Tennis in carrozzina: premiazione del torneo a gironi di Budrio
Si è svolto domenica 22 novembre, sui campi del Tennis Club Budrio, nel rispetto dei protocolli di sicurezza per il coronavirus il torneo nazionale a gironi di Tennis in carrozzina con la presenza di 8 atleti, alcuni dei quali provenienti anche da fuori regione.
La formula della manifestazione prevedeva due gironi all’italiana da 4 partecipanti ciascuno, suddivisi per livello di classifica nazionale, sia per il singolo che per il doppio, con formula di punteggio Next Gen.
Al termine delle varie sfide nel girone A di singolare si è imposto il lombardo Giovanni Enrico Zeni, che ha chiuso a punteggio pieno, precedendo nell’ordine il veneto Manuel Zorzetto, Marco Pincella e Paolo Tontodonati.
Tennis in carrozzina: torneo gironi Budrio

Le premiazioni del torneo a gironi di Budrio

 
Nel girone B di singolare affermazione del toscano Umberto Patermo, che ha avuto la meglio sul “padrone di casa” Pietro D’Imperio aggiudicandosi di misura il confronto diretto, con Marco Amadori e Gianluca Mantini ad occupare le altre due posizioni.
Giovanni Enrico Zeni ha fatto l’en plein piazzandosi al primo posto anche nel gruppo A del doppio, anche in questo caso davanti a Manuel Zorzetto, seguito a sua volta da Patermo e Pincella.
Il girone B del doppio ha visto spuntarla invece Paolo Tontodonati, precedendo Pietro D’Imperio, Marco Amadori e Gianluca Mantini.
 
Tennis in carrozzina: premiazioni del torneo a gironi a Budrio

Le premiazioni del torneo a gironi a Budrio

Grande successo di partecipazione al torneo nazionale di 3ª categoria maschile del Circolo Wild Card di Bologna, in programma da venerdì 27 a domenica 29 novembre.
Fino a ieri, ad iscrizioni ancora aperte, avevano dato la loro adesione ben 105 giocatori, con larga rappresentanza romagnola. Tra i più forti i 3.1 Alex Gencarelli e Rafael Capacci, i 3.2 Luca De Giovanni, Giacomo Caroli e Tommaso Spina, i giovani 3.3 della Ravenna Tennis Academy, Carlo Paci, Pietro Briganti, Niccolò Satta e Dario Matteucci, ed ancora Tommaso Servadei (Tc Faenza), Andrea Zanuccoli (Pol.2000 Cervia) e Ruggero Avanzini (Suzanne Lenglen 2 Fusignano), il 3.4 Alessandro Vico (Ct Zavaglia), il giovanissimo Dennis Ciprian Spircu, 3.4 Under 12 da poco passato alla corte di Giorgio Galimberti nella sua Academy di Cattolica, e il 3.4 Leonardo Pieracci (Ct Casatorre).

I 4ª IN GARA A SARSINA – Al via sabato un nuovo torneo, il 4ª categoria maschile organizzato dalla Polisportiva Circolo Sarsina. Il torneo valligiano, diretto da Massimiliano Comandini, terrà banco fino al 13 dicembre: si prevede una buona partecipazione vista la voglia di competizione che c’è in giro.

Rafael Capacci

Rafael Capacci (foto Fabio Blaco)

Lucia Bronzetti

Il 10 dicembre spegnerà 22 candeline, ma in cuor suo Lucia Bronzetti si augura di trascorrere il compleanno lavorando, ovvero sul campo da tennis. In quella settimana è in calendario infatti un torneo ITF da 100mila dollari a Dubai, sul cemento, e la giovane tennista di Villa Verucchio, attualmente numero 339 del ranking mondiale, spera di riuscire ad entrare nelle qualificazioni negli Emirati Arabi dove però la prima lista delle iscritte è di livello altissimo considerando anche che i tornei Wta sono terminati già da un po’, ben prima di quelli del circuito maschile. Nei programmi della romagnola c’è poi di sicuro il 25 mila dollari indoor in calendario a Selva di Val Gardena dal 14 al 20 dicembre, nell’intento di chiudere al meglio un’annata particolare per questioni extrasportive: il covid-19 ha bloccato per mesi l’attività, uno stop durante il quale la verucchiese si è guardata dentro, a fondo.

