Cristian Brandi con Jannik Sinner a Sofia

Ha condiviso con Jannik Sinner, minuto per minuto, una settimana storica, quella che ha visto il talento di Sesto Pusteria conquistare a Sofia il primo titolo ATP, a 19 anni e tre mesi, il più giovane italiano di sempre a riuscire in tale impresa. Un exploit che è stato un concentrato di emozioni forti anche e soprattutto per Cristian Brandi, braccio destro di Riccardo Piatti, che con il fisioterapista e osteopata Claudio Zimaglia ha seguito il golden boy altoatesino in questo torneo.
Vivo il momento della partita con grande trasporto e passionalità e quindi devo riconoscere che quella di Sofia è stata una settimana intensa, da vari punti di vista”, ammette Brandi, originario di San Vito dei Normanni, nel brindisino, ma ormai romagnolo d’adozione, essendo sposato con la sammarinese Monica Pierini (un passato da nazionale del suo Paese nell’atletica) che 9 anni fa lo ha reso padre di Nicolò, e pure tesserato per il Circolo Tennis Rimini, dove impegni professionali permettendo si diletta in qualche incontro di campionato a squadre over, oltre che una volta a mese dispensare preziosi consigli di tecnica ai giovani agonisti. Proprio nell’antica Repubblica ha fatto rientro l’ex doppista azzurro di Davis per un paio di giorni di relax in famiglia, prima di tornare a Bordighera, dove da giugno svolge il ruolo di ‘elite coach’, coordinando in prima persona l’intero lavoro del Piatti Tennis Center, con la collaborazione degli altri membri dello staff.

“SI SOFFRE DA FUORI, SINNER E’ PIU’ TRANQUILLO DI ME” –Come tutti, anche io da fuori soffro molto di più di quando giocavo, perché in campo sei tu a decidere quali colpi eseguire e come condurre un punto – spiega Cristian, 50 anni – mentre in questo caso non puoi far altro che guardare il tennista che segui, vorresti aiutarlo in certi frangenti. E poi comincio ad avere un età e quindi certe tensioni si fanno sentire maggiormente: fra gli impegni con Jannik e il seguire le partite degli avversari per studiarne le caratteristiche devo dire che non ho dormito granché… Quel che è certo è che Jannik è più tranquillo, sta vivendo questo suo percorso di crescita verso obiettivi ancora più alti, sono come delle tappe che portano a una meta assai ambiziosa: nel 2019 ha vinto titoli challenger e poi, dodici mesi fa, le Next Gen ATP Finals, ora il primo trofeo ATP raccogliendo i frutti di un lavoro che parte da lontano. E senza voler peccare di immodestia crediamo che se si fosse rispettato il calendario 2020 del circuito, questo risultato sarebbe anche potuto arrivare prima. Lui sa che deve imparare a gestire al meglio emozioni e tensione, quello che sanno fare i giocatori più forti e soprattutto i campioni, specie nei momenti decisivi dei match più importanti”.

Cristian Brandi con Jannik Sinner e Claudio Zimaglia a Sofia

Cristian Brandi con Jannik Sinner e Claudio Zimaglia a Sofia

“CHE SETTIMANA INTENSA A SOFIA” – Ma com’è stato vivere da dentro questa fantastica cavalcata in Bulgaria? “Dal mio punto di vista non semplice. Siamo partiti sabato per Sofia, con tutte le difficoltà che ci sono in questo momento nel viaggiare, poi abbiamo effettuato come da protocollo il tampone e atteso 24 ore l’esito. Avuto il via libera, abbiamo cominciato gli allenamenti, come sempre intenzionati a dare il massimo con l’obiettivo di arrivare in fondo al torneo. All’inizio come sensazioni Jannik non era particolarmente brillante, ma giorno dopo giorno è andato sempre meglio…”. Fino all’apoteosi di sabato, nel duello conclusivo con Vasek Pospisil, che dopo un inizio tutto di marca italiana ha rischiato poi di vedere il canadese ribaltare la situazione. “Sinner è stato in controllo fino al 6-4 1-0 con break, poi ha perso a zero un turno di servizio e altri quattro punti di fila, si è un po’ disunito e ha iniziato a pensare troppo. Ma si trattava della prima finale ATP, a 19 anni, è normale sia così, è umano pure lui – sottolinea Brandi ripercorrendo il match clou – così come sarà normale che succeda anche in futuro in occasione di appuntamenti ancora più importanti. Però anche se l’avversario aveva ripreso fiducia, Jannik è rimasto lì, attaccato alla partita, giocando ogni punto, senza lamentarsi o lasciarsi andare ad atteggiamenti negativi. E nel momento decisivo, al tie-break, ha saputo alzare il livello e conquistare il trofeo. E’ così che si vincono le partite nel circuito professionistico”.

