Christian Capacci

Ancora un turno spettacolare per i giovani giocatori di casa nel secondo tabellone del torneo nazionale Open del Villa Carpena (500 euro di montepremi). Si qualificano infatti Christian Capacci, Lorenzo Angelini, Filippo Caporali e Lorenzo Monti.

Entrano nel main-draw anche Massimiliano Botticelli (Tc Riccione), il riminese Mattia Ricci e Giovanni Farolfi (Ct Cervia).

2° turno: Giacomo Magnani (2.6, n.1)-Marco Chiarello (3.1) 6-0, 6-0, Nicholas Scala (2.6, n.5)-Paolo Emilio Cossu Floris (2.8) 6-4, 4-6, 10-2, Nicolas Spimi (2.6, n.6)-Fabio Leonardi (3.1) 7-6 (2), 6-4, Sergio Badini (2.6, n.3)-Raymi Paci (2.8) 6-1, 6-3, Andrea Vai (2.6, n.10)-Leonardo Ferrari (2.8) 3-6, 6-2, 10-8, Mattia Bandini (2.6, n.7)-Giacomo Caroli (3.1) 6-1, 6-2, Ludovico Vaccari (2.6, n.2)-Riccardo Bartoli (2.8) 6-4,2-6, 10-5.

Turno di qualificazione: Massimiliano Botticelli (2.7)-Francesco Rastelli (2.7, n.16) 6-3, 6-2, Filippo Caporali (2.7)-Marco Chiavistelli (2.6, n.9) 6-3, 6-1, Lorenzo Monti (2.7)-Simone Piraccini (2.8) 6-0, 6-1, Christian Capacci (2.7)-Luca Bartoli (2.6, n.13) 6-1, 4-6, 10-4, Lorenzo Angelini (2.6, n.11)-Giacomo Mazzotti (2.8) 6-2, 6-1, Mattia Ricci (2.6, n.14)-Romeo Falconi (2.8) 4-6, 6-1, 10-6, Giovanni Farolfi (2.7, n.15)-Alessandro Orlandini (2.8) 6-2, 2-6, 10-5.

Lorenzo Angelini

Lorenzo Angelini (Tennis Club Villa Carpena)

OPEN OSIMO – Anche il giovane 3.2 Jacopo Antonelli (Tennis Club Riccione) al via nel torneo nazionale Open del Ct Osimo che ha avuto una straordinaria adesione (188 iscritti). In campo ora i quarta categoria, subito dopo sarà la volta dei ‘terza’.

I fratelli Sara e Davide Errani a Massa Lombarda

E’ arrivato tra i professionisti nel calcio Davide Errani, ma appena appese le scarpette bullonate al chiodo ha ripreso in mano la racchetta, suo primo amore. Del resto, in casa a Massa Lombarda lo sport è una passione di famiglia, un must, e il fratello maggiore di Sara non fa eccezione.

Davide Errani, nella sua formazione sportiva è iniziato prima il calcio o il tennis?

“Sono iniziati contemporaneamente più o meno all’età di 5 anni. Giocavo sia a calcio che a tennis, ho continuato così fino a 12 anni quando mi chiamò il Bologna Calcio e dovetti prendere una strada perché andare a Bologna significava andarci tutti i giorni. E così feci”.

Ci può raccontare un po’ la sua carriera calcistica?

“Ho fatto parte del settore giovanile del Bologna, dai 12 ai 16 anni, poi hanno deciso di non tenermi più e sono tornato a casa, ho fatto un anno a Massa e poi sono andato a Faenza dove ho passato quattro anni meravigliosi, fantastici. Dopo un anno di Allievi e Juniores a 18 anni ho esordito in prima squadra in serie C, e da lì ho fatto due anni in serie C a Faenza, uno a Forlì e uno nella Pro Vercelli. In questi anni ho fatto parte anche della nazionale Under 20 italiana. Durante l’anno a Vercelli, a marzo durante Pro Vercelli-Cremonese, ho avuto un brutto infortunio che ha caratterizzato e condizionato non solo la mia carriera ma in parte anche la vita. Mi sono rotto legamento crociato anteriore, due menischi, legamento collaterale e piatto tibiale. Tutto insieme. Gli interventi, due, a cui sono stato sottoposto, sono stati problematici e difficoltosi, dopo il primo intervento il dottore che mi ha operato non era sicuro riuscissi a tornare a camminare. Sono dovuto andare in Spagna per sistemare tutto, dove si allenava Sara, sono stato fermo due anni, poi ho ripreso facendo due stagioni di serie D e finendo con campionati di Promozione ed Eccellenza, dove anche se a livello più basso mi sono divertito tantissimo. A 33 anni ho smesso, e dopo qualche mese ho ripreso la racchetta da tennis in mano”.