Avevo cominciato l’anno ponendomi troppe aspettative, troppa responsabilità e voglia di arrivare in fretta – riconosce Lucia -. In questo modo le cose non sono andate bene ed è stato un periodo durissimo dal punto di vista mentale. Ho dovuto quindi accettare di avere un problema e di lavorare ancora più duramente. Poi è arrivato il coronavirus, che ha onestamente dato la giusta collocazione ai problemi reali. Mi ha fatto capire che cosa è realmente importante: mi sono sforzata di prendere lo stop obbligato come un nuovo inizio. Così mi sono ripromessa di entrare in campo finalmente con il sorriso, pensando solo al mio tennis e alla fortuna di riuscire a fare ciò che desidero di più”.

Lucia Bronzetti

Lucia Bronzetti in azione a Lousada

La Bronzetti è reduce da due tornei indoor in Portogallo, a Lousada. “Ho raggiunto le semifinali nel primo e i quarti nel secondo: sono abbastanza contenta di aver disputato parecchi match e anche del livello di gioco espresso, nonostante un piccolo infortunio accusato già dopo il primo match del primo torneo. Ho sentito dolore al muscolo addominale, però ho continuato a giocare non caricando al massimo nel servizio. Quando sono rientrata in Italia l’ecografia ha rilevato una lesione di secondo grado e quindi mi sono dovuta fermare per una settimana, prima di riprendere gli allenamenti”, spiega la tennista romagnola che ha messo in bacheca due trofei nel tour ITF, nel 2016 il 10.000 dollari a Sion (Svizzera) e l’anno seguente un 15.000 a Sharm El Sheikh.

La romagnola da tre anni ormai fa base ad Anzio, dove ha sede il team dei fratelli Piccari, che ha recentemente aggiunto in pianta stabile nello staff anche Karin Knapp.Mi trovo benissimo con Alessandro e Francesco, è splendido il mio rapporto con loro e con Karin, anche fuori dal campo. La sua figura è molto importante, tutti sappiamo che giocatrice di alto livello è stata e l’esperienza che può avere, in quanto tale può trasmetterci davvero molto. Sì, sono contenta che ci sia anche lei nello staff che ci segue quotidianamente. Da questo punto di vista stiamo lavorando tanto tecnicamente per sistemare alcune cose, sia sul diritto che sul rovescio, e siamo arrivati a buon punto, però stiamo cercando di alzare ulteriormente il livello”.

Proprio questa è la parola chiave in prospettiva per gli obiettivi di Lucia. “Disputare tante partite e in questo modo crescere e poter competere con giocatrici sempre più forti, per alzare appunto il mio livello. La priorità è avere la consapevolezza che come tennis posso starci – conclude la romagnola – poi in quel caso i risultati arrivano di conseguenza“.

Lucia Bronzetti con il coach Francesco Piccari

Lucia Bronzetti con il coach Francesco Piccari

Si è difeso come un leone, ingaggiando una gran battaglia, ma alla fine il riminese Manuel Mazza è uscito al 2° turno delle qualificazioni nel torneo Itf Men’s Future spagnolo di Benicarlo (15.000 dollari, terra) nella Comunità autonoma Valenciana.

Per il portacolori del Tennis Club Viserba esordio con successo (6-3 7-5) contro il russo Savva Polukhin, ma al 2° turno non gli è bastata una prova di grande generosità: in una sfida sul filo di lana l’ha spuntata infatti lo spagnolo Pedro Vives Marcos, prima testa di serie delle “quali”, per 7-6 4-6 10-6. Da sottolineare che nel primo set il romagnolo non ha sfruttato due set point sul 6-5 e 15-40 servizio per lo spagnolo.

