Daniel Bagnolini

La Romagna continua ad essere una terra prolifica per il tennis in quanto a talenti. Anche in un anno in cui lo sport giocato, purtroppo, è finito in secondo piano rispetto a protocolli, autorizzazioni e chiusure forzate i giovani romagnoli hanno lasciato il segno. E’ il caso, ad esempio, di Daniel Bagnolini, che a metà ottobre ha saputo conquistare il suo primo titolo internazionale nel circuito ITF Junior mettendo tutti in fila a Pescara, torneo di Grado 5 dove inizialmente non sarebbe dovuto neanche andare e che ha invece ha fatto suo grazie a una striscia di ben nove vittorie consecutive, partendo dalle pre-qualificazioni. Uno squillo importante per un ragazzo che non sta lasciando niente di intentato per perseguire la sua passione e provare a ritagliarsi uno spazio nel circuito. Andiamo allora a conoscerlo un po’ meglio.

DAGLI INIZI A CERVIA ALLA VILAS ACADEMY A MAIORCA – “Ho preso in mano la racchetta a 8 anni compiuti, cominciando sui campi del Circolo Tennis Cervia, la mia città, dopo aver visto in casa delle racchette di mia madre, giocatrice per hobby – afferma Daniel, nato il 17 febbraio del 2003 – e il mio primo maestro è stato Paolo Pambianco con cui ho continuato fino agli 11 anni. Se all’inizio era solo un passatempo come tanti, man mano l’amore per questo sport è cresciuto e nell’inverno 2015 sono andato al Ct Zavaglia Ravenna, nel team che faceva capo ad Omar Urbinati. L’estate successiva mi sono dedicato full time al tennis, allenandomi per 6-7 ore al giorno insieme a un tecnico marchigiano sui campi dell’Hotel Rouge a Milano Marittima, con notevoli progressi, testimoniati dai quarti di finale ai Campionati Italiani under 13. Però quei campi non vengono coperti in inverno, per cui per proseguire con quell’allenatore avrei dovuto fare avanti e indietro da Pesaro e logisticamente non era una soluzione praticabile. Ho disputato qualche torneo Tennis Europe in Spagna vedendo che erano più avanti come concetto e organizzazione di Accademia, anche per ragazzi della mia età, e quindi con la mia famiglia abbiamo cominciato a valutare questa idea. In quell’occasione ho conosciuto Sergio Sabadello, direttore tecnico della Vilas Academy a Maiorca e vice capitano di Coppa Davis della Russia, che mi ha proposto una settimana di prova nella sua struttura. All’inizio, sinceramente, non ero del tutto convinto, poi però dal gennaio del 2017 ho scelto di frequentarla full time lavorando sodo e raccogliendo i frutti visto che quell’anno ho vinto un paio di tornei Tennis Europe under 14. E ricordo che quando venivo convocato per i raduni del settore tecnico federale a Tirrenia non ero certo il più bravo tecnicamente, ma nei test fisici ottenevo i risultati migliori”.

Daniel Bagnolini con Sergio Sabadello

Daniel Bagnolini con Sergio Sabadello, direttore tecnico della Vilas Academy a Maiorca

“NEL 2019 FINALE A COLOMIERS POI L’INFORTUNIO ALLA SCHIENA” – Bagnolini prosegue nel raccontare le tappe del suo percorso. “Sono poi tornato in Italia per stare un po’ di più con la mia famiglia, e ho frequentato la Tennis Training School di Foligno, ma si è trattato di una parentesi, a cui ha fatto seguito il rientro in Spagna. Nel 2018 mi sono allenato tantissimo, disputando però pochi tornei, due o tre al massimo, perché spesso non mi sentivo pronto al 100% per competere a livello internazionale, cosa che con il tempo ho realizzato essere un errore, visto che non sempre si può essere al top della condizione. Ho iniziato quindi il 2019 con buoni propositi, partecipando alle qualificazioni di un paio di Futures all’Accademia Nadal e poi raggiungendo quarti e semifinali in tornei Junior ITF a Oslo, sul veloce indoor, seguiti dalla finale a Colomiers. Lì ho cominciato ad accusare dolori alla schiena, tuttavia erano in programma gli importanti tornei primaverili under 18 in Italia, a cominciare da Prato, e ho tentato di giocare, però finendo con l’aggravare l’infortunio. Dopo visite specialistiche ed accertamenti mi è stata diagnosticata una microfrattura alla vertebra L2, con due mesi di stop per superare il problema. Non è stato l’unico momento buio di quell’anno, perché poi dopo essere tornato in campo ho subito un paio di sconfitte con match point a favore che mi sono rimaste dentro a lungo, come una ferita aperta. E dulcis in fundo, a Barcellona durante un torneo mi hanno anche rubato le racchette…”.