Davide Errani in campo nell’Open del Ct Massa Lombarda

Ha rimpianti? Un piccolo sogno che voleva realizzare e non c’è riuscito?

“Sono sempre stato curioso di sapere dove sarei arrivato se non ci fosse stato quell’infortunio. Ma, guardandomi indietro adesso, posso dire che la persona che sono diventata adesso c’è grazie anche a quei momenti difficili. Soprattutto grazie a quelli e quindi va bene così”.

Poi il tennis, la classifica attuale che non rispecchia il suo reale valore, ben allenato dove potrebbe arrivare?

“Ah, non ne ho la più pallida idea, ma mi diverto tanto, ci sono bei tornei in giro, tanta gente che gioca. A novembre farò 39 anni, e mi piace il fatto di scendere in campo spesso con ragazzi che hanno anche 20 anni in meno di me”.

Tra lei e sua sorella Sara, di cui è il manager, in un match senza sconti chi vince?

“Faccio fatica a fare un game”.

Per quale club gioca?

“Gioco per il Circolo Easy Tennis, il circolo di Michele Montalbini, che è stato mio maestro quando ero ragazzo e anche uno dei primi maestri di Sara, con cui tutt’ora abbiamo uno splendido rapporto”.

Che effetto le fa fare un “positivo” in un torneo di tennis?

“Non è una cosa a cui penso molto quando faccio tornei. Gioco esclusivamente per divertirmi e perché ci sono tanti ragazzi che giocano bene, è stimolante. Certo quando si vince è sempre meglio, e quando si perde si rosica sempre un po’”.

Ha mai pensato che per il futuro avere un circolo, magari nuovo, per lei e sua sorella potrebbe essere la vostra nuova occupazione? O preferisce pensare ad altro?

Al momento non ci ho pensato. A me piace farmi sorprendere dalla vita, vediamo dove mi porterà. Non mi dispiace per niente l’idea di andare a vivere all’estero per qualche tempo, vediamo cosa succederà fra qualche anno”.

Davide Errani calciatore

Davide Errani calciatore

Alex Guidi
Raffica di match al Tennis Villa Carpena dove intanto sono state definite le teste di serie del tabellone finale dell’Open maschile (500 euro di montepremi), scattato sabato con 170 giocatori al via. Il main-draw è guidato nell’ordine dai 2.3 Federico Marchetti ed Andrea Militi Ribaldi, a seguire i 2.4 Nicola Filippi, Marco De Rossi, Luca Parenti, Simone Vaccari, Filippo Monti ed Andrea Calogero. Intanto è in pieno svolgimento il tabellone di 3° categoria che procede a tappe forzate, al ritmo di più di venti match al giorno. Tra i giovani di casa subito a segno Alex Guidi e Riccardo Pasi, bene anche gli altri giovani romagnoli Giacomo Ercolani (Ct Casalboni), Jacopo Antonelli (Tc Riccione), Leone Spadoni e Luigi Valletta del Ct Zavaglia.
Il torneo è diretto dal giudice arbitro Loredana Amadori.
 
RISULTATI
1° turno: Andrea Bonivento (3.3)-Federico Lenzi (3.2) 7-6 (4), 7-5, Alessandro Cesari (3.4)-Lorenzo Ossani (3.4) 6-4, 6-2, William Francesco Pio Pelliccioni (3.4)-Filippo Flamigni (3.4) 6-0, 6-7, 11-9, Luca Ballotta (3.3)-Dario Matteucci (3.3) 3-0 e ritiro, Delio Rinaldi (3.4)-Fabrizio Mariani (3.4) 6-3, 4-6, 10-6, Pasquale Schiavone (3.4)-Giacomo Zanichelli (3.4) 6-2, 6-1, Arturo Pierangeli (3.4)-Pietro Ricci (3.4) 6-4, 6-3, Tommaso Zannoni (3.3)-Mattia Battistini (3.3) 6-2, 6-3.
2° turno: Luca Migliorini (3.2)-Andrea Valli (3.3) 7-5, 6-4, Giacomo Ercolani (3.2)-Andrea Zanuccoli (3.3) 7-5, 6-0, Alex Guidi (3.1, n.19)-Emanuele Celli (3.2) 6-1, 6-3, Tommaso Spina (3.2)-Ruggero Avanzini (3.3) 6-2, 6-0, Gian Matteo Zanzi (3.2)-Jamal Urgese (3.3) 6-4, 6-2, Luigi Valletta (3.2)-Fabrizio Rubbi (3.3) 7-6 (5), 6-2, Riccardo Pasi (3.2)-Dannis Ciprian Spircu (3.3) 6-3, 6-3, Jacopo Antonelli (3.2)-Francesco Fabbri (3.4) 6-4, 6-0, Claudio Vivani (3.2)-Matteo Monti (3.4) 6-2, 6-0, Luca Grandi (3.2)-Niccolò Satta (3.3) 6-4, 4-6, 10-6, Matteo Peppucci (3.2)-Alessandro Manco (3.3) 6-1, 6-1, Tommaso Servadei (3.2)-Andrea Bonati (3.3) 6-2, 6-1, Andrea Arrigoni (3.2)-Fabio Folletti (3.4) 5-7, 6-0, 10-7, Leone Spadoni (3.2)-Lorenzo Quattrini (3.4) 6-2, 6-1.
 