 

Gianmaria Migliardi e Patricio Remondegui

Buoni risultati per i giovani giocatori romagnoli nel torneo nazionale Open del Davi.s Tennis Team di Bologna. Ottimo il quarto di finale del ravennate Gianmaria Migliardi nel torneo andato in scena nel week-end con la formula Rodeo. Il giovane 2.7 allievo della Ravenna Tennis Academy ha battuto al 2° turno il pari classificato Francesco Maria Missere per 4-3 4-3, al 3° turno il 2.6 forlivese Diego Bravetti (n.9) per 4-2 1-4 10-7, negli ottavi ha vinto un altro derby romagnolo, questa volta sul 2.6 Samuel Zannoni (n.8) per 3-4 4-2 11-9, prima di cedere 4-1 4-3 al n.1 del seeding, il 2.4 altoatesino Moritz Trocker.

Quarti di finale anche per il 2.6 riminese Mattia Ricci (numero 6 del tabellone), allievo della Pro Tennis School, che ha sconfitto il 2.7 Nicholas Scala per 4-1 4-1 ed il 2.6 Maximilian Figl (n.11) per 4-3 0-4 12-10, prima di cedere 0-4 3-0 e ritiro al 2.5 Filippo Botti (n.3).
Stesso piazzamento pure per il 2.6 Alessandro Bagnara, allievo della Tozzona Tennis Park, testa di serie numero 12, che ha sconfitto il 2.7 Tommaso Iotti per 4-0 4-2 e il 2.5 Marco Simoni (n.5) per forfait, poi la sconfitta per 1-4 4-1 11-9 contro il 2.5 modenese Filippo Monti, quarto favorito del seeding.

Mattia Ricci

Il riminese Mattia Ricci

Manuel Mazza

Il riminese Manuel Mazza parte forte nelle qualificazioni del torneo Itf Men’s Future spagnolo di Benicarlo (15.000 dollari, terra) nella Comunità autonoma Valenciana. Per il portacolori del Tennis Club Viserba esordio con successo (6-3 7-5) contro il russo Savva Polukhin, lunedì è atteso dal vincente tra lo spagnolo Pedro Vives Marcos (numero 1 del seeding delle “quali”) e l’altro russo Zakhar Trapeznikov.

In Spagna si profila comunque una bella pattuglia di giocatori romagnoli, visto che la prossima settimana saranno in gara anche Alessandro Pecci ed Alberto Morolli del Tennis Club Riccione, seguiti da coach Giovanni Marra, ed il ravennate Alessandro Dragoni, portacolori del CT Zavaglia e allievo della Ravenna Tennis Academy.
In particolare Pecci, Dragoni e Morolli scenderanno in campo nel torneo Itf Men’s Future di Madrid (15.000 dollari, terra indoor), poi i due giocatori del club della Perla Verde risultano iscritti anche al successivo torneo di Torello (15.000 dollari, hard outdoor) in programma dal 7 al 13 dicembre nei pressi di Barcellona, dove salvo cambiamenti di programma ci sarà anche Luciano Darderi (Ct Massa Lombarda), reduce dall’esperienza come sparring partner alle ATP Finals di Londra – e dovrebbe essere al via anche Dragoni.

Alessandro Pecci, Giovanni Marra ed Alberto Morolli

Da sinistra Alessandro Pecci, Giovanni Marra ed Alberto Morolli

 

Fabio Fognini e Michele Vianello

Il ravennate Michele Vianello, allievo della Ravenna Tennis Academy, parte dalle qualificazioni, da domenica, nel torneo Itf Men’s Futures tunisino di Monastir (15.000 dollari, hard outdoor), il “Magic Tours”.

MAZZA IN SPAGNA – Manuel Mazza disputa le qualificazioni nel torneo Itf Men’s Future spagnolo di Benicarlo (15.000 dollari, terra) nella Comunità autonoma Valenciana. Si firma per le qualificazioni oggi fino alle 18, poi alle 19 uscirà il tabellone.

