Sara Errani incontra i giornalisti a Palermo

Sara Errani debutta lunedì nella 31esima edizione del “Palermo Ladies Open”, torneo Wta che segna la ripartenza del tennis mondiale dopo il lockdown. La giocatrice di Massa Lombarda, numero 169 del ranking mondiale e in tabellone con una wild card, affronta la rumena Sorana Cirstea, numero 75 Wta. L’azzurra ha vinto cinque dei sette precedenti a tutti i livelli, compreso il più recente: 6-2 5-7 6-1 negli ottavi del WTA di Dubai del 2014. Due le sfide sulla terra rossa, a Marbella nel 2011 e a Madrid nel 2013: ha sempre vinto la romagnola. La vincente sfiderà Kristyna Pliskova o Maria Sakkari.

In conferenza stampa Sara ci ha tenuto a ringraziare l’organizzazione del torneo: “Oliviero Palma mi ha sempre trattata benissimo e mi ha fatto socia onoraria del circolo – spiega Errani – Sono onorata di aver ricevuto questa wild card. Sono tantissimi anni che vengo a Palermo. Ho giocato bene tante volte, è sempre stato un posto speciale. Per me è una seconda casa“.

Sara Errani

Sara Errani (foto MondoAce)

Il Tennis Club President (Basilicanova di Montechiarugolo) ha ospitato la conferenza stampa di presentazione degli Internazionali di Tennis Emilia Romagna, il torneo ATP Challenger 125 di Parma in programma da sabato 5 a domenica 13 settembre.
Coordinati da Fabio Rossi, direttore del Tennis Club President, i relatori hanno espresso la propria emozione per la realizzazione di un evento unico per il territorio. Innanzitutto Romano Botti, presidente del Tennis Club President: “Presentiamo una manifestazione molto importante. L’upgrade del torneo, che quest’anno sara’ un ATP Challenger 125, e’ un regalo di MEF Tennis Events che ci ha sorpreso. Il nostro circolo merita un evento di questa portata: ringrazio tutti coloro che ne renderanno possibile lo svolgimento“.

Poi Daniele Friggeri, sindaco del Comune di Montechiarugolo: “Anche in questo particolare 2020 riusciamo a compiere l’impresa di dar vita al torneo. Da sindaco, e’ per me un onore collaborare al grande lavoro di preparazione, un impegno costante che dura diversi mesi. Le nostre terre beneficeranno in ogni settore di questo splendido evento internazionale. Ci ispireremo alla grinta dei giocatori in campo per vincere la sfida“. 

Presentazione Internazionali Emilia Romagna di tennis

La conferenza stampa di presentazione del challenger di Parma – Internazionali Emilia Romagna (foto MEF)Estremamente soddisfatto Marco Bosi, vicesindaco di Parma: “Sara’ il piu’ importante evento sportivo del nostro territorio, dobbiamo valorizzarlo al massimo. Ho ancora negli occhi lo spettacolo della finale del 2019 tra Tommy Robredo e Federico Gaio, vinta 7-6 al terzo set dallo spagnolo: e’ impossibile dimenticarla. Parma e’ stata confermata Capitale Italiana della Cultura anche per il 2021: gli Internazionali di Tennis Emilia Romagna faranno da traino in questo travagliato 2020. Vedremo la situazione sicurezza del Paese a settembre, mi piacerebbe rendere la manifestazione unica anche dal punto di vista del turismo“.

Solo il Foro Italico davanti al Tennis Club President, come sottolinea Fabio Rainieri, vicepresidente del Consiglio Regionale: “Qui andra’ in scena il secondo torneo piu’ importante del panorama nazionale dopo gli Internazionali BNL d’Italia. E’ stato fatto un grandissimo lavoro, speriamo possa esserci anche il pubblico“.

In conclusione Marcello Marchesini, presidente di MEF Tennis Events: “Sarebbe impossibile pensare di organizzare un evento cosi’ senza il supporto delle istituzioni, del circolo e degli sponsor. Speriamo di assistere ad un’edizione straordinaria del torneo: a Todi abbiamo dimostrato come poter svolgere una grande manifestazione nel massimo della sicurezza, l’obiettivo e’ accogliere il pubblico anche al Tennis Club President. Avremo un’entry list importantissima, i giocatori meritano gli spettatori in tribuna“.

La premiazione degli Internazionali di Tennis Emilia Romagna - GoldBet Tennis Cup a Parma

La premiazione degli Internazionali di Tennis Emilia Romagna 2019 – GoldBet Tennis Cup a Parma (foto Marta Magni)

Simone Vaccari

Avanti nel segno dei giovani talenti il torneo nazionale Open del Circolo Tennis Venustas di Igea Marina, il trofeo “Il Ritorno” (1.000 euro di montepremi). In grande evidenza Diego Zanni e Luca Bartoli del Tc Viserba, il forlivese Diego Bravetti, allievo della Galimberti Tennis Academy, Simone Vaccari, seguito da Tennix a Porto Fuori, e Mattia Ricci, che fa base alla Pro Tennis School al Gt Rivazzurra.

Tabellone finale, 3° turno: Alessandro Marcantoni (2.8)-Silvano Pozzi (2.7) 6-2, 6-2.
4° turno: Diego Zanni (2.5)-Alessandro Bagnara (2.8) 6-3, 6-3, Luca Bartoli (2.7)-Giacomo Polidori (2.6) 5-7, 6-2, 6-1, Diego Bravetti (2.6)-Luca Cramarossa (3.1) 6-4, 6-1, Simone Vaccari (2.6)-Filippo Fracassi (2.7) 7-6 (0), 7-5, Luca Russo (2.8)-Francesco Malavasi (2.7) 6-4, 2-6, 7-6, Mattia Ricci (2.7)-Mattia Bandini (2.6) 7-5, 6-4, Matteo Ceradelli (2.6)-Marco Cinotti (2.5) 6-3, 6-3.

Intanto avanza, sempre sui campi del Ct Venustas, il torneo giovanile del Gelso Under 10-12-14-16.

PINARELLA ALLA STRETTA DECISIVA – Filippo Caporali (n.3), Nicola Ravaioli (n.5) e Lorenzo Beraldo in semifinale nel tabellone maschile del torneo di 3° del Ten Pinarella. Nel femminile semifinali per Annagiulia Danesi, Francesca Terzi ed Emilia Zampolini.

Femminile, quarti: Annagiulia Danesi (3.1, n.1)-Giorgia Benedettini (3.3) 6-2, 6-2, Francesca Terzi (3.4)-Emily Maggi 6-7 (7), 6-2, 10-5, Emilia Zampolini (3.1, n.3)-Viola Angelini (3.1, n.6) 6-4, 1-6, 10-4.

Maschile, quarti: Nicola Ravaioli (3.1, n.5)-Luca Meliconi (Nc) 1-6, 6-1, 10-3, Lorenzo Beraldo (3.2)-Claudio Celaj (3.2, n.9) 3-6, 7-5, 10-7.

Lorenzo Beraldo

Lorenzo Beraldo

Emma Ferrini (n.9), Emma Valletta (n.4) ed Alessandra Mazzola (n.3) nei quarti del torneo Open “Itas” del Circolo Cittadino di Jesi. Avanzano anche Jacopo Bilardo (Ct Massa Lombarda) e il francese Jerome Antony Turchi, allievo della Galimberti Tennis Academy.
Femminile, ottavi: Emma Ferrini (2.4)-Andrea Maria Artimedi (2.4, n.8) 6-2, 7-5, Emma Valletta (2.4)-Maria Toma (2.5) 6-3, 6-3, Chiara Girelli (2.4, n.5)-Giulia Dal Pozzo (2.7) 6-2, 6-0, Alessandra Mazzola (2.4)-Asia Scuppa (2.8) 6-1, 6-2.

Maschile: Jerome Antony Turchi (2.4)-Enrico Piergallini (2.5) 6-2, 6-1, Alberto Bronzetti (2.4)-Jacopo Sottocornola (2.4) 2-6, 6-2, 6-1, Jacopo Bilardo (2.6)-Federico Mazzarini (2.4) 6-3, 4-6, 6-1.

Emma Ferrini in azione

La riminese Emma Ferrini in azione

I TERZA A PINARELLA – Si giocano i tabelloni finali nel torneo di 3° del Ten Pinarella.
Femminile, 1° turno tabellone finale: Alice Stella (3.4)-Alessandra Sparnacci (3.4) 6-2, 6-3, Francesca Terzi (3.4)-Asia Foli (3.4) 6-0, 6-3, Ambra Tommasi (3.5)-Maria Vittoria Tagliavini (3.5) 3-6, 6-1, 10-5, Ludovica Ceccoli (3.5)-Alessandra Turrini Merli (4.1) 7-6 (4), 6-4, Martina Dascola (3.5)-Silvia Alletti (3.5) 6-1, 6-7 (5), 10-6, Martina Orsini (3.5)-Carolina Bondi (3.5) 6-3, 6-0.
2° turno: Talita Giardi (3.4)-Veronica Tosi (3.3) 2-6, 6-1, 10-3, Giorgia Benedettini (3.3)-Viola Mezzogori (3.3) 6-2, 6-2, Olimpia Bergonzoni (3.3)-Ludovica Tosi (4.1) 6-2, 6-0, Silvia Valdè (4.3)-Emanuela D’Alba (3.4) 6-1, 6-0, Clara Marzocchi (3.3)-Alice Amadori (4.1) 6-3, 6-1.

Maschile, 1° turno tabellone finale: Mario Borghi (3.4)-Gianluca Bondioli (3.4) 6-4, 7-6 (5), Mattias Branger (4.3)-Andrea Covezzi (3.4) 6-4, 6-4, Marco Caporali (4.1)-Pietro Ricci (3.5) 6-4, 6-7 (4), 10-5, Filippo Castellari (3.5)-Marco Fucci (4.3) 6-4, 6-4, Giacomo Turci (4.6)-Pier Paolo Bencivenni (3.4) 6-2, 6-2, Claudio Vivani (3.4)-Mirco Boschi (Nc) 6-1, 6-0.
2° turno: Lorenzo Beraldo (3.2)-Filippo Flamigni (3.4) 6-1, 6-2, Matteo Mucciarella (3.3)-Carlo Giuseppe Leoncini (3.5) 5-7, 7-5, 10-1, Luca Meliconi (Nc)-Rafael Capacci (3.3) 6-1, 6-1, Pietro Montemaggi (3.2)-Jamal Urgese (3.4) 7-5, 6-1, Fabio Leonardi (3.3)-Andrea Fiumana (4.1) 6-3, 6-0, Andrea Zanuccoli (3.4)-Marco Rinaldi (3.2, n.14) 6-2, 7-6 (2), Alessandro Vico (3.4)-Simone Bezzi (3.2, n.15) 6-3, 5-7, 10-3.

Roger Federer su un tetto di Finale Ligure. Ebbene sì, per girare il nuovo spot della pasta italiana di cui il fuoriclasse svizzero è testimonial, proprio nella stessa location dove Vittoria Olivieri e Carola Pessina, le due giovani tenniste del club locale, sono diventate star del web per il video virale del loro palleggio dai tetti delle loro abitazioni durante il lockdown.

Il palleggio sui tetti di Finale Ligure delle due giovani giocatrici durante il lockdown

Lo raccontano alle agenzie di stampa i responsabili del Tennis Club Finale, il circolo dove si allenano le due ragazze, ormai lanciatissime: sono loro infatti le protagoniste del nuovo spot Barilla insieme al campione di Basilea impegnate, pare, proprio in un palleggio con ‘King Roger’. L’incontro ravvicinato è avvenuto sul tetto di un palazzo, proprio vicino al tennis club di Finale Ligure, tra due palazzi che ospitano alberghi. 
Federer, che tornerà in attività solo nel 2021 dopo l’intervento al ginocchio, era atterrato ieri all’aeroporto Panero di Villanova d’Albenga con il suo jet privato.

Roger Federer sul tetto durante lo spot

Roger Federer sul tetto durante lo spot

La premiazione degli Internazionali di Tennis Emilia Romagna - GoldBet Tennis Cup a Parma

Il Circuito internazionale del tennis si prepara a fare tappa in Emilia-Romagna, dopo il lungo lockdown imposto dall’emergenza sanitaria Covid-19. Dal 7 al 13 settembre, infatti, al Tennis Club President di Basilicanova di Montechiarugolo, in provincia di Parma, si terrà la seconda edizione degli Internazionali di Tennis Emilia-Romagna, torneo del circuito professionistico Atp Challenger Tour. Quello nel parmense sarà tra i primi tornei che si svolgeranno dopo la decisione delle istituzioni del tennis internazionale di fissare la riapertura il prossimo 31 luglio. L’estate scorsa il torneo vide imporsi lo spagnolo Tommy Robredo, che superò in una palpitante finale il faentino Federico Gaio.

TRE WILD CARD A DISPOSIZIONE DEGLI ORGANIZZATORI – La manifestazione è stata presentata in videoconferenza questa mattina a Bologna dal presidente della Regione, Stefano Bonaccini, insieme a Marcello Marchesini, organizzatore e amministratore Mef tennis events, Romano Botti, presidente Tennis Club President, Gilberto Fantini, presidente Comitato regionale Federtennis, il capo della segreteria politica del presidente della Regione, Giammaria Manghi, il vicesindaco della Città di Parma, Marco Bosi, il sindaco del Comune di Montechiarugolo (Parma) Daniele Friggeri. Il torneo della tipologia Atp Challenger 125, organizzato in collaborazione con ‘Mef tennis events’, mette in palio un montepremi di oltre 132 mila euro e 125 punti per la classifica Atp: scenderanno in campo circa 60 giocatori, presenti coi loro coach e accompagnatori. Saranno 3 le wild card a disposizione degli organizzatori che potranno riservarsi altrettanti inviti a partecipare al torneo di atleti del circuito tennistico mondiale.

BONACCINI: “ORGOGLIO CHE TENNIS INTERNAZIONALE RIPARTA DALL’EMILIA ROMAGNA” – “Dopo la forzata chiusura dello sport di questi mesi – sottolinea il presidente della Regione, Stefano Bonaccini – è motivo di orgoglio che il tennis internazionale riparta dall’Emilia-Romagna. Un altro evento che rafforza la ripartenza e che sono certo ricalcherà il successo della prima edizione, lo scorso anno, grazie al livello dei giocatori partecipanti e alla sinergia con istituzioni e partner privati. Un segnale forte anche a tutto lo sport, professionistico e dilettantistico, strumento sempre più importante per la valorizzazione dei territori e l’attrattività turistica regionale, oltre che pratica fondamentale per salute, corretti stili di vita e, in generale, il benessere delle persone. Per questo puntiamo a rafforzare il rapporto con le comunità locali, sostenendo iniziative ed eventi che vanno in questa direzione. Avendo tutti presente il pieno rispetto delle regole di sicurezza, perché il virus c’è ancora: serve che ognuno faccia la sua parte perché la ripartenza sia davvero sicura e per evitare qualsiasi passo indietro”.

MISURE DI SICUREZZA E DISTANZIAMENTO SOCIALE PER IL PUBBLICO – Con l’emergenza Coronavirus, le istituzioni del tennis internazionale Atp e Wta hanno annunciato la sospensione dei tornei fino al 31 luglio. Quello in Emilia-Romagna sarà dunque uno dei primi appuntamenti del circuito internazionale, accogliendo giocatori di altissimo livello a causa del minor numero di tornei presenti in calendario. Il torneo si svolgerà nel pieno rispetto delle normative igienico-sanitarie e saranno adottate tutte le misure di sicurezza necessarie per proteggere la salute di atleti, pubblico e addetti ai lavori. Il distanziamento sociale sarà una regola imprescindibile, fuori e dentro il campo da tennis. I giocatori potranno sedersi sulle panchine posizionate nelle parti opposte del campo. A loro sarà consegnato un kit di sicurezza che comprende asciugamani personali, mascherine e buste di plastica per sigillare i propri oggetti personali. Il pubblico sarà gestito con accessi controllati e potrà sedere in tribuna mantenendo una distanza minima di 1 metro. Tutte le tribune, le auto di servizio e gli arredi dentro e fuori dal campo saranno sanificati con vaporizzatori certificati.

MARCHESINI: “SPERIAMO POSSA PARTECIPARE IL PUBBLICO” – “Questo è il torneo più importante che c’è in Italia, a parte Roma che è un’altra cosa – ha detto Marchesini -. Vorremmo che partecipasse anche il pubblico, al torneo di Todi abbiamo dimostrato che è possibile farlo in sicurezza, mentre a Perugia, una settimana dopo, non è stata data l’autorizzazione. Purtroppo ci sono delle incongruenze nel decreto”. 

LIVE STREAMING SU TUTTI I TRE CAMPI DI GIOCO – ll Tennis Club President, situato a Basilicanova, rappresenta una delle più grandi realtà tennistiche della provincia di Parma, contando oltre mille fra soci e frequentatori. Il circolo offre nove campi da tennis (di cui 3 in play-it all’interno di una elegante struttura fissa), un campo da calcio, un campo polivalente, una piscina e una piscinetta a due livelli per i bambini, una palestra attrezzata ed infine un campo giochi per i più piccoli. All’interno della club house, sale tv satellitari con maxischermo, sale carte, bar e ristorante. Il torneo è coperto dal servizio di live streaming e live scoring ufficiale Atp, visibile sul sito della manifestazione www.internazionaliemiliaromagna.com, sul sito www.atptour.com, sulla App ufficiale Atp Wta Live e molte altre App collegate. Tutte le partite disputate sui tre campi da gioco (Campo centrale, Grand Stand e Court 1) sono visibili da casa al link http://new.livestream.com/atp.
Il sito ufficiale del torneo www.internazionaliemiliaromagna.com, è online da marzo 2019 e riporta al suo interno una sezione dedicata agli sponsor della manifestazione, con loghi e link ai loro siti. 

Il diritto di Federico Gaio

Federico Gaio in campo nella prima edizione degli Internazionali di Tennis Emilia-Romagna (foto Marta Magni)

Andrea Gaudenzi presidente ATP da gennaio 2020

E’ un po’ come quando dici ai tuoi figli che cercano di imparare ad andare in bicicletta che devono indossare il casco. E loro dicono ‘no, no e no’. Poi vanno in bici, cadono e mettono il casco“. Sono le parole del presidente dell’Atp, Andrea Gaudenzi, che in un’intervista al ‘New York Times’ ha commentato così la notizia della positività di Novak Djokovic al Coronavirus durante il torneo di esibizione “Adria Tour” organizzato dal serbo numero uno del mondo.
Ora sappiamo tutti che il virus può essere contratto facilmente, quindi staremo ancora più attenti e forse avremo un po’ più di tolleranza verso le misure di sicurezza – ha aggiunto il romagnolo ex numero 18 del mondo – Ovviamente dispiace per i giocatori, vogliamo che si riprendano il prima possibile. Sappiamo che ci sono state molte critiche, ma dobbiamo stare tutti attenti ed essere consapevoli che, anche prendendo delle misure di sicurezza estreme potrebbero esserci dei problemi. Corriamo tutti il rischio“.

ATP: ‘SOLLECITIAMO IL RISPETTO DELLE REGOLE’ – In un comunicato, l’Atp ha augurato “un recupero completo e rapido per i giocatori e i membri dei loro staff positivi per Covid-19 dopo essere stati all’Adria Tour. L’Atp continua a sollecitare l’adesione rigorosa al distanziamento sociale e alle linee guida in materia di salute e sicurezza per contenere la diffusione del virus. Nel pianificare la ripresa della stagione del Tour Atp dal 14 agosto, Atp e le altre parti interessate hanno fatto piani esaustivi per mitigare i rischi attraverso una varietà di precauzioni e protocolli da attuare in occasione degli eventi Atp. Continuiamo a pianificare e adattare queste precauzioni e protocolli in base alle ultime informazioni mediche e privilegiamo la sicurezza nella valutazione di ogni decisione“.

DJOKOVIC SI SCUSA: “IL TORNEO E’ STATO UN ERRORE” – Alla fine il ‘Corona Tour’ ha beffato anche lui, Nole Djokovic. Risultato del tampone: “positivo al Covid-19” e fine dell’Adria Tour, il torneo benefico organizzato nei Balcani, sfidando tutte le precauzioni sanitarie, fortemente voluto dal n.1 del mondo per celebrare il risveglio del tennis dal lungo letargo imposto dalla pandemia. L’annuncio della positività di Djokovic non solo danneggia l’immagine del campione serbo, noto per la sua posizione “no vax”, ma rischia di guastare i piani di ripresa del circuito ATP in agosto. Djokovic comunque alla fine ha ammesso l’errore: “Ci siamo siamo sbagliati, era troppo presto“. “Non appena siamo arrivati a Belgrado, siamo andati a fare il test. Il mio e quello di mia moglie Jelena sono positivi. Quelli dei bambini sono negativi“, ha detto ancora Djokovic.
L’Adria Tour, iniziato a Belgrado, è continuato a Zara, si sarebbe concluso in Montenegro e Bosnia-Herezegovina, se non fosse stato cancellato. Le immagini che si sono viste in quei giorni ora offrono un assist perfetto ai sostenitori del distanziamento sociale: uno stadio pieno di tifosi a Belgrado, con pochissime mascherine, giocatori che si danno abbracci in campo, cene di gruppo senza alcuna precauzione, balli sfrenati in discoteca (notati in particolare in questo esercizio Djokovic, Alexander Zverev e Grigor Dimitrov), basket e calcio senza alcuna limitazione di contatto. Il risultato è che, oltre al numero 1 del ranking, ora sono positivi Dimitrov (n.19), Borna Coric (n.33) e Viktor Troicki (n.184), mentre Zverev (n.7), Andrey Rublev (n.14) e Marin Cilic (n.37) dovrebbero averla fatta franca. D’altra parte, Dominic Thiem (n.3), che aveva partecipato alla festa di Belgrado, è partito per Nizza, dove partecipa ad un torneo-esibizione (ma a porte chiuse) con Stefanos Tsitsipas (n.6), Matteo Berrettini (n.8), David Goffin (n.10) e Benoît Paire (n.22). Testato al suo arrivo a Nizza, Thiem ha ricevuto il via libera.

I DUBBI SULLA RIPRESA DEL TOUR E GLI US OPEN – Ciò non toglie che il focolaio innescato dall’Adria Tour rischia di avere infauste conseguenze sulla ripresa del circuito ATP, in programma dal 14 agosto a Washington, prima degli US Open (31 agosto-13 settembre ). Quali giocatori potranno scendere in campo? Quali si arrischieranno a farlo? Quali misure imporranno gli organizzatori, sapendo che quelle inizialmente proposte per gli US Open erano stati bocciati come “estreme ed impossibili” da Djokovic, prima di un leggero cambio di rotta? Quali giocatori accetteranno queste misure sanitarie probabilmente inasprite? “Abbiamo organizzato il torneo nel momento in cui il virus si era indebolito, con l’obiettivo di raccogliere fondi… mi dispiace per ogni persona infetta – si difende ora Djokovic – Spero che il loro numero non aumenti“. Adesso c’è chi ricorda alcuni suoi atteggiamenti quantomeno bizzarri. Come aver dato spazio su Instagram ad una persona che afferma di poter purificare l’acqua con la forza della mente. E molti colleghi non hanno dimenticato la sua assenza alla videoconferenza organizzata dall’ATP all’inizio di giugno per parlare della ripresa del circuito, congelata da marzo. Hanno partecipato in 400, ma non lui, nonostante sia il loro rappresentante principale come presidente del Consiglio dei giocatori. Un disinteresse che Rafa Nadal aveva subito rilevato.

Novak Djokovic

Novak Djokovic

Il tennis mondiale ripartirà il 3 agosto da Palermo, con il torneo femminile Wta, mentre gli Internazionali d’Italia si giocheranno a Roma dal 20 settembre. Dopo giorni di trattative e indiscrezioni, il nuovo calendario post emergenza sanitaria è stato ufficializzato da Atp e Wta. 
Le ragazze torneranno in campo in anticipo rispetto ai colleghi e lo faranno dalla Sicilia, un’ottima notizia per l’Italia e gli appassionati di casa nostra. “Siamo orgogliosi di aver ottenuto uno straordinario risultato organizzativo – ha sottolineato il direttore del torneo di Palermo, Oliviero Palma – è un segnale di grande fiducia da parte della Wta e dell’intero movimento tennistico mondiale nei confronti di un Paese che ha saputo affrontare a testa alta la pandemia. Siamo consapevoli dell’impegno che comporta una manifestazione che richiamerà grandissimo interesse, ma siamo pronti ad organizzare la manifestazione in sicurezza e nel rispetto di tutte le misure di contenimento”.

IN CALENDARIO ORA 7 TORNEI ATP E 20 WTA – Nel nuovo calendario della Wta per il 2020, stagione sconvolta dal Covid-19, ci sono in tutto venti tornei tra inizio agosto e fine novembre, con due Slam – gli Us Open a New York dal 31 agosto e il Roland Garros a Parigi dal 28 settembre – e le finali che si disputeranno a Shenzhen dal 9 novembre. Sono invece soltanto sette i tornei ufficializzati per il momento dell’Atp. Gli uomini torneranno in campo il 14 agosto a Washington per poi spostarsi a New York, dove saranno impegnati prima nel Masters 1000 di Cincinnati – traslocato a Flushing Meadows per necessità – e poi appunto negli Us Open. A settembre il circuito si sposterà in Europa sulla terra battuta di Kitzbuhel per un Atp 250, seguito dai Masters 1000 di Madrid (13 settembre) e Roma (20 settembre). Il programma provvisorio si chiude con il Roland Garros, in calendario a Parigi dal 27 settembre, ed “è soggetto a cambiamenti e continui aggiustamenti per garantire la salute e la sicurezza” dei protagonisti.

Andrea Gaudenzi

Andrea Gaudenzi è nato a Faenza il 30 luglio 2973

GAUDENZI: “SPERIAMO DI AGGIUNGERE PIU’ EVENTI” – Un aggiornamento sul calendario autunnale, “compreso un possibile tour asiatico prima del ritorno in Europa per concludere la stagione con le Finals di Londra, è atteso per metà luglio”, ha spiegato l’Atp in una nota. “Il nostro obiettivo è quello di riprogrammare il maggior numero possibile di tornei e salvare la maggior parte della stagione – ha osservato il presidente dell’Atp Andrea Gaudenzi – Speriamo di aggiungere più eventi al calendario man mano che la situazione si evolve. Voglio riconoscere gli sforzi fatti dagli organizzatori dei tornei in questi tempi difficili, così come l’impegno dei tennisti destinati a gareggiare in condizioni particolari: garantire che la ripresa del tour avvenga in un ambiente sicuro è fondamentale“.

Per quanto riguarda la classifica mondiale, al momento congelata al 16 marzo, l’Atp continuerà a monitorare la situazione, le restrizioni di viaggio a livello internazionale e l’opportunità di tornare alle competizioni per tutti i tennisti prima di prendere una decisione sul modo più appropriato ed equo per far ripartire il ranking. Il circuito Challenger, infine, ricomincerà il 17 agosto, così come i tornei Itf.  

COZZOLI: “PRONTI AD APRIRE AL PUBBLICO AL FORO SE POSSIBILE” – “Felici e pronti“. Il presidente di Sport e Salute Vito Cozzoli saluta così la notizia del nuovo calendario Atp che comprende gli Internazionali BNL d’Italia dal 20 settembre. “Adesso auspichiamo che si possono aprire le porte anche agli appassionati. In sicurezza per loro e per gli atleti“. Sport e Salute non è solo la società titolare dell’impianto nel Parco del Foro Italico ma è partner della Federtennis nell’organizzazione del torneo. “Dopo aver superato insieme la fase dell’emergenza sanitaria, spero che la partnership con la FIT possa rafforzarsi – dice Cozzoli -. Quest’anno in particolare andremo alla sostanza, concentrandoci sull’aspetto sportivo dell’evento. Che da sempre è il segreto del successo degli Internazionali e stavolta ancora di più“. Il torneo, e Roma, saranno “la vetrina perfetta per la ripartenza dello sport” dopo l’estate. 

Il Centrale del Foro Italico a Roma

Con l’annullamento dell’edizione 2020 di Wimbledon a causa dell’emergenza coronavirus – l’inizio era programmato per il 29 giugno – gli appassionati di tennis sull’erba, soliti visitare l’All England Lawn Tennis and Croquet Club, hanno dovuto dire addio anche a una tradizione diventata un must come ‘strawberries and cream’, ovvero le fragole con la panna, rigorosamente liquida, non montata.

A far luce su che fine abbia fatta la maxi commessa da 38 tonnellate che gli organizzatori del prestigioso appuntamento londinese avevano programmato in vista della prova dello Slam è il ‘Daily Mail’: 750 chili provenienti dai fornitori ufficiali, Hugh Lowe Farms di Mereworth, nel Kent, saranno utilizzati per produrre marmellata dalla rinomata ditta artigianale England Preserves.

Le celebri fragole di Wimbledon

Le celebri fragole di Wimbledon, un must per gli appassionati

L’impatto sui produttori della mancata commessa da parte di Wimbledon è comunque di ben altra entità: tutto ciò che avrebbe dovuto essere venduto all’All England Club dovranno cercare di proporlo nelle scuole, nei supermercati e sui banchi del mercato. Per l’edizione 2020 del torneo era prevista la vendita di oltre 200mila coppette di fragole a 2,50 sterline ciascuna.

‘WIMBLEDON RECREATED’: CELEBRAZIONE NELL’ANNO DELLO STOP – Intanto gli organizzatori di The Championships hanno lanciato l’iniziativa ‘Wimbledon Recreated’ per celebrare lo Slam londinese sull’erba nonostante la cancellazione. “La passione dei tifosi ha fatto crescere l’evento nel corso degli anni e lo farà in futuro – ha detto Richard Lewis, amministratore delegato di AELTC – quest’anno sentiremo tutti la mancanza dei Championships, ma speriamo di fare cosa gradita con Wimbledon Recreated, in attesa di poter tornare l’anno prossimo“.
Nel video lanciato sul sito di Wimbledon si possono vedere i filmati di fan da tutto il mondo con la partecipazione speciale di Serena Williams, impegnata con una prima di servizio, e Novak Djokovic che assaggia l’erba di casa ricreando un celebre momento. C’è anche Simona Halep che che fa il suo ingresso sul centrale. In questo modo con ‘Wimbledon Recreated’ gli appassionati potranno rivivere integralmente i match che hanno fatto la storia della manifestazione e sbizzarrirsi con statistiche e gallerie fotografiche. In attesa del 2021.

 

Matteo Berrettini

L’ira degli dei del tennis contro chi cerca di stravolgere le sue regole secolari, o magari solo un po’ sfortuna sotto forma di abbondanti precipitazioni sulla Costa Azzurra, hanno obbligato a rinviare a domenica l’esordio dell'”Ultimate Tennis Showdown”. E’ uno degli show messi in piedi per dare un contentino ai giocatori e agli appassionati in astinenza dai grandi tornei, ma molto creativo nella formula, ideata dal guru della racchetta Patrick Mouratoglou, il quale ha convinto una decina di top player, tra i quali l’azzurro Matteo Berrettini, a incrociare le racchette nella sua Accademia a Sophia Antipolis, vicino a Nizza.

Il romano numero 8 al mondo avrebbe dovuto affrontare oggi il numero 10 Atp, il belga David Goffin, ma la loro sfida è stata rinviata a lunedì e il tanto atteso ritorno in campo dell’allievo di Vincenzo Santopadre avverrà così domenica contro il tedesco di origini giamaicane Dustin Brown (n.239 Atp). Gli altri giocatori invitati sono l’austriaco Dominic Thiem (n.3 del ranking mondiale), il greco Stefanos Tsitsipas (n.6 Atp), i francesi Benoît Paire (n.22 Atp), Richard Gasquet (n. 50 Atp) e Lucas Pouille (n. 58 Atp), lo spagnolo Feliciano Lopez (n. 56 Atp) e l’australiano Alexei Popyrin (n.103 Atp), che dovranno affrontare match strutturati quasi come partite di basket, con quattro quarti da dieci minuti, intervallati da due di pausa, che vengono vinti dal tennista che ha fatto più punti. In caso di parità al 10′ si gioca un punto si spareggio. I tennisti serviranno alternativamente due volte a testa e i punti verranno contati normalmente, senza la caratteristica progressione 15-30-40. Vince la partita chi si aggiudica il maggior numero di ‘tempi’.

BERRETTINI: “STO BENE, DEVO RITROVARE RITMO PARTITA” – “Mi fa piacere rientrare nella mentalità da torneo, mi sento bene – le parole di Berrettini alla vigilia del match poi rinviato -. Bisogna ambientarsi, adattarsi a questa nuova situazione con le relative norme sanitarie di sicurezza. Non dico che ti mettano pressione, ma fanno pensare a quanto è accaduto e sta accadendo nel mondo e che faremo fatica a tornare alla situazione alla quale eravamo abituati“.
Il mondo del tennis aspetta intanto per lunedì una decisione sulla ripartenza del circuito, bloccato fino al 31 luglio. Soprattutto si dovrebbe sapere se si giocheranno gli US Open, in calendario dal 31 agosto al 13 settembre. “Se nei prossimi giorni avremo delle certezze sulla ripartenza, ci saranno oltre due mesi per preparare gli Us Open, quindi non vedo difficoltà. Piuttosto il problema sarà riacquistare velocemente il ritmo partita. Certo a Flushing Meadows dovrò difendere tanti punti, non sarà la situazione ideale – ammette Matteo tornato in Europa dopo aver trascorso il lockdown negli Stati Uniti con la fidanzata Ajla Tomljanovic – L’Europa è diversa: non sono tornato a casa, sono in Francia, ho visto solo Vincenzo Santopadre, che mi ha trovato in buona forma. E’ contento di come mi ha ritrovato sia fisicamente che mentalmente. Non mi sono ancora riunito con la mia famiglia, la prima cosa che farò appena tornerò a Roma è andare a cena dai miei nonni. Mi è mancata la cucina italiana. Però sono contento di essere tornato ad allenarmi con il mio team, anche se siamo lontani dai tornei ATP“.

Matteo Berrettini e Ajla Tomljanovic

Matteo Berrettini e Ajla Tomljanovic

Il romano si è poi soffermato sulla sua scalata nel ranking: “Essere tra i primi dieci della classifica mondiale era impensabile qualche anno fa – ha osservato – E’ evidente che Djokovic e Nadal hanno un’altra marcia. E ci sono tanti altri giocatori forti. Venerdì mi sono allenato con Tsitsipas e alza sempre l’asticella. Non so se per Federer la prossima sarà l’ultima stagione, lo dicono sempre, ma anche se mi batte sempre spero possa giocare fino a 50 anni. La sua longevità è dovuta a un mix di ragioni: per una questione genetica si muove senza consumare energie, come se in campo danzasse. Poi però ha anche una gestione pazzesca della programmazione, di quello che fa giorno per giorno, ora dopo ora. Nessuno è capace di farlo come lui, è tutto programmato, gli sponsor, il tempo per la famiglia e di figli ne ha quattro. Gli allenamenti, i viaggi, tutto perfetto. Ha una mente fuori dal comune. Che farò io a 40 anni? Il mio corpo sarà distrutto…“. 

ULTIMATE SHOWDOWN, LA RIVOLUZIONE GRIFFATA MOURATOGLOU – L’Ultimate Tennis Showdown, ideato dall’allenatore di Serena Williams, si gioca a porte chiuse sui campi della sua Accademia in Costa Azzurra, a pochi chilometri da Nizza. I dieci giocatori si sfideranno con la formula dei round robin per cinque settimane e si giocheranno cinque match al giorno sabato e domenica. I primi sei classificati saranno promossi alle ”Final Six” previste per la domenica del quinto week-end. I primi due accederanno direttamente alle semifinali, mentre gli altri quattro giocatori si sfideranno nei quarti di di finale. 
Mouratoglou aveva promesso novità radicali ed è stato di parola dando un vero e proprio colpo di spugna alla tradizione introducendo nel tennis il cronometro. Gli incontri avranno infatti una struttura simile a quella di una partita di basket, con quattro tempi da dieci minuti intervallati da due minuti di pausa. Ogni quarto avrà un vincitore, ovvero il tennista che ha conquistato più punti. In caso di parità allo scadere dei dieci minuti si gioca un punto decisivo per determinare il vincitore del quarto. Durante il gioco, i tennisti serviranno alternativamente due volte a testa e i punti verranno contati normalmente, senza la caratteristica progressione 15-30-40 dei game classici. Vince la partita chi si aggiudica il maggior numero di tempi. In caso di 2-2 e dunque di parità si disputerà un quinto e decisivo quarto più breve: il tennista che ha fatto più punti nell’arco della partita può scegliere di servire per primo o il campo che preferisce, si serve una volta a testa e chi fa due punti di fila vince la partita. Il tennis che riparte cercando di mettersi alle spalle la pandemia da coronavirus che ha stravolto la stagione si presta agli esperimenti.

Patrick Mouratoglou

Patrick Mouratoglou

Michele Cappelletti e Alessandro Calbucci

Nessun aiuto o sostegno da parte della Federazione Internazionale Tennis, a fronte di un circuito internazionale di tornei di beach tennis sospeso da oltre tre mesi e almeno sino al 31 luglio a causa dell’emergenza coronavirus, senza neppure la possibilità di insegnare (lezioni, corsi o stage) per via della chiusura delle spiagge praticamente in tutto il mondo. Una situazione pesante, che ha indotto molti atleti professionisti a puntare il dito contro l’ITF, che meno di due settimane fa ha annunciato un contributo di 300 mila dollari al tennis in carrozzina per aiutare i primi 20 nella classifica mondiale e i primi 15 in quella categoria Quad, facendo seguito al ‘Recovery Fund’ (fondo di solidarietà) da circa 6,5 milioni di dollari (inclusa la quota stanziata da ATP, WTA e tornei del Grand Slam) che ha interessato 800 tennisti fra singolaristi e doppisti, mentre l’ITF si è impegnata a sostenere i giocatori da posizione numero 501 alla 700 nel ranking. 

Del resto, due mesi fa la World Association of Beach Tennis Players, creata a febbraio con la presenza di alcuni dei migliori specialisti di questo sport, a cominciare dai romagnoli Alessandro Calbucci e Michele Cappelletti, campioni del mondo in carica e ai primi due posti della classifica mondiale, lo spagnolo Antomi Ramos e i brasiliani Ralff Abreu e Luiz Gimpel, solo per citare alcuni nomi, hanno inviato una lettera alla Federazione Internazionale  chiedendo come forma di sostegno in questo delicato periodo l’esenzione dalla tassa annuale di 30 dollari per l’IPIN oltre all’esenzione dalle commissioni degli organizzatori dei tornei sino a fine 2021, richieste rimaste però inascoltate. Un atteggiamento, quello dell’ITF, che ha fa fatto perdere la pazienza a molti beacher. E così qualche giorno fa proprio Calbucci, cesenate emigrato in Brasile, leader del movimento atleti con oltre 200 settimane in cima alla classifica e vincitore del maggior numero di tornei internazionali dal 2008, quando questa disciplina ha assunto una connotazione ben definita, ha pubblicato sui suoi social network una lettera aperta lamentando l’assenza di segnali concreti per un appoggio nei confronti degli atleti, del tutto ignorati.

Beach Games: Michele Cappelletti e Alessandro Calbucci

Michele Cappelletti e Alessandro Calbucci lo scorso anno ai World Games di Doha

LA LETTERA APERTA DI ALESSANDRO CALBUCCI – “Il beach tennis è un piccolo grande sport. Cresce spontaneamente grazie agli sforzi e agli investimenti di molti appassionati, tuttavia questo periodo complicato che stiamo vivendo rivela ancora di più quanto sia disfunzionale e non attento il nostro sistema. I tennisti professionisti oltre la 200esima posizione mondiale hanno evidenziato la propria difficoltà richiedendo un aiuto finanziario minimo e alla fine sembra che abbiano ricevuto una risposta positiva e un programma di aiuti concreti. Stessa cosa per i primi 20 classificati nel tennis in carrozzina. Al contrario, nessuno dei giocatori di Beach Tennis può vivere solo giocando. I giocatori sostengono tutti i costi per mantenere le loro attività professionali senza adeguate ricompense. Gli sponsor sono il nostro principale supporto finanziario. Sebbene la nostra vita possa sembrare lussuosa, la maggior parte degli atleti deve affrontare complicate situazioni finanziarie. In realtà, tutti noi dobbiamo gestire forme di insegnamento come tecnici per partecipare al circuito mondiale. Come conseguenza della pandemia, tutti noi giocatori che viviamo solo di Beach Tennis da tempo non siamo in grado di lavorare e senza previsioni esatte di quando poter tornare alla normalità. Il rischio che molti rinuncino alla propria carriera è molto alto. I migliori atleti hanno recentemente inviato una lettera all’ITF chiedendo assistenza minima per sopravvivere. Sfortunatamente, come sempre, non abbiamo ricevuto risposta in questi mesi. Questa situazione inaccettabile e ingiusta è durata troppo a lungo. Per esistere, il Beach Tennis ha bisogno di giocatori e organizzatori virtuosi. I giocatori sono stati i principali promotori di questo sport sia dentro che fuori dal campo: ogni fine settimana nei tornei, ogni giorno con lezioni di insegnamento e clinic. Il minimo che meritiamo è rispetto e attenzione.
Dato che ora facciamo parte del sistema ITF, abbiamo pensato di poter contare sull’influenza e sul potere di quell’organismo per proteggere l’economia del Beach Tennis e garantire un minimo di responsabilità sociale (riallocazione delle risorse proprie di IPIN, quote dei tornei, ecc.) per garantire un minimo di assistenza agli atleti e supporto agli organizzatori. È frustrante (ed emblematico) ricevere e-mail con proposte irrilevanti e argomenti devianti invece di ricevere attenzione a questa azione per questa drammatica situazione per gli atleti che si sono dedicati al Beach Tennis senza avere un’altra fonte di entrate. Niente tornei, niente lezioni, niente clinic, tutto ciò significa nessuna entrata per i professionisti di Beach Tennis.
Che tipo di interesse possono avere i nuovi giocatori se il movimento viene abbandonato dallo stesso organo che lo governa? Che tipo di attrazione possono avere le nuove generazioni per uno sport insostenibile, nemmeno per i migliori professionisti? Il beach tennis non è mai stato e non sarà mai uno sport d’élite. È nato come uno sport democratico e indipendente e vogliamo renderlo accessibile a tutti. Il tempo delle promesse e della retorica, delle distrazioni strategiche e delle parole vuote è finito. È tempo di iniziative concrete. È tempo di mostrare chi si preoccupa davvero del nostro amato sport. I giocatori di Beach Tennis non possono più essere ignorati. Non è giusto. I giocatori che dedicano tempo allo sport meritano di più“.

LA MAIL DELLA FEDERAZIONE INTERNAZIONALE – Il riferimento di Calbucci, fra l’altro organizzatore del torneo ‘Follow The Beach – Copacabana Open’ che quest’anno avrebbe dovuto mandare in scena a maggio la terza edizione sulla spiaggia di Copacabana (è stato il più grande del mondo nel 2019 con 1.500 atleti e insieme all’evento tradizionale di Aruba, in calendario per novembre, ha dato vita al Beach Tennis Grand Slam), è alla mail con cui la Federazione Internazionale ha parlato di un possibile aiuto: “Siamo nel mezzo del processo per mettere a punto diverse misure aggiuntive, molte delle quali influenzate dalla pandemia di Covid-19. Il Board Itf si riunirà questa settimana per discutere delle proposte e fornirà presto notizie. Tutti i nostri sforzi sono focalizzati sul facilitare il ritorno del tennis e del Beach Tennis a beneficio di atleti e tornei il più presto possibile“.

Michele Cappelletti

Michele Cappelletti è nato il 29 marzo 1992 a Cesena

CAPPELLETTI: “ITF SOSTENGA CHI VIVE SOLO DI BEACH TENNIS” – D’accordo al cento per cento con Calbucci è anche Michele Cappelletti, recentemente tornato ad allenarsi dopo un lungo lockdown, ma assai deluso dopo aver constatato come nelle misure di sostegno annunciate dalla ITF il beach tennis sia liquidato in un paio di righe (con un fondo di supporto ai tornei) e la parola giocatori non figuri nemmeno. “Partendo dal presupposto che non voglio fare alcuna polemica, considerandola inutile e una perdita di tempo per tutti, desidero sottolineare che, secondo me, “l’azione” deve essere adattata dall’ITF in base allo sport con cui hai a che fare – il giudizio del cesenate, numero 2 del mondo, che nel 2020 aveva scelto di fare coppia con il lughese Tommaso Giovannini, un altro dei top player azzurri -. Non è certamente una “colpa” dei giocatori di Beach Tennis se non abbiamo determinate opportunità e dobbiamo anche essere insegnanti per poter giocare a Beach Tennis ma, invece, abbiamo avuto molte più difficoltà, motivo in più per essere supportati da federazioni nazionali e internazionali. Oltre ad essere protagonisti in campo, i giocatori supportano e danno vita al movimento, spesso pagando di tasca propria per viaggiare ed essere in grado di disputare tornei, anche se spesso vanno in rimessa dal punto di vista economico. Pertanto, trovo estremamente logico e appropriato che ITF ci supporti, almeno gli atleti che vivono di Beach Tennis 365 giorni all’anno come atleti e come insegnanti. Per quanto riguarda chi dovrebbe beneficiare di questo sostegno, penso che un’attenta valutazione della classifica sia l’unico modo per uscirne“.

BENUSSI PESSIMISTA: “IMPOSSIBILE ESSERE AIUTATI” – Non mostra però grande fiducia verso tale eventualità Davide Benussi.Nel tennis i migliori giocatori pagano per quelli fuori dai primi 100, nel wheelchair c’è Uniqlo come sponsor, che aiuta con denaro i giocatori. Nel Beach invece il giocatore top non è in grado di donare, non c’è sponsor per il circuito mondiale – rimarca il numero 14 del ranking -. In diretta due settimane fa l’ITF ha chiarito di non voler investire in questo sport, purtroppo è impossibile avere aiuto per noi. Visto che quest’anno numerosi tornei non sono stati giocati, l’ITF dovrebbe spiegare cosa verrà fatto con i soldi dell’IPIN. La Federazione dovrebbe preoccuparsi per i giocatori e gli organizzatori, ma penso che non sia realistico adesso“.

LE PROPOSTE DI FLAMINIA DAINA – Toni più sfumati e diplomatici assume invece Flaminia Daina, una delle big del circuito, vincitrice nell’ottobre scorso a Doha dei World Games con la cervese Nicole Nobile. “Penso che l’idea che una Federazione debba avere sia la protezione dello sport e degli atleti che lo praticano, altrimenti non ha significato esistere. Ma viviamo in un momento molto particolare della nostra storia, la prima volta che succede tutto questo – fa notare la laziale, numero 3 del mondo -. Non è facile e la critica non è il modo di risolvere le cose. Il tennis è uno sport completamente diverso, ha numeri diversi, ha un passato più lungo e ricomincerà sicuramente da capo, in quanto è uno sport storico. Quindi per me non ha alcun significato il paragone col tennis. So per certo che l’ITF sta lavorando duramente per noi, ma al suo interno sono poche le persone che hanno una grande passione per il nostro sport. Sapete che il nostro sport all’interno dell’ITF probabilmente conta meno del 5%? Ci sono due o tre persone che lavorano ogni giorno nell’ITF per il nostro sport e anche che esiste un Consiglio dei giocatori che fa lo “sporco” lavoro senza ricevere nulla in cambio? Quindi penso che dobbiamo ringraziare coloro che lavorano senza essere visti, ma penso anche che si potrebbe fare molto di più. Il mio suggerimento è che in questo momento critico dovrebbero essere fatti molti investimenti per cercare di ottenere risultati domani. Aiutare i giocatori, ovviamente, ma anche gli organizzatori del torneo, le persone che lavorano per questo e che hanno bisogno di un incentivo affinché tutto ciò non finisca. Certamente migliore comunicazione. Ci stanno lavorando, incoraggiando le persone a giocare, con la pubblicità e la diffusione dello sport. Gli investimenti significano crescita“.
Daina ha altri suggerimenti simili a quelli richiesti dall’Associazione dei Giocatori, però fa notare la mancanza di donne nell’associazione stessa: “Le idee di Calbucci non sono male, ma le maniere non sono forse le migliori e il problema più grande è anche l’interesse personale. Ad esempio, non c’è alcuna donna in questa associazione“.

Beach Games: Tommaso Giovannini e Flaminia Daina

Flaminia Daina in campo a Doha nel doppio misto con Tommaso Giovannini

Se e quando il circuito Atp ripartirà in questo 2020 (a breve sono attese comunicazioni da parte degli organi che governano il Tour, ufficialmente sospeso fino al 31 luglio a causa della pandemia), Roger Federer non ci sarà. Stagione chiusa per il fuoriclasse di Basilea, 39 anni il prossimo 8 agosto, finito di nuovo sotto i ferri dopo l’intervento al ginocchio destro a cui era stato sottoposto lo scorso febbraio.
E’ lo stesso campione svizzero, vincitore di 20 titoli dello Slam, a dare sui social l’annuncio che renderà tristi milioni di appassionati e fans in tutto il pianeta. “Alcune settimane fa ho accusato una ricaduta durante la riabilitazione e sono stato costretto a sottopormi a un nuovo rapido intervento in artroscopia al ginocchio destro – spiega ‘King Roger’ -. Adesso, proprio come ho fatto in vista della stagione 2017, ho intenzione di prendermi il tempo necessario per tornare al 100%, pronto a giocare ai miei massimi livelli. Mi mancheranno i tifosi e il circuito ma sono impaziente di rivedervi tutti all’inizio della stagione 2021“.

Roger Federer compirà 39 anni il prossimo 8 agosto

Da stadi e campi da tennis la sfida passa alle mascherine per il viso. Ebbene sì, la pandemia da coronavirus spinge anche alcuni dei brand sportivi più noti a rivedere le proprie strategie commerciali per andare ad intercettare la domanda. E così sono diverse le aziende giapponesi, attive in svariati settori, che al momento sono impegnate nella realizzazione di maschere fredde che possano essere indossate durante il caldo afoso estivo in arrivo nel Sol Levante.

La richiesta di mascherine adatte per l’uso estivo è in notevole aumento in ogni zona del mondo per il contenimento del virus, ma al contempo da più parti in ambito medico arrivano allarmi sui rischi per la salute, quali difficoltà respiratorie, colpi di calore e disidratazione. La sfida che le aziende stanno portando avanti dunque è la possibilità di migliorare le maschere sfruttando i materiali freddi ad alta tecnologia oppure le soluzioni refrigeranti all’interno delle maschere.

Le mascherine per il viso Mizuno

Le mascherine Mizuno realizzate con un materiale tricot morbido elasticizzato

Mizuno Corp., ad esempio, già dalla fine di maggio ha avviato la vendita di maschere per il viso realizzate con un materiale tricot morbido elasticizzato che viene utilizzato dagli atleti nel nuoto e nell’atletica leggera. Grazie a questo materiale, la maschera può adattarsi al viso con meno stress e ottimizzare la prevenzione delle infezioni.

Yonex Co., produttore leader nelle attrezzature da badminton e tennis, venderà a partire da luglio maschere realizzate con il suo materiale ‘Very Cool’ contenente xilitolo, in grado di assorbire il calore e il sudore, utilizzato fra l’altro per l’abbigliamento della squadra nazionale di badminton giapponese.
Dal canto suo Fast Retailing Co., proprietario della catena Uniqlo, ha in programma di iniziare a vendere maschere per il viso realizzate con un materiale altamente traspirante e ad asciugatura rapida utilizzato per i suoi prodotti intimo AIRism che si raffreddano e si asciugano rapidamente.

Le mascherine facciali Yonex con sistema rinfrescante

Le mascherine facciali Yonex con sistema rinfrescante

Knit Waizu, produttore di maglieria con sede a Yamanobe, nella prefettura di Yamagata, nel nord-est del Giappone, ha messo in vendita maschere di stoffa dotate di due mini tasche contenenti pacchetti di ghiaccio refrigerante in grado di tenere fresco il viso fino a due ore. “È una maschera mai vista prima. Anche se non ancora perfetta, speriamo possa essere di aiuto alle persone“, ha dichiarato Katsuyuki Goto, portavoce dell’azienda. 

Uniqlo lancia mascherine realizzate con materiale altamente traspirante e ad asciugatura rapida

Andrea Gaudenzi presidente ATP da gennaio 2020

La stagione del tennis professionistico, attualmente sospesa fino al 31 luglio, potrebbe forse ripartire prima del previsto dopo la pausa imposta dalla pandemia di Coronavirus. Secondo il quotidiano spagnolo ‘Marca’, infatti, l’ATP ha convocato i giocatori in una videoconferenza mercoledì 10 giugno alle 16 (ora italiana) per informarli della decisione che è stata presa per il prossimo futuro.

Durante la settimana sono previste molte riunioni per definire il destino del tour americano e che culmina con gli US Open (previsti dal 31 agosto al 13 settembre). Decisioni che influenzeranno anche il resto della stagione sulla terra battuta europea, da Roma al Roland Garros, dopo lo spostamento deciso dalla Federtennis francese con una controversa mossa unilaterale per il momento ancora fissato dal 20 settembre al 4 ottobre, che potrebbe però slittare in avanti di una settimana. Se i giocatori riceveranno le prime notizie il 10 giugno, per il 15 è prevista una comunicazione ufficiale dall’Associazione Tennis Professionisti, presieduta da Andrea Gaudenzi. E il 18 giugno dovrebbe essere la volta degli allenatori ad essere chiamati a discutere le condizioni per la ripresa.

Stefano Travaglia in azione agli Us Open

USTA PROPONE CINCINNATI MASTERS E US OPEN A NEW YORK – Intanto si parla anche di uno spostamento del Masters 1000 di Cincinnati a New York. Secondo il New York Times, c’è una proposta in questo senso presentata proprio dalla Federazione americana (Usta), proprietaria del torneo, all’Atp e al Wta, i circuiti maschile e femminile, “per salvare due dei migliori eventi del tennis americano durante la pandemia di coronavirus“. L’idea dell’Usta: riunire i giocatori in un posto – al Billie Jean King National Tennis Center di Flushing Meadows, sede tradizionale dell’ultimo Slam stagionale – per più di un mese per facilitare gli aspetti legati alle quarantene e limitare i viaggi, così da “permettere ai giocatori stranieri di rimanere in un posto per la durata del loro soggiorno negli Stati Uniti e di creare una bolla più sicura per i tennisti“. In questo modo la prova di Cincinnati, che si svolge al Lindner Family Tennis Center di Mason (Ohio), potrebbe rimanere nelle date previste, vale a dire dal 17 al 23 agosto, e dunque evitare il rischio dell’annullamento, proprio come gli US Open, per i quali una decisione finale sarà annunciata entro la fine di giugno. Prima di Cincinnati ci sarebbe in calendario il Masters 1000 di Toronto, in Canada, mentre il corrispettivo femminile, cioè il Wta Premier 5 di Montreal è già stato cancellato perché il Quebec ha proibito tutti i grandi avvenimenti culturali e sportivi fino al 31 agosto prossimo. 

Il ‘New York Times’ ha però affermato che non è chiaro se i giocatori sarebbero stati disposti a viaggiare nella Grande Mela, uno degli epicentri della pandemia, o se sarebbero stati pronti a scendere in campo a porte chiuse. Giocatori e giocatrici verrebbero testati per Covid-19 prima della loro partenza negli Stati Uniti e verrebbero effettuati regolari controlli della temperatura, con tutti i protagonisti che soggiornano in un hotel e hanno solo un membro del loro entourage con loro. Potrebbe anche essere necessario un periodo di isolamento.

Francesca con il trofeo del Roland Garros 2010

Dieci anni fa – il 5 giugno 2010 – Francesca Schiavone trionfa a sorpresa a Parigi e diventa la prima e finora unica italiana ad essere incoronata regina del Roland Garros, il più importante torneo di tennis sulla terra rossa. Trentaquattro anni dopo un mito come Adriano Panatta, l’azzurra poco meno che 30enne batte tutto, l’emozione innanzitutto, poi la sua avversaria, la granitica australiana Samantha Stosur, che rimane ‘vittima’ della sua potenza a discapito di una intelligenza tattica che invece è l’arma in più della Leonessa. Che quando è il momento va a rete, infila ace, si apre il campo, costringe l’avversaria a forzare e a commettere numerosi errori. La campagna di Francia manda in paradiso la milanese, che si aggiudica con pieno merito il Roland Garros, la quarta e più prestigiosa vittoria della sua carriera.

Testa di serie numero 17, dopo aver vendicato l’amica Flavia Pennetta, che avrebbe voluto incontrare ai quarti dopo la vittoria con la russa Maria Kirilenko, l’azzurra si ritrova invece contro la numero 3 del mondo, la danese Caroline Wozniacki, battuta nettamente per regalarsi una semifinale contro un’altra bombardiera come Elena Dementieva, arresasi ad un infortunio al termine del primo parziale. Samantha Stosur, alla sua seconda finale di fila e numero 7 del tabellone, è l’emblema del tennis moderno: gran fisico, gioco potente ma poca duttilità tattica. E così, dopo una fase di studio, la Leonessa si scioglie sulla terra del “Philippe Chatrier”, tenendo a bada la ‘cangura’ per poi piazzare la zampata al momento giusto, e cioè al nono game, quando si procura tre palle break e la possibilità di chiudere il set con il servizio. Una chance che non getta alle ortiche, anche se la Stosur si porta sullo 0-30: l’azzurra recupera, ribalta la situazione e chiude a rete al secondo tentativo. Morale: 6-4 in 40 minuti ed una bella iniezione di fiducia.
La campionessa di Fed Cup comincia concentrata e determinata anche il secondo parziale, procurandosi due palle break nel terzo game con un tennis d’attacco che rompe i ritmi della Stosur. L’australiana stringe i denti, mantiene il servizio e brekka sul 3-1, volando sul 4-1 con la battuta. Sembra inevitabile il terzo set ma la Schiavone tira fuori gli artigli: recupera il break con un parziale di 8-2 nei punti vincenti, lotta con il fisico e la testa fino al tie-break. Dove fa la differenza per ‘fame’ e voglia, vincendolo a 2 con immancabile tuffo di gioia nella terra battuta.

Dopo un’ora e 38 minuti di gioco, le statistiche parlano chiaro: 6-3 gli ace per la lombarda, che commette 19 errori non forzati contro i 28 della ‘Aussie’. Il suo non è un miracolo ma di certo un’impresa, che la proietta nella storia del tennis italiano e al sesto posto delle classifiche mondiali. A 29 anni, 11 mesi e 14 giorni, la ‘Schiavo’ diventa anche la seconda più anziana vincitrice di un Major dopo la britannica Jones, che nel 1969 vinse Wimbledon a 31 anni.

Per la cronaca, quello della Schiavone del 2010 non è un risultato casuale: la Leonessa raggiungerà la finale di Parigi anche l’anno successivo, arrendendosi per 6-4 7-6 alla cinese Na Li, protagonista della ‘partita perfetta’.

Francesca Schiavone nella conferenza di annuncio del ritiro a New York

Rafael Nadal

Il tennis deve tornare quando tutti i giocatori di tutti i Paesi potranno viaggiare e farlo in modo sicuro. Se non sarà così, magari si tornerà a giocare ugualmente e forse ci sarò anch’io ma avrò la sensazione che non ci stiamo comportando nel modo giusto al 100%”. Il giorno dopo il suo 34esimo compleanno (3 giugno), celebrato alla Rafa Nadal Academy di Maiorca invece che sui campi del Roland Garros come al solito, Rafa Nadal si concede ai media spagnoli e affronta il tema del ritorno in campo, per il quale ancora non ci sono date.

In questi giorni il campione maiorchino sarebbe dovuto essere a Parigi per provare a vincere il suo 13esimo Roland Garros e non è detto che quest’anno possa provarci. Nadal sarebbe entusiasta di tornare nella capitale francese, ma ha confidato che lo farà soltanto se dovessero esserci le condizioni giuste. “Per quanto riguarda il Roland Garros se sarà possibile disputare il torneo in condizioni ottimali e in totale sicurezza, se tutti potranno giocare, allora ci sarò – ha sottolineato Rafa -. Oggi dobbiamo prendere le necessarie precauzioni ed essere responsabili per garantire la sicurezza e la salute di tutti nel mondo del tennis“.
Fra l’altro c’è il rischio che lo Slam parigino, slittato a settembre, possa in qualche modo obbligare i giocatori a disertare gli Us Open: al momento a New York la finale si giocherebbe il 14 settembre, sei giorni prima di andare in campo nell’Open francese. “Non credo che ci saranno due Slam nelle stesse settimane o che uno segua l’altro a distanza di un paio di giorni. Se e quando arriverà il momento di decidere, lo farò: prenderò la decisione migliore per il mio tennis, per il mio futuro e per il mio corpo“, si limita a dire l’ex numero uno del mondo. 

“PORTE CHIUSE? NON MI PIACE MA POTREBBE ESSERE SOLUZIONE” – Pur non essendo un fan dei tornei a porte chiuse, il 19 volte campione Slam ritiene che il tennis potrebbe seguire l’esempio del calcio. “Il calcio viene giocato senza pubblico in questo momento. Se mi chiedete se mi piace una cosa del genere, la risposta è no. Nulla può sostituire la presenza del pubblico e l’energia che genera. Giocare un torneo a porte chiuse non è l’ideale e oggi non mi piacerebbe andare a New York. Ma non so da qui a due mesi, se la situazione migliorerà. Sono certo che gli organizzatori vogliono un evento sicuro ma questo vale anche per il Roland Garros, se non c’è una sicurezza totale non avrebbe senso giocare. Personalmente mi sento bene, a casa avevo i macchinari giusti per allenarmi e mantenermi in forma dal punto di vista fisico. A poco a poco ho ripreso ad allenarmi diversi giorni alla settimana, ma non sette su sette. È stata una ripresa graduale e molto lenta. L’obiettivo è essere pronti per il giorno in cui si potrà tornare a giocare a tennis, ma ancora non sappiamo quando sarà possibile” 

La lunga sosta forzata potrebbe rimescolare le carte alla ripresa. “Negli ultimi due anni ho imparato a giocare un buon tennis senza dover disputare molti incontri, si tratta più di fare la preparazione giusta. Preoccupato? Sì, perché tutto il mondo si è fermato per un po’ ma sono sicuro che se riesco a organizzarmi bene il calendario, sarò competitivo. Sono stato a casa due mesi e mezzo, ho iniziato ad allenarmi da due settimane e devo andare piano piano per evitare di infortunarmi, che senza dubbio è oggi l’obiettivo principale. Sto cercando di preparare il mio corpo per quello che potrà succedere nei prossimi due mesi“.

“QUALCOSA DI TERRIBILE LA MORTE DI FLOYD” – Lo spagnolo ha anche commentato quanto sta accadendo negli Stati Uniti dopo l’uccisione di George Floyd (“qualcosa di terribile“) da parte di un poliziotto. “È un discorso molto lungo ed è difficile rispondere. Tutte le persone che vogliono un mondo buono e un mondo in pace sono contro il razzismo, contro la povertà e tutti i terribili eventi che accadono di frequente. Quando vedi le proteste per le strade… pensi che non debba succedere. Non mi piace vedere questo e non penso che sia un buon esempio La violenza può solo creare disastri“, il giudizio di Nadal, che si dice al fianco di Roger Federer nella proposta di una fusione fra Atp e Wta (“lavorare con un’unica organizzazione è più facile per tutti“).

L’ultimo pensiero del mancino di Manacor è in merito alla ripresa del circuito del tennis. “Se non siamo capaci di organizzare un torneo sufficientemente sicuro e con tutti i tennisti, non possiamo giocare. E’ la mia sensazione. L’idea sarebbe trovare un vaccino che ci consenta di viaggiare e giocare senza la paura di contrarre il virus o di portarlo a casa. Nel calcio è diverso, si gioca nel singolo Paese, quando mescoli persone che provengono da più parti le complicazioni aumentano. Spero di ricevere notizie positive, anche se non so ancora se quest’anno torneremo a giocare a tennis oppure no. Quello che più mi interessa – conclude Nadal – è tornare a una vita normale e sicura“.

AUGURI DI COMPLEANNO DAI FAN CINESI – Molti appassionati cinesi di tennis hanno inviato gli auguri a Rafael Nadal sulla piattaforma di social media Weibo, augurando alla star spagnola (2,2 milioni di follower sulla piattaforma social) tutto il meglio per il futuro nel giorno del suo 34° compleanno. “Non hai potuto festeggiare il tuo compleanno al Roland Garros, non sono potuto andare a Parigi per godermi la tua performance, quindi guardiamo al futuro. Sei stato il mio idolo per 13 anni, con il tuo esempio sono diventato più coraggioso e lo sarò ancora di più. Buon compleanno, Rafa“, ha scritto un utente cinese col nickname ‘Big Benben’ su Weibo. “Buon compleanno al mio idolo Rafa Nadal. Anche se il 2020 non ha avuto un buon inizio, non vedo l’ora di vederti vincere il tuo ventesimo Slam“, ha scritto ‘Piccolo cane addormentato’. Anche il celebre blogger sportivo Zhang Manlian è intervenuto. “Nadal ha vinto il suo primo torneo del Grande Slam a 19 anni. Ora ha 19 Slam, ma soprattutto Rafa ha conquistato il cuore di innumerevoli tifosi. Con il passare del tempo, sei sempre lo stesso ragazzo. Buon compleanno e spero che conservi il cuore originale e salga in vetta“, il suo messaggio.
Nadal ha ringraziato i fan cinesi e ha anche risposto ad alcune domande di tre fortunati fan: “Grazie per tutti gli auguri di compleanno, apprezzo che tutti i miei fan cinesi prendano del tempo per rendere speciale la mia giornata“, ha chiosato Rafa. 

Un questionario per disegnare il tennis del prossimo futuro. E’ quello proposto dall’Atp, che chiama a raccolta gli appassionati, i tifosi e i giocatori per acquisire informazioni e conoscere desideri, prima di prendere le decisioni che delineeranno la sua nuova dimensione internazionale, il suo nuovo rapporto con i fans di tutto il mondo. Domande (40 in totale, ma alcune possono essere saltate a seconda della risposta precedente) che trovano risposta in un paio di minuti: già migliaia di utenti hanno partecipato a questo censimento popolare.

Del resto, fin dal suo insediamento il presidente dell’Atp Andrea Gaudenzi ha lasciato intendere quanto il tennis possa e debba essere sempre più una grande opportunità di intrattenimento, guardando con grande attenzione al pubblico delle nuove generazioni. 
Grandi campioni, gesta sportive memorabili, passione e sacrificio, ma soprattutto una diffusione globale: il tennis ha tutto per coinvolgere gli appassionati dal vivo (e non solo) ma anche per conquistare un nuovo pubblico in competizione con tante altre forme di intrattenimento, sportivo e non. E di questo ne è fermamente convinto l’ex tennista romagnolo, ancora da prima di salire al vertice del tour maschile. 
Per conquistare pubblico e mercato lo sguardo è rivolto al Digitale, in linea con l’evoluzione naturale della comunicazione e dell’intrattenimento, che ormai viene veicolato soprattutto sulle nuove piattaforme di contenuti. La sfida è dunque rendere più accessibile il grande tennis, allargando la platea di fan e ponendo il pubblico al centro del progetto, sia quando si parla di partecipazione dal vivo nei tornei, sia on demand.

L’Atp vuole provare a vincerla insieme al suo pubblico e per farlo vuole conoscerlo di più e meglio. Capire che cosa gli interessa e che cosa no. Capire anche quali motivazioni alimentano la passione.
Chi vuol contribuire al grande disegno può farlo cliccando qui sotto, bastano davvero un paio di minuti: 
Andrea Gaudenzi presidente ATP da gennaio 2020

Andrea Gaudenzi presidente ATP da gennaio 2020

La Federazione Internazionale Tennis e i quattro tornei del Grande Slam uniscono le forze impegnando oltre 300mila dollari (270mila euro) a sostegno del tennis in carrozzina a seguito della pandemia di Covid-19. Il fondo servirà ad aiutare economicamente gli atleti e gli organizzatori di eventi delle associazioni nazionali colpiti dalla sospensione del circuito con conseguente rinvio dei principali tornei su sedia a rotelle a causa dell’emergenza sanitaria da coronavirus.

Sono 88, in particolare, i tornei di tennis in carrozzina rinviati o annullati da quando i tour ATP, WTA e ITF sono stati sospesi il 12 marzo e fino al 31 luglio, attuale data di stop del tour internazionale, come riporta un comunicato congiunto di ITF e prove dello Slam: tra questi anche la Coppa del Mondo BNP Paribas, il Roland Garros e Wimbledon.

I giocatori che nel 2019 hanno guadagnato meno di 100mila dollari in premi, classificati tra i primi 20 della classifica UNIQLO del tennis in carrozzina sia in campo maschile che femminile e tra i primi 15 nella categoria quad, avranno diritto ad accedere al fondo di solidarietà.

Una iniziativa simile, il Player Relief Program, era stata già annunciata da ITF, tornei dello Slam e ATP e WTA per dare supporto finanziario a circa 800 giocatori ATP e WTA di singolare e doppio in difficoltà finanziarie per la cessazione delle competizioni a causa della pandemia, con l’istituzione di un fondo di solidarietà da 6 milioni di dollari (5,5 milioni di euro). 

Roger Federer è l’atleta professionista più pagato al mondo quest’anno. Lo dice la rivista americana Forbes nella classifica annuale dei 100 sportivi più ricchi del pianeta. Si tratta della prima volta che un tennista si piazza sul gradino più alto del podio.
Con guadagni per 106,3 milioni di dollari (95,5 milioni di euro) tra l’1 giugno 2019 e l’1 giugno 2020, il periodo preso in considerazione da Forbes, il super campione svizzero precede i calciatori Cristiano Ronaldo (105 milioni), Messi (104 milioni) e Neymar (95,5 milioni) nella classifica che tiene conto di premi vittoria, salario, bonus contrattuali, sponsorizzazioni e gettoni presenza. In un momento caratterizzato dal crollo dei guadagni anche nello sport di alto livello a causa del Coronavirus, il detentore del record di titoli del Grande Slam (20) deve essenzialmente il suo posto ai contratti pubblicitari e alle partnership private, che gli hanno garantito 100 milioni di entrate, il resto (6,3 milioni di dollari) proviene dai premi guadagnati sul circuito ATP. Il 38enne fuoriclasse di Basilea è il secondo sportivo attivo dopo Tiger Woods a superare la soglia di 100 milioni di dollari di entrate pubblicitarie in un anno, grazie in particolare alla sua recente collaborazione con il marchio tessile giapponese Uniqlo che gli ha garantito 300 milioni di dollari in 10 anni, senza trascurare comunque gli accordi come testimonial di Credit Suisse, Mercedes-Benz e altri 10 prestigiosi partner.

FEDERER PRECEDE CRISTIANO RONALDO E MESSI – Alle spalle di Federer, solo quinto nella stessa classifica di dodici mesi fa e divenuto il nono atleta a occupare il vertice della classifica dal 1990, il primo anno in cui Forbes ha iniziato a monitorare i guadagni degli atleti, figura il portoghese della Juventus Cristiano Ronaldo, che ha guadagnato 105 milioni di dollari negli ultimi dodici mesi. Nel suo caso, invece, lo stipendio, proveniente dal club bianconero è la principale fonte di reddito, con 60 milioni di dollari, mentre i guadagni pubblicitari e promozionali raggiungono i 45 milioni (da Nike, Altice, Herbalife e il suo marchio CR7). I primi tre nella classifica si trovano in un ‘fazzoletto’, poiché l’attaccante argentino del Barcellona Lionel Messi è terzo a quota 104 milioni di dollari, di cui 72 milioni di stipendio (la Pulce ha incassato 32 milioni da Adidas, MasterCard e PepsiCo).

Naomi Osaka e Serena Williams

Naomi Osaka e Serena Williams

OSAKA LA SPORTIVA PIU’ PAGATA, POI SERENA WILLIAMS – Al quinto posto troviamo la star della Nba LeBron James (con 88,2 milioni), seguito dai colleghi Stephen Curry (74,4 milioni) e Kevin Durant (63,9 milioni). Atleti di 21 Paesi e di 10 discipline diverse rientrano nella lista quest’anno, così come due donne, le tenniste Naomi Osaka e Serena Williams. È la prima volta che più di una donna rientra in classifica dal 2016, quando erano presenti la Williams e Maria Sharapova. La giapponese, che ha guadagnato 3,4 milioni di dollari in vincite da tornei, è un altro testimonial da sogno, raccogliendo 34 milioni da marchi come Nike, Nissan Motor e Procter & Gamble, collocandosi al 29esimo posto della graduatoria . Nessuna atleta donna di qualsiasi altro sport oltre al tennis ha mai raggiunto questi livelli. Dal canto suo la collega statunitense è 33esima con 36 milioni di dollari. Le due tenniste sono le uniche due donne presenti nella lista di questo anno. 

EFFETTO CORONAVIRUS SUI GUADAGNI DEGLI ATLETI – Mentre i giocatori della NBA sono i più rappresentati nella classifica, quelli della NFL hanno avuto l’anno migliore grazie all’avvio della stagione a fine estate, lasciando i loro guadagni praticamente inalterati con pandemia. Complessivamente sono presenti 31 stelle del calcio, rispetto alle 19 di un anno fa. Al contrario, i giocatori della MLB sono stati i più colpiti dopo il rinvio dell’opening day di marzo: solo un giocatore di baseball professionista, il lanciatore dei Los Angeles Dodgers, Clayton Kershaw, è riuscito a entrate nella lista, rispetto ai 15 del 2019.
I 100 atleti più pagati del mondo hanno guadagnato quest’anno un totale di 3,6 miliardi di dollari, il 9% in meno rispetto al 2019 e soprattutto a causa del Coronavirus in calo per la prima volta dal 2016, quando i pugili Floyd Mayweather e Manny Pacquiao hanno distorto i risultati incassando 400 milioni di dollari dal loro incontro Fight of the century del maggio 2015.

Uno storico “selfie” per Serena Williams e Roger Federer

Novak Djokovic

E’ stata completata la rosa di giocatori per l’Adria Tour, torneo itinerante a fini umanitari che si svolgerà nei Balcani dal 13 giugno al 5 luglio. Il project manager, il numero uno al mondo Novak Djokovic, ha infatti rivelato i nomi dei due ultimi invitati all’evento benefico che lo vede protagonista nella duplice veste, sia sul campo che come organizzatore con la Fondazione da lui creata: si tratta dei croati Marin Cilic e Borna Coric. I due si uniscono così all’austriaco Dominic Thiem, al tedesco Alexander Zverev, al bulgaro Grigor Dimitrov, al bosniaco Damir Dzumhur e all’altro serbo Viktor Troicki.

Il torneo inizierà proprio in Serbia (Belgrado) il 13 e 14 giugno, per poi fare tappa in Croazia (Zara) il 20 e 21 giugno, Montenegro (il 27 e 28 giugno) e infine in Bosnia-Erzegovina (Banja Luka e Sarajevo) dal 3 al 5 luglio, qualora le strutture negli ultimi due paesi lo consentano. I set saranno a quattro game invece che a sei. Gli otto giocatori saranno divisi in due gruppi di quattro, i primi due di ogni girone gareggeranno nella fase finale. Non è ancora noto se questo torneo verrà giocato a porte chiuse o con il pubblico.

Dominic Thiem

Dominic Thiem

DJOKOVIC: “EVENTO UMANITARIO, TENNISTI GIOCANO GRATIS” – “Sono entusiasta di poter giocare davanti al mio pubblico e di poter viaggiare per la regione – ha dichiarato in conferenza stampa Nole, che nel fine settimana ha fatto ritorno a Belgrado da Marbella, in Spagna, dove ha trascorso due mesi durante la pandemia – Tutti i tennisti giocheranno gratis, per via del carattere umanitario della manifestazione e dei miei rapporti personali con loro. Assolutamente tutte le entrate derivanti da sponsorizzazioni e diritti TV, tutto va alle organizzazioni umanitarie. La mia fondazione sarà tra queste. Le star del mondo che verranno qui avranno la possibilità di scegliere qualsiasi organizzazione benefica che desiderano“.

‘NOLE’: “MI SONO ALLENATO MOLTO, ANCHE SU TERRA” – Djokovic ha rivelato anche che allo svizzero Roger Federer non era stato chiesto di partecipare a causa di recenti problemi fisici. “Federer ha problemi al ginocchio, quindi non gliel’ho nemmeno chiesto – ha spiegato il 33enne serbo – mentre Rafa Nadal ha recentemente iniziato a giocare, ma non glielo ho chiesto. Forse glielo chiederò, ma non mi aspetto che venga”.

Inoltre il numero uno del mondo è tornato sul suo periodo di lockdown durante la pandemia di Covid-19. “A differenza di molti altri giocatori, ho avuto l’opportunità di allenarmi quasi ogni giorno durante il periodo del coronavirus perché eravamo alloggiati in una casa che aveva un campo da tennis. Quindi ho giocato molto a tennis. Non ho condiviso questo sui social media perché non volevo far arrabbiare gli altri giocatori – ha concluso Djokovic – ma mi sono allenato molto su un terreno duro e ho anche iniziato ad allenarmi su terra battuta“.

Novak Djokovic

Novak Djokovic (foto Tonelli/FIT)

Il nuovo Centrale del Roland Garros con il tetto.