“CHE GUSTO FARE DA SPARRING AL TORNEO WTA E GIOCARE IN A1” – A compensare queste amarezze, lo scorso anno, anche alcune belle pagine. “Durante il torneo WTA a Maiorca, sull’erba, io e altri coetanei abbiamo potuto fare da sparring alle giocatrici protagoniste ed è stata una delle esperienze più belle vissute finora, toccando con mano quel che significa il tour professionistico. Lo ammetto, mi sembrava di stare a Disneyland, eppoi in quei giorni si stava allenando sull’erba anche Rafa Nadal ed era uno spettacolo vederlo in azione e sentire come colpiva la palla. Inoltre in autunno ho giocato il campionato a squadre con il CT Maglie, davvero una bella esperienza e un modo per fare gruppo in uno sport prettamente individuale come il nostro”.

Daniel Bagnolini

Daniel Bagnolini impegnato in serie A1 con il Circolo Tennis Maglie

“IL LOCKDOWN MI HA AIUTATO A TROVARE CONSAPEVOLEZZA” – Proprio la serie A, anticipata in estate rispetto alla tradizionale collocazione temporale, è stata un momento topico per Bagnolini in un’annata particolare, caratterizzata dal lungo stop forzato per via dell’emergenza coronavirus. “Può sembrare strano dirlo, però il lockdown mi è stato di notevole aiuto. Sono riuscito ad allenarmi fisicamente da solo a Maiorca, negli spazi di casa, usando bottiglie come pesi o altro materiale come capitato pure ad altri, ma soprattutto mi ha fatto riflettere, tanto, sulle situazioni vissute in passato, inducendomi a concentrarmi in un altro modo sul presente e a non dare nulla per scontato. E questo si è ripercosso anche sul mio atteggiamento fin dal primo momento in cui ho rimesso piede in campo. Mi sentivo più consapevole, lucido e con le idee chiare, non a caso a Siracusa in A1 ho vinto un match tiratissimo con Ettore Zito e comunque in generale mi sono sentito parte integrante di un progetto, con la responsabilità di difendere i colori di un club e quindi in tal senso pure di comportarsi in maniera adeguata, dentro e fuori dal campo, rispettando sempre al massimo la maglia che indossi”.

L’APPRODO ALLA MILANO TENNIS ACADEMY – In estate è arrivata poi una svolta, dagli effetti positivi. “Dopo un paio di settimane di vacanza a casa, che non facevo da 4 anni – puntualizza Daniel – mia madre ha deciso che mi avrebbe trovato un posto in Italia e quindi ho effettuato due settimane di prova alla Milano Tennis Academy, trovandomi subito bene anche perché frequentata da diversi tennisti professionisti e quindi ho capito che faceva proprio al caso mio. Ho giocato l’Open a Cusano Milanino da 7000 euro di montepremi e con un altissimo livello tecnico, e poi insieme a Lorenzo Frigerio, ex professionista che si era appena aggiunto allo staff dell’accademia, abbiamo deciso di disputare il torneo ITF di Pescara, a metà ottobre, soprattutto per mettere alla prova in partita delle situazioni su cui avevamo lavorato in allenamento”. Non poteva andare meglio come prova visto che nel capoluogo abruzzese Bagnolini ha alzato al cielo quel trofeo che in precedenza aveva sfiorato nel 2017 a Nairobi (Kenya) e lo scorso anno appunto a Colomiers (Francia).

Daniel Bagnolini e il tecnico Lorenzo Frigerio

Daniel Bagnolini e il tecnico Lorenzo Frigerio con il trofeo vinto a Pescara

“CHE SODDISFAZIONE IL PRIMO TITOLO ITF JUNIOR” – “E’ stata veramente una bella soddisfazione conquistare il mio primo titolo ITF, anche perché è stata una dimostrazione di resilienza e capacità di soffrire da parte mia. Non mi ero iscritto al torneo e quindi sono dovuto partire dalle pre-qualificazioni, poi nelle ‘quali’ ho dovuto affrontare il mio compagno di club Silvio Mencaglia imponendomi di misura e nel turno decisivo ho battuto un altro giovane promettente come Federico Cinà entrando in tabellone. Nel match di secondo turno contro Federico Bondioli, però, mi sono procurato una distorsione alla caviglia e per il dolore sono stato sul punto di ritirarmi, lo avevo già detto al mio allenatore, poi a sorpresa è venuta a trovarmi a Pescara la mia ragazza e questo mi ha dato talmente tanta carica da non pensare più all’infortunio ma solo a provare a vincere con lo svizzero Dietrich per ripagarla di quel che aveva fatto per me. Mi sono dunque fasciato l’articolazione con tutto quel che avevo a disposizione, con continui trattamenti prima e dopo le partite. Sapevo che l’ostacolo più duro era in semifinale Gabriele Piraino, numero 1 del tabellone, che sono riuscito a superare in rimonta, in tre set. E il giorno della finale contro Mariano Tammaro anche mio padre, il mio primo tifoso, ci ha raggiunto in Abruzzo perché ci teneva a vedermi all’opera. Un ulteriore motivo di soddisfazione aver colto il successo davanti alle persone che mi vogliono bene e mi consentono di coltivare questa mia passione”.

