Nicolas Mahut con i guanti disinfetta la rete

Anche se l’emergenza sanitaria legata alla pandemia di Covid-19 non è ancora terminata, dal mondo del tennis arrivano segnali precisi che inducono a guardare con ottimismo all’immediato futuro. Da New York, la città più colpita dal nuovo Coronavirus a livello mondiale, arriva un messaggio di speranza di Billie Jean King, la grande campionessa degli Anni Settanta cui è stato intitolato il National Tennis Center di Flushing Meadows, sede degli US Open.
L’impianto era stato in parte utilizzato come ospedale (sul quale dirottare i pazienti non-Covid), in parte come cucina per preparare i pasti necessari a tutte le persone da assistere nell’emergenza. L’ex fuoriclasse fa sapere che nella struttura tennistica non ci sono più pazienti e si sta cominciando a smontare tutto. Decisamente un buon segno pensando alla possibilità che gli Open degli Stati Uniti possano svolgersi come da programma a partire dal 31 agosto nella Grande Mela. Quello che rimane l’obiettivo della Federazione Tennis Statunitense, come ribadito dal portavoce Chris Widmaier rispondendo all’agenzia France Press e confermando che una decisione definitiva sullo Slam americano verrà presa al massimo a metà giugno. 

Nicolas Mahut durante una pausa dell'allenamento, con il coach con mascherina

Nicolas Mahut durante una pausa dell’allenamento, con il coach con mascherina

Anche in Francia il tennis aveva dato la sua disponibilità a supportare l’emergenza. La Federazione francese aveva messo a disposizione della Assistenza Pubblica Ospedali di Parigi la foresteria del Centre National d’Entrainement. La struttura alberghiera ospita ancora sette pazienti in isolamento e dunque non è ancora disponibile per i giovani atleti di interesse nazionale, ma i campi sono stati riaperti e Nicolas Mahut e Gregoire Barrere sono stati i primi ad approfittarne per un allenamento, come mostrano i media d’Oltralpe. Barrere aveva già ripreso a giocare con Lucas Pouille, avendo affittato insieme al connazionale una casa con il campo da tennis a Valbonne, sulle Alpi marittime.
Si arriva già vestiti da tennis e la doccia si fa a casa – ha spiegato dopo aver studiato a memoria il protocollo – Mettiamo giù la borsa, indossiamo i guanti, puliamo la panca, buttiamo via i guanti, apriamo le palle, le segniamo, ci laviamo le mani, ci alleniamo. E rifacciamo tutto quando abbiamo finito. Senza dimenticare di disinfettare la rete perché, quando sbagliamo, la palla tocca il nastro e non si sa mai“.
Mahut, che fisicamente è apparso in gran forma, persino dimagrito di mezzo chilo, ha dichiarato all’Equipe: “Il rischio in questi primi momenti è quello di farsi male. Ho giocato tranquillo, per rimettere in moto le gambe, ho già le prime vesciche, dunque meglio andare adagio. Le maggiori difficoltà le ho con il servizio e proprio nel gioco di gambe. Mi sento i piedi pesanti, come se avessi gli zoccoli, e la palla va veloce su questa superficie. Mi ci vorrà un po’ prima di tornare ad alto livello“.

Gregoire Barrere in allenamento e dietro coach Marc Gicquel "mascherato"

Gregoire Barrere in allenamento e dietro coach Marc Gicquel “mascherato”

A proposito di alto livello, dalla Gran Bretagna arriva anche l’immagine del primo allenamento ‘con distanziamento sociale’ tra i due fratelli Murray, Jamie e Andy, seguiti dal coach Jamie Delgado. Andy, vincitore del torneo virtuale di Madrid, quello disputato con la Playstation4, aveva diffuso via reti sociali le immagini del suo allenarsi nel cortile di casa con un apposto muro “trasportabile”, ma ha celebrato il giorno del 33esimo compleanno (venerdì 15 maggio) tornando in campo una volta che il governo inglese ha dato il via libera. Ebbene sì, la ripresa si concretizza anche in cose apparentemente piccole.

 

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *