Alberto Morolli

Il Coronavirus ha fermato sul più bello l’ascesa tecnica ed agonistica del riminese Alberto Morolli. Il 2.4 portacolori del Tennis Club Riccione era impegnato nel circuito nazionale dei tornei Bnl, dopo una tosta preparazione invernale con il maestro Giovanni Marra. Stava decollando grazie a buoni risultati, poi lo stop. “Nel torneo Open del Ct Cesena avevo fatto due bei positivi, battendo Bertuccioli e Compagnucci, stavo riprendendo fiducia dopo la preparazione invernale, anche se un po’ imbastito per il duro lavoro svolto, stavo riprendendo il mio gioco. Poi è arrivato lo stop generale ed ora lavoro tanto solo sull’aspetto fisico, mi sto concentrando sulla parte alta, visto che non si può fare la corsa. Quindi molto lavoro con i pesi e per il potenziamento, diciamo un po’ simile alla preparazione invernale”.

Luciano Darderi e Alberto Morolli con l'arbitro di sedia Pierluigi Martelli

Luciano Darderi e Alberto Morolli con l’arbitro di sedia Pierluigi Martelli

Intanto il 20enne riminese sta scalando le classifiche nazionali: “Sono 2.4, mi manca davvero poco per salire 2.3, anche se per farlo devi avere i punti da 2.2 oppure punti Atp”.

Si parla inevitabilmente di programmazione, anche se i tempi in cui si riprenderà a giocare sono incerti: “Io ed Alessandro Pecci avevamo in programma tutti i tornei Bnl, credo che appena riprenderemo giocando fuori si potrà riprendere anche con i Bnl e spero di farli tutti, poi quest’estate, dopo che Alessandro avrà fatto la maturità, ci tufferemo nei tornei Itf Men’s Future”.

Morolli ha ben chiare le idee su quale parte del suo gioco deve migliorare. “La combinazione servizio-diritto, sono i colpi che devo potenziare, così come li gioco ora vanno bene per gli Open ma se voglio puntare più in alto ho bisogno di renderli ancora più solidi. Il rovescio è il mio colpo più naturale, il dritto lo gioco bene in allenamento, ma poi magari in partita quando c’è più tensione si può sbagliare. Sono alto 1.95, ho bisogno di ottenere di più da dritto e servizio, non potrò mai giocare da fondo come uno alto 1.75”. Infine un auspicio: “Quando potremo tornare ad allenarci, lo faremo con ancora più voglia e determinazione”.

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