppo presto“. “Non appena siamo arrivati a Belgrado, siamo andati a fare il test. Il mio e quello di mia moglie Jelena sono positivi. Quelli dei bambini sono negativi“, ha detto ancora Djokovic.
L’Adria Tour, iniziato a Belgrado, è continuato a Zara, si sarebbe concluso in Montenegro e Bosnia-Herezegovina, se non fosse stato cancellato. Le immagini che si sono viste in quei giorni ora offrono un assist perfetto ai sostenitori del distanziamento sociale: uno stadio pieno di tifosi a Belgrado, con pochissime mascherine, giocatori che si danno abbracci in campo, cene di gruppo senza alcuna precauzione, balli sfrenati in discoteca (notati in particolare in questo esercizio Djokovic, Alexander Zverev e Grigor Dimitrov), basket e calcio senza alcuna limitazione di contatto. Il risultato è che, oltre al numero 1 del ranking, ora sono positivi Dimitrov (n.19), Borna Coric (n.33) e Viktor Troicki (n.184), mentre Zverev (n.7), Andrey Rublev (n.14) e Marin Cilic (n.37) dovrebbero averla fatta franca. D’altra parte, Dominic Thiem (n.3), che aveva partecipato alla festa di Belgrado, è partito per Nizza, dove partecipa ad un torneo-esibizione (ma a porte chiuse) con Stefanos Tsitsipas (n.6), Matteo Berrettini (n.8), David Goffin (n.10) e Benoît Paire (n.22). Testato al suo arrivo a Nizza, Thiem ha ricevuto il via libera.

I DUBBI SULLA RIPRESA DEL TOUR E GLI US OPEN – Ciò non toglie che il focolaio innescato dall’Adria Tour rischia di avere infauste conseguenze sulla ripresa del circuito ATP, in programma dal 14 agosto a Washington, prima degli US Open (31 agosto-13 settembre ). Quali giocatori potranno scendere in campo? Quali si arrischieranno a farlo? Quali misure imporranno gli organizzatori, sapendo che quelle inizialmente proposte per gli US Open erano stati bocciati come “estreme ed impossibili” da Djokovic, prima di un leggero cambio di rotta? Quali giocatori accetteranno queste misure sanitarie probabilmente inasprite? “Abbiamo organizzato il torneo nel momento in cui il virus si era indebolito, con l’obiettivo di raccogliere fondi… mi dispiace per ogni persona infetta – si difende ora Djokovic – Spero che il loro numero non aumenti“. Adesso c’è chi ricorda alcuni suoi atteggiamenti quantomeno bizzarri. Come aver dato spazio su Instagram ad una persona che afferma di poter purificare l’acqua con la forza della mente. E molti colleghi non hanno dimenticato la sua assenza alla videoconferenza organizzata dall’ATP all’inizio di giugno per parlare della ripresa del circuito, congelata da marzo. Hanno partecipato in 400, ma non lui, nonostante sia il loro rappresentante principale come presidente del Consiglio dei giocatori. Un disinteresse che Rafa Nadal aveva subito rilevato.

Novak Djokovic

Novak Djokovic

Il tennis mondiale ripartirà il 3 agosto da Palermo, con il torneo femminile Wta, mentre gli Internazionali d’Italia si giocheranno a Roma dal 20 settembre. Dopo giorni di trattative e indiscrezioni, il nuovo calendario post emergenza sanitaria è stato ufficializzato da Atp e Wta. 
Le ragazze torneranno in campo in anticipo rispetto ai colleghi e lo faranno dalla Sicilia, un’ottima notizia per l’Italia e gli appassionati di casa nostra. “Siamo orgogliosi di aver ottenuto uno straordinario risultato organizzativo – ha sottolineato il direttore del torneo di Palermo, Oliviero Palma – è un segnale di grande fiducia da parte della Wta e dell’intero movimento tennistico mondiale nei confronti di un Paese che ha saputo affrontare a testa alta la pandemia. Siamo consapevoli dell’impegno che comporta una manifestazione che richiamerà grandissimo interesse, ma siamo pronti ad organizzare la manifestazione in sicurezza e nel rispetto di tutte le misure di contenimento”.

IN CALENDARIO ORA 7 TORNEI ATP E 20 WTA – Nel nuovo calendario della Wta per il 2020, stagione sconvolta dal Covid-19, ci sono in tutto venti tornei tra inizio agosto e fine novembre, con due Slam – gli Us Open a New York dal 31 agosto e il Roland Garros a Parigi dal 28 settembre – e le finali che si disputeranno a Shenzhen dal 9 novembre. Sono invece soltanto sette i tornei ufficializzati per il momento dell’Atp. Gli uomini torneranno in campo il 14 agosto a Washington per poi spostarsi a New York, dove saranno impegnati prima nel Masters 1000 di Cincinnati – traslocato a Flushing Meadows per necessità – e poi appunto negli Us Open. A settembre il circuito si sposterà in Europa sulla terra battuta di Kitzbuhel per un Atp 250, seguito dai Masters 1000 di Madrid (13 settembre) e Roma (20 settembre). Il programma provvisorio si chiude con il Roland Garros, in calendario a Parigi dal 27 settembre, ed “è soggetto a cambiamenti e continui aggiustamenti per garantire la salute e la sicurezza” dei protagonisti.

Andrea Gaudenzi

Andrea Gaudenzi è nato a Faenza il 30 luglio 2973

GAUDENZI: “SPERIAMO DI AGGIUNGERE PIU’ EVENTI” – Un aggiornamento sul calendario autunnale, “compreso un possibile tour asiatico prima del ritorno in Europa per concludere la stagione con le Finals di Londra, è atteso per metà luglio”, ha spiegato l’Atp in una nota. “Il nostro obiettivo è quello di riprogrammare il maggior numero possibile di tornei e salvare la maggior parte della stagione – ha osservato il presidente dell’Atp Andrea Gaudenzi – Speriamo di aggiungere più eventi al calendario man mano che la situazione si evolve. Voglio riconoscere gli sforzi fatti dagli organizzatori dei tornei in questi tempi difficili, così come l’impegno dei tennisti destinati a gareggiare in condizioni particolari: garantire che la ripresa del tour avvenga in un ambiente sicuro è fondamentale“.

Per quanto riguarda la classifica mondiale, al momento congelata al 16 marzo, l’Atp continuerà a monitorare la situazione, le restrizioni di viaggio a livello internazionale e l’opportunità di tornare alle competizioni per tutti i tennisti prima di prendere una decisione sul modo più appropriato ed equo per far ripartire il ranking. Il circuito Challenger, infine, ricomincerà il 17 agosto, così come i tornei Itf.  

COZZOLI: “PRONTI AD APRIRE AL PUBBLICO AL FORO SE POSSIBILE” – “Felici e pronti“. Il presidente di Sport e Salute Vito Cozzoli saluta così la notizia del nuovo calendario Atp che comprende gli Internazionali BNL d’Italia dal 20 settembre. “Adesso auspichiamo che si possono aprire le porte anche agli appassionati. In sicurezza per loro e per gli atleti“. Sport e Salute non è solo la società titolare dell’impianto nel Parco del Foro Italico ma è partner della Federtennis nell’organizzazione del torneo. “Dopo aver superato insieme la fase dell’emergenza sanitaria, spero che la partnership con la FIT possa rafforzarsi – dice Cozzoli -. Quest’anno in particolare andremo alla sostanza, concentrandoci sull’aspetto sportivo dell’evento. Che da sempre è il segreto del successo degli Internazionali e stavolta ancora di più“. Il torneo, e Roma, saranno “la vetrina perfetta per la ripartenza dello sport” dopo l’estate. 

Il Centrale del Foro Italico a Roma

Con l’annullamento dell’edizione 2020 di Wimbledon a causa dell’emergenza coronavirus – l’inizio era programmato per il 29 giugno – gli appassionati di tennis sull’erba, soliti visitare l’All England Lawn Tennis and Croquet Club, hanno dovuto dire addio anche a una tradizione diventata un must come ‘strawberries and cream’, ovvero le fragole con la panna, rigorosamente liquida, non montata.

A far luce su che fine abbia fatta la maxi commessa da 38 tonnellate che gli organizzatori del prestigioso appuntamento londinese avevano programmato in vista della prova dello Slam è il ‘Daily Mail’: 750 chili provenienti dai fornitori ufficiali, Hugh Lowe Farms di Mereworth, nel Kent, saranno utilizzati per produrre marmellata dalla rinomata ditta artigianale England Preserves.

Le celebri fragole di Wimbledon

Le celebri fragole di Wimbledon, un must per gli appassionati

L’impatto sui produttori della mancata commessa da parte di Wimbledon è comunque di ben altra entità: tutto ciò che avrebbe dovuto essere venduto all’All England Club dovranno cercare di proporlo nelle scuole, nei supermercati e sui banchi del mercato. Per l’edizione 2020 del torneo era prevista la vendita di oltre 200mila coppette di fragole a 2,50 sterline ciascuna.

‘WIMBLEDON RECREATED’: CELEBRAZIONE NELL’ANNO DELLO STOP – Intanto gli organizzatori di The Championships hanno lanciato l’iniziativa ‘Wimbledon Recreated’ per celebrare lo Slam londinese sull’erba nonostante la cancellazione. “La passione dei tifosi ha fatto crescere l’evento nel corso degli anni e lo farà in futuro – ha detto Richard Lewis, amministratore delegato di AELTC – quest’anno sentiremo tutti la mancanza dei Championships, ma speriamo di fare cosa gradita con Wimbledon Recreated, in attesa di poter tornare l’anno prossimo“.
Nel video lanciato sul sito di Wimbledon si possono vedere i filmati di fan da tutto il mondo con la partecipazione speciale di Serena Williams, impegnata con una prima di servizio, e Novak Djokovic che assaggia l’erba di casa ricreando un celebre momento. C’è anche Simona Halep che che fa il suo ingresso sul centrale. In questo modo con ‘Wimbledon Recreated’ gli appassionati potranno rivivere integralmente i match che hanno fatto la storia della manifestazione e sbizzarrirsi con statistiche e gallerie fotografiche. In attesa del 2021.

 

Matteo Berrettini

L’ira degli dei del tennis contro chi cerca di stravolgere le sue regole secolari, o magari solo un po’ sfortuna sotto forma di abbondanti precipitazioni sulla Costa Azzurra, hanno obbligato a rinviare a domenica l’esordio dell'”Ultimate Tennis Showdown”. E’ uno degli show messi in piedi per dare un contentino ai giocatori e agli appassionati in astinenza dai grandi tornei, ma molto creativo nella formula, ideata dal guru della racchetta Patrick Mouratoglou, il quale ha convinto una decina di top player, tra i quali l’azzurro Matteo Berrettini, a incrociare le racchette nella sua Accademia a Sophia Antipolis, vicino a Nizza.

Il romano numero 8 al mondo avrebbe dovuto affrontare oggi il numero 10 Atp, il belga David Goffin, ma la loro sfida è stata rinviata a lunedì e il tanto atteso ritorno in campo dell’allievo di Vincenzo Santopadre avverrà così domenica contro il tedesco di origini giamaicane Dustin Brown (n.239 Atp). Gli altri giocatori invitati sono l’austriaco Dominic Thiem (n.3 del ranking mondiale), il greco Stefanos Tsitsipas (n.6 Atp), i francesi Benoît Paire (n.22 Atp), Richard Gasquet (n. 50 Atp) e Lucas Pouille (n. 58 Atp), lo spagnolo Feliciano Lopez (n. 56 Atp) e l’australiano Alexei Popyrin (n.103 Atp), che dovranno affrontare match strutturati quasi come partite di basket, con quattro quarti da dieci minuti, intervallati da due di pausa, che vengono vinti dal tennista che ha fatto più punti. In caso di parità al 10′ si gioca un punto si spareggio. I tennisti serviranno alternativamente due volte a testa e i punti verranno contati normalmente, senza la caratteristica progressione 15-30-40. Vince la partita chi si aggiudica il maggior numero di ‘tempi’.

BERRETTINI: “STO BENE, DEVO RITROVARE RITMO PARTITA” – “Mi fa piacere rientrare nella mentalità da torneo, mi sento bene – le parole di Berrettini alla vigilia del match poi rinviato -. Bisogna ambientarsi, adattarsi a questa nuova situazione con le relative norme sanitarie di sicurezza. Non dico che ti mettano pressione, ma fanno pensare a quanto è accaduto e sta accadendo nel mondo e che faremo fatica a tornare alla situazione alla quale eravamo abituati“.
Il mondo del tennis aspetta intanto per lunedì una decisione sulla ripartenza del circuito, bloccato fino al 31 luglio. Soprattutto si dovrebbe sapere se si giocheranno gli US Open, in calendario dal 31 agosto al 13 settembre. “Se nei prossimi giorni avremo delle certezze sulla ripartenza, ci saranno oltre due mesi per preparare gli Us Open, quindi non vedo difficoltà. Piuttosto il problema sarà riacquistare velocemente il ritmo partita. Certo a Flushing Meadows dovrò difendere tanti punti, non sarà la situazione ideale – ammette Matteo tornato in Europa dopo aver trascorso il lockdown negli Stati Uniti con la fidanzata Ajla Tomljanovic – L’Europa è diversa: non sono tornato a casa, sono in Francia, ho visto solo Vincenzo Santopadre, che mi ha trovato in buona forma. E’ contento di come mi ha ritrovato sia fisicamente che mentalmente. Non mi sono ancora riunito con la mia famiglia, la prima cosa che farò appena tornerò a Roma è andare a cena dai miei nonni. Mi è mancata la cucina italiana. Però sono contento di essere tornato ad allenarmi con il mio team, anche se siamo lontani dai tornei ATP“.

Matteo Berrettini e Ajla Tomljanovic

Matteo Berrettini e Ajla Tomljanovic

Il romano si è poi soffermato sulla sua scalata nel ranking: “Essere tra i primi dieci della classifica mondiale era impensabile qualche anno fa – ha osservato – E’ evidente che Djokovic e Nadal hanno un’altra marcia. E ci sono tanti altri giocatori forti. Venerdì mi sono allenato con Tsitsipas e alza sempre l’asticella. Non so se per Federer la prossima sarà l’ultima stagione, lo dicono sempre, ma anche se mi batte sempre spero possa giocare fino a 50 anni. La sua longevità è dovuta a un mix di ragioni: per una questione genetica si muove senza consumare energie, come se in campo danzasse. Poi però ha anche una gestione pazzesca della programmazione, di quello che fa giorno per giorno, ora dopo ora. Nessuno è capace di farlo come lui, è tutto programmato, gli sponsor, il tempo per la famiglia e di figli ne ha quattro. Gli allenamenti, i viaggi, tutto perfetto. Ha una mente fuori dal comune. Che farò io a 40 anni? Il mio corpo sarà distrutto…“. 

ULTIMATE SHOWDOWN, LA RIVOLUZIONE GRIFFATA MOURATOGLOU – L’Ultimate Tennis Showdown, ideato dall’allenatore di Serena Williams, si gioca a porte chiuse sui campi della sua Accademia in Costa Azzurra, a pochi chilometri da Nizza. I dieci giocatori si sfideranno con la formula dei round robin per cinque settimane e si giocheranno cinque match al giorno sabato e domenica. I primi sei classificati saranno promossi alle ”Final Six” previste per la domenica del quinto week-end. I primi due accederanno direttamente alle semifinali, mentre gli altri quattro giocatori si sfideranno nei quarti di di finale. 
Mouratoglou aveva promesso novità radicali ed è stato di parola dando un vero e proprio colpo di spugna alla tradizione introducendo nel tennis il cronometro. Gli incontri avranno infatti una struttura simile a quella di una partita di basket, con quattro tempi da dieci minuti intervallati da due minuti di pausa. Ogni quarto avrà un vincitore, ovvero il tennista che ha conquistato più punti. In caso di parità allo scadere dei dieci minuti si gioca un punto decisivo per determinare il vincitore del quarto. Durante il gioco, i tennisti serviranno alternativamente due volte a testa e i punti verranno contati normalmente, senza la caratteristica progressione 15-30-40 dei game classici. Vince la partita chi si aggiudica il maggior numero di tempi. In caso di 2-2 e dunque di parità si disputerà un quinto e decisivo quarto più breve: il tennista che ha fatto più punti nell’arco della partita può scegliere di servire per primo o il campo che preferisce, si serve una volta a testa e chi fa due punti di fila vince la partita. Il tennis che riparte cercando di mettersi alle spalle la pandemia da coronavirus che ha stravolto la stagione si presta agli esperimenti.

Patrick Mouratoglou

Patrick Mouratoglou

Michele Cappelletti e Alessandro Calbucci

Nessun aiuto o sostegno da parte della Federazione Internazionale Tennis, a fronte di un circuito internazionale di tornei di beach tennis sospeso da oltre tre mesi e almeno sino al 31 luglio a causa dell’emergenza coronavirus, senza neppure la possibilità di insegnare (lezioni, corsi o stage) per via della chiusura delle spiagge praticamente in tutto il mondo. Una situazione pesante, che ha indotto molti atleti professionisti a puntare il dito contro l’ITF, che meno di due settimane fa ha annunciato un contributo di 300 mila dollari al tennis in carrozzina per aiutare i primi 20 nella classifica mondiale e i primi 15 in quella categoria Quad, facendo seguito al ‘Recovery Fund’ (fondo di solidarietà) da circa 6,5 milioni di dollari (inclusa la quota stanziata da ATP, WTA e tornei del Grand Slam) che ha interessato 800 tennisti fra singolaristi e doppisti, mentre l’ITF si è impegnata a sostenere i giocatori da posizione numero 501 alla 700 nel ranking. 

Del resto, due mesi fa la World Association of Beach Tennis Players, creata a febbraio con la presenza di alcuni dei migliori specialisti di questo sport, a cominciare dai romagnoli Alessandro Calbucci e Michele Cappelletti, campioni del mondo in carica e ai primi due posti della classifica mondiale, lo spagnolo Antomi Ramos e i brasiliani Ralff Abreu e Luiz Gimpel, solo per citare alcuni nomi, hanno inviato una lettera alla Federazione Internazionale  chiedendo come forma di sostegno in questo delicato periodo l’esenzione dalla tassa annuale di 30 dollari per l’IPIN oltre all’esenzione dalle commissioni degli organizzatori dei tornei sino a fine 2021, richieste rimaste però inascoltate. Un atteggiamento, quello dell’ITF, che ha fa fatto perdere la pazienza a molti beacher. E così qualche giorno fa proprio Calbucci, cesenate emigrato in Brasile, leader del movimento atleti con oltre 200 settimane in cima alla classifica e vincitore del maggior numero di tornei internazionali dal 2008, quando questa disciplina ha assunto una connotazione ben definita, ha pubblicato sui suoi social network una lettera aperta lamentando l’assenza di segnali concreti per un appoggio nei confronti degli atleti, del tutto ignorati.

