Eraldo Baldini

“I giovedì del libro” al Tennis Club Faenza: il 23 giugno Eraldo Baldini su streghe e magia popolare in Romagna

Per la rassegna letteraria “I giovedì del libro”, il 23 giugno alle ore 21 il Tennis Club Faenza ospiterà Eraldo Baldini, narratore, saggista e ricercatore nel campo dell’antropologia culturale e dell’etnografia, che per l’occasione presenterà il libro “Streghe, malefici e magia popolare in Romagna”, Il Ponte Vecchio editore.

Nello splendido giardino del circolo di via Medaglie d’Oro, il noto autore nativo di Russi parlerà di un fenomeno culturale diffuso in ogni epoca e in ogni latitudine: appunto la magia e la stregoneria. Nei secoli più bui della storia dell’umanità, complesse motivazioni e dinamiche portarono alla drammatica “caccia alle streghe”, che interessò l’Europa e non solo. Ma come si arrivò alla persecuzione che causò migliaia di vittime? E soprattutto, chi erano i sospettati e le sospettate di stregonerie?

Con questo nome venivano indicate le persone che con l’ausilio di formule, pozioni e rituali magici, aiutate secondo il pensiero comune dal Diavolo, potevano maleficiare uomini e animali, scatenare tempeste, distruggere raccolti agricoli. Come strega veniva poi bollata chi svolgeva pratiche collocabili tra magia e medicina, assolvendo al compito di fattucchiera, erborista, maga guaritrice, impegnata a fare e disfare incantesimi, ad affrontare le malattie con gesti, rituali e rimedi di un arcaico sapere tramandato da secoli.

Eraldo Baldini, uno dei grandi narratori romagnoli dei nostri tempi, guiderà in questo viaggio affascinante fra storia e folklore, portando a conoscere questa complessa realtà in Romagna.

La rassegna letteraria del Tennis Club Faenza proseguirà giovedì 30 giugno con il fotografo e reporter Edoardo Agresti, che presenterà il libro “La fotografia e l’arte del gin tonic”, edito da Polaris.

Il libro di Eraldo Baldini e Simona Camporesi
5/5

More to explorer

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Net-Gen

“Le infinite radici della bellezza del tennis sono autocompetitive. Si compete con i propri limiti per trascendere l’io in immaginazione ed esecuzione.”

Contatti