Lucia Bronzetti

Il 10 dicembre spegnerà 22 candeline, ma in cuor suo Lucia Bronzetti si augura di trascorrere il compleanno lavorando, ovvero sul campo da tennis. In quella settimana è in calendario infatti un torneo ITF da 100mila dollari a Dubai, sul cemento, e la giovane tennista di Villa Verucchio, attualmente numero 339 del ranking mondiale, spera di riuscire ad entrare nelle qualificazioni negli Emirati Arabi dove però la prima lista delle iscritte è di livello altissimo considerando anche che i tornei Wta sono terminati già da un po’, ben prima di quelli del circuito maschile. Nei programmi della romagnola c’è poi di sicuro il 25 mila dollari indoor in calendario a Selva di Val Gardena dal 14 al 20 dicembre, nell’intento di chiudere al meglio un’annata particolare per questioni extrasportive: il covid-19 ha bloccato per mesi l’attività, uno stop durante il quale la verucchiese si è guardata dentro, a fondo.

Avevo cominciato l’anno ponendomi troppe aspettative, troppa responsabilità e voglia di arrivare in fretta – riconosce Lucia -. In questo modo le cose non sono andate bene ed è stato un periodo durissimo dal punto di vista mentale. Ho dovuto quindi accettare di avere un problema e di lavorare ancora più duramente. Poi è arrivato il coronavirus, che ha onestamente dato la giusta collocazione ai problemi reali. Mi ha fatto capire che cosa è realmente importante: mi sono sforzata di prendere lo stop obbligato come un nuovo inizio. Così mi sono ripromessa di entrare in campo finalmente con il sorriso, pensando solo al mio tennis e alla fortuna di riuscire a fare ciò che desidero di più”.

Lucia Bronzetti

Lucia Bronzetti in azione a Lousada

La Bronzetti è reduce da due tornei indoor in Portogallo, a Lousada. “Ho raggiunto le semifinali nel primo e i quarti nel secondo: sono abbastanza contenta di aver disputato parecchi match e anche del livello di gioco espresso, nonostante un piccolo infortunio accusato già dopo il primo match del primo torneo. Ho sentito dolore al muscolo addominale, però ho continuato a giocare non caricando al massimo nel servizio. Quando sono rientrata in Italia l’ecografia ha rilevato una lesione di secondo grado e quindi mi sono dovuta fermare per una settimana, prima di riprendere gli allenamenti”, spiega la tennista romagnola che ha messo in bacheca due trofei nel tour ITF, nel 2016 il 10.000 dollari a Sion (Svizzera) e l’anno seguente un 15.000 a Sharm El Sheikh.

La romagnola da tre anni ormai fa base ad Anzio, dove ha sede il team dei fratelli Piccari, che ha recentemente aggiunto in pianta stabile nello staff anche Karin Knapp.Mi trovo benissimo con Alessandro e Francesco, è splendido il mio rapporto con loro e con Karin, anche fuori dal campo. La sua figura è molto importante, tutti sappiamo che giocatrice di alto livello è stata e l’esperienza che può avere, in quanto tale può trasmetterci davvero molto. Sì, sono contenta che ci sia anche lei nello staff che ci segue quotidianamente. Da questo punto di vista stiamo lavorando tanto tecnicamente per sistemare alcune cose, sia sul diritto che sul rovescio, e siamo arrivati a buon punto, però stiamo cercando di alzare ulteriormente il livello”.

Proprio questa è la parola chiave in prospettiva per gli obiettivi di Lucia. “Disputare tante partite e in questo modo crescere e poter competere con giocatrici sempre più forti, per alzare appunto il mio livello. La priorità è avere la consapevolezza che come tennis posso starci – conclude la romagnola – poi in quel caso i risultati arrivano di conseguenza“.

Lucia Bronzetti con il coach Francesco Piccari

Lucia Bronzetti con il coach Francesco Piccari

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