“FESTEGGIARE IL 1° TITOLO? UNA FETTA DI TORTA E UN PO’ DI SPUMANTE” – Questa, di sicuro, Sinner e tutti gli appassionati del Belpaese non la dimenticheranno. E probabilmente anche lo stesso tecnico che, dopo una carriera di tutto rispetto da giocatore (è stato numero 50 Atp in doppio), ha lavorato con vari atleti, tra cui Marco Cecchinato, Filippo Volandri, Paolo Lorenzi, Thomas Fabbiano, Alessandro Giannessi e Stefano Napolitano solo per citare i più noti. “Gli ultimi tre tornei in cui ho seguito di persona Jannik sono finiti tutti allo stesso modo: Next Gen ATP Finals a Milano e Ortisei lo scorso anno e ora Sofia, niente male direi come media… Scherzi a parte, Riccardo Piatti rimane il punto di riferimento di tutto il progetto, poi ci siamo io e Andrea Volpini che lo accompagniamo in qualche torneo: questo è il modo in cui lavoriamo ed è quello che ha reso Jannik già così maturo e forte mentalmente, in grado di trovare soluzioni per risolvere i problemi in campo”, afferma Brandi, che cita un episodio per mettere in evidenza la professionalità del ‘barone rosso’, come qualcuno ha ribattezzato Sinner per via del colore dei capelli. “E’ un ragazzo che sa bene quello che vuole e con la testa ben piantata sulle spalle. Basti pensare che sabato sera abbiamo festeggiato il suo successo con una fetta di torta e un bicchiere di spumante, in camera, in albergo. E lui alle 22.30 ci ha salutato ed è andato a dormire. Si gode questa soddisfazione, certo, ma dentro di sé è già proiettato verso i prossimi impegni”.

Cristian Brandi e Riccardo Piatti

Cristian Brandi e Riccardo Piatti

“ORA PREPARAZIONE, IL 13 DICEMBRE PARTENZA PER L’AUSTRALIA” – Non a caso, già definito è il programma che lo porterà agli inizi della stagione 2021, con il grande appuntamento di Melbourne, primo Slam dell’anno, dove il talento azzurro – già testimonial di brand importanti come Technogym, Parmigiano Reggiano, Alfa Romeo e Rolex oltre agli sponsor tecnici – si presenterà sulla scorta dei quarti raggiunti al Roland Garros da debuttante. “Ora Jannik trascorrerà qualche giorno a casa, se riuscirà ad arrivarci visto che l’Alto Adige è zona rossa, per poi riprendere subito ad allenarsi. Del resto il 13 dicembre è già prevista la partenza per l’Australia, in anticipo rispetto al solito dal momento che è previsto un periodo di quarantena per chi arriva in quel Paese. E quindi questa è l’unica soluzione per poter disputare tre tornei down under. Per fortuna nei tre mesi di lockdown Sinner ha lavorato tanto dal punto di vista fisico, come se fosse una preparazione off season, e quindi non ha bisogno adesso di moltissimo lavoro. Senza trascurare il fatto che a 19 anni sta ancora crescendo dal punto di vista della struttura fisica, per cui i carichi in palestra devono tenere assolutamente conto di questo”.