 

 

Luciano Darderi e Stefanos Tsitsipas

I dieci giorni da sogno si sono conclusi, Luciano Darderi sabato 21 fa rientro in Italia ma è adesso che deve far fruttare l’esperienza più unica che rara che ha potuto vivere alla O2 Arena di Londra. Il 18enne portacolori del Circolo Tennis Massa Lombarda, in qualità di Top 10 della classifica internazionale ITF Junior (attualmente occupa proprio la decima posizione), è stato invitato come sparring partner dei campioni protagonisti delle Nitto ATP Finals insieme ad altri due coetanei, il britannico Arthur Fery e lo svizzero Dominic Stricker, recente trionfatore del Roland Garros junior. E così nella capitale inglese il giovane talento italo-argentino ha avuto modo di dividere il campo con le stelle del circuito, a cominciare dal numero 1 del mondo Novak Djokovic, ma anche il greco Stefanos Tsitsipas, l’argentino Diego Schwartzman, Matteo Berrettini (il romano è la prima riserva) e la maggior parte dei doppisti impegnati al Masters di fine stagione. 

Tutto è nato durante il Challenger di Parma, quando mi è arrivato un messaggio dall’ATP, per chiedermi se ero disponibile a fare da sparring alle Finals a Londra – racconta Luciano, che quest’anno a livello juniores ha vinto i tornei di Grade 1 a Cuenca, Asunciòn e Porto Alegre e ha dato i primi assaggi al circuito Pro – Sono qui a disposizione e mi alleno con quelli che mi chiamano, spesso chiedendomi cose specifiche, anche in vista dei match che devono affrontare. Il campo Centrale è un po’ più lento come caratteristiche rispetto a quelli secondari, utilizzati solo per gli allenamenti. E’ un’occasione davvero speciale per me e per mio padre Gino, per imparare e capire tante cose che mi serviranno a diventare professionista: dobbiamo lavorare sodo per ottenere risultati più avanti e penso che siamo sulla strada giusta“. 

Luciano Darderi con Novak Djokovic

Luciano Darderi con Novak Djokovic

Essere a contatto con campioni di questo calibro nella ‘bolla’ londinese se non tramite consigli diretti permette di toccare con mano tutta una serie di aspetti che rappresentano mattoni fondamentali nella costruzione di un tennista. “Intanto ho capito che fisicamente ho molto lavoro da fare. I big lasciano il 100% sempre, sono sempre molto intensi, concentrati al 100% in ogni minuto di ogni allenamento – riconosce il classe 2002 tirando un po’ le somme di questa ‘avventura’ in riva al Tamigi -. E’ molto importante per me vederli così da vicino. Consigli particolari? Non ho avuto modo di parlare tanto con loro. Li ho osservati, questo sì. Djokovic, ad esempio, mi ha colpito più di tutti, per l’elasticità, per come arriva sulla palla, per come gioca lungo e quanto è preciso. Berrettini invece per come gioca è il mio modello: anche io cerco di attuare un tennis d’attacco, servizio e dritto, con l’obiettivo di spingere ed essere propositivo“.

Luciano Darderi e Matteo Berrettini

Luciano Darderi con Matteo Berrettini a Londra

Darderi, in estate grande protagonista nel campionato di serie A1 con la squadra romagnola del presidente Fulvio Campomori, capitanata da Michele Montalbini, capace di conquistare la permanenza nel massimo campionato, dovrebbe chiudere la stagione – pandemia e quarantene permettendo – disputando qualche Future ITF, in Spagna o Tunisia. “Nel 2021 comincerò con il circuito ITF, poi proverò a giocare qualche Challenger se avrò la classifica o se la Federazione mi darà qualche wild card. Voglio fare le cose bene, un passo alla volta, senza guardare troppo in là, anche se, lo ammetto, vorrei arrivare un giorno tra i primi venti del mondo. E un sogno sarebbe riuscire ad essere almeno una volta a Torino, prossima sede delle ATP Finals fino al 2025“, ammette Luciano guardando in prospettiva.
Eh già, sarebbe una favola a lieto fine ritrovare un giorno dall’altra parte della rete come avversari i top player ai quali ora ha fatto da sparring.