Il Roland Garros si giocherà regolarmente e non a porte chiuse. C’è voglia di normalità nello sport e da Parigi arriva un primo segnale forte in tal senso nonostante la pandemia sia ancora in corso. L’annuncio è arrivato dal presidente della Federtennis francese, Bernard Giudicelli, che ha confermato svolgimento, tempi e modalità dello Slam su terra battuta in un’intervista per l’account twitter della federazione transalpina (Fft). Non ci sarà certo il consueto pienone di pubblico e nemmeno grandissime folle a seguire le sfide dei grandi della racchetta, ma di sicuro i giocatori non si esibiranno in uno scenario surreale, davanti alle tribune tristemente vuote.

L’organizzazione del torneo è già all’opera, al momento si prevede di partire dal 20 settembre (fino al 4 ottobre) ma è molto probabile che la data slitti di una settimana per fare spazio a due tornei Atp Masters 1000 in settembre, gli Internazionali BNL d’Italia a Roma e Madrid, e il pubblico sarà ammesso, seppure in quantità limitata. “Ci indirizzeremo – ha spiegato il numero uno della federtennis d’oltralpe – verso una forma di organizzazione a scartamento ridotto“, cioè con poco pubblico, ma sicuramente non a porte chiuse. Mancano ancora diversi mesi al via del tradizionale appuntamento tennistico parigino, e molte cose potranno ancora cambiare, ma di sicuro l’aver annunciato fin da ora che il pubblico ci sarà è motivo di fiducia non solo per il tennis, ma anche per tutte le discipline sportive, gran parte delle quali ancora bloccate dal timore del contagio o che stanno riprendendo l’attività a porte chiuse.

Quella di Giudicelli è una buona notizia non solo per gli appassionati di tennis ma anche per gli stessi campioni. Appena pochi giorni fa un Roger Federer sconsolato raccontava di avere smesso di allenarsi in questo periodo, “non riesco a immaginare di giocare in un campo vuoto e spero non succeda. Speriamo di poter tornare a giocare con almeno la metà degli spettatori sugli spalti“. Mentre Novak Djokovic, numero uno del mondo, si è stancato del campo della sua villa e ha addirittura organizzato un torneo nella sua Serbia poco toccata dal coronavirus e poi in altri Paesi dei Balcani: “sono felice di giocare davanti al mio pubblico“.

Mi sento di dire che abbiamo evitato il peggio: la sospensione, la cancellazione secca del Roland Garros – ha spiegato Giudicelli, orgoglioso e ottimista per questa inedita versione del torneo targato 2020 – Abbiamo un rinvio di alcuni mesi, tutto qui: è un gran sospiro di sollievo! Ci faremo trovare all’appuntamento con tutti gli appassionati di tennis e questa è la cosa più importante. Penso che abbiamo salvato il più grande torneo del mondo su terra battuta e credo che questo sia il fatto principale.  La scelta della data dà luogo a discussioni regolari con tutti gli organismi internazionali, ATP, WTA, anche la Federazione internazionale di tennis. Stiamo lavorando per finalizzare di nuovo un calendario per la fine della stagione. E’ ancora un po’ presto per annunciare la data finale, in ogni caso giocare a porte chiuse per noi e’ l’ultima opzione”. 
Un annuncio che farà piacere anche agli appassionati italiani, nella speranza che nel nuovo calendario possa davvero trovare posto anche l’appuntamento al Foro Italico.

La presentazione ai media del nuovo tetto sul Centrale del Roland Garros

La presentazione ai media del nuovo tetto sul Centrale del Roland Garros

Nelson Mandela alla cerimonia inaugurale dei Laureus World Sports Awards nel 2000

Venti anni fa, proprio in questo giorno (25 maggio), durante la cerimonia inaugurale dei Laureus World Sports Awards, fu pronunciato uno dei discorsi più potenti nella storia dello sport. In piedi accanto a 24 delle più grandi leggende viventi dello sport mondiale, il primo presidente Laureus Nelson Mandela dichiarò: Lo sport ha il potere di cambiare il mondo”.
Mandela proseguì: ”Lo sport ha il potere di ispirare. Ha il potere di unire le persone come poche altre cose riescono a fare. Parla ai giovani in una lingua che essi comprendono. Lo sport può creare speranza là dove prima c’era solo disperazione. Ha più potere dei governi nel rompere le barriere razziali. Irride ogni tipo di discriminazione”.

Tra gli sportivi presenti quella sera sul palco c’era la leggenda degli All Blacks, Sean Fitzpatrick: proprio lui oggi è presidente della Laureus World Sports Academy e negli ultimi venti anni ha vigilato affinché le parole di Mandela si trasformassero in fatti concreti attraverso il lavoro in tutto il mondo di Laureus Sport for Good. ”Ho un ricordo molto vivido di quella sera del 25 maggio 2000. In piedi sul palco della prima edizione degli Laureus Awards a Montecarlo, accanto al grande uomo che era Nelson Mandela. Le sue parole quella sera trascesero lo sport – sottolinea Fitzpatrick -. Alla fine del suo discorso, annunciò la nascita della Laureus World Sports Academy e ci sfidò a usare la nostra piattaforma e tutto quel che avevamo imparato dallo sport per esercitare un impatto positivo sui giovani del mondo. Adesso che entriamo nel nostro terzo decennio di attività, il ruolo che lo sport può svolgere all’interno della società è più potente che mai e come organizzazione siamo impegnati a continuare a tenere viva l’eredità lasciataci da Mandela per i prossimi vent’anni e non solo”.

Anche Serena Williams, premiata per cinque volte ai Laureus Awards, incontrò Mandela in occasione della cerimonia inaugurale del 2000: ”Essere lì tra la folla quando Nelson Mandela si rivolse a noi fu un’esperienza davvero straordinaria – dichiara la tennista statunitense -. Ricordo bene le parole che pronunciò sullo sport: non importa di che colore siete, potete comunque essere i migliori. Ciò che più mi colpì di Mandela fu il fatto che sapesse tutto di me, mentre io pensavo “No, sono io a sapere tutto di Lei, Presidente! Facemmo una chiacchierata incredibile sulle nostre reciproche aspirazioni; fu una svolta sostanziale nella mia vita’‘.

Sulla stessa lunghezza d’onda Boris Becker, leggenda del tennis e membro della Laureus Academy: ”Ho avuto l’onore di conoscere Nelson Mandela alla cerimonia di inaugurazione dei Laureus World Sports Awards 2000 a Montecarlo e durante una vacanza in Sudafrica nel 2007. Potergli stringere la mano è stato per me un momento molto speciale. Per noi membri della Laureus Academy è un onore che una persona carismatica come lui abbia sostenuto i principi alla base del progetto Laureus e ne fosse il presidente”.

Anche un campione come Novak Dokovic, premiato per quattro volte come sportivo dell’anno, rende il proprio tributo a Nelson Mandela: “Era una di quelle persone che illuminava sempre ogni situazione. La sua forza di fare un passo avanti e lottare per ciò che è giusto è qualcosa che motiva e ovviamente ispira me e ogni persona nel mondo”, le parole del numero uno della classifica Atp.

Novak Djokovic e Serena Williams premiati ai Laureus Sport Awards

Novak Djokovic e Serena Williams premiati ai Laureus Sport Awards

Il 20° anniversario di Laureus cade nel mezzo della pandemia mondiale di Covid-19; ciò rende il sostegno ai programmi Laureus più importante che mai. A inizio mese, insieme ai suoi partner, Laureus Sport for Good ha lanciato lo Sport for Good Response Fund per offrire supporto alle organizzazioni che, attraverso lo sport, cercano di cambiare la vita dei giovani in tutto il mondo. Il fondo chiede alle realtà che si occupano di sviluppo attraverso lo sport di unire gli sforzi per sostenere i bambini e i giovani più vulnerabili che rischiano di rimanere indietro mentre il mondo vacilla davanti a una crisi senza precedenti. Edwin Moses, membro della Laureus Academy Member nonché Presidente di Laureus Sport for Good, ha dichiarato: ”Stiamo vivendo un’epoca di incertezza senza precedenti; avevamo sperato di poter festeggiare il percorso fatto da Laureus Sport for Good negli ultimi vent’anni e invece ci troviamo a doverci focalizzare su qualcosa di diverso. Attraverso lo Sport for Good Response Fund, continuiamo a sostenere i nostri programmi durante questa crisi, assicurandoci che siano pronti a rispondere alle problematiche delle loro comunità non appena si potrà tornare al lavoro in sicurezza. ‘Sono certo che se il grande Nelson Mandela fosse qui oggi, sarebbe orgoglioso dei traguardi che abbiamo raggiunto. So anche che ci incoraggerebbe a continuare a lavorare duramente, a spenderci e a usare lo sport per cambiare ancora più vite in futuro. E questo è esattamente ciò che vogliamo fare”.

In questa giornata Laureus sta coordinando una campagna globale per enfatizzare le parole di grande ispirazione di Mandela, rendere omaggio alle personalità che hanno supportato Laureus nel corso degli anni e mettere in luce il lavoro di trasformazione realizzato negli ultimi venti anni. 

Patrick Mouratoglou

L’Atp, la Wta e gli organizzatori del Grande Slam sono troppo conservatori, è arrivato il momento in cui è obbligatorio rinnovarsi. Il tennis è in pericolo, non attira più i giovani“. Parole e musica di Patrick Mouratoglou, allenatore di Serena Williams, che dal 13 giugno sui campi della sua Academy, a due passi da Nizza, organizza un torneo non ufficiale, al quale parteciperanno diversi top player tra cui l’azzurro Fabio Fognini e il belga David Goffin (si punta ad avere anche Gael Monfils e il greco Stefanos Tsitsipas), partendo dal quale vuole iniziare a rivoluzionare il mondo della racchetta.

I proventi, oltre che dagli sponsor, arriveranno dallo streaming televisivo. Un programma ufficiale ancora non c’è. Nemmeno un regolamento. Però Mouratoglou vuole cambiare il sistema di punteggio che lui definisce obsoleto: “Sarà un modo rivoluzionario di offrire il tennis, l’obiettivo è più intrattenimento“. Partite più brevi, sulla falsariga di quel che è avvenuto nel nuoto con la creazione dell’International Swimming League, una sorta di Champions della piscina. E proprio come nell’ISL, anche nel tennis del coach greco-francese, che da qualche anno ha realizzato una nuova e avveniristica accademia a Sophia Antipolis, sulla Costa Azzurra, la musica sarà una componente importante. Non solo. “Lasceremo aperti i microfoni ambient e i giocatori potranno urlare a volontà“.

Addio ai giudici di linea e, come detto, nuovo sistema di punteggio. Anche perché pare che i giovani facciano fatica a passare da 15 a 30 e 40, poi i vantaggi. “Sarà una lega incentrata sul giocatore. La maggior parte delle entrate, provenienti dallo streaming, andranno a loro“, conclude il coach di Serena Williams. Tanta è la curiosità tra appassionati e addetti ai lavori per la nuova idea firmata Mouratoglou.

Patrick Mouratoglou qui con Serena Williams

Patrick Mouratoglou qui con Serena Williams

Al momento non mi sto allenando perché onestamente non vedo una ragione per farlo. Sono contento della mia forma fisica a questo punto e credo che manchi ancora molto tempo per ritornare a giocare“. Con il circuito Atp fermo da marzo a causa dell’emergenza coronavirus e senza alcuna certezza su quando potrò ripartire, Roger Federer in una diretta con Gustavo Kuerten raccolta da Globoesporte ha confessato di aver perso le motivazioni per allenarsi. 

Da quando mi sono operato nel 2016 non ero mai stato a casa cinque settimane di seguito, penso che sia importante per la mia testa adesso godermi questa pausa dopo aver giocato così tanto a tennis nella mia vita – aggiunge il 38enne fuoriclasse svizzero -. Non mi manca il tennis in questo momento. Alla fine, quando il ritorno sarà vicino e avrò un obiettivo per cui allenarmi sarò super, super motivato”.

A causa della pandemia il campione di Basilea ha visto sfumare i suoi principali obiettivi dell’anno, ovvero il torneo di Wimbledon (cancellato nel 2020) e i Giochi di Tokyo, posticipati all’estate 2021. Parlando poi della possibilità dei tornei a porte chiuse Federer non è sembrato molto entusiasta: “Non riesco a immaginare di giocare in un campo vuoto e spero che non succeda. Speriamo di poter tornare a giocare nelle condizioni migliori, con almeno la metà degli spettatori sugli spalti. Sarebbe molto difficile per me disputare un grande torneo a porte chiuse“. 

Roger Federer, 38 anni

GOERGES: “PENSO STAGIONE 2020 SIA GIA’ FINITA” – Non mostra grande ottimismo riguardo all’annata 2020 del tour con la racchetta anche la tedesca Julia Goerges. “Penso che la stagione del tennis sia già finita. Non credo si giocheranno tornei ufficiali fino al prossimo anno – la previsione alla ‘Sueddeutsche Zeitung’ della 31enne giocatrice, ex top ten del ranking Wta – Il tennis è uno sport totalmente internazionale, nel quale giocatori da oltre cento nazioni nei cinque continenti si spostano per raggiungere una città e giocare. Si dovrebbero aprire le frontiere di tutti gli stati o della maggior parte e questo accadrà solo quando avremo il virus alle spalle“.

Naomi Osaka

Nessuna come Naomi Osaka. La tennista giapponese, ex numero 1 della classifica mondiale e oggi decima nel ranking Wta, è l’atleta femminile più pagata al mondo secondo la rivista ‘Forbes’.
La 22enne di padre haitiano e madre nipponica, tra montepremi e contratti di sponsorizzazione, ha incassato nel 2019 un totale di 37,4 milioni di dollari (circa 34,3 milioni di euro): una cifra record in campo femminile con il precedente primato di Maria Sharapova (29,7 milioni di dollari nel 2015) abbondantemente superato. Osaka ha così guadagnato 1,4 milioni di dollari in più rispetto alla rivale Serena Williams, che era sempre salita sul gradino più alto del podio negli ultimi quattro anni.

La giapponese è 29esima nella classifica generale dei 100 atleti più pagati al mondo, mentre la Williams è 33esima: si tratta della prima volta dal 2016 che due donne entrano nella top 50. La graduatoria completa verrà pubblicata la settimana prossima da ‘Forbes’. Diventata professionista dal 2014, in coincidenza del suo sedicesimo compleanno, la giocatrice nata ad Osaka è stata la prima tennista del Sol Levante a vincere un torneo del Grande Slam – gli Us Open nel 2018, concedendo poi il bis agli Australian Open nel 2019 – e la prima asiatica ad accomodarsi sul trono mondiale.

Naomi Osaka e Serena Williams

Naomi Osaka e Serena Williams

Le star di Hollywood lo hanno reso alla moda e a poco a poco sempre più persone in tutto il mondo si sono cimentate nel ‘Pass the Punch Challenge’ (sfida del “Passa il Pugno”).
Se non la conoscete ancora, si tratta di una sorta di arte marziale in velocità, davanti alla videocamera: il o la protagonista simula di essere stato colpito, facendo alcune mosse e poi colpendo a sua volta di nuovo verso la telecamera! Una sfida divertente per piccoli e grandi, desiderosi di essere coinvolti.

In questo caso a cimentarsi sono diversi giocatori e giocatrici del World Padel Tour, che si sono voluti mettere alla prova nel ‘Pass the Punch’. Ecco il divertente e curioso video del loro “combattimento” online:

 

Dopo rumors e supposizioni, sembra proprio che abbia preso forma il cosiddetto “Player Relief Fund” preparato dagli organi che governano il tennis mondiale (Atp, Wta, Itf e tornei dello Slam) in aiuto dei giocatori e delle giocatrici più in difficoltà per lo stop causato dalla pandemia da Covid-19.

Secondo il sito canadese Open Court, ripreso dal sito web della Fit, il fondo di solidarietà di 6 milioni di dollari darà una mano sia a chi non avrà potenziali nuove entrate nei prossimi mesi (al momento lo stop della stagione è stato prolungato fino al 31 luglio), sia a chi non ha intascato granché nelle ultime stagioni. Una notizia positiva che ha anche un risvolto negativo, visto che non proprio tutti potrebbero beneficiarne e alla stessa maniera. Inoltre, sempre secondo Open Court, Atp e Wta avrebbero stabilito differenti importi e criteri per ottenerli. Il tutto, peraltro, in un momento storico in cui si pensa ad unificare le associazioni che sovraintendono al circuito maschile e a quello femminile per far fronte alla crisi economica che sta travolgendo il mondo a tutti i livelli. 

Il nuovo logo dell’ATP Tour, in vigore dal 1° gennaio 2019

I CONTRIBUTI ATP, SENZA ULTERIORI AIUTI DAI TOP PLAYER – Inoltre sembra sia stata definitivamente abbandonata l’idea di un’ulteriore cifra messa a disposizione dai top players. L’idea era stata lanciata da Novak Djokovic, numero uno del mondo e presidente del Player Council dell’Atp, ma si è dimostrata nei fatti fonte di polemiche e di divisione tra i giocatori stessi. Basti pensare alle recenti dichiarazioni del numero tre del ranking, l’austriaco Dominic Thiem, che aveva detto di non avere alcuna intenzione di aiutare economicamente i tennisti con classifica più bassa perché a suo dire non si impegnano abbastanza in maniera professionistica.
La somma stanziata dall’Atp dovrebbe essere di due assegni da 4.325 dollari ciascuno per i giocatori con una classifica tra la posizione 101 e 500 in singolare e da 2.165 dollari per quelli con una posizione tra la 51esima e la 175esima in doppio. C’e’ un paletto: verranno esclusi tutti i giocatori che hanno guadagnato almeno 250mila dollari nella scorsa stagione o un milione nelle precedenti quattro.

LE SOMME MESSE A DISPOSIZIONE DALLA WTA – La somma messa a disposizione dalla Wta sarà invece di un massimo di 10.400 dollari per giocatrice. Anche in questo caso verrà erogata in due parti. Il requisito minimo per poterne beneficiare è di far parte delle prime 500 tenniste in singolare e delle prime 175 in doppio. Per ottenere l’intera somma le tenniste devono aver giocato almeno sei tornei Wta, tra i quali almeno uno Slam, nei dodici mesi precedenti alla data di stop del circuito decisa lo scorso 16 marzo. Le tenniste che non soddisfano entrambi i criteri riceveranno la metà dell’importo. Anche nel caso della Wta sono escluse dal fondo di solidarietà le giocatrici che hanno guadagnato 350mila dollari di montepremi nell’ultima stagione, 1,4 milioni negli ultimi 4 anni o 3,5 milioni in carriera. 

Il logo della WTA

Eugenie Bouchard

Una cena con Eugenie Bouchard? Può valere ben 85 mila dollari. La bella tennista canadese ha deciso di dare il suo contributo alla lotta contro il coronavirus partecipando a un’iniziativa di beneficenza. All’asta, dunque, un ‘pacchetto’ per due persone che prevede la possibilità di assistere a una delle partite in uno Slam (a scelta) della Bouchard nell’angolo riservato allo staff tecnico, e poi una cena con la 26enne nata a Westmount, e ancora una racchetta e un paio di scarpe autografate. Grazie agli sponsor si sono aggiunti anche volo e hotel. 

L’asta è stata un successo visto che, a fronte di una base di partenza di 2.600 dollari, il ‘pacchetto’ è stato aggiudicato per 85 mila dollari, circa 78.500 euro. Non si conosce per ora l’identità del vincitore, tuttavia la reazione della tennista – attualmente scesa al numero 332 della classifica mondiale – è stata un misto tra l’entusiasta e il meravigliato: “Fantastico. Sono così orgogliosa di tutti voi per esservi uniti a me in questo progetto. Non vedo l’ora di conoscere il vincitore“, il suo commento scritto su Instagram (conta oltre due milioni di follower).

Le associazioni no profit a cui è legata l’iniziativa sono Meals on Wheels America, No Kid Hungry, America’s Food Fund, Feeding America, e vanno dalla lotta alla fame nel mondo all’assistenza agli anziani.

La canadese – vincitrice di un solo titolo Wta, nel 2014 a Norimberga – da tempo fa parlare di sé più per attività non strettamente legate ai suoi risultati sul campo. E sui social, anche supportata da un team evidentemente esperto di marketing, non è la prima volta che iniziative del genere fanno il giro del mondo. Durante il Super Bowl del 2017, con gli Atlanta Falcons in vantaggio 21-0 sui New England Patriots, Eugenie twittò troppo presto: “Sapevamo che Atlanta avrebbe vinto”. In quel momento John Goehrke, un suo fan, le rispose: “Se vincono i Patriots uscirai con me?”. Scommessa accettata da ‘Genie’. Alla fine, la squadra trascinata da Tom Brady – MVP di quella finale – rimontò, e Bouchard incontrò John. Non una volta sola: anzi, l’anno dopo i due (nel frattempo diventati amici, tanto da assistere insieme anche una partita di Nba) furono invitati al galà dalla Nfl per il Super Bowl tra i Patriots e i Philadelphia Eagles.

Eugenie Bouchard

Eugenie Bouchard in campo

Nicolas Mahut con i guanti disinfetta la rete

Anche se l’emergenza sanitaria legata alla pandemia di Covid-19 non è ancora terminata, dal mondo del tennis arrivano segnali precisi che inducono a guardare con ottimismo all’immediato futuro. Da New York, la città più colpita dal nuovo Coronavirus a livello mondiale, arriva un messaggio di speranza di Billie Jean King, la grande campionessa degli Anni Settanta cui è stato intitolato il National Tennis Center di Flushing Meadows, sede degli US Open.
L’impianto era stato in parte utilizzato come ospedale (sul quale dirottare i pazienti non-Covid), in parte come cucina per preparare i pasti necessari a tutte le persone da assistere nell’emergenza. L’ex fuoriclasse fa sapere che nella struttura tennistica non ci sono più pazienti e si sta cominciando a smontare tutto. Decisamente un buon segno pensando alla possibilità che gli Open degli Stati Uniti possano svolgersi come da programma a partire dal 31 agosto nella Grande Mela. Quello che rimane l’obiettivo della Federazione Tennis Statunitense, come ribadito dal portavoce Chris Widmaier rispondendo all’agenzia France Press e confermando che una decisione definitiva sullo Slam americano verrà presa al massimo a metà giugno. 

Nicolas Mahut durante una pausa dell'allenamento, con il coach con mascherina

Nicolas Mahut durante una pausa dell’allenamento, con il coach con mascherina

Anche in Francia il tennis aveva dato la sua disponibilità a supportare l’emergenza. La Federazione francese aveva messo a disposizione della Assistenza Pubblica Ospedali di Parigi la foresteria del Centre National d’Entrainement. La struttura alberghiera ospita ancora sette pazienti in isolamento e dunque non è ancora disponibile per i giovani atleti di interesse nazionale, ma i campi sono stati riaperti e Nicolas Mahut e Gregoire Barrere sono stati i primi ad approfittarne per un allenamento, come mostrano i media d’Oltralpe. Barrere aveva già ripreso a giocare con Lucas Pouille, avendo affittato insieme al connazionale una casa con il campo da tennis a Valbonne, sulle Alpi marittime.
Si arriva già vestiti da tennis e la doccia si fa a casa – ha spiegato dopo aver studiato a memoria il protocollo – Mettiamo giù la borsa, indossiamo i guanti, puliamo la panca, buttiamo via i guanti, apriamo le palle, le segniamo, ci laviamo le mani, ci alleniamo. E rifacciamo tutto quando abbiamo finito. Senza dimenticare di disinfettare la rete perché, quando sbagliamo, la palla tocca il nastro e non si sa mai“.
Mahut, che fisicamente è apparso in gran forma, persino dimagrito di mezzo chilo, ha dichiarato all’Equipe: “Il rischio in questi primi momenti è quello di farsi male. Ho giocato tranquillo, per rimettere in moto le gambe, ho già le prime vesciche, dunque meglio andare adagio. Le maggiori difficoltà le ho con il servizio e proprio nel gioco di gambe. Mi sento i piedi pesanti, come se avessi gli zoccoli, e la palla va veloce su questa superficie. Mi ci vorrà un po’ prima di tornare ad alto livello“.

Gregoire Barrere in allenamento e dietro coach Marc Gicquel "mascherato"

Gregoire Barrere in allenamento e dietro coach Marc Gicquel “mascherato”

A proposito di alto livello, dalla Gran Bretagna arriva anche l’immagine del primo allenamento ‘con distanziamento sociale’ tra i due fratelli Murray, Jamie e Andy, seguiti dal coach Jamie Delgado. Andy, vincitore del torneo virtuale di Madrid, quello disputato con la Playstation4, aveva diffuso via reti sociali le immagini del suo allenarsi nel cortile di casa con un apposto muro “trasportabile”, ma ha celebrato il giorno del 33esimo compleanno (venerdì 15 maggio) tornando in campo una volta che il governo inglese ha dato il via libera. Ebbene sì, la ripresa si concretizza anche in cose apparentemente piccole.

Novak Djokovic e Roger Federer

A quasi 33 anni (li compirà fra meno di una settimana, il 22 maggio) non è sazio di vittorie Novak Djokovic, ansioso di riprendere a giocare dopo lo stop ai tornei internazionali dovuto all’emergenza coronavirus. “Penso di avere ancora cose da fare in questo sport – ha dichiarato il campione serbo durante una intervista al programma tv statunitense ‘In Depth with Graham Bensinger’ -. Credo di poter vincere altri Slam per arrivare ad essere quello con il maggior numero di trofei Major e battere il record per il maggior numero di settimane al numero 1“.

Il tennista di Belgrado, con 17 prove dello Slam in bacheca, è a soli tre titoli dallo svizzero Roger Fededer (a quota 20) e due dal suo grande rivale, lo spagnolo Rafael Nadal. Con 282 settimane trascorse sul trono mondiale, ‘Nole’ minaccia anche l’altro record del fuoriclasse elvetico (310 settimane da leader del ranking Atp). “Questi sono sicuramente i miei obiettivi chiari. Ma allo stesso tempo, non sono l’unica cosa che mi motiva. Ciò che mi alimenta ogni giorno è qualcosa di più legato alla mia crescita personale“, conclude Djokovic, dunque non ancora soddisfatto di quanto ottenuto in carriera.

Novak Djokovic

Novak Djokovic ha conquistato fin qui 17 titoli dello Slam

Andrea Gaudenzi

La sospensione del circuito tennistico internazionale è estesa fino al 31 luglio prossimo a causa della pandemia di Covid-19 in corso. Ad ufficializzarlo sono gli organismi che governano il tour, vale a dire ATP, WTA e ITF, tenendo fede a quanto anticipato qualche giorno fa da Andrea Gaudenzi, presidente dell’ATP, che aveva parlato di metà maggio come data per la decisione sui tornei estivi.

La decisione, presa in stretta collaborazione con i membri del circuito, fa sì che a livello maschile gli eventi Atp ad Amburgo, Bastad, Newport, Los Cabos, Gstaad, Umago, Atlanta e Kitzbuehel non avranno luogo come previsto. La sospensione estesa si applica anche all’Atp Challenger Tour e agli eventi maschili dell’Itf World Tennis Tour.
A causa delle continue incertezze che circondano la pandemia di Covid-19, ci dispiace dover annunciare la nostra decisione di estendere la sospensione del Tour – ha dichiarato in una nota il romagnolo Andrea Gaudenzi – Proprio come gli appassionati di tennis, i giocatori e gli organizzatori di tornei in tutto il mondo, condividiamo il dispiacere per l’impossibilità di far svolgere regolarmente il Tour. Continuiamo a valutare tutte le nostre opzioni nel tentativo di riprendere il Tour non appena si potrà farlo in modo sicuro, inclusa la possibilità di riprogrammare gli eventi più avanti nella stagione. Come sempre, la salute e il benessere della comunità del tennis e del grande pubblico rimarranno le nostre massime priorità in ogni decisione che prendiamo“.

Il comunicato dell’ATP specifica poi che a metà giugno verrà presa una decisione sul calendario, riguardo in particolare i tornei programmati da inizio agosto.

Il logo della WTA, che nel 2020 compie 47 anni

Analogo provvedimento è stato preso dalla Wta. Dopo la sospensione del circuito fino al 12 luglio, l’associazione delle giocatrici ha annunciato a sua volta che anche gli eventi Wta a Bastad, Losanna, Bucarest e Jurmala previsti per luglio non si terranno, a causa dell’emergenza sanitaria da Coronavirus. Analogamente a giugno verrà presa una decisione in merito alle date in cui Karlsruhe e Palermo potranno essere giocate insieme a ulteriori aggiornamenti del calendario Wta. “Ci dispiace per il prolungamento della sospensione ma continueremo ad essere guidati da esperti medici per quando sarà sicuro e possibile tornare alle competizioni – ha spiegato un portavoce della Wta – Continuiamo a monitorare da vicino la situazione e speriamo di tornare in campo il prima possibile“. 

In contemporanea è arrivato l’annuncio dell’International Tennis Federation, che ha esteso la sospensione di tutti i tornei Itf fino al 31 luglio 2020, a causa della pandemia di Covid-19 in corso. 

Zhizhen Zhang

Casa dolce casa. Non può che essere stato questo il primo pensiero del cinese Zhizhen Zhang, che dopo quasi tre mesi di esilio forzato a causa della pandemia ha potuto fare ritorno in patria. Come ben sapranno gli appassionati romagnoli, il 23enne di Shanghai, attualmente numero 140 della classifica mondiale, è tesserato per il Circolo Tennis Massa Lombarda in serie A1, anche se nell’ultima edizione del massimo campionato a squadre non è mai sceso in campo nel team capitanato da Michele Montalbini (nel 2018 però sul veloce della Oremplast Tennis Arena si era tolto il lusso di battere un certo Matteo Berrettini nel match contro la Canottieri Aniene campione d’Italia).

IL RITORNO A SHANGHAI: “POSSIAMO ALLENARCI SENZA PROBLEMI” – Quando a Wuhan e nel resto del suo paese è scoppiata l’epidemia da coronavirus, Zhang era a Bangalore, in India, per giocare un challenger. Il lockdown deciso dal governo cinese, con le restrizioni ai viaggi, gli ha impedito di tornare a casa e, dopo la sconfitta al primo turno di Dubai, il giocatore asiatico ha fatto tappa in Croazia dal suo coach Luka Kutanjac. Con il faticoso ritorno alla normalità in Cina, Zhang ha potuto fare finalmente ritorno a Shanghai per riprendere gli allenamenti. ”La situazione è migliorata molto nell’ultimo mese, ma la gente indossa ancora la mascherina quando esce di casa – racconta Zhizhen Zhang al sito dell’Atp dopo essere rientrato nella sua città natale – Ad esempio sono andato allo zoo, ma devi prenotare in anticipo perché controllano il numero di persone che entrano. In questo caso o anche se vai al ristorante devi mostrare un QR code che dimostri il tuo stato di salute e poi ti viene misurata la temperatura. Per il momento siamo al sicuro e possiamo allenarci tutto il giorno, perché qui ci sono soltanto tennisti della federazione. Possiamo anche correre attorno al club. Non sappiamo quando il circuito ripartirà, ma cerchiamo di prepararci al meglio: proviamo a mantenerlo interessante e variare l’allenamento, giocando punti e non solo facendo esercizi da fondo campo”.

Zhizhen Zhang allo zoo di Shanghai

Zhizhen Zhang allo zoo di Shanghai

L’INFORTUNIO ALL’OCCHIO A DUBAI: “HO TEMUTO DI RESTARE CIECO” – In occasione del torneo a Dubai il cinese era finito in ospedale, dopo che nel tentativo di rispondere al servizio dell’avversario la pallina aveva deviato colpendogli l’occhio destro. Un infortunio per fortuna senza conseguenze gravi sulla vista dell’atleta asiatico, quasi tornata alla normalità adesso. “Ero davvero spaventato perché non riuscivo a vedere nulla dopo essere stato colpito. Era completamente nero. Ho anche pensato che forse sarei rimasto cieco – ammette con un sorriso di sollievo Zhang, che proprio a febbraio aveva toccato il suo best ranking al numero 136 ATP – Ora i miei occhi stanno migliorando. Non sono ancora al 100%, ma forse al 90%. Ci sono alcune piccole cose che non riesco a vedere da lontano, ma i controlli sono ok. Quando ti fai male, vorresti tornare a casa perché lì ti senti meglio. Ma sapevo che se fossi andato in Croazia, avrei potuto ricevere cure e vedere come poter allenarmi. Era davvero difficile la situazione in quel momento in Cina: nessuno poteva uscire di casa. Sarebbe stato molto difficile tornare in patria e poi viaggiare di nuovo in Europa, quindi mi sono semplicemente detto che non potevo tornare indietro“.

“NESSUN CINESE MAI ENTRATO NELLA TOP 100 ATP” – Alla ripresa del tour professionistico internazionale, il tennista di Shanghai, a fine 2019 vincitore di due challenger (Zhuhai e Pechino), tenterà di proseguire la sua ascesa e diventare il primo cinese a entrare in Top 100. “Nessuno ha raggiunto la Top 100 tra gli uomini in Cina, ma per me entrare nei primi cento del mondo rappresenta solo l’inizio nel tennis professionistico. Non voglio salire troppo in fretta in classifica perché negli ultimi cinque anni ho compiuto balzi enormi, poi cali notevoli e ancora salti in avanti. Adesso sto solo provando a divertirmi giocando a tennis. Se posso vincere, allora è perfetto – conclude il primo portacolori del Circolo Tennis Massa Lombarda con gli occhi a mandorla – ma non ho nemmeno paura di perdere“.

Zhizhen Zhang in giro con la mascherina a Shanghai

Zhizhen Zhang in giro con la mascherina a Shanghai, sua città natale

Ines Ibbou con un video ha risposto a Dominic Thiem

Caro Dominic…“. Inizia proprio così il toccante video di quasi dieci minuti, pubblicato sui suoi profili social, in cui Ines Ibbou si rivolge direttamente a Dominic Thiem. Una emozionante lettera aperta in cui la 21enne tennista algerina, attualmente numero 620 della classifica mondiale ed ex numero 23 del ranking ITF junior, risponde al campione austriaco, numero 3 del mondo e recente finalista degli Australian Open, che un paio di settimane fa aveva dichiarato di non voler contribuire al fondo di solidarietà per i giocatori con classifica più bassa, proposto da Novak Djokovic in questo periodo di inattività causa coronavirus e poi istituito dagli enti che governano il circuito professionistico (oltre 6 milioni di dollari raccolti da ATP, WTA, ITF e i quattro Slam). “Nessuno di questi giocatori di bassa classifica sta lottando per sopravvivere, tutto l’anno vedo molti che non danno tutto al tennis. Molti non sono professionali. Non vedo perché dovrei dare loro dei soldi“, aveva detto Thiem in un’intervista a ‘Kronen Zeitung’. Ora Ibbou, unica giocatrice professionista del suo Paese, racconta la storia di una donna di modesta origine sociale che si aggrappa al suo sogno, nonostante i numerosi ostacoli.

Caro Dominic, dopo aver letto le tue ultime affermazioni, mi chiedevo quale sarebbe stata la mia carriera, e quindi la mia vita, se fossi stata al tuo posto. Ho immaginato come sarebbe stato avere genitori che erano insegnanti di tennis quando ho colpito con una racchetta per la prima volta, all’età di 6 anni, e me ne sono subito innamorata. Dato che sono cresciuta nella periferia di Algeri, in una famiglia molto modesta, con genitori che non avevano assolutamente nulla a che fare con il mondo del tennis, non posso fare a meno di pensare che avrebbe potuto aiutarmi. Ma non ti biasimo.
E ho smesso di pensarci, perché dopo tutto non scegliamo dove siamo nati. Ora mi rendo conto di quanto sono fortunata ad avere genitori come i miei, che amo più di ogni altra cosa e che non cambierei per nulla al mondo. Sai, in un Paese come il mio, non è facile per una donna essere un’atleta di punta. Non posso ringraziare abbastanza i miei genitori per il loro sostegno e tutti i sacrifici che hanno fatto in modo da poter perseguire il mio sogno.

L'algerina Ines Ibbou

L’algerina Ines Ibbou

Se solo tu lo sapessi, Dominic… 
Almeno puoi contare su strutture nella tua città. Grazie! Sapevi che in Algeria i tornei junior ITF sono molto, molto rari e che non esiste il minimo torneo ITF, ATP o WTA? Che non esiste un solo allenatore sul circuito internazionale? Che non esiste il minimo campo coperto? Non so come sia stato per te, ma per noi, se piove per una settimana, lavoriamo sul nostro rovescio… in palestra. E non sto nemmeno parlando della qualità delle strutture o dei campi … Non sapevamo nemmeno su quale superficie stessimo giocando. È erba? È argilla? “Africa”, come si suol dire.

Ma non fraintendermi. Non mi ha impedito di costruire la mia strada e di essere una delle migliori giocatrici del mondo a 14 anni. Ho ottenuto i miei primi punti WTA guadagnando 10.000 dollari alla stessa età. Abbastanza impressionante, vero? Come te, ho raggiunto la vetta della classifica junior. Non tra i primi 10, ma il numero 23 al mondo. Non male per una donna africana, giusto? Era così improbabile che molti giornalisti mi chiamavano “il miracolo del tennis”. Non è uno scherzo! Pochissimi giovani africani l’hanno fatto prima di me, dicevano. E nessuno nel mio Paese. 
Se all’epoca fossi stata parte del tuo mondo magico, probabilmente avrei attirato l’attenzione di molti sponsor e la federazione si sarebbe presa cura di me. Ma non è successo così. Sponsor, dici? Adidas? Nike? Wilson? Prince? Head? Non esistono nemmeno in Algeria! A parte alcune attrezzature e il supporto delle piccole imprese locali, ho ricevuto solo il minimo per coprire la mia partecipazione ai Junior Grand Slam. E sai, in Africa, il budget per un atleta raramente finisce nel suo conto bancario, se sai cosa intendo…

L'algerina Ines Ibbou

Ines Ibbou, unica tennista professionista algerina

Mi chiedevo cosa sarebbe potuto cambiare per me in quel momento se fossi stata nella tua cerchia ristretta. Se avessi condiviso lo stesso ambiente, le stesse regole. Come essere in grado di decidere quando è il momento migliore per salire nel circuito professionistico. Nessuno ne sa nulla in Algeria. Se avessi avuto un budget ragionevole, quale impatto avrebbe avuto sulla mia carriera? Sarebbe cambiato tutta la mia vita! Adoro il giorno in cui potrò permettermi di fare un regalo ai miei genitori. Sogno questo giorno…

La miglior giocatrice del Paese, in cima alla classifica junior, ma senza un soldo in tasca. È ironico, non credi? Non sono sicura che sarebbe successo così nel tuo Paese o in qualsiasi Paese europeo. Ma questo non mi ha fermato. Quando tutto è andato in pezzi e mi ha spinto verso la fine della mia carriera, sono stato fortunata a ricevere una mano. Le persone che si sono prese cura di me, che mi hanno fornito le necessità di base: cibo e un posto dove dormire. Alcuni mi hanno aiutato fornendo attrezzature gratuite, altri con lavoro fisico.