BRANDI E IL RUOLO DI ‘ELITE COACH’ A BORDIGHERA – Brandi fa parte del Team Piatti fin dagli albori, ma si era sempre occupato di seguire direttamente un numero ristretto di atleti. Da qualche mese ha una responsabilità diversa, a tempo pieno nel quartier generale in Liguria, affiancando il suo ex allenatore, una sorta di secondo padre considerando che il loro primo incontro è datato 1983, a Riano, quando un Brandi non ancora 14enne fu convocato al Centro federale Fit. “Riccardo puntava ad assegnarmi questo ruolo da un pezzo, e ho sentito che era il momento giusto per provarci, dopo quasi 40 anni a girare per il mondo. Tuttavia, viaggi a parte, il mio lavoro resta lo stesso: occuparmi della crescita dei ragazzi, cercando di dare a ognuno i mezzi per raggiungere il massimo delle proprie potenzialità. E devo dire che è un lavoro assai stimolante proprio per le prospettive che presenta: Sinner è la punta dell’iceberg, ma abbiamo tanti giovani a Bordighera, maschi e femmine, che giocano davvero bene, tra cui anche un bambino di 8 anni che sa già fare tantissime cose. Vederli impegnarsi giorno dopo giorno è un divertimento ma anche uno stimolo continuo. Mi sono ripromesso di essere duro e attento: poter giocare a tennis è una fortuna, i ragazzi devono capirlo e metterci sempre la massima serietà. Chi si allena da noi sa di avere a disposizione tutto ciò che serve per esprimersi al meglio”.

Cristian Brandi

Cristian Brandi al lavoro al Piatti Tennis Center di Bordighera

“BONDIOLI? MI PIACE MOLTO, STA FACENDO LE COSE PER BENE” – Tra le promesse che si affidano a Piatti e al suo staff di prim’ordine per inseguire il sogno del professionismo ci sono anche dei giovani romagnoli. “Enrico Dalla Valle dal mese scorso ha deciso di fare base allo Sporting Club Sassuolo, circolo per cui è tesserato e dove disputa la serie A1: ha avviato un progetto tecnico improntato all’agonismo di vertice e al professionismo con a capo Francesco De Laurentiis, che negli ultimi anni aveva ricoperto un ruolo in seno al nostro staff. E’ una scelta che abbiamo condiviso, anche perché così Enrico sarà più vicino a casa.

Cristian Brandi e Jannik Sinner

Cristian Brandi con Jannik Sinner a Sofia dopo la conquista del primo titolo ATP

Sta crescendo bene intanto Federico Bondioli, classe 2005, che con determinazione ha affrontato una scelta simile a quella di Jannik trasferendosi da Ravenna molto giovane nel nostro centro. La famiglia ha piena fiducia in noi e devo dire che mi piace molto il ragazzo, sia in campo che per il suo atteggiamento complessivo. Ad esempio è attentissimo anche nel seguire altre partite e a cogliere aspetti che lo aiutano a crescere. ‘Fede’ ha compiuto già notevoli progressi, come testimoniano anche i risultati ottenuti in serie A1 con lo Sporting Club Sassuolo e in alcuni tornei Junior Tour, spero il prossimo anno che si possa tornare alla normalità, trovando una soluzione efficace per contrastare il coronavirus, perché mi piacerebbe che Bondioli si cimentasse con continuità nel circuito Junior Tour ITF e cominciasse ad assaggiare la realtà dei Futures, primo passo per il professionismo. Ogni tanto è stato a Montecarlo con altri nostri ragazzi per allenarsi con alcuni top player e sono convinto che queste esperienze contribuiscano a rafforzare la passione che ha dentro. Portare Sinner in Romagna? E’ già venuto una volta con me per alcuni giorni in estate nel recente passato, allenandosi con giovani della zona, e gli è piaciuto anche perché era il periodo della ‘Notte Rosa’ e quindi c’erano numerosi eventi. Sicuramente da qui in avanti, come potete immaginare, Jannik sarà sempre più impegnato – conclude Cristian Brandi – però se ci sarà l’occasione cercherò di fare questo regalo ai miei amici riminesi e ai tanti ragazzi che si dedicano al tennis in questo territorio”.

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