Luciano Darderi e Diego Schwartzman

Luciano Darderi e Diego Schwartzman dopo una sessione di allenamento alla O2 Arena di Londra

Federico Gaio

E’ stato un “black friday” per Federico Gaio, ma in questo caso non c’entrano gli sconti speciali. Nero perché il 28enne tennista di Faenza ha visto terminare la sua avventura sia in singolare che in doppio nello Sparkasse Challenger Val Gardena Südtirol”, Challenger Atp con un montepremi di 44.820 euro (cemento indoor) in corso ad Ortisei.

Nel tabellone individuale, dopo l’esordio vincente sul pugliese Andrea Pellegrino e il successo al secondo turno per 6-4 7-5 sul turco Altug Celikbilek, proveniente dalle qualificazioni, il giocatore allenato da coach Daniele Silvestre, numero 139 del ranking mondiale e sesta testa di serie, è stato stoppato nei quarti di finale dal russo Aslan Karatsev, numero 111 della classifica ATP e terzo favorito del seeding: 76(3) 63 il punteggio, in un’ora e 41 minuti di gioco.

Il romagnolo parte bene, procurandosi una palla break già nel secondo gioco, break che arriva poi al quarto game. Il 28enne di Faenza è perfetto al servizio fino al 5-2, però lì il russo alza il livello in risposta e sul 3-5 piazza il contro-break. È dunque il tie-break a decidere la prima frazione: Karatsev fa i primi quattro punti e non si lascia sfuggire il set. Nel secondo parziale Federio si procura due palle break nel quinto game, ma non riesce a togliere il servizio al rivale, che nel gioco successivo, quello più lungo dell’intero match, converte la settima palla break per il 4-2. È l’allungo decisivo anche se Gaio lotta fino all’ultima palla. 

In serata è poi arrivata anche l‘eliminazione in doppio, in semifinale, per la coppia tutta romagnola formata da Francesco Forti e Federico Gaio: dopo l’affermazione all’esordio per 6-1 6-4 su Maestrelli-Nardi (wild card) e il successo in rimonta sui polacchi Drzewiecki-Walkow, terza testa di serie, per 6-7 (5) 6-4 10-6, nel match che valeva l’ingresso in finale il faentino e il 21enne di Cesenatico tesserato per il Circolo Tennis Massa Lombarda hanno ceduto 76(3) 61 al tedesco Andre Begemann e al francese Albano Olivetti, numero 1 del tabellone.

Francesco Forti

Francesco Forti (foto Marco Corriero) 

Daniel Bagnolini

La Romagna continua ad essere una terra prolifica per il tennis in quanto a talenti. Anche in un anno in cui lo sport giocato, purtroppo, è finito in secondo piano rispetto a protocolli, autorizzazioni e chiusure forzate i giovani romagnoli hanno lasciato il segno. E’ il caso, ad esempio, di Daniel Bagnolini, che a metà ottobre ha saputo conquistare il suo primo titolo internazionale nel circuito ITF Junior mettendo tutti in fila a Pescara, torneo di Grado 5 dove inizialmente non sarebbe dovuto neanche andare e che ha invece ha fatto suo grazie a una striscia di ben nove vittorie consecutive, partendo dalle pre-qualificazioni. Uno squillo importante per un ragazzo che non sta lasciando niente di intentato per perseguire la sua passione e provare a ritagliarsi uno spazio nel circuito. Andiamo allora a conoscerlo un po’ meglio.