“AL GIORNO 7 ORE DI ALLENAMENTO E I CONSIGLI DELLA SCHIAVONE” – Il modo migliore, insomma, per cominciare l’avventura nell’accademia di Segrate che ha Ugo Pigato come direttore sportivo. “La giornata tipo per noi full time prevede 7 ore complessive di allenamento – spiega il giovane cervese – Al mattino sessioni dalle 8 alle 10 e dalle 10 a mezzogiorno, in cui alterniamo tennis, con lavoro tecnico ed esercitazioni di vario genere, ad atletica, poi alle 14 andiamo a pranzare tutti insieme, per riprendere gli allenamenti alle 15 fino alle 18, e nel pomeriggio di solito facciamo partite o comunque situazioni di match. Inoltre abbiamo la fortuna di poter contare anche sulla presenza di Francesca Schiavone, che ci dà consigli preziosissimi dall’alto della sua esperienza di campionessa Slam, facendoci capire che le tensioni e le difficoltà che possiamo incontrare non sono diverse da quelle dei top player”.

Daniel Bagnolini

Daniel Bagnolini bacia la coppa vinta a Pescara

“MODELLI? DJOKOVIC COME GIOCO E DELPO COME CUORE” – Ma che tipo di giocatore è Daniel Bagnolini? “Mi piace soprattutto spingere con il diritto per comandare lo scambio, specie sulla terra, anche se ora sto lavorando per usarlo in modo produttivo anche sul veloce. Era la superficie su cui si esprimeva meglio il mio allenatore Lorenzo Frigerio e quindi mi sta aiutando tanto: è stato numero 375 della classifica mondiale Atp soltanto tre anni fa, ha poco più di trent’anni e quindi ha ben chiare certe dinamiche da giocatore. Stiamo lavorando anche sul movimento del servizio, un po’ alla Jarry per intenderci, per renderlo più sicuro ed efficace. Devo riconoscere che, siccome non mi piace per nulla perdere, a volte tendo ad innervosirmi in campo e quindi ci stiamo soffermando sull’aspetto mentale, per non disperdere energie inutilmente, così come sul compiere le scelte giuste dal punto di vista tattico. Modelli? Come gioco direi Djokovic, a mio avviso il giocatore destrorso più solido nei fondamentali, diritto e rovescio, ma mi piace anche Wawrinka. Come cuore però non esito a dire Del Potro, senza dimenticare Fabio Fognini, con il quale ho avuto anche la fortuna di dividere il campo”.

DUE TORNEI A ISTANBUL PER CHIUDERE LA STAGIONE – Da un mesetto ormai, in particolare, il 17enne di Cervia si sta allenando sul duro visto che a fine mese lo attendono due tornei ITF Junior in Turchia sul cemento, un grado 4 e poi un grado 5 (per tale motivo è rientrato in Romagna per rinnovare il passaporto). “Spero di chiudere la stagione in maniera positiva, poi nel periodo natalizio vedremo di impostare la programmazione per il 2021, anche perché per il momento si sa poco o nulla del calendario a causa della pandemia. Prima della fine dell’anno, visto che non mi viene riconosciuta la scuola frequentata a distanza in Spagna, dovrò anche sostenere un esame di licenza media che mi consenta di iscrivermi poi alle scuole superiori da privatista, cercando poi di accorpare più anni in uno per recuperare il tempo perso. Per il mio futuro in parallelo al tennis è importante anche arrivare ad avere un titolo di studio”.

“SOGNO DI VINCERE UNO SLAM” – A quest’età non si possono non avere sogni nel cassetto e traguardi da raggiungere. “Se parliamo di obiettivi, quello più a breve termine è affrontare gli allenamenti con il massimo dell’intensità per arrivare pronto ai due tornei che mi attendono in Turchia. Per quanto riguarda invece i sogni, beh, in fondo al mio cuore c’è quello di vincere uno Slam – confessa Daniel chiudendo per un momento gli occhi -, l’impresa più grande per un tennista”.

Daniel Bagnolini in allenamento

Daniel Bagnolini in allenamento sul veloce alla Milano Tennis Academy

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