La mia situazione era senza speranza. Ma sono tornata sulla strada giusta e sono riuscita a passare al professionismo. Sfortunatamente, mi sono infortunata nel peggior momento possibile. Quando l’ITF ha cambiato le sue regole. Non sono sicura che questo ti abbia davvero colpito…

Le risorse finanziarie sono la chiave per tornare in forma. L’ho visto davvero allora. Ma, ancora una volta, non mi ha fermato. Nonostante tutte le difficoltà, sono riuscita a tornare in classifica WTA. Oggi ho 21 anni e sono al 600° posto nel mondo. Spero ancora di realizzare il sogno per il quale ho sacrificato la mia infanzia, la mia scuola, la mia adolescenza, la mia vita familiare, i miei amici, i miei soldi, i compleanni, le vacanze, tutta la mia vita!

Mi chiedo, Dominic, come ci si sente ad avere un allenatore che ti aiuta in campo? Un preparatore fisico? Un fisioterapista? Un mental coach? Uno staff solo per te? Io vivo da sola per la maggior parte del tempo. Sono una donna sola che viaggia per il mondo, di solito con due fermate, sempre alla ricerca del biglietto più economico. Che sacrifica il suo tempo, il suo allenamento e il suo riposo semplicemente per richiedere un banale visto, senza la garanzia di averlo. Perché, indovina: niente tappeto rosso, niente pass, niente Schengen. E, ho dimenticato, ho bisogno di un visto quasi ovunque. È un budget extra…

Studio tutte le possibilità nel calendario, sia per ottimizzare i costi sia per cercare di guadagnare il massimo dei punti. Sto lontano dai tornei per tagliare i costi. Alterni la terra alla superficie dura da una settimana all’altra come me? Finisci i tornei con buchi nelle tue scarpe come me? Faccio sempre del mio meglio per soddisfare le speranze che le persone avevano quando ero una bambina, nonostante la mancanza di finanziamenti.

Dominic, lascia che ti chieda: com’è fare un regalo ai tuoi genitori? Com’è vederli più di una volta all’anno? Per festeggiare il tuo compleanno con loro? Non ricordo nemmeno l’ultimo compleanno che ho celebrato con i miei cari … Sì, tutti questi sacrifici fanno parte del gioco, ma il campo dovrebbe decidere l’esito della mia carriera, non le mie risorse finanziarie. È totalmente ingiusto. Ci penso ogni giorno, senza lamentarmi. Combatto costantemente, in silenzio.

L'algerina Ines Ibbou nel video

L’algerina Ines Ibbou nel video

Caro Dominic, a differenza di te, molti condividono la mia realtà. Solo un promemoria: non è grazie ai tuoi soldi che siamo sopravvissuti finora e nessuno ti ha chiesto nulla. L’iniziativa è nata da giocatori generosi che hanno mostrato immediatamente compassione, con classe. Giocatori che vogliono diffondere solidarietà e trovare soluzioni per cambiare le cose. Campioni in tutte le circostanze. Dominic, questa crisi inaspettata ci fa affondare in un periodo delicato e rivela la vera natura delle persone. Aiutare i giocatori è aiutare il tennis a sopravvivere. Questo gioco è nobile.

Il significato dello sport è distinguere il più talentuoso, il più tenace, il più laborioso, il più coraggioso. A meno che tu non voglia giocare da solo in campo? Dominic, te l’ho detto, non ti abbiamo chiesto niente. Tranne un po ‘di rispetto per i nostri sacrifici. Giocatori come te mi fanno aggrappare al mio sogno. Per favore, non rovinarlo“.

 

Andrea Gaudenzi presidente ATP da gennaio 2020

Smettere ora non sarebbe saggio, nessuno sa cosa accadrà. Vogliamo rimanere ottimisti“. Lo ha detto Andrea Gaudenzi, presidente dell’ATP, in una intervista all’agenzia Reuters, ripresa dal sito della Federazione italiana tennis.

Al momento lo stop del circuito resta fino al 12 luglio: la prima dead line per decidere il futuro di quel che resta della stagione è stata fissata per metà maggio, come conferma lo stesso romagnolo ex numero 18 della classifica mondiale: “Al momento davanti a noi ci sono solo scenari ipotetici ed è per questo che non abbiamo ancora deciso. Tra le opzioni potrebbero esserci le porte chiuse, oltre a varie scelte da fare in merito alle restrizioni per i viaggiatori. Ci siamo dati il 15 maggio come data di scadenza per i tornei post Wimbledon a luglio e il primo giugno per decidere sugli appuntamenti di agosto. Abbiamo una finestra che va dalle sei alle otto settimane per decidere se giocare o no un torneo, non di più. Però, ripeto voglio essere ottimista“.

Singolare ciò che sta avvenendo in Canada riguardo gli eventi estivi dedicati al tennis. Nelle scorse settimane l’organizzazione della Rogers Cup aveva cancellato definitivamente per il 2020 il torneo Wta Premier di Montreal, rimandandolo al prossimo anno con sede invariata (la Rogers Cup ogni anno inverte le sedi per i tornei Atp e Wta tra Toronto e Montreal). Tennis Canada, tuttavia, ha cancellato tutti gli eventi fino al 31 agosto ad eccezione dell’Atp Rogers Cup, il Masters 1000 in programma a Toronto. Rimane dunque aperta la possibilità di far svolgere almeno il torneo maschile, in programma a Toronto dal 7 al 16 agosto.

Da decidere poi il destino degli US Open in calendario a fine agosto. Resta poi da vedere se il Roland Garros sarà riprogrammato dal 27 settembre all’11 ottobre, spostato quindi di un’altra settimana rispetto alle date comunicate inizialmente, in accordo con ATP, WTA e ITF per far spazio alla stagione sulla terra rossa che prevede anche gli Internazionali BNL d’Italia.

Quello delle restrizioni dei viaggi è un punto cruciale e non a caso in diversi Paesi si pensa a dei circuiti nazionali per far ripartire l’attività ad alto livello. “Ogni paese è in una situazione diversa e sarà difficile organizzarsi con nazioni in fasi diverse e con regole differenti – sottolinea il presidente ATP – La Svezia, ad esempio, sta avendo un approccio differente, potremmo pensare di giocare un torneo lì, ma è evidente che allo stato attuale non possiamo portare cento giocatori in Svezia“.

Gaudenzi ha affrontato anche le questioni di una possibile fusione tra ATP e WTA e del fondo per i giocatori fuori da primi 100 del ranking: “Spero che quest’unione di forze con WTA possa essere l’inizio di una collaborazione futura che serve al nostro sport per crescere. Abbiamo dato un grande messaggio – ha concluso Andrea – e sono contento che ci siamo adoperati per aiutare i giocatori in difficoltà“.

Andrea Gaudenzi

Andrea Gaudenzi

Anche i big del tennis ritrovano qualche frammento di normalità e ricominciano gli allenamenti, dopo la lunga pausa determinata dall’emergenza coronavirus.
Fabio Fognini e Jannik Sinner hanno ripreso sui rispettivi campi ed esternano sui social la loro soddisfazione. “In questi tempi difficili ti rendi conto di quanto qualcosa significhi per te quando viene portato via… Per me, questo è tennis“, ha scritto il ligure su Instagram, postando una foto che lo ritrae assieme alla moglie Flavia Pennetta, sua compagna d’allenamento. “E’ un giorno speciale – ha aggiunto l’azzurro -. Essere di nuovo in campo dopo due mesi è qualcosa di straordinario: ho la fortuna di condividere questo momento con la persona che amo. Questo è il mio Paese, la mia città, il mia campo, il mio mare. Qualcosa di molto normale, ma speciale. La strada è ancora lunga, ma ricorderò sempre la sensazione di questo giorno. Invio emozioni e amore a tutti voi. Continuiamo a combattere insieme!“.

Emozioni a go-go anche per il giovanissimo Sinner, campione delle ultime Next Gen ATP Finals: “Mi sento molto grato di essere tornato in campo oggi dopo 2 mesi di stop. Auguro a tutti il meglio in questo periodo e continueremo a combattere questa battaglia. Lo supereremo insieme“, il messaggio dell’altoatesino, sempre su Instagram.

Rafa Nadal

Sono più preoccupato per gli Australian Open di quanto accadrà fino alla fine di quest’anno. Penso che il 2020 sia praticamente perso. Spero che saremo in grado di iniziare l’anno prossimo, ci metterei la firma“. E’ la previsione, poco ottimistica, dello spagnolo Rafa Nadal sul proseguo della stagione alla luce dell’emergenza coronavirus, espressa in una intervista al quotidiano ‘El Pais’.

Al momento il circuito internazionale del tennis è fermo almeno sino a metà luglio, con la cancellazione di Wimbledon e il rinvio a settembre del Roland Garros, mentre restano invece programmati per fine agosto gli US Open, ma secondo il campione maiorchino la prossima prova dello Slam che reputa plausibile possa giocarsi sono gli Australian Open che prenderanno il via il 18 gennaio del 2021.

Nadal ha poi invitato ad avere il giusto equilibrio nell’affrontare la pandemia. “Nessuno se lo aspettava, ma quelli che governano da noi avrebbero dovuto avere accesso a tutte le informazioni e in tal senso credo ci siano stati degli errori ha spiegato il maiorchino, numero 2 della classifica mondiale -. La situazione ha travolto tutti noi, non solo la Spagna. E’ come quando perdo una partita e lo stesso fanno Federer e Djokovic, non posso scusare me stesso perché hanno perso anche loro. Tutti abbiamo affrontato male questa vicenda“. 

Lo spagnolo è convinto che per salvare vite “le cose avrebbero potuto essere fatte diversamente. Se le misure preventive fossero state adottate in precedenza, tutte le misure estreme che abbiamo adottato in seguito sarebbero state evitate. Non credo nella nuova normalità. Mi piace quella vecchia, ma con adattamenti. Dobbiamo imparare da tutto ciò che ci sta accadendo. Gli esseri umani hanno una buona cosa, una grande capacità di adattamento – ha concluso Rafa – ma anche una cattiva, una grande capacità di dimenticare“. 

Matteo Berrettini

Matteo Berrettini ha deciso di rimandare il momento del ritorno in campo. Il 23enne tennista romano, numero 8 della classifica mondiale, che quest’anno ha giocato solo gli Australian Open e poi si è fermato per infortunio prima che scoppiasse la pandemia da coronavirus, ha preferito rinunciare all’esibizione del circuito UTR Pro Match Series (Universal Tennis Ranking) in programma a West Palm Beach, in Florida, da venerdì 8 a domenica 10 maggio. Motivo del forfait una leggera distorsione alla caviglia, come annunciato su Instagram dallo stesso azzurro, che ha trascorso il periodo di isolamento forzato a Boca Raton, poco distante dalla sede del torneo, con la fidanzata australiana Ajla Tomljanovic: “Sono triste di non poter partecipare all’UTR a causa di un piccolo infortunio, spero di poter essere presente al prossimo evento“, le parole di Matteo, che sarà sostituito dal polacco Hubert Kurkacz.
Gli altri protagonisti del quadrangolare sono gli statunitensi Tennys Sandgren, Reilly Opelka e Tommy Paul. Ovviamente verranno rispettate tutte le norme di sicurezza: le partite si giocheranno a porte chiuse e in campo oltre a due giocatori ci sarà solo il giudice di sedia. 

Sempre West Palm Beach ospiterà dal 22 al 24 maggio anche l’edizione femminile della UTR Pro Match Series con in campo Ajla Tomljanovic e le americane Amanda Anisimova, Alison Riske e Danielle Collins.

Il circuito internazionale è fermo ufficialmente sino al 12 luglio, però a piccoli passi prova a ripartire il tennis, rispetto ad altre discipline uno degli sport più sicuri dal punto di vista del distanziamento sociale.

Matteo Berrettini e Ajla Tomljanovic

Matteo Berrettini e Ajla Tomljanovic

Youssef Hossam

Squalifica a vita. E’ la sanzione comminata al giocatore egiziano Youssef Hossam, 21 anni e attualmente numero 820 del ranking mondiale, perché colpevole di “21 violazioni alle norme anticorruzione“. Lo ha annunciato la Tennis Integrity Unit, che nel maggio dello scorso anno aveva sospeso in via provvisoria l’atleta.

L’indagine condotta da questo organo, costituito dalle principali organizzazioni tennistiche (ITF, ATP, WTA, Grand Slam) e responsabile della lotta alla corruzione in questo sport, ha stabilito che dal 2015 al 2019 Hossam è “stato coinvolto con altre persone in una vasta campagna di corruzione legata alle scommesse nei livelli inferiori del tennis professionistico“, come riporta il comunicato ufficiale della TIU.
Il giocatore nato a Giza il 3 giugno 1998, che a dicembre 2017 aveva raggiunto un best ranking di numero 291 Atp, ha quindi truccato diversi incontri direttamente o incoraggiando altri giocatori a farlo, secondo l’organo anti-corruzione, da qui la sentenza: “Hossam è bandito a vita, come giocatore o come spettatore, da qualsiasi evento organizzato da enti ufficiali“.

Il fratello Karim Hossam, 26 anni, è stato sospeso a vita per le stesse ragioni a luglio del 2018.

Youssef Hossam

L’egiziano Youssef Hossam

Benjamin Hassan in campo con la mascherina

Riparte il tennis in Europa e in particolare in Germania è andato in scena il primo torneo della nuova “era”, ai tempi del coronavirus. Zero spettatori, zero raccattapalle, ma diversi giocatori pronti a scendere ugualmente in campo. L’evento si chiama “Tennis Point Exhibition Series” e si sta svolgendo a porte chiuse a Hoehr-Grenzhausen, piccolo centro della Renania-Palatinato di 10mila abitanti.

L’arbitro del torneo in Germania con la mascherina

Il torneo è riservato ai giocatori che risiedono nella regione e si disputa con le regole adottate alle Next Gen Finals (set ai 4, no advantage ecc.). Gli organizzatori sono stati molto attenti a garantire la salute e la sicurezza dei giocatori, ricevendo anche l’ok dalla polizia che ha fatto alcuni sopralluoghi per verificare l’utilizzo stringente di gel e mascherine. Nella fattispecie Benjamin Hassan è stato il primo tennista a disputare i match con la mascherina sul volto, misura che adotta anche l’arbitro di sedia, una delle tre persone presenti in campo (le altre due sono i giocatori…).

I tennisti entrano ed escono dal campo attraverso ingressi differenti e nelle pause sono seduti uno di fronte all’altro in modo da non incrociarsi mai a rete. Tutti i cibi e le bevande sono preconfezionati e i giocatori mangiano da soli ai tavoli.

Le panchine vengono sanificate prima di ogni match

Come detto, ovviamente, il torneo si gioca senza pubblico. Però a regalare spettacolo ci ha pensato il funambolico Dustin Brown, che con uno dei suoi amati tweener ha scavalcato con un pallonetto lungolinea Choinski e ha salutato la prodezza scherzando e alzando le braccia al cielo come a chiedere l’ovazione del pubblico. Ecco la simpatica scena nel video: 

Dustin Brown entra in campo con la mascherina sul volto

Sara Errani con il trofeo vinto all'Antico Tiro a Volo

In quarantena, come tutti, Sara Errani spegne oggi – 29 aprile – 33 candeline. Chissà se in questo giorno speciale – lo stesso in cui Andre Agassi taglia il traguardo dei 50 anni – nella sua casa di Valencia, da sola a causa del coronavirus, ripenserà ai tanti momenti di gloria della sua carriera o riguarderà qualcuno dei suoi match più belli, rivivendone le emozioni e magari traendo nuova linfa interiore per le prossime “battaglie” sul campo. 

La tennista di Massa Lombarda (la nascita a Bologna, nella primavera del 1987, è stata dettata da una scelta della madre Fulvia, che aveva invece dato i natali al primogenito Davide nell’ospedale di Lugo) si è infatti ritagliata uno spazio nella storia dello sport italiano. E’ la giocatrice azzurra che ha vinto più titoli in assoluto: 9 in singolare – Palermo e Portorose nel 2008; Acapulco, Barcellona, Budapest e ancora Palermo nel 2012, Acapulco nel 2013; Rio de Janeiro nel 2015; Dubai nel 2016 – e 27 in doppio, specialità in cui al fianco di Roberta Vinci ha realizzato un’impresa straordinaria come completare il Career Grand Slam, conquistare cioè tutte e quattro le prove Major: gli Australian Open nel 2013 e 2014, Roland Garros nel 2012, Wimbledon nel 2014, gli Us Open nel 2012. 

La romagnola è stata anche la prima tennista italiana a qualificarsi per le Wta Finals sia in singolare che in doppio nella stessa stagione, il fantastico 2012 in cui raggiunse anche la finale del Roland Garros, fermata solo da Maria Sharapova, e le semifinali agli Us Open, stoppata da Serena Williams. Ma anche l’anno del trionfo in doppio agli Internazionali BNL d’Italia e in cui è salita al n.1 della classifica mondiale di doppio, il 10 settembre, all’indomani del successo agli Us Open. E nella stagione successiva (2013) Sara ha potuto aggiungere qualche ulteriore ciliegina: il best ranking in singolare (numero 5 del mondo il 20 maggio, dopo la semifinale agli Internazionali BNL d’Italia e alla vigilia di quelle che raggiungerà ancora al Roland Garros) e il terzo successo in Fed Cup, dopo quelli datati 2009 e 2010, in finale contro la Russia, a Cagliari.


 

Imprese che hanno infiammato tanti appassionati, non solo nel Belpaese, ammirati di fronte allo spirito di lottatrice e alle qualità tecnico-tattiche di questa “piccola grande campionessa”, capace di mettere sotto spesso avversarie ben più dotate dal punto di vista fisico. Il suo amore per il tennis, quello che l’ha portata da ragazzina a una scelta coraggiosa (supportata dalla famiglia) come quella di varcare l’Oceano per raggiungere la Nick Bollettieri Academy, seguendo il consiglio di Raffaella Reggi che quella strada aveva intrapreso anni prima, mossa da analoga passione, è ancora immutato. Lo ha ribadito lei stessa, Sara Errani, appena qualche giorno fa, confidando che in attesa del momento in cui poter riprendere ad allenarsi ogni tanto esce con la racchetta e scende in garage per tirare qualche pallata: “Ma fa un baccano tremendo e ho paura che mi mandino via”. Oppure dal terrazzo di casa si cimenta in qualche “sfida” notturna particolare, come testimonia questo divertente video:

Anche se ora in classifica mondiale è al numero 169 e deve fare i conti con i “fantasmi e le ferite che mi porto dentro“, con il suo allenatore Pablo Lozano (quello che a Parigi dopo il primo set perso 6-1 con la Ivanovic sul ‘Suzanne Lenglen’ le ha urlato “Sì, vai in bagno e vedi di restarci…“, ha raccontato Sarita), la romagnola è motivata a risalire. Mossa dal desiderio di rivivere altre forti emozioni. Sicuramente sarebbe il regalo più gradito. Ed è l’augurio che tutta la squadra Net-Gen le rivolge, di cuore, certi di interpretare il pensiero di tantissimi appassionati e in primis di tutto il movimento tennistico romagnolo. Buon compleanno, Sara!

Sara Errani firma autografi a Palermo

Sara Errani firma autografi a Palermo

 

La Federazione Sammarinese Tennis, considerata l’incertezza che regna attorno al mondo sportivo a causa degli effetti della pandemia da Covid-19, si è vista costretta, a malincuore, a dover cancellare dal calendario 2020 il Challenger Atp di San Marino, che sarebbe dovuto tornare a inizio agosto, a distanza di sei anni dall’ultima edizione disputata. 

Quest’anno che eravamo riusciti a trovare le risorse per ripresentare un torneo all’altezza delle edizioni passate, a malincuore, ci vediamo costretti a dover rinunciare all’evento – spiega il presidente federale Christian Forcellini -. Non ci sono le condizioni per disputare i grandi eventi, figuriamoci per un torneo che deve ripartire dopo anni di assenza. La nostra manifestazione prevede una preparazione molto articolata, che non è possibile allestire in poco tempo. E’ impossibile, per la situazione attuale, mettere in piedi un evento internazionale di tale portata sia dal punto di vista logistico-organizzativo che di fattibilità, ma soprattutto economico. La cancellazione è inevitabile per quest’anno. Ovviamente proveremo a riproporlo a calendario già dal 2021 se le condizioni lo permetteranno, ma ad oggi, essendoci tante incognite legate al futuro, si fa fatica a fare ogni tipo di previsione. Dovremo decifrare la situazione nei prossimi mesi e confrontarci con la Segreteria di Stato per valutare al meglio le opportunità e le sinergie che riusciremo a mettere in campo una volta superata questa emergenza. Il nostro Paese sta affrontando una battaglia senza proporzioni contro questo nemico invisibile ed è giusto in questa fase concentrare gli sforzi e tutte le risorse per uscirne quanto prima nel migliore dei modi e tornare alla normalità attraverso una ripartenza sostenibile e in sicurezza. Purtroppo, anche la nostra Federazione è vittima di questa situazione inaspettata, che ha colpito tutto il mondo. La chiusura del nostro Centro Tennis da oltre due mesi e la sospensione di tutte le attività hanno avuto ripercussioni economiche drammatiche sulle casse federali e questo comporterà inevitabilmente anche una revisione di tutti gli accordi in essere e una riprogrammazione di tutte le attività” .

Christian Forcellini

Christian Forcellini, presidente della Federtennis sammarinese

Per le stesse ragioni, sentito il riferimento dell’Associazione Beach Tennis San Marino, si è deciso di cancellare l’edizione 2020 della San Marino Beach Tennis Master Cup, torneo che da due anni si svolge a inizio novembre e organizzato in collaborazione con la stessa Associazione. “Un evento che da subito ha registrato un bel successo per la qualità di giocatori al via, l’ottima organizzazione e l’indubbia bellezza della struttura che lo ospita – aggiunge Forcellini -. Capiamo bene, però, i dubbi e le preoccupazioni degli organizzatori, dovuti in parte anche ad un calendario che non si sa bene come verrà ridisegnato”. 

Restano al momento confermati, invece, i tornei giovanili ‘San Marino Junior Open’ e ‘San Marino Junior Cup’ in programma a fine luglio e ad agosto. “In questo caso ci rimettiamo alle decisioni che verranno prese dalla ITF e dalla Tennis Europe circa il calendario internazionale – conclude il numero uno della Federazione del Titano – che, ad oggi, è sospeso fino al 13 luglio”.

Anche il padel, come il tennis, non è uno sport di contatto fisico e quindi la speranza di tanti atleti praticanti e appassionati è quella di poter tornare a cimentarsi nelle “gabbie” appena l’emergenza sanitaria causata dalla pandemia sarà meno grave e le maglie del lockdown verranno un po’ allentate. In vista del ritorno in campo, dunque, la Federazione Internazionale Padel ha reso noto il “Protocolo de Proteccion”, con una serie di misure di prevenzione e precauzioni da osservare nell’intento di contrastare il contagio. 

Una guida che ha lo scopo di indirizzare e consigliare su alcuni usi, modifiche e suggerimenti in modo che i club e le strutture sappiano come possono adattare il loro spazio sportivo. Un documento che non è vincolante perché, in questa situazione, sono i governi di ogni Paese a determinare quali misure devono essere prese per evitare aree di contagio e infezione da coronavirus. Direttive – quelle proposte dall’organismo presieduto da Luigi Carraro – che riguardano il campo – evitare di cambiarlo nei giochi dispari, anticipare la fine dell’ora a 5 minuti prima rispetto al consueto -, gli spogliatoi e le lezioni che potranno essere eseguite solamente con un massimo di 2 alunni, come pure comportamenti e modalità di gioco, come obbligo di disinfettarsi le mani ogni 15 minuti e usare solamente palline nuove, o guanti in lattice sulla mano non dominante, così come pagare attraverso l’App o lo staff.

Misure che non mancheranno di far discutere, come sta già accadendo tra gli addetti ai lavori, anche perché non tutte di semplice attuazione, ma delle quali occorrerà tenere conto se si vuole riprendere l’attività per limitare al minimo i rischi, in attesa di un vaccino che – volenti o nolenti – riporti la situazione alla normalità o quasi.

IL “DECALOGO” DELLA FEDERAZIONE INTERNAZIONALE PADEL

  • Fornire spazi specifici per i giocatori dove possibile conservare borse e altri oggetti personali, oltre a delimitare la misura esatta dello spazio per consentire la disinfezione.
    I momenti di cambiamento dei giocatori in campo alla fine delle varie ore di gioco devono prevedere un periodo di tempo sufficiente, non inferiore a cinque minuti tra la fine e l’inizio della prenotazione successiva, necessario per consentire i giocatori di passare con assoluta sicurezza.
    Divieto del cambio di lato del campo nei giochi dispari durante il gioco.
  • Le lezioni si terranno con la presenza di un massimo di due allievi, questo per facilitare la distanza di sicurezza all’interno del campo di gioco.
  • Pulisci le mani con un gel disinfettante ogni 15 minuti.
  • I movimenti all’interno dei club dovranno essere limitati ai soli utenti dei campi da gioco, quindi è vietata la presenza del pubblico o di spettatori. Inoltre, quando possibile, il club dovrà fornire canali speciali per consentire agli utenti di muoversi in direzioni guidate, evitando l’incontro tra i flussi in entrata e in uscita. Inoltre, per evitare incontri tra persone, è necessario prevedere una diversificazione dei tempi di prenotazione dei singoli campi, scaglionando così le entrate e le uscite degli utenti.
  • In attesa di misure specifiche, per ovvi motivi di sicurezza, è necessario vietare l’uso di spogliatoi e docce.
  • In conformità con le normative, le clubhouse devono rimanere chiuse, così da limitare l’accesso alle strutture
    solo per attività sportive.
  • Per quanto riguarda l’uso del bar si consiglia l’uso di distributori automatici o self-service. Dovranno essere rispettate le regole generali di sicurezza stabilite dalle leggi nazionali e/o locali.
  • All’inizio di lezioni e partite, i giocatori devono usare nuove palle, aprendo il tubo all’interno del campo. I cestini per le palline non possono essere utilizzati. Il guanto di lattice deve essere usato nella mano non dominante. Ogni club di padel deve designare uno o più supervisori, che dovranno sempre essere presenti durante gli orari di apertura della struttura, per verificare e far rispettare le regole.
  • I pagamenti per le ore prenotate devono essere eseguiti elettronicamente e per quanto possibile in anticipo.
  • Il personale deve indossare una mascherina per il viso e guanti in lattice per evitare il contagio. Inoltre, il personale dovrà pulire le aree comuni il più possibile.

Altre misure da prendere sono rappresentate dalla necessità per il club di fornire sistemi per il controllo dei virus (gel disinfettanti o altro) e il rispetto delle regole generali di sicurezza e, quindi, la distanza di sicurezza, dentro e fuori dal campo, inoltre protocolli di sicurezza aggiuntivi potrebbero includere autocertificazioni specifiche e misurazione della temperatura.

Campionati italiani padel a Riccione

Una fase di gioco ai Campionati italiani di padel a Riccione

Rafael Nadal

Rafa Nadal non crede a una ripresa del circuito Atp a breve termine in considerazione del lockdown dovuto all’emergenza coronavirus. “Sono molto pessimista sul fatto che il circuito possa riprendere la normale attività – ha dichiarato il campione di Manacor durante una chat con i compagni di Davis organizzata dalla Federtennis spagnola -. Nel tennis devi viaggiare ogni settimana, soggiornare in hotel, andare in diversi paesi. Anche se giocassimo senza pubblico, per organizzare qualsiasi evento sono necessarie molte persone coinvolte, che non possono essere ignorate. A livello internazionale lo vedo come un problema serio“.

Per quanto riguarda il tennis non vedo alcun problema nell’allenarsi con un altro professionista anche se capisco che al momento non sia la priorità per nessuno – prosegue lo spagnolo -. Per il resto dobbiamo essere responsabili e coerenti. Non vedo come possiamo viaggiare in un paese diverso ogni settimana. Il nostro sport è molto diverso dal golf dove c’è molto più spazio. Per quanto riguarda l’organizzazione di un torneo del Grande Slam ci sono 128 giocatori e 128 giocatrici, oltre a tutti i membri della squadra di ciascun giocatore. Anche senza spettatori ci sarebbero molti contatti“. 

L’ex numero uno del mondo ammette che “stiamo vivendo un momento molto difficile dopo un mese e mezzo durissimo, con perdite irreparabili. L’atteggiamento del personale sanitario è stato encomiabile e la cosa che dispiace è che non abbiano potuto disporre di tutti gli strumenti di cui avevano bisogno. Si è dovuti ricorrere a misure estreme perché non abbiamo adottato quelle preventive adeguate e ora l’unica cosa che conta è salvare altre vite“. 

BARAZZUTTI: “RIPRESA TORNEI DIFFICILE SENZA VACCINO” – Dal 4 maggio ci si potrà tornare ad allenare ma da qua a pensare a una ripresa dei tornei a livello professionistico ce ne corre. Non è ottimista neppure Corrado Barazzutti, capitano dell’ItalDavis.Speriamo che si possa giocare con le precauzioni necessarie, in fondo è uno sport singolo e il governo deve tenere conto delle sue caratteristiche – le sue parole a ‘Repubblica’ – Ma io non parlo del tennis professionistico: mi riferisco a un’attività più di base diciamo, tipo il poter fare lezioni private e il riaprire i circoli. Iniziamo anche ad allenare i professionisti: poi, per i tornei, toccherà aspettare i vaccini per poter quindi giocare in totale sicurezza. E’ la mia speranza. Djokovic non vuole fare il vaccino? Che posso dire, lui non sarà il primo e neppure l’ultimo sulla questione. Io rispetto la sua opinione ma sono in disaccordo perché sono per le vaccinazioni“.
Barazzutti, pure lui alle prese con le conseguenze del coronavirus (“Altro che cassintegrato, mi è stato sospeso lo stipendio: quindi è peggio, molto peggio“), vede insomma la ripartenza lontana: “La verità è che non sono convinto che si riprenderà, solo che non voglio passare per quello pessimista“.

Giorgio Galimberti con Corrado Barazzutti

Corrado Barazzutti qui con Giorgio Galimberti (foto FIT/Sposito)

Andrea Gaudenzi presidente ATP da gennaio 2020

Fin dall’inizio del suo mandato – anzi, a dire il vero, anche prima quando parlava da esperto della materia – ha posto l’unione di intenti fra i vari attori che governano il tennis fra gli obiettivi della sua ‘mission’. E allora è normale che Andrea Gaudenzi, presidente dell’Atp, in un momento in cui si sottolinea spesso la necessità di rimanere uniti e lavorare insieme per uno scopo comune, applauda alla proposta di Roger Federer di unire l’Associazione maschile dei tennisti professionisti con quella femminile, la Wta.

Il nostro sport ha una grande opportunità di unirsi in uno spirito di collaborazione. La recente collaborazione tra le due organizzazioni ha solo rafforzato la mia convinzione che uno sport unificato sia il modo più sicuro per massimizzare il nostro potenziale e offrire la migliore esperienza ai nostri fan, sia dal vivo che in televisione“, ha dichiarato il romagnolo, ex numero 18 della classifica mondiale, nel corso di un’intervista al New York Times in cui ha espresso la posizione ufficiale dell’ATP sull’idea lanciata dal fuoriclasse svizzero e che ha trovato favorevole anche Rafa Nadal.

Andrea Gaudenzi ha poi sottolineato come la competizione tra uomini e donne nello stesso spazio sia “sempre stato uno dei nostri punti di forza. Vogliamo mantenere la nostra collaborazione con la Wta negli aspetti più diversi della nostra attività“.

Andrea Gaudenzi con i figli e lo staff dell'UTA a Ravenna

Andrea Gaudenzi con i figli e lo staff tecnico della Ravenna Tennis Academy in agosto

Paolo Lorenzi

Ho appena perso la mia prima partita ma non importa, già che giochiamo mi sembra un bel traguardo. È un modo per ripartire, io poi ho una certa età e se mi fermo del tutto non so se riesco a riprendermi…“. In tempi di coronavirus e lockdown generale, tornare in campo fa un bell’effetto. E da tre giorni in Florida, sui campi in cemento outdoor di Bradenton, Paolo Lorenzi ha ricominciato a sentirsi un tennista in attività.

Il 38enne senese sta partecipando infatti all’International Tennis Series, un mini torneo privato tra sei giocatori che si disputa con le regole delle Next Gen Atp Finals (due set su tre sulla distanza di 4 game) e che andrà avanti fino al 25 aprile. “Ma io giocherò solo fino a mercoledì“, racconta Lorenzi (numero 121 in classifica mondiale) dopo la partita persa col giovane bulgaro Adrian Andreev (n.697 Atp), spiegando che per scendere in campo i tennisti coinvolti hanno dovuto “chiedere il permesso all’Atp e alla Tiu“, ovvero la Tennis integrity unit che è l’organismo anticorruzione che vigila sulla regolarità delle partite. Inoltre, hanno dovuto firmare una sorta di autocertificazione, “un foglio in cui c’è scritto che se ti prendi il coronavirus non puoi denunciare nessuno“.

Qui da noi però c’è un lockdown diverso rispetto all’Italia – sottolinea Lorenzi, che da due anni vive a Sarasota, in Florida -. Possiamo andare al parco a correre, giocare a tennis nei campi privati. La mascherina e i guanti poi sono fortemente consigliati ma non sono obbligatori. Io e mia moglie comunque usciamo solo per fare la spesa, e adesso per andare a giocare. La mia famiglia? I miei genitori a Siena dal 6 marzo non escono di casa, mio fratello invece fa il dottore a Londra“.
Tornando al tennis, Lorenzi specifica che sui campi di Bradenton “non ci sono arbitri, giudici di linea o raccattapalle. Ogni giocatore si porta le proprie palline da casa, non ci diamo la mano, e le panchine vengono sanificate dopo ogni partita. Negli spogliatoti abbiamo assegnate zone diverse“. Insomma, “non c’è alcun contatto, ma sotto questo punti di vista il tennis è fortunato e avvantaggiato rispetto ad esempio al calcio. Da queste parti, per dire, continuano a giocare anche a golf“.
Sperando tra qualche mese di tornare alla normalità. “Mi piace pensare positivo. A metà luglio, primi di agosto penso si possa tornare a giocare sul serio“, l’auspicio finale di Paolo.

La premiazione di Federico Gaio e Paolo Lorenzi

Paolo Lorenzi con Federico Gaio dopo la finale del challenger di Manerbio 2019 (foto Carlo Monterenzi)

Novak Djokovic

Personalmente sono contrario alla vaccinazione e non vorrei essere costretto da qualcuno a prendere un vaccino per poter viaggiare“. Novak Djokovic così si è espresso durante una conversazione chat su Facebook, con diversi atleti serbi, secondo quanto riporta il Guardian. Il numero 1 del tennis mondiale ha parlato della possibilità di dover assumere il vaccino per viaggiare, a causa del coronavirus.

Ma se diventa obbligatorio, cosa accadrà? Dovrò prendere una decisione. Ho la mia opinione sulla questione e se questa cambierà ad un certo punto, non lo so – ha aggiunto Nole -. Ipoteticamente, se la stagione dovesse riprendere a luglio, agosto o settembre, sebbene improbabile, capisco che un vaccino diventerà un requisito subito dopo che saremo fuori dalla quarantena rigorosa, ma ricordiamoci che ad oggi non c’è alcun vaccino“.

HEATHER PARISI: “CORAGGIOSO NOLE, HA DETTO CIO’ CHE MOLTI PENSANO” – Il mese scorso, l’ex numero 1 mondiale Amelie Mauresmo aveva dichiarato che il resto della stagione 2020 del tennis potrebbe essere spazzato via. La tennista francese aveva aggiunto che l’attività agonistica non dovrebbe riprendere fino a quando non sarà disponibile un vaccino per il Covid-19, cosa che secondo la maggior parte degli scienziati richiederà almeno un anno.

Grazie a @DjokerNole per aver avuto il coraggio di dire a voce alta quello che molti pensano, ma che non osano dire, per il rischio di essere ingiustamente criminalizzati“. Lo scrive Heather Parisi sul proprio profilo Twitter a proposito della contrarietà alla vaccinazione espressa dal numero uno del mondo del tennis.

NADAL CHIAMA UN TIFOSO RICOVERATO IN OSPEDALE – Rafael Nadal, numero due del ranking Atp, ha contattato un suo tifoso ricoverato in un ospedale a Sagunto, in Spagna, dopo aver contratto il coronavirus: “Sono felice di vederti pieno di energia, adesso è importante rimanere concentrati sul miglioramento da fare per andare avanti“, le parole di sostegno del 33enne di Maiorca secondo quanto riportato sul profilo Twitter del dipartimento della Salute di Sagunto. 

Novak Djokovic, presidente del consiglio dei giocatori, ha annunciato in una lettera aperta, dopo un confronto con Roger Federer e Rafael Nadal, le sue proposte per la creazione di un fondo di sostegno per i suoi colleghi meno abbienti. Se l’Atp assegnerà un milione di dollari per aiutare i giocatori classificati tra il 150° e il 400° posto del ranking mondiale, i ‘Top 3’ propongono un contributo economico per chi occupa dalla 250esima alla 700esima piazza della classifica.

I primi 250 giocatori (almeno la maggior parte di loro) hanno giocato quest’anno l’Australian Open, il che garantirebbe loro una discreta quantità di denaro – ha dichiarato il 32enne fuoriclasse serbo nella sua missiva – E’ oltre il 250° posto che si svolge la vera lotta finanziaria e sono questi giocatori che dobbiamo aiutare. Molti di loro stanno pensando di abbandonare il tennis professionistico perché semplicemente non possono sopravvivere economicamente. Sfortunatamente, ci sono molti giocatori nel gruppo tra il 250° e il 700° posto che non sono supportati dalle federazioni o che non hanno sponsor. L’Atp ha circa 700 membri e dobbiamo cercare di prenderci cura di tutti loro. Sono la base del tennis e dello sport professionistico“.

L’obiettivo che si propongono Djokovic, Federer e Nadal è di donare 10mila dollari a ciascun tennista nella fascia 250-700 Atp, per un importo stimato di 4,5 milioni di dollari secondo un piano preciso: i primi 100 giocatori della classifica singolare e i primi 20 del doppio contribuiranno con una cifra progressiva dai 5.000 ai 30.000 dollari, per un importo totale stimato di 1.050.000 dollari, quasi 920mila euro. Con i contributi previsti da Grand Slam e Atp, la somma potrebbe superare i 4 milioni di dollari, oltre 3,5 milioni di euro.

Federer e Djokovic

Roger Federer e Novak Djokovic (qui insieme alla Laver Cup)

C’è ancora un bel po’ di Italia anche nella seconda puntata di Tennis United”, il nuovo show settimanale lanciato insieme da Atp e Wta, in onda tutti i venerdì sulle loro piattaforme digitali. Dopo Jannik Sinner protagonista dell’episodio del 10 aprile, che ha tenuto a battesimo la nuova iniziativa mediatica, stavolta tra gli ospiti dei padroni di casa Bethanie Mattek-Sands e Vasek Pospisil c’è anche la coppia del tennis azzurro Fabio Fognini e Flavia Pennetta. Inoltre i due conduttori, entrambi vincitori di prove Slam in doppio, nell’appuntamento di venerdì 17 aprile incontrano Daria Kasatkina, Jack Sock e i giocatori statunitensi.

Il format comprende, infatti, interviste e discussioni con protagonisti di entrambi i circuiti come con altri personaggi di rilievo del mondo del tennis, un collage degli spunti più interessanti della settimana attraverso i post dei giocatori sui social media e uno sguardo su quanto la comunità del tennis sta facendo sotto il profilo del sostegno a chi in questo momento è grande difficoltà.

 

Anche la seconda puntata dello show è disponibile sulle pagine Facebook e sui canali YouTube di Atp e Wta. Alcune parti si trovano anche su Twitter e Instagram.

Qui sotto invece, per chi non avesse avuto modo di vederla, la prima puntata, con un montaggio speciale di tutti i messaggi di ringraziamento dei giocatori ai medici e al personale sanitario che sta combattendo in prima linea contro il Covid-19. E poi le interviste a Felix Auger Aliassime, Sofia Kenin, Jannik Sinner e Donna Vekic.

 

Dayana Yastremska è attualmente in Ucraina, suo Paese natale, in attesa della fine dell’epidemia di Coronavirus. La tennista numero 25 della classifica mondiale sta dando un contributo per aiutare le persone a capire che cosa fare durante questa pandemia e come combattere il virus. Proprio in quest’ottica la 19enne di Odessa è stata protagonista di un video interessante, in cui diventa un personaggio dei cartoon  con l’intento di spiegare le migliori pratiche e le precauzioni a cui ricorrere per contrastare il Covid-19.

Penso che sia stata un’idea intelligente presentare tutta la situazione sulla pandemia usando un cartone animato. L’intero concetto è chiaro e comprensibile per bambini e adulti“, le parole di Dayana, che in precedenza con la fondazione che porta il suo nome aveva collaborato con Aleksandr Gorenyuk, un membro del parlamento ucraino, per spargere la voce sul contenimento della diffusione di COVID-19.

Ispirata da un disegno di se stessa che si è fatta come regalo per il 18° compleanno, la vincitrice di tre titoli WTA sta affrontando il coronavirus come il più temibile rivale della sua giovane carriera, con l’obiettivo di aiutare il maggior numero di persone a conquistare questo successo. “Questo fumetto è stato creato dal nostro team. Ogni componente è uno specialista geniale. In realtà stavo dipingendo me stessa finché l’animatore non mi ha mostrato la sua visione ed è stata senza dubbio migliore – aggiunge Yastremska con un sorriso – In realtà mi sto prendendo in considerazione sceneggiatrice da quando mi piace inventare storie e situazioni diverse. Penso di poter diventare una sceneggiatrice niente male…“.

 

Il video (in inglese e in ucraino) incoraggia gli spettatori a rimanere a casa il più possibile, a mantenere le mani pulite e a tenere una distanza sociale rigorosa mentre si prendono cura dei nonni e delle persone più vulnerabili al virus. “L’intero progetto è durato otto giorni. Abbiamo cercato di lavorare velocemente poiché era molto importante mettere subito in evidenza questo tema: le persone devono capire quanto sia pericoloso questo virus“.

Jack Draper

Il surrogato dello sport alla consolle non sarà mai come l’originale, e in qualche caso può anche far male. Almeno nel tennis, che sta vivendo come tutti la crisi da coronavirus, fronte soldi compreso, soprattutto se si guarda alla classifica dal posto numero 100 in giù.

Dalla racchetta virtuale mette in guardia il diciottenne inglese Jack Draper, millennial di grandi speranze, considerato nel Regno Unito l’erede di Andy Murray. “Andateci piano con il gioco virtuale“, ha raccontato il giovane tennista, numero 285 della classifica Atp, confessando che in tempi di quarantena aveva cercato di dirottare sulla Wii gli allenamenti. Ma ora ha smesso, ha spiegato sulle pagine del ‘Telegraph’, perché si stava rovinando. “Mi sono accorto che sul dritto la racchetta chiudeva il colpo con la vita non con la spalla. Inoltre cominciavo ad avere una postura non corretta“.

Le racchette per giocare a tennis alla Wii

E così a digiuno di campo e gioco Draper, in isolamento con la famiglia a Leatherhead, prepara “20 tazze di tè al giorno per mio fratello Ben che ha 21 anni e per mia mamma Nicky. Alcuni giocatori saranno felici ora di fermarsi. Non è il caso mio. Avevo vinto l’ultimo torneo giocato, a Sunderland, a fine febbraio. Siamo in quarantena e ho 18 anni. Vorrei vivere una vita normale. Mi manca il tennis, la competizione. Quando ero via, avevo sempre voglia di tornare a casa. Ora che sono qui, non vedo l’ora di tornare a giocare“.

La stagione era tutta da vivere per il britannico, 191 cm di talento ancora in erba ma pronto a dire la sua anche a Wimbledon, dove avrebbe avuto la wild card tra i senior nel doppio, dopo aver brillato tra i giovani. 

Fabio Fognini e Flavia Pennetta, la premiata coppia del tennis italiano, per l’allenamento fai da te hanno trasformato in rete il passeggino del più piccolo di casa o prima pure lo stendino. Ma il gioco senza gioco in tempi di pandemia ha scatenato la corsa a soluzioni ben più high tech ed ecco che a fare da sparring partner per mantenersi in attività arriva il robot. Anche quello pongista, mancino e che spara palline a velocità controllata.

Ha scoperto che era l’unica soluzione Alvaro Robles, un atleta andaluso che ha conquistato un argento mondiale nel doppio, la prima medaglia del tennistavolo per la Spagna. Rientrato da due tornei in Qatar e Oman, si stava preparando per le qualificazioni ai Giochi di Tokyo: ma bloccato a casa la federazione iberica gli ha proposto di allenarsi indoor con un piccolo robot. “Invia la palla nel punto desiderato e consente almeno di conservare l’intensità e i riflessi“, ha raccontato il giocatore ai media spagnoli. Non è il top di gamma della robotica in materia stando ai giudizi di Robles: è mancino e si stanca dopo 200 lanci.

Alvaro Robles, nazionale spagnolo di tennistavolo, con il robot sparring-partner

Ha badato meno a spese l’indiano Sathiyan Gnanasekaran, numero 30 al mondo: si allena con un robot tedesco, che riesce a tirare 120 palline al minuto.In questa fase di isolamento il robot è utilissimo” ha ammesso Sathiyan.
Macchine con intelligenza artificiale erano già apparse in queste settimane travolte dal coronavirus: robot che portano cibo in strutture isolate, ma anche in corsia. Non sono passati inosservati anche quelli nelle strade di Pechino ancora vuota per il lockdown. Ma anche prima della crisi sanitaria mondiale un robot aveva esordito a Wimbledon: chiamato Watson, riesce ad analizzare gli atteggiamenti dei tennisti e selezionare poi le immagini migliori del match.

Hanno provato a impensierire mr Klopp quando il Liverpool ha firmato un accordo commerciale con Acronis, il cui amministratore delegato, Serguei Beloussov, ipotizzava una svolta in panchina: “Si possono creare manager-robot e migliorare l’allenamento, per il recupero dei giocatori si può analizzare tutto attraverso un apprendimento automatico e i dati raccolti. In futuro le macchine saranno le prime grandi responsabili delle sconfitte e i manager si toglieranno un peso“. Ma i punti in classifica, nonostante il campionato sospeso, fanno dormire sonni tranquilli all’allenatore dei Reds.

Al grido di ‘iostoacasa’ anche nei paesi che il diktat non lo seguono (vedi Bielorussia) a Taoyuan City per una partita di baseball (non giocata poi ma solo a causa della forte pioggia) insieme alle sagome cartonate sugli spalti, a bordo campo però non mancavano le cheerleaders, ma in formato robot. Ci sono robot a infrarossi che aiutano anche per correre: in pista, quando i campioni potranno tornarci. Intanto i meno esigenti si aiutano con la consolle. O cercando coach dedicati. E’ infatti boom di richieste per avere allenatori privati. Umani, è bene precisarlo… 

Beach Tennis: Tommaso Giovannini

Doveva essere una Pasqua in famiglia, di ritorno da un paio di tornei del circuito internazionale ITF alle Isole Reunion e subito prima di imbarcarsi di nuovo su un aereo con destinazione Rio de Janeiro per altre competizioni sulla sabbia brasiliana. Invece Tommaso Giovannini a casa, per motivi di forza maggiore dettati dall’emergenza coronavirus, c’è ormai da un mese – e non è finita qui – e a causa della pandemia sono saltati tutti i piani dell’atleta romagnolo, uno dei top player del beach tennis mondiale (attualmente numero 5 del ranking ITF).

GIOVANNINI: “CHE FORTUNA IL CAMPETTO IN GIARDINO…” – “Questa situazione ha davvero sconvolto la nostra vita e quella che era la routine quotidiana – sottolinea Giovannini, nato il 21 agosto 1995 a Forlì ma a tutti gli effetti lughese – a maggior ragione per noi che siamo abituati a viaggiare per sei-sette mesi all’anno per gli impegni agonistici e che all’improvviso ci siamo ritrovati bloccati alla luce delle limitazioni adottate dalle autorità per limitare il contagio, senza neppure poter uscire per gli allenamenti. E sinceramente le giornate diventano monotone e pesanti… Quando era ancora freddo mi sono mosso utilizzando cyclette e qualche attrezzo ginnico dentro le mura di casa, ora che il clima lo consente per fortuna siamo riusciti ad allestire un campetto nel giardino di mio padre di 8 metri per 7, dunque quasi regolare. Mi consente di non perdere l’abitudine alla racchetta e di mantenere i riflessi, ma anche di stare all’aria aperta e distrarmi un po’, nel pieno rispetto delle regole. E con questa opportunità posso anche ritenermi un privilegiato in confronto a chi vive ad esempio in appartamento, come ad esempio il mio nuovo partner di gioco Michele Cappelletti”.
Proprio al fianco del cesenate, campione del mondo in carica, a febbraio Giovannini ha sperimentato alcune delle nuove regole introdotte dalla ITF, come la rete posta a un’altezza di un metro e 80 nelle gare maschili (prima era 1,70). “Purtroppo abbiamo fin qui potuto testarle solo in un torneo in Brasile, peraltro in condizioni molto particolari perché il terreno era durissimo a seguito di continue piogge e inondazioni. Si tratta di innovazioni decise per rendere il nostro sport ancora più televisivo e quindi in grado di raccogliere una platea sempre più vasta di appassionati. Personalmente sono favorevole alla maggiore altezza della rete perché consente di scambiare di più, mentre mi lascia perplesso il long tie-break al posto del terzo set”, il parere di Tommaso, che ha scoperto per caso, da ragazzino, il beach tennis ed è stato subito amore a prima vista.

Beach Tennis: Tommaso Giovannini

Un intervento a rete di Tommaso Giovannini

DAGLI INIZI A MARINA DI RAVENNA AL TRIONFO AD ARUBA – “Con la mia famiglia eravamo soliti trascorrere le vacanze a Milano Marittima, dove in spiaggia non veniva praticata questa disciplina, ma un’estate siamo andati a Marina di Ravenna, al bagno ‘Mio Capitano’, che è accanto all’Oasi, vera e propria culla del beach tennis. E una esibizione con protagonisti i big di allora come Marighella, Mingozzi e Maldini, mi fece appassionare a questo sport, a cui mi sono poi dedicato in maniera agonistica dai 16-17 anni”, ricorda Giovannini (190 centimetri per 74 chili) parlando degli inizi di questa avventura. Anche se è ancora giovane d’età e quindi con la possibilità di arricchire ulteriormente il palmares, nel riavvolgere il nastro della memoria non sono poche le pagine rimaste impresse, probabilmente in modo indelebile. “Il successo più bello è stato il titolo vinto nel 2018 al torneo di Aruba, uno dei più prestigiosi del tour, in coppia con il russo Nikita Burmakin. In particolare non possono essere dimenticate le emozioni della semifinale contro Benussi-Beccaccioli, durata tre ore e 40 minuti e nella quale abbiamo annullato sette match point. Sicuramente una bella soddisfazione è l’essere stato numero 1 del mondo nel febbraio dello scorso anno. Tra i ricordi più belli c’è anche la prima vittoria in un torneo Grado 1 a Terracina, l’oro ai Giochi del Mediterraneo e le due finali ai Mondiali, anche se mi hanno lasciato un po’ di amaro in bocca, specie quella del 2018, con la sensazione di aver sprecato una occasione. Anche per questo ammetto che faccio fatica a rivedere quelle partite, io che di solito amo rivedere video e immagini non solo dei miei incontri, perché è necessario studiare con attenzione le caratteristiche degli avversari per essere pronti poi ad affrontarli sul campo”.

“RIPRENDERE I TORNEI? DURA PRIMA DELL’AUTUNNO” – Sfide che però sono sospese a tempo indeterminato a causa delle conseguenze del Covid-19 in tutto il pianeta: anche il circuito del beach tennis è stato al momento fermato sino al 13 luglio, ma il timore è che lo stop possa essere ulteriormente prolungato. “Sinceramente per il 2020 la vedo grigia, alla luce di quel che sta accadendo in altri Paesi, più indietro di noi temporalmente nello sviluppo dell’epidemia, non penso che si riuscirà a disputare gare internazionali prima dell’autunno, anche perché si tratta di eventi in cui c’è contatto fra pubblico e giocatori ed è il bello di questa disciplina. Per i Mondiali di Terracina, inizialmente in calendario a giugno, si era parlato di uno spostamento a settembre ma dubito che a livello internazionale ci si possa spostare tranquillamente in quel periodo. E’ meglio evitare di fare stupidaggini nel voler anticipare i tempi di una ripresa: più siamo in grado di resistere adesso e dopo più facile sarà tornare alla normalità”, afferma Giovannini che un paio d’anni fa ha deciso di interrompere gli studi per dedicarsi a tempo pieno alla carriera di beacher.

Beach Tennis: Tommaso Giovannini

Tommaso Giovannini, uno dei top player mondiali del beach tennis

“QUEL PROGETTO LEGATO AL BEACH NEGLI STATI UNITI” – “Fino a metà del 2018 ho seguito i corsi di matematica all’Università di Bologna, poi è diventato quasi impossibile conciliare quel tipo di facoltà con lo sport ad alto livello – riconosce -. I risultati che ho ottenuto in quella stagione agonistica mi hanno aiutato a convincere anche i miei genitori della bontà della scelta. Inoltre ho affrontato un viaggio di due mesi negli Stati Uniti, ospite in California di mio zio che fa il ricercatore, per tastare il terreno in vista di un progetto professionale legato al beach, sport dall’enorme potenziale, basta vedere il boom che sta incontrando in Brasile, dove ci sono più tesserati che nel tennis. Ho incontrato i responsabili della San Diego Beach Academy e hanno dimostrato interesse all’idea, siamo rimasti in contatto e dovevamo rivederci in occasione dei Giochi Mondiali sulla spiaggia ad ottobre 2019 in programma proprio a San Diego, ma poi per assenza di sponsor privati gli organizzatori hanno rinunciato alla manifestazione, assegnata quindi a Doha. Non ho comunque rinunciato alla prospettiva di un futuro oltre Oceano, soprattutto per la cultura sportiva che caratterizza gli Stati Uniti: basti pensare che i ragazzi si alzano all’alba per praticare sport prima di iniziare la loro giornata scolastica. Scegliendo di fare il professionista ho investito su me stesso e dunque devo essere pronto a recepire quelle che possono essere delle opportunità professionali, anche e soprattutto fuori dai confini nazionali”.  

“SPERO DI TORNARE AD ALLENARMI IN SPIAGGIA IN ESTATE” – Prima, però, c’è da togliersi qualche altra bella soddisfazione nei panni di atleta, considerando che il romagnolo si aspettava tanto dalla stagione 2020. “Dopo che nei mesi invernali siamo stati praticamente in simbiosi, svolgendo insieme tutta la preparazione atletica e il lavoro tecnico al cesto, mi fa un certo effetto ora poter parlare solo in video-chiamata con Michele Cappelletti e il nostro allenatore Alessandro Buccelli. Le nostre ambizioni per adesso rimangono nel cassetto, in vista di quando si potrà riprendere le competizioni. Spero però che almeno in estate sia possibile tornare ad allenarsi in spiaggia – l’auspicio finale di Tommaso -, sarebbe un primo importante passo verso una situazione di normalità per tutti”.

Tommaso Giovannini e Michele Cappelletti

Tommaso Giovannini e Michele Cappelletti, una coppia di top player tutta romagnola

Tennis United: il logo

Atp e Wta uniscono le forze e in tempi di coronavirus lanciano Tennis United”, un nuovo show settimanale in onda tutti venerdì sulle loro piattaforme digitali. Per la conduzione sono stati scelti il canadese Vasek Pospisil e la statunitense Bettanie Mattek-Sands, entrambi vincitori di prove Slam in doppio.

Il format comprende interviste e discussioni con protagonisti di entrambi i circuiti come con altri personaggi di rilievo del mondo del tennis, un collage degli spunti più interessanti della settimana attraverso i post dei giocatori sui social media e uno sguardo su quanto la comunità del tennis sta facendo sotto il profilo del sostegno a chi in questo momento è grande difficoltà.

Nella prima puntata, quella trasmessa venerdì 10 aprile, un montaggio speciale di tutti i messaggi di ringraziamento dei giocatori ai medici e a tutto il personale sanitario che sta combattendo in prima linea contro il Covid-19. E poi le interviste a Felix Auger Aliassime, Sofia Kenin, Jannik Sinner e Donna Vekic.

 

La prima puntata dello show è disponibile sulle pagine Facebook e sui canali YouTube di Atp e Wta. Alcune parti si trovano anche su Twitter e Instagram.

Andrea Gaudenzi presidente ATP da gennaio 2020

Chiudere il 2020 avendo giocato altri due Slam (gli Australian Open si sono disputati lo scorso gennaio) e sei Masters 1000, compresi un paio sulla terra, tra cui gli Internazionali BNL d’Italia (tra settembre e ottobre a Roma, come ha detto anche il presidente della FIT Angelo Binaghi, oppure a novembre, indoor, a Milano o Torino), per poter poi ospitare regolarmente le ATP Finals alla 02 Arena di Londra (15-22 novembre) oppure altrove. E’ questo l’obiettivo primario dell’ATP, presieduta da gennaio da Andrea Gaudenzi, in un anno tormentato come non mai per via della pandemia. Proprio il futuro del tennis dopo l’emergenza Coronavirus è stato il tema al centro di una conference call che l’ex giocatore romagnolo (nato il 30 luglio 1973) ha tenuto dalla sua casa di Londra con la stampa italiana. Ecco i principali contenuti, come pubblicati su ‘Prima Comunicazione’.

– Gaudenzi, il tennis quando ripartirà?

Difficile dirlo, continuiamo a fare e rifare una bozza di calendario: ora come ora stiamo lavorando sull’ipotesi di quattro settimane sulla terra battuta dopo gli US Open. Se giochiamo quest’estate negli Stati Uniti, poi ci sarebbe la terra rossa e quindi gli indoor in Asia con le finali ATP a Londra. Questa sarebbe l’ipotesi migliore: con sette Masters 1000 e tre Slam su quattro, avremmo salvato l’80% dei tornei e dei punti in classifica dei giocatori. Se salta New York dovremmo giocare anche novembre e dicembre. Oggi siamo focalizzati su un rientro subito dopo Wimbledon. L’unica cosa che sappiamo veramente è che nel mondo esiste tanta ansia e poche risposte e ci sono problemi ben più importanti da risolvere dei tornei di tennis”.

– Il tennis viaggia molto, non è solo giocatori, ma allenatori, fisioterapisti, arbitri, manager, parenti e amici che si muovono tutti insieme a ogni torneo…

In un “combined” (10 giorni di partite con uomini e donne insieme) parliamo anche di 2-3000 persone e di uno sport globale. Stiamo valutando anche formati diversi di tornei in caso di forti restrizioni sui viaggi: dobbiamo pensare di giocare a porte chiuse e a uno sport regionale, anche se faremmo un passo indietro, dobbiamo pensare ai riflessi sui tabelloni e sulle classifiche perché non potremmo garantire la presenza dei migliori, dovendo salvaguardare anche i giocatori di classifica inferiore. Anche per gli aiuti finanziari, prima ci occuperemo dei Challenger e degli ATP 250, dei giocatori fra il numero 250 e 500, che hanno più bisogno”.

Andrea Gaudenzi

Andrea Gaudenzi

Paradossalmente questo stop può aiutare il rilancio del tennis.

Dobbiamo approfittarne per guardarci dentro e guardare più avanti a lungo termine, al futuro del nostro sport. Da questa crisi possono nascere opportunità enormi, a cominciare dallo spirito di collaborazione fra ATP, WTA, ITF e tornei dello Slam: facciamo tutti parte di uno sport solo, ci rivolgiamo agli stessi fan, facciamo parte di una storia che raccontiamo insieme. L’idea è di aggregare il più possibile”.

Qual è la visione del suo mandato?

Secondo me il tennis non sta esprimendo il potenziale a cui può ambire: siamo uno sport sano, solido come business, bello da guardare e da giocare, ma se lo paragoniamo agli altri grandi sport come diritti TV, rappresentiamo meno dell’1,2% dei diritti totali. A fronte di un miliardo di fan, come “top 5″ come audience sia maschile che femminile, 50% uomini e donne, mentre altri sport sono uomo-centrici. Possiamo passare i prossimi anni a litigare sulle briciole ma di là c’è un mondo”.

Le parole chiave del curriculum professionale di Gaudenzi, e del tennis di domani, sono tecnologia e digitale.

I nostri competitor non sono soltanto gli altri sport, ma tutte le piattaforme di entertainment: oggi competi con il tempo, il portafoglio e l’attenzione della gente, una scelta che va dalle serie di Netflix alla musica, dal calcio al tennis. Finora siamo andati bene, ma il mondo sta cambiando: passiamo da un mondo di “linear broadcasting” – le trasmissioni lineari nei canali tradizionali – a quelle on-demand di molte piattaforme d’intrattenimento, a un mondo digitale con opportunità enormi col “direct to consumer”. Che può farci superare i limiti tradizionali del nostro sport: non sai quando una partita comincia, quanto dura, fino al giorno prima non sai neppure chi gioca”.

Trasparenza e fiducia sono difficili da declinare per le anime del tennis.

Dobbiamo capire che abbiamo bisogno sia dei tornei che dei giocatori. Ma soprattutto dobbiamo servire in modo diverso e dobbiamo conoscere meglio i nostri fan: oggi devi avere 3-4 abbonamenti per guardare il tennis, in ogni paese è diverso ed è tutto frammentato, è contro ogni logica commerciale e i dati dei milioni di fan che comprano i biglietti sono sparsi fra federazioni e tornei, non sono centralizzati”.

La decisione del Roland Garros di spostare il torneo da fine maggio a fine settembre non va in questa direzione.

La decisione del Roland Garros ha confermato che il tennis ha bisogno di più regole e di trovare il modo di coesistere non solo nel calendario. I francesi sono andati in panico e hanno pensato di dover piazzare la loro bandiera a settembre e poi vedere cosa succede. C’è stata discussione al vertice con le altre sigle, loro hanno fatto un passo indietro e stiamo discutendo tutti insieme”.

La nuova ATP Cup fa concorrenza alla nuova Davis Cup: le due gare a squadre per nazioni si possono unificare?

Un evento solo sarebbe la soluzione migliore, ma non è facile, con contratti pluriennali già firmati. Cosa è meglio per il tennis? L’ATP Cup è stato un evento di successo, bello, ci sono andato. Io sono molto attaccato alla Coppa Davis, alla tradizione, alla nostra storia. Ma è anche bello e importante avere un grosso evento nella prima settimana dell’anno, per partire con un boom, poi una settimana di pausa e il primo Slam dell’anno agli Australian Open. Ci sono problemi più grossi, se non lo risolveremo andremo avanti così”.

Andrea Gaudenzi con i figli e lo staff dell'UTA a Ravenna

Andrea Gaudenzi con i figli e lo staff tecnico della Ravenna Tennis Academy in agosto

Sara Errani
Nella mia carriera ho fatto risultati allucinanti, persino una semifinale agli Us Open. Nel corso degli anni però ho avuto anche tante esperienze negative che mi hanno lasciato molte cicatrici. Tutto questo pesa, si fa sentire: se oggi in campo penso molto più di prima, se ho più fantasmi, è proprio per le esperienze che ho vissuto“. Sono le parole di Sara Errani in un’intervista live sul web al sito Sportface.it.
 
“PECCATO L’INFORTUNIO IN FINALE CON SERENA A ROMA” – La tennista romagnola, ex numero 5 della classifica mondiale e oggi numero 169, ha ripercorso i momenti migliori in campo. “Le partite al Foro Italico nel 2014 contro Li Na e Jankovic sono state molto belle, con tantissima gente e un tifo pazzesco – ha raccontato la giocatrice di Massa Lombarda – Non aver potuto giocare al meglio quella finale degli Internazionali contro Serena Williams, a causa dell’infortunio, resta senza dubbio un rammarico“.
Nel riavvolgere il nastro della memoria un capitolo importante spetta al rapporto professionale con Pablo Lozano: “Vincevo tantissime partite, ero in fiducia e le cose mi venivano in automatico: riuscivo a giocare senza pensare troppo. Stavo bene, mi divertivo e giocavo molto, ero in uno stato fisico pazzesco. Il match contro la Ivanovic a Parigi è stato quello della svolta, sono riuscita a sbloccarmi. Pablo ha sempre avuto una fiducia in me immensa, ci credeva tantissimo, mi vedeva fortissima anche se io non mi vedevo così. Allo stesso tempo mi toglieva pressione, giocavo con giocatrici più dotate di me fisicamente e me lo faceva notare, così da spronarmi. Ho raggiunto picchi incredibili in carriera, non mi sono mai considerata così forte da raggiungere superare certi traguardi, è strano da dire ma è così“.
Sara Errani ad Acapulco

La determinazione di Sara Errani

 
“ORA SONO CHIUSA IN CASA A VALENCIA” – Prima dello stop forzato per la pandemia da coronavirus (Sara è attualmente in quarantena a Valencia: “Sto bene, sono chiusa in casa: fra serie tv e cucina cerco di allenarmi, un po’ come tutti noi”) quest’anno ad Acapulco la romagnola è tornata a vincere un match in un tabellone Wta dopo un periodo buio: “Quest’anno stavo andando meglio, riuscivo ad essere più tranquilla in campo. Il fatto di riuscire a dare tutto ciò che ho è il mio obiettivo, senza troppi freni. Volevo divertirmi e stare bene in campo, volevo essere ad un livello di competitività alto, come sempre. Scacciare i propri fantasmi è complesso, si può accettare che ci siano ma forse non andranno mai via e si deve imparare a convivere con essi. Si deve essere bravi a saperli gestire, un po’ alla volta, è una questione davvero delicata. Nella situazione in cui sono non è nemmeno facile spiegare cosa siano questi fantasmi, cerco di dimostrare sempre in campo che riesco a combatterli“.  
 
“LE ESPERIENZE NEGATIVE MI HANNO CAMBIATA” – Ma la risalita per la Errani non è stata semplice, per sua stessa ammissione. “Se guardo indietro e vedo i risultati che ho ottenuto, a volte mi chiedo se davvero ho fatto tutto io – ha confessato la tennista azzurra – Poi negli anni sono cambiata tantissimo: da giovane avevo meno problemi, crescendo e vincendo tanto sono finita al centro dell’attenzione e questo non mi è mai piaciuto. Tante situazioni mi hanno fatto veramente male e poi è arrivata anche la squalifica: tutte cicatrici che porto dentro, situazioni delicate che ho dovuto affrontare un po’ alla volta. Forse sono meno spontanea nelle interviste o in campo, è tutto dovuto alle esperienze vissute. Ho tentato di rialzarmi, ma questi episodi mi hanno cambiato in determinati aspetti. La mia famiglia è stata fondamentale in questa situazione – ha concluso Sara – ma d’altra parte ci sono state cose che ho vissuto in prima persona, da sola, è difficile da dividere la torta con qualcuno in questi casi“
Sara Errani firma autografi a Palermo

Sara Errani firma autografi a Palermo

Il Coronavirus colpisce duro anche negli Stati Uniti, dopo un iniziale periodo in cui il Nord America pareva meno colpito dalla pandemia, costringendo Beatrice Letizia, la brillante giocatrice di Borghi che frequenta la Southeastern University di Lakeland, nei pressi di Tampa (Florida), ad un precipitoso rientro a casa.

La portacolori del Tennis Viserba, che negli Stati Uniti difende i colori della sua università nel campionato dei College, racconta un’esperienza davvero tosta, quasi drammatica, che spiega bene che tipo di sconvolgimenti sono in atto in tutto il mondo per la pandemia. “Dopo le vacanze di Natale che ho trascorso in Italia con la mia famiglia, sono ritornata negli Stati Uniti. Abbiamo iniziato la stagione giocando tantissime partite. Ho ottenuto tanti risultati positivi – dice Beatrice – e io e la mia squadra abbiamo quasi raggiunto le fasi nazionali di un torneo molto importante e sarebbe stata la prima volta per il mio College raggiungere questo obbiettivo. Avevamo in pugno questa bellissima opportunità ma la catastrofe poi è iniziata. In Italia il Covid-19 aveva già preso piede mentre in America ancora la situazione non era degenerata. Nel frattempo però iniziavano già a prepararci alla situazione. La Naia (National Association of Intercollegiate Athletics, ndr.) ha deciso infatti di cancellare le partite restanti e così il nostro sogno, quasi raggiunto, è svanito”.

Ma non è finita lì. “In seguito il presidente del mio College ha preso la decisione di farci frequentare le lezioni online – continua Beatrice Letizia – così dopo tanti tentennamenti ho deciso di tornare a casa. Sono stata molto indecisa perché la situazione in Italia era alquanto pericolosa. Stavano cancellando tutti i voli per il nostro Paese, così ho chiamato subito la mia famiglia dicendo di prendere il primo volo possibile. In poche ore grazie a un’agenzia viaggi della zona abbiamo trovato un volo, ho buttato in valigia il minimo indispensabile e sono partita. Devo dire che la paura era tanta non avendo nemmeno guanti e mascherina perché non si trovavano più da nessuna parte. Sono cosi riuscita a tornare a casa e sono stata in quarantena 14 giorni; ogni mattina l’Ausl mi chiamava per sentire se avevo sintomi e febbre; adesso sto bene, i 14 giorni sono passati e spero che tutto andrà bene perché la voglia di ritornare negli Stati Uniti è tanta”.

la squadra di Beatrice Letizia

La squadra del college di Beatrice Letizia

Rafa Nadal gioca con la sorella Maria Isabel

In crisi d’astinenza da racchetta a causa del divieto di uscire di casa per l’emergenza Coronavirus? Niente paura, amiche e amici, siamo in buona compagnia, visto che i campioni del tennis per primi si stanno inventando modi originali per praticare il loro sport preferito, in giardino, nel cortile o fra le mura domestiche. E anche noi comuni mortali possiamo prendere spunto dalle loro soluzioni. Provare per credere!

Le testimonianze arrivano direttamente dai social. E così Fabio Fognini e Flavia Pennetta dopo la prima “sfida” con lo stendipanni come rete hanno replicato, stavolta utilizzando come rete il passeggino e il cagnolino come arbitro…

Sfida in famiglia anche per Rafa Nadal, con un singolare inedito, in giardino, contro la sorella. In questo caso sono le poltrone a fare da rete all’acceso confronto: chi ha vinto? Difficile dirlo ma di certo lo stile di Maria Isabel ha poco da invidiare a quello del campione di Manacor… Ecco il video, accompagnato dal messaggio dello spagnolo: “Alla fine… mi batte? 🙌🏻 🎾 🎾 👏🏻
Mia sorella @mariabel_nadal 
L ‘ ho detto, bisogna tirarsi su”  

 

Nei giorni scorsi pure Novak Djokovic ha postato un video in cui gioca a tennis in casa. Il serbo numero uno del mondo ha attrezzato una rete grazie a delle sedie e al posto della racchetta ha utilizzato una padella. “Competition never stops” la descrizione scelta al fianco dell’hashtag #tennisathome

Maria Sharapova

Vi sentite soli? Da oggi avete la possibilità di scambiare qualche battuta con alcune campionesse che hanno vinto Slam, in particolare con Maria Sharapova e Sloane Stephens. Le due tenniste hanno infatti adottato praticamente in contemporanea questa simpatica iniziativa mettendo a disposizione i propri numeri di telefono per fare compagnia a chi è costretto ad affrontare in solitaria questo periodo di isolamento per l’emergenza coronavirus.

Mandatemi un messaggio, davvero – l’invito via social della quasi 33enne siberiana che a fine febbraio ha annunciato il ritiro, 5 Slam in carriera – La scorsa settimana ho fatto una serie di domande e risposte con 150 di voi e mi sono divertita molto. Dobbiamo essere vicini in questo momento complicato ma dobbiamo mantenere le distanze, quindi qui trovate un numero di cellulare al quale potete scrivermi un messaggio così da poter essere in contatto con ognuno di voi. Ditemi come state, fatemi delle domande o semplicemente salutatemi. E qualsiasi bella ricetta è la benvenuta“.

Dal canto suo la 27enne giocatrice statunitense, vincitrice dello US Open 2017, ha fatto altrettanto: “So che ci si può sentire isolati e per questo voglio trovare un modo per essere tutti un po’ più connessi. Ho creato un numero di telefono per noi, possiamo parlare di tutto quello che volete ed esserci l’uno per l’altro“, il messaggio della Stephens.

Mancava solo la conferma ufficiale, ora è puntualmente arrivata: anche il torneo di Wimbledon è stato cancellato a causa dell’emergenza coronavirus. Per la prima volta dalla fine della Seconda guerra mondiale, dunque, i Championships, in programma dal 29 giugno al 12 luglio, quest’anno non si disputeranno. E’ stato lo stesso All England Lawn Tennis Club ad annunciarlo, dopo aver riconosciuto che non esistevano soluzioni alternative per salvare la 134esima edizione del più famoso torneo di tennis al mondo: appuntamento dunque dal 28 giugno all’11 luglio 2021. “Abbiamo pensato soprattutto alla salute e alla sicurezza di tutti coloro che partecipano a Wimbledon: dal pubblico britannico ai visitatori da tutto il mondo, dai giocatori agli ospiti, al personale, ai volontari, ai partner e ai residenti locali“, si legge nella comunicazione sul sito web di Wimbledon.

RIMBORSO BIGLIETTI E POSSIBILITA’ DI ACQUISTARLI PER 2021 – “E’ una decisione che non abbiamo preso alla leggera ma in seguito ad un’attenta e approfondita considerazione di tutti gli scenari. Riteniamo che sia giusto annullare i Championships quest’anno per concentrarci su come possiamo utilizzare le nostre risorse per aiutare le nostre comunità locali e non solo“, le parole di Ian Hewitt, presidente di Aeltc, l’All England Club. Wimbledon aveva rischiato di non disputarsi anche nel 1973, quando circa 80 giocatori, tra cui 13 delle 16 teste di serie, boicottarono il torneo a sostegno di Nikola Pilic, sospeso dalla Federazione Internazionale per essersi rifiutato giocare in Coppa Davis. Tutti coloro in possesso di biglietti riceveranno il rimborso e verrà offerta loro la possibilità di acquistare i biglietti per lo stesso giorno nell’edizione 2021. 

Roger Federer

Roger Federer (foto Tonelli/FIT)

IL RAMMARICO DI FEDERER: “SONO DEVASTATO” – La caccia al suo nono Wimbledon dovrà attendere altri dodici mesi. Roger Federer ha reagito con dispiacere alla decisione degli organizzatori dello Slam sull’erba di cancellare l’edizione 2020 per dare appuntamento al 2021. Sui suoi social, il 38enne fuoriclasse svizzero si è detto semplicemente “devastato“, accostando al suo commento una Gif che spiega come non ne esista una che esprima il suo stato d’animo. “Stiamo attraversando momenti difficili, ma ne usciremo più forti“, ha detto ‘King Roger’, dando appuntamento al torneo di Halle dell’anno prossimo. Su Instagram, rispondendo all’annuncio della cancellazione di Wimbledon 2020, Federer ha assicurato: “Non vedo l’ora di tornare l’anno prossimo. Tutto ciò che sta accadendo ora rafforza solo il nostro amore per il nostro sport“.

HALEP: “TRISTE, MA ORA C’E’ UNA SFIDA PIU’ GRANDE” – “Sono triste nel sentire che Wimbledon quest’anno non si giocherà. La finale dello scorso anno sarà per sempre uno dei momenti più felici della mia vita ma stiamo affrontando qualcosa più grande del tennis, Wimbledon tornerà. Questo significa che dovrò attendere più a lungo per difendere il mio titolo“. Sono le parole della campionessa uscente sull’erba londinese, Simona Halep, all’annuncio della cancellazione dell’edizione 2020 a causa dell’emergenza coronavirus. 

Andrea Gaudenzi

Andrea Gaudenzi è nato a Faenza il 30 luglio 2973

CIRCUITO PROFESSIONISTICO SOSPESO SINO AL 13 LUGLIO – In concomitanza con la cancellazione di Wimbledon, Atp e Wta hanno annunciato congiuntamente la continuazione della sospensione dei rispettivi circuiti fino al 13 luglio 2020, a causa dell’attuale pandemia di Covid-19. Oltre ai The Championships, la sospensione coinvolge gli eventi Atp di ‘s-Hertogenbosch, Stoccarda, London-Queen’s, Halle, Mallorca ed Eastbourne, nonche’ quelli Wta di s- Hertogenbosch, Nottingham, Birmingham, Berlino, Eastbourne e Bad Homburg. Lo stop riguarda tutta l’attività professionistica, incluso l’Atp Challenger Tour nonché l’Itf World Tennis Tour. Al momento, i tornei che si svolgono dal 13 luglio 2020 in poi restano confermati nelle date originarie. “L’Atp e la Wta comprendono l’importanza e la responsabilità di dare priorità alla salute e alla sicurezza della comunità del tennis e del pubblico in generale, valutando al contempo la fattibilità della ripresa dei Tour“, si legge nella nota congiunta.