DAGLI INIZI A CERVIA ALLA VILAS ACADEMY A MAIORCA – “Ho preso in mano la racchetta a 8 anni compiuti, cominciando sui campi del Circolo Tennis Cervia, la mia città, dopo aver visto in casa delle racchette di mia madre, giocatrice per hobby – afferma Daniel, nato il 17 febbraio del 2003 – e il mio primo maestro è stato Paolo Pambianco con cui ho continuato fino agli 11 anni. Se all’inizio era solo un passatempo come tanti, man mano l’amore per questo sport è cresciuto e nell’inverno 2015 sono andato al Ct Zavaglia Ravenna, nel team che faceva capo ad Omar Urbinati. L’estate successiva mi sono dedicato full time al tennis, allenandomi per 6-7 ore al giorno insieme a un tecnico marchigiano sui campi dell’Hotel Rouge a Milano Marittima, con notevoli progressi, testimoniati dai quarti di finale ai Campionati Italiani under 13. Però quei campi non vengono coperti in inverno, per cui per proseguire con quell’allenatore avrei dovuto fare avanti e indietro da Pesaro e logisticamente non era una soluzione praticabile. Ho disputato qualche torneo Tennis Europe in Spagna vedendo che erano più avanti come concetto e organizzazione di Accademia, anche per ragazzi della mia età, e quindi con la mia famiglia abbiamo cominciato a valutare questa idea. In quell’occasione ho conosciuto Sergio Sabadello, direttore tecnico della Vilas Academy a Maiorca e vice capitano di Coppa Davis della Russia, che mi ha proposto una settimana di prova nella sua struttura. All’inizio, sinceramente, non ero del tutto convinto, poi però dal gennaio del 2017 ho scelto di frequentarla full time lavorando sodo e raccogliendo i frutti visto che quell’anno ho vinto un paio di tornei Tennis Europe under 14. E ricordo che quando venivo convocato per i raduni del settore tecnico federale a Tirrenia non ero certo il più bravo tecnicamente, ma nei test fisici ottenevo i risultati migliori”.

Daniel Bagnolini con Sergio Sabadello

Daniel Bagnolini con Sergio Sabadello, direttore tecnico della Vilas Academy a Maiorca

“NEL 2019 FINALE A COLOMIERS POI L’INFORTUNIO ALLA SCHIENA” – Bagnolini prosegue nel raccontare le tappe del suo percorso. “Sono poi tornato in Italia per stare un po’ di più con la mia famiglia, e ho frequentato la Tennis Training School di Foligno, ma si è trattato di una parentesi, a cui ha fatto seguito il rientro in Spagna. Nel 2018 mi sono allenato tantissimo, disputando però pochi tornei, due o tre al massimo, perché spesso non mi sentivo pronto al 100% per competere a livello internazionale, cosa che con il tempo ho realizzato essere un errore, visto che non sempre si può essere al top della condizione. Ho iniziato quindi il 2019 con buoni propositi, partecipando alle qualificazioni di un paio di Futures all’Accademia Nadal e poi raggiungendo quarti e semifinali in tornei Junior ITF a Oslo, sul veloce indoor, seguiti dalla finale a Colomiers. Lì ho cominciato ad accusare dolori alla schiena, tuttavia erano in programma gli importanti tornei primaverili under 18 in Italia, a cominciare da Prato, e ho tentato di giocare, però finendo con l’aggravare l’infortunio. Dopo visite specialistiche ed accertamenti mi è stata diagnosticata una microfrattura alla vertebra L2, con due mesi di stop per superare il problema. Non è stato l’unico momento buio di quell’anno, perché poi dopo essere tornato in campo ho subito un paio di sconfitte con match point a favore che mi sono rimaste dentro a lungo, come una ferita aperta. E dulcis in fundo, a Barcellona durante un torneo mi hanno anche rubato le racchette…”.

“CHE GUSTO FARE DA SPARRING AL TORNEO WTA E GIOCARE IN A1” – A compensare queste amarezze, lo scorso anno, anche alcune belle pagine. “Durante il torneo WTA a Maiorca, sull’erba, io e altri coetanei abbiamo potuto fare da sparring alle giocatrici protagoniste ed è stata una delle esperienze più belle vissute finora, toccando con mano quel che significa il tour professionistico. Lo ammetto, mi sembrava di stare a Disneyland, eppoi in quei giorni si stava allenando sull’erba anche Rafa Nadal ed era uno spettacolo vederlo in azione e sentire come colpiva la palla. Inoltre in autunno ho giocato il campionato a squadre con il CT Maglie, davvero una bella esperienza e un modo per fare gruppo in uno sport prettamente individuale come il nostro”.