Beach Games: Michele Cappelletti e Alessandro Calbucci

Michele Cappelletti e Alessandro Calbucci lo scorso anno ai World Games di Doha

LA LETTERA APERTA DI ALESSANDRO CALBUCCI – “Il beach tennis è un piccolo grande sport. Cresce spontaneamente grazie agli sforzi e agli investimenti di molti appassionati, tuttavia questo periodo complicato che stiamo vivendo rivela ancora di più quanto sia disfunzionale e non attento il nostro sistema. I tennisti professionisti oltre la 200esima posizione mondiale hanno evidenziato la propria difficoltà richiedendo un aiuto finanziario minimo e alla fine sembra che abbiano ricevuto una risposta positiva e un programma di aiuti concreti. Stessa cosa per i primi 20 classificati nel tennis in carrozzina. Al contrario, nessuno dei giocatori di Beach Tennis può vivere solo giocando. I giocatori sostengono tutti i costi per mantenere le loro attività professionali senza adeguate ricompense. Gli sponsor sono il nostro principale supporto finanziario. Sebbene la nostra vita possa sembrare lussuosa, la maggior parte degli atleti deve affrontare complicate situazioni finanziarie. In realtà, tutti noi dobbiamo gestire forme di insegnamento come tecnici per partecipare al circuito mondiale. Come conseguenza della pandemia, tutti noi giocatori che viviamo solo di Beach Tennis da tempo non siamo in grado di lavorare e senza previsioni esatte di quando poter tornare alla normalità. Il rischio che molti rinuncino alla propria carriera è molto alto. I migliori atleti hanno recentemente inviato una lettera all’ITF chiedendo assistenza minima per sopravvivere. Sfortunatamente, come sempre, non abbiamo ricevuto risposta in questi mesi. Questa situazione inaccettabile e ingiusta è durata troppo a lungo. Per esistere, il Beach Tennis ha bisogno di giocatori e organizzatori virtuosi. I giocatori sono stati i principali promotori di questo sport sia dentro che fuori dal campo: ogni fine settimana nei tornei, ogni giorno con lezioni di insegnamento e clinic. Il minimo che meritiamo è rispetto e attenzione.
Dato che ora facciamo parte del sistema ITF, abbiamo pensato di poter contare sull’influenza e sul potere di quell’organismo per proteggere l’economia del Beach Tennis e garantire un minimo di responsabilità sociale (riallocazione delle risorse proprie di IPIN, quote dei tornei, ecc.) per garantire un minimo di assistenza agli atleti e supporto agli organizzatori. È frustrante (ed emblematico) ricevere e-mail con proposte irrilevanti e argomenti devianti invece di ricevere attenzione a questa azione per questa drammatica situazione per gli atleti che si sono dedicati al Beach Tennis senza avere un’altra fonte di entrate. Niente tornei, niente lezioni, niente clinic, tutto ciò significa nessuna entrata per i professionisti di Beach Tennis.
Che tipo di interesse possono avere i nuovi giocatori se il movimento viene abbandonato dallo stesso organo che lo governa? Che tipo di attrazione possono avere le nuove generazioni per uno sport insostenibile, nemmeno per i migliori professionisti? Il beach tennis non è mai stato e non sarà mai uno sport d’élite. È nato come uno sport democratico e indipendente e vogliamo renderlo accessibile a tutti. Il tempo delle promesse e della retorica, delle distrazioni strategiche e delle parole vuote è finito. È tempo di iniziative concrete. È tempo di mostrare chi si preoccupa davvero del nostro amato sport. I giocatori di Beach Tennis non possono più essere ignorati. Non è giusto. I giocatori che dedicano tempo allo sport meritano di più“.

LA MAIL DELLA FEDERAZIONE INTERNAZIONALE – Il riferimento di Calbucci, fra l’altro organizzatore del torneo ‘Follow The Beach – Copacabana Open’ che quest’anno avrebbe dovuto mandare in scena a maggio la terza edizione sulla spiaggia di Copacabana (è stato il più grande del mondo nel 2019 con 1.500 atleti e insieme all’evento tradizionale di Aruba, in calendario per novembre, ha dato vita al Beach Tennis Grand Slam), è alla mail con cui la Federazione Internazionale ha parlato di un possibile aiuto: “Siamo nel mezzo del processo per mettere a punto diverse misure aggiuntive, molte delle quali influenzate dalla pandemia di Covid-19. Il Board Itf si riunirà questa settimana per discutere delle proposte e fornirà presto notizie. Tutti i nostri sforzi sono focalizzati sul facilitare il ritorno del tennis e del Beach Tennis a beneficio di atleti e tornei il più presto possibile“.

Michele Cappelletti

Michele Cappelletti è nato il 29 marzo 1992 a Cesena

CAPPELLETTI: “ITF SOSTENGA CHI VIVE SOLO DI BEACH TENNIS” – D’accordo al cento per cento con Calbucci è anche Michele Cappelletti, recentemente tornato ad allenarsi dopo un lungo lockdown, ma assai deluso dopo aver constatato come nelle misure di sostegno annunciate dalla ITF il beach tennis sia liquidato in un paio di righe (con un fondo di supporto ai tornei) e la parola giocatori non figuri nemmeno. “Partendo dal presupposto che non voglio fare alcuna polemica, considerandola inutile e una perdita di tempo per tutti, desidero sottolineare che, secondo me, “l’azione” deve essere adattata dall’ITF in base allo sport con cui hai a che fare – il giudizio del cesenate, numero 2 del mondo, che nel 2020 aveva scelto di fare coppia con il lughese Tommaso Giovannini, un altro dei top player azzurri -. Non è certamente una “colpa” dei giocatori di Beach Tennis se non abbiamo determinate opportunità e dobbiamo anche essere insegnanti per poter giocare a Beach Tennis ma, invece, abbiamo avuto molte più difficoltà, motivo in più per essere supportati da federazioni nazionali e internazionali. Oltre ad essere protagonisti in campo, i giocatori supportano e danno vita al movimento, spesso pagando di tasca propria per viaggiare ed essere in grado di disputare tornei, anche se spesso vanno in rimessa dal punto di vista economico. Pertanto, trovo estremamente logico e appropriato che ITF ci supporti, almeno gli atleti che vivono di Beach Tennis 365 giorni all’anno come atleti e come insegnanti. Per quanto riguarda chi dovrebbe beneficiare di questo sostegno, penso che un’attenta valutazione della classifica sia l’unico modo per uscirne“.

BENUSSI PESSIMISTA: “IMPOSSIBILE ESSERE AIUTATI” – Non mostra però grande fiducia verso tale eventualità Davide Benussi.Nel tennis i migliori giocatori pagano per quelli fuori dai primi 100, nel wheelchair c’è Uniqlo come sponsor, che aiuta con denaro i giocatori. Nel Beach invece il giocatore top non è in grado di donare, non c’è sponsor per il circuito mondiale – rimarca il numero 14 del ranking -. In diretta due settimane fa l’ITF ha chiarito di non voler investire in questo sport, purtroppo è impossibile avere aiuto per noi. Visto che quest’anno numerosi tornei non sono stati giocati, l’ITF dovrebbe spiegare cosa verrà fatto con i soldi dell’IPIN. La Federazione dovrebbe preoccuparsi per i giocatori e gli organizzatori, ma penso che non sia realistico adesso“.

LE PROPOSTE DI FLAMINIA DAINA – Toni più sfumati e diplomatici assume invece Flaminia Daina, una delle big del circuito, vincitrice nell’ottobre scorso a Doha dei World Games con la cervese Nicole Nobile. “Penso che l’idea che una Federazione debba avere sia la protezione dello sport e degli atleti che lo praticano, altrimenti non ha significato esistere. Ma viviamo in un momento molto particolare della nostra storia, la prima volta che succede tutto questo – fa notare la laziale, numero 3 del mondo -. Non è facile e la critica non è il modo di risolvere le cose. Il tennis è uno sport completamente diverso, ha numeri diversi, ha un passato più lungo e ricomincerà sicuramente da capo, in quanto è uno sport storico. Quindi per me non ha alcun significato il paragone col tennis. So per certo che l’ITF sta lavorando duramente per noi, ma al suo interno sono poche le persone che hanno una grande passione per il nostro sport. Sapete che il nostro sport all’interno dell’ITF probabilmente conta meno del 5%? Ci sono due o tre persone che lavorano ogni giorno nell’ITF per il nostro sport e anche che esiste un Consiglio dei giocatori che fa lo “sporco” lavoro senza ricevere nulla in cambio? Quindi penso che dobbiamo ringraziare coloro che lavorano senza essere visti, ma penso anche che si potrebbe fare molto di più. Il mio suggerimento è che in questo momento critico dovrebbero essere fatti molti investimenti per cercare di ottenere risultati domani. Aiutare i giocatori, ovviamente, ma anche gli organizzatori del torneo, le persone che lavorano per questo e che hanno bisogno di un incentivo affinché tutto ciò non finisca. Certamente migliore comunicazione. Ci stanno lavorando, incoraggiando le persone a giocare, con la pubblicità e la diffusione dello sport. Gli investimenti significano crescita“.
Daina ha altri suggerimenti simili a quelli richiesti dall’Associazione dei Giocatori, però fa notare la mancanza di donne nell’associazione stessa: “Le idee di Calbucci non sono male, ma le maniere non sono forse le migliori e il problema più grande è anche l’interesse personale. Ad esempio, non c’è alcuna donna in questa associazione“.

Beach Games: Tommaso Giovannini e Flaminia Daina

Flaminia Daina in campo a Doha nel doppio misto con Tommaso Giovannini

Se e quando il circuito Atp ripartirà in questo 2020 (a breve sono attese comunicazioni da parte degli organi che governano il Tour, ufficialmente sospeso fino al 31 luglio a causa della pandemia), Roger Federer non ci sarà. Stagione chiusa per il fuoriclasse di Basilea, 39 anni il prossimo 8 agosto, finito di nuovo sotto i ferri dopo l’intervento al ginocchio destro a cui era stato sottoposto lo scorso febbraio.
E’ lo stesso campione svizzero, vincitore di 20 titoli dello Slam, a dare sui social l’annuncio che renderà tristi milioni di appassionati e fans in tutto il pianeta. “Alcune settimane fa ho accusato una ricaduta durante la riabilitazione e sono stato costretto a sottopormi a un nuovo rapido intervento in artroscopia al ginocchio destro – spiega ‘King Roger’ -. Adesso, proprio come ho fatto in vista della stagione 2017, ho intenzione di prendermi il tempo necessario per tornare al 100%, pronto a giocare ai miei massimi livelli. Mi mancheranno i tifosi e il circuito ma sono impaziente di rivedervi tutti all’inizio della stagione 2021“.

Roger Federer compirà 39 anni il prossimo 8 agosto

Da stadi e campi da tennis la sfida passa alle mascherine per il viso. Ebbene sì, la pandemia da coronavirus spinge anche alcuni dei brand sportivi più noti a rivedere le proprie strategie commerciali per andare ad intercettare la domanda. E così sono diverse le aziende giapponesi, attive in svariati settori, che al momento sono impegnate nella realizzazione di maschere fredde che possano essere indossate durante il caldo afoso estivo in arrivo nel Sol Levante.

La richiesta di mascherine adatte per l’uso estivo è in notevole aumento in ogni zona del mondo per il contenimento del virus, ma al contempo da più parti in ambito medico arrivano allarmi sui rischi per la salute, quali difficoltà respiratorie, colpi di calore e disidratazione. La sfida che le aziende stanno portando avanti dunque è la possibilità di migliorare le maschere sfruttando i materiali freddi ad alta tecnologia oppure le soluzioni refrigeranti all’interno delle maschere.

Le mascherine per il viso Mizuno

Le mascherine Mizuno realizzate con un materiale tricot morbido elasticizzato

Mizuno Corp., ad esempio, già dalla fine di maggio ha avviato la vendita di maschere per il viso realizzate con un materiale tricot morbido elasticizzato che viene utilizzato dagli atleti nel nuoto e nell’atletica leggera. Grazie a questo materiale, la maschera può adattarsi al viso con meno stress e ottimizzare la prevenzione delle infezioni.

Yonex Co., produttore leader nelle attrezzature da badminton e tennis, venderà a partire da luglio maschere realizzate con il suo materiale ‘Very Cool’ contenente xilitolo, in grado di assorbire il calore e il sudore, utilizzato fra l’altro per l’abbigliamento della squadra nazionale di badminton giapponese.
Dal canto suo Fast Retailing Co., proprietario della catena Uniqlo, ha in programma di iniziare a vendere maschere per il viso realizzate con un materiale altamente traspirante e ad asciugatura rapida utilizzato per i suoi prodotti intimo AIRism che si raffreddano e si asciugano rapidamente.

Le mascherine facciali Yonex con sistema rinfrescante

Le mascherine facciali Yonex con sistema rinfrescante

Knit Waizu, produttore di maglieria con sede a Yamanobe, nella prefettura di Yamagata, nel nord-est del Giappone, ha messo in vendita maschere di stoffa dotate di due mini tasche contenenti pacchetti di ghiaccio refrigerante in grado di tenere fresco il viso fino a due ore. “È una maschera mai vista prima. Anche se non ancora perfetta, speriamo possa essere di aiuto alle persone“, ha dichiarato Katsuyuki Goto, portavoce dell’azienda. 

Uniqlo lancia mascherine realizzate con materiale altamente traspirante e ad asciugatura rapida

Andrea Gaudenzi presidente ATP da gennaio 2020

La stagione del tennis professionistico, attualmente sospesa fino al 31 luglio, potrebbe forse ripartire prima del previsto dopo la pausa imposta dalla pandemia di Coronavirus. Secondo il quotidiano spagnolo ‘Marca’, infatti, l’ATP ha convocato i giocatori in una videoconferenza mercoledì 10 giugno alle 16 (ora italiana) per informarli della decisione che è stata presa per il prossimo futuro.

Durante la settimana sono previste molte riunioni per definire il destino del tour americano e che culmina con gli US Open (previsti dal 31 agosto al 13 settembre). Decisioni che influenzeranno anche il resto della stagione sulla terra battuta europea, da Roma al Roland Garros, dopo lo spostamento deciso dalla Federtennis francese con una controversa mossa unilaterale per il momento ancora fissato dal 20 settembre al 4 ottobre, che potrebbe però slittare in avanti di una settimana. Se i giocatori riceveranno le prime notizie il 10 giugno, per il 15 è prevista una comunicazione ufficiale dall’Associazione Tennis Professionisti, presieduta da Andrea Gaudenzi. E il 18 giugno dovrebbe essere la volta degli allenatori ad essere chiamati a discutere le condizioni per la ripresa.

Stefano Travaglia in azione agli Us Open

USTA PROPONE CINCINNATI MASTERS E US OPEN A NEW YORK – Intanto si parla anche di uno spostamento del Masters 1000 di Cincinnati a New York. Secondo il New York Times, c’è una proposta in questo senso presentata proprio dalla Federazione americana (Usta), proprietaria del torneo, all’Atp e al Wta, i circuiti maschile e femminile, “per salvare due dei migliori eventi del tennis americano durante la pandemia di coronavirus“. L’idea dell’Usta: riunire i giocatori in un posto – al Billie Jean King National Tennis Center di Flushing Meadows, sede tradizionale dell’ultimo Slam stagionale – per più di un mese per facilitare gli aspetti legati alle quarantene e limitare i viaggi, così da “permettere ai giocatori stranieri di rimanere in un posto per la durata del loro soggiorno negli Stati Uniti e di creare una bolla più sicura per i tennisti“. In questo modo la prova di Cincinnati, che si svolge al Lindner Family Tennis Center di Mason (Ohio), potrebbe rimanere nelle date previste, vale a dire dal 17 al 23 agosto, e dunque evitare il rischio dell’annullamento, proprio come gli US Open, per i quali una decisione finale sarà annunciata entro la fine di giugno. Prima di Cincinnati ci sarebbe in calendario il Masters 1000 di Toronto, in Canada, mentre il corrispettivo femminile, cioè il Wta Premier 5 di Montreal è già stato cancellato perché il Quebec ha proibito tutti i grandi avvenimenti culturali e sportivi fino al 31 agosto prossimo. 

Il ‘New York Times’ ha però affermato che non è chiaro se i giocatori sarebbero stati disposti a viaggiare nella Grande Mela, uno degli epicentri della pandemia, o se sarebbero stati pronti a scendere in campo a porte chiuse. Giocatori e giocatrici verrebbero testati per Covid-19 prima della loro partenza negli Stati Uniti e verrebbero effettuati regolari controlli della temperatura, con tutti i protagonisti che soggiornano in un hotel e hanno solo un membro del loro entourage con loro. Potrebbe anche essere necessario un periodo di isolamento.

Francesca con il trofeo del Roland Garros 2010

Dieci anni fa – il 5 giugno 2010 – Francesca Schiavone trionfa a sorpresa a Parigi e diventa la prima e finora unica italiana ad essere incoronata regina del Roland Garros, il più importante torneo di tennis sulla terra rossa. Trentaquattro anni dopo un mito come Adriano Panatta, l’azzurra poco meno che 30enne batte tutto, l’emozione innanzitutto, poi la sua avversaria, la granitica australiana Samantha Stosur, che rimane ‘vittima’ della sua potenza a discapito di una intelligenza tattica che invece è l’arma in più della Leonessa. Che quando è il momento va a rete, infila ace, si apre il campo, costringe l’avversaria a forzare e a commettere numerosi errori. La campagna di Francia manda in paradiso la milanese, che si aggiudica con pieno merito il Roland Garros, la quarta e più prestigiosa vittoria della sua carriera.

Testa di serie numero 17, dopo aver vendicato l’amica Flavia Pennetta, che avrebbe voluto incontrare ai quarti dopo la vittoria con la russa Maria Kirilenko, l’azzurra si ritrova invece contro la numero 3 del mondo, la danese Caroline Wozniacki, battuta nettamente per regalarsi una semifinale contro un’altra bombardiera come Elena Dementieva, arresasi ad un infortunio al termine del primo parziale. Samantha Stosur, alla sua seconda finale di fila e numero 7 del tabellone, è l’emblema del tennis moderno: gran fisico, gioco potente ma poca duttilità tattica. E così, dopo una fase di studio, la Leonessa si scioglie sulla terra del “Philippe Chatrier”, tenendo a bada la ‘cangura’ per poi piazzare la zampata al momento giusto, e cioè al nono game, quando si procura tre palle break e la possibilità di chiudere il set con il servizio. Una chance che non getta alle ortiche, anche se la Stosur si porta sullo 0-30: l’azzurra recupera, ribalta la situazione e chiude a rete al secondo tentativo. Morale: 6-4 in 40 minuti ed una bella iniezione di fiducia.
La campionessa di Fed Cup comincia concentrata e determinata anche il secondo parziale, procurandosi due palle break nel terzo game con un tennis d’attacco che rompe i ritmi della Stosur. L’australiana stringe i denti, mantiene il servizio e brekka sul 3-1, volando sul 4-1 con la battuta. Sembra inevitabile il terzo set ma la Schiavone tira fuori gli artigli: recupera il break con un parziale di 8-2 nei punti vincenti, lotta con il fisico e la testa fino al tie-break. Dove fa la differenza per ‘fame’ e voglia, vincendolo a 2 con immancabile tuffo di gioia nella terra battuta.

Dopo un’ora e 38 minuti di gioco, le statistiche parlano chiaro: 6-3 gli ace per la lombarda, che commette 19 errori non forzati contro i 28 della ‘Aussie’. Il suo non è un miracolo ma di certo un’impresa, che la proietta nella storia del tennis italiano e al sesto posto delle classifiche mondiali. A 29 anni, 11 mesi e 14 giorni, la ‘Schiavo’ diventa anche la seconda più anziana vincitrice di un Major dopo la britannica Jones, che nel 1969 vinse Wimbledon a 31 anni.

Per la cronaca, quello della Schiavone del 2010 non è un risultato casuale: la Leonessa raggiungerà la finale di Parigi anche l’anno successivo, arrendendosi per 6-4 7-6 alla cinese Na Li, protagonista della ‘partita perfetta’.

Francesca Schiavone nella conferenza di annuncio del ritiro a New York

Rafael Nadal

Il tennis deve tornare quando tutti i giocatori di tutti i Paesi potranno viaggiare e farlo in modo sicuro. Se non sarà così, magari si tornerà a giocare ugualmente e forse ci sarò anch’io ma avrò la sensazione che non ci stiamo comportando nel modo giusto al 100%”. Il giorno dopo il suo 34esimo compleanno (3 giugno), celebrato alla Rafa Nadal Academy di Maiorca invece che sui campi del Roland Garros come al solito, Rafa Nadal si concede ai media spagnoli e affronta il tema del ritorno in campo, per il quale ancora non ci sono date.