GAUDENZI: “LA PANDEMIA NON CI LASCIA ALTRA SCELTA” – “Purtroppo, l’attuale pandemia globale di Covid-19 non ci lascia altra scelta che sospendere ulteriormente il Tour – ha dichiarato Andrea Gaudenzi, presidente dell’AtpUna decisione che abbiamo preso in stretta collaborazione con i nostri membri e gli altri organi di governo del tennis. La salute e la sicurezza rimangono la massima priorità mentre affrontiamo le sfide future in questi tempi senza precedenti e faremo tutto il possibile affinché il Tour possa riprendere al più presto una volta che sia sicuro farlo“.
Questa è stata una decisione che la Wta e i suoi membri non hanno preso alla leggera, tuttavia rimaniamo vigili nel proteggere la salute e la sicurezza dei nostri giocatori, personale e tifosi – ha sottolineato Steve Simon, presidente e Ceo di WtaMentre condividiamo la delusione per l’ulteriore rinvio della stagione, la nostra priorita’ rimane di sostenerci a vicenda durante questo periodo senza precedenti e di lavorare insieme come sport in vista del nostro ritorno in campo“.

In tempo di emergenza sanitaria e di #restiamoacasa un po’ tutti cerchiamo soluzioni alternative e ingegnose per coltivare le nostre passioni, in attesa di ritornare alla normalità. E questo vale anche per Fabio Fognini e Flavia Pennetta, che hanno improvvisato una partita a tennis nel cortile della loro casa. Ovviamente un campo regolare non era disponibile e così hanno pensato di utilizzare lo stendibiancheria come rete, per dividere l’improvvisato rettangolo di gioco in due parti. Così, racchette e palline alla mano, si è potuto dare inizio alla sfida in famiglia. 

Il video è stato pubblicato sui social dei due campioni azzurri e ha letteralmente fatto il giro della rete. Qualche palleggio di riscaldamento, poi l’intensità si alza e i colpi si fanno più insidiosi: chi la spunterà?

L’idea però potrebbe anche essere ripresa a casa nostra, spazi permettendo. Se lo fanno la campionessa degli US Open 2015 e il vincitore del Masters di Montecarlo dello scorso anno…

LA VERSIONE PIU’ LUNGA DEL VIDEO

E’ appena rientrato nella sua Faenza dopo una quindicina di giorni trascorsi a Madrid, che aveva raggiunto direttamente dagli Stati Uniti. Federico Gaio si trovava infatti oltre Oceano quando a causa del coronavirus è stato cancellato prima il Masters 1000 di Indian Wells e poi quello di Miami, con conseguente stop del circuito professionistico, inizialmente per sei settimane e poi almeno sino al 7 giugno. “Dagli States non avevo avuto alcun problema per volare nella capitale spagnola, dove vive la mia ragazza, mentre è stato un’odissea il viaggio di rientro in Italia venerdì su Roma – racconta il tennista romagnolo, che il 5 marzo ha compiuto 28 anni – con uno dei voli speciali Alitalia attivati per consentire il ritorno degli italiani all’estero. Abbiamo accumulato tredici ore di ritardo e a un certo punto non si capiva se il volo sarebbe stato cancellato o meno, in un aeroporto come quello di Madrid che sembrava fantasma visto che c’eravamo praticamente solo noi. Siamo arrivati alle 3 di notte e i piani di rientrare con i mezzi pubblici sono ovviamente saltati, per fortuna mio padre è riuscito ad arrivare a Fiumicino e siamo tornati all’alba”.

PALESTRA A CIELO APERTO IN GIARDINO A FAENZA – A casa Federico ricomincerà ad allenarsi con maggiore assiduità dopo aver staccato un po’ la spina. “In Spagna ho fatto qualche esercizio fisico, quel che era possibile all’interno di un appartamento dal momento che non si può nemmeno uscire a correre e tutti sono chiusi in casa, come è giusto che sia. E’ stato seguito l’esempio cinese adottando, seppur con qualche ritardo, tutte le misure necessarie a contenere la pandemia. Per quel che mi riguarda, allora, mi sono concentrato maggiormente sull’aspetto mentale che è comunque assai importante per un professionista del tennis. A Faenza invece ho uno spazio ampio in giardino dove poter svolgere un certo tipo di lavoro atletico, una sorta di palestra a cielo aperto, utile per tenermi in forma in vista della ripresa. Anche se in questo momento nessuno può sapere quando davvero si potrà tornare in campo”.

Daniele Silvestre e Federico Gaio

Daniele Silvestre e Federico Gaio

“A RISCHIO TUTTI I TORNEI DELL’ESTATE” – Proprio questa incognita pesa come un macigno sul circuito e sui suoi protagonisti, coloro che vivono di tennis. “Di fronte a un problema così impattante non ci sono certezze di alcun genere e la situazione si evolve in maniera talmente rapida che non si possono al momento fare previsioni sensate sulle date. Mi dispiace sia stata cancellata la stagione europea sulla terra, in cui mi sarei potuto esprimere al meglio. Sembra ci sia la volontà di recuperare qualche torneo, dunque mi auguro si possa tornare a giocare ancora sul rosso prima della fine del 2020. Penso invece che tutta la stagione sull’erba, Wimbledon compreso, non si giocherà, almeno quando previsto dal calendario, e che pure tutti gli appuntamenti dell’estate siano a rischio. La stessa Gran Bretagna, con la positività del premier e di alte cariche istituzionali e mediche, sta toccando con mano la gravità della situazione. E ci sono Paesi in cui il contagio da Covid-19 è appena partito oppure deve ancora arrivare. Probabilmente a breve l’ATP comunicherà ufficialmente qualcosa di più al riguardo, entro metà aprile. Insomma, avremo davanti tanto tempo e quindi non mi preoccupo più di tanto se anche facendo parte della lista di atleti di interesse nazionale quasi sicuramente non potrò allenarmi sul campo per un bel po’ stante le attuali disposizioni nel nostro Paese”.

“OBIETTIVI? ORA RIPRENDERE ALMENO IL CIRCUITO” – Anche il faentino, dunque, attualmente numero 130 del ranking mondiale in singolare e numero 165 in doppio, deve rassegnarsi a un inedito stop forzato dall’attività. “Certo, è anche l’occasione per ricaricare un po’ le batterie visto che per me quello di sabato è stato appena il secondo giorno del 2020 in Italia. Però mi sa che questa ricarica sarà anche troppo lunga e finirà per stancarci… Come passo le mie giornate? Ascolto musica, guardo più televisione del solito, soprattutto per tenermi informato con i notiziari, ma soprattutto leggo molto. Ho sentito anche qualche amico collega: nei gruppi sui social ci prendiamo un po’ in giro con battute scherzose per sdrammatizzare in questo momento così particolare e duro da affrontare anche sul piano psicologico”, spiega il faentino, costretto a questo punto a rivedere persino quelli che erano gli obiettivi stagionali. “Ora come ora sinceramente l’unica cosa a cui punto è riuscire a riprendere il circuito e in quel caso fare il possibile per essere competitivo fin da subito. Senza dubbio ognuno avrà la sua reazione di fronte a quanto accaduto di così inatteso. Bisognerà vedere chi sarà riuscito a prepararsi meglio sotto il profilo atletico, in un tempo così lungo. E chi saprà tornare velocemente nel clima torneo, lasciandosi alle spalle questa esperienza. E poi c’è da considerare quel che accadrà al ranking, al momento congelato, e quale decisione verrà assunta in vista della ripartenza”.

Federico Gaio e Salvatore Caruso a Rio

Federico Gaio e Salvatore Caruso

“CHE INIZIO D’ANNO: TITOLO A BANGKOK E FINALE IN DOPPIO A RIO” – In ogni caso prima della doccia gelata della sospensione l’inizio del 2020 aveva regalato non poche soddisfazioni al giocatore seguito come coach da Daniele Silvestre, oltre che fiducia e punti pesanti per la classifica. “In precedenza riuscivo a vincere un match solo dopo il mio compleanno, a inizio marzo, e quindi quest’anno son partito molto meglio del solito visto che ho conquistato il titolo del challenger di Bangkok, esprimendo un buon tennis nonostante condizioni difficili per via della grande umidità”, sottolinea con un sorriso il faentino, capace di un altro squillo anche con la finale in doppio nell’Atp 500 di Rio de Janeiro, quello che ha visto arrivare Gianluca Mager all’ultimo atto in singolare partendo dalle qualificazioni. “Con Salvatore Caruso ci siamo detti di provare, senza metterci pressione visto che ci conoscevamo poco come coppia in campo. Siamo entrati in gara per il rotto della cuffia e siamo andati in crescendo, riuscendo a tener testa a specialisti di valore assoluto. L’exploit di Mager? Sono felicissimo per lui perché è la dimostrazione che ognuno di noi nella settimana buona può arrivare molto vicino ai migliori del mondo. Abbiamo vissuto dei giorni che ricorderemo, prima che tutto si fermasse per via dello stop al circuito”.

“TARPATE LE ALI NEL MOMENTO MIGLIORE MA RESTO POSITIVO” – L’ascesa dei vari Travaglia, Caruso e Mager, in grado di centrare il fatidico ingresso in Top 100, non può che costituire uno stimolo in più per Gaio per tentare di essere il prossimo a rompere l’agognato muro, autentico punto di svolta per un tennista. “Mi sono state tarpate le ali dal coronavirus nel mio momento migliore, quando ho raggiunto il best ranking e avevo zero punti da difendere. Però dentro di me ho maturato tanta convinzione e farò tutto quello che è nelle mie possibilità per seguire l’esempio dei miei connazionali. Anche perché ora mi perdono di più rispetto al passato, quando a volte sono stato eccessivamente critico con me stesso. E questa positività – l’auspicio conclusivo di ‘Fede’ – non potrà che aiutarmi”.

Federico Gaio con il trofeo vinto a Bangkok

Federico Gaio con il trofeo vinto a Bangkok

Federer e Djokovic

Cara Italia, anche se stai attraversando un periodo molto difficile, sappi che non sei sola in questa situazione. Ti sosteniamo e ti inviamo il nostro amore, il nostro sostegno, le nostre preghiere e desideriamo tu rimanga forte per affrontare e superare questi giorni difficili. Resta forte e coraggiosa, fiduciosa, sana e unita. Andrà tutto bene“. E’ il messaggio inviato tramite i profili sociali della sua Fondazione da Novak Djokovic, numero uno del tennis mondiale, all’Italia duramente colpita dall’emergenza coronavirus.

Il campione serbo ha un rapporto privilegiato col Belpaese dove ha vissuto diversi anni, allenato da Riccardo Piatti, attuale coach di Jannik Sinner. ‘Nole’, quattro volte trionfatore sulla terra rossa degli Internazionali d’Italia al Foro Italico di Roma, parla bene l’italiano e afferma di essere anche un tifoso milanista.

FEDERER DONA 1 MILIONE DI FRANCHI AI CONNAZIONALI IN DIFFICOLTA’ – Anche Roger Federer scende in campo contro l’emergenza coronavirus in Svizzera. Il campione di Basilea annuncia su Instagram di aver effettuato una donazione di un milione di franchi svizzeri (circa 940mila euro) in favore delle persone meno abbienti del suo Paese. “Sono tempi difficili quelli che stiamo affrontando e nessuno dovrebbe essere lasciato indietro – scrive il vincitore di 20 prove del Grande Slam sui social -. Io e mia moglie Mirka abbiamo deciso di donare un milione di franchi svizzeri per le famiglie più vulnerabili del nostro Paese. Il nostro contributo è solo un inizio, speriamo che altri vogliano unirsi a noi nel supportare tante altre famiglie in difficoltà. Insieme possiamo superare questa crisi. Restate in salute!“.

 

Andrea Gaudenzi

Andrea Gaudenzi, presidente dell’ATP, ha confermato che l’obiettivo resta quello di riprendere in tempo per la stagione sull’erba, ma ammette che al momento è impossibile stabilire una programmazione definitiva considerata la gravità dell’emergenza Coronavirus in tutto il mondo. “Sfortunatamente, le ripercussioni della pandemia da COVID-19 si sentono in tutti i settori della società – ha detto con una nota sul sito ufficiale dell’Associazione giocatori professionisti il romagnolo, in carica dal primo gennaio al posto di Chris Kermode – questa situazione è più grande di qualsiasi sport e stiamo lavorando duramente per valutare al meglio tutte le opzioni. La nostra risposta con misure adeguate potrà esserci solo quando conosceremo la data in cui il circuito potrà effettivamente riprendere. E’ una situazione in evoluzione che richiederà molto tempo e dobbiamo evitare di prendere decisioni affrettate senza sapere quando questa crisi finirà. Capire la piena durata e scala della crisi sarà fondamentale per stabilire le misure da adottare per affrontarne le ripercussioni“.

“SUL CALENDARIO IL PUNTO DELLA SITUAZIONE A FINE APRILE” – Al momento lo stop del circuito professionistico della racchetta è fissato fino al 7 giugno e si dovrà attendere il prossimo mese per un aggiornamento. “Continuiamo a prendere in esame tutte le opzioni per preservare e ottimizzare il calendario in base a varie possibili date di ripresa del Tour. Non c’è bisogno di dire che questo richiede la piena collaborazione degli altri enti governativi del tennis – ha proseguito Gaudenzi -. Siamo in stretto contatto con gli organizzatori dei tornei sull’erba e al momento questi restano in calendario come inizialmente previsto. La realtà è che questa situazione muta rapidamente e non c’è altra possibilità se non affrontarla di giorno in giorno, di settimana in settimana. Faremo il punto della situazione a fine aprile“.

“RISPETTIAMO LE MISURE PER CONTRASTARE IL CORONAVIRUS” – L’ex numero 18 delle classifiche mondiali, che trent’anni fa si aggiudicò i tornei junior del Roland Garros e US Open, ha parlato pure di alcune iniziative in arrivo. “L’attuale sospensione del Tour lascia un grande vuoto nelle nostre vite. Cercheremo di fare la nostra parte nelle prossime settimane attraverso i nostri canali digital e social, che tra le altre iniziative includono il lancio di una campagna #tennisathome per offrire contenuti nuovi e positivi agli appassionati“, anticipa Andrea, che da italiano – uno dei Paesi più duramente colpiti dal coronavirus – lancia anche un accorato invito a giocatori, tornei e appassionati di tennis per diffondere le parole delle contromisure chiave per combattere la pandemia. “Questo è un momento di assoluta incertezza per tutti e non c’è niente di più importante che dare la priorità alla salute. A livello personale, le storie che ho sentito da conoscenti a casa in Italia sono strazianti. La necessità di prendere questa situazione sul serio, di rimanere a casa e di mantenere un comportamento responsabile di distanza nei rapporti sociali è fondamentale – conclude Gaudenzi – e invitiamo tutti nella comunità del tennis a diffondere questo importante messaggio nei giorni e nelle settimane a venire”.

Andrea Gaudenzi con i figli e lo staff dell'UTA a Ravenna

Andrea Gaudenzi con i figli e lo staff tecnico della Ravenna Tennis Academy in agosto

Sara Errani

In tempi di Coronavirus, in cui l’emergenza ha costretto a bloccare ogni evento e l’attività sportiva in genere e più in generale sta condizionando la vita di tutti (#stiamoacasa è la parola d’ordine), lo sport ha due sole regole: essere creativi e divertirsi. E così da qualche giorno impazza sul web la “toilet paper challenge”, con tanti atleti – in primis calciatori e tennisti – ad utilizzare un rotolo di carta igienica come sostituto della pallina da tennis (o del pallone da calcio). Per poi naturalmente sfidarsi a distanza sui social per vedere chi è il più bravo. Perché si può rinunciare a tutto ma non alla competizione…

Se con i piedi Messi pare non avere rivali anche con questo speciale “pallone”, tra chi con la racchetta non se la cava proprio male nel palleggiare con la carta igienica c’è anche Sara Errani, che si è cimentata nelle due versioni della sfida. Volete scoprire come è andata la romagnola? Guardate il video, già diventato virale, dove compaiono anche altri protagonisti e protagoniste del circuito, in pausa forzata almeno fino al 7 giugno.

 

Ma c’è anche chi nel tentare la sfida ha fatto pure dei danni. Scopriamo di chi si tratta…

Enrico Dalla Valle

L’emergenza Coronavirus ha come fatto calare la saracinesca sul circuito professionistico del tennis, oltre a cambiare la vita a milioni di persone (senza dimenticare il dramma delle vittime). Al primo annuncio di giovedì 12 marzo delle istituzioni che sovraintendono allo sport della racchetta – ATP, WTA e ITF – di uno stop di sei settimane è seguito mercoledì 18 il comunicato congiunto con cui si protrae la sospensione fino al 7 giugno. Decisioni difficili e pesanti per addetti ai lavori, tifosi e in primis per gli stessi protagonisti, che dall’oggi al domani si sono trovati a dover fare i conti con una realtà problematica, anche e soprattutto perché mai affrontata prima. Un avversario ben più subdolo e pericoloso di quelli che trovano quotidianamente dall’altra parte della rete. E’ il caso, ad esempio, di Enrico Dalla Valle che al momento dello stop si trovava a Monastir per disputare un torneo Future da 15.000 dollari, dove era la seconda testa di serie ma in cui ha dato forfait al secondo turno.

“QUANDO HO SCOPERTO CHE TUTTO ERA CANCELLATO HO PENSATO A TORNARE” – “C’era preoccupazione e fino all’ultimo ero stato indeciso se partire o meno, decidendo in extremis di acquistare il biglietto aereo – racconta il 21enne ravennate andando con la mente all’inizio del mese – a differenza di altri ragazzi del Piatti Tennis Center che hanno preferito rimanere in sede. Alla luce di quel che stava accadendo in Italia io ogni giorno chiedevo sempre informazioni al direttore del torneo in Tunisia e venivo rassicurato sul fatto che non ci fossero problemi, dopo che lui aveva contattato anche la Federazione Internazionale. Dopo aver vinto il primo turno, andando a guardare gli appuntamenti della settimana successiva come facciamo spesso noi giocatori, ho scoperto che era tutto cancellato. E così dopo averci pensato un po’ su qualche ora ho deciso di ritirarmi, dando priorità assoluta alla mia salute e cercando un volo per rientrare, che già cominciavano a scarseggiare. Mi è dispiaciuto sul momento visto che cominciavo ad avvertire le giuste sensazioni sul campo e dentro di me ero convinto di poter arrivare in fondo al torneo, però a mente fredda sono convinto sia stata la scelta giusta. Anche perché nella giornata in cui è arrivata la notizia dello stop si è scatenato il caos generale: capisco che non fosse semplice, però credo che la situazione potesse essere gestita da chi di dovere in maniera diversa”.

Enrico Dalla Valle con Jannik Sinner

Enrico Dalla Valle con Jannik Sinner

STOP ALLE ATTIVITA’ ANCHE AL PIATTI TENNIS CENTER – In effetti anche il ritorno a casa non è stato dei più agevoli per il romagnolo, inserito dalla FIT nell’elenco degli atleti di interesse nazionale autorizzati ad allenarsi. “Non c’erano più collegamenti diretti disponibili per l’Italia e così ho volato su Nizza e ho raggiunto Bordighera, sede del Piatti Tennis Center, fermandomi lì qualche giorno con la speranza che con la vicinanza a Montecarlo dove fanno base tanti giocatori, anche Jannik Sinner ad esempio in questi giorni, fosse possibile allenarsi. Invece così non è stato, anche perché con la diffusione del contagio da coronavirus anche in territorio francese sono state introdotte importanti restrizioni. La struttura e i campi a Bordighera devono rimanere chiusi in ottemperanza al Decreto del governo e allora a inizio settimana sono rientrato a Ravenna, dove mi attengo strettamente a quelle che sono le disposizioni delle autorità in un momento così particolare”.

“SOLO ESERCIZI FISICI, CI SARA’ TEMPO PER IL TENNIS” – Dalla Valle infatti per il momento ha messo da parte la racchetta, limitandosi a curare la parte fisica. “Almeno una volta al giorno mi sento in videochiamata con il preparatore atletico e mi dedico ad una serie di esercizi, sfruttando il fatto che abitando un po’ fuori città ho a disposizione un giardino con spazi aperti dove poterli svolgere senza problemi, all’aria aperta. Ci sarà tempo per lavorare sulla parte tennistica, anche perché è stato annunciato che il circuito rimarrà fermo almeno sino al 7 giugno. Adesso nei miei pensieri c’è solo il rimanere in salute e mi auguro che tutti quanti ragionino allo stesso modo: con questo virus non c’è da scherzare e il solo fatto che si tratti di una pandemia dovrebbe metterci tutti all’erta”, sottolinea Enrico, che dopo aver chiuso in maniera brillante il 2019, con la finale alle Red Bull Next Gen Finals a Milano, andate in scena in parallelo all’evento Under 21 che ha visto trionfare Jannik Sinner, puntava dichiaratamente molto su questa annata per un ulteriore salto di qualità dopo che nella primavera scorsa aveva lasciato il centro federale di Tirrenia per trasferirsi al Piatti Tennis Center.

Ortisei Challenger: Enrico Dalla Valle

Enrico Dalla Valle (foto Roland Strimmer)

“PREPARAZIONE OFF SEASON TOSTA, NE RACCOGLIERO’ I FRUTTI” – “Eravamo consapevoli che all’inizio della stagione avrei faticato e che i risultati avrebbero tardato un po’ ad arrivare, quindi non sono preoccupato di questo – ammette il ravennate, attualmente numero 420 del ranking mondiale – . Del resto a dicembre mi sono tolto quattro denti del giudizio tutti insieme e quindi ho cominciato un po’ a rilento la preparazione off season, nella quale abbiamo cambiato moltissime cose rispetto al passato. Abbiamo lavorato tantissimo, come mai prima personalmente, e sono convinto che sia la strada giusta. Non a caso, a Monastir cominciavo ad avere riscontri positivi sul piano del gioco…”.

“TORNERO’ IN CAMPO CON UNO SPIRITO DIVERSO” – Poi lo stop forzato che, non essendoci certezza sui tempi di superamento dell’emergenza sanitaria, rende impossibile una benché minima programmazione tennistica. “Riprenderò a giocare sulla terra, era già nei piani dopo Monastir, con l’intenzione di alzare il livello e disputare tornei challenger compatibilmente con la mia classifica. Nelle prossime settimane faremo il punto della situazione con Cristian Brandi, il mio principale punto di riferimento ora che Stefano Napolitano si è operato e Paolo Lorenzi ha deciso di fare base negli Stati Uniti. Di sicuro ci vorrà ancora tempo prima di tornare alla normalità, visto che se in Italia in questi giorni siamo vicini al picco del contagio, in altri Paesi sono più indietro di qualche settimana. La mia speranza è il circuito riparta quando non ci saranno più rischi per la salute e si possa svolgere con tranquillità il nostro lavoro, perché devo riconoscere che le ultime settimane prima dello stop sono state davvero difficili anche sul piano psicologico. Gli altri guardavano noi italiani con aria strana, con diffidenza, quasi fossimo degli ‘untori’. E questo mi ha fatto riflettere non poco. Sono un tennista professionista e amo quello che faccio e i sacrifici che può comportare: sinceramente non vedo l’ora di tornare a competere in campo e quando sarà possibile sono certo che lo farò con uno spirito e una consapevolezza diversa dopo questa esperienza – conclude Enrico – dando certe cose meno per scontato e apprezzando ogni giorno ancora di più quel che riesco ad ottenere”.

Enrico Dalla Valle

Enrico Dalla Valle in campo allo Sporting Milano 3 (foto FIT – Crimaudo)

Lo stop al tennis internazionale si amplia fino al 7 giugno: saltano dunque gli Internazionali BNL d’Italia di Roma in maggio (in calendario dal 10 al 17 maggio). E’ la decisione annunciata con una nota congiunta da Atp e Wta, che per l’emergenza coronavirus hanno decretato la sospensione di tutti i tornei della primavera del circuito professionistico maschile e femminile, compresi i challenger e le prove del Tour ITF.

Considerando l’estendersi del contagio i vertici del tennis mondiale hanno annunciato in un comunicato ufficiale congiunto che tutti i tornei sulla terra battuta in calendario fino al 7 giugno non potranno essere svolti nelle date previste. La lista include gli Atp/Wta combined di Madrid e appunto gli Internazionali di Roma insieme ai WTA di Strasburgo e Rabat, e i tornei ATP di Monaco di Baviera, Estoril, Ginevra e Lione.

A differenza degli altri due Masters 1000 di Indian Wells e Miami che sono stati annullati dai sindaci locali, le parole del comunicato sembrano lasciare aperta la porta a una nuova collocazione in calendario per Roma e Madrid. Il Roland Garros ha invece deciso autonomamente di riprogrammarsi dal 20 settembre al 4 ottobre: l’annuncio della Federazione Tennis Francese ha suscitato non poche polemiche. 

IL COMUNICATO CONGIUNTO – Questo il testo integrale della nota pubblicata da Atp e Wta, firmato insieme all’Itf (la Federazione Internazionale), all’All England Lawn Tennis Club (organizzatore di Wimbledon), Usta (la Federtennis statunitense) e a Tennis Australia:

“Dopo un’attenta considerazione, visto il proliferare del coronavirus, gli eventi della primavera sulla terra battuta non si disputeranno nelle date prefissate. La lista comprende i tornei combined di Madrid e Roma, i tornei WTA di Strasburgo e Rabat, i tornei ATP di Monaco, Estoril, Ginevra e Lione.
Tutto il circuito professionistico è sospeso fino al 7 giugno. Non si giocheranno nelle settimane inizialmente programmate nemmeno i Challenger e gli eventi del circuito ITF. I tornei in calendario dall’8 giugno sono al momento in programma secondo il calendario fissato a inizio stagione. 
I punti ATP e WTA restano congelati per tutto il periodo fino a nuovo ordine.
Le sfide a cui la pandemia da coronavirus ci mette di fronte richiedono una collaborazione ancora maggiore di prima, e questo richiede che il nostro sport proceda collettivamente nel massimo interesse dei giocatori, dei tornei, dei tifosi.
Stiamo valutando tutte le opzioni per preservare al massimo il calendario in base alle possibili differenti date di ripresa del Tour, che in questo momento non siamo in grado di prevedere. Siamo impegnati a lavorare su questo con i giocatori, gli organizzatori dei tornei e le altre organizzazioni. Questo non è il momento di agire unilateralmente ma all’unisono. Tutte le decisioni collegate all’impatto del coronavirus richiedono un’appropriata consultazione tra tutti i soggetti, una visione condivisa da ATP, WTA, ITF, AELTC, Tennis Australia e USTA”.

Michele Cappelletti

Si è laureato campione del mondo quattro volte, unico nel beach tennis ad essere riuscito in questa impresa insieme al conterraneo Alessandro Calbucci, ma per le norme del nostro Paese non è un atleta professionista. E’ l’anacronistica situazione che si trova a vivere il cesenate Michele Cappelletti, una delle punte di diamante dello sport che si pratica con la racchetta ma sulla sabbia. E non è solo una questione di status, ma ha conseguenze pratiche non di poco conto per chi come lui ha scelto di vivere come beacher. Un esempio? In questo periodo di restrizioni dettate dall’emergenza coronavirus, oltre alle competizioni del circuito internazionale sospese almeno sino a metà aprile, non può neppure svolgere la consueta preparazione. In pratica, non può “lavorare” non rientrando nella deroga concessa agli atleti di interesse nazionale dalla Federazione Italiana Tennis.

Proprio così, da lunedì ho dovuto rinunciare completamente anche agli allenamenti visto che l’ordinanza emanata dalla Regione Emilia Romagna ha chiuso anche le spiagge vietandone l’utilizzo – spiega l’atleta che compirà 28 anni il 29 marzo, che in questi giorni sarebbe dovuto essere alle Isole Reunion per due tornei internazionali, trasferta cancellata all’ultimo momento – mentre fino alla settimana scorsa con l’autocertificazione potevo recarmi sull’arenile. E anche a porte chiuse non trovo nessun gestore di impianti indoor che, giustamente dal suo punto di vista, sulla base di quanto prevede il Decreto del governo se la sente di correre rischi per permettere a me di allenarmi. Sono pienamente consapevole che in questo momento la priorità nazionale è la salute e limitare il più possibile il contagio, però allenarmi nel mio caso non è un passatempo ma una condizione indispensabile per poter svolgere quella che è una professione in ambito sportivo”.

Michele Cappelletti

Michele Cappelletti, unico ad aver vinto 4 Mondiali nel beach tennis

“PROFESSIONISTI PER L’ITF MA NON PER LA LEGGE ITALIANA” – Il romagnolo prende un attimo fiato e poi dà sfogo alla sua amarezza. “Purtroppo siamo oggetto di una differente classificazione. La Federazione Internazionale ha inviato infatti una comunicazione riferita ai primi venti italiani nel ranking mondiale confermando che siamo giocatori del Beach Tennis World Tour e in quanto tali da ritenere ‘professionisti’ a tutti gli effetti – spiega il quattro volte iridato, nel 2015, 2016, 2017 e lo scorso anno a Terracina con Alessandro Calbucci – però di fronte alle nostre sollecitazioni il responsabile organizzativo del settore beach della FIT ci ha informato del fatto che in Italia a livello normativo non possiamo essere inquadrati come atleti professionisti anche perché non esistono impianti da beach o da padel omologati in tal senso. Quindi se fino a una settimana fa potevo sentirmi tutelato, adesso sono molto demoralizzato. Rimaniamo in attesa, sperando in un sostegno concreto da parte della Federazione Italiana, l’unica titolata a farlo alla luce del dispositivo del Decreto, ma ammetto di non avere granché fiducia su una soluzione positiva a breve termine per questo impasse”.

“A RISCHIO LA STAGIONE ESTIVA E I MONDIALI” – Nonostante il suo pessimismo di fondo, condiviso con numerosi altri colleghi, Cappelletti sta cercando di fare buon viso a cattivo gioco. “Ho un po’ di attrezzi a casa con cui provo a mantenere un minimo di forma fisica, specie come tono muscolare, forza e resistenza, ma ovviamente non è lo stesso che potersi allenare sulla sabbia o al limite andare a correre in un parco”, si rammarica l’attuale numero 2 del ranking mondiale, il cui ultimo torneo internazionale disputato è stato a febbraio, a Santos, in Brasile. “Con Tommaso Giovannini abbiamo raggiunto le semifinali. Adesso il World Tour ITF è stato fermato ufficialmente fino al 20 aprile, proprio nel periodo in cui la stagione internazionale iniziava ad entrare nel vivo con i primi appuntamenti. In calendario, dopo i due tornei alle Isole Reunion, figuravano a maggio tappe in Sudamerica, Brasile, poi a Gran Canaria, quindi in giugno c’erano i Mondiali a Terracina, per i quali già si parla di un possibile spostamento a settembre dal momento che gli organizzatori non intendono correre rischi. Sinceramente temo che la stagione estiva del beach tennis sia a forte rischio, anche perché Calbucci che vive in Brasile, come pure Alex Mingozzi, mi ha detto che a Rio ci sono già cinquanta casi acclarati di coronavirus e se il contagio dovesse arrivare in Sudamerica con lo stesso impatto avuto in Europa credo proprio che la situazione sarebbe drammatica. In Italia siamo in anticipo di un paio di settimane rispetto a molti altri Paesi, nei quali la malattia sta diffondendosi ora, e visto che l’OMS l’ha già definita pandemia è difficile credere che possa risolversi in poche settimane”.

Michele Cappelletti

Michele Cappelletti in procinto di servire

“UN 2020 TUTTO DA RIPENSARE” – Come dire, in altre parole, un 2020 piuttosto compromesso per i ‘globetrotter’ delle spiagge. “Di sicuro quanto meno tutto da riorganizzare, dal momento che adesso è impossibile fare delle previsioni sensate sui tempi di un ritorno alla normalità. Sono abituato a viaggiare per tanti mesi all’anno, ma penso che a causa di questa situazione di forza maggiore quest’anno sarò costretto a rivedere i miei programmi”, riconosce il beacher cesenate.

“UN FUTURO ALL’ESTERO? CI STO PENSANDO” – Le preoccupazioni di Michele vanno oltre alle conseguenze del coronavirus e si estendono alla situazione di stallo che questo sport sta conoscendo nel nostro Paese. “Dispiace vedere che siamo più considerati all’estero che in Italia pur essendo da anni ai vertici di questa disciplina, che avrebbe un potenziale notevole, anche in termini di aggregazione e valori positivi per i giovani. Così come brucia constatare che altre federazioni stanno investendo nel beach a differenza della nostra. In Francia ad esempio è stato creato un centro vicino a Bordeaux che funge da riferimento per gli atleti quando sono in patria, la Russia da tempo ha dedicato risorse e progetti ai suoi beacher, come del resto la Spagna, che supporta finanziariamente e tramite sponsorizzazioni gli atleti impegnati nel World Tour. Niente di tutto questo è ancora previsto per noi italiani e allora se la situazione con la Nazionale non cambierà, nel caso in cui fossi convocato quest’anno valuterò con attenzione se vale o meno la pena andare a giocare le competizioni a squadre. Un futuro in un altro Paese? E’ un’ipotesi che sto seriamente prendendo in considerazione, anche perché parlo inglese, francese e ora pure portoghese e conoscere le lingue mi consente di essere indipendente anche lontano da casa e di entrare in contatto con altre culture e stili di vita. Intendiamoci, a me piace e sto benissimo in Romagna, però come capita a tanti giovani pure in altri ambiti ci si trova a dover fare delle scelte – conclude Cappelletti – mettendo sul piatto della bilancia quelle che possono essere le prospettive professionali e di gratificazione personale”.

Michele Cappelletti

Michele Cappelletti accanto a una sua gigantografia

Il coronavirus non risparmia nemmeno il grande tennis. Anche il Roland Garros deve arrendersi alla pandemia da Covid-19: il celebre torneo parigino, seconda prova stagionale dei quattro Slam del tennis, inizialmente programmato dal 24 maggio al 7 giugno, è stato infatti rinviato a fine settembre. Come annuncia la Federazione Tennis Francese, che organizza il Major su terra rossa, l’edizione 2020 del Roland Garros si svolgerà dal 20 settembre al 4 ottobre prossimi.

IL COMUNICATO DELLA FEDERTENNIS FRANCESE –Il mondo intero è colpito dall’emergenza sanitaria legata a Covid-19. Al fine di garantire la salute e la sicurezza di tutti coloro che sono coinvolti nella preparazione del torneo, la Federazione Francese di Tennis ha deciso di organizzare l’edizione 2020 del Roland Garros dal 20 settembre al 4 ottobre prossimi – si legge nel comunicato stampa ufficiale – Sebbene nessuno sia in grado di prevedere quale sarà la situazione il 18 maggio, le attuali misure di restrizione ci hanno reso impossibile continuare i nostri preparativi e, di conseguenza, non siamo in grado di mantenere il torneo nelle date inizialmente previste“. Il torneo inizierà, quindi, teoricamente una settimana dopo la conclusione degli US Open a New York.

GIUDICELLI: “DECISIONE DIFFICILE E CORAGGIOSA” – Abbiamo preso una decisione difficile ma coraggiosa in questa situazione senza precedenti – ha spiegato Bernard Giudicelli, presidente della FFT – che si è evoluta notevolmente dallo scorso fine settimana. Agiamo in modo responsabile e dobbiamo lavorare insieme nella lotta per garantire la salute e la sicurezza di tutti“. 

La settimana scorsa era già stato rinviato il Masters 1000 di Indian Wells e cancellato il Masters Series di Monte Carlo. Ora si attende una decisione su Wimbledon, in programma dal 29 giugno al 12 luglio, come pure sugli Internazionali BNL d’Italia in calendario dal 10 al 17 maggio.

Dopo le voci che si erano rincorse dalla tarda serata di mercoledì, adesso è ufficiale: a causa del timore per il diffondersi dell’epidemia da coronavirus l’Atp ferma tutto per sei settimane. Niente tornei del circuito maggiore né Challenger fino al 26 aprile. Il Consiglio direttivo dell’Associazione Tennisti Professionisti, presieduto da Andrea Gaudenzi, ha infatti accettato la petizione firmata da un gruppo di giocatori, fra i quali Novak Djokovic e Rafael Nadal, in cui, al termine di lunghe riunioni a Indian Wells alle quali hanno partecipato anche rappresentanti della Wta, e quindi anche delle giocatrici, si chiedeva lo stop dell’attività, che non riprenderà prima della fine di aprile.

Oltre a Indian Wells già annullato, saltano quindi – o non si giocheranno quantomeno nella data prevista – i Masters 1.000 di Miami e Montecarlo e i tornei di Marrakech, Houston, Barcellona e Budapest. In sospeso pure Monaco ed Estoril, forti dubbi anche sui successivi “1000” di Madrid e Roma. 
La sospensione è immediata, dunque vengono interrotti pure i Challenger in corso a Nur-Sultan (Kazikistan) e Potchesfroom (Sudafrica).

Andrea Gaudenzi

Andrea Gaudenzi è nato a Faenza il 30 luglio 2973

Non è una decisione che abbiamo preso a cuor leggero – ha spiegato Andrea Gaudenzi, presidente dell’Atp – e rappresenta una grande perdita per i nostri tornei, giocatori e fan in tutto il mondo, tuttavia riteniamo che questa sia l’azione responsabile necessaria in questo momento al fine di proteggere la salute e la sicurezza dei nostri giocatori, del personale, della più ampia comunità del nostro sport e della salute pubblica in generale di fronte a questa pandemia globale. La natura mondiale del tennis e i viaggi internazionali richiesti comportano rischi molto significativi nelle attuali circostanze, come confermano le direttive sempre più restrittive emanate dalle autorità locali. Continuiamo a monitorare quotidianamente la situazione e non vediamo l’ora che il Tour riprenda quando la situazione sarà migliorata. Nel frattempo, i nostri pensieri e auguri sono con tutti quelli che sono stati colpiti dal virus“.

Nessuna decisione, al momento, è stata presa per quanto riguarda i punti in classifica. L’Atp, si legge nel comunicato, sta valutando l’impatto della sospensione sul ranking, e si riserva di comunicare questa decisione in un secondo momento. Inoltre, in piena collaborazione con ITF, i punti di classifica Atp FedEx non saranno disponibili in nessun evento ITF World tennis Tour durante il periodo di sospensione.

Enrico Dalla Valle

Ottimo esordio per il ravennate Enrico Dalla Valle (n.2) nel nuovo torneo Itf Men’s Future tunisino di Monastir (15.000 dollari, hard outdoor), il “Magic Tours”. Il romagnolo ha sconfitto 6-4 6-3 il belga Olivier Rojas ed al 2° turno incrocia la wild-card locale Aziz Ouakaa.