Daniel Bagnolini

Daniel Bagnolini impegnato in serie A1 con il Circolo Tennis Maglie

“IL LOCKDOWN MI HA AIUTATO A TROVARE CONSAPEVOLEZZA” – Proprio la serie A, anticipata in estate rispetto alla tradizionale collocazione temporale, è stata un momento topico per Bagnolini in un’annata particolare, caratterizzata dal lungo stop forzato per via dell’emergenza coronavirus. “Può sembrare strano dirlo, però il lockdown mi è stato di notevole aiuto. Sono riuscito ad allenarmi fisicamente da solo a Maiorca, negli spazi di casa, usando bottiglie come pesi o altro materiale come capitato pure ad altri, ma soprattutto mi ha fatto riflettere, tanto, sulle situazioni vissute in passato, inducendomi a concentrarmi in un altro modo sul presente e a non dare nulla per scontato. E questo si è ripercosso anche sul mio atteggiamento fin dal primo momento in cui ho rimesso piede in campo. Mi sentivo più consapevole, lucido e con le idee chiare, non a caso a Siracusa in A1 ho vinto un match tiratissimo con Ettore Zito e comunque in generale mi sono sentito parte integrante di un progetto, con la responsabilità di difendere i colori di un club e quindi in tal senso pure di comportarsi in maniera adeguata, dentro e fuori dal campo, rispettando sempre al massimo la maglia che indossi”.

L’APPRODO ALLA MILANO TENNIS ACADEMY – In estate è arrivata poi una svolta, dagli effetti positivi. “Dopo un paio di settimane di vacanza a casa, che non facevo da 4 anni – puntualizza Daniel – mia madre ha deciso che mi avrebbe trovato un posto in Italia e quindi ho effettuato due settimane di prova alla Milano Tennis Academy, trovandomi subito bene anche perché frequentata da diversi tennisti professionisti e quindi ho capito che faceva proprio al caso mio. Ho giocato l’Open a Cusano Milanino da 7000 euro di montepremi e con un altissimo livello tecnico, e poi insieme a Lorenzo Frigerio, ex professionista che si era appena aggiunto allo staff dell’accademia, abbiamo deciso di disputare il torneo ITF di Pescara, a metà ottobre, soprattutto per mettere alla prova in partita delle situazioni su cui avevamo lavorato in allenamento”. Non poteva andare meglio come prova visto che nel capoluogo abruzzese Bagnolini ha alzato al cielo quel trofeo che in precedenza aveva sfiorato nel 2017 a Nairobi (Kenya) e lo scorso anno appunto a Colomiers (Francia).

Daniel Bagnolini e il tecnico Lorenzo Frigerio

Daniel Bagnolini e il tecnico Lorenzo Frigerio con il trofeo vinto a Pescara

“CHE SODDISFAZIONE IL PRIMO TITOLO ITF JUNIOR” – “E’ stata veramente una bella soddisfazione conquistare il mio primo titolo ITF, anche perché è stata una dimostrazione di resilienza e capacità di soffrire da parte mia. Non mi ero iscritto al torneo e quindi sono dovuto partire dalle pre-qualificazioni, poi nelle ‘quali’ ho dovuto affrontare il mio compagno di club Silvio Mencaglia imponendomi di misura e nel turno decisivo ho battuto un altro giovane promettente come Federico Cinà entrando in tabellone. Nel match di secondo turno contro Federico Bondioli, però, mi sono procurato una distorsione alla caviglia e per il dolore sono stato sul punto di ritirarmi, lo avevo già detto al mio allenatore, poi a sorpresa è venuta a trovarmi a Pescara la mia ragazza e questo mi ha dato talmente tanta carica da non pensare più all’infortunio ma solo a provare a vincere con lo svizzero Dietrich per ripagarla di quel che aveva fatto per me. Mi sono dunque fasciato l’articolazione con tutto quel che avevo a disposizione, con continui trattamenti prima e dopo le partite. Sapevo che l’ostacolo più duro era in semifinale Gabriele Piraino, numero 1 del tabellone, che sono riuscito a superare in rimonta, in tre set. E il giorno della finale contro Mariano Tammaro anche mio padre, il mio primo tifoso, ci ha raggiunto in Abruzzo perché ci teneva a vedermi all’opera. Un ulteriore motivo di soddisfazione aver colto il successo davanti alle persone che mi vogliono bene e mi consentono di coltivare questa mia passione”.