In questi giorni il campione maiorchino sarebbe dovuto essere a Parigi per provare a vincere il suo 13esimo Roland Garros e non è detto che quest’anno possa provarci. Nadal sarebbe entusiasta di tornare nella capitale francese, ma ha confidato che lo farà soltanto se dovessero esserci le condizioni giuste. “Per quanto riguarda il Roland Garros se sarà possibile disputare il torneo in condizioni ottimali e in totale sicurezza, se tutti potranno giocare, allora ci sarò – ha sottolineato Rafa -. Oggi dobbiamo prendere le necessarie precauzioni ed essere responsabili per garantire la sicurezza e la salute di tutti nel mondo del tennis“.
Fra l’altro c’è il rischio che lo Slam parigino, slittato a settembre, possa in qualche modo obbligare i giocatori a disertare gli Us Open: al momento a New York la finale si giocherebbe il 14 settembre, sei giorni prima di andare in campo nell’Open francese. “Non credo che ci saranno due Slam nelle stesse settimane o che uno segua l’altro a distanza di un paio di giorni. Se e quando arriverà il momento di decidere, lo farò: prenderò la decisione migliore per il mio tennis, per il mio futuro e per il mio corpo“, si limita a dire l’ex numero uno del mondo. 

“PORTE CHIUSE? NON MI PIACE MA POTREBBE ESSERE SOLUZIONE” – Pur non essendo un fan dei tornei a porte chiuse, il 19 volte campione Slam ritiene che il tennis potrebbe seguire l’esempio del calcio. “Il calcio viene giocato senza pubblico in questo momento. Se mi chiedete se mi piace una cosa del genere, la risposta è no. Nulla può sostituire la presenza del pubblico e l’energia che genera. Giocare un torneo a porte chiuse non è l’ideale e oggi non mi piacerebbe andare a New York. Ma non so da qui a due mesi, se la situazione migliorerà. Sono certo che gli organizzatori vogliono un evento sicuro ma questo vale anche per il Roland Garros, se non c’è una sicurezza totale non avrebbe senso giocare. Personalmente mi sento bene, a casa avevo i macchinari giusti per allenarmi e mantenermi in forma dal punto di vista fisico. A poco a poco ho ripreso ad allenarmi diversi giorni alla settimana, ma non sette su sette. È stata una ripresa graduale e molto lenta. L’obiettivo è essere pronti per il giorno in cui si potrà tornare a giocare a tennis, ma ancora non sappiamo quando sarà possibile” 

La lunga sosta forzata potrebbe rimescolare le carte alla ripresa. “Negli ultimi due anni ho imparato a giocare un buon tennis senza dover disputare molti incontri, si tratta più di fare la preparazione giusta. Preoccupato? Sì, perché tutto il mondo si è fermato per un po’ ma sono sicuro che se riesco a organizzarmi bene il calendario, sarò competitivo. Sono stato a casa due mesi e mezzo, ho iniziato ad allenarmi da due settimane e devo andare piano piano per evitare di infortunarmi, che senza dubbio è oggi l’obiettivo principale. Sto cercando di preparare il mio corpo per quello che potrà succedere nei prossimi due mesi“.

“QUALCOSA DI TERRIBILE LA MORTE DI FLOYD” – Lo spagnolo ha anche commentato quanto sta accadendo negli Stati Uniti dopo l’uccisione di George Floyd (“qualcosa di terribile“) da parte di un poliziotto. “È un discorso molto lungo ed è difficile rispondere. Tutte le persone che vogliono un mondo buono e un mondo in pace sono contro il razzismo, contro la povertà e tutti i terribili eventi che accadono di frequente. Quando vedi le proteste per le strade… pensi che non debba succedere. Non mi piace vedere questo e non penso che sia un buon esempio La violenza può solo creare disastri“, il giudizio di Nadal, che si dice al fianco di Roger Federer nella proposta di una fusione fra Atp e Wta (“lavorare con un’unica organizzazione è più facile per tutti“).

L’ultimo pensiero del mancino di Manacor è in merito alla ripresa del circuito del tennis. “Se non siamo capaci di organizzare un torneo sufficientemente sicuro e con tutti i tennisti, non possiamo giocare. E’ la mia sensazione. L’idea sarebbe trovare un vaccino che ci consenta di viaggiare e giocare senza la paura di contrarre il virus o di portarlo a casa. Nel calcio è diverso, si gioca nel singolo Paese, quando mescoli persone che provengono da più parti le complicazioni aumentano. Spero di ricevere notizie positive, anche se non so ancora se quest’anno torneremo a giocare a tennis oppure no. Quello che più mi interessa – conclude Nadal – è tornare a una vita normale e sicura“.

AUGURI DI COMPLEANNO DAI FAN CINESI – Molti appassionati cinesi di tennis hanno inviato gli auguri a Rafael Nadal sulla piattaforma di social media Weibo, augurando alla star spagnola (2,2 milioni di follower sulla piattaforma social) tutto il meglio per il futuro nel giorno del suo 34° compleanno. “Non hai potuto festeggiare il tuo compleanno al Roland Garros, non sono potuto andare a Parigi per godermi la tua performance, quindi guardiamo al futuro. Sei stato il mio idolo per 13 anni, con il tuo esempio sono diventato più coraggioso e lo sarò ancora di più. Buon compleanno, Rafa“, ha scritto un utente cinese col nickname ‘Big Benben’ su Weibo. “Buon compleanno al mio idolo Rafa Nadal. Anche se il 2020 non ha avuto un buon inizio, non vedo l’ora di vederti vincere il tuo ventesimo Slam“, ha scritto ‘Piccolo cane addormentato’. Anche il celebre blogger sportivo Zhang Manlian è intervenuto. “Nadal ha vinto il suo primo torneo del Grande Slam a 19 anni. Ora ha 19 Slam, ma soprattutto Rafa ha conquistato il cuore di innumerevoli tifosi. Con il passare del tempo, sei sempre lo stesso ragazzo. Buon compleanno e spero che conservi il cuore originale e salga in vetta“, il suo messaggio.
Nadal ha ringraziato i fan cinesi e ha anche risposto ad alcune domande di tre fortunati fan: “Grazie per tutti gli auguri di compleanno, apprezzo che tutti i miei fan cinesi prendano del tempo per rendere speciale la mia giornata“, ha chiosato Rafa. 

Un questionario per disegnare il tennis del prossimo futuro. E’ quello proposto dall’Atp, che chiama a raccolta gli appassionati, i tifosi e i giocatori per acquisire informazioni e conoscere desideri, prima di prendere le decisioni che delineeranno la sua nuova dimensione internazionale, il suo nuovo rapporto con i fans di tutto il mondo. Domande (40 in totale, ma alcune possono essere saltate a seconda della risposta precedente) che trovano risposta in un paio di minuti: già migliaia di utenti hanno partecipato a questo censimento popolare.

Del resto, fin dal suo insediamento il presidente dell’Atp Andrea Gaudenzi ha lasciato intendere quanto il tennis possa e debba essere sempre più una grande opportunità di intrattenimento, guardando con grande attenzione al pubblico delle nuove generazioni. 
Grandi campioni, gesta sportive memorabili, passione e sacrificio, ma soprattutto una diffusione globale: il tennis ha tutto per coinvolgere gli appassionati dal vivo (e non solo) ma anche per conquistare un nuovo pubblico in competizione con tante altre forme di intrattenimento, sportivo e non. E di questo ne è fermamente convinto l’ex tennista romagnolo, ancora da prima di salire al vertice del tour maschile. 
Per conquistare pubblico e mercato lo sguardo è rivolto al Digitale, in linea con l’evoluzione naturale della comunicazione e dell’intrattenimento, che ormai viene veicolato soprattutto sulle nuove piattaforme di contenuti. La sfida è dunque rendere più accessibile il grande tennis, allargando la platea di fan e ponendo il pubblico al centro del progetto, sia quando si parla di partecipazione dal vivo nei tornei, sia on demand.

L’Atp vuole provare a vincerla insieme al suo pubblico e per farlo vuole conoscerlo di più e meglio. Capire che cosa gli interessa e che cosa no. Capire anche quali motivazioni alimentano la passione.
Chi vuol contribuire al grande disegno può farlo cliccando qui sotto, bastano davvero un paio di minuti: 
Andrea Gaudenzi presidente ATP da gennaio 2020

Andrea Gaudenzi presidente ATP da gennaio 2020

La Federazione Internazionale Tennis e i quattro tornei del Grande Slam uniscono le forze impegnando oltre 300mila dollari (270mila euro) a sostegno del tennis in carrozzina a seguito della pandemia di Covid-19. Il fondo servirà ad aiutare economicamente gli atleti e gli organizzatori di eventi delle associazioni nazionali colpiti dalla sospensione del circuito con conseguente rinvio dei principali tornei su sedia a rotelle a causa dell’emergenza sanitaria da coronavirus.

Sono 88, in particolare, i tornei di tennis in carrozzina rinviati o annullati da quando i tour ATP, WTA e ITF sono stati sospesi il 12 marzo e fino al 31 luglio, attuale data di stop del tour internazionale, come riporta un comunicato congiunto di ITF e prove dello Slam: tra questi anche la Coppa del Mondo BNP Paribas, il Roland Garros e Wimbledon.

I giocatori che nel 2019 hanno guadagnato meno di 100mila dollari in premi, classificati tra i primi 20 della classifica UNIQLO del tennis in carrozzina sia in campo maschile che femminile e tra i primi 15 nella categoria quad, avranno diritto ad accedere al fondo di solidarietà.

Una iniziativa simile, il Player Relief Program, era stata già annunciata da ITF, tornei dello Slam e ATP e WTA per dare supporto finanziario a circa 800 giocatori ATP e WTA di singolare e doppio in difficoltà finanziarie per la cessazione delle competizioni a causa della pandemia, con l’istituzione di un fondo di solidarietà da 6 milioni di dollari (5,5 milioni di euro). 

Roger Federer è l’atleta professionista più pagato al mondo quest’anno. Lo dice la rivista americana Forbes nella classifica annuale dei 100 sportivi più ricchi del pianeta. Si tratta della prima volta che un tennista si piazza sul gradino più alto del podio.
Con guadagni per 106,3 milioni di dollari (95,5 milioni di euro) tra l’1 giugno 2019 e l’1 giugno 2020, il periodo preso in considerazione da Forbes, il super campione svizzero precede i calciatori Cristiano Ronaldo (105 milioni), Messi (104 milioni) e Neymar (95,5 milioni) nella classifica che tiene conto di premi vittoria, salario, bonus contrattuali, sponsorizzazioni e gettoni presenza. In un momento caratterizzato dal crollo dei guadagni anche nello sport di alto livello a causa del Coronavirus, il detentore del record di titoli del Grande Slam (20) deve essenzialmente il suo posto ai contratti pubblicitari e alle partnership private, che gli hanno garantito 100 milioni di entrate, il resto (6,3 milioni di dollari) proviene dai premi guadagnati sul circuito ATP. Il 38enne fuoriclasse di Basilea è il secondo sportivo attivo dopo Tiger Woods a superare la soglia di 100 milioni di dollari di entrate pubblicitarie in un anno, grazie in particolare alla sua recente collaborazione con il marchio tessile giapponese Uniqlo che gli ha garantito 300 milioni di dollari in 10 anni, senza trascurare comunque gli accordi come testimonial di Credit Suisse, Mercedes-Benz e altri 10 prestigiosi partner.

FEDERER PRECEDE CRISTIANO RONALDO E MESSI – Alle spalle di Federer, solo quinto nella stessa classifica di dodici mesi fa e divenuto il nono atleta a occupare il vertice della classifica dal 1990, il primo anno in cui Forbes ha iniziato a monitorare i guadagni degli atleti, figura il portoghese della Juventus Cristiano Ronaldo, che ha guadagnato 105 milioni di dollari negli ultimi dodici mesi. Nel suo caso, invece, lo stipendio, proveniente dal club bianconero è la principale fonte di reddito, con 60 milioni di dollari, mentre i guadagni pubblicitari e promozionali raggiungono i 45 milioni (da Nike, Altice, Herbalife e il suo marchio CR7). I primi tre nella classifica si trovano in un ‘fazzoletto’, poiché l’attaccante argentino del Barcellona Lionel Messi è terzo a quota 104 milioni di dollari, di cui 72 milioni di stipendio (la Pulce ha incassato 32 milioni da Adidas, MasterCard e PepsiCo).

Naomi Osaka e Serena Williams

Naomi Osaka e Serena Williams

OSAKA LA SPORTIVA PIU’ PAGATA, POI SERENA WILLIAMS – Al quinto posto troviamo la star della Nba LeBron James (con 88,2 milioni), seguito dai colleghi Stephen Curry (74,4 milioni) e Kevin Durant (63,9 milioni). Atleti di 21 Paesi e di 10 discipline diverse rientrano nella lista quest’anno, così come due donne, le tenniste Naomi Osaka e Serena Williams. È la prima volta che più di una donna rientra in classifica dal 2016, quando erano presenti la Williams e Maria Sharapova. La giapponese, che ha guadagnato 3,4 milioni di dollari in vincite da tornei, è un altro testimonial da sogno, raccogliendo 34 milioni da marchi come Nike, Nissan Motor e Procter & Gamble, collocandosi al 29esimo posto della graduatoria . Nessuna atleta donna di qualsiasi altro sport oltre al tennis ha mai raggiunto questi livelli. Dal canto suo la collega statunitense è 33esima con 36 milioni di dollari. Le due tenniste sono le uniche due donne presenti nella lista di questo anno. 

EFFETTO CORONAVIRUS SUI GUADAGNI DEGLI ATLETI – Mentre i giocatori della NBA sono i più rappresentati nella classifica, quelli della NFL hanno avuto l’anno migliore grazie all’avvio della stagione a fine estate, lasciando i loro guadagni praticamente inalterati con pandemia. Complessivamente sono presenti 31 stelle del calcio, rispetto alle 19 di un anno fa. Al contrario, i giocatori della MLB sono stati i più colpiti dopo il rinvio dell’opening day di marzo: solo un giocatore di baseball professionista, il lanciatore dei Los Angeles Dodgers, Clayton Kershaw, è riuscito a entrate nella lista, rispetto ai 15 del 2019.
I 100 atleti più pagati del mondo hanno guadagnato quest’anno un totale di 3,6 miliardi di dollari, il 9% in meno rispetto al 2019 e soprattutto a causa del Coronavirus in calo per la prima volta dal 2016, quando i pugili Floyd Mayweather e Manny Pacquiao hanno distorto i risultati incassando 400 milioni di dollari dal loro incontro Fight of the century del maggio 2015.

Uno storico “selfie” per Serena Williams e Roger Federer

Novak Djokovic

E’ stata completata la rosa di giocatori per l’Adria Tour, torneo itinerante a fini umanitari che si svolgerà nei Balcani dal 13 giugno al 5 luglio. Il project manager, il numero uno al mondo Novak Djokovic, ha infatti rivelato i nomi dei due ultimi invitati all’evento benefico che lo vede protagonista nella duplice veste, sia sul campo che come organizzatore con la Fondazione da lui creata: si tratta dei croati Marin Cilic e Borna Coric. I due si uniscono così all’austriaco Dominic Thiem, al tedesco Alexander Zverev, al bulgaro Grigor Dimitrov, al bosniaco Damir Dzumhur e all’altro serbo Viktor Troicki.

Il torneo inizierà proprio in Serbia (Belgrado) il 13 e 14 giugno, per poi fare tappa in Croazia (Zara) il 20 e 21 giugno, Montenegro (il 27 e 28 giugno) e infine in Bosnia-Erzegovina (Banja Luka e Sarajevo) dal 3 al 5 luglio, qualora le strutture negli ultimi due paesi lo consentano. I set saranno a quattro game invece che a sei. Gli otto giocatori saranno divisi in due gruppi di quattro, i primi due di ogni girone gareggeranno nella fase finale. Non è ancora noto se questo torneo verrà giocato a porte chiuse o con il pubblico.

Dominic Thiem

Dominic Thiem

DJOKOVIC: “EVENTO UMANITARIO, TENNISTI GIOCANO GRATIS” – “Sono entusiasta di poter giocare davanti al mio pubblico e di poter viaggiare per la regione – ha dichiarato in conferenza stampa Nole, che nel fine settimana ha fatto ritorno a Belgrado da Marbella, in Spagna, dove ha trascorso due mesi durante la pandemia – Tutti i tennisti giocheranno gratis, per via del carattere umanitario della manifestazione e dei miei rapporti personali con loro. Assolutamente tutte le entrate derivanti da sponsorizzazioni e diritti TV, tutto va alle organizzazioni umanitarie. La mia fondazione sarà tra queste. Le star del mondo che verranno qui avranno la possibilità di scegliere qualsiasi organizzazione benefica che desiderano“.

‘NOLE’: “MI SONO ALLENATO MOLTO, ANCHE SU TERRA” – Djokovic ha rivelato anche che allo svizzero Roger Federer non era stato chiesto di partecipare a causa di recenti problemi fisici. “Federer ha problemi al ginocchio, quindi non gliel’ho nemmeno chiesto – ha spiegato il 33enne serbo – mentre Rafa Nadal ha recentemente iniziato a giocare, ma non glielo ho chiesto. Forse glielo chiederò, ma non mi aspetto che venga”.

Inoltre il numero uno del mondo è tornato sul suo periodo di lockdown durante la pandemia di Covid-19. “A differenza di molti altri giocatori, ho avuto l’opportunità di allenarmi quasi ogni giorno durante il periodo del coronavirus perché eravamo alloggiati in una casa che aveva un campo da tennis. Quindi ho giocato molto a tennis. Non ho condiviso questo sui social media perché non volevo far arrabbiare gli altri giocatori – ha concluso Djokovic – ma mi sono allenato molto su un terreno duro e ho anche iniziato ad allenarmi su terra battuta“.

Novak Djokovic

Novak Djokovic (foto Tonelli/FIT)

Il Roland Garros si giocherà regolarmente e non a porte chiuse. C’è voglia di normalità nello sport e da Parigi arriva un primo segnale forte in tal senso nonostante la pandemia sia ancora in corso. L’annuncio è arrivato dal presidente della Federtennis francese, Bernard Giudicelli, che ha confermato svolgimento, tempi e modalità dello Slam su terra battuta in un’intervista per l’account twitter della federazione transalpina (Fft). Non ci sarà certo il consueto pienone di pubblico e nemmeno grandissime folle a seguire le sfide dei grandi della racchetta, ma di sicuro i giocatori non si esibiranno in uno scenario surreale, davanti alle tribune tristemente vuote.

L’organizzazione del torneo è già all’opera, al momento si prevede di partire dal 20 settembre (fino al 4 ottobre) ma è molto probabile che la data slitti di una settimana per fare spazio a due tornei Atp Masters 1000 in settembre, gli Internazionali BNL d’Italia a Roma e Madrid, e il pubblico sarà ammesso, seppure in quantità limitata. “Ci indirizzeremo – ha spiegato il numero uno della federtennis d’oltralpe – verso una forma di organizzazione a scartamento ridotto“, cioè con poco pubblico, ma sicuramente non a porte chiuse. Mancano ancora diversi mesi al via del tradizionale appuntamento tennistico parigino, e molte cose potranno ancora cambiare, ma di sicuro l’aver annunciato fin da ora che il pubblico ci sarà è motivo di fiducia non solo per il tennis, ma anche per tutte le discipline sportive, gran parte delle quali ancora bloccate dal timore del contagio o che stanno riprendendo l’attività a porte chiuse.

