Luciano Darderi e Stefanos Tsitsipas

I dieci giorni da sogno si sono conclusi, Luciano Darderi sabato 21 fa rientro in Italia ma è adesso che deve far fruttare l’esperienza più unica che rara che ha potuto vivere alla O2 Arena di Londra. Il 18enne portacolori del Circolo Tennis Massa Lombarda, in qualità di Top 10 della classifica internazionale ITF Junior (attualmente occupa proprio la decima posizione), è stato invitato come sparring partner dei campioni protagonisti delle Nitto ATP Finals insieme ad altri due coetanei, il britannico Arthur Fery e lo svizzero Dominic Stricker, recente trionfatore del Roland Garros junior. E così nella capitale inglese il giovane talento italo-argentino ha avuto modo di dividere il campo con le stelle del circuito, a cominciare dal numero 1 del mondo Novak Djokovic, ma anche il greco Stefanos Tsitsipas, l’argentino Diego Schwartzman, Matteo Berrettini (il romano è la prima riserva) e la maggior parte dei doppisti impegnati al Masters di fine stagione. 

Tutto è nato durante il Challenger di Parma, quando mi è arrivato un messaggio dall’ATP, per chiedermi se ero disponibile a fare da sparring alle Finals a Londra – racconta Luciano, che quest’anno a livello juniores ha vinto i tornei di Grade 1 a Cuenca, Asunciòn e Porto Alegre e ha dato i primi assaggi al circuito Pro – Sono qui a disposizione e mi alleno con quelli che mi chiamano, spesso chiedendomi cose specifiche, anche in vista dei match che devono affrontare. Il campo Centrale è un po’ più lento come caratteristiche rispetto a quelli secondari, utilizzati solo per gli allenamenti. E’ un’occasione davvero speciale per me e per mio padre Gino, per imparare e capire tante cose che mi serviranno a diventare professionista: dobbiamo lavorare sodo per ottenere risultati più avanti e penso che siamo sulla strada giusta“. 

Luciano Darderi con Novak Djokovic

Luciano Darderi con Novak Djokovic

Essere a contatto con campioni di questo calibro nella ‘bolla’ londinese se non tramite consigli diretti permette di toccare con mano tutta una serie di aspetti che rappresentano mattoni fondamentali nella costruzione di un tennista. “Intanto ho capito che fisicamente ho molto lavoro da fare. I big lasciano il 100% sempre, sono sempre molto intensi, concentrati al 100% in ogni minuto di ogni allenamento – riconosce il classe 2002 tirando un po’ le somme di questa ‘avventura’ in riva al Tamigi -. E’ molto importante per me vederli così da vicino. Consigli particolari? Non ho avuto modo di parlare tanto con loro. Li ho osservati, questo sì. Djokovic, ad esempio, mi ha colpito più di tutti, per l’elasticità, per come arriva sulla palla, per come gioca lungo e quanto è preciso. Berrettini invece per come gioca è il mio modello: anche io cerco di attuare un tennis d’attacco, servizio e dritto, con l’obiettivo di spingere ed essere propositivo“.

Luciano Darderi e Matteo Berrettini

Luciano Darderi con Matteo Berrettini a Londra

Darderi, in estate grande protagonista nel campionato di serie A1 con la squadra romagnola del presidente Fulvio Campomori, capitanata da Michele Montalbini, capace di conquistare la permanenza nel massimo campionato, dovrebbe chiudere la stagione – pandemia e quarantene permettendo – disputando qualche Future ITF, in Spagna o Tunisia. “Nel 2021 comincerò con il circuito ITF, poi proverò a giocare qualche Challenger se avrò la classifica o se la Federazione mi darà qualche wild card. Voglio fare le cose bene, un passo alla volta, senza guardare troppo in là, anche se, lo ammetto, vorrei arrivare un giorno tra i primi venti del mondo. E un sogno sarebbe riuscire ad essere almeno una volta a Torino, prossima sede delle ATP Finals fino al 2025“, ammette Luciano guardando in prospettiva.
Eh già, sarebbe una favola a lieto fine ritrovare un giorno dall’altra parte della rete come avversari i top player ai quali ora ha fatto da sparring.

Luciano Darderi e Diego Schwartzman

Luciano Darderi e Diego Schwartzman dopo una sessione di allenamento alla O2 Arena di Londra

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