Doppio, 1° turno: De Rossi-Trocker contro i tedeschi Boehler-Handel, Dalla Valle-Ghorbel (Ita-Tun, n.2) contro De Cuyper-Vidal Azorin (Fra-Esp).

Enrico Dalla Valle con Jannik Sinner

Enrico Dalla Valle con Jannik Sinner

OCLEPPO AVANZA A PARENZO – Bella doppietta di Julian Ocleppo che, dopo aver superato le qualificazioni, era all’esordio nel main-draw del torneo Itf Men’s Future croato di Parenzo (15.000 dollari, terra outdoor), l’Istarska Rivijera. Il portacolori del Ct Massa Lombarda ha battuto al 1° turno il macedone del Nord Tomislav Jotovski (qualificato) per 6-1 6-4 ed ora sfida il ceco Pavel Nejedly (n.8).

Doppio, 1° turno: Basso-Ocleppo (n.3) b. Vidak-Wang (Cro-Chn) 6-1 6-0. Quarti contro Fonio-Rondoni.

Daniele Silvestre e Federico Gaio

L’annullamento, o forse solo il rinvio, del primo Masters 1000 della stagione, quello californiano di Indian Wells, ha colto impreparati i giocatori nel deserto della California. Che la situazione sia delicata lo si coglie anche nelle parole del faentino Federico Gaio che doveva giocare le qualificazioni: “E’ stato tutto nella normalità fino a domenica sera – ha detto il romagnolo dagli States al Corriere Romagna – tra di noi si parlava delle qualificazioni. Certo si parlava anche del Coronavirus, ma finora la faccenda ha riguardato soprattutto l’Europa. All’improvviso, alle 19 di sera, l’organizzazione ha deciso di cancellare il torneo perché c’è stato un caso di positività al Covid-19 nella Coachella Valley, dove si svolge la manifestazione. Quindi la Contea ha dichiarato lo stato di emergenza, ma si tratta di un caso tra la popolazione, non inerente direttamente al torneo. Ma siccome il Masters 1000 di Indian Wells richiama ogni anno migliaia di persone, la proprietà, nemmeno l’Atp, ha deciso di annullare tutto e c’è stato l’annuncio del direttore del torneo, l’ex campione tedesco Tommy Haas”.

Dunque, ormai gli Stati Uniti sono come l’Europa. “So che in Europa e nelle zone vicine hanno già cancellato alcuni Challenger come Barletta e Gerusalemme, non è un gran panorama ed ora anche qua non ci si aspettava questo, non è stata una decisione dell’Atp, ma del torneo, d’ora in avanti sarà un po’ un dramma, in alcuni continenti pare che la situazione non sia così critica. Anche muoversi non è molto facile, per ora rimaniamo qui, l’impianto rimane aperto e anche se il torneo non si fa i campi sono a nostra disposizione, il pass funziona come se il torneo fosse normalmente programmato”. 

Federico Gaio

Federico Gaio saluta, in attesa di sapere quando potrà tornare in campo nel tour professionistico (foto Alex Runggaldier)

Per il momento dunque anche il tennista romagnolo rimane negli Stati Uniti. “Vediamo se la prossima settimana ci sarà il Challenger di Phoenix, in Arizona, poi cercheremo di capire se si disputerà il Masters 1000 di Miami, ma io penso che si farà perché Miami è dell’Img, di conseguenza in Florida penso che si giochi, dipende però se entra in scena il governo. Si pensava anche qui a Indian Wells di adottare misure precauzionali, come giocare a porte chiuse, i raccattapalle non avrebbero portato asciugamani e acqua, ma solo le palline con i guanti, ma non c’erano le condizioni di sicurezza”.

Un peccato che tutto ciò sia accaduto proprio quando Gaio aveva raggiunto il suo punto più alto in carriera. “Ora sono numero 130 nel ranking, ma fino a qualche giorno fa sono stato 124, e la cosa bella è che non ho punti da difendere nelle prossime settimane, dispiace tanto non giocare. Il mio sogno è quello di andare al Roland Garros – conclude Federico con un po’ di speranza – e di giocare nel tabellone principale”.

Serie A1 maschile: Julian Ocleppo

Julian Ocleppo (n.1) supera agevolmente le qualificazioni nel torneo Itf Men’s Future croato di Parenzo (15.000 dollari, terra outdoor), l’Istarska Rivijera. Il portacolori del Ct Massa Lombarda ha travolto 6-0 6-3 nel turno finale l’austriaco Jakob Aichhorn (n.7). Ora 1° turno del main draw contro il macedone del Nord Tomislav Jotovski. Doppio, 1° turno: Basso-Ocleppo (n.3) contro Vidak-Wang (Cro-Chn).

Esordio amaro per Sara Errani nel “Guanajuato Open”, torneo Itf Women’s Tour messicano di Irapuato (25.000 dollari, cemento). La tennista di Massa Lombarda, numero 167 della classifica mondiale e quinta testa di serie, al primo turno ha ceduto con il punteggio di 6-3 6-7 (8) 6-1 alla cinese Shilin Xu. 

Doppio, 1° turno: Errani-Seguel (Ita-Chi) contro Cako-Zarazua (Usa-Mex).

DALLA VALLE A MONASTIR – Debutta mercoledì il ravennate Enrico Dalla Valle (n.2) nel nuovo torneo Itf Men’s Future tunisino di Monastir (15.000 dollari, cemento), il “Magic Tours”. Il romagnolo sfida il belga Olivier Rojas.

Doppio, 1° turno: De Rossi-Trocker contro i tedeschi Boehler-Handel, Dalla Valle-Ghorbel (Ita-Tun, n.2) contro De Cuyper-Vidal Azorin (Fra-Esp).

JUNIOR TOUR VALENCIA: SI FERMA BAGNOLINI – Daniel Bagnolini si ferma all’ultimo turno delle qualificazioni nel torneo Itf Junior Tour spagnolo di Valencia (Grade 2, terra outdoor). Il cervese, n.4 del seeding, ha battuto al 2° turno lo spagnolo Pedro Rodenas per 6-2 7-6 (2), prima di cedere all’altro iberico Carlos Gimenez Perez per 6-3 6-2. Parte dal tabellone principale l’altro romagnolo Simone Vaccari, che sfida lo spagnolo Alejandro Manzanera Pertusa.

Sara Errani (n.5) affronta la cinese Shilin Xu nel 1° turno del torneo Itf Women’s Tour messicano di Irapuato (25.000 dollari, hard outdoor), il “Guanajuato Open”.

Monastir. Il sammarinese Marco De Rossi in campo nelle qualificazioni del nuovo torneo Itf Men’s Future tunisino di Monastir (15.000 dollari, hard outdoor), il “Magic Tours”. Il Titano (n.4) all’esordio ha sconfitto 3-6, 7-5, 10-2 il brasiliano Gabriel Roveri Sidney. Oggi è arrivata la sconfitta per 6-1, 7-5  contro il francese Costantin Bittoun Kouzmine.

Valencia. Daniel Bagnolini avanza nelle qualificazioni del torneo Itf Junior Tour spagnolo di Valencia (Grade 2, terra outdoor). Il cervese, n.4 del seeding, ha battuto al 1° turno il locale Tomas Quesada Perez per 6-4, 6-1 ed al 2° turno trova un altro spagnolo, Pedro Rodenas.

Parenzo. Julian Ocleppo è il n.1 delle qualificazioni nel torneo Itf Men’s Future croato di Parenzo (15.000 dollari, terra outdoor), l’Istarska Rivijera. Il portacolori del Ct Massa (wild-card) ha battuto 6-1, 7-5 all’esordio il locale Antun Vidak. Vittoria anche al 2° turno per 6-1, 6-1 contro l’altro croato Bozo Barun. Ora contro l’austriaco Jakob Aichhorn (n.7) per il tabellone principale.

Nefisa Berberovic

Secondo successo consecutivo della bosniaca Nefisa Berberovic nel circuito Itf Women’s Tour. L’allieva della Ravenna Tennis Academy si è imposta nel torneo tunisino di Monastir (15.000 dollari, hard outdoor), il “Magic Tours” senza perdere un set.

La giocatrice seguita da coach Patricio Remondegui, accreditata della sesta testa di serie, ha battuto in semifinale la ceka Monika Kilnarova (numero 2 del seeding) per 6-4 6-4 e in finale ha sconfitto per 6-2 6-0 la svedese Susanne Celik, testa di serie n.8. Sempre più lanciata, dunque, la giocatrice bosniaca che sta salendo di valore sui campi dell’Academy ravennate guidata da Roberto Perticarà.

Nefisa Berberovic premiata a Monastir

Nefisa Berberovic (Ravenna Tennis Academy) premiata a Monastir

Ortisei Challenger: Enrico Dalla Valle

Enrico Dalla Valle esce nei quarti del torneo Itf Men’s Future tunisino di Monastir (15.000 dollari, hard outdoor), il “Magic Tours”. Il 21enne ravennate (n.2) ha ceduto 7-5 6-2 al francese Jonathan Eysseric (n.6).

Monterrey. Federico Gaio si ferma nei quarti in doppio nel Challenger Atp messicano di Monterrey (108.320 dollari, hard outdoor), l’“Abierto Gbp Seguros 2020”. In coppia con Paolo Lorenzi ha ceduto 2-6 6-3 15/13 agli indiani Balaji-Nedunchezhiyan (n.1).

Enrico Dalla Valle in azione a Manerbio

Enrico Dalla Valle vola nei quarti del torneo Itf Men’s Future tunisino di Monastir (15.000 dollari, hard outdoor), il “Magic Tours”.

Il 21enne ravennate, seconda testa di serie, ha regolato per 7-6 (4) 6-2 il tedesco Dominik Boehler e venerdì affronta il francese Jonathan Eysseric, numero 6 del seeding.

Fine corsa al secondo turno invece per Lorenzo Rottoli, giovane portacolori del Ct Massa Lombarda, sconfitto 6-3 6-2 dal francese Baptiste Crepatte, primo favorito del tabellone.

Federico Gaio

Federico Gaio nei quarti in doppio nel Challenger Atp messicano di Monterrey (108.320 dollari, hard outdoor), l’“Abierto Gbp Seguros 2020”. In coppia con Paolo Lorenzi ha battuto 6-4, 4-6, 10-8 Altmaier-Coria (Ger-Arg) ed ora incrocia gli indiani Balaji-Nedunchezhiyan (n.1).

Enrico Dalla Valle
Enrico Dalla Valle parte in maniera convincente nella tappa dell’Itf Men’s Future tunisino di Monastir (15.000 dollari, hard outdoor), il “Magic Tours”. Il ravennate, seconda testa di serie, ha sconfitto per 6-2 6-0, in un’ora e 12 minuti di gioco, all’esordio il “russo di Rimini” Alexander Binda (allievo del maestro Christian Rosti al Centro Federale Sammarinese), passato attraverso le qualificazioni. Negli ottavi il romagnolo affronta il tedesco Dominik Boehler.
Fuori invece Alberto Bronzetti (wild card), giocatore del Tennis Viserba, sconfitto 6-4 6-2 dal locale Aziz Ouakaa, altra wild card.
Aveva staccato il pass per il secondo turno martedì Lorenzo Rottoli, portacolori del Ct Massa Lombarda, superando per 4-6 6-3 6-4 lo svizzero Riccardo Maiga: l’azzurrino sfida ora il francese Baptiste Crepatte, primo favorito del seeding.

Doppio, 1° turno: Giacomini-Kivattsev (Ita-Rus) b. Dalla Valle-Zima (Ita-Ger) 64 75.

Alberto Bronzetti

Alberto Bronzetti

Federico Gaio a Bangkok

Esordio amaro – direttamente al secondo turno – per Federico Gaio nel Challenger Atp messicano di Monterrey (108.320 dollari, hard outdoor), l’ “Abierto Gbp Seguros 2020”. Il 27enne tennista faentino, numero 130 della classifica mondiale e ottava testa di serie, nella tarda serata italiana di martedì ha ceduto con il punteggio di 64 67(4) 62 nel derby tricolore con Gian Marco Moroni, numero 242 del ranking Atp.

Intanto Sara Errani, dopo essere uscita nelle qualificazioni in singolare, saluta anche in doppio nel contemporaneo torneo Wta International dotato di un montepremi di 251.750 dollari. 1° turno: Svitolina-Konta (Ukr-Gbr) b. Errani-Seguel (Ita-Chi) 7-6 (5) 6-3.

MONASTIR: PARTE BENE ROTTOLI, AL VIA DALLA VALLE E BRONZETTI – Tre romagnoli al via nella tappa dell’Itf Men’s Future tunisino di Monastir (15.000 dollari, hard outdoor), il “Magic Tours”. Si tratta di Enrico Dalla Valle (n.2) che sfida all’esordio il russo di Rimini Alexander Binda (allievo del maestro Christian Rosti al Centro Federale Sammarinese), di Alberto Bronzetti (wild-card) che se la vede contro il locale Aziz Ouakaa, mentre ha già staccato il pass per il secondo turno Lorenzo Rottoli, portacolori del Ct Massa Lombarda, superando per 46 63 64 lo svizzero Riccardo Maiga.
Doppio, 1° turno: Giacomini-Kivattsev (Ita-Rus) b. Dalla Valle-Zima (Ita-Ger) 64 75.

Filippo Di Perna

L’imolese Filippo Di Perna si ferma al 3° ed ultimo turno delle qualificazioni nel torneo Itf Junior Tour marocchino di Casablanca, il “Mediterranèe Avenir” (Grade 1, terra outdoor).

Il romagnolo (settima testa di serie delle “quali”) ha battuto 6-1 4-6 10/6 il marocchino Mohamed Alami, poi nel match che valeva un posto nel tabellone principale ha ceduto 6-3 6-2 al portoghese Henrique Rocha (numero 4 del seeding cadetto).

Nefisa Berberovic premiata a Monastir

Un altro successo in casa Ravenna Tennis Academy di Roberto Perticarà. Questa volta sul gradino più alto del podio è stata la nazionale bosniaca Nefisa Berberovic che ha vinto a mani basse il “Magic Tours”, il torneo Itf Women’s Tour tunisino di Monastir (15.000 dollari, hard outdoor).

L’allieva di coach Patricio Remondegui, non compresa inizialmente tra le teste di serie ha messo in fila nei quarti la svedese Jacqueline Cabaj Awad (n.7) per 6-3 6-0, in semifinale la francese Carole Monnet (n.6) per 7-5 2-0 ritiro ed in finale l’altra francese Alice Rame (n.1) per 6-1 3-6 6-3.

Nefisa Berberovic in azione

Sempre in questa settimana da segnalare il quarto di finale di un altro allievo della Ravenna Tennis Academy, il bosniaco Nerman Fatic, che è stato sconfitto nel Future ITF di Trento (25.000 dollari, cemento indoor) dal n.1, il belga Ruben Bemelmans, che si è imposto 6-2 6-7 (4) 6-2. Ora per Fatic l’impegno in Coppa Davis, essendo uno dei cinque convocati per la sfida di play-off World Group I che vede la Bosnia-Herzegovina ospitare il Sudafrica venerdì e sabato a Zenica.

Sara Errani si ferma al primo turno delle qualificazioni dell’”Abierto GNP Seguros”, torneo WTA International dotato di un montepremi di 251.750 dollari di scena sul cemento di Monterrey, in Messico.

La 32enne tennista di Massa Lombarda, numero 185 del ranking mondiale, ha ceduto per 76(2) 75, in due ore e 5 minuti di gioco, all’elvetica Stefanie Voegele, numero 108 Wta e seconda testa di serie delle “quali”, che si è così “vendicata” per la sconfitta della settimana scorsa nelle qualificazioni ad Acapulco. Peccato perché nel primo set la  romagnola era in vantaggio 4-0.

Ortisei Challenger: Francesco Forti

Francesco Forti e Julian Ocleppo si fermano in semifinale nel torneo Itf Men’s Future di Trento (25.000 dollari, hard indoor), la “Trentino Cup”. Per il 20enne di Cesenatico sconfitta per 6-4 6-2 contro il davisman belga Ruben Bemelmans, numero uno del tabellone, mentre il portacolori del Ct Massa Lombarda, terza testa di serie, ha ceduto con lo stesso punteggio all’austriaco Alexander Erler.

GAIO A MONTERREY – Federico Gaio è la settima testa di serie nel Challenger Atp messicano di Monterrey (108.320 dollari, hard outdoor) che scatta lunedì.

DALLA VALLE IN CAMPO A MONASTIR – Enrico Dalla Valle è il numero 2 del seeding nel torneo Itf Men’s Future tunisino di Monastir (15.000 dollari, hard outdoor). In tabellone anche Lorenzo Rottoli (Ct Massa Lombarda).

Francesco Forti e Julian Ocleppo in semifinale nel torneo Itf Men’s Future di Trento (25.000 dollari, hard indoor), la “Trentino Cup”.
Il 20enne di Cesenatico si è imposto, al termine di un duro match (1 ora e 40 di gioco), sul tedesco Elmar Ejupovic per 6-4 7-6 (5) e per un posto in finale sfida sabato il davisman belga Ruben Bemelmans, primo favorito del tabellone. Bene anche il portacolori del Ct Massa Lombarda, testa di serie numero 3, che ha sconfitto 7-6 (6) 6-3 l’olandese Mick Veldheer e in semifinale trova dall’altra parte della rete l’austriaco Alexander Erler.

Doppio, quarti: Ocleppo-Pellegrino (n.2) battuti 6-1 7-5 da Erler-Jorda Sanchis (Aut-Esp).

WTA ACAPULCO: ERRANI STOP IN DOPPIO – Stop nei quarti in doppio per Sara Errani nel torneo Wta International messicano di Acapulco, l’Abierto Mexcano Telcel (251.750 dollari, hard outdoor). La romagnola, con la cilena Daniela Seguel, è stata battuta per 4-1 ritiro dalla coppia Dolehide-Sharma (Usa-Aus).

Julian Ocleppo, uno dei punti di forza del team di A1 del Ct Massa Lombarda

Julian Ocleppo (Circolo Tennis Massa Lombarda – foto Cocchi)

Ortisei Challenger: Francesco Forti

Francesco Forti e Julian Ocleppo nei quarti del torneo Itf Men’s Future di Trento (25.000 dollari, sintetico indoor), la “Trentino Cup” sui campi dell’Ata Battisti.

Il portacolori del Ct Massa Lombarda, testa di serie n.3, ha battuto seccamente 6-2, 6-3 Luca Potenza (qualificato), per il cesenaticense in serata facile vittoria per 6-1 6-2 sul russo Artem Dubrivnyy. Nei quarti venerdì Forti affronta il tedesco Elmar Ejupovic, mentre Ocleppo se la vede contro l’olandese Mick Veldheer.

Doppio, quarti: Forti-Frinzi battuti 7-5 6-4 da Bemelmans-Masur (Bel-Ger, n.1), Ocleppo-Pellegrino (n.2) b. Ortenzi-Potenza 6-1, 7-6 (5), semifinali contro Erler-Jorda Sanchis (Aut-Esp).

SUNDERLAND: ESCE LUCIA BRONZETTI – Lucia Bronzetti esce subito di scena nel tabellone principale del torneo Itf Women’s Tour inglese di Sunderland (25.000 dollari, cemento indoor), l’Lta GB-Pro Series. La verucchiese è stata battuta all’esordio per 6-3 6-2 dalla britannica Jodie Anna Burrage.

JUNIOR TOUR MANACOR: STOP BAGNOLINI – Daniel Bagnolini si ferma al 2° turno nel torneo Itf Junior Tour Under 18 spagnolo di Manacor, il “Rafa Nadal” (Grade 3, hard outdoor). Il giocatore cervese ha travolto al 1° turno lo statunitense Elijah Poritzky per 6-2 6-0, poi la sconfitta per 6-3 6-3 contro il giordano Abedallah Shelbayh (n.8).

Si interrompe al secondo turno l’avventura di Sara Errani nell’“Abierto Mexicano Telcel”, torneo WTA International dotato di un montepremi di 251.750 dollari che si sta disputando sul cemento di Acapulco, in Messico. Nella notte italiana la 32enne romagnola, numero 185 del ranking mondiale, promossa dalle qualificazioni (aveva ottenuto una wild card in virtù dei due titoli conquistati in questo torneo nel 2012 e nel 2013), ha ceduto per 75 67(3) 61, dopo quasi due ore e mezza di lotta, alla cinese Xiyu Wang, 18enne di Taizhou numero 127 del ranking mondiale, anche lei qualificata, che all’esordio aveva eliminato a sorpresa la connazionale Yafan Wang, numero 56 Wta e seconda favorita del seeding, nonché campionessa in carica.

La giocatrice di Massa Lombarda nelle qualificazioni ad Acapulco si era imposta per 61 62 sull’elvetica Stephanie Voegele, numero 101 Wta e prima testa di serie delle “quali”, e poi sulla statunitense Nicole Gibbs, numero 128 Wta e settima testa di serie delle “quali”, quindi al primo turno aveva eliminato per 75 64, dopo due ore e 19 minuti di lotta, la spagnola Sara Sorribes Tormo, 23enne di Castellon, numero 80 Wta, superata per la terza volta in altrettante sfide (in precedenza si era imposta negli ottavi del Wta di Charleston nel 2015 e nei quarti del Wta 125k di Bol nel 2018, sempre sulla terra).

Doppio, 1° turno: Errani-Seguel (Ita-Chi, wc) b. Adamczak-Sanchez (Aus-Usa) 64 60; prossime avversarie la coppia Dolehide-Sharma (Usa-Aus). 

Il ravennate Federico Bondioli si qualifica brillantemente per il tabellone principale del torneo Itf Junior Tour olandese di Doorn (Grade 4, hard indoor). Il romagnolo ha battuto nelle qualificazioni tre olandesi, Bjorn Schoemacher per 6-2 6-2, Jip Mens per 6-2 6-1 e Raphael Mujan (n.1) per 6-4 6-4.

Ora esordio nel main-draw contro l’altro olandese Brian Bozemoj.

Doppio, 1° turno: Bondioli-Tramontin contro Forger-Rietkerk (Ned).

JUNIOR NEXT GEN AREZZO – Per la Macroarea Centro si gioca al Circolo Tennis Giotto di Arezzo il torneo nazionale giovanile Junior Next Gen dove sono impegnati gli allievi della Ravenna Tennis Academy, portacolori del Ct Zavaglia.
Sofia Cilibic è la n.4 del tabellone Under 12 femminile dove negli ottavi affronta Sofia Riela. Nell’Under 14 maschile Raymi Paci (Ct Zavaglia) è il n.8, al 3° turno contro Lapo Caciolli, Mattia Di Bari è il n.19, al 3° turno contro Lorenzo Stecchi.

3° turno: Giacomo Ercolani (n.29), portacolori del Ct Casalboni, batte 7-5 6-0 Ettore Mencarelli.

Sara Errani ad Acapulco

Sara Errani ritrova certe buone sensazioni e debutta con un bel successo nel tabellone principale dell’“Abierto Mexicano Telcel”, torneo WTA International dotato di un montepremi di 251.750 dollari che si sta disputando sul cemento di Acapulco, in Messico. 

Nella notte italiana la 32enne di Massa Lombarda, numero 185 del ranking mondiale, promossa dalle qualificazioni (aveva ottenuto una wild card in virtù dei due titoli conquistati in questo torneo nel 2012 e nel 2013), ha sconfitto per 75 64, dopo due ore e 19 minuti di lotta, la spagnola Sara Sorribes Tormo, 23enne di Castellon, numero 80 Wta, superata per la terza volta in altrettante sfide (in precedenza si era imposta negli ottavi del Wta di Charleston nel 2015 e nei quarti del Wta 125k di Bol nel 2018, sempre sulla terra).

Al secondo turno la Errani – che non vinceva tre match di fila tra qualificazioni e main draw in un torneo Wta da Bogotà lo scorso aprile – troverà la cinese Xiyu Wang, numero 127 del ranking mondiale, anche lei qualificata, che ha eliminato a sorpresa la connazionale Yafan Wang, numero 56 Wta e seconda favorita del seeding, nonché campionessa in carica. Tra la romagnola e la 18enne di Taizhou non ci sono precedenti.

Sara nelle qualificazioni ad Acapulco si è imposta per 61 62 sull’elvetica Stephanie Voegele, numero 101 Wta e prima testa di serie delle “quali”, e poi sulla statunitense Nicole Gibbs, numero 128 Wta e settima testa di serie delle “quali”.

Doppio, 1° turno: Errani-Seguel (Ita-Chi) contro Adamczak-Sanchez (Aus-Usa).

Ortisei Challenger: Francesco Forti

Francesco Forti avanza senza problemi nel tabellone principale del torneo Itf Men’s Future di Trento (25.000 dollari, hard indoor). Il cesenaticense si è imposto per 6-3 6-2 su Giulio Zeppieri (n.8) ed ora affronta il vincente tra Matteo Arnaldi (wild card) e il russo Artem Dubrivnyy.

Mercoledì entra in scena anche Julian Ocleppo, portacolori del Circolo Tennis Massa Lombarda e terza testa di serie, opposto ad un qualificato.

Fuori invece nel turno finale delle qualificazioni il sammarinese Marco De Rossi (n.10), battuto 6-4 6-3 dallo spagnolo David Jorda Sanchis (n.2).

Doppio, 1° turno: Forti-Frinzi contro Bertola-Tresca (Sui-Ita). Già nei quarti Ocleppo-Pellegrino (n.2).

ROTTOLI IN GARA A SHARM – Lorenzo Rottoli, giovane atleta del Ct Massa Lombarda, al via nel tabellone principale nel torneo Itf Men’s Future egiziano di Sharm El Sheik (15.000 dollari, hard outdoor), il “Soho Square”: per lo junior azzurro esordio contro l’olandese Rian Nijboer.
Doppio, 1° turno: Nardi-Rottoli battuti 6-4 7-6 (6) dagli ucraini Krutykh-Uzhylovskyi.

JUNIOR TOUR MANACOR: AVANZA BAGNOLINI – Daniel Bagnolini avanza nel torneo Itf Junior Tour Under 18 spagnolo di Manacor, il “Rafa Nadal” (Grade 3, hard outdoor). Il giocatore cervese ha travolto al 1° turno lo statunitense Elijah Poritzky per 6-2 6-0 ed ora sfida il giordano Abedallah Shelbayh (n.8).

Daniel Bagnolini

Daniel Bagnolini

Sara Errani ad Asuncion

Sara Errani ha centrato la qualificazione al tabellone principale dell’“Abierto Mexicano Telcel”, torneo WTA International dotato di un montepremi di 251.750 dollari che si sta disputando sul cemento di Acapulco, in Messico.

La 32enne tennista romagnola, numero 185 del ranking mondiale, in gara con una wild card (ha iscritto il suo nome nell’albo d’oro nel 2012 e 2013), dopo il successo d’esordio per 61 62 sull’elvetica Stephanie Voegele, prima testa di serie delle “quali”, ha sconfitto nella notte italiana per 63 60, in poco meno di un’ora di partita, la statunitense Nicole Gibbs, numero 128 Wta e settima testa di serie delle “quali”, confermando l’esito dell’unico precedente, disputato al terzo turno del Roland Garros 2017.

Al primo turno del tabellone principale la giocatrice di Massa Lombarda troverà la spagnola Sara Sorribes Tormo, 23enne di Castellon, numero 80 Wta, contro la quale si è sempre imposta nelle due sfide precedenti, disputate negli ottavi del Wta di Charleston nel 2015 e nei quarti del Wta 125k di Bol nel 2018, sempre sulla terra.

Doppio, 1° turno: Errani-Seguel (Ita-Chi) contro Adamczak-Sanchez (Aus-Usa).

Federico Gaio e Salvatore Caruso a Rio
Federico Gaio si è regalato un bel Carnevale raggiungendo la finale del doppio nel torneo Atp 500 brasiliano di Rio de Janeiro (1.759.905 dollari, terra).
Il tennista faentino, in coppia con il siciliano Salvatore Caruso, ha sconfitto in semifinale due specialisti come il polacco Lubos Kubot e il brasiliano Marcelo Melo, seconda testa di serie, per 6-3 3-6 10/4, prima di cedere di misura nel match che assegnava il titolo, con il punteggio di 6-4 5-7 10/7, al tandem formato dallo spagnolo Marcel Granollers e dall’argentino Horacio Zeballos, terzo favorito del seeding.
Federico Gaio e Salvatore Caruso a Rio

Federico Gaio e Salvatore Caruso si abbracciano a Rio dopo il successo in semifinale

 

Monastir. Alberto Bronzetti battuto 6-1 6-4 dal finlandese Masi Sarpola (n.10) nel 1° turno delle qualificazioni del torneo Itf Men’s Future tunisino di Monastir (15.000 dollari, hard outdoor), il “Magic Tours”.

 

Igor Gaudi e Andrea Maria Artimedi

Andrea Maria Artimedi in semifinale nel torneo Itf Junior Tour turco di Antalya (Grade 5, hard outdoor), l’“Ata Kuner Cup”.  L’allieva della San Marino Tennis Academy, testa di serie n.7, ha battuto nei quarti l’uzbeka Iroda Makhamatjonova per 6-3 6-2. Sabato semifinale contro la turca Melisa Senli (n.13). Per la Artimedi, in coppia con Ginevra Parentini (n.2), semifinali anche in doppio dopo la vittoria per 6-3 6-0 contro le turche Arli-Yakup Pour. Ora la sfida contro le locali Cirpanli-Senli (n.3) che vale un posto in finale.
La Artimedi è seguita nella trasferta turca dal tecnico della Sta, Igor Gaudi.

Nel maschile Filippo Di Perna (n.8) ha ceduto negli ottavi 6-3 6-1 all’austriaco Leon Benedict.

BERGAMO CHALLENGER: OCLEPPO IN FINALE IN DOPPIO – Nel Challenger Atp di Bergamo (46.600 euro, hard greenset indoor) doppio, semifinali: Kolar-Ocleppo b. Bortolotti-Galovic (Ita-Cro) 6-2 6-3.

Andrea Maria Artimedi (San Marino Tennis Academy)

Filippo Di Perna ed Andrea Maria Artimedi protagonisti nel torneo Itf Junior Tour turco di Antalya (Grade 5, cemento), l’“Ata Kuner Cup”.
Nel maschile esce all’esordio Ivan La Cava, allievo della San Marino Tennis Academy, battuto 6-1 6-2 da Arda Azkara (Tur, n.1), molto bene al 2° turno l’imolese Filippo Di Perna (n.8) che ha battuto in rimonta per 0-6 7-6 (1) 6-1 l’ucraino Nestor Lopushynskyi e se la vede negli ottavi contro l’austriaco Leon Benedict.
Doppio, 1° turno: Biagianti-Di Perna (n.4) battuti 6-4 4-6 10/8 da Farlie-Simsek (Aus-Tur), La Cava-Iaquinto eliminati da Morandais-Weir (Gud-Gbr) per 4-6 6-3 10-4.

Filippo Di Perna

Filippo Di Perna

Nel femminile in grande evidenza Andrea Maria Artimedi (n.7), allieva di Giorgio Galimberti alla San Marino Tennis Academy, che al 2° turno ha travolto per 6-0 6-2 l’austriaca Anna Lena Ebster e ora affronta la turca Doga Akyurek (n.10) per un posto nei quarti.
In doppio, negli ottavi Artimedi-Parentini (n.2) battono 6-4 6-4 le russe Chirkova-Koroleva.

BAGNOLINI STOP NEI QUARTI A OSLO – Daniel Bagnolini esce nei quarti del torneo Itf Junior Tour norvegese di Oslo (Grade 4, hard indoor). Il cervese, testa di serie n.8, ha battuto all’esordio l’inglese Kristofer Johnson per 6-0 6-0 ed al 2° turno lo svizzero Dylan Dietrich per 7-6 (5) 6-3, per poi trovare semaforo rosso (6-1 6-3) di fronte all’inglese Sam Bossem (n.1).

La sorte gli aveva dato una piccola mano, però Federico Gaio non è riuscito a prendersi la rivincita. Il 27enne tennista di Faenza, numero 127 Atp, uscito nel turno decisivo delle qualificazioni con il punteggio di 36 76(5) 75 per mano del portoghese Joao Domingues, numero 175 Atp, mancando pure due match point, è stato ripescato come lucky-loser nel tabellone principale del “Rio Open”, torneo ATP World Tour 500 dotato di un montepremi di 1.759.905 dollari in corso sui campi in terra rossa di Rio de Janeiro, in Brasile, ma è stato sconfitto ancora una volta dallo stesso giocatore lusitano: 7-6 (8) 6-4 lo score in favore del 26enne di Oporto.

Intanto la coppia Gaio-Salvatore Caruso è nei quarti in doppio dopo il successo per 6-4 6-3 su Behar-Escobar (Uru-Col).

Anita Husaric

La stagione 2020 si apre in maniera positiva per Anita Husarić, atleta bosniaca che fa base alla Ravenna Tennis Academy. La giocatrice nata a Tuzla il 27 giugno 1994 ha infatti raggiunto le semifinali nel torneo ITF Futures di Antalya (15.000 dollari, terra), la “Megasaray Tennis Academy Cup 2”, eguagliando il suo miglior piazzamento nel circuito internazionale: si era spinta sino al penultimo atto due volte lo scorso anno, a Prokuplje (Serbia) in luglio, e a Sharm El Sheikh (Egitto) a inizio novembre.

Un risultato reso ancor più significativo se si considera che quello della settimana scorsa in Turchia più che un torneo è sembrato un girone dantesco, visto che il maltempo ha impedito la disputa degli incontri del tabellone principale sino a venerdì, obbligando gli organizzatori a cancellare la gara del doppio e soprattutto costringendo poi agli straordinari nelle ultime giornate giocatrici e giocatori (in programma anche una tappa ITF maschile) per recuperare il ritardo.

Anita Husaric si allena alla Ravenna Tennis Academy

Anita Husaric si allena alla Ravenna Tennis Academy (foto Tobias Frohlich)

IL PERCORSO DI HUSARIC AD ANTALYA – Husarić, attualmente numero 873 della classifica mondiale Wta (best numero 633 ottenuto a dicembre 2013) e 383 di quello ITF, è emersa da due “battaglie”, superando al primo turno per 61 57 10-5 la russa Ekaterina Vishnevskaya e al secondo imponendosi in rimonta (06 63 10-4) sulla tedesca Natalia Siedliska, sesta testa di serie, per poi battere 63 61 la lettone Margarita Ignatjeva, prima di cedere per 63 62 in semifinale alla cinese Jiangxue Han, partita dalle qualificazioni.

La 25enne nazionale bosniaca di Fed Cup, che vanta in doppio 12 titoli nel circuito femminile ITF (il 19 giugno 2017 ha raggiunto la 255esima posizione nella classifica Wta di specialità) è in gara anche questa settimana ad Antalya, dove fa il suo esordio affrontando la giapponese Anri Nagata, in tabellone grazie a uno special exempt. Con la speranza che il meteo sia più clemente e non si ripetano… cose turche.

La Nazionale bosniaca di Fed Cup

Anita Husaric con le compagne della Nazionale bosniaca di Fed Cup

ALLA RAVENNA TENNIS ACADEMY ANCHE BERBEROVIC E FATICHusarić non è l’unica bosniaca allieva della scuola di alta formazione ravennate, presieduta da Roberto Perticarà e che opera nelle strutture del Circolo Tennis Zavaglia. Grazie a un accordo con la Federazione di Sarajevo sono seguiti dallo staff che fa capo a coach Patricio Remondegui anche la 20enne Nefisa Berberovic, attualmente numero 648 Wta, che ha vinto quattro titoli Futures ITF (due lo scorso anno e due nel 2018), e Nerman Fatic, nazionale bosniaco di Coppa Davis, attualmente numero 359 del ranking Atp, vincitore in carriera di cinque tornei Future ITF, tre dei quali nella passata stagione (due 25mila dollari a Santa Margherita di Pula, in Sardegna, e un 15mila a Zlatibor, in Serbia).
Fatic fra l’altro nel 2020 sarà uno dei punti di forza del team del CT Zavaglia, che punta alla promozione in serie B maschile.

Anita Husaric, Michele Vianello ed Enrico Dalla Valle al Ct Zavaglia Ravenna

Anita Husaric qui insieme a Michele Vianello ed Enrico Dalla Valle al Ct Zavaglia Ravenna

Semaforo rosso per Federico Gaio nel turno decisivo delle qualificazioni del “Rio Open”, torneo ATP World Tour 500 dotato di un montepremi di 1.759.905 dollari in corso sui campi in terra rossa di Rio de Janeiro, in Brasile. 

Il 27enne tennista di Faenza, numero 127 Atp e quarta testa di serie delle “quali”, dopo l’affermazione d’esordio per 67(5) 64 63 sul brasiliano Joao Menezes, numero 176 del ranking mondiale, nel match che valeva l’ingresso nel tabellone principale ha ceduto con il punteggio di 36 76(5) 75. dopo due ore e 48 minuti di lotta, al portoghese Joao Domingues, numero 175 Atp, che al debutto aveva superato Alessandro Giannessi, numero 154 Atp ed ottava testa di serie.

Gaio, in coppia con Salvatore Caruso, disputa il doppio: i due italiani sfidano l’ungherese Attila Balazs e il brasiliano Fernando Romboli per un posto nel main draw.

Federico Gaio

Federico Gaio è approdato al turno decisivo delle qualificazioni del “Rio Open”, torneo ATP World Tour 500 dotato di un montepremi di 1.759.905 dollari in corso sui campi in terra rossa di Rio de Janeiro, in Brasile. 

Il 27enne tennista di Faenza, numero 145 Atp e quarta testa di serie delle “quali”, al primo turno si è imposto in rimonta per 67(5) 64 63 sul brasiliano Joao Menezes, numero 176 del ranking mondiale: ultimo ostacolo per il romagnolo il portoghese Joao Domingues, numero 175 Atp, che al debutto ha superato Alessandro Giannessi, numero 154 Atp ed ottava testa di serie.

ITF AKTOBE: FORTI PERDE FINALE DEL DOPPIO – Francesco Forti e Riccardo Balzerani sono stati sconfitti nella finale del doppio al 25 mila dollari di Aktobe, in Kazakistan: il 20enne di Cesenatico ed il 21enne di Rieti nel match clou hanno ceduto per 63 64 alla coppia formata dal coreano Yunseong Chung e dal bosniaco Aldin Sektic.

Enrico Baldisserri

Enrico Baldisserri ed Ivan La Cava si fermano nei quarti in doppio nel torneo Itf Junior Tour Under 18 turco di Antalya, l’Unica Open (Grade 4, terra).
I due azzurrini hanno battuto al 2° turno gli ucraini Chelombitko-Pakharenko per 4-6 6-1 10/6, prima di cedere di misura, con il punteggio di 5-7 6-4 16/14 a Koliev-Sarafyn (Cze-Ukr, n.3).
Per la coppia De Filippo-Di Perna sconfitta per 6-3 1-6 10/5 contro Erceg-Marelim Araujo (Cro-Por).