Quella di Giudicelli è una buona notizia non solo per gli appassionati di tennis ma anche per gli stessi campioni. Appena pochi giorni fa un Roger Federer sconsolato raccontava di avere smesso di allenarsi in questo periodo, “non riesco a immaginare di giocare in un campo vuoto e spero non succeda. Speriamo di poter tornare a giocare con almeno la metà degli spettatori sugli spalti“. Mentre Novak Djokovic, numero uno del mondo, si è stancato del campo della sua villa e ha addirittura organizzato un torneo nella sua Serbia poco toccata dal coronavirus e poi in altri Paesi dei Balcani: “sono felice di giocare davanti al mio pubblico“.

Mi sento di dire che abbiamo evitato il peggio: la sospensione, la cancellazione secca del Roland Garros – ha spiegato Giudicelli, orgoglioso e ottimista per questa inedita versione del torneo targato 2020 – Abbiamo un rinvio di alcuni mesi, tutto qui: è un gran sospiro di sollievo! Ci faremo trovare all’appuntamento con tutti gli appassionati di tennis e questa è la cosa più importante. Penso che abbiamo salvato il più grande torneo del mondo su terra battuta e credo che questo sia il fatto principale.  La scelta della data dà luogo a discussioni regolari con tutti gli organismi internazionali, ATP, WTA, anche la Federazione internazionale di tennis. Stiamo lavorando per finalizzare di nuovo un calendario per la fine della stagione. E’ ancora un po’ presto per annunciare la data finale, in ogni caso giocare a porte chiuse per noi e’ l’ultima opzione”. 
Un annuncio che farà piacere anche agli appassionati italiani, nella speranza che nel nuovo calendario possa davvero trovare posto anche l’appuntamento al Foro Italico.

La presentazione ai media del nuovo tetto sul Centrale del Roland Garros

La presentazione ai media del nuovo tetto sul Centrale del Roland Garros

Nelson Mandela alla cerimonia inaugurale dei Laureus World Sports Awards nel 2000

Venti anni fa, proprio in questo giorno (25 maggio), durante la cerimonia inaugurale dei Laureus World Sports Awards, fu pronunciato uno dei discorsi più potenti nella storia dello sport. In piedi accanto a 24 delle più grandi leggende viventi dello sport mondiale, il primo presidente Laureus Nelson Mandela dichiarò: Lo sport ha il potere di cambiare il mondo”.
Mandela proseguì: ”Lo sport ha il potere di ispirare. Ha il potere di unire le persone come poche altre cose riescono a fare. Parla ai giovani in una lingua che essi comprendono. Lo sport può creare speranza là dove prima c’era solo disperazione. Ha più potere dei governi nel rompere le barriere razziali. Irride ogni tipo di discriminazione”.

Tra gli sportivi presenti quella sera sul palco c’era la leggenda degli All Blacks, Sean Fitzpatrick: proprio lui oggi è presidente della Laureus World Sports Academy e negli ultimi venti anni ha vigilato affinché le parole di Mandela si trasformassero in fatti concreti attraverso il lavoro in tutto il mondo di Laureus Sport for Good. ”Ho un ricordo molto vivido di quella sera del 25 maggio 2000. In piedi sul palco della prima edizione degli Laureus Awards a Montecarlo, accanto al grande uomo che era Nelson Mandela. Le sue parole quella sera trascesero lo sport – sottolinea Fitzpatrick -. Alla fine del suo discorso, annunciò la nascita della Laureus World Sports Academy e ci sfidò a usare la nostra piattaforma e tutto quel che avevamo imparato dallo sport per esercitare un impatto positivo sui giovani del mondo. Adesso che entriamo nel nostro terzo decennio di attività, il ruolo che lo sport può svolgere all’interno della società è più potente che mai e come organizzazione siamo impegnati a continuare a tenere viva l’eredità lasciataci da Mandela per i prossimi vent’anni e non solo”.

Anche Serena Williams, premiata per cinque volte ai Laureus Awards, incontrò Mandela in occasione della cerimonia inaugurale del 2000: ”Essere lì tra la folla quando Nelson Mandela si rivolse a noi fu un’esperienza davvero straordinaria – dichiara la tennista statunitense -. Ricordo bene le parole che pronunciò sullo sport: non importa di che colore siete, potete comunque essere i migliori. Ciò che più mi colpì di Mandela fu il fatto che sapesse tutto di me, mentre io pensavo “No, sono io a sapere tutto di Lei, Presidente! Facemmo una chiacchierata incredibile sulle nostre reciproche aspirazioni; fu una svolta sostanziale nella mia vita’‘.

Sulla stessa lunghezza d’onda Boris Becker, leggenda del tennis e membro della Laureus Academy: ”Ho avuto l’onore di conoscere Nelson Mandela alla cerimonia di inaugurazione dei Laureus World Sports Awards 2000 a Montecarlo e durante una vacanza in Sudafrica nel 2007. Potergli stringere la mano è stato per me un momento molto speciale. Per noi membri della Laureus Academy è un onore che una persona carismatica come lui abbia sostenuto i principi alla base del progetto Laureus e ne fosse il presidente”.

Anche un campione come Novak Dokovic, premiato per quattro volte come sportivo dell’anno, rende il proprio tributo a Nelson Mandela: “Era una di quelle persone che illuminava sempre ogni situazione. La sua forza di fare un passo avanti e lottare per ciò che è giusto è qualcosa che motiva e ovviamente ispira me e ogni persona nel mondo”, le parole del numero uno della classifica Atp.

Novak Djokovic e Serena Williams premiati ai Laureus Sport Awards

Novak Djokovic e Serena Williams premiati ai Laureus Sport Awards

Il 20° anniversario di Laureus cade nel mezzo della pandemia mondiale di Covid-19; ciò rende il sostegno ai programmi Laureus più importante che mai. A inizio mese, insieme ai suoi partner, Laureus Sport for Good ha lanciato lo Sport for Good Response Fund per offrire supporto alle organizzazioni che, attraverso lo sport, cercano di cambiare la vita dei giovani in tutto il mondo. Il fondo chiede alle realtà che si occupano di sviluppo attraverso lo sport di unire gli sforzi per sostenere i bambini e i giovani più vulnerabili che rischiano di rimanere indietro mentre il mondo vacilla davanti a una crisi senza precedenti. Edwin Moses, membro della Laureus Academy Member nonché Presidente di Laureus Sport for Good, ha dichiarato: ”Stiamo vivendo un’epoca di incertezza senza precedenti; avevamo sperato di poter festeggiare il percorso fatto da Laureus Sport for Good negli ultimi vent’anni e invece ci troviamo a doverci focalizzare su qualcosa di diverso. Attraverso lo Sport for Good Response Fund, continuiamo a sostenere i nostri programmi durante questa crisi, assicurandoci che siano pronti a rispondere alle problematiche delle loro comunità non appena si potrà tornare al lavoro in sicurezza. ‘Sono certo che se il grande Nelson Mandela fosse qui oggi, sarebbe orgoglioso dei traguardi che abbiamo raggiunto. So anche che ci incoraggerebbe a continuare a lavorare duramente, a spenderci e a usare lo sport per cambiare ancora più vite in futuro. E questo è esattamente ciò che vogliamo fare”.

In questa giornata Laureus sta coordinando una campagna globale per enfatizzare le parole di grande ispirazione di Mandela, rendere omaggio alle personalità che hanno supportato Laureus nel corso degli anni e mettere in luce il lavoro di trasformazione realizzato negli ultimi venti anni. 

L’Atp, la Wta e gli organizzatori del Grande Slam sono troppo conservatori, è arrivato il momento in cui è obbligatorio rinnovarsi. Il tennis è in pericolo, non attira più i giovani“. Parole e musica di Patrick Mouratoglou, allenatore di Serena Williams, che dal 13 giugno sui campi della sua Academy, a due passi da Nizza, organizza un torneo non ufficiale, al quale parteciperanno diversi top player tra cui l’azzurro Fabio Fognini e il belga David Goffin (si punta ad avere anche Gael Monfils e il greco Stefanos Tsitsipas), partendo dal quale vuole iniziare a rivoluzionare il mondo della racchetta.

I proventi, oltre che dagli sponsor, arriveranno dallo streaming televisivo. Un programma ufficiale ancora non c’è. Nemmeno un regolamento. Però Mouratoglou vuole cambiare il sistema di punteggio che lui definisce obsoleto: “Sarà un modo rivoluzionario di offrire il tennis, l’obiettivo è più intrattenimento“. Partite più brevi, sulla falsariga di quel che è avvenuto nel nuoto con la creazione dell’International Swimming League, una sorta di Champions della piscina. E proprio come nell’ISL, anche nel tennis del coach greco-francese, che da qualche anno ha realizzato una nuova e avveniristica accademia a Sophia Antipolis, sulla Costa Azzurra, la musica sarà una componente importante. Non solo. “Lasceremo aperti i microfoni ambient e i giocatori potranno urlare a volontà“.

Addio ai giudici di linea e, come detto, nuovo sistema di punteggio. Anche perché pare che i giovani facciano fatica a passare da 15 a 30 e 40, poi i vantaggi. “Sarà una lega incentrata sul giocatore. La maggior parte delle entrate, provenienti dallo streaming, andranno a loro“, conclude il coach di Serena Williams. Tanta è la curiosità tra appassionati e addetti ai lavori per la nuova idea firmata Mouratoglou.

Patrick Mouratoglou qui con Serena Williams

Patrick Mouratoglou qui con Serena Williams

Al momento non mi sto allenando perché onestamente non vedo una ragione per farlo. Sono contento della mia forma fisica a questo punto e credo che manchi ancora molto tempo per ritornare a giocare“. Con il circuito Atp fermo da marzo a causa dell’emergenza coronavirus e senza alcuna certezza su quando potrò ripartire, Roger Federer in una diretta con Gustavo Kuerten raccolta da Globoesporte ha confessato di aver perso le motivazioni per allenarsi. 

Da quando mi sono operato nel 2016 non ero mai stato a casa cinque settimane di seguito, penso che sia importante per la mia testa adesso godermi questa pausa dopo aver giocato così tanto a tennis nella mia vita – aggiunge il 38enne fuoriclasse svizzero -. Non mi manca il tennis in questo momento. Alla fine, quando il ritorno sarà vicino e avrò un obiettivo per cui allenarmi sarò super, super motivato”.

A causa della pandemia il campione di Basilea ha visto sfumare i suoi principali obiettivi dell’anno, ovvero il torneo di Wimbledon (cancellato nel 2020) e i Giochi di Tokyo, posticipati all’estate 2021. Parlando poi della possibilità dei tornei a porte chiuse Federer non è sembrato molto entusiasta: “Non riesco a immaginare di giocare in un campo vuoto e spero che non succeda. Speriamo di poter tornare a giocare nelle condizioni migliori, con almeno la metà degli spettatori sugli spalti. Sarebbe molto difficile per me disputare un grande torneo a porte chiuse“. 

Roger Federer, 38 anni

GOERGES: “PENSO STAGIONE 2020 SIA GIA’ FINITA” – Non mostra grande ottimismo riguardo all’annata 2020 del tour con la racchetta anche la tedesca Julia Goerges. “Penso che la stagione del tennis sia già finita. Non credo si giocheranno tornei ufficiali fino al prossimo anno – la previsione alla ‘Sueddeutsche Zeitung’ della 31enne giocatrice, ex top ten del ranking Wta – Il tennis è uno sport totalmente internazionale, nel quale giocatori da oltre cento nazioni nei cinque continenti si spostano per raggiungere una città e giocare. Si dovrebbero aprire le frontiere di tutti gli stati o della maggior parte e questo accadrà solo quando avremo il virus alle spalle“.

Nessuna come Naomi Osaka. La tennista giapponese, ex numero 1 della classifica mondiale e oggi decima nel ranking Wta, è l’atleta femminile più pagata al mondo secondo la rivista ‘Forbes’.
La 22enne di padre haitiano e madre nipponica, tra montepremi e contratti di sponsorizzazione, ha incassato nel 2019 un totale di 37,4 milioni di dollari (circa 34,3 milioni di euro): una cifra record in campo femminile con il precedente primato di Maria Sharapova (29,7 milioni di dollari nel 2015) abbondantemente superato. Osaka ha così guadagnato 1,4 milioni di dollari in più rispetto alla rivale Serena Williams, che era sempre salita sul gradino più alto del podio negli ultimi quattro anni.

La giapponese è 29esima nella classifica generale dei 100 atleti più pagati al mondo, mentre la Williams è 33esima: si tratta della prima volta dal 2016 che due donne entrano nella top 50. La graduatoria completa verrà pubblicata la settimana prossima da ‘Forbes’. Diventata professionista dal 2014, in coincidenza del suo sedicesimo compleanno, la giocatrice nata ad Osaka è stata la prima tennista del Sol Levante a vincere un torneo del Grande Slam – gli Us Open nel 2018, concedendo poi il bis agli Australian Open nel 2019 – e la prima asiatica ad accomodarsi sul trono mondiale.

Naomi Osaka e Serena Williams

Naomi Osaka e Serena Williams

Le star di Hollywood lo hanno reso alla moda e a poco a poco sempre più persone in tutto il mondo si sono cimentate nel ‘Pass the Punch Challenge’ (sfida del “Passa il Pugno”).
Se non la conoscete ancora, si tratta di una sorta di arte marziale in velocità, davanti alla videocamera: il o la protagonista simula di essere stato colpito, facendo alcune mosse e poi colpendo a sua volta di nuovo verso la telecamera! Una sfida divertente per piccoli e grandi, desiderosi di essere coinvolti.

In questo caso a cimentarsi sono diversi giocatori e giocatrici del World Padel Tour, che si sono voluti mettere alla prova nel ‘Pass the Punch’. Ecco il divertente e curioso video del loro “combattimento” online:

 

Dopo rumors e supposizioni, sembra proprio che abbia preso forma il cosiddetto “Player Relief Fund” preparato dagli organi che governano il tennis mondiale (Atp, Wta, Itf e tornei dello Slam) in aiuto dei giocatori e delle giocatrici più in difficoltà per lo stop causato dalla pandemia da Covid-19.

Secondo il sito canadese Open Court, ripreso dal sito web della Fit, il fondo di solidarietà di 6 milioni di dollari darà una mano sia a chi non avrà potenziali nuove entrate nei prossimi mesi (al momento lo stop della stagione è stato prolungato fino al 31 luglio), sia a chi non ha intascato granché nelle ultime stagioni. Una notizia positiva che ha anche un risvolto negativo, visto che non proprio tutti potrebbero beneficiarne e alla stessa maniera. Inoltre, sempre secondo Open Court, Atp e Wta avrebbero stabilito differenti importi e criteri per ottenerli. Il tutto, peraltro, in un momento storico in cui si pensa ad unificare le associazioni che sovraintendono al circuito maschile e a quello femminile per far fronte alla crisi economica che sta travolgendo il mondo a tutti i livelli. 

Il nuovo logo dell’ATP Tour, in vigore dal 1° gennaio 2019

I CONTRIBUTI ATP, SENZA ULTERIORI AIUTI DAI TOP PLAYER – Inoltre sembra sia stata definitivamente abbandonata l’idea di un’ulteriore cifra messa a disposizione dai top players. L’idea era stata lanciata da Novak Djokovic, numero uno del mondo e presidente del Player Council dell’Atp, ma si è dimostrata nei fatti fonte di polemiche e di divisione tra i giocatori stessi. Basti pensare alle recenti dichiarazioni del numero tre del ranking, l’austriaco Dominic Thiem, che aveva detto di non avere alcuna intenzione di aiutare economicamente i tennisti con classifica più bassa perché a suo dire non si impegnano abbastanza in maniera professionistica.
La somma stanziata dall’Atp dovrebbe essere di due assegni da 4.325 dollari ciascuno per i giocatori con una classifica tra la posizione 101 e 500 in singolare e da 2.165 dollari per quelli con una posizione tra la 51esima e la 175esima in doppio. C’e’ un paletto: verranno esclusi tutti i giocatori che hanno guadagnato almeno 250mila dollari nella scorsa stagione o un milione nelle precedenti quattro.

LE SOMME MESSE A DISPOSIZIONE DALLA WTA – La somma messa a disposizione dalla Wta sarà invece di un massimo di 10.400 dollari per giocatrice. Anche in questo caso verrà erogata in due parti. Il requisito minimo per poterne beneficiare è di far parte delle prime 500 tenniste in singolare e delle prime 175 in doppio. Per ottenere l’intera somma le tenniste devono aver giocato almeno sei tornei Wta, tra i quali almeno uno Slam, nei dodici mesi precedenti alla data di stop del circuito decisa lo scorso 16 marzo. Le tenniste che non soddisfano entrambi i criteri riceveranno la metà dell’importo. Anche nel caso della Wta sono escluse dal fondo di solidarietà le giocatrici che hanno guadagnato 350mila dollari di montepremi nell’ultima stagione, 1,4 milioni negli ultimi 4 anni o 3,5 milioni in carriera. 

Il logo della WTA

Una cena con Eugenie Bouchard? Può valere ben 85 mila dollari. La bella tennista canadese ha deciso di dare il suo contributo alla lotta contro il coronavirus partecipando a un’iniziativa di beneficenza. All’asta, dunque, un ‘pacchetto’ per due persone che prevede la possibilità di assistere a una delle partite in uno Slam (a scelta) della Bouchard nell’angolo riservato allo staff tecnico, e poi una cena con la 26enne nata a Westmount, e ancora una racchetta e un paio di scarpe autografate. Grazie agli sponsor si sono aggiunti anche volo e hotel. 

L’asta è stata un successo visto che, a fronte di una base di partenza di 2.600 dollari, il ‘pacchetto’ è stato aggiudicato per 85 mila dollari, circa 78.500 euro. Non si conosce per ora l’identità del vincitore, tuttavia la reazione della tennista – attualmente scesa al numero 332 della classifica mondiale – è stata un misto tra l’entusiasta e il meravigliato: “Fantastico. Sono così orgogliosa di tutti voi per esservi uniti a me in questo progetto. Non vedo l’ora di conoscere il vincitore“, il suo commento scritto su Instagram (conta oltre due milioni di follower).

Le associazioni no profit a cui è legata l’iniziativa sono Meals on Wheels America, No Kid Hungry, America’s Food Fund, Feeding America, e vanno dalla lotta alla fame nel mondo all’assistenza agli anziani.

La canadese – vincitrice di un solo titolo Wta, nel 2014 a Norimberga – da tempo fa parlare di sé più per attività non strettamente legate ai suoi risultati sul campo. E sui social, anche supportata da un team evidentemente esperto di marketing, non è la prima volta che iniziative del genere fanno il giro del mondo. Durante il Super Bowl del 2017, con gli Atlanta Falcons in vantaggio 21-0 sui New England Patriots, Eugenie twittò troppo presto: “Sapevamo che Atlanta avrebbe vinto”. In quel momento John Goehrke, un suo fan, le rispose: “Se vincono i Patriots uscirai con me?”. Scommessa accettata da ‘Genie’. Alla fine, la squadra trascinata da Tom Brady – MVP di quella finale – rimontò, e Bouchard incontrò John. Non una volta sola: anzi, l’anno dopo i due (nel frattempo diventati amici, tanto da assistere insieme anche una partita di Nba) furono invitati al galà dalla Nfl per il Super Bowl tra i Patriots e i Philadelphia Eagles.

Eugenie Bouchard

Eugenie Bouchard in campo

Nicolas Mahut con i guanti disinfetta la rete

Anche se l’emergenza sanitaria legata alla pandemia di Covid-19 non è ancora terminata, dal mondo del tennis arrivano segnali precisi che inducono a guardare con ottimismo all’immediato futuro. Da New York, la città più colpita dal nuovo Coronavirus a livello mondiale, arriva un messaggio di speranza di Billie Jean King, la grande campionessa degli Anni Settanta cui è stato intitolato il National Tennis Center di Flushing Meadows, sede degli US Open.
L’impianto era stato in parte utilizzato come ospedale (sul quale dirottare i pazienti non-Covid), in parte come cucina per preparare i pasti necessari a tutte le persone da assistere nell’emergenza. L’ex fuoriclasse fa sapere che nella struttura tennistica non ci sono più pazienti e si sta cominciando a smontare tutto. Decisamente un buon segno pensando alla possibilità che gli Open degli Stati Uniti possano svolgersi come da programma a partire dal 31 agosto nella Grande Mela. Quello che rimane l’obiettivo della Federazione Tennis Statunitense, come ribadito dal portavoce Chris Widmaier rispondendo all’agenzia France Press e confermando che una decisione definitiva sullo Slam americano verrà presa al massimo a metà giugno. 

Nicolas Mahut durante una pausa dell'allenamento, con il coach con mascherina

Nicolas Mahut durante una pausa dell’allenamento, con il coach con mascherina

Anche in Francia il tennis aveva dato la sua disponibilità a supportare l’emergenza. La Federazione francese aveva messo a disposizione della Assistenza Pubblica Ospedali di Parigi la foresteria del Centre National d’Entrainement. La struttura alberghiera ospita ancora sette pazienti in isolamento e dunque non è ancora disponibile per i giovani atleti di interesse nazionale, ma i campi sono stati riaperti e Nicolas Mahut e Gregoire Barrere sono stati i primi ad approfittarne per un allenamento, come mostrano i media d’Oltralpe. Barrere aveva già ripreso a giocare con Lucas Pouille, avendo affittato insieme al connazionale una casa con il campo da tennis a Valbonne, sulle Alpi marittime.
Si arriva già vestiti da tennis e la doccia si fa a casa – ha spiegato dopo aver studiato a memoria il protocollo – Mettiamo giù la borsa, indossiamo i guanti, puliamo la panca, buttiamo via i guanti, apriamo le palle, le segniamo, ci laviamo le mani, ci alleniamo. E rifacciamo tutto quando abbiamo finito. Senza dimenticare di disinfettare la rete perché, quando sbagliamo, la palla tocca il nastro e non si sa mai“.
Mahut, che fisicamente è apparso in gran forma, persino dimagrito di mezzo chilo, ha dichiarato all’Equipe: “Il rischio in questi primi momenti è quello di farsi male. Ho giocato tranquillo, per rimettere in moto le gambe, ho già le prime vesciche, dunque meglio andare adagio. Le maggiori difficoltà le ho con il servizio e proprio nel gioco di gambe. Mi sento i piedi pesanti, come se avessi gli zoccoli, e la palla va veloce su questa superficie. Mi ci vorrà un po’ prima di tornare ad alto livello“.

Gregoire Barrere in allenamento e dietro coach Marc Gicquel "mascherato"

Gregoire Barrere in allenamento e dietro coach Marc Gicquel “mascherato”

A proposito di alto livello, dalla Gran Bretagna arriva anche l’immagine del primo allenamento ‘con distanziamento sociale’ tra i due fratelli Murray, Jamie e Andy, seguiti dal coach Jamie Delgado. Andy, vincitore del torneo virtuale di Madrid, quello disputato con la Playstation4, aveva diffuso via reti sociali le immagini del suo allenarsi nel cortile di casa con un apposto muro “trasportabile”, ma ha celebrato il giorno del 33esimo compleanno (venerdì 15 maggio) tornando in campo una volta che il governo inglese ha dato il via libera. Ebbene sì, la ripresa si concretizza anche in cose apparentemente piccole.

Novak Djokovic e Roger Federer

A quasi 33 anni (li compirà fra meno di una settimana, il 22 maggio) non è sazio di vittorie Novak Djokovic, ansioso di riprendere a giocare dopo lo stop ai tornei internazionali dovuto all’emergenza coronavirus. “Penso di avere ancora cose da fare in questo sport – ha dichiarato il campione serbo durante una intervista al programma tv statunitense ‘In Depth with Graham Bensinger’ -. Credo di poter vincere altri Slam per arrivare ad essere quello con il maggior numero di trofei Major e battere il record per il maggior numero di settimane al numero 1“.

Il tennista di Belgrado, con 17 prove dello Slam in bacheca, è a soli tre titoli dallo svizzero Roger Fededer (a quota 20) e due dal suo grande rivale, lo spagnolo Rafael Nadal. Con 282 settimane trascorse sul trono mondiale, ‘Nole’ minaccia anche l’altro record del fuoriclasse elvetico (310 settimane da leader del ranking Atp). “Questi sono sicuramente i miei obiettivi chiari. Ma allo stesso tempo, non sono l’unica cosa che mi motiva. Ciò che mi alimenta ogni giorno è qualcosa di più legato alla mia crescita personale“, conclude Djokovic, dunque non ancora soddisfatto di quanto ottenuto in carriera.

Novak Djokovic

Novak Djokovic ha conquistato fin qui 17 titoli dello Slam

Andrea Gaudenzi

La sospensione del circuito tennistico internazionale è estesa fino al 31 luglio prossimo a causa della pandemia di Covid-19 in corso. Ad ufficializzarlo sono gli organismi che governano il tour, vale a dire ATP, WTA e ITF, tenendo fede a quanto anticipato qualche giorno fa da Andrea Gaudenzi, presidente dell’ATP, che aveva parlato di metà maggio come data per la decisione sui tornei estivi.

La decisione, presa in stretta collaborazione con i membri del circuito, fa sì che a livello maschile gli eventi Atp ad Amburgo, Bastad, Newport, Los Cabos, Gstaad, Umago, Atlanta e Kitzbuehel non avranno luogo come previsto. La sospensione estesa si applica anche all’Atp Challenger Tour e agli eventi maschili dell’Itf World Tennis Tour.
A causa delle continue incertezze che circondano la pandemia di Covid-19, ci dispiace dover annunciare la nostra decisione di estendere la sospensione del Tour – ha dichiarato in una nota il romagnolo Andrea Gaudenzi – Proprio come gli appassionati di tennis, i giocatori e gli organizzatori di tornei in tutto il mondo, condividiamo il dispiacere per l’impossibilità di far svolgere regolarmente il Tour. Continuiamo a valutare tutte le nostre opzioni nel tentativo di riprendere il Tour non appena si potrà farlo in modo sicuro, inclusa la possibilità di riprogrammare gli eventi più avanti nella stagione. Come sempre, la salute e il benessere della comunità del tennis e del grande pubblico rimarranno le nostre massime priorità in ogni decisione che prendiamo“.

Il comunicato dell’ATP specifica poi che a metà giugno verrà presa una decisione sul calendario, riguardo in particolare i tornei programmati da inizio agosto.

Il logo della WTA, che nel 2020 compie 47 anni

Analogo provvedimento è stato preso dalla Wta. Dopo la sospensione del circuito fino al 12 luglio, l’associazione delle giocatrici ha annunciato a sua volta che anche gli eventi Wta a Bastad, Losanna, Bucarest e Jurmala previsti per luglio non si terranno, a causa dell’emergenza sanitaria da Coronavirus. Analogamente a giugno verrà presa una decisione in merito alle date in cui Karlsruhe e Palermo potranno essere giocate insieme a ulteriori aggiornamenti del calendario Wta. “Ci dispiace per il prolungamento della sospensione ma continueremo ad essere guidati da esperti medici per quando sarà sicuro e possibile tornare alle competizioni – ha spiegato un portavoce della Wta – Continuiamo a monitorare da vicino la situazione e speriamo di tornare in campo il prima possibile“. 

In contemporanea è arrivato l’annuncio dell’International Tennis Federation, che ha esteso la sospensione di tutti i tornei Itf fino al 31 luglio 2020, a causa della pandemia di Covid-19 in corso. 

Zhizhen Zhang

Casa dolce casa. Non può che essere stato questo il primo pensiero del cinese Zhizhen Zhang, che dopo quasi tre mesi di esilio forzato a causa della pandemia ha potuto fare ritorno in patria. Come ben sapranno gli appassionati romagnoli, il 23enne di Shanghai, attualmente numero 140 della classifica mondiale, è tesserato per il Circolo Tennis Massa Lombarda in serie A1, anche se nell’ultima edizione del massimo campionato a squadre non è mai sceso in campo nel team capitanato da Michele Montalbini (nel 2018 però sul veloce della Oremplast Tennis Arena si era tolto il lusso di battere un certo Matteo Berrettini nel match contro la Canottieri Aniene campione d’Italia).

IL RITORNO A SHANGHAI: “POSSIAMO ALLENARCI SENZA PROBLEMI” – Quando a Wuhan e nel resto del suo paese è scoppiata l’epidemia da coronavirus, Zhang era a Bangalore, in India, per giocare un challenger. Il lockdown deciso dal governo cinese, con le restrizioni ai viaggi, gli ha impedito di tornare a casa e, dopo la sconfitta al primo turno di Dubai, il giocatore asiatico ha fatto tappa in Croazia dal suo coach Luka Kutanjac. Con il faticoso ritorno alla normalità in Cina, Zhang ha potuto fare finalmente ritorno a Shanghai per riprendere gli allenamenti. ”La situazione è migliorata molto nell’ultimo mese, ma la gente indossa ancora la mascherina quando esce di casa – racconta Zhizhen Zhang al sito dell’Atp dopo essere rientrato nella sua città natale – Ad esempio sono andato allo zoo, ma devi prenotare in anticipo perché controllano il numero di persone che entrano. In questo caso o anche se vai al ristorante devi mostrare un QR code che dimostri il tuo stato di salute e poi ti viene misurata la temperatura. Per il momento siamo al sicuro e possiamo allenarci tutto il giorno, perché qui ci sono soltanto tennisti della federazione. Possiamo anche correre attorno al club. Non sappiamo quando il circuito ripartirà, ma cerchiamo di prepararci al meglio: proviamo a mantenerlo interessante e variare l’allenamento, giocando punti e non solo facendo esercizi da fondo campo”.

Zhizhen Zhang allo zoo di Shanghai

Zhizhen Zhang allo zoo di Shanghai

L’INFORTUNIO ALL’OCCHIO A DUBAI: “HO TEMUTO DI RESTARE CIECO” – In occasione del torneo a Dubai il cinese era finito in ospedale, dopo che nel tentativo di rispondere al servizio dell’avversario la pallina aveva deviato colpendogli l’occhio destro. Un infortunio per fortuna senza conseguenze gravi sulla vista dell’atleta asiatico, quasi tornata alla normalità adesso. “Ero davvero spaventato perché non riuscivo a vedere nulla dopo essere stato colpito. Era completamente nero. Ho anche pensato che forse sarei rimasto cieco – ammette con un sorriso di sollievo Zhang, che proprio a febbraio aveva toccato il suo best ranking al numero 136 ATP – Ora i miei occhi stanno migliorando. Non sono ancora al 100%, ma forse al 90%. Ci sono alcune piccole cose che non riesco a vedere da lontano, ma i controlli sono ok. Quando ti fai male, vorresti tornare a casa perché lì ti senti meglio. Ma sapevo che se fossi andato in Croazia, avrei potuto ricevere cure e vedere come poter allenarmi. Era davvero difficile la situazione in quel momento in Cina: nessuno poteva uscire di casa. Sarebbe stato molto difficile tornare in patria e poi viaggiare di nuovo in Europa, quindi mi sono semplicemente detto che non potevo tornare indietro“.

“NESSUN CINESE MAI ENTRATO NELLA TOP 100 ATP” – Alla ripresa del tour professionistico internazionale, il tennista di Shanghai, a fine 2019 vincitore di due challenger (Zhuhai e Pechino), tenterà di proseguire la sua ascesa e diventare il primo cinese a entrare in Top 100. “Nessuno ha raggiunto la Top 100 tra gli uomini in Cina, ma per me entrare nei primi cento del mondo rappresenta solo l’inizio nel tennis professionistico. Non voglio salire troppo in fretta in classifica perché negli ultimi cinque anni ho compiuto balzi enormi, poi cali notevoli e ancora salti in avanti. Adesso sto solo provando a divertirmi giocando a tennis. Se posso vincere, allora è perfetto – conclude il primo portacolori del Circolo Tennis Massa Lombarda con gli occhi a mandorla – ma non ho nemmeno paura di perdere“.

Zhizhen Zhang in giro con la mascherina a Shanghai

Zhizhen Zhang in giro con la mascherina a Shanghai, sua città natale

Ines Ibbou con un video ha risposto a Dominic Thiem

Caro Dominic…“. Inizia proprio così il toccante video di quasi dieci minuti, pubblicato sui suoi profili social, in cui Ines Ibbou si rivolge direttamente a Dominic Thiem. Una emozionante lettera aperta in cui la 21enne tennista algerina, attualmente numero 620 della classifica mondiale ed ex numero 23 del ranking ITF junior, risponde al campione austriaco, numero 3 del mondo e recente finalista degli Australian Open, che un paio di settimane fa aveva dichiarato di non voler contribuire al fondo di solidarietà per i giocatori con classifica più bassa, proposto da Novak Djokovic in questo periodo di inattività causa coronavirus e poi istituito dagli enti che governano il circuito professionistico (oltre 6 milioni di dollari raccolti da ATP, WTA, ITF e i quattro Slam). “Nessuno di questi giocatori di bassa classifica sta lottando per sopravvivere, tutto l’anno vedo molti che non danno tutto al tennis. Molti non sono professionali. Non vedo perché dovrei dare loro dei soldi“, aveva detto Thiem in un’intervista a ‘Kronen Zeitung’. Ora Ibbou, unica giocatrice professionista del suo Paese, racconta la storia di una donna di modesta origine sociale che si aggrappa al suo sogno, nonostante i numerosi ostacoli.

Caro Dominic, dopo aver letto le tue ultime affermazioni, mi chiedevo quale sarebbe stata la mia carriera, e quindi la mia vita, se fossi stata al tuo posto. Ho immaginato come sarebbe stato avere genitori che erano insegnanti di tennis quando ho colpito con una racchetta per la prima volta, all’età di 6 anni, e me ne sono subito innamorata. Dato che sono cresciuta nella periferia di Algeri, in una famiglia molto modesta, con genitori che non avevano assolutamente nulla a che fare con il mondo del tennis, non posso fare a meno di pensare che avrebbe potuto aiutarmi. Ma non ti biasimo.
E ho smesso di pensarci, perché dopo tutto non scegliamo dove siamo nati. Ora mi rendo conto di quanto sono fortunata ad avere genitori come i miei, che amo più di ogni altra cosa e che non cambierei per nulla al mondo. Sai, in un Paese come il mio, non è facile per una donna essere un’atleta di punta. Non posso ringraziare abbastanza i miei genitori per il loro sostegno e tutti i sacrifici che hanno fatto in modo da poter perseguire il mio sogno.

L'algerina Ines Ibbou

L’algerina Ines Ibbou

Se solo tu lo sapessi, Dominic… 
Almeno puoi contare su strutture nella tua città. Grazie! Sapevi che in Algeria i tornei junior ITF sono molto, molto rari e che non esiste il minimo torneo ITF, ATP o WTA? Che non esiste un solo allenatore sul circuito internazionale? Che non esiste il minimo campo coperto? Non so come sia stato per te, ma per noi, se piove per una settimana, lavoriamo sul nostro rovescio… in palestra. E non sto nemmeno parlando della qualità delle strutture o dei campi … Non sapevamo nemmeno su quale superficie stessimo giocando. È erba? È argilla? “Africa”, come si suol dire.

Ma non fraintendermi. Non mi ha impedito di costruire la mia strada e di essere una delle migliori giocatrici del mondo a 14 anni. Ho ottenuto i miei primi punti WTA guadagnando 10.000 dollari alla stessa età. Abbastanza impressionante, vero? Come te, ho raggiunto la vetta della classifica junior. Non tra i primi 10, ma il numero 23 al mondo. Non male per una donna africana, giusto? Era così improbabile che molti giornalisti mi chiamavano “il miracolo del tennis”. Non è uno scherzo! Pochissimi giovani africani l’hanno fatto prima di me, dicevano. E nessuno nel mio Paese. 
Se all’epoca fossi stata parte del tuo mondo magico, probabilmente avrei attirato l’attenzione di molti sponsor e la federazione si sarebbe presa cura di me. Ma non è successo così. Sponsor, dici? Adidas? Nike? Wilson? Prince? Head? Non esistono nemmeno in Algeria! A parte alcune attrezzature e il supporto delle piccole imprese locali, ho ricevuto solo il minimo per coprire la mia partecipazione ai Junior Grand Slam. E sai, in Africa, il budget per un atleta raramente finisce nel suo conto bancario, se sai cosa intendo…

L'algerina Ines Ibbou

Ines Ibbou, unica tennista professionista algerina

Mi chiedevo cosa sarebbe potuto cambiare per me in quel momento se fossi stata nella tua cerchia ristretta. Se avessi condiviso lo stesso ambiente, le stesse regole. Come essere in grado di decidere quando è il momento migliore per salire nel circuito professionistico. Nessuno ne sa nulla in Algeria. Se avessi avuto un budget ragionevole, quale impatto avrebbe avuto sulla mia carriera? Sarebbe cambiato tutta la mia vita! Adoro il giorno in cui potrò permettermi di fare un regalo ai miei genitori. Sogno questo giorno…

La miglior giocatrice del Paese, in cima alla classifica junior, ma senza un soldo in tasca. È ironico, non credi? Non sono sicura che sarebbe successo così nel tuo Paese o in qualsiasi Paese europeo. Ma questo non mi ha fermato. Quando tutto è andato in pezzi e mi ha spinto verso la fine della mia carriera, sono stato fortunata a ricevere una mano. Le persone che si sono prese cura di me, che mi hanno fornito le necessità di base: cibo e un posto dove dormire. Alcuni mi hanno aiutato fornendo attrezzature gratuite, altri con lavoro fisico.

La mia situazione era senza speranza. Ma sono tornata sulla strada giusta e sono riuscita a passare al professionismo. Sfortunatamente, mi sono infortunata nel peggior momento possibile. Quando l’ITF ha cambiato le sue regole. Non sono sicura che questo ti abbia davvero colpito…

Le risorse finanziarie sono la chiave per tornare in forma. L’ho visto davvero allora. Ma, ancora una volta, non mi ha fermato. Nonostante tutte le difficoltà, sono riuscita a tornare in classifica WTA. Oggi ho 21 anni e sono al 600° posto nel mondo. Spero ancora di realizzare il sogno per il quale ho sacrificato la mia infanzia, la mia scuola, la mia adolescenza, la mia vita familiare, i miei amici, i miei soldi, i compleanni, le vacanze, tutta la mia vita!

Mi chiedo, Dominic, come ci si sente ad avere un allenatore che ti aiuta in campo? Un preparatore fisico? Un fisioterapista? Un mental coach? Uno staff solo per te? Io vivo da sola per la maggior parte del tempo. Sono una donna sola che viaggia per il mondo, di solito con due fermate, sempre alla ricerca del biglietto più economico. Che sacrifica il suo tempo, il suo allenamento e il suo riposo semplicemente per richiedere un banale visto, senza la garanzia di averlo. Perché, indovina: niente tappeto rosso, niente pass, niente Schengen. E, ho dimenticato, ho bisogno di un visto quasi ovunque. È un budget extra…

Studio tutte le possibilità nel calendario, sia per ottimizzare i costi sia per cercare di guadagnare il massimo dei punti. Sto lontano dai tornei per tagliare i costi. Alterni la terra alla superficie dura da una settimana all’altra come me? Finisci i tornei con buchi nelle tue scarpe come me? Faccio sempre del mio meglio per soddisfare le speranze che le persone avevano quando ero una bambina, nonostante la mancanza di finanziamenti.