“AL GIORNO 7 ORE DI ALLENAMENTO E I CONSIGLI DELLA SCHIAVONE” – Il modo migliore, insomma, per cominciare l’avventura nell’accademia di Segrate che ha Ugo Pigato come direttore sportivo. “La giornata tipo per noi full time prevede 7 ore complessive di allenamento – spiega il giovane cervese – Al mattino sessioni dalle 8 alle 10 e dalle 10 a mezzogiorno, in cui alterniamo tennis, con lavoro tecnico ed esercitazioni di vario genere, ad atletica, poi alle 14 andiamo a pranzare tutti insieme, per riprendere gli allenamenti alle 15 fino alle 18, e nel pomeriggio di solito facciamo partite o comunque situazioni di match. Inoltre abbiamo la fortuna di poter contare anche sulla presenza di Francesca Schiavone, che ci dà consigli preziosissimi dall’alto della sua esperienza di campionessa Slam, facendoci capire che le tensioni e le difficoltà che possiamo incontrare non sono diverse da quelle dei top player”.

Daniel Bagnolini

Daniel Bagnolini bacia la coppa vinta a Pescara

“MODELLI? DJOKOVIC COME GIOCO E DELPO COME CUORE” – Ma che tipo di giocatore è Daniel Bagnolini? “Mi piace soprattutto spingere con il diritto per comandare lo scambio, specie sulla terra, anche se ora sto lavorando per usarlo in modo produttivo anche sul veloce. Era la superficie su cui si esprimeva meglio il mio allenatore Lorenzo Frigerio e quindi mi sta aiutando tanto: è stato numero 375 della classifica mondiale Atp soltanto tre anni fa, ha poco più di trent’anni e quindi ha ben chiare certe dinamiche da giocatore. Stiamo lavorando anche sul movimento del servizio, un po’ alla Jarry per intenderci, per renderlo più sicuro ed efficace. Devo riconoscere che, siccome non mi piace per nulla perdere, a volte tendo ad innervosirmi in campo e quindi ci stiamo soffermando sull’aspetto mentale, per non disperdere energie inutilmente, così come sul compiere le scelte giuste dal punto di vista tattico. Modelli? Come gioco direi Djokovic, a mio avviso il giocatore destrorso più solido nei fondamentali, diritto e rovescio, ma mi piace anche Wawrinka. Come cuore però non esito a dire Del Potro, senza dimenticare Fabio Fognini, con il quale ho avuto anche la fortuna di dividere il campo”.

DUE TORNEI A ISTANBUL PER CHIUDERE LA STAGIONE – Da un mesetto ormai, in particolare, il 17enne di Cervia si sta allenando sul duro visto che a fine mese lo attendono due tornei ITF Junior in Turchia sul cemento, un grado 4 e poi un grado 5 (per tale motivo è rientrato in Romagna per rinnovare il passaporto). “Spero di chiudere la stagione in maniera positiva, poi nel periodo natalizio vedremo di impostare la programmazione per il 2021, anche perché per il momento si sa poco o nulla del calendario a causa della pandemia. Prima della fine dell’anno, visto che non mi viene riconosciuta la scuola frequentata a distanza in Spagna, dovrò anche sostenere un esame di licenza media che mi consenta di iscrivermi poi alle scuole superiori da privatista, cercando poi di accorpare più anni in uno per recuperare il tempo perso. Per il mio futuro in parallelo al tennis è importante anche arrivare ad avere un titolo di studio”.

“SOGNO DI VINCERE UNO SLAM” – A quest’età non si possono non avere sogni nel cassetto e traguardi da raggiungere. “Se parliamo di obiettivi, quello più a breve termine è affrontare gli allenamenti con il massimo dell’intensità per arrivare pronto ai due tornei che mi attendono in Turchia. Per quanto riguarda invece i sogni, beh, in fondo al mio cuore c’è quello di vincere uno Slam – confessa Daniel chiudendo per un momento gli occhi -, l’impresa più grande per un tennista”.

Daniel Bagnolini in allenamento

Daniel Bagnolini in allenamento sul veloce alla Milano Tennis Academy