Federico Gaio

E’ stato un “black friday” per Federico Gaio, ma in questo caso non c’entrano gli sconti speciali. Nero perché il 28enne tennista di Faenza ha visto terminare la sua avventura sia in singolare che in doppio nello Sparkasse Challenger Val Gardena Südtirol”, Challenger Atp con un montepremi di 44.820 euro (cemento indoor) in corso ad Ortisei.

Nel tabellone individuale, dopo l’esordio vincente sul pugliese Andrea Pellegrino e il successo al secondo turno per 6-4 7-5 sul turco Altug Celikbilek, proveniente dalle qualificazioni, il giocatore allenato da coach Daniele Silvestre, numero 139 del ranking mondiale e sesta testa di serie, è stato stoppato nei quarti di finale dal russo Aslan Karatsev, numero 111 della classifica ATP e terzo favorito del seeding: 76(3) 63 il punteggio, in un’ora e 41 minuti di gioco.

Il romagnolo parte bene, procurandosi una palla break già nel secondo gioco, break che arriva poi al quarto game. Il 28enne di Faenza è perfetto al servizio fino al 5-2, però lì il russo alza il livello in risposta e sul 3-5 piazza il contro-break. È dunque il tie-break a decidere la prima frazione: Karatsev fa i primi quattro punti e non si lascia sfuggire il set. Nel secondo parziale Federio si procura due palle break nel quinto game, ma non riesce a togliere il servizio al rivale, che nel gioco successivo, quello più lungo dell’intero match, converte la settima palla break per il 4-2. È l’allungo decisivo anche se Gaio lotta fino all’ultima palla. 

In serata è poi arrivata anche l‘eliminazione in doppio, in semifinale, per la coppia tutta romagnola formata da Francesco Forti e Federico Gaio: dopo l’affermazione all’esordio per 6-1 6-4 su Maestrelli-Nardi (wild card) e il successo in rimonta sui polacchi Drzewiecki-Walkow, terza testa di serie, per 6-7 (5) 6-4 10-6, nel match che valeva l’ingresso in finale il faentino e il 21enne di Cesenatico tesserato per il Circolo Tennis Massa Lombarda hanno ceduto 76(3) 61 al tedesco Andre Begemann e al francese Albano Olivetti, numero 1 del tabellone.

Francesco Forti

Francesco Forti (foto Marco Corriero) 

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