Dominic, lascia che ti chieda: com’è fare un regalo ai tuoi genitori? Com’è vederli più di una volta all’anno? Per festeggiare il tuo compleanno con loro? Non ricordo nemmeno l’ultimo compleanno che ho celebrato con i miei cari … Sì, tutti questi sacrifici fanno parte del gioco, ma il campo dovrebbe decidere l’esito della mia carriera, non le mie risorse finanziarie. È totalmente ingiusto. Ci penso ogni giorno, senza lamentarmi. Combatto costantemente, in silenzio.

L'algerina Ines Ibbou nel video

L’algerina Ines Ibbou nel video

Caro Dominic, a differenza di te, molti condividono la mia realtà. Solo un promemoria: non è grazie ai tuoi soldi che siamo sopravvissuti finora e nessuno ti ha chiesto nulla. L’iniziativa è nata da giocatori generosi che hanno mostrato immediatamente compassione, con classe. Giocatori che vogliono diffondere solidarietà e trovare soluzioni per cambiare le cose. Campioni in tutte le circostanze. Dominic, questa crisi inaspettata ci fa affondare in un periodo delicato e rivela la vera natura delle persone. Aiutare i giocatori è aiutare il tennis a sopravvivere. Questo gioco è nobile.

Il significato dello sport è distinguere il più talentuoso, il più tenace, il più laborioso, il più coraggioso. A meno che tu non voglia giocare da solo in campo? Dominic, te l’ho detto, non ti abbiamo chiesto niente. Tranne un po ‘di rispetto per i nostri sacrifici. Giocatori come te mi fanno aggrappare al mio sogno. Per favore, non rovinarlo“.

 

Andrea Gaudenzi presidente ATP da gennaio 2020

Smettere ora non sarebbe saggio, nessuno sa cosa accadrà. Vogliamo rimanere ottimisti“. Lo ha detto Andrea Gaudenzi, presidente dell’ATP, in una intervista all’agenzia Reuters, ripresa dal sito della Federazione italiana tennis.

Al momento lo stop del circuito resta fino al 12 luglio: la prima dead line per decidere il futuro di quel che resta della stagione è stata fissata per metà maggio, come conferma lo stesso romagnolo ex numero 18 della classifica mondiale: “Al momento davanti a noi ci sono solo scenari ipotetici ed è per questo che non abbiamo ancora deciso. Tra le opzioni potrebbero esserci le porte chiuse, oltre a varie scelte da fare in merito alle restrizioni per i viaggiatori. Ci siamo dati il 15 maggio come data di scadenza per i tornei post Wimbledon a luglio e il primo giugno per decidere sugli appuntamenti di agosto. Abbiamo una finestra che va dalle sei alle otto settimane per decidere se giocare o no un torneo, non di più. Però, ripeto voglio essere ottimista“.

Singolare ciò che sta avvenendo in Canada riguardo gli eventi estivi dedicati al tennis. Nelle scorse settimane l’organizzazione della Rogers Cup aveva cancellato definitivamente per il 2020 il torneo Wta Premier di Montreal, rimandandolo al prossimo anno con sede invariata (la Rogers Cup ogni anno inverte le sedi per i tornei Atp e Wta tra Toronto e Montreal). Tennis Canada, tuttavia, ha cancellato tutti gli eventi fino al 31 agosto ad eccezione dell’Atp Rogers Cup, il Masters 1000 in programma a Toronto. Rimane dunque aperta la possibilità di far svolgere almeno il torneo maschile, in programma a Toronto dal 7 al 16 agosto.

Da decidere poi il destino degli US Open in calendario a fine agosto. Resta poi da vedere se il Roland Garros sarà riprogrammato dal 27 settembre all’11 ottobre, spostato quindi di un’altra settimana rispetto alle date comunicate inizialmente, in accordo con ATP, WTA e ITF per far spazio alla stagione sulla terra rossa che prevede anche gli Internazionali BNL d’Italia.

Quello delle restrizioni dei viaggi è un punto cruciale e non a caso in diversi Paesi si pensa a dei circuiti nazionali per far ripartire l’attività ad alto livello. “Ogni paese è in una situazione diversa e sarà difficile organizzarsi con nazioni in fasi diverse e con regole differenti – sottolinea il presidente ATP – La Svezia, ad esempio, sta avendo un approccio differente, potremmo pensare di giocare un torneo lì, ma è evidente che allo stato attuale non possiamo portare cento giocatori in Svezia“.

Gaudenzi ha affrontato anche le questioni di una possibile fusione tra ATP e WTA e del fondo per i giocatori fuori da primi 100 del ranking: “Spero che quest’unione di forze con WTA possa essere l’inizio di una collaborazione futura che serve al nostro sport per crescere. Abbiamo dato un grande messaggio – ha concluso Andrea – e sono contento che ci siamo adoperati per aiutare i giocatori in difficoltà“.

Andrea Gaudenzi

Andrea Gaudenzi

Anche i big del tennis ritrovano qualche frammento di normalità e ricominciano gli allenamenti, dopo la lunga pausa determinata dall’emergenza coronavirus.
Fabio Fognini e Jannik Sinner hanno ripreso sui rispettivi campi ed esternano sui social la loro soddisfazione. “In questi tempi difficili ti rendi conto di quanto qualcosa significhi per te quando viene portato via… Per me, questo è tennis“, ha scritto il ligure su Instagram, postando una foto che lo ritrae assieme alla moglie Flavia Pennetta, sua compagna d’allenamento. “E’ un giorno speciale – ha aggiunto l’azzurro -. Essere di nuovo in campo dopo due mesi è qualcosa di straordinario: ho la fortuna di condividere questo momento con la persona che amo. Questo è il mio Paese, la mia città, il mia campo, il mio mare. Qualcosa di molto normale, ma speciale. La strada è ancora lunga, ma ricorderò sempre la sensazione di questo giorno. Invio emozioni e amore a tutti voi. Continuiamo a combattere insieme!“.

Emozioni a go-go anche per il giovanissimo Sinner, campione delle ultime Next Gen ATP Finals: “Mi sento molto grato di essere tornato in campo oggi dopo 2 mesi di stop. Auguro a tutti il meglio in questo periodo e continueremo a combattere questa battaglia. Lo supereremo insieme“, il messaggio dell’altoatesino, sempre su Instagram.

Rafa Nadal

Sono più preoccupato per gli Australian Open di quanto accadrà fino alla fine di quest’anno. Penso che il 2020 sia praticamente perso. Spero che saremo in grado di iniziare l’anno prossimo, ci metterei la firma“. E’ la previsione, poco ottimistica, dello spagnolo Rafa Nadal sul proseguo della stagione alla luce dell’emergenza coronavirus, espressa in una intervista al quotidiano ‘El Pais’.

Al momento il circuito internazionale del tennis è fermo almeno sino a metà luglio, con la cancellazione di Wimbledon e il rinvio a settembre del Roland Garros, mentre restano invece programmati per fine agosto gli US Open, ma secondo il campione maiorchino la prossima prova dello Slam che reputa plausibile possa giocarsi sono gli Australian Open che prenderanno il via il 18 gennaio del 2021.

Nadal ha poi invitato ad avere il giusto equilibrio nell’affrontare la pandemia. “Nessuno se lo aspettava, ma quelli che governano da noi avrebbero dovuto avere accesso a tutte le informazioni e in tal senso credo ci siano stati degli errori ha spiegato il maiorchino, numero 2 della classifica mondiale -. La situazione ha travolto tutti noi, non solo la Spagna. E’ come quando perdo una partita e lo stesso fanno Federer e Djokovic, non posso scusare me stesso perché hanno perso anche loro. Tutti abbiamo affrontato male questa vicenda“. 

Lo spagnolo è convinto che per salvare vite “le cose avrebbero potuto essere fatte diversamente. Se le misure preventive fossero state adottate in precedenza, tutte le misure estreme che abbiamo adottato in seguito sarebbero state evitate. Non credo nella nuova normalità. Mi piace quella vecchia, ma con adattamenti. Dobbiamo imparare da tutto ciò che ci sta accadendo. Gli esseri umani hanno una buona cosa, una grande capacità di adattamento – ha concluso Rafa – ma anche una cattiva, una grande capacità di dimenticare“. 

Matteo Berrettini

Matteo Berrettini ha deciso di rimandare il momento del ritorno in campo. Il 23enne tennista romano, numero 8 della classifica mondiale, che quest’anno ha giocato solo gli Australian Open e poi si è fermato per infortunio prima che scoppiasse la pandemia da coronavirus, ha preferito rinunciare all’esibizione del circuito UTR Pro Match Series (Universal Tennis Ranking) in programma a West Palm Beach, in Florida, da venerdì 8 a domenica 10 maggio. Motivo del forfait una leggera distorsione alla caviglia, come annunciato su Instagram dallo stesso azzurro, che ha trascorso il periodo di isolamento forzato a Boca Raton, poco distante dalla sede del torneo, con la fidanzata australiana Ajla Tomljanovic: “Sono triste di non poter partecipare all’UTR a causa di un piccolo infortunio, spero di poter essere presente al prossimo evento“, le parole di Matteo, che sarà sostituito dal polacco Hubert Kurkacz.
Gli altri protagonisti del quadrangolare sono gli statunitensi Tennys Sandgren, Reilly Opelka e Tommy Paul. Ovviamente verranno rispettate tutte le norme di sicurezza: le partite si giocheranno a porte chiuse e in campo oltre a due giocatori ci sarà solo il giudice di sedia. 

Sempre West Palm Beach ospiterà dal 22 al 24 maggio anche l’edizione femminile della UTR Pro Match Series con in campo Ajla Tomljanovic e le americane Amanda Anisimova, Alison Riske e Danielle Collins.

Il circuito internazionale è fermo ufficialmente sino al 12 luglio, però a piccoli passi prova a ripartire il tennis, rispetto ad altre discipline uno degli sport più sicuri dal punto di vista del distanziamento sociale.

Matteo Berrettini e Ajla Tomljanovic

Matteo Berrettini e Ajla Tomljanovic

Squalifica a vita. E’ la sanzione comminata al giocatore egiziano Youssef Hossam, 21 anni e attualmente numero 820 del ranking mondiale, perché colpevole di “21 violazioni alle norme anticorruzione“. Lo ha annunciato la Tennis Integrity Unit, che nel maggio dello scorso anno aveva sospeso in via provvisoria l’atleta.

L’indagine condotta da questo organo, costituito dalle principali organizzazioni tennistiche (ITF, ATP, WTA, Grand Slam) e responsabile della lotta alla corruzione in questo sport, ha stabilito che dal 2015 al 2019 Hossam è “stato coinvolto con altre persone in una vasta campagna di corruzione legata alle scommesse nei livelli inferiori del tennis professionistico“, come riporta il comunicato ufficiale della TIU.
Il giocatore nato a Giza il 3 giugno 1998, che a dicembre 2017 aveva raggiunto un best ranking di numero 291 Atp, ha quindi truccato diversi incontri direttamente o incoraggiando altri giocatori a farlo, secondo l’organo anti-corruzione, da qui la sentenza: “Hossam è bandito a vita, come giocatore o come spettatore, da qualsiasi evento organizzato da enti ufficiali“.

Il fratello Karim Hossam, 26 anni, è stato sospeso a vita per le stesse ragioni a luglio del 2018.

Youssef Hossam

L’egiziano Youssef Hossam

Benjamin Hassan in campo con la mascherina

Riparte il tennis in Europa e in particolare in Germania è andato in scena il primo torneo della nuova “era”, ai tempi del coronavirus. Zero spettatori, zero raccattapalle, ma diversi giocatori pronti a scendere ugualmente in campo. L’evento si chiama “Tennis Point Exhibition Series” e si sta svolgendo a porte chiuse a Hoehr-Grenzhausen, piccolo centro della Renania-Palatinato di 10mila abitanti.

L’arbitro del torneo in Germania con la mascherina

Il torneo è riservato ai giocatori che risiedono nella regione e si disputa con le regole adottate alle Next Gen Finals (set ai 4, no advantage ecc.). Gli organizzatori sono stati molto attenti a garantire la salute e la sicurezza dei giocatori, ricevendo anche l’ok dalla polizia che ha fatto alcuni sopralluoghi per verificare l’utilizzo stringente di gel e mascherine. Nella fattispecie Benjamin Hassan è stato il primo tennista a disputare i match con la mascherina sul volto, misura che adotta anche l’arbitro di sedia, una delle tre persone presenti in campo (le altre due sono i giocatori…).

I tennisti entrano ed escono dal campo attraverso ingressi differenti e nelle pause sono seduti uno di fronte all’altro in modo da non incrociarsi mai a rete. Tutti i cibi e le bevande sono preconfezionati e i giocatori mangiano da soli ai tavoli.

Le panchine vengono sanificate prima di ogni match

Come detto, ovviamente, il torneo si gioca senza pubblico. Però a regalare spettacolo ci ha pensato il funambolico Dustin Brown, che con uno dei suoi amati tweener ha scavalcato con un pallonetto lungolinea Choinski e ha salutato la prodezza scherzando e alzando le braccia al cielo come a chiedere l’ovazione del pubblico. Ecco la simpatica scena nel video: 

Dustin Brown entra in campo con la mascherina sul volto

Sara Errani con il trofeo vinto all'Antico Tiro a Volo

In quarantena, come tutti, Sara Errani spegne oggi – 29 aprile – 33 candeline. Chissà se in questo giorno speciale – lo stesso in cui Andre Agassi taglia il traguardo dei 50 anni – nella sua casa di Valencia, da sola a causa del coronavirus, ripenserà ai tanti momenti di gloria della sua carriera o riguarderà qualcuno dei suoi match più belli, rivivendone le emozioni e magari traendo nuova linfa interiore per le prossime “battaglie” sul campo. 

La tennista di Massa Lombarda (la nascita a Bologna, nella primavera del 1987, è stata dettata da una scelta della madre Fulvia, che aveva invece dato i natali al primogenito Davide nell’ospedale di Lugo) si è infatti ritagliata uno spazio nella storia dello sport italiano. E’ la giocatrice azzurra che ha vinto più titoli in assoluto: 9 in singolare – Palermo e Portorose nel 2008; Acapulco, Barcellona, Budapest e ancora Palermo nel 2012, Acapulco nel 2013; Rio de Janeiro nel 2015; Dubai nel 2016 – e 27 in doppio, specialità in cui al fianco di Roberta Vinci ha realizzato un’impresa straordinaria come completare il Career Grand Slam, conquistare cioè tutte e quattro le prove Major: gli Australian Open nel 2013 e 2014, Roland Garros nel 2012, Wimbledon nel 2014, gli Us Open nel 2012. 

La romagnola è stata anche la prima tennista italiana a qualificarsi per le Wta Finals sia in singolare che in doppio nella stessa stagione, il fantastico 2012 in cui raggiunse anche la finale del Roland Garros, fermata solo da Maria Sharapova, e le semifinali agli Us Open, stoppata da Serena Williams. Ma anche l’anno del trionfo in doppio agli Internazionali BNL d’Italia e in cui è salita al n.1 della classifica mondiale di doppio, il 10 settembre, all’indomani del successo agli Us Open. E nella stagione successiva (2013) Sara ha potuto aggiungere qualche ulteriore ciliegina: il best ranking in singolare (numero 5 del mondo il 20 maggio, dopo la semifinale agli Internazionali BNL d’Italia e alla vigilia di quelle che raggiungerà ancora al Roland Garros) e il terzo successo in Fed Cup, dopo quelli datati 2009 e 2010, in finale contro la Russia, a Cagliari.


 

Imprese che hanno infiammato tanti appassionati, non solo nel Belpaese, ammirati di fronte allo spirito di lottatrice e alle qualità tecnico-tattiche di questa “piccola grande campionessa”, capace di mettere sotto spesso avversarie ben più dotate dal punto di vista fisico. Il suo amore per il tennis, quello che l’ha portata da ragazzina a una scelta coraggiosa (supportata dalla famiglia) come quella di varcare l’Oceano per raggiungere la Nick Bollettieri Academy, seguendo il consiglio di Raffaella Reggi che quella strada aveva intrapreso anni prima, mossa da analoga passione, è ancora immutato. Lo ha ribadito lei stessa, Sara Errani, appena qualche giorno fa, confidando che in attesa del momento in cui poter riprendere ad allenarsi ogni tanto esce con la racchetta e scende in garage per tirare qualche pallata: “Ma fa un baccano tremendo e ho paura che mi mandino via”. Oppure dal terrazzo di casa si cimenta in qualche “sfida” notturna particolare, come testimonia questo divertente video:

Anche se ora in classifica mondiale è al numero 169 e deve fare i conti con i “fantasmi e le ferite che mi porto dentro“, con il suo allenatore Pablo Lozano (quello che a Parigi dopo il primo set perso 6-1 con la Ivanovic sul ‘Suzanne Lenglen’ le ha urlato “Sì, vai in bagno e vedi di restarci…“, ha raccontato Sarita), la romagnola è motivata a risalire. Mossa dal desiderio di rivivere altre forti emozioni. Sicuramente sarebbe il regalo più gradito. Ed è l’augurio che tutta la squadra Net-Gen le rivolge, di cuore, certi di interpretare il pensiero di tantissimi appassionati e in primis di tutto il movimento tennistico romagnolo. Buon compleanno, Sara!

Sara Errani firma autografi a Palermo

Sara Errani firma autografi a Palermo

 

La Federazione Sammarinese Tennis, considerata l’incertezza che regna attorno al mondo sportivo a causa degli effetti della pandemia da Covid-19, si è vista costretta, a malincuore, a dover cancellare dal calendario 2020 il Challenger Atp di San Marino, che sarebbe dovuto tornare a inizio agosto, a distanza di sei anni dall’ultima edizione disputata. 

Quest’anno che eravamo riusciti a trovare le risorse per ripresentare un torneo all’altezza delle edizioni passate, a malincuore, ci vediamo costretti a dover rinunciare all’evento – spiega il presidente federale Christian Forcellini -. Non ci sono le condizioni per disputare i grandi eventi, figuriamoci per un torneo che deve ripartire dopo anni di assenza. La nostra manifestazione prevede una preparazione molto articolata, che non è possibile allestire in poco tempo. E’ impossibile, per la situazione attuale, mettere in piedi un evento internazionale di tale portata sia dal punto di vista logistico-organizzativo che di fattibilità, ma soprattutto economico. La cancellazione è inevitabile per quest’anno. Ovviamente proveremo a riproporlo a calendario già dal 2021 se le condizioni lo permetteranno, ma ad oggi, essendoci tante incognite legate al futuro, si fa fatica a fare ogni tipo di previsione. Dovremo decifrare la situazione nei prossimi mesi e confrontarci con la Segreteria di Stato per valutare al meglio le opportunità e le sinergie che riusciremo a mettere in campo una volta superata questa emergenza. Il nostro Paese sta affrontando una battaglia senza proporzioni contro questo nemico invisibile ed è giusto in questa fase concentrare gli sforzi e tutte le risorse per uscirne quanto prima nel migliore dei modi e tornare alla normalità attraverso una ripartenza sostenibile e in sicurezza. Purtroppo, anche la nostra Federazione è vittima di questa situazione inaspettata, che ha colpito tutto il mondo. La chiusura del nostro Centro Tennis da oltre due mesi e la sospensione di tutte le attività hanno avuto ripercussioni economiche drammatiche sulle casse federali e questo comporterà inevitabilmente anche una revisione di tutti gli accordi in essere e una riprogrammazione di tutte le attività” .