Jacopo Antonelli (Tennis Club Riccione)

Michele Vianello

Michele Vianello parte forte in Turchia, nel secondo Itf Men’s Future stagionale in programma ad Antalya (15.000 dollari, terra), l’Artengo Open Series 1.
Il giovane allievo della Ravenna Tennis Academy nelle qualificazioni al 1° turno ha travolto 6-2 6-2 il russo Vladislav Tasenkov e ora sarà protagonista di un derby tricolore con Stefano Battaglino, quinta testa di serie delle “quali”.

 

L’occasione me l’ha fornita quel cantastorie sportivo che è Paolo Forcellini, con la complicità di Eraldo Maccapani e dei Veterani Sportivi Sammarinesi. Tutti amici.

Ho visto due foto che mi hanno offerto il destro, come si dice, per ricordare due amici del tennis che non ci sono più e che a me personalmente hanno dato tanto. Si tratta del maestro di tennis Mario Borghetti e del maestro di relazioni internazionali (ma anche di tennis) Fabrizio Stacchini. Li ricordo con grande affetto perché mi hanno fatto crescere come persona e come professionista. Sapete, quelle persone che vorresti sempre incontrare quando sei giovane, quelle persone che semplicemente ti danno un’opportunità per crescere, di quelle che ti dicono: “Per me sei bravo, ora fammi vedere quello che sai fare”. E tu cerchi di ripagare la fiducia.

Mario Borghetti

Mario Borghetti, scomparso nel giugno 2011

Due persone diverse, Mario Borghetti piuttosto riservato e rigoroso, Fabrizio Stacchini, sammarinese cresciuto a Roma che cercava sempre la bellezza. Mario mi ingaggiò nel suo team privato a Cesenatico nientemeno che come professore di diritto ed economia. Ho preparato per la maturità alcune generazioni di giocatori, ma in aula si parlava più di rovescio che di diritto, anzi mi sono sempre chiesto che cosa mai abbiano imparato i miei allievi, da Gianluca Luddi a Mattia Amadori, passando per Nancy Rustignoli, delle mie improponibili lezioni di economia politica. Ho ancora davanti i loro sguardi attoniti per la materia e distrutti dopo ore di allenamento. Li ricordo tutti e li seguo sempre. Una grande esperienza umana.

Poi Fabrizio Stacchini, il mitico Segretario Generale del Comitato Olimpico Sammarinese, con il quale c’era un feeling particolare: a lui piaceva come scrivevo di tennis e mi chiese di fare l’addetto stampa per il Cons alle Olimpiadi di Sydney 2000, poi sull’onda feci anche Atene 2004 ed i Giochi del Mediterraneo del 2001 a Tunisi. Che ricordi. Amava il tennis ancora più di me, il che non era facile, e voleva che gli raccontassi i match più importanti. Era uno che si divertiva a parlare con i giornalisti, non solo con me, ricordo a Tunisi una cena fantastica in un posto fantastico. Era un po’ un signore rinascimentale che amava circondarsi di pittori, scultori, scrittori e cantastorie vari.

Due episodi su tutti: 11 settembre 2001, attacco alle Torri Gemelle, siamo a Bizerte (Tunisia) a vedere un match di calcio nell’ambito dei Giochi del Mediterraneo, tutti ti chiamano dall’Europa e ti dicono: scappa. Gli chiedo, Fabrizio qual è il piano? Ci vediamo a cena e parliamo di tennis, al massimo domani, se butta male, prendiamo una nave (non meglio definita).

Gli ultimi due a destra Fabrizio Stacchini e Vittorio Pellandra con gli amici del tennis sammarinese

 

Poi un giorno a San Marino costruiscono il nuovo, avveniristico, Centro Sportivo di Serravalle, Fabrizio mi chiama e mi dice: aiutami a trovare un nome. Gli dico che da Multieventi Domus, viste le caratteristiche dell’impianto, non si scappa, e lui: “Va bè, gli aggiungo Sport e siamo a posto”. Le cose belle sono sempre le più semplici.