Ortisei Challenger: Francesco Forti

Francesco Forti si ferma nei quarti di finale nel torneo Itf Future kazako di Aktobe (25.000 dollari, cemento indoor). Il 20enne di Cesenatico, sesta testa di serie, dopo aver battuto con un doppio 6-1 il locale Rodion Pak (wild card) e per 6-7(4) 7-6 (5) 7-6 (5) dopo tre ore di lotta l’ucraino Vladyslav Manafov, ha ceduto per 6-4 7-6 (4) al russo Konstantin Kravchuk, numero 1 del seeding.

Il romagnolo in coppia con Riccardo Balzerani ha raggiunto invece la finale in doppio superando per 6-4 6-4  Khabibulin-Shyla (Kaz-Blr). A contendere il titolo ai due giovani azzurri sarà il duo Chung-Setkic (Kor-Bih).

CHALLENGER BANGALORE: E’ SEMIFINALE PER OCLEPPO – Prima semifinale in carriera a livello challenger per Julian Ocleppo. Nel “Bengalaru Tennis Open”,ricco torneo challenger Atp dotato di un montepremi di 162.480 dollari che si sta disputando sul cemento di Bangalore, in India, il 22enne piemontese, numero 391 del ranking mondiale, si è imposto nei quarti con il punteggio di 7-6(4) 6-7(3) 6-4, dopo due ore e 39 minuti di gioco, sul bielorusso Ilya Ivashka, numero 148 Atp e 13esima testa di serie. Nel penultimo atto il portacolori del Ct Massa Lombarda troverà dall’altra parte della rete – sabato – l’australiano James Duckworth, numero 83 Atp e quarto favorito del seeding, che ha battuto in rimonta per 67(5) 60 62, dopo quasi due ore di lotta, Thomas Fabbiano, numero 133 Atp e nona testa di serie.

SHARM: BERTUCCIOLI ESCE IN DOPPIO –  Si fermano nei quarti di finale del doppio nel torneo Itf Men’s Future egiziano di Sharm El Sheikh (15.000 dollari, cemento), il “Soho Square”, Federico Bertuccioli (allievo della San Marino Tennis Academy) e Alessandro Bega, sconfitti per 6-1 7-5 dagli spagnoli Vidal Azorin/Vivero Gonzalez, seconda testa di serie.

Serie A1 maschile: Julian Ocleppo

Julian Ocleppo del CT Massa Lombarda (foto Valter Cocchi)

Ortisei Challenger: Francesco Forti

Francesco Forti soffre ma centra l’accesso ai quarti di finale nel torneo Itf Future kazako di Aktobe (25.000 dollari, cemento indoor). Il 20enne di Cesenatico, sesta testa di serie, dopo aver battuto con un doppio 6-1 il locale Rodion Pak (wild card), al secondo turno si è imposto per 6-7(4) 7-6 (5) 7-6 (5) dopo tre ore di lotta sull’ucraino Vladyslav Manafov. Il romagnolo si giocherà un posto in semifinale con il vincente del derby russo fra Konstantin Kravchuk, numero 1 del seeding, e il qualificato Tibur Kiyamov.

DALLA VALLE FUORI A MONASTIR – Falsa partenza per Enrico Dalla Valle nel torneo Itf Men’s Future tunisino di Monastir (15.000 dollari, cemento), il “Magic Tours”: il 21enne ravennate, numero 1 del seeding, è stato sconfitto all’esordio per 63 75 dal francese Benjamin Pietri, proveniente dalle qualificazioni.

BAGNOLINI ESCE A PALMANOVA – Semaforo rosso per Daniel Bagnolini nel main draw del torneo Future Itf di Palmanova, in Spagna, il “Calvia ITF Pro World Tennis Tour” (15.000 dollari, terra). Il giovane romagnolo, in gara con una wild card, ha ceduto per 61 63 al primo turno al francese Mathieu Perchicot, quinta testa di serie.
Doppio, 1° turno: March-Tiffon (Ecu-Esp) b. Bagnolini-Tremblay (Ita-Fra) 6-1 6-3.

CHALLENGER BANGALORE: QUARTI PER OCLEPPO – Prosegue il cammino di Julian Ocleppo nel ricco Challenger Atp indiano di Bangalore (162.480 dollari, cemento). Il portacolori del Ct Massa Lombarda, numero 391 del ranking mondiale, ha raggiunto i quarti di finale: dopo aver sconfitto per 61 63 al secondo turno il cinese Zhizhen Zhang, numero 136 Atp e decima testa di serie, fino alla passata stagione suo compagno nel team di serie A1 del club romagnolo, negli ottavi ha superato per 75 64, in un’ora e 23 minuti di gioco, l’indiano Sidharth Rawat, numero 480 Atp: prossimo avversario per lui – venerdì – il vincente del match tra l’altro indiano Ramkumar Ramanathan, numero 180 Atp e 17esima testa di serie, e il bielorusso Ilya Ivashka, numero 148 Atp e 13esima testa di serie.

SHARM: BERTUCCIOLI AVANZA IN DOPPIO – Nel 1° turno del doppio del torneo Itf Men’s Future egiziano di Sharm El Sheikh (15.000 dollari, cemento), il “Soho Square”, la coppia formata da Federico Bertuccioli (allievo della San Marino Tennis Academy) e Alessandro Bega ha battuto 7-5 6-2 i russi Agafonov-Spasibo. Quarti contro gli spagnoli Vidal Azorin/Vivero Gonzalez, seconda testa di serie.

Federico Bertuccioli (San Marino Tennis Academy)

Il pesarese Federico Bertuccioli (San Marino Tennis Academy)

Ivan La Cava

Esordio vincente per l’imolese Enrico Baldisserri ed Ivan La Cava, allievo della San Marino Tennis Academy, nel tabellone principale del torneo Itf Junior Tour Under 18 turco di Antalya (Grade 4, terra), l’Unica Open.

Il primo, dopo essersi qualificato, ha travolto 6-1 6-0 lo statunitense Walker Allen ed ora sfida il giocatore locale Arda Azkara, terza testa di serie. La Cava dal canto suo si è imposto per 6-2 6-4 sul turco Gokalp Ayar ed al 2° turno trova il bulgaro Dinko Dinev (numero 9 del seeding).

Doppio maschile, 2° turno: Baldisserri-La Cava contro gli ucraini Chelombitko-Pakharenko, De Filippo-Di Perna contro Erceg-Marelim Araujo (Cro-Por).

Al 2° turno nel femminile anche Andrea Maria Artimedi, altra allieva della San Marino Tennis Academy, che affronta la turca Defne Cirpanli (n.7).

Doppio femminile, 1° turno: Artimedi-Parentini battute 4-6 6-4 10-5 dalle turche Senli-Uslu (n.8). 

Enrico Baldisserri

L’imolese Enrico Baldisserri

Ortisei Challenger: Francesco Forti
Buona la prima per Francesco Forti nel torneo Itf Future kazako di Aktobe (25.000 dollari, cemento indoor). Il 20enne di Cesenatico, sesta testa di serie, ha esordito battendo con un doppio 6-1 il locale Rodion Pak (wild card). Al secondo turno Forti troverà il vincente tra l’ucraino Vladyslav Manafov e il georgiano George Tsivadze.

CHALLENGER BANGALORE: PER OCLEPPO “DERBY” CON ZHANG – Julian Ocleppo parte con il piede giusto nel ricco Challenger Atp indiano di Bangalore (162.480 dollari, cemento). Il portacolori del Ct Massa Lombarda, numero 391 del ranking mondiale, ha debuttato battendo 62 61 l’indiano Anirudh Chandrasekar, numero 1.057 Atp, proveniente dalle qualificazioni: prossimo ostacolo per lui il cinese Zhizhen Zhang, numero 136 Atp e decima testa di serie, fino alla passata stagione suo compagno nel team di serie A1 del club romagnolo.

BRONZETTI STOP AL CAIRO – Nel ricco torneo Itf Women’s Tour egiziano del Cairo (100.000 dollari, cemento), lo “Zed Open”, Lucia Bronzetti eliminata al 1° turno delle qualificazioni per 6-1 6-1 dalla spagnola Ane Mintegi Del Olmo.

DALLA VALLE N.1 A MONASTIR – Enrico Dalla Valle è il numero 1 del seeding nel torneo Itf Men’s Future tunisino di Monastir (15.000 dollari, cemento), il “Magic Tours”: il 21enne ravennate all’esordio affronta il francese Benjamin Pietri, proveniente dalle qualificazioni.

BAGNOLINI WILD CARD A PALMANOVA – Daniel Bagnolini al via del main draw nel torneo Future Itf di Palmanova, in Spagna, il “Calvia ITF Pro World Tennis Tour” (15.000 dollari, terra). Il giovane romagnolo, in gara con una wild card, affronta al primo turno il francese Mathieu Perchicot, quinta testa di serie.

SHARM: BERTUCCIOLI AVANZA IN DOPPIO – Nel 1° turno del doppio del torneo Itf Men’s Future egiziano di Sharm El Sheikh (15.000 dollari, cemento), il “Soho Square”, la coppia formata da Federico Bertuccioli (allievo della San Marino Tennis Academy) e Alessandro Bega ha battuto 7-5 6-2 i russi Agafonov-Spasibo. Quarti contro i tedeschi Schell-Woerner.

Federico Bertuccioli (San Marino Tennis Academy)

Il pesarese Federico Bertuccioli (San Marino Tennis Academy)

Andrea Maria Artimedi

Enrico Baldisserri si qualifica per il tabellone principale del torneo Itf Junior Tour Under 18 turco di Antalya (Grade 4, terra), l’Unica Open. L’imolese nel turno finale ha travolto 6-1, 6-2 il bulgaro Ivailo Dechev ed ora se la vede contro lo statunitense Walker Allen.

Doppio maschile, 1° turno: Baldisserri-La Cava b. Parson-Photiades (Cyp, n.5) 6-1 6-4, De Filippo-Di Perna b. Gunes-Yenilmez (Tur) 7-5 5-7 10/8.

Parte dal tabellone principale Andrea Maria Artimedi, allieva della San Marino Tennis Academy, che al 1° turno ha battuto l’austriaca Laura Pasterk per 6-3 6-4 ed ora affronta la vincente tra la turca Defne Cirpanli (n.7) e l’ucraina Anastasia Vorobyova.
Doppio femminile, 1° turno: Artimedi-Parentini contro le turche Senli-Uslu (n.8).

Enrico Baldisserri

Enrico Baldisserri entra di slancio nel tabellone principale della “Unica Open Cup”, torneo Itf Junior Tour Under 18 in corso sui campi di Antalya (Grade 4, terra), in Turchia. L’imolese al secondo turno delle qualificazioni ha battuto 6-1 6-2 il locale Fatih Sari (testa di serie numero 3) e poi si è ripetuto ai danni del bulgaro Ivailo Dechev, imponendosi con lo stesso punteggio nel match che valeva l’ingresso nel main-draw.

Baldisserri è stato sorteggiato al primo turno con lo statunitense Walker Allen, in gara con una wild card. Partono direttamente dal tabellone principale l’imolese Filippo Di Perna (testa di serie n.14), che al 1° turno se la vede con l’austriaco Leon Benedict, e due allievi della San Marino Tennis Academy, Ivan La Cava (esordio contro il turco Ayar Gokalp) e in campo femminile Andrea Maria Artimedi, opposta all’austriaca Laura Pasterk.

Enrico Baldisserri e Filippo Di Perna

Baldisserri e Di Perna super coperti ad Antalya

FORTI NEL 25MILA DI AKTOBE – Francesco Forti riparte dal torneo Itf Men’s Future kazako di Aktobe (25.000 dollari, cemento indoor). Il cesenaticense è il numero 6 del seeding nel tabellone principale, dove all’esordio trova il locale Rodion Pak.

Andrea Picchione
Semaforo rosso al secondo turno delle qualificazioni per Andrea Picchione e Federico Bertuccioli, allievi di Giorgio Galimberti alla San Marino Tennis Academy, nel torneo Itf Men’s Future egiziano di Sharm El Sheikh (15.000 dollari, cemento), il “Soho Square”.
Picchione, terza testa di serie delle “quali”, dopo aver sconfitto 61 61 al primo turno il georgiano Sergo Sikharulidze, ha ceduto per 75 76(5) al ceco Tomas Papik, mentre il 21enne pesarese Bertuccioli, che si era sbarazzato all’esordio con un periodico 61 del keniano Yego Kibet Ibrahim, è stato fermato (62 75 lo score) dal bielorusso Aleksei Khomich, decima testa di serie delle “quali”.
Bertuccioli disputa anche il doppio, questa settimana in coppia con Alessandro Bega, fresco reduce dalla conquista del titolo individuale sempre a Sharm: i due debuttano nel main draw affrontando i russi Egor Agofonov e Daniel Spasibo, in tabellone con una wild card.
 
Federico Bertuccioli (San Marino Tennis Academy)

Il pesarese Federico Bertuccioli (San Marino Tennis Academy)

Federico Bertuccioli (San Marino Tennis Academy)
Partenza lanciata per Andrea Picchione e Federico Bertuccioli, allievi di Giorgio Galimberti alla San Marino Tennis Academy, nelle qualificazioni del nuovo torneo Itf Men’s Future egiziano di Sharm El Sheikh (15.000 dollari, cemento), il “Soho Square”.
Picchione, terza testa di serie delle “quali”, ha sconfitto per 61 61 al primo turno il georgiano Sergo Sikharulidze, imitato dal pesarese Bertuccioli, che con lo stesso punteggio si è sbarazzato del keniano Yego Kibet Ibrahim. Prossimo avversario per il 21enne aquilano sarò il ceco Tomas Papik, mentre Bertuccioli deve vedersela con il bielorusso Aleksei Khomich, decima testa di serie delle “quali”.
Si è invece fermato all’esordio il francese Anthony Turchi, altro allievo della San Marino Tennis Academy, che ha ceduto per 63 75 al tedesco Niklas Schell, ottava testa di serie delle “quali”.
Giorgio Galimberti con Federico Bertuccioli e Andrea Picchione

Giorgio Galimberti con Federico Bertuccioli e Andrea Picchione

Enrico Baldisserri

Enrico Baldisserri parte forte nelle qualificazioni del torneo Itf Junior Tour Under 18 turco di Antalya (Grade 4, terra), martoriato dal maltempo, con temperature che di notte sono scese sotto zero e che oggi di giorno non superavano i tre gradi. Il risultato è che i campi in terra, non coperti, si sono ghiacciati e poi al primo sole si sono “sciolti”, diventando quasi completamente impraticabili…

Nelle qualificazioni maschili avanza comunque l’imolese Enrico Baldisserri, il giocatore che veste i completi Brek, l’azienda trentina che unisce la produzione di qualità agli aspetti etici del lavoro e dei rapporti sociali.

Baldisserri e Di Perna super coperti ad Antalya

Maschile, 1° turno qualificazioni: Enrico Baldisserri-Tuncay Duran (Tur) 6-4 6-0. Al 2° turno contro il locale Fatih Sari (n.3).

Partono dal tabellone principale l’altro imolese Filippo Di Perna e due allievi della San Marino Tennis Academy, Ivan La Cava ed Andrea Maria Artimedi.

Esordio amaro per Federico Gaio nelle qualificazioni dell’”Argentina Open”, torneo ATP 250 dotato di un montepremi di 611.420 dollari che si disputa sui campi in terra battuta di Buenos Aires.

Il 27enne di Faenza, numero 124 del ranking mondiale e quinta testa di serie delle “quali”, è stato sconfitto al primo turno per 63 75 dallo slovacco Filip Horansky, numero 173 Atp, 

Giorgio Galimberti con Federico Bertuccioli e Andrea Picchione

Enrico Dalla Valle è il n.1 del seeding nel nuovo torneo Itf Men’s Future tunisino di Monastir (15.000 dollari, hard outdoor), il “Magic Tours”.

Sharm El Sheik. Andrea Picchione, Federico Bertuccioli ed il francese Anthony Turchi, tre allievi della San Marino Tennis Academy, al via nel nuovo torneo Itf Men’s Future egiziano di Sharm El Sheik (15.000 dollari, hard outdoor), il “Soho Square”.

Aktobe. Francesco Forti riparte dal torneo Itf Men’s Future kazako di Aktobe (25.000 dollari, hard indoor). Il cesenaticense è il n.5 del seeding nel tabellone principale.

Bangalore. Julian Ocleppo al via nel ricco Challenger Atp indiano di Bangalore (162.480 dollari, hard outdoor). Il portacolori del Ct Massa affronta all’esordio un qualificato.

Andrea Picchione

Andrea Picchione avanza raggiungendo i quarti di finale nel torneo Itf Men’s Future egiziano di Sharm El Sheikh (15.000 dollari, cemento).

Dopo aver eliminato all’esordio nel tabellone principale il tedesco Paul Woerner, ottava testa di serie (6-3 6-1 lo score), l’allievo della San Marino Tennis Academy al secondo turno ha sconfitto per 6-1 6-3 il giapponese Yuichiro Inui, proveniente dalle qualificazioni, dove al turno decisivo aveva fermato proprio il francese Anthony Turchi, altro giocatore seguito da coach Giorgio Galimberti.

Il 21enne tennista aquilano, che in chiusura di 2019 aveva raggiunto la sua prima finale nel circuito ITF a Tabarka (Tunisia), sfiderà venerdì per un posto nelle semifinali lo spagnolo Pablo Vivero Gonzalez, primo favorito del tabellone.

Giorgio Galimberti con Federico Bertuccioli e Andrea Picchione

“Selfie” per Giorgio Galimberti con Federico Bertuccioli e Andrea Picchione

In doppio Picchione e il coetaneo pesarese Federico Bertuccioli si sono fermati nei quarti: dopo il successo per 6-4 7-5 su Alessandro Bega e il turco Ergi Kirkin, i due allievi di Giorgio Galimberti hanno ceduto di misura, con il punteggio di 4-6 7-6(2) 10/7, alla coppia formata dal sudafricano Vaughn Hunter e dallo svedese Armid Nordquist, in gara con una wild card.

Andrea Picchione premiato a Tabarka

Andrea Picchione parte in maniera convincente nel torneo Itf Future egiziano di Sharm El Sheikh (15.000 dollari, cemento). Al primo turno del tabellone principale l’allievo della San Marino Tennis Academy, che in chiusura di 2019 aveva raggiunto la sua prima finale nel circuito ITF a Tabarka (Tunisia), ha sconfitto 6-3 6-1 il tedesco Paul Woerner, ottava testa di serie: prossimo avversario per il 21enne aquilano sarà il giapponese Yuichiro Inui, proveniente dalle qualificazioni, dove al turno decisivo aveva fermato proprio il francese Anthony Turchi, altro giocatore seguito da coach Giorgio Galimberti.

Picchione giovedì tornerà in campo anche in doppio, in coppia con il coetaneo pesarese Federico Bertuccioli: dopo l’affermazione all’esordio per 6-4 7-5 su Alessandro Bega e il turco Ergi Kirkin, affrontano nei quarti il sudafricano Vaughn Hunter e lo svedese Armid Nordquist, in gara con una wild card.

Federico Bertuccioli (San Marino Tennis Academy)

Federico Bertuccioli (San Marino Tennis Academy)

Non è stato un martedì di grandi soddisfazioni per i tennisti romagnoli di punta impegnati nel circuito professionistico internazionale. Sara Errani esce infatti al 1° turno del torneo Itf Women’s Tour americano di Midland (100.000 dollari, cemento indoor), il “Dow Tennis Classic”, sconfitta 6-4 6-3 dalla statunitense Catherine Harrison.

CORDOBA: GAIO LUCKY LOSER MA ELIMINATO – Federico Gaio, dopo essere stato sconfitto nell’ultimo turno delle qualificazioni, è stato ripescato come lucky loser in tabellone nel torneo Atp 250 argentino di Cordoba (610.010 dollari, terra) dove nella notte italiana ha però ceduto per 4-6 6-3 6-4 allo spagnolo Pedro Martinez.
Doppio, 1° turno: Gaio-Martinez b. Coria-Garin (Arg-Chi) 7-6 6-1. Quarti contro Demoliner-Middelkoop (Bra-Ned, n.3).
 
DALLA VALLE ESCE A MONASTIR – Enrico Dalla Valle, seconda testa di serie, è stato eliminato per 6-3 6-2 all’esordio dal tedesco Sebastian Prechtel nel torneo Itf Men’s Future tunisino di Monastir (15.000 dollari, cemento), il “Magic Tours”.
Doppio, 1° turno: Dalla Valle-Dambrosi contro Mosciatti-Turchetti.
Enrico Dalla Valle

La concentrazione di Enrico Dalla Valle (foto Francesco Peluso)

Alberto Bronzetti
Alberto Bronzetti esce di scena al 2° turno delle qualificazioni del torneo Itf Men’s Future turco di Antalya (15.000 dollari, terra), la “Sahinler Cup Series 2”.
Dopo aver sconfitto all’esordio ha battuto all’esordio il turco Gokberk Saritas per 2-6 6-0 10/7, il riminese portacolori del Tennis Viserba ha ceduto per 6-4 7-6 (1) allo slovacco Kristof Minarik, nona testa di serie delle “quali”.
 
ANCHE LUCIA BRONZETTI SI FERMA A TRNAVALucia Bronzetti esce all’esordio nelle qualificazioni del torneo Itf Women’s Tour slovacco di Trnava, il 1° “Empire Indoor” (25.000 dollari, hard indoor). La giocatrice di Villa Verucchio (numero 1 del seeding cadetto), al suo primo impegno stagionale, è stata sconfitta 7-6 (9) 6-1 dalla locale Bianca Behulova.
Lucia Bronzetti nella finale 2019

La verucchiese Lucia Bronzetti

Federico Gaio si è fermato nel turno decisivo delle qualificazioni del “Cordoba Open”, torneo ATP 250 (dallo scorso anno ha preso il posto in calendario di Quito, in Ecuador) dotato di un montepremi di 546.355 dollari che si disputa sulla terra rossa dell’Estadio Mario Kempes di Cordoba, in Argentina.

Il 27enne faentino, numero 151 Atp e quinta testa di serie delle “quali”, reduce dal successo nel challenger di Bangkok II dell’altra settimana (risultato che lo proietterà al 123esimo posto in classifica mondiale. nuovo best ranking), dopo aver sconfitto al primo turno per 75 62 l’argentino Facundo Mena, numero 204 Atp, nel match che valeva un posto nel tabellone principale ha ceduto per 64 62 all’altro argentino Facundo Bagnis, numero 135 Atp e prima testa di serie delle “quali”. 

Alberto Bronzetti

Alberto Bronzetti parte bene nelle qualificazioni del torneo Itf Men’s Future turco di Antalya (15.000 dollari, terra), la “Sahinler Cup Series 2”.

Il riminese portacolori del Tennis Viserba ha battuto all’esordio il locale Gokberk Saritas per 2-6 6-0 10/7 ed ora sfida il vincente tra lo spagnolo Juan Carlos Garcia e lo slovacco Kristof Minarik (n.9).

Federico Gaio

Federico Gaio è approdato al turno decisivo delle qualificazioni del “Cordoba Open”, torneo ATP 250 (dallo scorso anno ha preso il posto in calendario di Quito, in Ecuador) dotato di un montepremi di 546.355 dollari che si disputa sulla terra rossa dell’Estadio Mario Kempes di Cordoba, in Argentina.

Il 27enne faentino, numero 151 Atp e quinta testa di serie delle “quali”, reduce dal successo nel challenger di Bangkok II dell’altra settimana, ha sconfitto al primo turno per 75 62 l’argentino Facundo Mena, numero 204 del ranking mondiale, e domenica si giocherà la qualificazione con l’altro argentino Facundo Bagnis, numero 135 Atp e prima testa di serie delle “quali”. 

Caterina Pantoli

Entra nel vivo il tabellone finale nel torneo Open femminile del Circolo Tennis Villa Bolis, il memorial “Paolo Pocaterra”, trofeo “Distillerie Mazzari” (500 euro di montepremi). Caterina Pantoli vince il derby del Tennis Villa Carpena con Anita Picchi e conquista gli ottavi.

2° turno: Alessia Delmonte (2.8)-Agnese Ceccarelli (2.7) 6-1, 6-1.

3° turno: Ilaria Sposetti (2.7)-Marta Lombardini (2.6) 6-3, 6-3, Caterina Pantoli (2.6)-Anita Picchi (3.2) 6-1, 6-3, Elena Pellicani (2.8)-Michela Metozzi (2.6) 5-7, 7-5, 10-4. Ottavi anche per Camilla Ciani (2.6).

Enrico Dalla Valle

Semaforo rosso al secondo turno per Enrico Dalla Valle nel torneo Itf Men’s Future tunisino di Monastir (15.000 dollari, cemento outdoor). Il ravennate, numero due del tabellone, dopo il sofferto successo d’esordio sullo slovacco Samuel Puskar per 2-6 7-6 (3) 6-2, è stato sconfitto per 6-1 6-0 dall’inglese Luke Johnson.

OCLEPPO SI FERMA A VEIGY FONCENEX – Secondo turno fatale anche a Julian Ocleppo (Ct Massa Lombarda) nel torneo Itf Men’s Future francese di Veigy Foncenex (15.000 dollari, carpet indoor). Dopo l’affermazione nel derby azzurro contro Matteo Arnaldi per 3-6 7-6 (4) 6-3 annullando un match point sul 6-5 nel secondo set, il piemontese “figlio d’arte” ha ceduto per 7-6(4) 6-2 al francese Maxime Tchoutakian.

Doppio, quarti: Ocleppo-Nouza (Ita-Cze, n.1) b. Fiacan-Kijametovic (Sui-Bih) 7-6 (3) 6-2. In semifinale contro Fallert/Rosenkranz (Ger).

Julian Ocleppo, uno dei punti di forza del team di A1 del Ct Massa Lombarda

Julian Ocleppo (Circolo Tennis Massa Lombarda – foto Cocchi)

Semaforo rosso per Sara Errani nell’“Oracle Challenger Series”, torneo Wta 125k (l’equivalente dei challenger maschile più importanti) dotato di un montepremi di 162.480 dollari che si disputa sui campi in cemento di Newport Beach, in California. 
La 32enne giocatrice di Massa Lombarda, numero 191 del ranking mondiale, dopo l’affermazione d’esordio per 61 62 sulla messicana Marcela Zacarias, 25 anni, numero 264 Wta, al secondo turno è stata sconfitta per 61 61, in appena 52 minuti di partita, dalla statunitense Jessica Pegula, 25enne di Buffalo, numero 66 del ranking mondiale e prima testa di serie del tabellone.

Enrico Dalla Valle in azione a Firenze

Enrico Dalla Valle parte bene nel torneo Itf Men’s Future tunisino di Monastir (15.000 dollari, cemento outdoor). Il ravennate (n.2) ha battuto infatti all’esordio lo slovacco Samuel Puskar per 2-6 7-6 (3) 6-2. Negli ottavi il romagnolo sfida l’inglese Luke Johnson.
Doppio, 1° turno: Dalla Valle-Cacao (Ita-Por) battuti 4-6 6-3 10-6 da Deviatiarov-Yeung (Ukr-Hkg, n.4).

OCLEPPO COL BRIVIDO A VEIGY FONCENEX – Julian Ocleppo (Ct Massa Lombarda) è il n.2 del seeding nel torneo Itf Men’s Future francese di Veigy Foncenex (15.000 dollari, carpet indoor). Esordio nel derby azzurro contro Matteo Arnaldi e vittoria per 3-6 7-6 (4) 6-3 annullando un match point sul 6-5 nel secondo set. Ottavi contro il francese Maxime Tchoutakian.

Nel doppio quarti per Ocleppo-Nouza (Ita-Cze, n.1) per il ritiro degli svedesi Mridha-Samuelsson. Ora contro Fiacan-Kijametovic (Sui-Bih).

Sara Errani ad Asuncion

Partenza lanciata per Sara Errani nell’“Oracle Challenger Series”, torneo Wta 125k (l’equivalente dei challenger maschile più importanti) dotato di un montepremi di 162.480 dollari che si disputa sui campi in cemento di Newport Beach, in California. 
La 32enne giocatrice di Massa Lombarda, numero 191 del ranking mondiale, al primo turno ha sconfitto per 61 62, in un’ora e 17 minuti, la messicana Marcela Zacarias, 25 anni, numero 264 Wta. Ora la giocatrice romagnola sfiderà la statunitense Jessica Pegula, numero 66 della classifica mondiale e prima testa di serie, che entra in scena direttamente al secondo turno: non ci sono precedenti tra la Errani e la 25enne di Buffalo.

Lorenzo Rottoli saluta gli Australian Open Junior Championships, torneo di categoria Grade A in corso sui campi in cemento di Melbourne Park. Il portacolori del Ct Massa Lombarda è stato sconfitto al 2° turno dal francese Giovanni Mpteshi Perricard per 6-4 6-2.
Doppio, 1° turno: Nardi-Rottoli battuti 7-5 4-6 10-7 da Mitsui-Ynchaokete (Jpn-Chn, n.3).

MIGANI ELIMINATA AL CAIRO – Semaforo rosso per Letizia Migani (Tennis Club Riccione) nel 1° turno del torneo Itf Junior Tour del Cairo (Grade 4, terra), dove ha ceduto per 6-1 7-5 alla giocatrice locale Hana El Deeb .

Federico Gaio

C’è chi sceglie la Thailandia come meta turistica, invece questo Paese può segnare una tappa di svolta nella carriera di Federico Gaio. Il 27enne tennista faentino ha completato infatti una settimana da favola aggiudicandosi il “Bangkok Open 2020”, torneo challenger Atp dotato di un montepremi di 54.160 dollari disputato sul cemento della capitale tailandese.
In finale il 27enne faentino, numero 151 del ranking mondiale e ottava testa di serie, ha superato l’olandese Robin Haase, numero 161 Atp e decimo favorito del seeding, a lungo fra i top 50 del mondo, con un best ranking al 33esimo posto e anche in bacheca due trofei del circuito maggiore, che si è ritirato per un problema fisico sul punteggio di 61 46 4-2 in favore dell’italiano, dopo un’ora e 52 minuti di gioco.

In precedenza il tennista romagnolo, reduce dalle qualificazioni degli Australian Open dove era uscito al primo turno per mano del belga Kimmer Coppejans, aveva eliminato al secondo turno (esordio per lui) il giapponese Kaichi Uchida, numero 285 Atp e in tabellone come “alternate”, negli ottavi l’uzbeko Denis Istomin, numero 170 Atp e dodicesima testa di serie (64 62 lo score), nei quarti il ceco Jiri Vesely, numero 109 Atp e primo favorito del tabellone, sconfitto per 76(3) 63, e in semifinale per 64 63 il kazako Dmitry Popko, numero 184 della classifica mondiale e 14esima testa di serie.

Per il giocatore seguito come coach da Daniele Silvestre si tratta del quarto titolo a livello challenger in sette finali in carriera: aveva vinto a San Benedetto e Biella nel luglio 2016, e a Manerbio nell’agosto scorso (battendo Paolo Lorenzi), perdendo invece le sfide conclusive di Cortina 2014, Padova 2018 e Parma 2019.

Grazie a questo risultato il romagnolo guadagnerà quasi trenta posizioni in classifica mondiale salendo al numero 123, suo nuovo best ranking. Insomma, un significativo passo avanti verso l’agognato ingresso nella Top 100, grande obiettivo di Federico e di tanti suoi colleghi.

Federico Gaio a Bangkok

Federico Gaio colpisce di rovescio

In pieno svolgimento gli Australian Open Junior Championships, torneo di categoria Grade A sui campi in cemento di Melbourne Park, teatro del primo Slam stagionale. Lorenzo Rottoli, 17enne portacolori del Ct Massa Lombarda, affronta al 2° turno il francese Giovanni Mpteshi Perricard.
Doppio, 1° turno: (3) Shunsuke Mitsui/Bu Ynchaokete (JPN/CHN) b. Luca Nardi/Lorenzo Rottoli (ITA) 75 46 10-7

NUSSLOCH: STOP IN “SEMI” PER OCLEPPO – Julian Ocleppo si ferma in semifinale nel torneo Itf Future tedesco di Nussloch (25.000 dollari, sintetico indoor). Il portacolori del Ct Massa Lombarda ha ceduto, dopo due ore e 19 minuti di battaglia, al davisman belga Ruben Bemelmans (n.2 del seeding) per 7-6 (3) 3-6 7-6 (3).
Da lunedì Ocleppo gioca il torneo Itf Future francese di Veigy Foncenex (15.000 dollari, sintetico indoor) dove è la terza testa di serie.

A1 Circolo Tennis Massa Lombarda: Julian Ocleppo

A1 Circolo Tennis Massa Lombarda: Julian Ocleppo (foto Valter Cocchi)

Enrico Lanza Cariccio

Continua la spedizione egiziana dei giocatori dell’agonistica del Tennis Club Riccione. Nel 1° turno del torneo Itf Junior Tour del Cairo (Grade 4, terra) Enrico Lanza Cariccio ha battuto 6-1 6-2 il locale Sherif Lotfy. Domenica contro l’altro egiziano Ahmed Monsef.

Melbourne. A Melbourne Park è iniziata l’avventura degli Under negli Australian Open Junior Championships, torneo di categoria Grade A scattato sui campi in cemento. Lorenzo Rottoli, 17enne portacolori del Ct Massa Lombarda, è partito con il piede giusto battendo 2-6 6-3 6-4 l’elvetico Jeffrey Von Der Schulenburg (n.4). Ora al secondo turno troverà come avversario il francese Giovanni Mpteshi Perricard.

Lorenzo Rottoli

Lorenzo Rottoli (foto FIT / Dell’Olivo)

Federico Gaio continua nella sua cavalcata al “Bangkok Open 2020”, torneo challenger Atp dotato di un montepremi di 54.160 dollari in corso sul cemento della capitale tailandese. Il 27enne faentino, numero 151 del ranking mondiale e ottava testa di serie, ha infatti staccato il pass per la finale superando 64 63, in un’ora e 26 minuti di gioco, il kazako Dmitry Popko, numero 184 della classifica mondiale e 14esima testa di serie.

In precedenza il tennista romagnolo, reduce dalle qualificazioni degli Australian Open dove era uscito al primo turno per mano del belga Kimmer Coppejans, ha eliminato al secondo turno (esordio per lui) il giapponese Kaichi Uchida, numero 285 Atp e in tabellone come “alternate”, negli ottavi l’uzbeko Denis Istomin, numero 170 Atp e dodicesima testa di serie (64 62 lo score) e nei quarti il ceco Jiri Vesely, numero 109 Atp e primo favorito del tabellone, sconfitto per 76(3) 63.

Nel match che assegna il titolo Gaio affronterà il 32enne olandese Robin Haase, numero 167 della classifica Atp e decima testa di serie, a lungo fra i top 50 del mondo, con un best ranking al 33esimo posto e anche in bacheca due trofei del circuito maggiore.
Per il faentino si tratta della settima finale challenger in carriera: tre i titoli conquistati da Federico, a San Benedetto e Biella nel luglio 2016, e a Manerbio nell’agosto scorso (battendo Paolo Lorenzi), mentre si è fermato all’ultimo ostacolo a Cortina nell’estate 2014, a Padova nel settembre 2018 e a Parma a fine giugno dello scorso anno. Comunque vada l’incontro con Haase, il giocatore seguito come coach da Daniele Silvestre è già sicuro di ritoccare il proprio best ranking (n.144): al momento è virtualmente numero 134 Atp e in caso di vittoria salirebbe al 123esimo posto della classifica mondiale.

Australian Open: Federico Gaio

Un tentativo di risposta in allungo di Federico Gaio (foto FIT/Dell’Olivo) 

Un altro scalpo eccellente per Federico Gaio nella sua corsa nel “Bangkok Open 2020”, torneo challenger Atp dotato di un montepremi di 54.160 dollari in corso sul cemento della capitale tailandese.
Dopo aver superato in rimonta al secondo turno (per lui l’esordio) per 36 76(5) 75 il giapponese Kaichi Uchida, numero 285 Atp e in tabellone come “alternate”, e aver sconfitto negli ottavi per 64 62 l’uzbeko Denis Istomin, numero 170 Atp e dodicesima testa di serie, il 27enne faentino, numero 151 del ranking mondiale e ottava testa di serie, ha eliminato anche il ceco Jiri Vesely, numero 109 Atp e primo favorito del tabellone: 76(3) 63 il punteggio, in un’ora e 25 minuti di gioco, per il romagnolo nel match dei quarti.

Gaio, reduce dalle qualificazioni degli Australian Open, si giocherà un posto in finale con il kazako Dmitry Popko, numero 184 della classifica mondiale e 14esima testa di serie.

Australian Open: Federico Gaio

Un tentativo di risposta in allungo di Federico Gaio (foto FIT/Dell’Olivo) 

Enrico Dalla Valle

Enrico Dalla Valle (n.4) esce negli ottavi del torneo Itf Men’s Future tunisino di Monastir (15.000 dollari, hard outdoor), battuto 7-6 (3) 4-6 6-4 dal belga Zizou Bergs.
Doppio quarti: Berrettini-Dalla Valle sconfitti 6-3 5-7 16-14 dai portoghesi Cabral-Faria.

OCLEPPO NEI QUARTI A NUSSLOCH – Julian Ocleppo nei quarti del torneo Itf Men’s Future tedesco di Nussloch (25.000 dollari, hard indoor). Il portacolori del Ct Massa ha beneficiato del ritiro dell’ucraino Vitaliy Sachko ed ora affronterà il ceko Jan Satral.

Doppio, quarti: Ocleppo-Fallert (Ita-Ger) b. Brancaccio-Zeppieri 6-3 5-7 10-7. In semifinale sconfitta per 6-4 6-4 contro i tedeschi Haerteis-Heller.

Federico Gaio protagonista nel “Bangkok Open 2020”, torneo challenger Atp dotato di un montepremi di 54.160 dollari in corso sul cemento della capitale tailandese.
Dopo aver superato in rimonta al secondo turno (per lui l’esordio) per 36 76(5) 75 il giapponese Kaichi Uchida, numero 285 Atp e in tabellone come “alternate”, il 27enne faentino, numero 151 del ranking mondiale e ottava testa di serie, negli ottavi ha sconfitto per 64 62 l’uzbeko Denis Istomin, numero 170 Atp e dodicesima testa di serie.

Venerdì il romagnolo, reduce dalle qualificazioni di Melbourne, sfiderà per un posto in semifinale il ceco Jiri Vesely, numero 109 Atp e primo favorito del tabellone.

Doppio, 1° turno: Brkic-Pavic (Bih-Cro, n.4) b. Gaio-Lorenzi 64 64.

Australian Open: Federico Gaio

Un tentativo di risposta in allungo di Federico Gaio (foto FIT/Dell’Olivo)