Christian Forcellini

Christian Forcellini, presidente della Federtennis sammarinese

Per le stesse ragioni, sentito il riferimento dell’Associazione Beach Tennis San Marino, si è deciso di cancellare l’edizione 2020 della San Marino Beach Tennis Master Cup, torneo che da due anni si svolge a inizio novembre e organizzato in collaborazione con la stessa Associazione. “Un evento che da subito ha registrato un bel successo per la qualità di giocatori al via, l’ottima organizzazione e l’indubbia bellezza della struttura che lo ospita – aggiunge Forcellini -. Capiamo bene, però, i dubbi e le preoccupazioni degli organizzatori, dovuti in parte anche ad un calendario che non si sa bene come verrà ridisegnato”. 

Restano al momento confermati, invece, i tornei giovanili ‘San Marino Junior Open’ e ‘San Marino Junior Cup’ in programma a fine luglio e ad agosto. “In questo caso ci rimettiamo alle decisioni che verranno prese dalla ITF e dalla Tennis Europe circa il calendario internazionale – conclude il numero uno della Federazione del Titano – che, ad oggi, è sospeso fino al 13 luglio”.

Anche il padel, come il tennis, non è uno sport di contatto fisico e quindi la speranza di tanti atleti praticanti e appassionati è quella di poter tornare a cimentarsi nelle “gabbie” appena l’emergenza sanitaria causata dalla pandemia sarà meno grave e le maglie del lockdown verranno un po’ allentate. In vista del ritorno in campo, dunque, la Federazione Internazionale Padel ha reso noto il “Protocolo de Proteccion”, con una serie di misure di prevenzione e precauzioni da osservare nell’intento di contrastare il contagio. 

Una guida che ha lo scopo di indirizzare e consigliare su alcuni usi, modifiche e suggerimenti in modo che i club e le strutture sappiano come possono adattare il loro spazio sportivo. Un documento che non è vincolante perché, in questa situazione, sono i governi di ogni Paese a determinare quali misure devono essere prese per evitare aree di contagio e infezione da coronavirus. Direttive – quelle proposte dall’organismo presieduto da Luigi Carraro – che riguardano il campo – evitare di cambiarlo nei giochi dispari, anticipare la fine dell’ora a 5 minuti prima rispetto al consueto -, gli spogliatoi e le lezioni che potranno essere eseguite solamente con un massimo di 2 alunni, come pure comportamenti e modalità di gioco, come obbligo di disinfettarsi le mani ogni 15 minuti e usare solamente palline nuove, o guanti in lattice sulla mano non dominante, così come pagare attraverso l’App o lo staff.

Misure che non mancheranno di far discutere, come sta già accadendo tra gli addetti ai lavori, anche perché non tutte di semplice attuazione, ma delle quali occorrerà tenere conto se si vuole riprendere l’attività per limitare al minimo i rischi, in attesa di un vaccino che – volenti o nolenti – riporti la situazione alla normalità o quasi.

IL “DECALOGO” DELLA FEDERAZIONE INTERNAZIONALE PADEL

  • Fornire spazi specifici per i giocatori dove possibile conservare borse e altri oggetti personali, oltre a delimitare la misura esatta dello spazio per consentire la disinfezione.
    I momenti di cambiamento dei giocatori in campo alla fine delle varie ore di gioco devono prevedere un periodo di tempo sufficiente, non inferiore a cinque minuti tra la fine e l’inizio della prenotazione successiva, necessario per consentire i giocatori di passare con assoluta sicurezza.
    Divieto del cambio di lato del campo nei giochi dispari durante il gioco.
  • Le lezioni si terranno con la presenza di un massimo di due allievi, questo per facilitare la distanza di sicurezza all’interno del campo di gioco.
  • Pulisci le mani con un gel disinfettante ogni 15 minuti.
  • I movimenti all’interno dei club dovranno essere limitati ai soli utenti dei campi da gioco, quindi è vietata la presenza del pubblico o di spettatori. Inoltre, quando possibile, il club dovrà fornire canali speciali per consentire agli utenti di muoversi in direzioni guidate, evitando l’incontro tra i flussi in entrata e in uscita. Inoltre, per evitare incontri tra persone, è necessario prevedere una diversificazione dei tempi di prenotazione dei singoli campi, scaglionando così le entrate e le uscite degli utenti.
  • In attesa di misure specifiche, per ovvi motivi di sicurezza, è necessario vietare l’uso di spogliatoi e docce.
  • In conformità con le normative, le clubhouse devono rimanere chiuse, così da limitare l’accesso alle strutture
    solo per attività sportive.
  • Per quanto riguarda l’uso del bar si consiglia l’uso di distributori automatici o self-service. Dovranno essere rispettate le regole generali di sicurezza stabilite dalle leggi nazionali e/o locali.
  • All’inizio di lezioni e partite, i giocatori devono usare nuove palle, aprendo il tubo all’interno del campo. I cestini per le palline non possono essere utilizzati. Il guanto di lattice deve essere usato nella mano non dominante. Ogni club di padel deve designare uno o più supervisori, che dovranno sempre essere presenti durante gli orari di apertura della struttura, per verificare e far rispettare le regole.
  • I pagamenti per le ore prenotate devono essere eseguiti elettronicamente e per quanto possibile in anticipo.
  • Il personale deve indossare una mascherina per il viso e guanti in lattice per evitare il contagio. Inoltre, il personale dovrà pulire le aree comuni il più possibile.

Altre misure da prendere sono rappresentate dalla necessità per il club di fornire sistemi per il controllo dei virus (gel disinfettanti o altro) e il rispetto delle regole generali di sicurezza e, quindi, la distanza di sicurezza, dentro e fuori dal campo, inoltre protocolli di sicurezza aggiuntivi potrebbero includere autocertificazioni specifiche e misurazione della temperatura.

Campionati italiani padel a Riccione

Una fase di gioco ai Campionati italiani di padel a Riccione

Rafael Nadal

Rafa Nadal non crede a una ripresa del circuito Atp a breve termine in considerazione del lockdown dovuto all’emergenza coronavirus. “Sono molto pessimista sul fatto che il circuito possa riprendere la normale attività – ha dichiarato il campione di Manacor durante una chat con i compagni di Davis organizzata dalla Federtennis spagnola -. Nel tennis devi viaggiare ogni settimana, soggiornare in hotel, andare in diversi paesi. Anche se giocassimo senza pubblico, per organizzare qualsiasi evento sono necessarie molte persone coinvolte, che non possono essere ignorate. A livello internazionale lo vedo come un problema serio“.

Per quanto riguarda il tennis non vedo alcun problema nell’allenarsi con un altro professionista anche se capisco che al momento non sia la priorità per nessuno – prosegue lo spagnolo -. Per il resto dobbiamo essere responsabili e coerenti. Non vedo come possiamo viaggiare in un paese diverso ogni settimana. Il nostro sport è molto diverso dal golf dove c’è molto più spazio. Per quanto riguarda l’organizzazione di un torneo del Grande Slam ci sono 128 giocatori e 128 giocatrici, oltre a tutti i membri della squadra di ciascun giocatore. Anche senza spettatori ci sarebbero molti contatti“. 

L’ex numero uno del mondo ammette che “stiamo vivendo un momento molto difficile dopo un mese e mezzo durissimo, con perdite irreparabili. L’atteggiamento del personale sanitario è stato encomiabile e la cosa che dispiace è che non abbiano potuto disporre di tutti gli strumenti di cui avevano bisogno. Si è dovuti ricorrere a misure estreme perché non abbiamo adottato quelle preventive adeguate e ora l’unica cosa che conta è salvare altre vite“. 

BARAZZUTTI: “RIPRESA TORNEI DIFFICILE SENZA VACCINO” – Dal 4 maggio ci si potrà tornare ad allenare ma da qua a pensare a una ripresa dei tornei a livello professionistico ce ne corre. Non è ottimista neppure Corrado Barazzutti, capitano dell’ItalDavis.Speriamo che si possa giocare con le precauzioni necessarie, in fondo è uno sport singolo e il governo deve tenere conto delle sue caratteristiche – le sue parole a ‘Repubblica’ – Ma io non parlo del tennis professionistico: mi riferisco a un’attività più di base diciamo, tipo il poter fare lezioni private e il riaprire i circoli. Iniziamo anche ad allenare i professionisti: poi, per i tornei, toccherà aspettare i vaccini per poter quindi giocare in totale sicurezza. E’ la mia speranza. Djokovic non vuole fare il vaccino? Che posso dire, lui non sarà il primo e neppure l’ultimo sulla questione. Io rispetto la sua opinione ma sono in disaccordo perché sono per le vaccinazioni“.
Barazzutti, pure lui alle prese con le conseguenze del coronavirus (“Altro che cassintegrato, mi è stato sospeso lo stipendio: quindi è peggio, molto peggio“), vede insomma la ripartenza lontana: “La verità è che non sono convinto che si riprenderà, solo che non voglio passare per quello pessimista“.

Giorgio Galimberti con Corrado Barazzutti

Corrado Barazzutti qui con Giorgio Galimberti (foto FIT/Sposito)

Andrea Gaudenzi presidente ATP da gennaio 2020

Fin dall’inizio del suo mandato – anzi, a dire il vero, anche prima quando parlava da esperto della materia – ha posto l’unione di intenti fra i vari attori che governano il tennis fra gli obiettivi della sua ‘mission’. E allora è normale che Andrea Gaudenzi, presidente dell’Atp, in un momento in cui si sottolinea spesso la necessità di rimanere uniti e lavorare insieme per uno scopo comune, applauda alla proposta di Roger Federer di unire l’Associazione maschile dei tennisti professionisti con quella femminile, la Wta.

Il nostro sport ha una grande opportunità di unirsi in uno spirito di collaborazione. La recente collaborazione tra le due organizzazioni ha solo rafforzato la mia convinzione che uno sport unificato sia il modo più sicuro per massimizzare il nostro potenziale e offrire la migliore esperienza ai nostri fan, sia dal vivo che in televisione“, ha dichiarato il romagnolo, ex numero 18 della classifica mondiale, nel corso di un’intervista al New York Times in cui ha espresso la posizione ufficiale dell’ATP sull’idea lanciata dal fuoriclasse svizzero e che ha trovato favorevole anche Rafa Nadal.

Andrea Gaudenzi ha poi sottolineato come la competizione tra uomini e donne nello stesso spazio sia “sempre stato uno dei nostri punti di forza. Vogliamo mantenere la nostra collaborazione con la Wta negli aspetti più diversi della nostra attività“.

Andrea Gaudenzi con i figli e lo staff dell'UTA a Ravenna

Andrea Gaudenzi con i figli e lo staff tecnico della Ravenna Tennis Academy in agosto

Paolo Lorenzi

Ho appena perso la mia prima partita ma non importa, già che giochiamo mi sembra un bel traguardo. È un modo per ripartire, io poi ho una certa età e se mi fermo del tutto non so se riesco a riprendermi…“. In tempi di coronavirus e lockdown generale, tornare in campo fa un bell’effetto. E da tre giorni in Florida, sui campi in cemento outdoor di Bradenton, Paolo Lorenzi ha ricominciato a sentirsi un tennista in attività.

Il 38enne senese sta partecipando infatti all’International Tennis Series, un mini torneo privato tra sei giocatori che si disputa con le regole delle Next Gen Atp Finals (due set su tre sulla distanza di 4 game) e che andrà avanti fino al 25 aprile. “Ma io giocherò solo fino a mercoledì“, racconta Lorenzi (numero 121 in classifica mondiale) dopo la partita persa col giovane bulgaro Adrian Andreev (n.697 Atp), spiegando che per scendere in campo i tennisti coinvolti hanno dovuto “chiedere il permesso all’Atp e alla Tiu“, ovvero la Tennis integrity unit che è l’organismo anticorruzione che vigila sulla regolarità delle partite. Inoltre, hanno dovuto firmare una sorta di autocertificazione, “un foglio in cui c’è scritto che se ti prendi il coronavirus non puoi denunciare nessuno“.

Qui da noi però c’è un lockdown diverso rispetto all’Italia – sottolinea Lorenzi, che da due anni vive a Sarasota, in Florida -. Possiamo andare al parco a correre, giocare a tennis nei campi privati. La mascherina e i guanti poi sono fortemente consigliati ma non sono obbligatori. Io e mia moglie comunque usciamo solo per fare la spesa, e adesso per andare a giocare. La mia famiglia? I miei genitori a Siena dal 6 marzo non escono di casa, mio fratello invece fa il dottore a Londra“.
Tornando al tennis, Lorenzi specifica che sui campi di Bradenton “non ci sono arbitri, giudici di linea o raccattapalle. Ogni giocatore si porta le proprie palline da casa, non ci diamo la mano, e le panchine vengono sanificate dopo ogni partita. Negli spogliatoti abbiamo assegnate zone diverse“. Insomma, “non c’è alcun contatto, ma sotto questo punti di vista il tennis è fortunato e avvantaggiato rispetto ad esempio al calcio. Da queste parti, per dire, continuano a giocare anche a golf“.
Sperando tra qualche mese di tornare alla normalità. “Mi piace pensare positivo. A metà luglio, primi di agosto penso si possa tornare a giocare sul serio“, l’auspicio finale di Paolo.

La premiazione di Federico Gaio e Paolo Lorenzi

Paolo Lorenzi con Federico Gaio dopo la finale del challenger di Manerbio 2019 (foto Carlo Monterenzi)

Novak Djokovic

Personalmente sono contrario alla vaccinazione e non vorrei essere costretto da qualcuno a prendere un vaccino per poter viaggiare“. Novak Djokovic così si è espresso durante una conversazione chat su Facebook, con diversi atleti serbi, secondo quanto riporta il Guardian. Il numero 1 del tennis mondiale ha parlato della possibilità di dover assumere il vaccino per viaggiare, a causa del coronavirus.

Ma se diventa obbligatorio, cosa accadrà? Dovrò prendere una decisione. Ho la mia opinione sulla questione e se questa cambierà ad un certo punto, non lo so – ha aggiunto Nole -. Ipoteticamente, se la stagione dovesse riprendere a luglio, agosto o settembre, sebbene improbabile, capisco che un vaccino diventerà un requisito subito dopo che saremo fuori dalla quarantena rigorosa, ma ricordiamoci che ad oggi non c’è alcun vaccino“.

HEATHER PARISI: “CORAGGIOSO NOLE, HA DETTO CIO’ CHE MOLTI PENSANO” – Il mese scorso, l’ex numero 1 mondiale Amelie Mauresmo aveva dichiarato che il resto della stagione 2020 del tennis potrebbe essere spazzato via. La tennista francese aveva aggiunto che l’attività agonistica non dovrebbe riprendere fino a quando non sarà disponibile un vaccino per il Covid-19, cosa che secondo la maggior parte degli scienziati richiederà almeno un anno.

Grazie a @DjokerNole per aver avuto il coraggio di dire a voce alta quello che molti pensano, ma che non osano dire, per il rischio di essere ingiustamente criminalizzati“. Lo scrive Heather Parisi sul proprio profilo Twitter a proposito della contrarietà alla vaccinazione espressa dal numero uno del mondo del tennis.

NADAL CHIAMA UN TIFOSO RICOVERATO IN OSPEDALE – Rafael Nadal, numero due del ranking Atp, ha contattato un suo tifoso ricoverato in un ospedale a Sagunto, in Spagna, dopo aver contratto il coronavirus: “Sono felice di vederti pieno di energia, adesso è importante rimanere concentrati sul miglioramento da fare per andare avanti“, le parole di sostegno del 33enne di Maiorca secondo quanto riportato sul profilo Twitter del dipartimento della Salute di Sagunto. 

Novak Djokovic, presidente del consiglio dei giocatori, ha annunciato in una lettera aperta, dopo un confronto con Roger Federer e Rafael Nadal, le sue proposte per la creazione di un fondo di sostegno per i suoi colleghi meno abbienti. Se l’Atp assegnerà un milione di dollari per aiutare i giocatori classificati tra il 150° e il 400° posto del ranking mondiale, i ‘Top 3’ propongono un contributo economico per chi occupa dalla 250esima alla 700esima piazza della classifica.

I primi 250 giocatori (almeno la maggior parte di loro) hanno giocato quest’anno l’Australian Open, il che garantirebbe loro una discreta quantità di denaro – ha dichiarato il 32enne fuoriclasse serbo nella sua missiva – E’ oltre il 250° posto che si svolge la vera lotta finanziaria e sono questi giocatori che dobbiamo aiutare. Molti di loro stanno pensando di abbandonare il tennis professionistico perché semplicemente non possono sopravvivere economicamente. Sfortunatamente, ci sono molti giocatori nel gruppo tra il 250° e il 700° posto che non sono supportati dalle federazioni o che non hanno sponsor. L’Atp ha circa 700 membri e dobbiamo cercare di prenderci cura di tutti loro. Sono la base del tennis e dello sport professionistico“.

L’obiettivo che si propongono Djokovic, Federer e Nadal è di donare 10mila dollari a ciascun tennista nella fascia 250-700 Atp, per un importo stimato di 4,5 milioni di dollari secondo un piano preciso: i primi 100 giocatori della classifica singolare e i primi 20 del doppio contribuiranno con una cifra progressiva dai 5.000 ai 30.000 dollari, per un importo totale stimato di 1.050.000 dollari, quasi 920mila euro. Con i contributi previsti da Grand Slam e Atp, la somma potrebbe superare i 4 milioni di dollari, oltre 3,5 milioni di euro.

Federer e Djokovic

Roger Federer e Novak Djokovic (qui insieme alla Laver Cup)

C’è ancora un bel po’ di Italia anche nella seconda puntata di Tennis United”, il nuovo show settimanale lanciato insieme da Atp e Wta, in onda tutti i venerdì sulle loro piattaforme digitali. Dopo Jannik Sinner protagonista dell’episodio del 10 aprile, che ha tenuto a battesimo la nuova iniziativa mediatica, stavolta tra gli ospiti dei padroni di casa Bethanie Mattek-Sands e Vasek Pospisil c’è anche la coppia del tennis azzurro Fabio Fognini e Flavia Pennetta. Inoltre i due conduttori, entrambi vincitori di prove Slam in doppio, nell’appuntamento di venerdì 17 aprile incontrano Daria Kasatkina, Jack Sock e i giocatori statunitensi.

Il format comprende, infatti, interviste e discussioni con protagonisti di entrambi i circuiti come con altri personaggi di rilievo del mondo del tennis, un collage degli spunti più interessanti della settimana attraverso i post dei giocatori sui social media e uno sguardo su quanto la comunità del tennis sta facendo sotto il profilo del sostegno a chi in questo momento è grande difficoltà.

 

Anche la seconda puntata dello show è disponibile sulle pagine Facebook e sui canali YouTube di Atp e Wta. Alcune parti si trovano anche su Twitter e Instagram.

Qui sotto invece, per chi non avesse avuto modo di vederla, la prima puntata, con un montaggio speciale di tutti i messaggi di ringraziamento dei giocatori ai medici e al personale sanitario che sta combattendo in prima linea contro il Covid-19. E poi le interviste a Felix Auger Aliassime, Sofia Kenin, Jannik Sinner e Donna Vekic.

 

Dayana Yastremska è attualmente in Ucraina, suo Paese natale, in attesa della fine dell’epidemia di Coronavirus. La tennista numero 25 della classifica mondiale sta dando un contributo per aiutare le persone a capire che cosa fare durante questa pandemia e come combattere il virus. Proprio in quest’ottica la 19enne di Odessa è stata protagonista di un video interessante, in cui diventa un personaggio dei cartoon  con l’intento di spiegare le migliori pratiche e le precauzioni a cui ricorrere per contrastare il Covid-19.

Penso che sia stata un’idea intelligente presentare tutta la situazione sulla pandemia usando un cartone animato. L’intero concetto è chiaro e comprensibile per bambini e adulti“, le parole di Dayana, che in precedenza con la fondazione che porta il suo nome aveva collaborato con Aleksandr Gorenyuk, un membro del parlamento ucraino, per spargere la voce sul contenimento della diffusione di COVID-19.

Ispirata da un disegno di se stessa che si è fatta come regalo per il 18° compleanno, la vincitrice di tre titoli WTA sta affrontando il coronavirus come il più temibile rivale della sua giovane carriera, con l’obiettivo di aiutare il maggior numero di persone a conquistare questo successo. “Questo fumetto è stato creato dal nostro team. Ogni componente è uno specialista geniale. In realtà stavo dipingendo me stessa finché l’animatore non mi ha mostrato la sua visione ed è stata senza dubbio migliore – aggiunge Yastremska con un sorriso – In realtà mi sto prendendo in considerazione sceneggiatrice da quando mi piace inventare storie e situazioni diverse. Penso di poter diventare una sceneggiatrice niente male…“.

 

Il video (in inglese e in ucraino) incoraggia gli spettatori a rimanere a casa il più possibile, a mantenere le mani pulite e a tenere una distanza sociale rigorosa mentre si prendono cura dei nonni e delle persone più vulnerabili al virus. “L’intero progetto è durato otto giorni. Abbiamo cercato di lavorare velocemente poiché era molto importante mettere subito in evidenza questo tema: le persone devono capire quanto sia pericoloso questo virus“.

Jack Draper

Il surrogato dello sport alla consolle non sarà mai come l’originale, e in qualche caso può anche far male. Almeno nel tennis, che sta vivendo come tutti la crisi da coronavirus, fronte soldi compreso, soprattutto se si guarda alla classifica dal posto numero 100 in giù.

Dalla racchetta virtuale mette in guardia il diciottenne inglese Jack Draper, millennial di grandi speranze, considerato nel Regno Unito l’erede di Andy Murray. “Andateci piano con il gioco virtuale“, ha raccontato il giovane tennista, numero 285 della classifica Atp, confessando che in tempi di quarantena aveva cercato di dirottare sulla Wii gli allenamenti. Ma ora ha smesso, ha spiegato sulle pagine del ‘Telegraph’, perché si stava rovinando. “Mi sono accorto che sul dritto la racchetta chiudeva il colpo con la vita non con la spalla. Inoltre cominciavo ad avere una postura non corretta“.

Le racchette per giocare a tennis alla Wii

E così a digiuno di campo e gioco Draper, in isolamento con la famiglia a Leatherhead, prepara “20 tazze di tè al giorno per mio fratello Ben che ha 21 anni e per mia mamma Nicky. Alcuni giocatori saranno felici ora di fermarsi. Non è il caso mio. Avevo vinto l’ultimo torneo giocato, a Sunderland, a fine febbraio. Siamo in quarantena e ho 18 anni. Vorrei vivere una vita normale. Mi manca il tennis, la competizione. Quando ero via, avevo sempre voglia di tornare a casa. Ora che sono qui, non vedo l’ora di tornare a giocare“.

La stagione era tutta da vivere per il britannico, 191 cm di talento ancora in erba ma pronto a dire la sua anche a Wimbledon, dove avrebbe avuto la wild card tra i senior nel doppio, dopo aver brillato tra i giovani. 

Fabio Fognini e Flavia Pennetta, la premiata coppia del tennis italiano, per l’allenamento fai da te hanno trasformato in rete il passeggino del più piccolo di casa o prima pure lo stendino. Ma il gioco senza gioco in tempi di pandemia ha scatenato la corsa a soluzioni ben più high tech ed ecco che a fare da sparring partner per mantenersi in attività arriva il robot. Anche quello pongista, mancino e che spara palline a velocità controllata.

Ha scoperto che era l’unica soluzione Alvaro Robles, un atleta andaluso che ha conquistato un argento mondiale nel doppio, la prima medaglia del tennistavolo per la Spagna. Rientrato da due tornei in Qatar e Oman, si stava preparando per le qualificazioni ai Giochi di Tokyo: ma bloccato a casa la federazione iberica gli ha proposto di allenarsi indoor con un piccolo robot. “Invia la palla nel punto desiderato e consente almeno di conservare l’intensità e i riflessi“, ha raccontato il giocatore ai media spagnoli. Non è il top di gamma della robotica in materia stando ai giudizi di Robles: è mancino e si stanca dopo 200 lanci.

Alvaro Robles, nazionale spagnolo di tennistavolo, con il robot sparring-partner

Ha badato meno a spese l’indiano Sathiyan Gnanasekaran, numero 30 al mondo: si allena con un robot tedesco, che riesce a tirare 120 palline al minuto.In questa fase di isolamento il robot è utilissimo” ha ammesso Sathiyan.
Macchine con intelligenza artificiale erano già apparse in queste settimane travolte dal coronavirus: robot che portano cibo in strutture isolate, ma anche in corsia. Non sono passati inosservati anche quelli nelle strade di Pechino ancora vuota per il lockdown. Ma anche prima della crisi sanitaria mondiale un robot aveva esordito a Wimbledon: chiamato Watson, riesce ad analizzare gli atteggiamenti dei tennisti e selezionare poi le immagini migliori del match.

Hanno provato a impensierire mr Klopp quando il Liverpool ha firmato un accordo commerciale con Acronis, il cui amministratore delegato, Serguei Beloussov, ipotizzava una svolta in panchina: “Si possono creare manager-robot e migliorare l’allenamento, per il recupero dei giocatori si può analizzare tutto attraverso un apprendimento automatico e i dati raccolti. In futuro le macchine saranno le prime grandi responsabili delle sconfitte e i manager si toglieranno un peso“. Ma i punti in classifica, nonostante il campionato sospeso, fanno dormire sonni tranquilli all’allenatore dei Reds.

Al grido di ‘iostoacasa’ anche nei paesi che il diktat non lo seguono (vedi Bielorussia) a Taoyuan City per una partita di baseball (non giocata poi ma solo a causa della forte pioggia) insieme alle sagome cartonate sugli spalti, a bordo campo però non mancavano le cheerleaders, ma in formato robot. Ci sono robot a infrarossi che aiutano anche per correre: in pista, quando i campioni potranno tornarci. Intanto i meno esigenti si aiutano con la consolle. O cercando coach dedicati. E’ infatti boom di richieste per avere allenatori privati. Umani, è bene precisarlo… 

Beach Tennis: Tommaso Giovannini

Doveva essere una Pasqua in famiglia, di ritorno da un paio di tornei del circuito internazionale ITF alle Isole Reunion e subito prima di imbarcarsi di nuovo su un aereo con destinazione Rio de Janeiro per altre competizioni sulla sabbia brasiliana. Invece Tommaso Giovannini a casa, per motivi di forza maggiore dettati dall’emergenza coronavirus, c’è ormai da un mese – e non è finita qui – e a causa della pandemia sono saltati tutti i piani dell’atleta romagnolo, uno dei top player del beach tennis mondiale (attualmente numero 5 del ranking ITF).

GIOVANNINI: “CHE FORTUNA IL CAMPETTO IN GIARDINO…” – “Questa situazione ha davvero sconvolto la nostra vita e quella che era la routine quotidiana – sottolinea Giovannini, nato il 21 agosto 1995 a Forlì ma a tutti gli effetti lughese – a maggior ragione per noi che siamo abituati a viaggiare per sei-sette mesi all’anno per gli impegni agonistici e che all’improvviso ci siamo ritrovati bloccati alla luce delle limitazioni adottate dalle autorità per limitare il contagio, senza neppure poter uscire per gli allenamenti. E sinceramente le giornate diventano monotone e pesanti… Quando era ancora freddo mi sono mosso utilizzando cyclette e qualche attrezzo ginnico dentro le mura di casa, ora che il clima lo consente per fortuna siamo riusciti ad allestire un campetto nel giardino di mio padre di 8 metri per 7, dunque quasi regolare. Mi consente di non perdere l’abitudine alla racchetta e di mantenere i riflessi, ma anche di stare all’aria aperta e distrarmi un po’, nel pieno rispetto delle regole. E con questa opportunità posso anche ritenermi un privilegiato in confronto a chi vive ad esempio in appartamento, come ad esempio il mio nuovo partner di gioco Michele Cappelletti”.
Proprio al fianco del cesenate, campione del mondo in carica, a febbraio Giovannini ha sperimentato alcune delle nuove regole introdotte dalla ITF, come la rete posta a un’altezza di un metro e 80 nelle gare maschili (prima era 1,70). “Purtroppo abbiamo fin qui potuto testarle solo in un torneo in Brasile, peraltro in condizioni molto particolari perché il terreno era durissimo a seguito di continue piogge e inondazioni. Si tratta di innovazioni decise per rendere il nostro sport ancora più televisivo e quindi in grado di raccogliere una platea sempre più vasta di appassionati. Personalmente sono favorevole alla maggiore altezza della rete perché consente di scambiare di più, mentre mi lascia perplesso il long tie-break al posto del terzo set”, il parere di Tommaso, che ha scoperto per caso, da ragazzino, il beach tennis ed è stato subito amore a prima vista.

Beach Tennis: Tommaso Giovannini

Un intervento a rete di Tommaso Giovannini

DAGLI INIZI A MARINA DI RAVENNA AL TRIONFO AD ARUBA – “Con la mia famiglia eravamo soliti trascorrere le vacanze a Milano Marittima, dove in spiaggia non veniva praticata questa disciplina, ma un’estate siamo andati a Marina di Ravenna, al bagno ‘Mio Capitano’, che è accanto all’Oasi, vera e propria culla del beach tennis. E una esibizione con protagonisti i big di allora come Marighella, Mingozzi e Maldini, mi fece appassionare a questo sport, a cui mi sono poi dedicato in maniera agonistica dai 16-17 anni”, ricorda Giovannini (190 centimetri per 74 chili) parlando degli inizi di questa avventura. Anche se è ancora giovane d’età e quindi con la possibilità di arricchire ulteriormente il palmares, nel riavvolgere il nastro della memoria non sono poche le pagine rimaste impresse, probabilmente in modo indelebile. “Il successo più bello è stato il titolo vinto nel 2018 al torneo di Aruba, uno dei più prestigiosi del tour, in coppia con il russo Nikita Burmakin. In particolare non possono essere dimenticate le emozioni della semifinale contro Benussi-Beccaccioli, durata tre ore e 40 minuti e nella quale abbiamo annullato sette match point. Sicuramente una bella soddisfazione è l’essere stato numero 1 del mondo nel febbraio dello scorso anno. Tra i ricordi più belli c’è anche la prima vittoria in un torneo Grado 1 a Terracina, l’oro ai Giochi del Mediterraneo e le due finali ai Mondiali, anche se mi hanno lasciato un po’ di amaro in bocca, specie quella del 2018, con la sensazione di aver sprecato una occasione. Anche per questo ammetto che faccio fatica a rivedere quelle partite, io che di solito amo rivedere video e immagini non solo dei miei incontri, perché è necessario studiare con attenzione le caratteristiche degli avversari per essere pronti poi ad affrontarli sul campo”.

“RIPRENDERE I TORNEI? DURA PRIMA DELL’AUTUNNO” – Sfide che però sono sospese a tempo indeterminato a causa delle conseguenze del Covid-19 in tutto il pianeta: anche il circuito del beach tennis è stato al momento fermato sino al 13 luglio, ma il timore è che lo stop possa essere ulteriormente prolungato. “Sinceramente per il 2020 la vedo grigia, alla luce di quel che sta accadendo in altri Paesi, più indietro di noi temporalmente nello sviluppo dell’epidemia, non penso che si riuscirà a disputare gare internazionali prima dell’autunno, anche perché si tratta di eventi in cui c’è contatto fra pubblico e giocatori ed è il bello di questa disciplina. Per i Mondiali di Terracina, inizialmente in calendario a giugno, si era parlato di uno spostamento a settembre ma dubito che a livello internazionale ci si possa spostare tranquillamente in quel periodo. E’ meglio evitare di fare stupidaggini nel voler anticipare i tempi di una ripresa: più siamo in grado di resistere adesso e dopo più facile sarà tornare alla normalità”, afferma Giovannini che un paio d’anni fa ha deciso di interrompere gli studi per dedicarsi a tempo pieno alla carriera di beacher.

Beach Tennis: Tommaso Giovannini

Tommaso Giovannini, uno dei top player mondiali del beach tennis

“QUEL PROGETTO LEGATO AL BEACH NEGLI STATI UNITI” – “Fino a metà del 2018 ho seguito i corsi di matematica all’Università di Bologna, poi è diventato quasi impossibile conciliare quel tipo di facoltà con lo sport ad alto livello – riconosce -. I risultati che ho ottenuto in quella stagione agonistica mi hanno aiutato a convincere anche i miei genitori della bontà della scelta. Inoltre ho affrontato un viaggio di due mesi negli Stati Uniti, ospite in California di mio zio che fa il ricercatore, per tastare il terreno in vista di un progetto professionale legato al beach, sport dall’enorme potenziale, basta vedere il boom che sta incontrando in Brasile, dove ci sono più tesserati che nel tennis. Ho incontrato i responsabili della San Diego Beach Academy e hanno dimostrato interesse all’idea, siamo rimasti in contatto e dovevamo rivederci in occasione dei Giochi Mondiali sulla spiaggia ad ottobre 2019 in programma proprio a San Diego, ma poi per assenza di sponsor privati gli organizzatori hanno rinunciato alla manifestazione, assegnata quindi a Doha. Non ho comunque rinunciato alla prospettiva di un futuro oltre Oceano, soprattutto per la cultura sportiva che caratterizza gli Stati Uniti: basti pensare che i ragazzi si alzano all’alba per praticare sport prima di iniziare la loro giornata scolastica. Scegliendo di fare il professionista ho investito su me stesso e dunque devo essere pronto a recepire quelle che possono essere delle opportunità professionali, anche e soprattutto fuori dai confini nazionali”.  

“SPERO DI TORNARE AD ALLENARMI IN SPIAGGIA IN ESTATE” – Prima, però, c’è da togliersi qualche altra bella soddisfazione nei panni di atleta, considerando che il romagnolo si aspettava tanto dalla stagione 2020. “Dopo che nei mesi invernali siamo stati praticamente in simbiosi, svolgendo insieme tutta la preparazione atletica e il lavoro tecnico al cesto, mi fa un certo effetto ora poter parlare solo in video-chiamata con Michele Cappelletti e il nostro allenatore Alessandro Buccelli. Le nostre ambizioni per adesso rimangono nel cassetto, in vista di quando si potrà riprendere le competizioni. Spero però che almeno in estate sia possibile tornare ad allenarsi in spiaggia – l’auspicio finale di Tommaso -, sarebbe un primo importante passo verso una situazione di normalità per tutti”.

Tommaso Giovannini e Michele Cappelletti

Tommaso Giovannini e Michele Cappelletti, una coppia di top player tutta romagnola

Tennis United: il logo

Atp e Wta uniscono le forze e in tempi di coronavirus lanciano Tennis United”, un nuovo show settimanale in onda tutti venerdì sulle loro piattaforme digitali. Per la conduzione sono stati scelti il canadese Vasek Pospisil e la statunitense Bettanie Mattek-Sands, entrambi vincitori di prove Slam in doppio.

Il format comprende interviste e discussioni con protagonisti di entrambi i circuiti come con altri personaggi di rilievo del mondo del tennis, un collage degli spunti più interessanti della settimana attraverso i post dei giocatori sui social media e uno sguardo su quanto la comunità del tennis sta facendo sotto il profilo del sostegno a chi in questo momento è grande difficoltà.

Nella prima puntata, quella trasmessa venerdì 10 aprile, un montaggio speciale di tutti i messaggi di ringraziamento dei giocatori ai medici e a tutto il personale sanitario che sta combattendo in prima linea contro il Covid-19. E poi le interviste a Felix Auger Aliassime, Sofia Kenin, Jannik Sinner e Donna Vekic.

 

La prima puntata dello show è disponibile sulle pagine Facebook e sui canali YouTube di Atp e Wta. Alcune parti si trovano anche su Twitter e Instagram.

Andrea Gaudenzi presidente ATP da gennaio 2020

Chiudere il 2020 avendo giocato altri due Slam (gli Australian Open si sono disputati lo scorso gennaio) e sei Masters 1000, compresi un paio sulla terra, tra cui gli Internazionali BNL d’Italia (tra settembre e ottobre a Roma, come ha detto anche il presidente della FIT Angelo Binaghi, oppure a novembre, indoor, a Milano o Torino), per poter poi ospitare regolarmente le ATP Finals alla 02 Arena di Londra (15-22 novembre) oppure altrove. E’ questo l’obiettivo primario dell’ATP, presieduta da gennaio da Andrea Gaudenzi, in un anno tormentato come non mai per via della pandemia. Proprio il futuro del tennis dopo l’emergenza Coronavirus è stato il tema al centro di una conference call che l’ex giocatore romagnolo (nato il 30 luglio 1973) ha tenuto dalla sua casa di Londra con la stampa italiana. Ecco i principali contenuti, come pubblicati su ‘Prima Comunicazione’.

– Gaudenzi, il tennis quando ripartirà?

Difficile dirlo, continuiamo a fare e rifare una bozza di calendario: ora come ora stiamo lavorando sull’ipotesi di quattro settimane sulla terra battuta dopo gli US Open. Se giochiamo quest’estate negli Stati Uniti, poi ci sarebbe la terra rossa e quindi gli indoor in Asia con le finali ATP a Londra. Questa sarebbe l’ipotesi migliore: con sette Masters 1000 e tre Slam su quattro, avremmo salvato l’80% dei tornei e dei punti in classifica dei giocatori. Se salta New York dovremmo giocare anche novembre e dicembre. Oggi siamo focalizzati su un rientro subito dopo Wimbledon. L’unica cosa che sappiamo veramente è che nel mondo esiste tanta ansia e poche risposte e ci sono problemi ben più importanti da risolvere dei tornei di tennis”.

– Il tennis viaggia molto, non è solo giocatori, ma allenatori, fisioterapisti, arbitri, manager, parenti e amici che si muovono tutti insieme a ogni torneo…

In un “combined” (10 giorni di partite con uomini e donne insieme) parliamo anche di 2-3000 persone e di uno sport globale. Stiamo valutando anche formati diversi di tornei in caso di forti restrizioni sui viaggi: dobbiamo pensare di giocare a porte chiuse e a uno sport regionale, anche se faremmo un passo indietro, dobbiamo pensare ai riflessi sui tabelloni e sulle classifiche perché non potremmo garantire la presenza dei migliori, dovendo salvaguardare anche i giocatori di classifica inferiore. Anche per gli aiuti finanziari, prima ci occuperemo dei Challenger e degli ATP 250, dei giocatori fra il numero 250 e 500, che hanno più bisogno”.

Andrea Gaudenzi

Andrea Gaudenzi

Paradossalmente questo stop può aiutare il rilancio del tennis.

Dobbiamo approfittarne per guardarci dentro e guardare più avanti a lungo termine, al futuro del nostro sport. Da questa crisi possono nascere opportunità enormi, a cominciare dallo spirito di collaborazione fra ATP, WTA, ITF e tornei dello Slam: facciamo tutti parte di uno sport solo, ci rivolgiamo agli stessi fan, facciamo parte di una storia che raccontiamo insieme. L’idea è di aggregare il più possibile”.

Qual è la visione del suo mandato?

Secondo me il tennis non sta esprimendo il potenziale a cui può ambire: siamo uno sport sano, solido come business, bello da guardare e da giocare, ma se